domenica 2 luglio 2017

VASCO ROSSI: MEGLIO PER LA MUSICA SE FOSSE MORTO 40 ANNI FA.

Quando mi iscrissi all 'Università a 18 anni contemporaneamente mi iscrissi al Conservatorio per la classe di composizione, che comportava anche un programma di studio del pianoforte chiamato lettura partitura. Un corso complementare con un programma di poco ridotto rispetto a quello del corso di pianoforte principale della durata di 10 anni. Vi era allora il limite dei  15 anni anche per l'iscrizione al corso di composizione. Il vice direttore Oscar Crepas (direttore era il compositore sardo Ennio Porrino, morto prematuramente nel 1959 a 49 anni) mi fece presente questo limite. Ma poi, stando io in piedi con le mani conserte, mi disse: per queste mani possiamo fare un'eccezione. Mi iscrissi alla classe di composizione senza saper ancora leggere le note. Avevo sempre manifestato sin da bambino la mia volontà di studiare musica e di avere in casa un pianoforte. Ma i genitori credettero che fosse soltanto il chiribizzo di un bambino e mi spedirono in collegio per 4 anni interno ai salesiani. Dove dopo altri quattro anni, ma da esterno, conseguii la maturità classica. Non avevo nemmeno intenzione di iscrivermi all'Università ma di dedicarmi solo alla musica. Volevo fare il compositore e il direttore d'orchestra. Mio padre, scettico sul mio avvenire da musicista mi impose di iscrivermi all'Università. E allora mi iscrissi alla Facoltà di Lettere e filosofia per il corso di filosofia. Ebbi finalmente in casa un pianoforte, verticale, ma preso in affitto. Mio padre rimase sconcertato prevedendo che con una laurea in filosofia avrei fatto la fame. Con ironia mi disse che mi ero iscritto alla Facoltà di lettere e cartoline. Ma io non pensavo allora di trarre un guadagno dalla laurea in filosofia, che doveva rimanere solo un hobby, un arricchimento culturale e basta. Rimaneva in me la volontà di fare il musicista per professione nonostante avessi incominciato ad imparare a leggere le note alla tarda età di 18 anni. Nella classe di solfeggio (della durata di tre anni) mi trovai insieme con dei bambini che potevano avere al massimo 10 anni. Ero il vecchietto della classe di solfeggio. Poiché allora il Conservatorio era a poche centinaia di metri dalla Facoltà di Lettere e filosofia facevo delle  corse pazzesche di andata e ritorno tra Conservatorio e Facoltà. Una lezione di musica e una lezione all'Università, dove frequentavo i corsi principali, in una vita da pendolare tra musica e filosofia. Due volte alla settimana dovevo seguire lezioni di pianoforte e altre due volte lezioni di composizione. La sera era dedicata allo studio del pianoforte o, due volte ogni settimana, alla armonizzazione di un tema che dovevo sviluppare a piacere tenendo conto però dei cambi di tonalità prescritti in partenza dall'insegnante di composizione per poi  tornare alla tonalità del tema iniziale. Era il cosiddetto giro armonico come premessa dello studio del contrappunto. La notte era dedicata alla preparazione degli esami all'Università. E così andai avanti faticosamente per quattro anni dando regolarmente gli esami di composizione e di pianoforte al Conservatorio e gli esami all'Università. Alla fine del  quarto anno avevo terminato di dare gli esami all'Università. Rimaneva da preparare la tesi di laurea. Fu a questo punto che le cose si rovesciarono. Il professore di filosofia teoretica (ma era anche incaricato di storia della scienza) mi disse di fare in fretta a laurearmi perché il ministero aveva assegnato un posto di assistente ordinario da porre a concorso per la disciplina di storia della filosofia. Mi impose di fare una tesi sulla fisica di Cartesio. Mi trovai ad un bivio della mia vita. Che fare? Continuare per altri sei anni a studiare al Conservatorio vivendo alle spalle dei miei genitori o avere la prospettiva di uno stipendio sicuro sin dall'età di 23 anni? E così Cartesio pose fine alle mie aspirazioni di musicista. Impiegai un anno per portare a termine la tesi sulla fisica di Cartesio, sino all'esaurimento