mercoledì 23 gennaio 2019

E' GIA' INIZIATA LA SOLITA CANTILENA

Questa volta è la storia di Edith Bruck che, nata nel 1932, a Porta a Porta come al solito non ha saputo spiegare come lei e la sorella siano sopravvissute ad Auschwitz. 
Dice che da Auschwitz furono trasferite prima a Dachau (in Germania, precisamente a 16 km da Monaco di Baviera, che non fu mai riconosciuto dai vincitori come campo di sterminio) e poi a Bergen Belsen (Germania occidentale, anch'esso mai riconosciuto come campo di stermino). Come mai non finirono le due sorelle in camere a gas? Nessuna spiegazione. Anche le sorelle Frank nel novembre del 1944 furono trasferite a Bergen Belsen ed ivi morirono tutte e due di tifo nei mesi di gennaio e febbraio del 1945. Come mai non finirono in camere a gas ad Auschwitz e la madre mori ad Auschwitz ma non in camera a gas e il padre fu trovato vivo dai sovietici arrivati ad Auschwitz? Se non si risponde a queste domande la verità non sarà mai conosciuta.          

La verità non può essere umiliata, nemmeno nei dettagli


5 commenti:

Pietro Melis ha detto...

Ben tornata Cecilia. Non son un negazionista ma rivendico la libertà negata ai negazionisti di poter esporre pubblicamente le loro tesi perché la storia non può essere portata in tribunale. Mi riferisco a negazionisti come Robert Faurisson e Paul Rassinier (partigiano e torturato dai nazisti sino a renderlo invalido per sempre), oltre che,in Italia, al negazionista Carlo Mattogno. Si dice che la fila degli arrivati ad Auschwitz veniva divisa in due file: quelli che erano in grado di lavorare finivano nelle fabbriche adiacenti, gli altri nelle camere a gas. Come mai molti dei sopravvissuti, tra cui i bambini, pur non in grado di lavorare, riuscirono a sopravvivere? Le sorelle Frank, bambine, furono trasferite a Bergen Belsen, dove morirono di tifo. Sopravvissero le allora bambine Eliana Segre ed Edith Bruck. Otto Frank, il padre delle sorelle Frank,sopravvisse sino all'arrivo dei sovietici e la moglie, pur malata e non in grado di lavorare, morì ad Auschwitz ma non in camera a gas.La Croce Rossa internazionale protestava contro i bombardamenti degli angloamericani contro le strade e le ferrovie impedendo l'arrivo di rifornimenti nei lager, dove si moriva di fame in un dilagante tifo. Mi si chiariscano queste cose, che vengono sempre taciute. Comunque è ormai chiaro che la cifra di sei milioni è falsa. Fu inventata a Norimberga per giustificare un maggiore risarcimento a favore dei parenti degli ebrei. Dalle letture da me fatte risulta che gli ebrei presenti nell'Europa occupata dai nazisti erano circa tre milioni. Molti ebrei già dopo le leggi razziali di Norimberga erano espatriati in Stati non toccati dalla guerra o in Russia. Dunque la cifra di sei mlioni non regge. Infine non si parla mai dei gulag sovietici, dove vi furono più morti che nei lager nazisti. Un particolare:a Dachau, che non fu riconosciuto campo disterminio (perché quelli di sterminio erano solo in Polonia a detta degli stessi vincitori) gli americani costruirono subito dopo la guerra un forno crematorio, ma nellafretta si dimenticarono di costruire il camino. Ho una fotografia che lo documenta, compresa in un testo dello storico inglese negazionista che si chiama Richard Harwood, autore di "Auschwitz. Storia di una leggenda". In conclusione: chiedo solo che ai negazionsti venga data libertà di parola senza che io parteggi per essi ma per la necessità di uno scontro tra tesi opposte. Io sto in mezzo. Ma poiché esiste il reato di negazionismo sono costretto ad essere dubitazionista almeno sui dettagli, che non sono da trascurare. Si ha forse paura che emerga qualche falsità?

Alessio ha detto...

