lunedì 30 gennaio 2023

L'UE DICA CHE ANCHE LA CARNE NUOCE GRAVEMENTE ALLA SALUTE

domenica 29 gennaio 2023

PERCHE' LA MELONI NON VUOL DIRE CHE NON SI TRATTA DI NAUFRAGHI?

Naufraghi sono quelli che si trovano in un natante (grande o piccolo) che involontariamente si trovi in difficoltà, per esempio per avarie al motore. E il natante deve risultare in regola figurando registrato in uno Stato di cui battono bandiera. Pertanto è da escludere che questi disonesti delle ONG continuino a dire che in base alla legge del mare ogni natante ha l'obbligo di salvare i profughi, che tali non sono perché VOLONTARIAMENTE vogliono incorrere nel pericolo del naufragio. Tale è il caso dei barconi e dei gommoni che si posizionano a poca distanza dalla Libia trasmettendo alle ONG il loro esatto posizionamento. Sono pertanto le ONG che incoraggiano la partenza dalle coste dell'Africa. Senza le ONG non partirebbero gli invasori dall'Africa. E usano anche l'espediente di imbarcare bambini con le madri, con altre donne già incinte per reclamare con maggiore fretta il solito "porto sicuro" che poi deve essere sempre un porto italiano perché sanno che gli altri Stati europei che si affacciano al Mediterraneo non permetterebbero lo sbarco scaricando il falso obbligo di aiuto sull'Italia, anche perché disgraziatemente esiste l'isola di Lampedusa. Tutto viene posto illegalmente sul piano della commozione in base ad una certa morale che viene a confliggere con il diritto. Una legge che prevedesse il sequestro delle navi ONG che rifiutano di andare in un porto dello Stato di cui battono bandiera e di cui sono un appendice sarebbe il primo provvedimento che basterebbe ad impedire la continuazione degli sporchi traffici delle ONG che non si trovano mai casualmente in determinati punti del Mediterraneo. Esse sono le calamite che attraggono i gommoni e i barconi, da considerare natanti fuori legge perché non battono bandiera di alcuno Stato e salgono sulle ONG senza avere, volontariamente, documenti di identità. Certamente queste invasioni a causa del mantenimento degli invasori costano più di quanto costa il Reddito di cittadinanza. Ma nessuno degli esponenenti del governo ha voluto darci le cifre riguardanti il costo del mantenimento di questi invasori. Si arriverebbe alla conclusione paradossale che se si abolisse in gran parte il Reddito di cittadinanza il risparmio non basterebbe per mantenere gli invasori dall'Africa.            

venerdì 27 gennaio 2023

CONTINUO A NON CAPIRE

Dai registri anagrafici risulta che gli ebrei che vivevano nell'Europa occupata dai nazisti erano circa tre milioni. Dunque è impossibile che ne siano morti sei milioni nei lager nazisti. Stasera vi era una lunga trasmissione con una intervista fatta da Fabio Fazio (quanto ha avuto dalla Rai come compenso?) alla solita Liliana Segre che è stata nominata immeritatamente senatrice a vita giacché la nomina a senatore a vita deve essere concessa a chi ha ben meritato per avere illustrato la patria mentre la Segre ha illustrato solo se stessa. Dopo decenni di silenzio racconta solo di se stessa ma non ha mai spiegato come abbia fatto a scampare viva all'età di 13 anni da Auschwiz. E come lei tanti altri che tacciono sempre su come siano riusciti a rimanere vivi. Si dice sempre che venivano risparmiati coloro che venivano ritenuti adatti al lavoro nella vicina fabbrica di Birkenau. I bambini, sempre si dice, venivano separati dai genitori e mandati nelle camere a gas. La Segre dice che venne separata dal padre Alberto di cui non si ebbero più notizie e comunque non ritornò vivo da Auschwiz. Io non sono negazionista ma è da anni che nel mio blog mi ripeto sempre su questa questione: perché i sopravvissuti non spiegano mai come fecero a sopravvivere? Ripeto che la cosa più importante è che non sia stato mai dato spazio ai negazionisti e che, addirittura, siano stati perseguitati. Gli ebrei hanno richiesto che venisse previsto il carcere per i negazionisti, anche per coloro che mettessero in dubbio la cifra di sei milioni. Anche perché se venisse risultata falsa questa cifra il dubbio si estenderebbe su tutto. Ma in questo modo gli ebrei si danno la zappa sui piedi. La verità deve risultare da un confronto tra tesi opposte in modo che il pubblico sappia e si convinca di una tesi o di quella contraria. Basta con la verità a senso unico. Continuerò per rendere completo questo argomento. Avendo già scritto su di esso. Debbo andare a ricercare un altro o altri articoli miei su questo argomento. Paul Rassinier e Robert Faurisson sono i più noti negazionisti. David Irving fu arrestato durante una conferenza in Austria perché risultante negazionista. Fu costretto ad abiurare. Mi ricorda il caso Galileo. INCREDIBILE. Come mai Hitler lasciò che fosse data ancora importanza alla cattura degli ebrei con dispendio di energie proprio mentre sul fronte russo della guerra si stava delineando la sconfitta tedesca non dopo la sconfitta di Stalingrado ma dopo la successiva terza battaglia di Charcov preceduta dall'ultima vittoria tedesca nella seconda battaglia di Charcov? I generali chiedevano rinforzi dopo la seconda battaglia di Charcov e invece Hitler, da stupido, fece il contrario spostando molte divisioni dal fronte russo in Italia per contrastare l'arrivo degli americani che avevano già bombardato vigliaccamente varie città italiane causando migliaia di morti. Di questi morti non si parla mai perché la storia viene sempre descritta dai vincitori. Il fascismo cooperò alla sconfitta del nazismo. Solo pochi mesi prima del suo suicidio Hitler riconobbe che aveva sbagliato permettendo l'entrata in guerra dell'Italia fascista. Molte divisioni tedesche furono impiegate prima in Grecia (per salvare l'esercito italiano impantanato nel fango) e poi inutilmente in Africa nella folle guerra parallela voluta dall'imbecille Mussolini per dimostrare che l'Italia in guerra poteva fare da sola. E infine l'inutile costituzione della Repubblica Sociale nel nord d'Italia dopo che Hitler fece rapire il riluttante Mussolini dal Gran Sasso (Abruzzo) per portarlo in Germania e costringerlo a formare un governo.                         

