lunedì 14 dicembre 2015

I TRE DELINQUENTI DELLA FAMIGLIA BOSCHI, DI CUI UNA MINISTRO

INVIATO a boschi_m@camera.it
"Mio padre è una persona per bene" ha detto quella delinquente dello sgoverno Renzi. Nonostante i fatti testimoniassero il contrario. Talis pater talis filia. Il padre Pier Luigi è stato vice presidente della banchetta Etruria, del cui consiglio di amministrazione fa parte anche il figlio Emanuele. Una banchetta familiare per un banchetto familiare, dato che i componenti del consiglio di amministrazione si davano dei prestiti di decine di milioni di euro alla faccia di quegli sprovveduti che si fidavano di questa gentaglia. Dovevano sapere che del consiglio di amministrazione facevano parte anche i Boschi. Una banchetta toscana a cui si affidavano certamente molti individui che votavano PD, Partito della Disgrazia nella PDuista Toscana. Ci sarebbe da dire: ben gli sta. E ho usato impropriamente il singolare gli invece di loro. Lo sgoverno Renzi non ha preso alcuna misura per salvare i risparmiatori che avevano acquistato obbligazioni subordinate credendo di fare affari con rendimenti di almeno del 4% diventando soci della banchetta. Lo sgoverno ha voluto salvare la banca ma ha promesso soltanto elemosine per i risparmiatori truffati da chi usava i loro soldi per spartirsi alti stipendi e assicurarsi dei prestiti a basso intersse. Una vera associazione a delinquere di cui è immagine lo sgoverno Renzi, che dovrebbe essere incriminato perché complice del salvataggio del consiglio di amministrazione. Un lurido individuo assetato di potere, un urlatore, un esibizionista che vuole mostrarsi dappertutto, inventore della pagliacciata della Leopolda come suo teatro di coglioni plaudenti, mentre all'estero non lo caga nessuno, uno che, come ho scritto altrove, dovrebbe essere ricoverato in psichiatria con ricovero coatto, usurpatore di un potere ottenuto senza elezioni. Uno che da squallido dittatorello vorrebbe introdurre la censura sulla stampa.
"Vengo a casa tua", "ti spacco...". Sallusti, clamorosa soffiata
su Matteo Renzi: "Così mi minacciò
al telefono..."

Maria Elena Boschi: UNA CHE A 33 a ANNI AVREBBE LA STOFFA PER FARE LA TROIA E NON LA MINISTRA. Ma per fare la troia dovrebbe diventare onesta.
Nel 2008 (fonte il Sole24Ore) si è schierata a favore del dalemiano Michele Ventura, candidato alle primarie per la designazione del Sindaco di Firenze. Poi, vista la vittoria dell'esagitato Renzi, si buttò per convenienza dalla parte del vincitore. Divenuta membro della direzione del Partito Democratico di Firenze, è stata la maggiore leccaculo del Renzi nella campagna di questo individuo per le primarie del centrosinistra del 2012. E la magistratura dorme. Se si fosse trattato di Berlusconi si sarebbe svegliata subito. Eppure ci sarebbero tutti i motivi per incriminare anche i vertici della Banca d'Italia, che non è più dello Stato, alle dipendenze del ministero del  Tesoro, ma di una  associazione delle maggiori banche e società di assicurazioni: come dire che si tratta di un controllore rappresentato dai controllati. Una Banca d'Italia che, complice di esse, aveva suggerito alle piccole banche di ripianare il  loro dissesto emettendo altre obbligazioni subordinate per dranare altro danaro, volendo pazzescamente sanare un male con lo stesso male, cioè le obbligazioni subordinate, palesemente a rischio. Vi sarebbe solo per questo un motivo sufficiente per incriminare tutti i dirigenti della Banca d'Italia, a iniziare dal governatore Ignazio Visco e dal direttore generale Ernesto Rossi.     
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Il sorriso è quello di famiglia. Emanuele Boschi? «Sì sono io. E lei?». Giornalista. Anche la ...Fidi facili e poltrone a pioggia La bella vita della famiglia Boschi - IlGiornale.it
Il Giornale - 7 ore fa

7 commenti:

Francesco ha detto...

All'epoca del craxismo parlavano di nani e ballerine, oggi siamo ai nani e troie di regime.

Anonimo ha detto...

Caro professore lei ha perfettamente ragione. Quella schifosa ministra, raccomandata di merda indegna troia (indegna perchè le troie sono molto più rispettabili ed umane di lei) in un paese civile sarebbe condannata a morte insieme a tutti quei cialtroni dei suoi familiari. Soltanto in Italia permettiamo a gente così subdola e oscena di fare carriera.
C'è da vergognarsi di essere italiani...

natascia prinzivalli ha detto...

Non chiamatela troja non ha senso perché riduttivo.CHe ne dite di schifosa Leopolda?

Anonimo ha detto...

Questa e' quella che chiese le dimissioni del ministro della giustizia all'epoca di MONTI!! non ricordo il nome, il ministro grassone, cerbero...
Adesso per lei questo non vale???

Pietro Melis ha detto...

Si trattava della Annamaria Cancellieri del governo della nullità Enrico Letta. Ma la Cancellieri, che aveva promesso di intercedere a favore della famiglia amica dei Ligresti (intercettazione telefonica), non si dimise.

Anonimo ha detto...

le vere troie hanno molta piu dignita

Carmine de pascale ha detto...

come fa a stare ancora lì? Ci svegliamo e ci rivoluzioniamo un po'?