sabato 4 agosto 2018

SONO STATO VITTIMA DELLA FAMIGERATA LIBERTICIDA LEGGE MANCINO

Nel 2004 avevo pubblicato negli Annali della Facoltà di Scienze della formazione (oggi Facoltà di studi umanistici) un saggio di 80 pagine intitolato Scontro tra culture e metacultura scientifica. L'occidente e il diritto naturale. Poi travasato in un libro di circa 800 pagine con lo stesso titolo e con l'aggiunta nel sottotitolo Nelle sue radici greco-romano-cristiane. Non giudaiche e antislamiche.  Nel saggio di 80 pagine solo tre pagine erano dedicate alla condanna della maggiore crudeltà imposta nei mattatoi a causa dell'aberrante credenza degli ebrei credenti e osservanti che la previa rimozione della coscienza rendesse impuro il povero animale e la sua carne non fosse mangiabile. Si tratta della macellazione detta kosher. Roba da pazzi ereditata da una tradizione mosaica, cioè di un personaggio puramente romanzesco, mai esistito. Macellazione che poi è stata ripresa dagli islamici nella corrispondente macellazione detta halal. Si consideri che io nel saggio avevo sempre accomunato gli ebrei credenti e gli islamici. Per provocarlo ed avere una risonanza mediatica su questa barbara tradizione inviai una copia del saggio di 80 pagine al rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni con in mezzo una pagina  (definito falsamente "volantino" dai giudici) in cui dicevo "Maledetti ebrei credenti. Per voi dovrebbero essere ricostituite le camere a gas. Il mio scritto rimanga su di voi come un marchio di infamia". Nel saggio scrivevo che avevo il diritto di non commuovermi per tutti gli ebrei credenti che erano finiti nelle camere a gas (intendo riferirmi a tutti quegli ebrei che erano stati osservanti della macellazione kosher) se essi non avevano avuto alcuna sensibilità per la maggiore sofferenza inflitta agli animali nei mattatoi. La risonanza riuscii ad averla, ma a prezzo di tre gradi del giudizio (avendo rinunciato alla prescrizione in Cassazione). La condanna (a 4000 euro di multa non pagata perché sotto condono) fu sempre basata  sulla forsennata legge Mancino. Fui infatti scriteriatamente accusato di antisemitismo per avere fatto propaganda a favore dell'odio religioso e della discriminazione razziale. Disonestamente i giudici considerarono quella pagina inviata solo al Di Segni come mezzo di propaganda. Da notare poi che il saggio era stato sequestrato dalla polizia ancor prima che le copie degli Annali fossero inviate alle maggiori biblioteche straniere e italiane. Dunque non vi fu alcuna propaganda. Al massimo ne erano entrati in possesso alcuni colleghi che avevano rifiutato di restituire  la copia a cui ognuno aveva diritto. Il Di Segni si servì di alcuni non ebrei convertitisi all'ebraismo per rendere pubblico il mio saggio con annesso "volantino", su cui soprattutto si basò l'accusa di antisemitismo. La disonestà massima di questa storia è dimostrata dal fatto che si cercò di far passare il cosiddetto volantino inviato solo al Di Segni come mezzo di propaganda antisemita, usando nelle sentenze il termine "volantino" come se io ne avessi fatto volantinaggio. Ma se era stato il Di Segni a renderlo pubblico, che cavolo c'entravo io? Erano cavoli suoi. Non basta. Nelle tre pagine dedicate all'ebraismo una pagina conteneva interamente tutti i nomi di quegli ebrei non credenti che avevano dato alti contributi nella filosofia, nelle scienze e nelle arti. Non si troverà infatti un solo ebreo credente che si sia distinto nella storia per aver portato un contributo nel campo della conoscenza (ammesso però, e non concesso, che la filosofia sia conoscenza  e non, invece, riflessione critica sulla conoscenza). Come può infatti un ebreo che crede nelle fregnacce dell'Antico Testamento avere una testa capace di pensare? Non basta. Come ho detto, io avevo accomunato ebrei credenti ed islamici, ma in tre gradi del giudizio non si è mai fatto riferimento agli islamici. Dunque si è trattato di un processo fatto solo ad uso consumo degli ebrei, confondendo per di più gli ebrei atei (che sono la maggioranza) con gli ebrei farneticanti perché credenti nelle falsità storiche (fregnacce) dell'Antico Testamento. Nella sentenza della Cassazione 20508/2012, che si ripara fuori luogo dietro la condanna dell'olocausto, è stato scritto che "è pacifico che l'esplicita denigrazione trovasse causa in motivi di razza e di religione posto che vi era anche la rivendicazione della legittimità del disprezzo antisemita", e che pertanto "non ha senso sostenere che i suoi strali erano diretti solo ad una parte della Comunità ebraica, quella osservante, perché ciò non toglie le caratteristiche illecite sopra rilevate (sia sotto il profilo razziale, non estraneo agli ebrei strettamente osservanti, sia sotto il profilo religioso, densamente vissuto dai predetti". Frasi aberranti preconfezionate che assimilavano gli ebrei osservanti della macellazione kosher a tutti gli ebrei sui falsi presupposti che 1) non si potesse distinguere tra ebrei osservanti del kosher e tutti gli altri ebrei, seppure atei, in quanto appartenenti alla stessa razza; 2) condannare da parte mia la maggiore sofferenza causata dalla macellazione kosher significasse propagandare l'odio religioso. PAZZESCO. E tutto ciò nel pieno silenzio riguardo agli islamici, nonostante li avessi