Siete una massa di ignoranti affascinata dall'ormai attore della TV Alessandro Barbero domandandomi se sia un vero storico, che deve fare la faticosa ricerca dei documenti sapendo che un vero storico non deve mai parteggiare per le parti in guerra ma deve illustrare le cause che hanno determinato un fatto della storia. Alessandro Barbero è un noto partigiano e perciò un cattivo storico. Ma è possibile che usi la TV per raccontare fatti storici che percorrono TUTTA LA STORIA, almeno dall'Antichità ai giorni nostri? Barbero mi ha sempre dato l'impressione di essere un TUTTOLOGO capace di percorrere tutta la storia. Siete una massa di superficiali disposti a votare NO senza rendersi conto che la Magistratura è una CASTA MAFIOSA che non vuole ammettere le sue colpe nel fare una sentenza. Io sono vittima di questa casta che non ammette di essere giudicata. Ho trovato a Cagliari una serie di cosiddetti giudici che mi hanno privato di una mia proprietà, un grande locale cinematografico posto in vendita a causa di un presidente del Tribunale, Marco Onnis, che mi diede favorevole alla nomina di un liquidatore pur essendomi opposto alla richiesta di un liquidatore per cui occorre per legge l'unanimità dei soci. Per di più io avevo il 66% delle quote sociali. Marco Onnis incredibilmente mi diede favorevole alla nomina del liquidatore. Un giudice simile avrebbe dovuto meritare il licenziamento. Ma sono appena all'inizio. Chiesi l'annullamento della nomina del liquidatore nominato per errore e a vantaggio dei due soci (fratelli) che volevano coinvolgere la società nei loro debiti PERSONALI, non della società, che era da sempre in attivo in quanto il locale era stato affittato e pertanto non potevano esistere dissidi societari, che furono inventati per giustificare la nomina del liquidatore. Ma una giudice rigettò la mia domanda appellandosi ad una giurisprudenza minoritaria della Cassazione che prevedeva il Ricorso diretto alla Cassazione e non al Tribunale. L'ultima sentenza al riguardo apparteneva alla giurisprudenza maggioritaria della Cassazione. Questa giudice, Tiziana M(C)arogna è morta l'anno scorso. La sua collega Donatella Aru è la maggiore colpevole di questa vicenda. Per salvare il liquidatore riempì contro di me la sua sentenza con una lunga serie di sentenze della Cassazione non volendo avvertire che erano tutte favorevoli a me. Nel 2002 una sentenza della Cassazione a Sezioni Unite pose fine al contrasto delle due giurisprudenze dando ragione a me scrivendo che il Ricorso contro la nomina del liquidatore doveva essere indirizzato al Tribunale e non alla Cassazione. Ebbene, la Donatella Aru citò questa sentenza senza tenerne conto perché ritenne valida l'ordinanza della M(C)arogna, non volendo andare contro la collega. L'11 dicembre 1997 il successivo presidente del Tribunale Antonio Porcella revocò la nomina del liquidatore perché era evidente che io risultavo contrario alla sua nomina. Ma la Donatella Aru arrivò persino a negare la validità della revoca della nomina del liquidatore scrivendo che essa non poteva avere alcun valore giacché risultava che io ero stato favorevole alla nomina del liquidatore, aggiungendo un'altra falsità. Un altro giudice, Mario Farina scrisse che la parcella del liquidatore, pur notificata nel febbraio del 1998, doveva essere pagata anche dopo la sua revoca dalla carica perché il liquidatore, Antioco Angius, aveva creduto di essere ancora liquidatore pur dopo la sua revoca. Capite che anche questo giudice avrebbe meritato il licenziamento per incapacità di intendere e volere se in buona fede e non per sospetto fondato di collusione con il liquidatore. In Tribunale, un altro giudice, ora in pensione, Vincenzo Aquaro, convalidò la vendita contraddittoriamente perché ritenne valida la vendita sulla base dell'ordinanza della M(C)arogna, non tenendo conto che alla luce della sentenza della Cassazione a Sezioni Unite l'ordinanza della M(C)arogna risultava priva di fondamento. A questo punto in Corte d'Appello trovai la Donatella Aru che salvò la vendita perché io non potevo ostacolare l'operato del liquidatore voluta dai due soci di minoranza. Capite che roba? INCREDIBILE MA VERO! Non si tenne conto nemmeno del fatto che l'11 dicembre 1997 era stata dichiarata NULLA la sentenza del Tribunale che aveva accolto la domanda avversa di revoca della mia carica di amministratore, da cui risultava che io ero stato sempre amministratore. I due soci di minoranza infatti avevano chiesto la revoca della mia carica di amministratore per giustificare la domanda di nomina del liquidatore. Cadendo dunque nel nulla la nomina del liquidatore anche per questo secondo motivo (dopo la revoca della nomina del liquidatore da parte del presidente del Tribunale). La Aru arrivò a scrivere che risultava inutile la mia ACTIO NULLITATIS richiedente la nullità della nomina del liquidatore perché valeva il procedimento sulla base dell'art. 742 del Codice di Procedura civile. La Aru, con il sospetto che fosse, come gli altri, in collusione con il liquidatore, volle dare ad intendere che l'ACTIO NULLITATIS non poteva valere in contrasto con il citato art. 742. Non tenne, anzi non volle intendere, tanto per salvare il liquidatore, che l'art. 742 rientra nei procedimenti camerali, che non danno mai luogo ad una cosa giudicata perché i provvedimenti presi in base all'art. 742 possono essere sempre rimossi IN OGNI TEMPO senza limiti, salvi i diritti dei terzi in buona fede. Questa è la maggiore falsità tra tutti quelli messi in atto da questa donna. Purtroppo la riforma della giustizia non prevede il licenziamento dei giudfici che arrivino a tale culmine di falsità. Si sono ritenuti sempre al di sopra di ogni resposabilità. Ma la Riforma voluta da Nordio non tiene conto del fatto che 3/4 del Consiglio Superiore della Magistratura rimangono nelle mani di giudici togati, sebbene nominati per sorteggio e non più per decisione del CSM, che è sempre risultata una Corporazione di Stampo Mafioso, come ho scritto in un mio libro, esaminando, più di quanto abbia rilevato ora, la struttura di tale Corporazione. In Cassazione trovai un giudice, Luca Varrone, che si limitò ad accogliere le conclusioni del P.M. senza tener conto che erano palesi tutti i motivi di nullità della vendita, come sopra spiegato. Sono ricorso alla Corte Europea due anni fa, senza avere sinora una sentenza. Ma perché ricorrere ad una Corte Europea dei diritti dell'uomo se, invece, bisognerebbe istituire una Corte italiana composta da giuristi, e non ancora da giudici togati? Questi smetterebbero di sentirsi immuni da ogni responsabilità costituendo una Corporazione di Stampo Mafioso. Sinora i giudici che hanno sbagliato gravemente non pagano mai di tasca propria. Sembra che la Riforma di Nordio preveda che sia lo stesso giudice a dover pagare di persona, e non più lo Stato. Sarebbe un motivo in più per togliere l'immunità a questi padroni della giustizia. Quelli che voteranno NO sono una massa di imbecilli che vogliono continuare a rendere immuni questi individui nonostante l'aberrazione di molte sentenze. Perché anche nel civile si può rovinare la vita di chi chiede giustizia.
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