Ludwig Büchner in Forza e materia ha scritto: è più tremendo il pensiero che dopo morti vi è il nulla o non è più tremendo il pensiero che dopo morti, divenendo immortali, non possiamo più morire? Che cosa si fa in una vita immortale eterna? Anche se esistesse un Paradiso non riesco a immaginare una eternità di noia, una vita priva di progettualità. Vi è solo lo spirito o anche il corpo? Io mi ponevo già da ragazzo queste domande. Ciò che mi dà fastidio è il pensiero che non vi sarà più ricordo di me, nemmeno dei libri che ho scritto non avendo conseguito in vita una fama che mi sopravviva. Vi sono tanti libri pubblicati da prestigiosi editori che puntano solo ai quattrini pubblicando libri che cadranno nel dimenticatoio. Ultimamente sono riuscito a pubblicare il mio libro intitolato Scienza, filosofia e teologia. Che cos'è VERAMENTE il diritto naturale. E' stato pubblicato, ma con parziale pagamento, da un noto editore quale è RUBBETTINO. Sono stato professore di storia della filosofia. Avendo ritenuto sin da ragazzo che la filosofia debba accompagnarsi alle conoscenze scientifiche per evitare di scrivere libri nati da elucubrazioni metafisiche che danno luogo a romanzi filosofici partoriti dalla fantasia filosofica. Ultimamente ho pubblicato con Amazon (e verrà ripubblicato da altro editore) un libro di 206 pagine intitolato IL MONDO AL OICSEVOR (ROVESCIO) ove, ma solo nella Prefazione, critico il noto libro di Vannacci intitolato IL MONDO AL OIRARTNOC (CONTRARIO) evidenziando la mancanza di conoscenze scientifiche da parte di Vannacci, che rimane entro una concezione antropocentrica, e perciò antiscientifica, della Natura, con gravi conseguenze riguardo all'ambientalismo e all'animalismo. Vannacci non si è accorto che anche lui cade nel criticato Mondo al contrario perché un mondo concepito antiscientificamente, prescindendo dall'evoluzione cosmologica e biologica rimane chiuso nel Mondo al contrario. Per lui gli animali sono da considerare in funzione della specie umana, di cui l'uomo ha il diritto di servirsi come vuole. Se si racchiude tutta l'evoluzione biologica in un anno solare la specie homo, derivante dall'Australopithecus, appare negli ultimi minuti del mese di dicembre. Vannacci non ha considerato che buona parte dell'inquinamento è causato dagli allevamenti intensivi (al meno per il 14%). Agli inizi del XX secolo la popolazione umana era di un miliardo e mezzo. Pertanto il carbone e il petrolio non potevano costituire ancora un pericolo per l'ambiente NATURALE. Il mio ultimo libro raccoglie per la maggiore parte pagine tratte da altri due libri, risultando una sintesi di tutti i temi precedentemente trattati. Avendo ignorato, come quasi tutti i maggiori filosofi del XX secolo, l'evoluzione cosmologica e biologica il libro di Vannacci non apporta alcun contributo ad una visione della Natura e conseguentemente ha ignorato su che cosa sia fondato il diritto della specie umana, che continuerà a credersi padrone della Terra. Solo Heidegger, pur accusato di non essere stato chiaramente antinazista, ha ritenuto che l'uomo debba considerarsi CUSTODE e non padrone della Natura. Rimane incredibile che il nazismo abbia considerato il dovere dell'uomo di conservare la Natura come paesaggio da difendere e concepito un insieme di leggi contro la crudeltà nei confronti degli animali. Appena diventato dittatore nel 1933 Hitler fece approvare una legge contro le crudeltà nei confronti degli animali. Disse: nel nuovo Reich non vi dovrà più essere crudeltà nei confronti degli animali. E vietò la "macellazione ebraica" che richiedeva che l'animale venisse ucciso in stato di coscienza e morisse lentamente per dissanguamento. Purtroppo la cosiddetta civile Europa dovrebbe imparare dal nazismo invece di permettere la macellazione ebraica (Kosher) che è comune a quella islamica (halal). E si permette l'orrido barbaro "spettacolo" della corrida in Spagna. Nel nazismo vi furono delle leggi atte a difendere l'ambiente ma non andò oltre perché al dovere di salvaguardare la Natura non corrispose il diritto degli animali all'autoconservazione. Ho sempre criticato famosi giuristi come Hans Kelsen e Norberto Bobbio, il primo per non avere trovato un fondamento ultimo del diritto per la sua concezione democratica e il secondo per avere criticato aspramente (in Giusnaturalismo e positivismo giuridico, 1965) scrivendo una corbelleria nel ritenere che il diritto naturale non può esistere perché in natura