giovedì 3 marzo 2016

CELESTE COSTANTINO E MICAELE CAMPANA: DUE TIPICI ESEMPI DI PARASSITI DELLA POLITICA SENZA MESTIERE NELLA VITA

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costantino_c@camera.it

Celeste Costantino - Wikipedia


campana_m@camera.it

La prima, nata nel 1979, risulta laureata in filosofia, ma non ha mai utilizzato questa laurea. Si è data subito alla politica all'età di 20 anni figurando oggi deputata del partito del pederasta Vendola. E figuriamoci se non si sentiva in diritto di difendere il pederasta e l'utero in affitto. Come dire: non si sputa sul piatto dove si mangia (da parassita della politica non avendo mai avuto un mestiere nella vita). 
Egualmente per la seconda, nata nel 1977. Risulta avere frequentato l'Università La Sapienza ma non risulta che si sia laureata. Nel 2001 è divenuta capogruppo dei DS nel V Municipio di Roma. Ed ivi è rimasta continuando ad essere senza mestiere. Sino a quando nel 2013 è stata eletta deputata. Ecco che cos'è la politica per individui simili. Un mestiere a vita. E se non venissero rielette che fine farebbero? Sicuramente si farebbero stipendiare da qualche organizzazione di partito continuando a fare le parassite della politica. Purtroppo siamo governati da gente simile, a iniziare da quell'esagitato e malato di mente che ci troviamo a capo di questo sgoverno. Anche lui individuo senza mestiere perché prima divenne presidente della provincia e poi sindaco di Firenze.  Nessuno dovrebbe essere eletto parlamentare senza avere un mestiere fuori della politica. E gli anni passati in parlamento non debbono valere ai fini della pensione se non nella misura di quella pensione che avrebbero maturato facendo il lavoro che facevano prima. E se prima non facevano alcun lavoro? Peggio per loro. Il mandato parlamentare non deve più servire per avere una pensione maggiore. Rimarrebbero disoccupati finito il mandato parlamentare? Chi se frega! Peggio per loro. Non vi sarebbe più la rincorsa ad una poltrona per assicuarsi un vitalizio avendo confuso la politica con un mestiere a vita. Squallidi parassiti della società.    

3 commenti:

Mario Ciattoni ha detto...

Buongiorno professore, il vitalizio dura tutta la vita. E' ridondante scrivere "un vitalizio a vita". Rimango sempre in attesa di un Suo commento su Dario Fo.

Giuseppe Ruocco ha detto...

Egregio professore, ha ragione. Purtroppo la colpa di questi soggetti che vengono rieletti è anche di coloro che li vota. Posso capire la buona fede, la prima volta ci si può sbagliare ma la seconda e poi la terza a seguire si agisce in mala fede. La cosa che farei è quella di eliminare, uno alla volta, tutti quei soggetti che continuano a votarli, li eliminerei dalla terra e con loro anche questi parassiti che ormai li dobbiamo sopportare a vita. Non mi reputo un violento ma con certe persone bisogna esserlo vista la loro poca intelligenza. Buona giornata.

Pietro Melis ha detto...

Non mi ricordo la critica precisa che volevo fare a Dario Fo. Probabilmente volevo dire che aveva rubato il premio Nobel, essendo stato dato ad un guitto, mentre avrebbero dovuto darlo a Mario Luzi, considerato uno dei maggiori poeti contemporanei, il maggiore tra i viventi quando era vivente. Ebbe a compensazione la nomina a senatore, che Fo non ebbe. Ma troppo tardi considerando che morì a 90 anni pochi mesi dopo essere stato nominato senatore da Ciampi.