sabato 28 marzo 2015

PERCHE' NON POSSO NON ESSERE UN ANTICRISTO

Perché vi furono anche nell'antichità pensatori come Pitagora, Platone, Apollonio di Tiana, Plutarco, Porfirio, di fronte ai quali un Gesù Cristo (trasformato dalla fantasia ipocrita degli evangelisti in figlio di Dio) merita solo disprezzo. Leggere l'Anticristo di Nietzsche per capire come Gesù fu trasformato in figlio di Dio dall'invenzione di S. Paolo, le cui Epistole precedono cronologicamente tutti i vangeli. Fu infatti Paolo l'inventore del cristianesimo, cioè della resurrezione di Gesù.   
Si consideri la parabola del figliol prodigo, il cui ritorno deve essere festeggiato con l'uccisione del vitello più grasso. Maledetto Gesù Cristo che continuò a considerare il tempio-mattatoio di Gerusalemme come casa del Signore. Chi difende un individuo come Gesù, che non è mai esistito come figura raccontata dai vangeli, è solo individuo ignorante che non ha argomenti contro di me e sa solo offendere confermando la verità di ciò che ho detto. Che tutte le religioni sono solo cagate pazzesche. Io conosco la Bibbia meglio dei preti e di questo papa ignorante per aver condotto per anni studi di esegesi biblica esponendo i risultati dei maggiori studiosi mondiali nel mio testo Scontro tra culture e metacultura scientifica. Risultati tremendi che documentano che la Bibbia è un libro di schifose menzogne. I cosiddetti tre patriarchi, Abramo, Isacco e Giacobbe, sono figure mitologiche tratte da tre diversi racconti mesopotamici, che, in origine scollegati tra loro, gli ebrei cucirono insieme arbitrariamente trasformando Abramo in padre di Isacco e Isacco in padre di Giacobbe. La schiavitù degli ebrei in Egitto e la fuga da esso guidati da Mosè è una pura invenzione ebraica. Risulta infatti dall'esegesi che persino Mosè è un personaggio mai esistito, e se cade Mosè cade tutta la Bibbia, compresi i vangeli, dove si dice che Gesù parlò con le anime del "profeta" Elia (un massacratore di 450 seguaci del dio Baal ) e di Mosè. Cioè parlò con le anime di due individui mai esistiti. Chi è ignorante si tenga pure le fregnacce bibliche, superate solo da quelle peggiori del Corano, vero libro di merda.

Apollonio di Tiana (I secolo d. C.), educato a Tarso, non si fece convertire da S. Paolo quando lo incontrò. Preferì rimanere legato culturalmente all’India, dove era stato, contemperando la cultura indiana con il pitagorismo. Flavio Filostrato di Lemno, vissuto nel III secolo, fu invitato da Giulia Domna, moglie dell’imperatore Settimio Severo, a scrivere la biografia di Apollonio. Egli racconta che Apollonio aveva la fama di essere un mago, di aver fatto molti miracoli e di essere persino risuscitato per dimostrare che l’anima è immortale, ma aggiunge che non vi era in ciò alcunché di vero e che Apollonio era solo un sapiente che ancor giovinetto disse al suo maestro Eusseno di voler diventare pitagorico e gli spiegò: “ ‘Farò come i medici. La loro prima cura è di purgare: prevengono così le malattie o le guariscono’. A partire da quel momento non si nutrì più di carni…si nutrì di verdure e di frutta, dicendo che tutto ciò che dà la terra è puro…e divenne assistente del medico Esculapio” (Vita di Apollonio, I, 7).



E’ evidente che sarebbe stato preferibile che S. Paolo, invece di cercare di convertire Apollonio, si fosse fatto convertire da lui. Quanto sarebbe stata migliore la storia.



