venerdì 26 maggio 2017

DI QUESTA ORRIBILE STRAGE NESSUNA NOTIZIA NEI GIORNALI E NELLE TV

Se si tratta di stragi commesse dagli islamici se ne parla e se ne vedono i video per giornate intere. Eppure queste stragi hanno una giustificazione, se pur causata dalla perversione religiosa che si ammanta di una ideologia politica ammalata dettata dal Corano. Se si tratta di stragi di cani non si riesce a trovare alcuna giustificazione di perversione ideologica. Siamo di fronte a qualcosa di peggio. Ad una crudeltà inaudita che non trova alcuna giustificazione e che pertanto dovrebbe richiedere una punizione maggiore. Invece la legge non punirà gli assassini con il carcere a vita come meriterebbero, dovendo anche meritare la stessa fine per la legge del taglione. Queste notizie non mi abitueranno mai all'orrore perché si tratta di animali innocenti la cui morte sotto atroci sofferenze richiede una giustizia che faccia fuori per sempre questi criminali, peggiori degli islamici che uccidono a causa di una loro concezione aberrante della religione. Qui non c'entra la religione, non vi entra alcunché che non sia la crudeltà di questi vigliacchi assassini che scendono sotto il livello, non dell'umanità, ma dell'animalità perché essi sono dei subanimali che dovrebbero essere estirpati dalla terra senza pietà. Solo in una rubrica di Nino Spirlì (compresa nel quotidiano Il Giornale) ho trovato questa orrida notizia. Che il sangue degli innocenti ricada sugli assassini. Dovrebbero essere privati della tutela della legge ed esposti alla giusta vendetta che in questo caso si identifica con la vera giustizia. Invece la legge, sulla base di una distorta concezione antropocentrica della vita assegna anche ai maggiori criminali una dignità umana che, al contrario, dovrebbe essere considerata persa in occasioni di simili stragi di innocenti.  Giustizia vorrebbe che su questi assassini venisse messa una taglia per poi abbandonarli ad una giustizia sommaria con gli stessi metodi che hanno usato su quei poveri cani.            
Invece la legge proibisce di mettere una taglia su questi assassini per abbandonarli ad una giustizia sommaria, che, applicando le stesse sofferenze che questi subanimali hanno inferto a questi innocenti, si identificherebbe con una vera giustizia. Questi assassini sono peggio dei cinesi di una certa località che uccidono i cani ma per mangiarli. Ma ora pare che la situazione stia cambiando per legge.

La Cina vuole accattivarsi le simpatie degli occidentali

Fonte: Il Giornale
             

Palmi. Strage di cani innocenti

Giovedì 25 maggio 2017, Santa Maddalena Sofia Barat – a casa Spirlì, in Calabria
Incaprettati, imbavagliati con fil di ferro e nastro adesivo e massacrati a picconate. Cinque docilissimi setter sono stati ammazzati (nella notte del 10 maggio) mentre dormivano pacificamente al sicuro dei loro box, nella contrada San Filippo, a Palmi, la cittadina calabrese nella quale si festeggia l’Ascensione della Vergine al cielo, con una macchina religiosa – la Varia –  patrimonio dell’Umanità per l’Unesco.
incorporato da Embedded Video
Follia umana, vendetta, dispetto, spietatezza? Non è dato, al momento saperlo. Le autorità stanno indagando su più fronti e i responsabili locali e nazionali delle più importanti associazioni di difesa dei diritti degli Animali sono in trincea. Su tutti, Tata Maria Saccà e Maria Antonia Catania, responsabile di Animalisti Italiani sulla Piana di Gioia Tauro. “Un dolore che spacca l’anima. L’atrocità di questa ennesima strage è indescrivibile: i poveri cani sono stati seviziati, torturati. Finiti a colpi di piccone. Non c’è rassegnazione davanti a episodi così efferati. Pretendiamo che vengano scoperti i responsabili e che venga fatta giustizia! Esattamente come ci auguriamo accada per un altro martire a quattro zampe, il nostro Angelo, il cagnolone bianco ammazzato per gioco a Sangineto, in un noioso pomeriggio del Sud. Per  i responsabili del martirio di Angelo, aspettiamo, infatti, di ora in ora, la decisione dei Giudici del Tribunale di Paola.”
A Palmi, in realtà, fa male anche una sorta di sordo silenzio intorno alla vicenda. Impegnata com’è, la cittadina, nella campagna elettorale per l’elezione del nuovo sindaco, poco tempo ha dedicato ad una fatto di sangue così spietato e vile.
Certo, in questo tempo di massacri di umani innocenti per mano di terroristi islamici senza pietà, cinque cani passano – come sempre e a torto – nella periferia dell’informazione. Come se si tratti di violenza meno uno. Ma chi è pronto ad ammazzare ben cinque innocenti cani a picconate, sai che cosa potrebbe fare anche su ben altri fronti?
Ciononostante, poche le voci che si sono levate a denunciare questa ulteriore umana vergogna.
Attendiamo con trepidazione di vedere quanti saranno i partecipanti alla manifestazione di sabato 27 maggio a Palmi: 
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Una fiaccolata per dire, ancora una volta, NO!
#noicisaremo #noidiciamoNOallaviolenza 
#Palmipericinqueinnocentipelosi 
#violenticoicaniviolenticongliumanig:
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4 commenti:

