martedì 21 gennaio 2020

L'ULTRAPARMENIDEO EMANUELE SEVERINO NON E' MORTO.

E' semplicemente passato dal visibile all'invisibile. Così secondo la sua bizzarra pensata dell'eternità degli enti. Uno dei suoi più noti libri è intitolato Ritornare a Parmenide.  In realtà egli ha travisato il pensiero di Parmenide di cui rimase famosa la frase "l'essere è e il non essere non è". Frase apparentemente banale e invece profonda. Nel senso che il nulla non può essere pensato giacché esso è eterno e dunque increato. Ma allora perché esiste il termine "NULLA" se non può essere nemmeno pensato? Heidegger (Essere e tempo, 1927) aveva scritto invece che il nulla può essere pensato giacché è il pensiero della morte come anticipazione di essa nella vita. Per chi muore è come se il mondo si annullasse. Per chi muore non esiste più l'essere ma il nulla. Severino è voluto andare oltre Parmenide estendendo l'eternità dell'essere agli enti. Partendo da un suo modo di intendere il principio di contraddizione di Aristotele egli oppose l'essere al nulla per concludere che se esiste l'essere non può esistere il nulla. Dunque anche gli enti particolari, o essenti, debbono escludere il nulla. Ma qui vi è un evidente salto logico estendendo l'eternità dell'essere all'eternità degli enti. Data la loro eternità è impossibile che essi possano passare dal nulla per tornare nel nulla. In conclusione la morte non esiste: essa è un passaggio dal visibile all'invisibile. Dunque, direbbe lo stesso Severino, sono sbagliati i titoli che dicono "E' morto Severino". Egli, come tutti gli enti, nascendo è passato dal mondo dell'invisibile a quello del visibile per tornare il 17 gennaio 2020 nel mondo dell'invisibile. Ma come mai Severino escludeva la reincarnzione? Rimarrà forse per l'eternità nel mondo dell'invibile? Perché ha escluso il ritorno nel visibile? La vita dovrebbe essere un fatto accidentale (nel passaggio dall'invisibile al visibile) senza che vi sia un ciclo nel ritorno al visibile (come pensavano coerentemente Pitagora e Platone, influenzato da Pitagora, ambedue credenti nella reincarnazione, e non soltanto delle vite umane). La filosofia di Severino è soltanto una contraddittoria concezione partorita dalla sua fantasia che ha affascinato molti estimatori, anche coloro che non ne sono stati seguaci. Affascinati dalle sue bizzarrie contrabbandate come pensiero originale e profondo. Originale sì, ma profondo no in quanto porta a conclusioni assurde. Infatti solo coloro che non abbiano conoscenze scientifiche possono rimanee abbagliati dalle sue escrescenze mentali che si pongono addirittura contro l'evoluzione biologica. In Abitatori del tempo  Severino, ponendosi contro scienziati del livello di Jacques Monod e François Jacob è giunto scriteriatamente a negare l'evoluzione biologica che comporterebbe la CASUALITA' determinante in quanto questa sarebbe avvenuta nel tempo, mentre alla luce dell'eternità degli enti non esiste il tempo, e perciò non esiste il divenire, pura apparenza, e tutto ciò che avviene è determinato dal DESTINO che segna la vita di tutti gli enti. In conclusone l'evoluzione biologica, con il suo divenire, è soltanto apparente perché già segnata nei suoi passaggi nel tempo dall'eternità che esclude qualsiasi contingenza. Infatti nell'eternità degli enti non può essere compresa alcuna contingenza perché nell'eternità è già scritto il destino degli enti. Tale bizzarria porta a ritenere che già dall'eternità era compreso il giorno in cui sarebbe nato Severino ed era già segnato il giorno della sua morte. Se queste conclusioni sono assurde significa che le premesse sono altrettanto assurde. Se quella di Severino è una filosofia dal pensiero profondo, come oggi si suole scrivere sui giornali, allora per essere profondi bisogna scrivere stronzate.           
Per non ripetermi, avendo già scritto molto su Severino negli anni passati, rimando ai miei precedenti articoli.  


