martedì 24 ottobre 2017

FALSI STUPRI CON FALSE VITTIME

Prima o dopo mi sarei sentito costretto a pormi questa domanda: quando vi è veramente stupro? Sono stato sempre convinto che sia impossibile che un "maschio" (evito di dire uomo) possa da solo violentare una donna se non usa dei mezzi che le rendano impossibile reagire, e questo può avvenire solo se il maschio minaccia prima la donna di violenza non sessuale usando un'arma che può essere una rivoltella, un coltello, una percossa, specialmente in testa, che metta a repentaglio la sua vita o, quanto meno, le faccia perdere la resistenza fisica. E' infatti impossibile che avvenga una violenza sessuale senza avere messo in atto una violenza non sessuale. Se la donna chiude le gambe non vi è forza fisica di un solo maschio, per quanto forte sia, che possa riuscire a farle aprire le gambe. Come dimostra lo stupro subìto da una polacca stuprata a turno da due criminali marocchini e da un nigeriano. Uno le teneva ferme le braccia e l'altro le allargava le gambe mentre il terzo ne abusava. Da solo nessuno dei tre deliquenti sarebbe riuscito a stuprarla.

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  Qui non voglio fare nomi anche perché non è necessario. Ma chi legge capisce a chi  mi riferisco. Chi ha sollevato il caso è un attricetta italiana che non ha mai avuto successo perché non dotata affatto di particolare talento. Ha detto che il famoso produttore americano in una stanza d'albergo uscì dal bagno chiedendole di farle un massaggio, con una evidente richiesta di sesso. Costei dopo vent'anni ha creduto di dover liberarsi in una sorta di catarsi dell'episodio vissuto. Ha detto che il produttore era alto tre volte lei e largo quattro volte lei, e di fronte a una simile figura di potenza fisica ha dovuto sopportare l'asserita violenza fisica. Ma quale violenza fisica? Se l'è inventata. Ha usato contro di lei una violenza fisica non sessuale prima dell'asserita violenza sessuale? No. Dice lei stessa che non vi fu prima alcuna violenza non sessuale. E allora che va dicendo? Poteva aprire la porta della stanza e andarsene magari dopo avergli sputato in faccia con parolacce. Non l'ha fatto perché altrimenti non avrebbe fatto il film promessole. Del produttore si può dire che è un individuo moralmente schifoso. Ma non ha commesso alcun reato. Vi è stato solo un baratto, come ha scritto Vittorio Feltri. Troppo comodo accusare un produttore e un regista dopo tanto tempo pur dopo avere ricevuto vantaggi dal baratto. Molto migliori ed oneste le donne che hanno subìto lo stesso baratto e non hanno mai "denunciato" gli asseriti, quanto falsi, stupratori. Esse hanno accettato la regola di alcuni, non molti, potenti produttori o registi che hanno voluto non tanto godere di favori sessuali quanto esibire il loro potere. Perché di puttane professioniste ve ne sono tante assai più belle e attraenti di questa attricetta di terza serie. Più oneste di tante aspiranti attricette. Diciamo la verità. In tali casi non si tratta tanto di orgasmi sessuali quanto di orgasmi del potere. E di questi orgasmi del potere hanno voluto usufruire molte attricette. E tutte quelle che ora hanno voluto vigliaccamente formare un coro di false denunce dovrebbero stare attente perché non hanno nemmeno uno straccio di testimonianza per dimostrare di essere state (falsamente) stuprate o comunque sottoposte al ricatto del do ut des. Se hanno fatto i nomi dei falsi stupratori o degli autori del ricatto stiano attente perché sono esse passibili di calunnia in mancanza di dimostrazione. Ma pare che l'unico nome fatto sia quello del famoso produttore di Hollywood, di cui è inutile fare il nome perché ormai conosciuto su tutti i giornali del mondo. Questo produttore non ha subito e non subirà alcun processo. Perché? E' evidente. Perché chi l'ha falsamente denunciato di fatto non ha mai sporto denuncia in un tribunale, non avendo uno straccio di prova che dimostri di di avere subito una violenza sessuale, e tanto meno una violenza fisica non sessuale. E' il produttore che potrebbe, anche se in malafede, denunciare l'attricetta italiana per calunnia, come tutte le altre. E sarebbero esse a rischiare una condanna per calunnia in mancanza di prove. Perché il baratto non è reato. Sarebbe stato meglio che questa attricetta e le altre fossero rimaste zitte invece di cercare di farsi propaganda come false vittime. Vittime di un baratto che esse liberamente hanno accettato.   
E voglio terminare con un esempio. Mi sono sempre domandato se una delle più famose attrici italiane, oggi ottantenne, per me nemmeno tanto bella - anzi l'ho sempre considerata d'aspetto volgare (da vulgus), una popolana, anche se poi è riuscita a raffinarsi un poco nell'aspetto - avrebbe avuto il successo mondiale che ha avuto se non avesse sposato l'allora più famoso, anche se brutto,  produttore italiano. Non si mette in dubbio il suo talento, ma quante altre attrici, pur dotate di talento, non hanno avuto lo stesso successo? Altrettanto dicasi di una famosa e bravissima attrice, che tuttavia iniziò la sua carriera divenendo amante di un famoso regista. Altre non hanno trovato il produttore o il regista che le abbia sposate o con cui abbiano avuto una lunga relazione sessuale. "Così è (se vi pare)", per dirla con Pirandello.                    

1 commento:

aldo ha detto...

Secondo me ci sono 3 tipologie di puttane.
Quelle che fanno le puttane e vogliono essere chiamate puttane.
Quelle che fanno le puttane ma solo per i ricchi e vogliono essere chiamate escort.
Quelle che fanno le puttane ma solo con i potenti e vogliono essere chiamate attrici.