martedì 9 maggio 2017

LA LURIDA GENIA DEI CACCIATORI

Ho seguito la trasmissione Quinta colonna (Rete 4) che vedeva contrapposti animalisti e cacciatori. Questi ultimi adesso giustificano il loro gusto di uccidere per uccidere travestendosi da ambientalisti, da tutori dell'ambiente. Notare la loro disonestà che giunge persino a dire che essi non uccidono, ma "prelevano dall'ambiente". INCREDIBILE. Mi domando se siano convinti quando dicono una simile scempiaggine. Perché se ci credono allora sono dei mentecatti incurabili. Sono peggio dei macellatori (pur degni di assoluto disprezzo per la loro insensibilità di fronte alle sofferenze) perché i macellatori certamente non si divertono uccidendo in una sorta di catena di uccisioni e di smontaggio dei corpi degli animali, dissanguati, spellati e squartati. Mi fa specie di un Mario Giordano che ha detto, nella confusione della trasmissione con voci sovrapposte, che la vita di un animale non può essere paragonata a quella dell'uomo e che altrimenti non vi dovrebbe essere differenza tra lui e una zanzara. Ma che cazzo ha mai detto questo individuo, sebbene abbia detto sempre cose giuste riguardo alla politica dei governi della (falsa) sinistra? Ma quando si tratta di animali anche un individuo come il Giordano dimostra di essere un autentico imbecille. Dovrebbe seguire una lezione di diritto naturale per capire che tale diritto, in quanto naturale, non può essere della sola natura umana e che esso implica solo il diritto alla difesa della propria vita. Al contrario di come fu inteso il giusnaturalismo nell'età moderna sino a Kant, cioè come diritto della ragione. Il Giordano è favorevole alla legittima difesa abolendo la proporzione tra l'offesa del rapinatore e la risposta del rapinato a propria difesa. GIUSTO. Ho scritto su questo argomento in un mio recente articolo. Ma allora avrebbe dovuto capire che uccidere per il gusto di uccidere nella caccia non fa parte della legittima difesa. Ho il diritto di difendermi da una zanzara che mi succhia il sangue con il pericolo di trasmettermi una malattia se si tratta di una zanzara malarigena. Il Giordano rimane entro una concezione antropocentrica, direi biblica, della Terra, come se la  vita su di essa fosse apparsa in funzione dell'uomo. Concezione aberrante, priva di ogni concezione scientifica dell'evoluzione biologica. Un predatore non uccide per il gusto di uccidere, come fanno gli schifosi cacciatori, ma per motivi di sopravvivenza perché se non uccide la preda muore di fame. E la morte per vecchiaia (se vi arriva) di un leone è una morte lenta per fame perché non ha più le forze per correre inseguendo la preda, che a sua volta ha il diritto naturale di correre per sfuggire al predatore. E comunque, il predatore non alleva le sue prede come fa l'uomo negli allevamenti (di sofferenza e di morte). Alla luce del diritto naturale si semplifica tutto contro le imposture di coloro che ritengono che in ogni caso la vita di un uomo valga sempre più  di quella di un animale non umano. Se così fosse anche la vita di uno spietato criminale varrebbe più di quella di un animale non umano, che, in quanto tale, è sempre innocente perché agisce secondo la sua natura, che non può essere cambiata. Altrimenti si dovrebbe pretendere di cambiare la natura di un serpente velenoso. Questo ragionamento non può valere per l'uomo perché la sua natura non esiste. L'uomo è un animale culturale che agisce in base  in base a ideologie, ad interessi materiali che vanno oltre i motivi della sopravvivenza. Il Giordano dichiari che sarebbe capace di andare in un mattatoio almeno una volta nella vita per ricavarsi la bistecca da solo se non è un impostore che crede, come tutti quelli che mangiano carne, di avere le mani monde di sangue, mentre le hanno più sporche di quelle dei macellatori di cui sono i mandanti. Questi impostori  non si domandano mai che cosa vi sia prima della filiera che si conclude in una macelleria o in un market.               

2 commenti:

Marzia Rosa ha detto...

Ho seguito anch' io la trasmissione è concordo in tutto quello che lei ha scritto aggiungendo che giordano è stato meschino a portare l esempio della zanzara,di un insetto visto che parlavamo di mammiferi ,uccelli,animali innocenti che provano dolore esattamente come noi !

Freeanimals ha detto...

Trovandomi all’estero, mi sono perso la puntata in questione, di una trasmissione che l’anno scorso seguivo attentamente. Mario Giordano mi piace, a parte la sua voce stridula, e ho letto anche un paio di suoi libri, ma il paragone che ha fatto è da considerare una caduta di stile. Non mi meraviglio: lo specismo antropocentrico è tenacemente diffuso nella nostra società giudaico-cristiana e lo si ritrova ovunque nei maestri di pensiero, nei giornalisti (vedi Cruciani) e negli uomini di cultura. Anche all’antropocentrismo si può applicare la regola smeraldina: come in basso così in alto e lo si rinviene, purtroppo, sia negli ignoranti patentati, che nei plurilaureati. Anzi, in questi è ancora più facile.