LE MASSIME STRONZATE DEL...


http://pietromelis.blogspot.com/
17 ago 2011 - LE MASSIME STRONZATE DEL FILOSOFO EMANUELE SEVERINO. Nel giorno del mio triste compleanno non vi è modo migliore di ricordarlo ...
7 ott 2015 - Variante dell'alfierano: “Cose già viste e a sazietà riviste / sempre ... LE MASSIME STRONZATE DEL FILOSOFO EMANUELE SEVERINO.


EMANUELE SEVERINO E LA SUA ... 


http://pietromelis.blogspot.com/
1 nov 2016 - Credevo di non dover più scrivere su Severino, ma poiché il Corriere della sera continua a dare spazio a Severino nei suoi 87 anni sono stato ...
18 ott 2015 - EMANUELE SEVERINO L'IPERFILOSOFO CAPACE DI SCRIVERE NULLA IN 50 LIBRI. Finalmente una giusta recensione su questo ...

IL CASO GREGORETTI. L'ERRORE DI SALVINI

La Diciotti e la Gregoretti hanno il compito di sorvegliare le coste entro le acque terrioriali italiane. Invece sono andate a raccogliere gli invasori africani fuori delle acque territoriali nelle zone SAR della Libia e di Malta. Una volta raccolti sulla Diciotti e sulla Gregoretti purtroppo questi invasori si trovavano già su territorio italiano. E dunque era contraddittorio negare lo sbarco in Italia. Ma poiché  il caso della Gregoretti è simile a quello della Diciotti che ha visto i 5Stalle votare in Senato contro il processo a Salvani con l'accusa assurda di sequerstro di "persone" non si capisce perché adesso siano favorevoli all'incriminazione di Salvini. Evidentemente questi farabutti di 5 Stalle vogliono mettere in difficoltà Salvini per sbazzarsene giudiziaramente, rinnegando il loro stesso comportamento a favore di Salvini quando erano al governo con la Lega. Più disonesti di così non si può. Dove era il Conte tacchia quando nel caso della Gregoretti (con il governo Conte 1) approvò l'operato di Salvini? Se si processa Salvini devesi processare anche il Conte.   

Gregoretti, ecco i veri motivi:
perché Salvini si fa processare

Il leader leghista ha in mano le carte che inchiodano Conte. Ma non solo. Così può inguaiare tutto il Movimento 5 Stelle

sabato 18 gennaio 2020

DISONESTA' IRRECUPERABILE DELLA SINISTRA

E  per sinistra devesi intendere l'ammucchiata PD e 5S che hanno paura che Salvini sia giudicato dal Senato prima delle elezioni in Emilia Romagna ad evitare che sia considerato vittima sacrificale dell'odio contro di lui e che per questo motivo la Lega possa riscuotere più voti. L'ex bibitaro Di Maio dice che il caso Diciotti era diverso dal caso Gregoretti perché già dal caso Diciotti era stata concordata la redistribuzione dei migranti (in realtà degli invasori dall'Africa) e che in quel caso vi fu la concordanza di tutto il governo mentre nel caso della Gregoretti si trattò solo di propaganda da parte di Salvini e di una sua iniziativa individuale. Balle. Dove stava tutto il governo nel caso della Gregoretti? Era assente? Nulla sapeva? In realtà responsabile dell'azione di un ministro è anche il presidente del consiglio che per la Costituzione deve coordinare collegialmente le iniziative dei ministri. Recita l'art. 95 della Costituzione. "Il Presidente del Consiglio dei Ministri dirige la politica generale del Governo e ne è responsabile. Mantiene l'unità di indirizzo politico ed amministrativo, promuovendo e coordinando l'attività dei Ministri". Governo di maledetti disonesti irrecuparabili che, ora che la Lega è all'opposizione, distinguono tra i due casi pur di affossare giudiziariamente Salvini. E' la solita storia della disonesta falsa sinistra che, non avendo armi politiche, ricorre ad una magistratura politicizzata. Solo un forte governo di destra potrà porre rimedio alla cloaca in cui si trova la "giustizia" in Italia. Con un ministro 5 Stalle che crede sia giusto abolire la prescrizione dopo la sentenza di primo grado invece di partire da una reale riforma della giustizia imponendo tempi certi sia per la giustizia penale che per quella civile. E introducendo la responsabilità civile PERSONALE dei giudici, e non più a carico dello Stato, quando facciano sentenze aberranti, tali perché dettate da ignoranza o da vizi logici inescusabili.Vedi