In effetti purtroppo è un dato di fatto che molti professori (di liceo o anche universitari) quando hanno detto anche solo una parola che metteva in dubbio la verità assoluta della Shoah sono stati sospesi dall'insegnamento, pesantemente sanzionati, hanno visto diminuire tantissimo la loro credibilità presso studenti, dirigenti scolastici e rettori, tacciati di razzismo e filonazismo. Si tratta anzi di insegnanti più preparati della media e molto meno inclini al conformismo, a ripetere come un mantra ciò che viene mille volte ripetuto. In generale, anche a me insospettisce molto questa storia dell'Olocausto così come che l'hanno raccontata per decenni, e soprattutto in generale ritengo che insistere troppo su una questione la rende altamente sospetta, fa sospettare cioè che ci siano interessi affinché l'opinione pubblica venga "martellata" per orientarne il pensiero in una precisa direzione; quando accade questo cresce in me il sentore che la verità ufficiale sia una bugia costruita per interessi politici. Ed è ancora più sospetto il fatto che immediatamente venga tacciata di razzismo chi si oppone anche solo in parte alla verità precostituita, significa che gli interessi in ballo sono notevoli. Per tutti i genocidi (da quello amerindo a quello armeno….) viene ammesso metterli in discussione, analizzarli, contestualizzarli, per quello ebraico invece la libertà di pensiero non è mai stata garantita. Tuttavia io non mi ritengo antisemita, anzi, sostengo il diritto ad Israele ad esistere e la ritengo un validissimo baluardo contro l'islamismo.

Pietro Melis ha detto...

Bisogna aver letto gli scritti negazionisti prima di dire che sono solo chiacchiere. Essi puntano soprattutto sulle contraddizioni in cui cadono i cosiddetti testimoni. Ed ecco una contraddizione già nell'aver scritto: "A lei non torna che dei bambini siano scampati allo ziklon B, perché lei da' per scontato che i bambini (insieme a soggetti malati, vecchi o "inutili") avrebbero dovuto essere tutti gasati... Statisticamente, quando vi sono episodi come epidemie, guerre, eccidi, stermini, non esiste che TUTTI muoiano, qualcuno che riesce a scapolarsela c'è sempre: i sopravvissuti esistono in qualunque frangente…".
Se sono stati gasati (come si dà per certo) anche dei bambini non si risponde alla domanda: perché gli ultimi testimoni di oggi che allora erano bambini non sono stati gasati? NESSUNA RISPOSTA. Chi non risponde nasconde qualcosa. E poi chi sono i testimoni? Sono tutti ebrei. Ma come in un tribunale le parti in causa non possono essere testimoni di se stessi per conflitto di interessi. Occorrono testimoni imparziali. Ciò per quanto riguarda la forma. Che in giurisprudenza diventa sostanza.
In secondo luogo non si possono paragonare i sopravvissuti ad una epidemia ai sopravvissuti di un organizzato sterminio che non poteva prevedere eccezioni o favori.
Ma tutto ciò ha una secondaria importanza per la causa che io difendo. Come in un tribunale ordinario si deve rispettare il diritto alla difesa da parte degli imputati, che in tal caso sono i negazionisti. Sarei pazzo o disonesto se giustificassi i crimini nazisti come se io fossi un antisemita. Ciò che non sono e non sono mai stato perché, anzi, sono stato sempre filoisraeliano e ammiratore dell'intelligenza ebraica, che fa parte della migliore intelligenza mondiale quando non crede nelle fregnacce dell'Antico Testamento. Gli ebrei, dopo il processo di laicizzazione per cui sono passati nel XIX secolo (Marx era ebreo) hanno dato alti contributi nelle scienze, nelle arti e nella filosofia. L'Italia fascista a causa delle leggi razziali si è privata anche di scienziati come Enrico Fermi, che, benché non fosse ebreo, aveva sposato un'ebrea e per questo non tornò in Italia dopo essere stato in Svezia per ritirare il Nobel per la fisica. Così si chiuse il centro di ricerche nucleari dei fisici di via Panisperna, che avrebbe potuto dare all'Italia il primato nella costruzione della bomba atomica, che Fermi invece contribuì a dare agli Stati Uniti. Con la bomba atomica in possesso del fascismo e del nazismo il fascismo e il nazismo avrebbero vinto la guerra. Dico questo SOLO per rilevare come il fascismo e il nazismo si siano danneggiati da soli con le leggi razziali non per rimpiangere che non siano stati essi a giungere per primi alla bomba atomica. Molti ebrei all'inizio avevano aderito al fascismo e Mussolini all'inizio era ben lontano dal concepire leggi razziali. Dovette imitare Hitler a causa dello sciagurato patto d'acciaio. Imbecille e irriconoscente Mussolini che per molti anni si fece finanziare il suo giornale dall'ebrea Margherita Sarfati (di cui fu anche amante) che dopo le leggi razziali fu costretta a lasciare l'Italia andando in Argentina.SEGUE