Conoscitore dei tesi della religione di Zarathustra, egli affermò che “nessun sacrificio di animali è da farsi poiché Dio non ha bisogno di alcunché” e che è preferibile non fare alcuna violenza ad alcun animale evitando l’uso delle pelli per accrescere il senso della giustizia. “La terra produce ogni cosa e chi vuole essere in pace con gli esseri viventi non ha bisogno di alcunché, poiché i suoi frutti si possono cogliere, e altri coltivare secondo le stagioni, in quanto essa è la nutrice dei suoi figli: ma la gente, come se non udisse le sue grida, affila le spade contro gli animali per trarne cibo e vestimento. I Bramani dell’India invece non approvano tale condotta e istruirono i Ginni dell’Egitto a respingerla: da costoro Pitagora, che fu il primo dei Greci a frequentare gli Egizi, prese la sua dottrina che lasciava alla terra gli esseri animali; e affermando che i suoi prodotti sono puri e adatti a nutrire il corpo e la mente, di questi si cibava. Sostenendo inoltre che gli abiti che si portano solitamente sono impuri, in quanto provengono da esseri mortali, si abbigliava di lino; e per la stessa ragione intrecciava il vimine per farsene calzature” (Flavio Filostrato, Vita di Apollonio di Tiana).

Apollonio conobbe in Etiopia l’imperatore Vespasiano, dopo che si allontanò da Roma perché perseguitato sotto Nerone da Tigellino, ma poi dovette lasciare nuovamente Roma sotto l’imperatore Domiziano, succeduto al fratello Tito, facendo perdere di sé le tracce sotto l’imperatore Nerva. Nell’ambiente culturale del I secolo l’arte della retorica veniva indirizzata verso argomentazioni che dovevano suscitare emozioni e meraviglia per suscitare grandi pensieri che stessero tra il sublime e il mistero. Si combatteva così in certi ambienti colti contro il conformismo a favore di alti ideali. Allo stesso modo si può pensare che S. Paolo, per raccogliere maggior credito tra le folle, abbia diffuso il racconto della resurrezione di Gesù.

Persino un cristiano come Eusebio poteva conservare in una sua opera (Preparazione evangelica, IV, 13) il pensiero di Apollonio in questi termini: “Io credo che si osservi il culto conveniente alla divinità…se al Dio che diciamo Primo e che è l’Uno e separato da tutte le cose e che dobbiamo riconoscere superiore a tutti gli altri non si immolino vittime, non si accendano lampade, non si consacri alcuna delle cose sensibili. Dio non ha bisogno di alcuna cosa…Con lui adopera solo la parola migliore, cioè quella che non esce dalle labbra, e da lui, che è il migliore degli esseri, invoca i beni mediante ciò che in noi v’è di migliore: l’intelletto, che non ha bisogno di alcun organo”. In una lettera (26) delle molte apogrife si legge: “Se gli dei non hanno bisogno di vittime, che si dovrà fare per avere i loro favori? Credo si debba aver l’animo ben disposto a beneficiare gli uomini per quanto è possibile, secondo i loro meriti”. Apollonio passò alla posterità con la definizione di “Cristo pagano”. Il che sarebbe da ritenersi una grave offesa per Apollonio, non per il Cristo di S. Paolo. Giustamente, infatti, Porfirio oppose la figura di Apollonio a quella di Cristo, ritendo che Apollonio fosse il vero salvatore. Se si riflette sul fatto che Gesù era un ebreo che non aveva preso mai le distanze dalla Torah, che egli pretendeva, al contrario, di avere completato, si può dire che nessuna vera salvazione poteva venire all’umanità dalla religione ebraica, scuola di macelleria, che portò a ritenere, tramite il cristianesimo, che il Figlio di Dio dovesse essere macellato in croce per redimere l’umanità. Fu il neoplatonismo a salvare in parte il cristianesimo dalla maledizione della Torah, del dio ebraico che maledice e che sparge sangue. Non si trascuri il fatto che Gesù, cacciando i mercanti che sostavano fuori, sotto il colonnato del tempio, accusandoli di averne fatto “una spelonca di ladri”, identificava in realtà la casa di dio con il tempio-mattatoio ebraico. Rimase ebreo.