LEGGE 13 aprile 1988, n. 117 (in Gazz. Uff., 15 aprile, n. 88 ...

Tale legge però esclude la responsabilità personale dei giudici e deve pagare Pantalone, cioè lo Stato.
https://www.csm.it/
Da dove è stata pescata quella nullità di Bonafede?       
Piuttosto vi è da accusare Salvini di non avere impedito con una azione coordinata con tutto il governo che la Diciotti e la Gregoretti andassero oltre i loro compiti andando a raccogliere oltre le acque territoriali i falsi naufraghi di fronte alle coste della Libia. Doveva sapere che, una volta salita su  navi italiane la negraglia africana si trovava già per questo in territorio italiano e non poteva più pretendere che altri Stati si facessero obbligo di farsene carico con la redistribuzione. Chi è causa del  suo mal pianga se stesso.           

SALVINI SI LAMENTA DEL PROPORZIONALE. MA DOVREBBE GODERNE

Il sistema elettorale più giusto è unicamente quello proporzionale. D'altronde non è forse quello adottato nelle elezioni europee? Salvini non ha capito che la Consulta gli ha fatto un favore bocciando il sistema maggioritario perché con questo sistema la (falsa) sinistra avrebbe potuto raccogliere più voti nei collegi uninominali dove PD e affini sono maggiormente radicati. Era illuso di poter vincere in quasi tutti i collegi uninominali dove sarebbe stato eletto il candidato che avrebbe riportato più voti anche se fosse risultato avere una maggioranza relativa e non assoluta. Che un canditato venga eletto, supponiamo, anche soltanto con il 30% dei voti perché gli altri partiti hanno raggiunto una quota inferiore, anche se di poco, è un fatto ingiusto perché va a danno della rappresentatività. Salvini puntava invece sulla governabilità sicuro, anzi illuso, che con il sistema maggioritario la Lega avrebbe riscosso la maggioranza assoluta pur risultando partito di maggioranza relativa. Non ha capito che non poteva aspirare a governare da solo con la richiesta di "poteri assoluti". Così si è beccato anche l'accusa di fascismo, che andò al potere con la

