venerdì 10 luglio 2015

LA "BUONA SCUOLA" IMPOSTA DALLA DITTATURA DI UNA MINORANZA

La Camera è composta da 630 deputati. Hanno votato a favore della "buona scuola" solo 277 deputati. E così questa farsa di dittatorello Renzi continua a campare ricattando la minoranza del Pd che non ha il coraggio di votargli contro. Preferisce uscire dall'aula per fargli passare le leggi che tuttavia non condivide. Se ne lava le mani cercando così di lavarsi anche la faccia sporca. Una minoranza che ha paura di essere ricattata poi dal bullo che, sentendosi padrone del partito, potrebbe vendicarsi non ricandidando quelli che gli votassero contro. Un bullo, che, come avrete notato, ha assunto anche nell'espressione della sua lurida faccia quella di Mussolini. Scrisse Marx (Il 18 brumaio di Luigi Bonaparte, 1869) che  "Sembra che tutto si presenti due volte, una come tragedia e una come farsa". Oggi abbiamo al governo una farsesca figura che ci sta portando verso il peggio. Da notare che nella "buona scuola" si fa riferimento ad una educazione che salvi il "concetto" di gender, che sostituisce alla distinzione tra maschio e femmina (distinzione di natura genetica) la distinzione tra uomo e donna secondo una distinzione non più biologica ma culturale. Nel senso che si dovrebbe ritenere che uomini e donne non si nasce ma si diventa secondo un ruolo che ognuno sente di avere. Cosicché viene ipocritamente introdotta una distinzione culturale dei ruoli per giustificare pederasti e lesbiche. Ma ciò proprio contro la biologia, perché pederasti e lesbische non si diventa ma si nasce, a causa di errori del DNA e di disfunzioni ormonali. E questa sarebbe la "buona scuola". La scuola non deve educare ma fornire nozioni. Educazione a che cosa? A far entrare nel cervello immaturo dei ragazzi un'educazione da regime? Che differenza vi è allora tra questa farsa di democrazia e il fascismo? Ecco un altro esempio della confusione imperante tra morale e diritto. Si vuole educare ad un determinato tipo di morale trascurando le conoscenze scientifiche. Per quanto riguarda il diritto vale l'antica norma del diritto romano neminem laedere, che è il fondamento di una concezione giusnaturalistica del diritto, contro ogni forma di relativismo culturale. Tutto il resto è chiacchiera moralistica che uccide il diritto portandolo sulle aride secche del convenzionalismo del giuspositivismo.    
Prima ci libereremo di queste pazzie liberandoci di questo sgoverno e meglio sarà.    

2 commenti:

Diego Festa ha detto...

Lo studio: la follia è spesso il motore di chi arriva ai vertici del potere, dalla finanza alla politica
Avete mai incontrato una persona intelligente, affascinante, attenta, egocentrica, grandiosa, con tendenza alla noia, con continuo bisogno di stimoli, ma che non s’interessa al dolore, alla felicità, alle conquiste dell’umanità come vengono presentate nella scienza, nella letteratura e nell’arte? E che, soprattutto, è privo della capacità di accorgersi che gli altri soffrono o provano emozioni? Se avete incontrato una persona del genere, e vi ha ingannato, manipolato, e avete subito dei danni dall’incontro, ebbene, ci sono buone probabilità che abbiate incontrato uno psicopatico.


«Psicopatia» è un termine molto utilizzato dagli psichiatri per definire il disturbo mentale di persone prive di empatia e che non hanno il minimo scrupolo a utilizzare mezzi distruttivi per affermarsi. La sindrome non è inclusa nel «Dsm-5», il manuale internazionale di riferimento degli psichiatri. Una certa scuola di pensiero vorrebbe, infatti, farla coincidere con il disturbo antisociale di personalità. Questo, però, non include i «corporate psychopaths», gli psicopatici di successo che non compiono necessariamente azioni delittuose. Sono persone cresciute in ambienti favorevoli, che hanno potuto sviluppare una notevole competenza sociale e riescono a perseguire i loro fini manipolativi e distruttivi senza dare l’impressione di essere psicologicamente disturbati.

Gli psicopatici, infatti, non sono soltanto i serial killer o i mafiosi che uccidono i figli dei pentiti senza il minimo turbamento (o magari con piacere). La categoria più diffusa tra gli psicopatici si trova, semmai, tra le persone di potere, dalla politica alla finanza, fino all’industria.

Gli psicopatici sostengono che il mondo è fatto di predatori e prede e hanno un’affettività superficiale, ma sono in grado di disperarsi per il danno recato a una loro proprietà, come un incidente all’automobile o la morte del loro cane. Le alte capacità cognitive, di solito, permettono loro di sapere esattamente come devono comportarsi nelle situazioni sociali e, quindi, sono in grado di fingere di provare emozioni ed empatia in caso di sofferenze o problemi degli altri, facendosi così passare per normali. Quasi tutti gli individui affetti da psicopatia hanno presentato seri problemi comportamentali da bambini - come bullismo e vandalismo - spesso con genitori conniventi che li hanno protetti in modo simbiotico.

Jon Ronson è famoso per aver scritto il libro da cui è stato tratto il film «L’uomo che fissa le capre». Dopo aver partecipato a un corso di Robert Hare, considerato il maggiore specialista sul tema, conosciuto in Italia per aver pubblicato «La psicopatia» da Astrolabio, ha approfondito l’argomento e ha scritto un saggio - «Psicopatici al potere», Codice edizioni - nel quale intervista numerose persone affette proprio da questa sindrome: Emmanuel «Toto» Constant, per esempio, leader del gruppo paramilitare Fraph (il Fronte Rivoluzionario Armato per il Progresso di Haiti), creato per terrorizzare i sostenitori del presidente Jean-Bertrand Aristide, mandato in esilio. I membri del Fraph erano in grado di «asportare» la faccia agli oppositori, senza la minima pietà, o di dar fuoco alle loro case, facendo prima entrare le persone dentro (anche i bambini).

Ma i peggiori, secondo Robert Hare, sono gli psicopatici aziendali: «I serial killer rovinano famiglie - spiega - mentre gli psicopatici ai vertici dell’economia, dell’industria e della politica rovinano società intere». Gli psicopatici dal colletto bianco usano il fascino, l’inganno e la manipolazione perché amano il potere e amano vincere e questo significa che una gran parte di loro riuscirà a posizionarsi in cima alla scala sociale, con danni enormi per intere società. Insomma, Hare ritiene che i maggiori problemi dei sistemi politico-economici derivino proprio dal fatto che al potere ci vanno gli psicopatici, che sono così messi nella condizione di creare danni incalcolabili.

Pietro Melis ha detto...

Grazie del lungo commento. Ma allora tutta la storia è stata fatta da psicopatici? Per me il maggiore psicopatico in Italia è oggi la figura farsesca di Renzi.