Sul piano puramente scientifico il naturalista Plinio il Vecchio nella sua Historia naturalis aveva contribuito a fa capire, riportando vari episodi di comportamenti intelligenti di animali, come fosse infondata la concezione gerarchica della natura propria di Aristotele.
Il maggiore filosofo neoplatonico prima di Plotino fu Plutarco, nato nel 46 d. C. Contro le argomentazioni degli stoici, secondo cui, se gli animali partecipassero della ragione naturale, e dunque del diritto, l’umanità perirebbe non potendo usufruire dei vantaggi provenienti dai “comodi avuti dalle bestie”, Plutarco ribatte che l’uomo può vivere senza uccidere animali indifesi o divertendosi con la caccia, che, oltre che ingiustizia, è mancanza di equilibrio della mente. Plutarco rileva come la concezione stoica giustifichi una forma di dominio dell’uomo sulla terra. Essa predica l’esistenza di un Logos universale, la virtù, ma poi non sente il dovere di offendersi di fronte a cadaveri presentati come cibo. Gli animali non umani sono migliori perché nessun cavallo rende schiavo un altro cavallo o un leone un altro leone.1 Mentre gli altri animali si astengono dal cacciare ogni specie e “fanno la guerra soltanto per necessità di cibo”, l’uomo è l’unico animale che, cibandosi di tutto, rimase castigato da molte e lunghe malattie.

In Iside e Osiride Plutarco dimostra di avere conoscenza di Zarathustra, oltre che di Platone, e in De esu carnium (Del mangiar carni) scrive: “Vi state chiedendo perché Pitagora si astenesse dal mangiar carne? Io, da parte mia, mi domando piuttosto per quale ragione e con quale animo un uomo, per primo, abbia potuto avvicinare la sua bocca al sangue coagulato e le sue labbra alla carne di una creatura morta, ponendosi avanti i serviti, le vivande e il cibo di corpi uccisi…le membra che poco avanti belavano, mugghiavano, andavano e vedevano? Come poterono soffrire gli occhi di scorgere l’uccisione degli animali scannati, scorticati, smembrati?…L’uomo non si nutre certo di leoni e di lupi, per autodifesa…ma al contrario, uccide creature innocue, mansuete, prive di pungiglioni o di zanne. Per un pezzo di carne l’uomo le priva del sole, della luce, della durata naturale della vita alla quale hanno diritto per il fatto di essere nate”. Plutarco vede l’origine di ciò in un tempo in cui gli uomini, non conoscendo ancora l’agricoltura, soffrirono la fame più dura, e non nella guerra, come aveva pensato Teofrasto. Da allora essi impararono a cibarsi di animali morti. Aggiunge Plutarco: “Che orribile vista ci presenta la mensa dei ricchi, veder adornarla da cuochi e pasticceri di cadaveri e corpi morti”. Precisa Plutarco – quasi anticipando le stesse considerazioni che svolgerà Rousseau (Discorso sull’origine e sui fondamenti dell’ineguaglianza tra gli uomini), a cui oggi possiamo scientificamente arrivare - che il corpo umano non ha nello stomaco la capacità di “cuocere e smaltire la gravezza della carne”, considerando la delicatezza dei denti, la piccolezza della bocca. La cosiddetta civiltà è per Plutarco dominata dalla follia. Si incominciò ad uccidere gli animali selvatici, “fino ad uccidere il bue, nostro operaio, la pecora che ci veste, il gallo guardiano della nostra casa, e così a poco a poco, cresciuta l’insaziabile cupidigia si pervenne al sangue, agli omicidi, alle guerre”. Aggiunge Plutarco che non è naturale cibarsi di carne, che genera malattie, da cui l’uomo rimane castigato. Gli animali carnivori cacciano “per necessità di pascersi” e non cacciano ogni specie, come fa l’uomo.2 Plutarco, che viaggiò da Roma (dove fu ben voluto dall’imperatore Vespasiano) al Medio Oriente, ebbe molte missioni politiche e fu nominato arconte di Cheronea, cittadino onorario di Atene e sacerdote di Delfi, lasciò un messaggio: “combattete uniti contro quelli che privano gli animali dell’uso della ragione e del discorso”. Plutarco, che morì nel 125, visse 79 anni. Egli non pare avere tenuto in considerazione la religione ebraica, che ancora non era giunta, filtrata dal cristianesimo, nel mondo greco-romano, se non limitatamente all’opera dell’ebreo eretico Filone di Alessandria (27 a. C.), che anticipò la concezione trinitaria di Dio, contro il monoteismo giudaico e introdusse per la prima volta la creazione dal nulla. Infatti nel Genesi il dio ebraico Jahweh non è creatore ma ordinatore della materia, coeterna con lui. Al termine ebraico corrisponde il termine italiano "fece", nel senso di "ordinò".  Anche il Demiurgo di Platone (Timeo) è ordinatore e non creatore della materia dal nulla.  
1 Plutarco, I bruti usano la ragione, tr. it. M. Adriani, Milano 1829, p. 487. 
Del neoplatonico Celso purtroppo non ci è rimasta l’opera Discorso di verità (178 d. C), anticristiana nel suo affermare che il cristianesimo non aveva alcunché a che fare con la filosofia a causa del suo Dio antropomorfico. L'opera di Celso - nota soltanto per le lunghe parti riportate da Origene (184-255) nel suo Contra Celsum - invitava al riconoscimento di una parentela tra uomini ed animali considerando che il mondo non è stato fatto solo per l’uomo. Celso demolisce tutti gli argomenti di Aristotele, degli stoici, dell’ebraismo e del cristianesimo: “Non si pone alcuna differenza tra il corpo di un pipistrello o di un verme, di una rana o di un uomo; medesima è infatti la materia e identica ne è anche la corruttibilità…Nulla è immortale di quel che dalla materia trae origine. Basta questo riguardo a tale argomento e chi è in grado di udire e di compiere una ricerca ancor più approfondita comprenderà che le cose che noi vediamo non sono state donate all’uomo, ma ciascuna nasce e perisce per il bene del tutto”, e il fatto che gli animali non siano dotati di parola non significa che “il dio abbia creato tutto in funzione dell’uomo…Non per l’uomo l’universo è stato creato, ed egualmente nemmeno per il leone, o per l’aquila, o per il delfino, ma perché questo cosmo si realizzasse come opera totalmente divina e assolutamente perfetta…E’ dell’universale che il dio ha cura, è questo che la provvidenza divina non abbandona mai” (IV, 81-99).