Legge Acerbo

 che prevedeva un premio di maggioranza (addirittura i 2/3) per quella coalizione (comprendente il partito fascista) che avesse raggiunto il 25% dei voti. Così Salvini, anche lui, pensava di imitare Mussolini: dare la maggioranza assoluta alla Lega pur partito di minoranza. ASSURDO. Meglio la rappresentatività che la governabilità che dà il potere anche ad una minoranza con o senza premio di maggioranza. Peggio ancora un sistema maggioritario a doppio turno in cui si confrontino i due partiti (o le due coalizioni ) che abbiano riscosso più voti. Troppo rischioso. In Francia Macron si è preso la presidenza pur avendo riscosso solo il 25% dei voti al primo turno. Figurò primo partito Alleanza Nazionale di Marine Le Pen. Al secondo turno tutti gli altri partiti si coalizzarono contro Alleanza Nazionale e così risultò ingiustamente vincitore un partito di minoranza. E' questo che voleva Salvini? Avere un potere assoluto pur essendo la Lega solo un partito di maggioranza relativa e non assoluta? E poi se la prende con la Consulta accusandola di essere ladra di democrazia, mentre tale è il sistema maggioritario, che dà la maggioranza assoluta ad una minoranza solo perché, in ipotesi (solo ipotesi) tale minoranza risulta essere maggioranza relativa nei collegi uninominali. Come in Inghilterra, dove in ogni collegio chi riceve più voti fa asso pigliatutto. E la chiamano, paradossalmente  madre della democrazia. Un sistema dove vige il principio "o mangi di questa minestra o salti dalla finestra". Cioè, o hai votato per il candidato risultante aver preso più voti o il tuo voto è stato inutile. Ma questa non è democrazia. Questa è dittatura di una minoranza. Peggio della legge fascista Acerbo, dove almeno il premio di maggioranza veniva attribuito alla coalizione di partiti che avesse riscosso più voti (ma almeno il 25%).  
Secondo i sondaggi alla Lega conviene il sistema proporzionale per non rischiare nei collegi uninominali dove per pochi voti può vedersi scavalcata da un altro partito o da una coalizione di altri partiti con il marasma delle sardine alleate dei PDioti e affini.        
Pertanto una delle due: o la Lega si presenta da sola oppure in una coalizione di centro destra. Penso che le convenga presentarsi da sola per non subire il contagio di Forza Italia, ormai destinata a un continuo declino e anche perché l'europeismo berlusconiano non si concilia con il sovranismo della Legga (vedi i suoi economisti anti euro Alberto Bagnai e Claudio Borghi). Meglio soli che in innaturali ammucchiate. Ed è sperabile che la Lega non abbia bisogno di Berlusconi ma di Giorgia Meloni per avere la maggioranza assoluta parlamentare. Pensi piuttosto Salvini ad acquisire in Senato i fuoriusciti di 5S per far cadere il governo ed andare a nuove elezioni prima che vi sia il referendum con cui si ridurrebbe il numero dei parlamentari.            
Ecco il quadro che può prospettarsi con il proporzionale: vittoria del centro destra e affanculo la (falsa) sinistra. Si tenga conto che tale simulazione dà per scontata (con grande illusione) la riduzione del numero dei parlamentari (voluta dai masochisti di 5 Stalle, destinati ad una sconfitta) e perciò la vittoria nel referendum confermativo della legge di riforma della Costituzione. 

venerdì 17 gennaio 2020

FALSITA' DELLE RADICI GIUDAICO-CRISTIANE DELL'OCCIDENTE


Non sopporto che per ignoranza si continui a dire che le radici dell'Occcidente siano giudaico-cristiane. Ripetuta falsità nel Convegno al Senato promosso da Matteo Salvini sull'antisemitismo. Riporto la 
Quarta di copertina  del mio libro  Scontro tra culture e metacultura scientifica: l'Occidente e il diritto naturale. Nelle sue radici greco-romano-cristiane. Non giudaiche e antislamiche 



