sabato 12 agosto 2017

DOCUMENTO DEI VETERINARI DI TORINO CONTRO LA MACELLAZIONE EBRAICO-ISLAMICA

Ricevetti questo documento nel lontano 2004 dall'associazione ANIMALISTI ITALIANI. Documento che inclusi nel mio libro Scontro tra culture e metacultura scientifica. 

E ci risulta da una nostra documentazione[1] che un’associazione di veterinari di Torino ha dichiarato in un documento del 20 ottobre 1998 che “in situazioni normali la morte sopravviene nel corso di 5 minuti: passato il primo momento di stupore e sorpresa, l’animale, quando incomincia a perdere forze e vitalità, compie tentativi spasmodici e si dibatte per cercare di liberarsi. Questo comportamento rappresenta la regola, anche quando tutte le operazioni sono condotte seguendo i migliori canoni operativi. I veterinari che operano nei macelli ammettono che tale macellazione rappresenta un evento a suo modo impressionante. Il tutto peggiora nel momento in cui le macellazioni si susseguono a ritmo elevato, condizione che facilita l’errore umano, in seguito al quale il taglio non riesce a recidere completamente i vasi sanguigni e determina una agonia prolungata e maggiori dibattimenti e spasmi dell’animale…Nel complesso non si può negare che le macellazioni senza stordimento configurano una situazione di eccitazione, dolore e sofferenza per gli animali…Vi sono buone ragioni per rivedere le normative in tema di macellazione, anche per evitare la perpetuazione di metodi cruenti e dolorosi per gli animali e che offendono la sensibilità di larga parte della popolazione italiana”.


[1]Inviataci dall’associazione Animalisti italiani, insieme con il Documento approvato nella Seduta Plenaria del 19 settembre 2003 dai codini ministeriali del Comitato Nazionale per la Bioetica, che, di dipendenza ministeriale, al contrario, cerca ipocritamente di giustificare la macellazione ebraica sulla base del rispetto di una tradizione che questo Comitato di cosiddetta bioetica continua a definire religiosa. Della presidenza di questo Comitato fece parte persino il rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni. Il che è tutto dire. Come affidare a Dracula la presidenza dell'AVIS  
 

7 commenti:

Giancarlo MATTA ha detto...

Per interdire la "macellazione rituale" in Italia, basta denunciare i Medici Veterinari che per legge la devono sempre sovrintendere, in riferimento agli Articoli 544 et 727 del Codice Penale nonché per violazione del loro Codice Deontologico (il quale Codice è una Legge).
A Torino ha funzionato... .

Pietro Melis ha detto...

Caro Giancarlo, che io ne sappia purtroppo è concesso che siano gli stessi macellatori ebrei e islamici a sovraintendere a questo sporco e sanguinario lavoro senza intromissione di veterinari italiani. E poi credo che non tutti i veterinari dei mattatoi avrebbero il coraggio di opporsi alla loro sostituzione. Se ne fregano. Infatti il documento che ho citato è del 1998 e nulla è cambiato. Dovrebbe intervenire il governo. In passato vi fu una prostesta della Lega nord in parlamento per abolire la macellazione ebraica. Tutto inutile. Gli ebrei non si toccano nemmeno nelle loro superstizioni pseudo religiose. E perciò non si toccano nemmeno gli islamici.Da notare che la stessa LAV in un suo vecchio documento aveva detto che la macellazione ebraica,oltre che in alcuni Stati europei come l'Austria (non ricordo gli altri) era proibita persino in Malesia che è uno Stato islamico. Il maggiore ostacolo sono gli ebrei. Naturalmente quelli credenti nel senso di osservanti delle pazzesche regole mosaiche risalenti ad almeno 2500 anni fa. Riporterò quanto dichiarato da Riccardo Di Segni nelle sue farneticanti dichiarazioni a sostegno della macellazione "rituale".

arbitro69 ha detto...

Egregio Professore,
Il suo libro mi interessa molto.
Quale canale si può utilizzare per riceverlo direttamente a casa?
La ringrazio in anticipo e sappia che sto pubblicizzando il suo blog a tutti i miei conoscenti.
Un saluto

Pietro Melis ha detto...

cliccando su arbitro69 non si ha alcun profilo. Mi scriva nel blog usando il commento e pensando di scrivermi in via privata per lasciarmi il suo indirizzo email. Commento che non pubblicherò per rispettare la vita privata o, come si suol dire, la privacy

Vlad ha detto...

Ho provveduto a pubblicare il documento nei commenti all'amministratore di quella pagina vegana che nega la maggiore crudeltà della macellazione halal. Le farò sapere se hanno il coraggio di contestare.

Pietro Melis ha detto...

A Vlad. Ma a quale amministratore di quale pagina (o blog?) si riferisce? Mi invii un link o comunque il titolo di questa pagina.

Vlad ha detto...

La pagina Facebook si chiama Vegan Warrior. La discussione è in questo link:https://m.facebook.com/veganwarrior269/photos/a.677418562316997.1073741835.330094790382711/1642094755849368/?type=3&source=48