sabato 16 aprile 2016

LA GENTACCIA IGNORANTE E CRUDELE CONTRO I PICCIONI.

Riporto queste pagine dal mio libro IO NON VOLEVO NASCERE (Ed.Bastogi, 458 pagine) avendo visto un piccione morto perché certamente aggredito o da una cornacchia o da un gatto. Vi erano piume sparse per l'aiuola. Probabilmente ha cercato di difendersi scappando. Che razza di natura malvagia. Ma più malvagia le gentaccia ignorante che crede nella menzogna che i piccioni portino malattie. E si passano l'uno con l'altro questa diceria. Ebbi occasione di parlare con il sindaco attuale, Massimo Zedda, uno che ha abbandonato gli studi universitari per darsi alla politica.  Gli dissi che, pur contro l'ordinanza del suo prececessore Emilio Floris che proibiva di dare da mangiare ai piccioni, io continuavo a dare da mangiare ai piccioni nella piazza sotto casa. Mi rispose: peccato veniale. Ma non revocò l'ordinanza del suo predecessore nonostante avessi aggiunto che esisteva un prodotto innocuo e testato (Ovistop) che, mischiato con mangime, serviva come anticoncenzionale per i piccioni. Basta darlo nei mesi estivi. Potrebbero distribuirlo i netturbini nelle piazze di maggiore presenza di piccioni. La gentaccia dice che sporcano nei loro balconi. Ma non usano piccoli rimedi per allontanarli, come l'uso di girandole o di respingenti di alluminio flessibile che non danneggiano le zampe.  Anni fa (nel 2009) feci uno studio che riportai nel citato libro. Ecco le pagine del libro. 
     
Negli anni passati dovetti assistere almeno due volte in due piazze vicine a casa a scene tremende di piccioni morenti con il sangue al becco a causa di individui scellerati che credono che l'unica soluzione consista nell'avvelenarli spargendo di notte del grano avvelenato. Ma anche in altri luoghi avvennero in tempi diversi degli avvelenamenti. Sono costretto a ricordarmi, a causa di questa gentaccia di avvelenatori, la cui vita per me vale meno di quella dei piccioni, di quando accorrevo con delle buste per raccogliere i piccioni avvelenati per cercare di salvarli con mangime vitaminizzato e con acqua e zucchero. Avevo per questo adibito una stanza dopo avere ricoperto tutti i mobili con dei teloni di celofan. Riuscivo a salvarne meno della metà. A quelli che si salvavano ridavo libertà dopo che erano nuovamente in grado di volare. Cercai un appuntamento con il sindaco, Emilio Floris, un tipo arrogante, che non si degnò nemmeno di ricevermi. Costui, proprietario per eredità di una clinica privata, per un po' di tempo aveva fatto il cardiologo nella sua stessa clinica tanto per sfruttare la sua condizione di privilegio. Vi è da pensare che avesse scelto la cardiologia per impegnarsi al minimo, limitandosi il cardiologo a far fare l'esame alla macchina che fa i tracciati. Non si può dire di certo che si sia sprecato il cervello. Ma, non avendo evidentemente alcuna vocazione per la medicina, nemmeno per quella di routine del cardiologo, si dette a tempo pieno alla politica. E ora è senatore di Forza Italia. Mi ricordo di un padre che diceva al figlio: se vuoi avere successo nella vita studia moltissimo. Altrimenti datti alla politica. Riuscii a parlare con due assessori che fecero vaghe promesse in merito alla soluzione che proponevo, non avendo in realtà alcun interesse e sensibilità alla questione. E la soluzione consisteva nel distribuire tramite netturbini nei punti (soprattutto piazze) di maggiore affluenza di piccioni uno speciale mangime, testato ed innocuo, che era già stato sperimentato positivamente in varie città da amministrazioni comunali giacché esso rende sterile l'accoppiamento. Questo sindaco – si sappia quale testa ha - aveva emanato un'ordinanza con cui proibiva di dare da mangiare ai gatti randagi e comminava una severa multa ai trasgressori perché riteneva che in questo modo si sarebbe combattuta la presenza di topi. Con la sua eccelsa testa aveva pensato che i gatti si sarebbero sentiti costretti a dare la caccia ai topi. Ma una rivolta delle associazioni animaliste lo costrinse a ritirare subito l'ordinanza. Non vi fu, al contrario, alcuna rivolta quando qualche anno dopo emise un'ordinanza che proibiva di dar da mangiare ai piccioni e comminava 500 euro di multa ai trasgressori. Io di questa ordinanza continuerò a fregarmene. E con questo libro dichiaro colpevole questo individuo di non aver mai voluto prendere un provvedimento innocuo per risolvere il problema dei piccioni. Un sindaco che rifiuta di spendere dei soldi per evitare la proliferazione dei piccioni ma che non lesina finanziamenti per iniziative frivole e a beneficio di varie associazioni pseudoculturali con ritorno di voti o di qualche cantante per allietare alcune festività a beneficio del volgo. Odi profanum vulgus et arceo (Orazio). La gente, anche terrorizzata da articoli accusatori dei piccioni, ritenuti portatori di varie malattie, li odia ingiustamente. Non è vero che essi siano portatori, per esempio, di salmonellosi. Altrimenti da quando mi sarei ammalato.