accomunati agli ebrei osservanti del kosher per il loro avere desunto da questi ultimi la macellazione detta halal, anch'essa priva della rimozione della coscienza. Si possono leggere le frasi aberranti della sentenza perché partono dal presupposto aberrante che non si possono distinguere gli ebrei credenti da quelli non credenti (si è evitato di dire atei) perché appartenenti alla stessa razza. Roba da matti. Però si è riconosciuto, sembra involontariamente, che esistono le razze, mentre il pensiero unico di oggi proibisce di dire che esistono le razze. E'stato aggiunto che la sofferenza degli animali non poteva essere paragonata a quella umana, così cadendo in una volgare concezione antropocentrica e specista, cioè antiscientifica, della natura, ritenendo implicitamente, e schifosamente, che anche la sofferenza del peggiore criminale dovesse avere maggiore considerazione di quella degli animali, innocenti, che finiscono in un mattattoio. A nulla valse obiettare nella mia difesa che gli ebrei nelle camere a gas, perdendo la coscienza dopo pochi minuti, avevano sofferto meno di quanto soffrano gli animali sottoposti alla macellazione kosher e halal, costretti a morire coscienti tra lunghe sofferenze a causa di un lento dissanguamento, mentre si dibattono legati a terra cercando di sottrarsi alla morte durante il dissanguamento, con spettacoli atroci documentati da un documento dell'associazione dei veterinari di Torino inviatomi con altra ricca documentazione dalla associazione Animalisti Italiani e che avevo prodotto in giudizio. E' uno schifo di giustizia.  
Io me la prendevo solo con gli ebrei osservanti della macellazione kosher e anche quelli della Cassazione mi hanno accusato di avercela con tutti gli ebrei, pur essendo stato sempre filoisraeliano e antislamico. Dopo la sentenza del tribunale, preso dalla rabbia, inviai il mio florilegio del Corano alla Procura della Repubblica chiedendo che per la stessa accusa rivolta a me (istigazione all'odio razziale e religioso) venisse sequestrato il Corano in quanto era una continua istigazione all'odo religioso sino a giustificare l'omicidio di massa nei confronti dei miscredenti. Cfr. per esempio la Sura V. Aggiungevo che volevo essere avvertito (come per legge) nel caso in cui la Procura avesse chiesto l'archiviazione del mio esposto. In modo da potermi opporre all'archiviazione. La Procura arbitrariamente archiviò senza avvisarmi, violando la legge. Così dimostrò che 1) era succube della potenza ebraica, nonostante gli ebrei in Italia siano poche migliaia (ma guai a toccarli perché scatta subito l'accusa di antisemitismo dovendo vivere di rendita perenne grazie al nazismo, che dovebbero infatti ringraziare perché senza la persecuzione nazista è difficile che avrebbero avuto riconosciuta l'esistenza dello Stato di Israele); 2) aveva considerato impossibile il sequestro del Corano perché dietro di esso vi è un miliardo e mezzo di malati di mente che vi credono, mentre io ero solo a combattere contro questi pericolosi malati di mente. La giustizia è debole di fronte ai potenti. E'chiaro che bisogna, se non cancellare, modificare profondamente la famigerata legge Mancino perché è liberticida. Essa infatti proibisce, non soltanto gli atti di violenza (e questa proibizione almeno in astratto sarebbe giustificabile) ma anche le idee politiche che si rifacciano ideologicamente al fascismo. Io, pur non essendo mai stato apertamente filofascista principalmente a causa della sua alleanza con il nazismo e per le sue scriteriate leggi razzali, che privò l'Italia dell'insegnamento di molti scienziati ebrei (ma atei), pur riconoscendo che il fascismo ebbe alti meriti nella legislazione sociale (e la bella architettura fascista è stata un alto esempio di razionalità classica contro le brutture di oggi), tuttavia sostengo che uno che sia ideologicamente vicino al fascismo abbia il diritto di esprimersi liberamente se si astiene dal fare propaganda con la violenza. D'altronde il fascismo e il nazismo andarono al potere, non con la rivoluzione di una minoranza, come nell'Unione Sovietica, ma con  una maggioranza parlamentare. Anche se poi questa maggioranza si trasformò nella dittatura del partito unico.          
Ma mi domando che differenza vi sia tra la dittatura della maggioranza in un sistema cosiddetto democratico, che occupa tutti i posti del potere, e la dittatura del partito unico. Occorre contemperare il sistema rappresentativo della democrazia indiretta con quello della democrazia diretta riformando l'art. 75 della Costituzione, estendendo il referendum abrogativo ai trattati internazionali e introducendo il referendum propositivo in modo che una legge di iniziativa popolare possa essere approvata saltando il parlamento, che non può rispettare direttamente la volontà popolare, che è la volontà della maggioranza al di là della sua frammentazione data dall'esistenza dei partiti, come ha insegnato Rousseau del Contratto sociale.                  

Massimo Fini, razzismo: "Non si processa un sentimento, anche l'odio ...

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7 ore fa - "Non si processano i sentimenti, e l'odio è uno di questi. Meglio ... Massimo Fini, razzismo: "Non si processa un sentimento, anche l'odio lo è".

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