Anonimo ha detto...

In sud Italia queste cose accadono più che al nord.
Ora mi auguro che qualche persona del meridione non venga a dirmi che sono razzista, ma i dati parlano chiaro, con Sicilia, Campania, Puglia e Calabria in testa.
Certo, anche al nord succede di trovare il mostro che commette nefandezze di questo tipo, ma la bilancia, specie per atti di estrema crudeltà mentale, come questo, pesa sempre di più al sud.
E non è la prima volta che cani vengono trovati impiccati o dati alle fiamme in questi posti.
Arretratezza culturale, mentalità arcaica, menefreghismo delle istituzioni, un mix di ingredienti che tutti insieme concorrono a far esplodere questi episodi.
Certo, poi qualcuno potrebbe alle solite fare il paragone con i tanti morti affogati nei cosiddetti viaggi della speranza, e dire che siamo dei cattivoni noi, a indignarci per cinque o cento o mille cani, di questi discorsi ne sento a pacchi, ma bisogna ignorarli.
Caro sud Italia, sei rimasto all'epoca borbonica.

Cecilia

Anonimo ha detto...

Non mi aspetto alcuna indagine seria. E se mai dovessero rintracciare i responsabili questi se la caveranno al massimo con una multa. Quando avvengono fatti così infami vien da pensare a certi imbecilli che con ostinazione ripetono - pensate prima agli uomini e poi agli animali.

Alessio ha detto...

In realtà si accaniscono contro i cani perché sono fragili, inermi, di fronte alla crudeltà dell'uomo: c'è scritto che hanno ucciso forse per noia, ma se avevano davanti un uomo grande e grosso, forte e cattivo più di loro, se la sarebbero fatti sotto dalla paura. La noia non c'entra niente, o se c'entra testimonia solo il sadismo di questi esseri che provano godimento dalla crudeltà.
Io li darei in pasto a cani crudeli e addestrati all'aggressione, è la giusta pena per la crudeltà, a volte la legge del taglione nella sua immediatezza funziona molto meglio dei cavilli di una giustizia ingiusta.

Salviamo le Volpi ha detto...

Cecilia ha afferrato il punto. I meridionali sono intrinsecamente sadici. In questo senso, vi consiglio di leggere i vari racconti scritti dai piemontesi che andarono al sud. Ma i meridionali non vogliono capire, e secondo loro le colpe del loro sottosviluppo economico, industriale, antropologico ecc. debbono essere sempre a carico del "settentrione sfruttatore". Orbene, noto che da un po' di anni vi è una presenza sempre più visibile dei cosiddetti neoborbonici, bonari personaggi che ingenuamente credono che il Regno delle Due Sicilie sia stato una sorta di Eden economico (sì, per la élite al comando...) e che si esaltano perché la regina di Napoli si puliva con il bidet dorato. Insomma, sono popolazioni lamentose che tendono a rimanere attaccate ai feudi ottocenteschi invece che dedicarsi allo studio dei fenomeni (anche negativi) della globalizzazione.
Mi si perdoni l'introduzione socio-politica, ma abito in Campania e quindi ho la sfortuna di fare esperienze dal vivo. La regione in cui malauguratamente vivo è la peggiore in Italia. Anche sul fronte della cura degli animali è così. Alcune cose che mi hanno riferito su maltrattamenti subiti da cani e gatti sono molto tristi. I vegetariani sono pochi. Alla carne non ci vogliono rinunciare assolutamente. La caccia è abbastanza praticata e celebrata. Nelle aree rurali (Sannio, Irpinia, Alto Casertano ecc.) viene apprezzato il piccione al forno. Immagino che ciò valga anche per la sudicia ed inutile Calabria, luogo unanimemente conosciuto per la potente malavita organizzata e per i forestieri scansafatiche.
Se esiste il karma, quei maledetti calabresi la pagheranno molto cara per aver massacrato le povere creature indifese. La solita barbarie meridionale. Gente che meriterebbe le camere a gas.