Non potrò mai dimenticare un povero piccione che, una domenica mattina, mentre mi trovavo fermo ad un semaforo con il rosso per le auto, diretto a Marina piccola, invitato in barca da alcuni amici, attraversava lentamente la strada sulle strisce pedonali in corrispondenza di un secondo semaforo distante una ventina di metri da quello sincronizzato di fronte a cui mi trovavo. Mi vennero subito dei brividi di paura. Quasi un presentimento. Speravo che arrivasse all'altro marciapiede in tempo. Era arrivato a poco più della metà delle strisce pedonali quando scattò il verde per le auto. Una prima macchina gli passò sopra lasciandolo involontariamente indenne, ma una seconda auto proveniente da destra rispetto alla prima non fece nulla per risparmiarlo. Avevano tutti fretta di andare al mare. Li maledissi tutti, augurando a quello che lo uccise di fare una brutta fine in auto, schiacciato tra le lamiere. L'imbecillità e la crudeltà umana si rileva anche da questo triste episodio. Nessuna pietà per chi non ha pietà. Anche quando si tratti di un piccione che attraversa la strada, per cui gli insensibili, cioè quasi tutti, non hanno alcun riguardo. E se non sono insensibili sono dei cretini tutti gli automobilisti che pensano che il piccione abbia in ogni caso il dovere di spiccare all'ultimo momento il volo per salvarsi, senza pensare che il piccione possa essere stanco e debole, privo di pronti riflessi. Odio, dunque esisto.

Ho fatto una ricerca e ho scoperto che ai piccioni sono attribuite ben 60 malattie da contagio. Ma quest'opera di terrorismo è portata avanti da ditte interessate a fornire opere di disinfestazione o mezzi di qualsiasi genere atti a proteggere grondaie, sottotetti ed anfratti di ogni tipo per impedire le nidificazioni dei piccioni. Se, invece, si legge qualche ricerca scientifica sull'argomento si scopre che è tutto falso.1 I piccioni sono accusati di essere fonte soprattutto di salmonellosi, che si trasmetterebbe tramite il guano. Ma da un articolo di due ricercatori che, esaminando una letteratura italiana, francese e tedesca, hanno tenuto conto di 77 studi epidemiologici condotti nell'arco di 60 anni (dal 1941 al 2003) in 60 diverse aeree urbane e regioni, è emerso che soltanto 7 degli asseriti 60 organismi patogeni attribuiti ai piccioni sono trasmissibili all'uomo e che soltanto 176 casi di trasmissione si sono avuti in 60 anni, tra cui un solo caso di salmonellosi e un solo caso di toxoplasmosi. Ma è evidente che la condizione è che il piccione sia ammalato e che uno tocchi il guano e poi si porti la mano alla bocca o si mangino cibi contaminati dal guano di piccioni ammalati.2 Si tace del fatto che la salmonellosi è quasi sempre trasmessa dall'ingestione di verdure crude e non lavate bene. In pratica il rischio è inesistente. Se è vero che i piccioni hanno spesso dei parassiti (tra cui acari), è anche vero che tali parassiti non possono costituire alcun pericolo per l'uomo, se non coabita con piccioni ammalati. E risulta scientificamente falso che l'aria possa trasmettere infezioni veicolate dai parassiti del piccione. Ha scritto il veterinario Oscar Grazioli che, anche se soltanto l'1% dei bambini che si sono avvicinati ai piccioni di p.zza San Marco a Venezia fosse rimasto contagiato da malattie infettive trasmesse da piccioni, la p.zza S. Marco avrebbe meritato di essere chiamata p.zza Erode.

Tutti i sindaci che da ignoranti hanno vietato di dare da mangiare ai piccioni non hanno considerato che proprio a causa di ciò i piccioni sono costretti ad una dieta povera che li rende deboli e indifesi contro le malattie. 3 Se ne deduce che sono proprio i sindaci a favorire, con i loro divieti dettati da ignoranza, le malattie dei piccioni, mentre dovrebbero provvedere a fornire ad essi una dieta equilibrata aggiungendo un noto prodotto che ha un'azione antifecondativa sui maschi. I loro stupidi divieti sono solo controproducenti perché non servono a fare diminuire il numero dei piccioni ma ad aumentare il numero di quelli possibili vittime di malattie per debolezza causata da insufficiente nutrimento.