nervoso. Provocatomi da un filosofo che poi imparai ad odiare per la sua nota distinzione tra anima e corpo, con la conseguenza che per Cartesio gli animali sono solo macchine che non soffrono e per questo si dedicava alla vivisezione (nonostante egli fosse vegetariano, ma solo per ragioni salutistiche). Scelsi il quasi certo per l'incerto trattandosi di un concorso interno alla Facoltà. La musica ebbe solo una piccola rivincita perché con i primi stipendi mi comprai a rate un pianoforte a mezza coda di seconda mano ma ristrutturato e messo a nuovo dal venditore e proseguii nello studio del pianoforte da autodidatta allargando il mio repertorio. Tra cui alcune invenzioni a due voci di Bach, due sonate di Muzio Clementi, due sonate di Haydn (già imparate al Conservatorio), la sonata in la maggiore di Mozart (che termina con la nota marcia alla turca), una sonata di Beethoven, detta patetica (che in Conservatorio si porta all'esame dell'ottavo anno, detto esame del diplomino prima del diploma dei 10 anni), quattro notturni di Chopin ed altri brani di minore impegno, tra cui l'adagio della sonata al chiaro di luna di Beethoven e la marcia funebre dalla sonata n. 3 di Chopin, oltre ad alcuni brani scelti da una antologia  musicale che era inclusa nel programma del Consevatorio. E poi continuai nella carriera universitaria sino a diventare professore d ruolo di storia della filosofia.
Perché ho scritto tutto ciò? Perché ho una certa conoscenza della musica, soprattutto nella costruzione armonica. Che conoscenza ha un Vasco Rossi della musica? Che studi ha fatto? Sono in grado di capire che la base armonica è di una stupidità spaventosa. E' senza costruzione. Egli è solo in grado di appiccicare ad una frase alcune note (da urlare, non da cantare) per poi ripeterle appiccicandole ad altre parole, ma con una ripetizione ossessiva di alcune parole (vivere, ogni volta che, vita pericolosa, voglio trovare un senso a questa vita anche se un senso non ce l'ha). In sostanza, in fatto di musica Vasco Rossi è un profondo ignorante. L'armonizzazione è così elementare che verrebbe bocciato al primo anno di composizione al Conservatorio. Sono certo che l'armonizzazione non è scritta. Gli esecutori analfabeti in fatto di musica vanno ad orecchio adattando gli accordi ai toni delle urla. Armonizzazione adattata ripendo alla noia gli stessi accordi, per esempio re, fa la, e cambiandoli meccanicamente per non provocare dissonanze con ciò che il signor Rossi urla. Certo è che con la filosofia, di cui il signor Rossi si vanta di essere diventato cultore, senza mai averne dato dimostrazione citando qualche filosofo, dando a pensare di essere anche questo caso un ignorante incapace di capire difficili testi filosofici, non avrebbe fatto soldi alle spalle dei gonzi. Tutto qui. Egli ha voluto trovare un senso a questa vita anche se un senso non ce l'ha. Questa è l'unica cosa vera che ha detto. Ma ha trovato un senso a questa vita facendo soldi da ignorante di musica avendo cercato in passato di sfuggire con la droga al non senso della vita. E una massa di ebiti va ad acclamarlo in uno spettaccolo indecente dove la miseria delle urla viene mascherata con una volgare coreografia che serve ad incantare questa massa di esaltati che di vera musica non capisce un cazzo. Si sono viste persino donne che urlavano a seno scoperto per far danzare le tette come accompagnamento supplettivo. Il mondo dell'effimero ha bisogno di spettacolo per assegnare successo a chi merita solo di scomparire. Naturalmente, mentre fastidiosamente ascoltavo facevo anche altro, leggevo e scrivevo. 
Non respingo tutta la musica leggera. Ma vi è un abisso tra il Rossi e la canzone l'Immensità (musica scritta da Don Backy) e cantata da Johnny Dorelli, che studiò contrabasso e pianoforte alla High School of Music and Art di New York. Notare nel primo video come il canto sia accompagnato da un'orchestra con direttore e tanto di violini e altri strumenti come in un'orchestra sinfonica. Esecutori che suonano leggendo lo spartito.                     


