domenica 15 maggio 2016

MALEDETTO PAPA FRANCESCO!

Che ne sa lui della mia sofferenza per la perdita di Laika il 20 aprile scorso, dopo essere vissuta con me e con mia moglie per 13 anni quando la salvai il 2 giugno del 2003 avendola trovata ferita per frattura ad una tibia e sanguinante per emorragia interna di fronte alla cantina di una megera di donna che, moglie dell'allora mio migliore amico, mi telefonò preoccupata solo del fatto che  un cane avesse sporcato di fronte all'ingresso della sua cantina nel sottopiano e rifiutò di provvedere lei a soccorrerla portandola in un ambulatorio veterinario? La abbandonò lì con assoluta insensibilità  pur sapendo che avevo già un altro cane, Billo, di cui ho raccontato la storia nel blog (scrivere su Google mio nome e cognome seguito da Billo). Approfittò vigliaccamente della mia sensibilità scaricando su di me il compito. Se non si fosse trattato di un giorno festivo si sarebbe rivolta al portiere (del grande ed elegante palazzo bianco di via S. Benedetto 57 di Cagliari, dove a pian terreno si trovano le poste) per liberarsi di questo ingombro.  Perché per lei era solo un ingombro. Dovetti provedere io a soccorrerla con l'aiuto di una signora del suo stesso palazzo per ricoverarla in una clinica veterinaria, dove rimase ricoverata per un mese. Pagai io le spese veterinarie e la pensione prima di prenderla in casa. Ma ogni sera io, mia moglie e Billo andavamo a trovarla per lasciarle un'ora di libertà nel grande parco circondante la clinica. In quella clinica mi dissero che Laika, era questo il nome che sibito le avevo messo, poteva avere già un anno. Duque Laika è vissuta 14 anni. Ma il suo primo anno di vita doveva essere stato assai brutto. Forse era una randagia o forse era stata trattata male da qualche delinquente. Infatti le rimase sempre una forte diffidenza per qualsiasi persona le si avvicinasse perché si allontanava subito. Ma riscuoteva frequentemente dei sorrisi da parte dei passanti per la sua espressione dotata di una dolce bellezza. Quei due, marito e moglie, non si fecero più sentire per un mese, mentre prima il marito mi telefonava almeno due volte alla settimana per invitarmi a casa sua. Si ruppe così per sempre un'amicizia che durava dal 1976. Laika era vissuta bene in casa mia sino alla disgraziata notte dell'11 gennaio scorso, quando le vennero delle tremende convulsioni dovute ad un improvviso ictus (per cui, chiamato un taxi, rimase ricoverata subito alle 3 di notte in un ambulatorio per 5 giorni). Si riprese dall'ictus ma aveva perso la sua normale vivacità, manifestantesi in un passo ormai lento, sebbene per tratti riprendesse quello normale. Una vita insomma ancora tranquilla pur dovendo prendere due volte il gardenale. E sempre con l'appetito abituale. Quando la mattina usciva sola con mia moglie (io la mattina dormo e prendo sonno non prima dell 4 del mattino), veniva in camera per controllare la mia presenza. Mi dava il suo saluto mattutino. La mia sofferenza a causa degli ultimi 10 giorni di Laika, quando ormai, pur dopo avere superato la febbre a 41, aveva perso la residua vivacità di prima, che aveva conservato in tono minore dopo l'ictus, e bisognava ormai sostenerla in due con un tutore per la zampe anteriori e con un sottopancia di stoffa per quelle posteriori, è minore della sofferenza che mi è rimasta a causa della sua assenza. Soffrivo anch'io per lei negli ultimi dieci giorni. Ma era una sofferenza compensata ancora dalla sua presenza e dalla conservazione del suo appetito, conservato sino a due ore prima della morte. Ma due ore dopo, la mattina del 20 febbraio, nonostante i due sostegni (io e mia moglie avevamo pagato in quei giorni anche un dog sitter perché l'aiutasse a sostenerla in due) improvviamente si accasciò  per terra nonostante i due sostegni. Riportata a casa in braccio dal dog sitter perché in stato di affanno un quarto d'ora spirò in casa non avendo avuto io il coraggio di vederla in quell'ultimo quarto d'ora di vita. Il suo cuore, che ancora qualche giorno prima risultava normale, cedette. Piansi disperatamente. E ancora non trovo pace. Mai più cani nella mia vita gridavo piangendo. Non voglio più soffrire. E così sarà per sempre. Laika è sepolta in una bara di zinco per umani sotto una antica quercia nel terreno di un mio nipote. La mia casa mi sembra vuota. Ogni tanto debbo mentire a me stesso facendo finta  che Laika sia ancora in casa, e la chiamo, la vedo avvicinarsi e l'accarezzo con la mano che accarezza il vuoto convincendomi di accarezzare lei. Domando a Rossella, mia moglie: dov'è Laika. E lei mi risponde: è in cucina aspettando il pranzo. Così accontenta questa mia semi pazzia.
Ha mai sofferto  questo maledetto papa come ho sofferto io prima per Billo nel 2009 e poi ora per Laika? Per non parlare  dei miei pianti nelle condizioni tristi della perdita degli unici miei veri amici, anzi familiari, che furono sempre i cani e i gatti? Come si permette questo individuo di dire che debbo preoccuparmi dei vicini se essi non hanno fatto mai parte della mia vita? Chi mi rappresentano? Posso dispiacermi della morte di una persona di mia conoscenza e che  stimavo. Ma non ho mai pianto per essa. Non faceva parte della mia vita. E avrei piacere alla notizia della morte di quella donna che, dedita solo ai quattrini perché lasciò subito l'ospedale per prendersi subito la pensione baby e fare la pessima ginecologa per fare quattrini, dimostrò una incredibile sensibilità per un cane ferito. Come si permette questo papa di giudicare i sentimenti degli altri?  Certamente questo farabutto non ha mai avuto né cani né gatti, al contrario del suo predecessore, che si dice abbia avuto sempre con sé dei gatti anche da papa. Che non creda che la sua vita valga per me più di quella  di Laika. Se, per assurdo, dovessi scegliere tra la morte di questo papa e la resurrezione di Laika non avrei di certo dubbi. La sua vita vale per me meno di quella di Laika. Chi mi rappresenta costui? NULLA. Per di più è un individuo che disprezzo con tutte le forze. Chi mi rapresentava Laika? Parte della mia vita. Ho fatto in tempo a mettere nell'ultimo libro la fotografia di Laika  con dedica a lei. La si può vedere anche nel mio blog. E' giusto che io soffra ancora per te Laika, perché solo la sofferenza  mi può rendere partecipe della tua presenza pur nella tua assenza. Tu continui a vivere dentro di me nei miei pensieri. Che mi importa degli altri? Che cosa mi hanno dato gli altri? Nulla. Che cosa mi hai dato tu? Tutto il tuo affetto disinteressato per 13 anni. Mi è aumentata l'insonnia. Avevo già spento il computer alle 4 del mattino. Ma poi sono stato preso da un attacco di tristezza pensando alla mattina del 20 aprile e l'ho riacceso perché ho sentito il bisogno di stare con te scrivendoti. La tua mamma Rossella non ha più il coraggio di dormire nella sua stanza con te sopra il suo letto perché sentirebbe maggiormente la tua assenza, ed ora preferisce dormire nella mia stanza. Nella stanza di Rossella continua a dormire sopra il letto il gatto, il tuo amico Fortunello, che ti aspettava sempre all'ingresso quando tornava a casa Laika dopo la passeggita e si strusciava su di te. Che la sofferenza per malattia ci liberi da un papa moralmente schifoso. Insensibile alle sofferenze degli animali, perché certamente non hanno l'anima immortale. Come se fosse certo che l'abbiano gli uomini. Nonostante la comune origine di tutte le forme di vita. Alla indegnità morale di questo papa si aggiunge la sua inarrivabile ignoranza. Che tolga al più  presto dalla Terra la sua nauseante e schifosa presenza.          

