giovedì 7 febbraio 2019

IL GRANDE IMBROGLIO DI PAPA BERGOGLIO

Io mi domando sempre se questo papa abbia mai letto il Corano, libro che è una istigazione continua alla violenza contro i miscredenti. Come può giustificarsi una pacifica coesistenza tra cristiani e musulmani se non sulla base di una impostura promossa solo da opportunismo politico che maschera la differenza abissale tra Vangeli e Corano?  E' vero che Gesù disse "amate anche i vosri nemici", ma disse anche: «Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato». (Marco, 15-16). 
Ora prescindiamo pure da questa contraddizione. Non per questo Gesù predicò la violenza contro coloro che, toccati dalla predicazione, avessero rifiutato di credere in lui. D'altronde S. Paolo (il vero fondatore del cristianesimo anche perché tutte le sue Epistole precedono cronologiamente tutti i Vsamgeli, scrisse nella Epistola ai Romani che anche i pagani si sarebbero salvati se avessero rispettato la leggenaturale iscritta nei loro cuori. Niente di ciò può dirsi del Corano. Non vi è salvezza per i non credenti in Allah e in Maometto (un pluriassassino). Come può dunque giustificarsi una pace religiosa tra cristianesimo e islamismo? Solo per pura convenienza. Da una parte la convenienza degli islamici ad essere accettati negli Stati non islamici e ad espandersi in essi in questo modo, dall'altra la convenienza dei cristiani a non essere perseguitati negli Stati islamici. Ma è un patto di coesistenza falso perché ai cristiani negli Stati islamici non è permessa una visibilità quale è permessa agli islamici negli Stati islamici, in cui i cristiani sono comunque mal tollerati e considerati cittadini di serie B. Si sarà notato per esempio che alle chiese cristiane ad Abu Dhani (Emirati Arabi) alla chiese è proibito di innanzare sopra di esse il crocifisso. Certamente non potevano impedire però che Bergoglio facesse a meno di far pendere sul petto il crocifisso. E' stata fatta un'eccezione per lui, fondata sull'impostura dettata da motivi politici. 

Sangue dalle rape e tolleranza dai musulmani non si posson cavar fuori

Mi hanno raccontato che alle ragazze malgasce espatriate negli Emirati Arabi per lavorare come domestiche, per prima cosa il loro padrone gli sequestra passaporto e cellulare. Di modo che, quelle rare volte che riescono a telefonare a casa, raccontano piangendo la loro vita da schiave presso ricchi arabi che le fanno lavorare per stipendi da fame, chiedendo di avvisare quante ragazze possibile di non cadere nella stessa trappola e di non partire assolutamente per i paesi arabi. Togliere il passaporto alle ragazze appena sbarcate in Italia, lo fa anche la mafia nigeriana, per avviarle al mestiere di prostitute, ricattandole finché non avranno ripagato il debito e arrivando a minacciare ritorsioni sulla famiglia rimasta in Nigeria. Si deve pertanto concludere che il comportamento prevaricatore è simile sia nei nigeriani che negli arabi e questi ultimi, comportandosi come mafiosi, diventano mafiosi essi stessi, se non altro nei confronti delle ragazza dal Madagascar. 



        

2 commenti:

Alessio ha detto...

Tuttavia io credo che il Gesù storico fosse alla fine molto meno tollerante di Paolo di Tarso, poiché Gesù sembrerebbe essere ancora molo legato ad un concetto di salvezza in cui è soprattutto il popolo ebreo, in quanto speciale ed eletto, a meritarla, infatti in un passo di Matteo viene detto: "Non predicate ai gentili, ma solo al gregge smarrito della casa d'Israele". Ciò denuncia come Gesù ragionasse ancora in termini di divisione tra gli ebrei e i gentili ed analizzando le sue parole traspare come in realtà volesse riformare l'ebraismo purificandolo da riti esteriori (polemica antifarisaica), ma sempre sostenendo una superiorità di fondo dei giudei sugli altri popoli, anzi, essendo ancora più radicale dei farisei stessi, in quanto si nota, analizzando bene le parole del Cristo, di come egli ritenesse che fosse vicino l'avvento messianico e la fine dei tempi. Era l'ideologia della setta degli Esseni, da cui il Gesù storico assai probabilmente proveniva. Paolo di Tarso invece, realisticamente, parlando ai pagani nota come non possa precludere loro la salvezza e quindi inventa l'ecumenismo, l'idea che la salvezza sia aperta a tutti gli uomini di buona volontà, quindi anche ai pagani. Maometto e Gesù invece secondo me sono molto meno distanti di quanto si creda (fatte le dovute differenze di contesto), entrambi ragionano in termini di Noi (gli eletti, i buoni) opposti agli infedeli (tutti gli altri).

Pietro Melis ha detto...

Un Gesù storico non esiste. Rimane la frase che dice: «Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato». (Marco, 15-16). Frase diversamente riportata nel Vangelo di Matteo. Stranamente questa missione di evangelizzazione presso tutti i popoli non si trova nei Vangeli di Luca e di Giovanni (storicamente l'ultimo).
http://www.laparola.net/wiki.php?riferimento=Mt28%2C8-20%3BMc16%2C9-20%3BLc24%2C13-49%3BGv20%2C11-21%2C25%3BAt1%2C1-11%3B1Cor15%2C3-9