Johnny Dorelli - L'immensità
alphis 184.065 visualizzazioni
3:15  

Johnny Dorelli canta L'immensita video con testo Mario Ferraro ...

https://www.youtube.com/watch?v=uzyT5jDnEp4
04 giu 2015 - Caricato da mario ferraro
Canzone del 1967 cantata da Johnny Dorelli al festival di Sanremo Composta da Don Backy - Mogol .
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Ed ecco Dorelli che ha compiuto 80 anni il 20 febbraio e di cui non si parla più cantare nuovamente L'immensità nel 2002. Canzone che può rientrare nell'ambito della musica lirica. Bellissime le parole di Mogol, famoso autore dei testi delle canzoni di Lucio Battisti. 

50+ video Mix - JOHNNY DORELLI: L' IMMENSITA' [LIVE 2002 ] 

        

15 commenti:

Marco Isella ha detto...

Premetto che di solito condivido il suo punto di vista su diverse cose, come Islam, PD e chiesa, però secondo me con Vasco c'è andato giù un po' troppo duro.

- Il rock è un genere "pop", non è cosa da colti o tecnici della musica, si potrebbe anche dire che non è nè meglio nè peggio, è semplicemente un'altra cosa.
- Vasco è famoso per quelli che lo ascoltano, lui fa la sua musica, al massimo dovrebbero morire i fans che lo hanno reso famoso, però mi sembra un'opzione un po' esagerata.
- Non si deve sottovalutare l'aspetto emotivo, le canzoni di Vasco in qualche modo emozionano e sono piacevoli da ascoltare. Possiamo paragonarlo al leggere un libro di John Le carrè, non è che non ha il diritto di esistere, semplicemente non è letteratura elevata.
- Per quanto riguarda la filosofia, citare i filosofi non è roba underground/rock, si può anche leggere libri di filosofia senza studiarli e quindi non essere in grado di citare (Io per esempio un po' di filosofia l'ho letta per interesse personale, ma a memoria non saprei citare nessuno).
- Sull'aspetto tecnico sono d'accordo con lei, per essere chiamato Artista devi esprimere la tecnica di tua competenza ai massimi livelli conosciuti dall'uomo, se non ci riesci fai cose con volontà artistica ma non arte.

Anonimo ha detto...

mai compreso tutta questa ammirazione per una banale canzonetta che come tutte le altre canzonette non hanno ARMONIA, a meno che, se l'hanno, non siano copiate. La Filosofia e la Matematica, meglio ancora la Musica è un'accoppiata affascinante ed appagante, altro che queste chiacchiericciate a suon si lalala tatata fafafa vavava sasasa che insieme alla pubblicità ci torturano il Cervello da mane a sera. Mi vorrei costruire un telecomando che ammutolisca la radio quando si verificano questi due eventi distruttivi...per ora o metto pausa o abbasso il volume a zero. Non li sopporto. E la rabbia mi monta. Ti trasmettono sempre le stesse musicarellate a ripetizione, tanto che alla milionesima volta, alcune ti sembrano anche NON BRUTTE. Ma noi lo sappiamo il trucchetto e li azzittiamo questi torturatori che ci spillano anche il canone tv. Occorrerebbe prender nota delle pubblicità che durano almeno 6 minuti, presto si arriverà a 10, per poi autoridurre il pizzo raie [eiar, come golem melog...'mazzali che fantasia. La colpa non è di vasco rossi, è di quella massa di decerebrati che si ammassano come lombrichi, pore bestiole i lombrichi, per drogare a caro prezzo, che i pezzenti neanche potrebbero permettersi, quel che resta della loro povera materia grigia con cacofonità animalmente insopportabili. Veg Anna

Marco Isella ha detto...

Dimenticavo...per il discorso droga: se ci dovessimo mettere a fare la lista di tutti i grandi artisti e scienziati che hanno usato alcol e droghe varie dovremmo stare qua ad elencare una decina di giorni. Caravaggio, Baudelaire, Freud, Kerouac, Allan Poe, Picasso...
Che Vasco possa essere messo in questa lista non lo so, stiamo a vedere cosa ci dirà the future.

Salviamo le Volpi ha detto...

Il rock è arte, piaccia o meno.
Vi è rock, e vi è rock. Rock e pop non debbono necessariamente andare a braccetto. E comunque, pop è "popolare".
Tutto può essere pop.
L'album 'Bollicine' di Vasco Rossi è uno dei migliori album del rock italiano.
Per me, il miglior brano di Vasco è 'Liberi Liberi'. Eccezionale e commuovente traversata pop rock, che è anche la canzone con cui si chiude una grandissima fiction come 'Romanzo Criminale'.
Per il resto, Vasco conta poco (se non nulla).
Il rock italiano è sempre stato tendenzialmente scadente (salvo eccezioni underground come gli ottimi CCCP e il Banco Mutuo Soccorso) e non assolutamente paragonabile alla scuola statunitense (ove il rock è nato, maturato e forse anche morto) e a quella inglese (ove hanno prosperato gruppi storici e fondamentali).
Vasco è stato ed è tutt'ora maledettamente sopravvalutato, proprio come i Beatles. Quest'ultimi hanno prodotto album di buona qualità come 'Sgt. Pepper' e 'Abbey Road'. Ma da qui a dire che i Beatles sono stati i più grandi artisti musicali di sempre... per carità del Cielo!