4 commenti:

Anonimo ha detto...

professore,
se non ricordo male nel 2014 il papa perse dei familiari in argentina per un incidente. non mosse ciglio ! questo forse rende l'idea...del resto chi non ha sensibilità per i propri cari figuriamoci per gli animali ! anche se con gli animali dovrebbe essere più semplice perché c'è un rapporto autentico e disinteressato.
quello che ha scritto è profondo e toccante. cosa posso dirle ? si faccia coraggio.
saluti,
marco

Anonimo ha detto...

Disprezzo e detesto questo fantoccio. Ma ancor più di lui i leccaculi che gli reggono il moccolo, quei burini che vanno a Piazza San Pietro festanti con le facce da pii .
Non alludo ai fedeli che usando la testa sono in grado di separare le cazzate sparate a raffica da costui, ma ai bigotti deficienti che credono alle caccole di saggezza che quotidianamente ci propina questo bianco sepolcro, che sono in verità pochi, giusto qualche ebete, ma anche pochi scemi sono sempre troppi, perché si sa che anche pochi imbecilli sono in grado di nuocere.
Si faccia i cavoli suoi.
Perché, invece di prendersela con gli animali non tuona contro chi spende soldi in auto di lusso, per esempio?
Posto che ognuno coi suoi soldi ci fa quello che gli pare, come giusto,anzi, GIUSTISSIMO, io non l'ho mai sentito dire , ad esempio, di destinare ai poveri i soldi con cui si va a prendere i gratta e vinci o si va dal parrucchiere. PERCHE' sempre attaccare gli animali?CHE GLI FREGA???
Ma la cosa peggiore, lo ripeto fino alla nausea (la mia), è l'importanza che gli danno i mass media.
Solo in Italia o qualche altro paese del terzo mondo (quelli che piacciono tanto ai papi, come il sud- America), gli reggono il moccolo, gli altri, nemmeno la Francia o la Spagna o il Portogallo, cattolici come noi, lo cagano più di tanto.
Da noi spopola, perché ha trovato chi gli fornisce il megafono...
Non ne posso più.

Cecilia

Anonimo ha detto...

Ho avuto cani in casa fin da piccolo, moltissimi li ho visti nascere. Provo ciò che prova Lei quando la natura fa il suo corso e ci dobbiamo separare. Spesso mi sono chiesto: perchè l'uomo campa biologicamente fino a 70-80 anni mentre un cane arriva a 15-16 anni se è fortunato? Li cresco con amore, ci condivido gioia e dolori, ma quando superano una certa età ormai so che la Natura bastarda porrà fine alla loro vita.

Diego Festa ha detto...

x il 2° anonimo: pura´verita´...che senso ha anche nel mondo animale che un pappagallo viva cosi´tanto, mentre cani gatti e altri simpatici compagni domestici non arrivano a superare i 16-18 anni?
Perche´questi parassiti vaticanoidi, delinquenti vari e politici schifosi vivono cosi´a lungo? Perche´PERCHE´?