Le radici dell'Occidente sono greco-romano-cristiane nel senso che la teologia cristiana non è fondata sulle Epistole di S. Paolo e sui Vangeli, che sono del tutto privi di tematiche teologiche, ma sul neoplatonismo, da cui il cristianesimo, contro il dio unico del giudaismo e dell'islamismo, privo del Verbo, cioè dell'Intelletto neoplatonico, ha tratto la stessa trinità, in cui ha sospinto il dio giudaico, recalcitrante, trasformandolo in Padre ma imponendogli il silenzio, facendo parlare unicamente il Figlio (il Verbo). La trinità fu traghettatrice della razionalità greca. Così si spiega il fatto che la scienza moderna sia potuta nascere solo nell'Europa cristiana, pur tra vari contrasti, cruenti e non cruenti. Ed è il cristianesimo che – recependo da Platone la legge naturale cosmica come fondamento  della legge naturale degli uomini – trasse da essa - inserendovi il diritto soggettivo e l'jus gentium del diritto romano – il diritto naturale inteso come diritto all'autoconservazione dell'individuo, quale si espresse soprattutto in S. Tomaso, in una concezione cosmocentrica, e non antropocentrica, della natura, pur nella prevalente concezione gerarchica di essa. E' pertanto falso che le radici dell'Europa siano giudaico-cristiane. Al giudaismo, come all'islamismo, è del tutto estraneo il concetto di diritto naturale. Per esso vale solo la volontà divina svincolata dalla ragione, perché nell'Antico Testamento – risultato di una plurisecolare elaborazione di miti o racconti mesopotamici ed egizi (come nel caso di Mosè, mai esistito), oltre che di una stratificazione di falsificazioni, come nell'attribuzione di profezie post eventum – non esiste la trinità, con il Verbo – l'Intelletto – che vincola la volontà del Padre (la potenza). Il sanguinario dio ebraico Jahweh, di origine pagana, ispiratore di tutti i descritti olocausti delle antiche popolazioni non ebraiche della Palestina – promosso per legge del re Giosia (fine VII secolo) a dio nazionale, sfrattando le altre divinità dal tempio-mattatoio di Gerusalemme, e divenuto dio unico nell'epoca giudaica (postesilica) – insofferente del suo silenzio dentro la trinità cristiana, si svincolò dal Verbo e riprese a parlare nel Corano, che, aggiungendo il proselitismo - assente nel giudaismo – è la radice del terrorismo islamico e – tramite l'immigrazione – dell'odierna quarta invasione islamica dell'Europa, complici la cultura del multiculturalismo e l'ecumenismo interreligioso della Chiesa cattolica, preoccupata del secolarismo delle società occidentali e non dell'aumento in esse della presenza islamica. La razionalità scientifica dell'età moderna, inariditesi le radici cristiane, si è rivoltata contro lo stesso cristianesimo, liberandosi, con l'Illuminismo, da ogni tutela religiosa. La ragione scientifica ringrazia il cristianesimo e si accomiata da esso. Ma, paradossalmente, la rivoluzione scientifica del '600, pur decentrando astronomicamente la Terra, e perciò anche l'uomo, ha tradotto, nel giusnaturalismo, il diritto naturale, da diritto all'autoconservazione, in diritto della ragione, cioè della sola natura umana. Con Kant si ha l'apogeo del diritto naturale, e dopo di lui il suo declino nella filosofia, per il sopravvento dello storicismo e del convenzionalismo, che oggi celebrano la loro nefasta supremazia nel relativismo del multiculturalismo, arma da suicidio dell'Occidente, anche grazie all'ignoranza dei filosofi, per lo più di cultura umanistica e privi di conoscenze scientifiche.

Oggi, sulla base dell'ormai acquisita verità scientifica – metaculturale – della comune origine di tutte le forme di vita e della mancanza di finalismo nell'evoluzione biologica, che esclude un progetto divino della natura, si impone la necessità di non concepire più il diritto naturale come diritto della sola natura umana, ma come riflesso di una legge naturale quale fu concepita dai presocratici (tra cui Anassimandro, Pitagora, Parmenide, Eraclito, Empedocle e Democrito), e poi da Platone e dai neoplatonici. Pertanto è necessario arrivare ad una rivoluzione copernicana nell'ambito del diritto per superare la retorica umanistica e antropocentrica, cioè antiscientifica, del discorso sui valori morali, che hanno fatto il loro tempo, non potendo essere la morale fondamento del diritto. Le concezioni morali, tutte culturali, appartengono alla sfera privata del sentimento – religioso o non – tollerabili quando non siano in contrasto con il diritto naturale, metaculturale. Se si nega il diritto naturale – che, in quanto naturale, non può non essere anche il diritto di tutti gli animali – l'alternativa è il convenzionalismo degli stessi principi costituzionali di uno Stato liberale, che avrebbero fondamento unicamente sullo Stato. In tal caso non si può dire che esistano “crimini contro l'umanità”, essendo anche la loro condanna una pura convenzione. Il limite del diritto naturale di uno è il diritto naturale di un altro alla sua autoconservazione. Se si nega il diritto naturale si è nichilisti, se lo si limita alla specie umana si è antropocentrici, cioè antiscientifici. I guasti ambientali hanno la loro causa determinante nell'antropocentrismo, che “fa violenza alla terra e la trascina nell'esaustione”, per porla “sotto il dominio della volontà di volontà che rende manifesta l'insensatezza dell'agire umano posto come assoluto” (Heidegger, Saggi e discorsi).            


giovedì 16 gennaio 2020

TIRANNIA DI GOOGLE CHE MI HA SOSPESO LA PUBBLICITA' PERCHE'...