Pietro Melis ha detto...

Mio padre, laureato in ingegneria industriale a Roma, dove sono nato, ebbe come professore all'Università l'ebreo Tullio Levi Civita, che fornì ad Einstein (che era più un fisico che un matematico) il calcolo tensoriale che è fondamento della relatività generale. Conservo tra i libri di mio padre una dispensa di lezioni di Levi Civita. Ma Levi Civita è uno dei tanti scienziati ebrei che furono poi privati dell'insegnamento. Come si vede sono ammiratore dell'intelligenza ebraica e condanno assolutamente la persecuzione degli ebrei. Ma il discorso, ripeto sino alla noia, è un altro. Anche ad un criminale in tribunale deve essere riconosciuto il diritto alla difesa. Pertanto anche i negazionisti, fatti passare come difensori dei criminali, hanno il diritto di parlare a difesa dei criminali. Non ha importanza che li si accusi di raccontare chiacchiere, cose prive di fondamento. Io rivendico per essi il diritto di parlare e di scrivere. Altrimenti si instaura la dittatura del pensiero unico in questa falsa democrazia. Odio gli antisemiti di oggi che invece dovrebbero dare da farsi per odiare gli islamici, che sono il vero pericolo odierno. Io sono fieramente antislamico. Gli ebrei credenti non fanno proselitismo. Anzi, lo rifiutano. Ma come animalista vegetariano quasi vegano condanno la macellazione ebraico-islamica. Pertanto non posso non accomunare nel mio odio gli ebrei credenti osservanti fanatici e ignoranti della macellazione kosher e gli islamici che hanno copiato dagli ebrei la stessa macellazione da essi chiamata halal. Io sono stato condannato nel 2004 ad una multa sotto condono per aver scritto in un mio saggio filosofico che avevo il diritto di non commuovermi per tutti quegli ebrei che fossero finiti in una camera a gas se essi erano ebrei credenti e osservanti della macellazione kosher. Precisavo che nelle camere a gas gli ebrei, perdendo la coscienza dopo due minuti (come si diceva) soffrivano meno di quanto soffrano gli animali nei mattatoi a causa della macellazione ebraica senza previa rimozione della coscienza in quanto l'animale deve morire cosciente per lento dissanguamento altrimenti l'animale per questi fanatici crudeli diventa impuro secondo le norme mosaiche (cioè di un individuo mai esistito). Aggiungevo che avevo il diritto di non commuovermi per tutti gli ebrei osservanti del kosher se erano finiti nelle camere a gas. E il non commuoversi non è un reato. Apriti cielo!Sentenze aberranti sino alla Cassazione (avendo rinunciato alla prescrizione) fondate quasi unicamente che non si poteva paragonare la sofferenza umana a quella animale. E meno male che davo per scontata l'esistenza delle camere a gas, altrimenti sarei stato massacrato.

Pietro Melis ha detto...

Ripeto per l'ultima volta che rivendico la libertà di espressione dei negazionisti anche se non si è d'accordo con essi. La storia non si può portare in tribunale trasformando il negazionismo in reato. Il reato di negazionismo suscita l'effetto contrario.