giovedì 31 dicembre 2015

PER L'ANNO 2016

Ognuno spera che l'anno nuovo sia migliore oppure non sia peggiore di quello passato. Ognuno ricerca la felicità, ma questa appartiene ad un futuro che non conosciamo. Perché ciò che abbiamo conosciuto negli anni passati contiene più male che bene. La felicità si può solo immaginare in un futuro sconosciuto. Questo è il pensiero di Leopardi. Io mi accontenterei che il 2016 non fosse peggiore del 2015, in cui mi sono trovato vivo. La vita di ognuno è costellata da morti, dei genitori, degli amici, dei propri cari animali, i miei familiari più stretti, la cui morte, non quella degli umani, è stata per me l'unica vera causa delle mie sofferenze. E nessuno può essere sicuro di essere ancora vivo  alla fine del 2016. Ho tristi presentimenti. 
DALLE OPERETTE MORALI DI LEOPARDI
DIALOGO di un  VENDITORE d’ALMANACCHI
e di un PASSEGGERE




Venditore. Almanacchi, almanacchi nuovi; lunari nuovi. Bisognano, signore, almanacchi? 
Passeggere. Almanacchi per l'anno nuovo?
Venditore. Si signore.
Passeggere. Credete che sarà felice quest'anno nuovo? Venditore. Oh illustrissimo si, certo.
Passeggere. Come quest'anno passato?
Venditore. Più più assai.
Passeggere. Come quello di là?
Venditore. Più più, illustrissimo.  
Passeggere. Ma come qual altro? Non vi piacerebb'egli che l'anno nuovo fosse come qualcuno di questi anni ultimi?
Venditore. Signor no, non mi piacerebbe.  
Passeggere. Quanti anni nuovi sono passati da che voi vendete almanacchi?  
Venditore. Saranno vent'anni, illustrissimo.
Passeggere. A quale di cotesti vent'anni vorreste che somigliasse l'anno venturo?
Venditore. Io? non saprei.
Passeggere. Non vi ricordate di nessun anno in particolare, che vi paresse felice?
Venditore. No in verità, illustrissimo.
Passeggere. E pure la vita è una cosa bella. Non è vero?  

Venditore. Cotesto si sa.
Passeggere. Non tornereste voi a vivere cotesti vent'anni, e anche tutto il tempo passato, cominciando da che nasceste? 
Venditore. Eh, caro signore, piacesse a Dio che si potesse. Passeggere. Ma se aveste a rifare la vita che avete fatta né più né meno, con tutti i piaceri e i dispiaceri che avete passati?  
Venditore. Cotesto non vorrei.
Passeggere. Oh che altra vita vorreste rifare? la vita ch'ho fatta io, o quella del principe, o di chi altro? O non credete che io, e che il principe, e che chiunque altro, risponderebbe come voi per l'appunto; e che avendo a rifare la stessa vita che avesse fatta, nessuno vorrebbe tornare indietro?
Venditore. Lo credo cotesto.
Passeggere. Né anche voi tornereste indietro con questo patto, non potendo in altro modo?  
Venditore. Signor no davvero, non tornerei.
Passeggere. Oh che vita vorreste voi dunque?  
Venditore. Vorrei una vita così, come Dio me la mandasse, senz'altri patti.
Passeggere. Una vita a caso, e non saperne altro avanti, come non si sa dell'anno nuovo?  
Venditore. Appunto.
Passeggere. Così vorrei ancor io se avessi a rivivere, e così tutti. Ma questo è segno che il caso, fino a tutto quest'anno, ha trattato tutti male. E si vede chiaro che ciascuno è d'opinione che sia stato più o di più peso il male che gli e toccato, che il bene; se a patto di riavere la vita di prima, con tutto il suo bene e il suo male, nessuno vorrebbe rinascere. Quella vita ch'è una cosa bella, non è la vita che si conosce, ma quella che non si conosce; non la vita passata, ma la futura. Coll'anno nuovo, il caso incomincerà a trattar bene voi e me e tutti gli altri, e si principierà la vita felice. Non è vero?  
Venditore. Speriamo.
Passeggere. Dunque mostratemi l'almanacco più bello che avete.
Venditore. Ecco, illustrissimo. Cotesto vale trenta soldi.

Passeggere. Ecco trenta soldi.
Venditore. Grazie, illustrissimo: a rivederla. Almanacchi, almanacchi nuovi; lunari nuovi.

 

12 commenti:

Alessio ha detto...

Professore, le auguro davvero di cuore che il 2016 sia per lei un ottimo anno: mi piace un mondo leggere il suo blog, i suoi articoli pieni di senso critico verso la realtà che ci circonda, attraverso i suoi articoli sto imparando molte cose e arricchendo la mia visione delle cose. Le auguro lunga e felice vita.

Anonimo ha detto...

Caro Professore, anch'io le auguro un felice anno nuovo.Sovente leggo i suoi articoli, nei quali trovo materia di riflessione e condivisione di pensieri.

Anonimo ha detto...

Anche io mi unisco agli auguri, anche se so che lei è piuttosto "riottoso" a certe forme.
Leopardi aveva colto bene il (non) senso della vita, mi ha messo un po' di tristezza invece il commento in generale sul 2016, sui suoi presentimenti.

Cecilia

Pietro Melis ha detto...

Cara Cecilia, ci sono, ci sono, e non riguardano affatto la mia salute. Ma non voglio parlarne. Per ora non voglio intristirmi di più.

Anonimo ha detto...

auguri professore,
marco

Francesco ha detto...

Mi permetta di rischiare quasi di apparire retorico, ma posso dire che lei per me rappresenti davvero un Professore utile. Utile all'approfondimento sempre distante dalle ipocrisie e dal conformismo. Buon anno


Marco94 ha detto...

Caro professore buon anno anche da me, ovviamente.
Marcus

Anonimo ha detto...

Caro professore,
Le auguro Un felice 2016 dagli Usa.
Luigi

Mario Ciattoni ha detto...

Caro professore, anch'io le auguro buon anno. Purtroppo sono rimasto a bocca asciutta relativamente a un suo lontano post del 5 settembre 2015 dedicato a Dario Fo. E' un post che risulta ancora in preparazione.

Eva De Molay ha detto...

Auguri Professore, voglio essere ottimista anche se non è facile... Ogni anno sono sempre di più coloro che scelgono di non mangiare più cadaveri. Questo mi dà speranza, pur essendo consapevole che il mondo farà sempre schifo.

Pietro Melis ha detto...

RINGRAZIO TUTTI. Ma il 2016 non sarà per me migliore del 2015. Un giorno spiegherò

Anonimo ha detto...

Auguri.
Anton.