...qualche volta per curiosità, ho cliccato sulle pubblicità del mio blog pur sapendo che i miei clic non potevano essere computati ai fini del misero rendimento di 11 centesimi a clic. Ho posto qualche mese fa la pubblicità solo a favore di una mia amica gattara (M.D.) che spende quasi tutto il suo stipendio di impiegata delle poste per assistere decine di gatti randagi, avendone 9 in una casa di soli 60 mq. L'ho sempre aiutata anche personalmente commosso dalla sua vita di sacrificio. Soprattutto se si tratta di cure mediche e di sterilizzazioni.  A Google avevo trasmesso il numero del conto corrente postale della mia amica e su di esso Google scaricava il ricavato della pubblicità dopo avere raggiunto la soglia minima di 70 euro. Il tiranno Google mi ha sospeso la pubblicità sino al 12 febbraio. Come si inventa tali punizioni? Si arriva all'assurdo che il proprietario del blog non deve avere interesse a leggere il contenuto della pubblicità. Io credevo che il sistema escludesse AUTOMATICAMENTE i miei rari clic. Pertanto sapevo bene che i miei clic non sarebbero stati computati. Ma non immaginavo che questo grande evasore fiscale che è Google, che paga solo il 5% di tasse in Italia, colpa di questi governi di merda che abbiamo, addirittura arrivasse a sospendermi la pubblicità per un mese. Sono rimasto sorpreso quando ho visto gli spazi vuoti. Con i miei rari clic (saranno stati al massimo 5 in tanti mesi) non ho danneggiato Google , mentre Google ha danneggiato me. Altro consumo si dovrebbe occupare di casi come questo.     

mercoledì 15 gennaio 2020

PRETI! ALLORA FATEVI UN'AMANTE O ANDATE A PUTTANE

Il celibato (cioè il divieto di rapporti sessuali con donne) non discende dai Vangeli. Tutti i discepoli di Gesù erano sposati. E non poteva non esserlo anche Gesù secondo la tradizione ebraica che non concepiva che un uomo rimanesse celibe oltre i 30 anni. I Vangeli non nascondono la presenza di Maria Maddalena, che poteva essere la moglie di Gesù. Senza per questo dover ricorrere a Il codice da Vinci di Dan Brown. 
L'astinenza da rapporti sessuali è contro natura. Lutero si sposò dopo aver abbandonato il cattolicesimo. Ai seguaci delle Chiese cristiane protestanti e della Chiesa anglicana è permesso di sposarsi. Poiché la stessa Chiesa nei secoli passati ha chiuso un occhio sulle amanti di alti prelati (la carne è debole) ha con ciò favorito l'ipocrisia. Ed allora dico ai preti: fatevi un'amante o qualche volta uscite in abiti borghesi e andate a puttane, da considerare assistenti sociali.  
E' l'unica soluzione alle fondate considerazoni di Vittorio Feltri

"Perché è meglio avere due Papi
e un prete non sposato". Feltri,
la sciagura che la Chiesa nasconde

Pubblichiamo l'editoriale di Feltri andato in stampa prima della richiesta ufficiale dell'entourage ..

Quei misteri dietro il terremoto
che sta travolgendo il Vaticano



La retromarcia di Benedetto

"Messa in moto la macchina
del fango di Bergoglio". Socci,
devastante sospetto sul Papa

Benedetto XVI ha chiesto al cardinale Robert Sarah di ritirare la doppia firma dal libro, in uscita .. 

CORTE COSTITUZIONALE: IL CATTIVO ESEMPIO VIENE DALL'ALTO

Questi parrucconi fanno un gioco sporco avidi di danaro. Rimangono in carica ben nove anni ed eleggono come presidente il più anziano, cioè quello di cui scanno per scadere i nove anni. In questo modo si aumentano di 60.000 euro lo stipendio di 360.000 euro l'anno per avere una relativa pensione maggiore. Con cumulo di pensioni. E questi individui, che hanno due auto di scorta a testa che costano ognuna 100.000 euro l'anno pretendono di essere i garanti della Costituzione. Sono garanti della loro avidità di danaro.  