Chi ha fatto per davvero la storia del rock (e dunque della musica più in generale) sono i seguenti complessi/artisti:
Rolling Stones;
Velvet Underground (primi due album);
The Doors;
Captain Beefheart;
The Who;
Pink Floyd (almeno il primo album psichedelico);
Jefferson Airplane (Volunteers su tutti, e due pezzi fenomenali quali sono 'White Rabbit' e 'Somebody To Love');
Love (gruppo californiano, se non sbaglio);
Jimi Hendrix;
The 13th Floor Elevators;
Beatles (anche se sopravvalutati);
Beach Boys (anch'essi sopravvalutati, ma tant'è);
Bob Dylan (non l'ho mai amato... ciò non toglie che 'Like A Rolling Stone' sia un inno alla libertà);
The United States of America (l'album di debutto è meravigliosa e pura alienazione!);

Ma ci sono tanti altri artisti...

A proposito dei Beatles (McCartney e Starr sono vegetariani, e anche Harrison lo era), a mio parere è corretto definire John Lennon un radical chic. Colmo di soldi, ma sognava di fare la rivoluzione con i socialisti e con le Black Panthers. Un rivoluzionario da salotto. Si mormora che quasi al termine della propria soddisfacente esistenza fosse diventato addirittura un simpatizzante di Reagan.

Amo ascoltare i vari inni nazionali. I migliori rimangono quelli di URSS, DDR, Giappone, Texas (sì, diversi Stati US hanno un proprio inno), Scozia, USA, Australia. Che l'Italia cestini l'Inno di Mameli e che adotti il Va' Pensiero.
Apprezzabile anche la 'Giovinezza' di mussoliniana memoria e la ballata sciovinista di 'Rule Britannia'.

Un altro mio gusto musicale è quello relativo alle marce funebri. Lo so, è macabro, forse inquietante. Però trasmettono una piacevole sensazione di eterna serenità. Atmosfera crepuscolare.
Questa è tra le mie preferite:
https://youtu.be/s-JgrahRvjo

Sarà perché io ho sempre vissuto la morte umana non come un terribile dramma, ma come semplice prassi. Qualcosa di assolutamente scontato, banale, naturale. E di certo non sono il solo a pensarla in questi termini. Da un po' di tempo a questa parte, si sono diffusi (soprattutto negli USA) i cosiddetti party funebri. Si celebra la morte di una persona con palloncini, champagne, buffet, dolci e snack vari, musica, ballo ecc.

https://lastello.it/blog/funerale-americano-perche-lultimo-saluto-festa/

https://www.tolgoildisturbo.com

Pietro Melis ha detto...

A Salviamo le volpi. Prima di tutto lei dovrebbe una buona volta presentarsi con nome e cognome, come anche richiesto in un commento ad altro recente articolo dal mio corrispondente Giancarlo Matta. Vedo che lei ha una "cultura" in fatto di musica pop. Ma ha mai ascoltato della vera musica invece di tanta spazzatura? La musica leggera non fa parte della storia della musica. Ne è esclusa. La musica leggera non è arte ma artigianato. La vera musica esige nella scrittura faticosi studi di musica mentre quella leggera è scritta da ignoranti della musica per non avere mai fatto studi severi di composizione. Si occupi più delle volpi che di tanta spazzatura. Riconosco che vi sono delle belle canzoni che stanno tra la musica leggera e la musica lirica. Aggiungerò nell'articolo un esempio: "L'immensità" cantata da Johnny Dorelli. Da notare che il canto è accompagnato da un'orchestra che assomiglia a quella sinfonica con tanto di violini ed altri strumenti suonati da esecutori che suonano leggendo lo spartito. Non come gli ignoranti che accompagnano il Rossi suonando ad orecchio strimpellando con chitarre. Faccia un salto di qualità: visto che le piacciono le marce funebri ascolti la marcia funebre di Sigfrido dal "Crepuscolo degli dèi" di Wagner, che riprende il tema con cui si conclude l'ultimo atto della Walkiria. Musica da brividi. Siamo ai vertici della storia della musica vera.E poi anche la marcia funebre dalla terza sinfonia di Beethoven. Ascolti anche scrivendo su youtube "Funeral sentences" del musicista inglese del XVII secolo Henry Purcell. Marcia funebre che fa parte della "Musica per il funerale della regina Maria". Ai funerali di mio padre portai in chiesa il mio impianto di Hi Fi con cui inondai la chiesa delle note della marcia funebre di Sigfrido. Dura 10 minuti. Fui iniziato da mio padre (che disprezzava Verdi) all'ascolto di Wagner.