Il pagano Porfirio (n. in Siria nel 233 e m. a Roma nel 305), allievo prediletto di Plotino, 1 conoscitore del Vecchio e del Nuovo Testamento e della lingua ebraica, è autore di un’opera intitolata Contro i cristiani, giunta mutila. In essa Porfirio aveva attaccato S. Paolo che nella I lettera ai Corinzi aveva scritto che i cristiani non dovevano farsi scrupolo di mangiare tutto ciò che usciva dai mattatoi. In Sull’astinenza dalle carni riprendeva la tradizione neopitagorica e neoplatonica della giustizia cosmica come mezzo del ritorno del mondo a Dio. Secondo Porfirio fu il massacro degli animali a predisporre gli uomini, ormai avvezzi ad uccidere, ad uccidersi tra loro in guerra, perché identiche furono le armi. La guerra nacque per la bramosia di possedere di più estendendo agli uomini l’ingiustizia già commessa nei confronti degli animali. Le guerre nacquero dopo la fase dell’agricoltura e coincisero con la fase successiva dell’allevamento, che portò ad impadronirsi contemporaneamente degli animali e delle terre altrui. Così si è formata la civiltà del dolore.

Uomini ed animali fanno parte di uno stesso ordine naturale che comporta misura e giustizia. Pertanto uccidere glianimali per divorarne le carni, il condurli al macello smaschera l’ordine umano e la sua pretesa superiorità rivelandone tutto l’orrore. E’ possibile superare un un universo di dolore inutile. Scrive Porfirio: “Sicuramente Dio non ha fatto in modo che ci fosse impossibile assicurare la nostra salvaguardia senza fare del male ad altri; ciò sarebbe stato in effetti darci la nostra natura come principio di ingiustizia” (III, 12). Capovolgendo il testo biblico, Porfirio scrive che la violazione originaria della vita degli animali da parte degli ebrei fu compiuta da un sacerdote, che poi diede in pasto della carne alla compagna.

Contrapponendosi a S. Paolo, Porfirio riporta un passo della Prima Epistola ai Corinzi (10, 28): “Mangiate di tutto quello che si vende al macello, senza preoccuparvi di niente per scrupolo di coscienza; perché di Dio è la terra e tutto quanto essa contiene. Se un pagano vi invita e vi piace andare, mangiate pure di tutto quello che vi è posto davanti, senza preoccuparvi di niente per scrupolo di coscienza”. Purtroppo il cristianesimo iniziava così per bocca del suo fondatore.