MONTANELLI E STALIN

Montanelli aveva sul suo tavolo di lavoro un busto di Stalin. Gli domandarono perché. Rispose: perché ha ammazzato più comunisti lui di ogni altro.

martedì 14 gennaio 2020

IN MEMORIA DI GIAMPAOLO PANSA

Ricevo da Andrea Chessa (cameratesca-mente)
Posted: 13 Jan 2020 10:53 AM PST

Giampaolo Pansa non ci è mai stato simpatico e, come al solito, non l’abbiamo mai nascosto. 

Contiguo al potere mediatico di una estrema sinistra che ha occultato i crimini della Resistenza per decenni, anche dalle nostre parti (politiche) è stato spesso incensato per il “Ciclo dei vinti”, i libri sulle atrocità dei partigiani (il più conosciuto è, per l’appunto, “Il sangue dei vinti”) che ebbero – e questo glielo si deve riconoscere – il merito di portare all’attenzione del grande pubblico i crimini dei partigiani, aprendo il vaso di Pandora sulle atrocità, le stragi e le violenze compiute da coloro che si sono auto-eletti come i difensori della libertà. Noi, però, non gli dobbiamo niente: gran parte di ciò che Pansa ha scritto – probabilmente in forma più romanzata e più “leggibile” per il lettore moderno, tradizionalmente poco avvezzo alla pedanteria dal tradizionale saggio storico – fu scritto a suo tempo da Giorgio Pisanò, giornalista ex MSI e fondatore di Fascismo e Libertà (fatto, questo, spesso e volentieri taciuto).

Perché Pansa non ci stava simpatico e Pisanò si? Perché Pisanò, contrariamente a Pansa, pagò le sue scelte politiche e professionali di persona, subendo l’ostracismo e l’odio (umano e politico, perché a sinistra non scindono le due cose) di quella parte politica di cui Giampaolo Pansa, viceversa, è stato uno dei cantori più celebrati per decenni. Fino a quello che, a sinistra, viene ancora percepito come un voltafaccia: l’inaugurazione del “Ciclo dei vinti” è costato al giornalista piemontese le peggiori accuse da parte di quella sinistra che sulla mistificazione della Storia ha costruito la sua fortuna, quali quella di trasformismo, di contiguità con i Fascisti, perfino di traditore e di calunniatore, perché l’aura della Resistenza, Pisanò e qualche altro scrittore solitario a parte, era immacolata, e  tale sarebbe dovuta rimanere.

Non ci è stato molto simpatico, e va bene. Però, quando una persona non ci sta simpatica e passa a miglior vita, abbiamo la decenza di tacere e di chinare la testa.

Un giro sulle pagine Facebook di sinistra che affrontano la morte di Giampaolo Pansa basta a farci venire la nausea: "E' morto un revisionista di m****", "Uno di meno", "Sarebbe dovuto crepare prima", e via di questo passo.

Perché ne parliamo? Perché loro sono quelli che non odiano, tutto pace, amore e fiorellini, quelli dell'#odiareticosta, delle commissioni parlamentari contro l'odio, dei patentini per votare, del dito puntato contro chi rivendica il sacrosanto diritto di pensarla diversamente dai mantra del politicamente corretto sinistrorso (immigrazionista, terzomondista, buonista a comando), dei “webeti”, degli “analfabeti funzionali”...

L'odio viscerale verso gli avversari politici e l'ipocrisia dell'applicare agli altri ciò che si disattende completamente per se stessi: ecco l'essenza della sinistra.
https://1.bp.blogspot.com/-1xpLh7Ucx6A/Xhy8UHDLbtI/AAAAAAAAA_Y/_v5fxp6tBQkipC-HZjnl9di68fV46SMuACLcBGAsYHQ/s1600/pansa%2Blibro.jpg