esiste solo il diritto del più forte, come dimostrato dal pesce grande che mangia il pesce piccolo. CRETINO! Non ha considerato che il pesce grande mangia il pesce piccolo solo per far valere il suo diritto naturale perché se non mangiasse il pesce piccolo morirebbe di fame. L'uomo invece ha usato il diritto della forza oltre il suo diritto all'autoconservazione, facendo valere il diritto della forza come diritto alla sopraffazione del debole. Faccio anche il nome di Benedetto Croce, che non si avvide, a causa del suo idealismo storicistico, che non poteva fa valere la democrazia scrivendo che lo Stato non si differenzia da una organizzazione a delinquere, come la mafia, perché la differenza consiste nel fatto che lo Stato, per conservarsi, deve avere un forza superiore rispetto all'organizzazione criminale facendo valere dei valori morali che il criminale non ha. CRETINO anche Croce. Non ha considerato una famosa frase di Max Weber, secondo cui vi sarà sempre "una lotta mortale tra valori morali". Se il nazismo avesse vinto la guerra avrebbe imposto i suoi valori morali. Le morali portano sempre ad un relativismo, come quello delle religioni. Non potevo trascurare il noto Gustavo Zagrebelsky che, presidente della Corte Costituzionale nel 2000, contro il suo laicismo, fu autore di una sentenza pazzesca nel ritenere che non si poteva tutelare solo la religione cristiana discriminando le altre religioni, con la conseguenza che si sarebbe dovuto tutelare anche l'islamismo, senza tener conto che il Corano è la più grande disgrazia della storia e che la sua propaganda dovrebbe essere posta fuori legge a causa di tutte quelle frasi che invitano alla guerra contro gli infedeli, ivi compresi gli ebrei credenti e i cristiani. Ho riportato ancora una volta tutte le frasi che sono contrarie anche ai principi della Costituzione italiana. Il diritto naturale, inteso come diritto all'autoconservazione, si sottrae al relativismo dei valori morali. Hanno gli uomini il diritto di ammazzare animali per nutrirsene? Io dico no. Bisognerebbe dimostrare che sia necessario mangiare carne per necessità dell'organismo. Io sono diventato vegetariano quando ero un bambino di 10 anni quando vidi dei buoi correre impazziti per una strada centrale di Cagliari prima che i mattatoi venissero posti fuori dai centri abitati per non turbare l'ipocrisia e l'impostura di chi si nutre di cadaveri ma non sarebbe capace una volta nella vita di ricavarsi da sé la bistecca uccidendo, dissanguando il cadavere appeso ad un gancio con la testa in giù, spellando e squartando il cadavere. Il grande Plutarco in De esu carnium ha scritto che i cuochi sono pasticceri di cadaveri. S. Paolo cercò inutilmente di convertire il pitagorico Apollonio di Tiana. Ho lasciato per ultimo la frase di Vannacci che ha suscitato, fortunatamente per lui, dei duri attacchi: "cari omosessuali, normali non lo siete. Fatevene una ragione". Secondo Vannacci gli omosessuali sono anormali perché sono una minoranza. Questa è una grossa cretinata. Anche in questo caso Vannacci ha ignorato la biologia. Io ho fatto propria la frase di Vannacci ma aggiungendo un aggettivo: cari omosessuali, normali non lo siete. fatevene una ragione scientifica. Perché l'omosessualità è causata da errori di duplicazione del DNA e da disfunzioni ormonali. Come è stato spiegato dal biologo francese Jean-Didier Vincent (recentemente scomparso) nel suo libro Che cos'è l'uomo, di cui ho riportato alcune pagine. Un'altra grave mancanza nel libro di Vannacci è consistita nell'avere ignorato la più grande disgrazia della storia che è il Corano, di cui riporto tutte le terribili frasi che predicano la violenza come strumento di conversione. Il grande papa Benedetto XVI ebbe il coraggio di riportare nella sua Lectio magistralis a Ratisbona una frase di un imperatore bizantino Manuele II Paleologo che, rivolgendosi ad un persiano colto, diceva: dimmi qualcosa di buono nel Corano, e vi vedrai cose cattive, come il voler ottenere la conversione con le armi. Diceva una pura verità. E invece l'impostura islamica non ammetteva che si dicesse la verità. Tanto più che il Corano, al contrario dell'Antico Testamento, ispirato da Jaweh (dio originariamente pagano, come dimostra l'esegesi dei maggiori studiosi mondiali, riportata da me nel mio libro Scontro tra culture e metacultura scientifica. L'Occidente e il diritto naturale. Nelle sue radici greco-romano-cristiane. Non giudaiche e antislamiche.