Secondo Porfirio la carne è il veicolo dei demoni malvagi, che allontanano l’uomo dalla perfezione divina. Da ciò le colpe degli ebrei (allora confusi insieme con i cristiani), contro cui devono ergersi i filosofi per liberare gli uomini dall’orrore del togliere la vita agli animali, capaci anche di un “discorso interiore” perché più vive sono le sensazioni e più sensati sono gli animali, i quali sono “ragionevoli per natura”, non nascendo la loro ragione principalmente dall’apprendimento, come quella degli uomini. Uccidere gli animali per divorarli significa soprapporre un ordinamento umano a quello divino, riempiendo la terra di dolore inutile.

L’imperatore Costantino emanò contro Porfirio la seguente disposizione: “Porfirio, il nemico della religione, ebbe quel che meritava, sicché il suo nome sarà nei tempi avvenire nome di ignominia ricolmo d’infamia, mentre i suoi empi scritti sono stati distrutti…Chi verrà sorpreso con opere di Porfirio sarà immediatamente condannato alla pena capitale” La stessa disposizione fu presa dai successori Teodosio II e Valentiniano III.

Né bisogna tacere che furono i cristiani ad incendiare nel 391 la grande Biblioteca di Alessandria d’Egitto, facendoci perdere enormi tesori di sapere.


1 Platone nelle Leggi (849d) scrive che “i macellai potranno vendere la carne solo a stranieri, artigiani ed ai loro servi”. Ma per Platone artigiani potevano essere soltanto gli stranieri, non potendo i cittadini, occupati nella difesa dello Stato, nella politica e nell’istruzione, impiegare il loro tempo quotidiano nel lavoro artigianale (846d). Vengono, invece, permessi nelle Leggi (849a, 917b-c, 919e-920a-c) gli scambi commerciali tra cittadini e tra cittadini estranieri, se pur rigorosamente regolamentati dallo Stato.

Precedentemente (842e) aveva scritto: “i nuovi cittadini invece dovranno trarre il nutrimento solo dalla terra”. Platone, inoltre, sembra glorificare il tempo mitico in cui “non si osava nutrirsi nemmeno della carne di bue, non si sacrificavano animali agli dei, ma invece focacce, e frutti melati e ogni altra offerta incruenta e si astenevano dalla carne perché ritenevano sacrilegio mangiarne e macchiare di sangue gli altari degli dei; questi uomini allora vivevano secondo i principi orfici, nutrendosi di esseri inanimati, astenendosi da tutto ciò che ha vita animale”. Vi è in questo passo, certamente, un riferimento alla tradizione della scuola pitagorica, che faceva divieto di mangiare carne anche sulla base della dottrina della metempsicosi. Da qui, come da altri passi del Politico e del Timeo, si può dedurre che Platone richiedesse una dieta vegetariana. 
 
2 Ibid., p. 497.

8 commenti:

Ausel Pereira ha detto...