Salviamo le Volpi ha detto...

Stimato Dottore,
Parcellizzo la mia risposta.

1- A chi interesserebbe il mio nome? A nessuno, o a pochi. Mentre il nominativo 'Salviamo le Volpi' è importante. Comprendo che sarebbe più "signorile" presentarsi con nome e cognome, ma abbandonare il nome con cui scrivo sarebbe una piccola sconfitta. I visitatori leggono i miei commenti, leggono il mio nome e immediatamente divengono più consapevoli della barbarie, anzi, del terrorismo di cui sono vittime le piccole e docili volpi (e non solo le volpi, è bene che lo ricordi). Perché i cacciatori sono terroristi. Una volta spararono ad un mansueto porcospino perché volevano "testare" la mia reazione, godevano nell'assistere alla mia rabbia, mista alla sofferenza (più intima che estetica, ma pur trattasi di sofferenza). Gliela feci pagare. Fu una vendetta riuscita e soddisfacente. Chiamasi anche karma.
Il secondo cacciatore allevava degli autentici cani da caccia. Li utilizzava per la caccia in tana, per la lotta contro la volpe.
Dottor Melis, lei ha mai assistito ad una lotta tra una volpe ed un cane da caccia?
Le assicuro che è raccapricciante, abominevole. E c'è chi si azzarda a chiamarla "sport" o "intrattenimento". Ho salvato ben tre volpi (tutte femmine). Due di loro erano prossime alla lotta. La terza era stata aggredita. La portai dalla veterinaria, e fortunatamente non era in gravi condizioni. Si riprese tranquillamente, ma rimase come traumatizzata dal punto di vista caratteriale. Morì quattro anni fa. Al momento della morte, aveva tra gli undici e i tredici anni. Si chiamava Giovanna.

2- Musica spazzatura? Respingo totalmente tale approccio.
La musica rock/blues/psichedelica anni '60, di cui sono un assiduo consumatore, è lodata soprattutto dai critici più anti-convenzionali (che sono sempre i più colti). Naturalmente, la sua opinione (molto personale, glielo dico con franchezza) può essere legittima, ma la ritengo frutto di un rifiuto aprioristico.
Si ascolta il rock, e si può anche godere della classica.
Che non si paragonino Mick Jagger (Brown Sugar, Sympathy For The Devil, Gimme Shelter, Paint It Black, giusto per citare quattro titoloni) e Jim Morrison (Light My Fire, The End, Crystal Ship, Waiting For The Sun ecc.) a Vasco oppure all'attuale scena desolante. Sarebbe un errore estremamente grave.
E poi, come può essere definita "musica leggera" quella prodotta dai Velvet Underground? ;-)
La loro fu vera rivoluzione, e non solo musicale. Mentre vi era l'ondata hippie, i Velvet furono i primi a interpretare l'urbana alienazione di Nuova York, ad analizzare la depressione metropolitana, la tossicodipendenza, il sesso più masochista ('Venus In Furs'), la frenesia omosessuale ('Sister Ray'), la 'Femme Fatale' (eccellente gotica performance di Nico, cantante tedesca dalle cui corde vocali proviene un suono che ricorda la Berlino degli anni '30). Queste tematiche sono oramai prassi quotidiana, ma sul finire dei '60 rappresentavano effettivamente qualcosa di inedito, di trasgressivo. L'America di Johnson.
Dottor Melis, la "spazzatura" è cominciata con gli anni '80-'90. I decenni in cui iniziò a spopolare un certo culto dell'individuo, che oggi è a livelli clamorosi per mezzo dei social networks e del mercato no-limits, in barba a qualunque morale della sicurezza sociale e del benessere collettivo.
Quella di oggi non è musica spazzatura, peggio: sono scorie nucleari. Musica liquida, come questa globalizzazione nichilista.

