sabato 31 gennaio 2026

IL MONDO AL ROVESCIO. PERCHE' ODIO QUASI TUTTA L'UMANITA'

 

Il libro ha come tema di fondo il diritto naturale, che si sottrae a tutti i valori morali espressione delle diverse culture, le quali non possono evitare ...

Pietro Melis 12 Ottobre 2025 al 17:43 - Rispondi

Ho impiegato molti mesi per trarre da altri tre miei libri il contenuto del mio ultimo libro che, nella stessa impaginazione del libro di Vannacci, contiene 210 pagine. Ha come titolo “Il mondo al oicsevor ” (rovescio). Cito Vannacci solo nella prefazione di circa 20 pagine annunciando che non farò più il suo nome nel libro, che non vuole essere una diatriba nascente dal libro di Vannacci, di cui accetto molte proposizioni pur non condividendo, anzi avversando, le motivazioni che stanno a sostegno di quasi tutte le affermazioni di Vannacci. L’errore fondamentale deriva dal fatto che a Vannacci mancano le conoscenze scientifiche che debbono stare a fondamento di molte proposizioni. La anormalità non può dipendere dal fatto che esso rappresenti una minoranza di soggetti. Se così fosse Galileo e Giordano Bruno, per esempio, dovevano essere considerati giustamente anormali perché allora era ancora prevalente la concezione geocentrica dell’Universo. La anormalità dipende da fattori biologici. A Vannaci manca una concezione scientifica della Natura, in base alla quale l’uomo non può essere considerato il fine necessario di tutta l’evoluzione naturale che è iniziata dopo tre miliardi di anni fa con la formazione della cellula procariotica. Sono occorsi tre miliardi di anni perché in natura si formasse CASUALMENTE la cellula eucariotica con l’accoppiamento casuale di due cellule procariotiche, senza la quale sulla Terra vi sarebbero ancora i batteri e le alghe azzurro-verdi. L’attesa di tre miliardi di anni sta a dimostrare che l’evoluzione biologica non era nemmeno necessaria. Ciò premesso bisogna riconoscere che gli omosessuali sono ANORMALI scientificamente a causa di errori nella duplicazione del DNA e della sua trascriziione nell’RNA, oltre che da disfunzioni ormonali. Cito all’uopo il libro del biologo francese Jean-Didier Vincent intitolato Che cos’ è l’uomo. La casualità demolisce qualsiasi interpretazione finalistica della natura, e perciò una evoluzione diretta da un disegno divino. Dalla decina di scienziati premio Nobel per la medicina traggo qui l’esempio di Jacques Monod con il suo libro best seller che fu Il caso e la necessità. Bisogna considerare la presenza della casualità in tutta l’evoluzione biologica (su cui ho scritto un libro di 527 pagine (Biologia e filosofia. Origine della vita ed evoluzione biologica. Casualità e necessità, Annali della Facoltà di Scienze della formazione di Cagliari, Quaderno n. 43). Essendo Vannacci ignorante in fatto di conoscenze scientifiche vado avanti più duro di lui. L’Italia non può vantarsi di avere il numero 1 (adesso n. 2) nel tennis mondiale perché i connotati di Sinner e il passato della sua famiglia debbono far ritenere che egli sia austriaco, sudtirolese, e non italiano, altoatesino. La sua italianità è un fatto puramente amministrativo che non può identificarsi con la cittadinanza. La parte più pericolosa del libro di Vannacci dipende proprio dalla sua ignoranza in fatto di conoscenze scientifiche che lo porta a ritenere che gli animali debbano essere considerati al servizio dell’uomo. Questa è una concezione aberrante che nemmeno i suoi critici sono stati capaci di rilevare, forse per altrettanta ignoranza da parte dei suoi critici. Il mio libro affronta anche molte questioni riguardanti l’economia, non esclusa la disgrazia dell’euro, moneta straniera che è stata introdotta trasformando in euro il vecchio marco tedesco. Tutti i costi sono aumentati, per una necessaria legge economica, che vuole che i prezzi si portino sempre verso i valori più alti, come è capitato dopo la cosiddetta unità d’Italia con l’estendere la lira in tutto il regno borbonico. Analizzo il pensiero di filosofi italiani come Massimo Cacciari, Emanuele Severino e Remo Bodei, che hanno continuato a presentare la filosofia come scissa dalle conoscenze scientifiche, approdando ad una concezione moralistica della natura umana. Demolisco il positivismo giuridico di Hans Kelsen, di Benedetto Croce e di Norberto Bobbio, quest’ultimo ingiustamente considerato un maestro del diritto, nonostante che nel suo avversare il diritto naturale (in Giusnaturalismo e positivismo giuridico, 1965) non si è accorto che per difendere il suo positivismo giuridico ha scritto che è naturale che il pesce grande mangi il pesce piccolo. Ciò è una pura idiozia, attribuibile anche a filosofi come Spinoza e Hobbes. Il fatto che il pesce grande mangi il pesce piccolo non è una negazione del diritto naturale che io, riferendomi ad alcuni pensatori dell’Antichità e del Medievo, intendo come diritto all’autoconservazione della propria vita. Dei grandi filosofi della seconda metà del XX secolo salvo solo Roberto Nozick con il suo Anarchia, Stato e Utopia, dove pone a fondamento ideale dello Stato il diritto naturale dei cittadini. Il pesce grande mangia il pesce piccolo perché altrimenti morirebbe di fame. Solo l’uomo è capace di usare la forza come fondamento del diritto andando oltre i limiti del diritto alla conservazione della propria vita. La filosofia non ha capito che i diritti non possono sorgere su basi culturali, perché, per citare Max Weber, vi sarà sempre “una lotta mortale tra valori morali”, dipendenti sempre dalle diverse tradizioni culturali, a iniziare da quelle religiose. Non potevo mancare di rilevare l'idiozia di Gustavo Zagrebelsky, ex presidente della Corte Costituzionale estensore nel 2000 di una sentenza pazzesca nel suo non avere voluto discriminare le altre religioni di fronte al cristianesimo, giungendo, in contrasto con il suo laicismo, a non avvedersi che in tal modo doveva riconoscere una tutela ai seguaci della sanguinaria dea Kalì. E ha mai letto Zagrebelsky il Corano? E' un testo di cui bisognerebbe impedire la propaganda se si considerano tutte le frasi che incitano alla violenza armata contro gli infedeli, come le terribili frasi che ho riportato nella Prefazione, che debbono essere considerate come giustificazione del terrorismo. Il diritto naturale demolisce l’ignoranza di Vannacci quando affronta i temi riguardanti l’ambientalismo e l’animalismo. E ciò deve ritenersi del tutto insopportabile. Io ho superato gli 80 anni e sono ancora vivo pur avendo smesso di mangiare carne dall’età di 10 anni, quando vidi dei buoi correre impazziti per una strada pricipale di Cagliari dopo essere scappati da un mattatoio. Poi i mattatoi sono stati posti fuori degli abitati per non turbare l’impostura dei mangiatori di cadaveri. “I cuochi sono pasticcieri di cadaveri”, ha scritto il grande Plutarco nel suo De esu carnium (del mangiare carne). Odio tutta l’impostura dell’umanità che mangia carne ma non sarebbe capace, una volta nella vita, di ricavarsi la bistecca in un mattatoio uccidendo, dissanguando, spellando e squartando il cadavere dell’animale sofferente già dal momento in cui arriva in un mattatoio, sentendo l’odore del sangue dei suoi compagni.


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