Il Vecchio Testamento è un tale cumulo di stupidaggini che la stessa Chiesa non l'adotta più come testo fondamentale da molto tempo. D'altra parte, aggiungo che il Vecchio Testamento non è un corpo di dottrina, ma piuttosto un corpo storico « Antologia della letteratura ebraica », lo ha chiamato André Dupont-Somer, docente di studi semitici dell'Università di Parigi. Per quanto concerne invece i vangeli, i discepoli o i seguaci o i fedeli o i loro discendenti intesero scrivere il Vangelo secondo una propria dimensione mentale, per risolvere certi fatti di natura storica, di testimonianza, di ricordo, etc...Ecco perché vi sono tante lacune che riguardano tanti altri problemi. Tanto è vero che la Chiesa se li è inventati dopo, perché il Vangelo non dà risposta a tanti quesiti.La Chiesa cattolica identifica addirittura Cristo con Dio a causa di talune affermazioni di Gesù che si prestarono all'equivoco Ecco la differenza tra cristianesimo e cattolicesimo: il cattolicesimo nella sua essenza teologica, cioè come filosofia scolastica, è una impalcatura creata completamente ex-novo da quei buoni filosofi che ebbe la Chiesa stessa, principalmente da Tommaso d'Aquino, i quali inventarono letteralmente una dottrina cercando di capire attraverso le righe del Vangelo che cosa potesse aver voluto dire il Cristo, aggiungendo però per utilità della Chiesa, anche quello che egli certamente non aveva detto, ma che doveva risultare utile al funzionamento della Chiesa in Terra.
la questione è semplice e ingarbugliata ad un tempo. A tutto questo si aggiunga che i primi testi furono scritti in aramaico e che dall'aramaico si passò a traduzioni, molte traduzioni, per cui il testo che noi leggiamo oggi, in qualsiasi Vangelo, come lei ben sa, è almeno la ventesima o trentesima traduzione purgata, corretta, riveduta, dopo duemila anni.La figura del Cristo , in ogni caso, assume un valore secondario di fronte alla sua dottrina, e cioè che si potrebbe anche, in via d'ipotesi, ammette re la non-esistenza di Cristo, ma che ciò non toglie rebbe nulla alla esistenza reale dei Vangeli o dei messaggi di fratellanza solidarietà e quant'altro. E dunque non si colpisce nel segno quando si nega l'esistenza del Cristo, quando poi si è costretti ad imbattersi nella sua dottrina o insegnamento di pace. Perché se è vero che Gesù fu soltanto un Messaggero di Verità, è semmai questo che va confu tato, non sul piano storico, ma su quello filosofico, per ché sul piano storico la confutazione non può esserci, stante la presenza dei testi , anche se manipolati come già detto, che devono essere assunti come materiale di prova.

Anonimo ha detto...

Le consiglio di farsi visitare,lei ha i chiari segni della schizofrenia,quello che ha appena scritto cozza,con il "manifesto" del suo sito,quindi le cose sono due o trattasi di malattia mentale o di pubblicità ingannevole...

Giulio

Pietro Melis ha detto...

Caro Pereira
i vangeli solo apparentemente sono un messaggio d'amore. Non bisogna dimenticare frasi come "chi non è con me è contro di me", o "andate e predicate per tutte le nazioni. Chi crederà e si farà battezzare sarà salvato altrimenti sarà condannato". E meno male che la condanna viene riservata nell'aldilà. Il Corano è peggio dei vangeli perché la condanna deve essere attuata anche sulla Terra. I veri seguaci del Corano sono quei pazzi dell'ISIS.

Pietro Melis ha detto...

All'anonimo ignorante che dice di chiamarsi Giulio. Lei ha una testa di cazzo perché non ha capito la distinzione tra dottrina cristiana della Chiesa e cristianesimo neoplatonico, senza il quale non vi sarebbe stata in Occidente la rivoluzione scientifica. Anche un ateo come Hegel ha giustificato il cristianesimo come furbizia della ragione giungendo all'identificazione di Dio con la natura. Cosa che fece anche il filosofo ateo Spinoza riconoscendo i meriti del cristianesimo storico. Dopo di che il cristianesimo aveva compiuto la sua ragione di esistere come religione. Ma gli ignoranti pretendono di dare lezioni a me. Mi faccia il favore di togliersi per sempre dai coglioni. Sto evitando di pubblicare commenti offensivi ed anonimi. Per lei ho fatto un'eccezione ma con l'avvertimento che non troverà più spazio qui dentro.

Pietro Melis ha detto...

Ho evitato di pubblicare commenti vomitevoli come quello anonimo (naturalmente) che crede nel suo antianimalismo che la sua vita valga più di quella di un insetto nocivo. Individuo che appartiene alla feccia dell'umanità. In questi casi uso la formula "stronzo cagato a forza nato da un parto anale della madre". Che questi stronzi cagati a forza vadano a cagare altrove. Non avranno la soddisfazione di vedere qui pubblicati i loro vomiti.

Pietro Melis ha detto...

Vi sono individui che solo biologicamente sembrano appartenere alla specie umana. In realtà essi sono come il protagonista della "Metamorfosi" di Kafka, che si riduce ad essere un insetto che viene poi buttato nella spazzatura.

Anonimo ha detto...