3- Qui concordiamo. I capolavori da Lei citati non hanno eguali. Tuttavia, sono sinceramente curioso di conoscere un suo giudizio sulle canzoni funebri dell'ultimo leader nordcoreano che è deceduto, Kim Jong-Il. Le ho lasciato il link YouTube nel commento precedente.
Mi piacerebbe anche conoscere se Lei è anche un appassionato della musica del Ventennio. Non crede che 'Giovinezza' sia il picco musicale del patriottismo italiano?

Daniele Simonazzi ha detto...

Per me prof e' stato fin buono,tralasciando il fatto che Vasco e' massone ( nomassoneria macerata e altri siti),come tutti i personaggi manovrati dall'informazione ebraica segue le direttive dei suoi padroni,xche' quando uno diventa massone risponde a Ordini occulti e se ne sbatte del popolo,money first ,per I figli Della vedova ci vuole il buon sano raddrizza persone

francesco virdis ha detto...

Sono lieto di non avere in alcun modo vissuto "l'evento" (orrenda ed abusata parola) di Vasco Rossi,ma anche di altre mitizzate adunate rockettare e psichedeliche alla Woodstock. Il fanatismo demenziale ed isterico che caratterizza tali manifestazioni,da solo,lo trovo insopportabile, per non dire del resto. Si tratta di fenomeni pompati a dismisura a livello mediatico, basti pensare al battage ossessivo di questi giorni per il concerto "dei record" del signor Rossi. Il rock è sempre stato etichettato come trasgressivo, mentre in realtà è un elemento di sconcertante conformismo. La vera trasgressione è non buttarsi all'ammasso per questa gente e movimento musicale, fatto per lo più da drogati miliardari.

Daniele Simonazzi ha detto...

Si puo' per cortesia leggere qualche stralcio del suo saggio che ha fatto tanto parlare.Comunque I miei piu' vivissimi complimenti per come ha sistemato il rabbino di segni,chi si deve vergognare e' quel demente di santoro a parlare di coprofagia per sputtanare ulteriormente Hitler e il popolo tedesco perche' sconfitto

Pietro Melis ha detto...

A Daniele Simonazzi: mi invii il suo indirizzo email (CHE NON PUBBLICHERO') e le invierò in allegato il testo completo che ho in documenti. Mi risparmio la fatica di andare alla posta per inviarle un pacco contenente in omaggio un libro di circa 800 pagine. Se vuole il testo in cartaceo aggiunga il suo indirizzo (CHE NON PUBBLICHERO').

Daniele Simonazzi ha detto...

Prof non so adoperare internet rischio di farla tribolare per niente,non e' per paura se e' per quello posso dare tutti dati a tutti,l'indochina e' lontana ZOG puo star sereno.Era cosi per leggere qualcosa di lei,se torno lo compro in libro garantito,e' deprimente per me star qui e non poter far niente per l'Italia,con le idee che ho meglio che rimanga qua sicuro!!!!

Anonimo ha detto...

Lei si stupisce ma non c'è niente di che stupirsi la gente mediamente è molto stupida, non è in grado di apprezzare le cose sofisticate, compra solo robaccia da ipermercato.

Basta dire che nelle votazione comunali ha votato ancora circa il 20% PD, cioè il partito (disgrazia) che voleva toglierci ogni diritto e che sta affossando l'italia.

La gente è stupida, se ne faccia una ragione, e vedrà che si spiega molte cose.

AldoMIL

Daniele Simonazzi ha detto...

A parlare cosi non si va avanti di un centimetro,bisogna andare alla radice del problema ,il grano ,chi paga comanda!E purtroppo tutto il grano sta in mano al peggior nemico Della chiesa cattolica,Basta dare una sbirciatina ai protocolli dei savi di sion ,per cominciare a capire chi e' che sta dietro a tutto,per non morire idioti!

Daniele Simonazzi ha detto...

CE ne fossero prof come lei e il prof Caracciolo ,purtroppo LA congiura del silenzio regna sovrana ovunque.In 30 anni che sono stato li da voi mai sentito parlare dei nostri padroni occulti,una vergogna infinita tutti venduti al potere di quel popolo levantino.Se non fosse per internet non si saprebbe niente.Siete eroici a continuare a voler informare il popolo,il nemico e' immensamente potente,non e' per adulare nessuno( troppo lontano per aver qualche interesse) ma per darvi merito di quello che fate,onore Italiano!

Anonimo ha detto...

Ormai Vasco e' diventato vecchio e non ha molto da dire, ma nei primi 10 anni della sua carriera ha sfornato dischi molto interessanti per il suo genere. Opinione condivisibile o meno. Saluti.

Luigi