Si ignora che i piccioni hanno partecipato ai conflitti tra uomini sino alla seconda guerra mondiale.4 Nella prima guerra mondiale il 95% dei piccioni portò a termine la sua missione, anche se ne rimasero uccisi 20.000. Al loro sacrificio furono eretti dei monumenti a Bruxelles e a Lille (Francia).Non si può fare a meno di ricordare il piccione Cher Ami, che salvò dal fuoco amico dei francesi il resto di un battaglione di 500 soldati americani intrappolati tra colline portando il messaggio ai francesi perché smettessero di sparare contro di essi credendo fossero tedeschi. Arrivò senza una gamba e con il petto trafitto da una pallottola dopo aver percorso 40 km. Durante la seconda guerra mondiale l'Inghilterra aveva “arruolato” 200.000 piccioni. I piccioni erano capaci di tornare nella loro colombaia con una stupefacente capacità di orientamento dopo essere stati portati in altra regione, anche attraversando il canale della Manica per il ritorno in Inghilterra. I tedeschi passavano per le armi chiunque fosse trovato con piccioni viaggiatori. Agenti tedeschi infiltrati in Inghilterra, a loro volta, inviavano piccioni in Germania. A Cornlough (Irlanda) è stata scoperta nell'ottobre del 2009 una targa in onore del piccione Paddy che alle ore 8,15 del 6 agosto 1944, volando anche di notte, arrivò in Inghilterra portando l'annuncio dello sbarco degli americani in Normandia. Paddy coprì 230 miglia in cinque ore sfuggendo alla falconeria tedesca. Fu decorato con una medaglia al valor militare. Dal 1943 ad oggi sono 60 gli animali decorati con medaglia al valor militare. Ebbene, 32 di questi sono piccioni, tra cui Mary of Exeter, ferita quattro volte mentre portava messaggi tra Francia e Inghilterra. “Se vedete un piccione ricordatevi di Paddy e di Cher Ami e toglietevi il cappello”.5

Se lo ricordino tutti quelli che odiano i piccioni o non hanno alcun riguardo per essi, compreso quel maledetto che il giorno 27 gennaio 2009 (stesso giorno in cui lo sto scrivendo) – non so quanto tempo prima che io passassi in quel punto - ha schiacciato un piccione con la sua auto pur entrando in uno spazio di parcheggio della via Goldoni di Cagliari o uscendo da esso, e dunque procedendo necessariamente a bassa velocità. Si merita una fine simile.

A causa della crudeltà degli avvelenatori di piccioni sono costretto a tenere in casa, in una stanza, con il pavimento ricoperto di giornali, due piccioni che non volano più perché, pur sopravvissuti all'avvelenamento, hanno dei disturbi neurologici permanenti. Altri due sono stati da me raccolti perché, rimasti vivi dopo essere stati investiti da un'auto, hanno tuttavia un'ala spezzata. Il più anziano, una femmina, ha 17 anni. E i veterinari che conosco sanno operare solo cani e gatti. D'altronde, se si tratta di salvare dei rapaci, intervengono subito varie associazioni. Se si tratta di piccioni, tutti se ne fregano. Debbo riconoscere che i piccioni non si affezionano all'uomo. Ne allevai alcuni quando erano appena nati. Da pulcini sembrano promettere una capacità di affezione che scompare quando, in concomitanza con il cambiamento di voce, con l'abbandono del pigolio, diventano adulti. I quattro piccioni, pur conoscendomi ormai da molti anni, conservano un atteggiamento di diffidenza. Solo la femmina di 17 anni sembra rispondere alla mia voce quando la chiamo.

1 Scrivendo su Google “malattie dei piccioni” vedi per esempio due interventi del noto veterinario Oscar Grazioli: Basta leggende, non sono uccelli pericolosi (www.animvioggi.it) e Milano: ma va' là, i piccioni sono sani (ibidem). Vedi inoltre Stop tiro a piccioni in città, non portano malattie (www.cami74.com), dove vengono riportati i risultati dei due ricercatori svizzeri e Rischio-colombi, proviamo a fare un po' di chiarezza (www.ilponente.com), ove si dice che “ogni volta che se ne ammazza uno si dà via libera ai suoi ectoparassiti costretti ad andare a cercarsi una nuova fonte di nutrimento...I casi di trasmissione uomo-uomo rappresentano il 98% delle malattie da contagio”.

2 Come affrontare le problematiche dei piccioni in ambiente urbano (www.unaecoanimali.it).

3 V. Il colombo o piccione di città (www.lucianoschiazza.it). Sulla sterilizzazione v. Guerra ai piccioni, iniziata la sterilizzazione dei maschi (www.iltamtam.it)

4 Oscar Grazioli, Sbagliato odiare i piccioni: sono eroi, Il Giornale del 18 ottobre 2009 (www.anmvioggi.it); Giorgio Iacuzzo, Piccione viaggiatore: prezioso anche nella guerra tecnologica (www.storiain.net); Animali in guerra: un esercito di eroi (ricerca.repubblica.it).


5 Oscar Grazioli, art. cit.

1 commento:

Aldo Zixicivi ha detto...

Avendo allevato anch'io dei piccioni, posso affermare che i piccioni sporcano,

ma sporcano veramente poco rispetto ad altri uccelli da cortile.

Si riproduce anche molto meno degli altri uccelli, fa 2 covate di 2 uova all'anno, mentre un germano reale può fare diverse covate di 10/12 uova.

Inoltre una cosa curiosa è che predilige muoversi sul terreno ma non mangia assolutamente i vermi di terra, credo sia esclusivamente granivoro, per cui suppongo non gli sia facile procurarsi il cibo.