Buon giorno Professore , come ha detto Gesu' Cristo bisogna credere alla PAROLA che PARLA ORA parola celata in Parola, poichè la VERITA' conosce la BUGIA e la BUGIA conosce la VERITA' , chi è arrivata per prima? la parola verrà analizzata e scomposta nel suo lessico e dira' la VERITA' o la Bugia in base a come noi abbiamo seminato. La parola SPIRITU SANCTO rivela in <NATO SACRO SANTO RINATO SANCITO TORNA IN TRINITA' ANTICRISTO la cui parola rivela<NATO SACRO SANTO RINATO SANCITO TORNA IN TRINITA', percui l'ANTICRISTO è lo SPIRITU SANCTO , Spirito di Verita'. La parola SANTA SEDE rivela in SATAN SEED che vuole dire origine e causa e seme che è SATANA, ACQUASANTA in QUA STA SATANA , CROCE SANTA in CERCO SATAN, DIAVOLO <DIO-IDOLO-IO DO IL DOLO<LUCIFERO<CLERO FIERO FROCI< OSCURITA' CURIA-SUORA<OSCURE- SUORE-SUO-RE ovvero le TENEBRE in TIENEBREI era il RE del popolo EBREO in EREBO ovvero l'INFERNO egli disse IO SONO che sarebbe tempo PRESENTE-SERPENTE del verbo essere e la lingua del Serpente era l'EBRAICO in E-I-COBRA, la terra SANTA ovvero la Terra SATAN si trova in ISRAELE e si avrà in ERESIA-SERIALE-RISALE oppure E-RE-SIA<E-SIA-RE < egli è l'INGANNATORE la cui parola rivela <GIA NATO IL RE< e la parola ERETICO rivela CERTO ti CREO'< egli ebbe NATALE la cui mparola rivela in < NATA TANA TELA TALE e le bestie e i delinquenti nascono e si rifugiano a BETLEMME e si avrà in BEETLE ME che vuole dire coleottero scarafaggio e incombere minaccioso, visse a NAZARETH e si avrà in RAZE THAN che vuole dire distruggere di quello di quanto e HAZE RANT che vuole dire , inveire, sbraitare, tormentare e confusione, NEATH EARTH cioè il mondo e sotto il suo controllo ovvero del DEMONIO in< IN NOME DI DIO DOMINO MONDO< mori a GERUSALEMME e si avrà in GESU-SEME-GERME-MALE, dove fu RISORTO dai Morti in Fu RISTORO dai MORTI oppure egli ci ha RISCATTATI dalla morte in egli ci ha RICATTATI dalla Morte, lo siricorda nella DOMENICA DELLE PALME e si avrà < DEMONI DEL MALE< nella SETTIMANA SANTA in <TI SEMINA SATAN< e lo si ricorda pure al CIMITERO in CERTO MORITE e MERITO MORTE con il fiore il CRISANTEMO in <TEMO CRISTO MAESTRO NOSTRA MORTE<Giovanni 1:29 ECCO l'ANGELO CHE TI E' LIETO IL PECCATO del MONDO<ECCO L'AGNELLO CHE TOGLIE IL PECCATO del MONDO< oppure la parola DIAVOLETTO in <O LETTO IL DIAVOLO perchè? perchè SCRITTO-CRISTO perchè ? E-LETTO oppure LODE A DIO DETTO IL DIAVOLO che sarebbe il padre della MENZOGNA ovvero il Padre del GENOMA parola celata in MENZOGNA. E per oggi basta cosi' , mi congedo con dei saggi<LA VERITA' NON SCOMPARE <MA SCOPRE< e allora dove e' GESU CRISTO? cosa ha SCOPERTO? e ancora <LA VERITA' NON E' SERVA NON E' VERA<perché ? <LA BUGIA E' SERVA E' VERA'<LA VERITA' VIENE SCOMODA<VIENE SODOMA<VIEN COMODA <VIENE DA COMO< SI SENTE INGANNATO? SI O NO LE DICO SEMPRE LA VERITA' . Un saluto caloroso!!!

Pietro Melis ha detto...

Chi è questo anonimo che scrive cose strampalate? Mi ha inviato oggi 30 giugno 2016 ore 20,23 un'altra scorreria esoterica. Esca dall'anonimato con nome e cognome se vuole che pubblichi la sua ultima scorreria.