NETANYAHU: HITLER NON VOLEVA LE CAMERE A GAS. LE ...

Qui si trovano alcuni testi di Robert FAURISSON, ex-docente all'Università de Lione-2. ... italiana dell'introduzione agli studi ... Pietro Melis a 00:45 ...
  • 27 gen 2016Robert Faurisson (scrivere il suo nome su Google) ha notato che ciò era impossibile perché sarebbero rimasti asfissiati.
Pietro Melis. Già professore di Storia della filosofia nella Facoltà di Scienze della formazione (ex Facoltà di Magistero e oggi ricompresa nella Facoltà di ..

martedì 24 gennaio 2023

IL PENSIERO TREMENDO CHE MI TORMENTA

Non abbiate fretta per saperlo. Provate intanto ad indovinare. 

No.E' lo stato provocato dalla "porta oscura" (Benedetto XVI) oltre la quale vi è il nulla per i non credenti o gli agnostici come me. La scienza dell'evoluzione biologica (riguardo alla quale ho riportato gli studi fatti dai maggiori studiosi mondiali in un mio libro di 526 pagine*) ci dice che è unica l'origine di tutte le forme di vita. Perché mai sopravvivrebbe solo l'anima umana? Le religioni vanno tutte contro la scienza. Il pensiero che mi tormenta è il non poter affacciarmi oltre la "porta oscura" per pochi secondi per sapere se vi sia il nulla, per sapere se vi possa essere la coscienza di essere morti e poi perdere la coscienza. Come se la si perdesse dopo l'anestesia totale, durante la quale non si sogna perché si tratta di un sonno artificiale. E' come se non si fosse mai nati. Si ha forse coscienza di se stessi prima nascere? Ecco: è come se ci attendesse una anestesia perenne. Ripeto: mi è tremendo il pensiero di non poter avere coscienza di essere morto. Capisco che è contraddittorio. Ma propria questa contraddizione mi atterrisce.     

*Biologia e filosofia. Origine della vita ed evoluzione biologica. Casualità e necessità (1999).

Quaderno n. 43 degli Annali della Facoltà di Scienze dell'educazione (oggi unificata con la Facoltà di Lettere e filosofia nella Facoltà di Studi Umanistici) dell'Università di Cagliari.  

lunedì 23 gennaio 2023

I MAFIOSI SONO DEI MALATI DI MENTE

Se si prescinde dall'aspetto giuridico per il quale sono dei criminali vi è da domandarsi come mai possano preferire una vita di merda. Non possono vivere normalmente per godere della loro ricchezza. Debbono vivere nascosti per non essere catturati. Prevale in essi il piacere di comandare da nascosti per soddisfare il loro bisogno di sentirsi potenti, anche più dello Stato sul piano politico. Sotto questo aspetto dovrebbero essere reclusi in una clinica psichiatrica con TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio). La Costituzione prevede ipocritamente che il carcere serve a redimere. Non vi è stato mai un mafioso che si sia redento con il carcere. Anche i cosiddetti pentiti (chiamati eufesticamente collaboratori di giustizia) sono dei falsi pentiti perché il loro falso pentimento serve soltanto ad avere il diritto di una riduzione della pena, e, se liberati, debbono continuare a vivere nascosti e sotto scorta per non essere uccisi da altri mafiosi danneggiati dal loro falso pentimento.     

 

 

 

mercoledì 18 gennaio 2023

ATTENZIONE AL CARCERE DURO

Si darebbe motivo alla mafia di rispondere come sa rispondere. La mafia è più forte di questo Stato. La si può vincere solo con la pena di morte. Questo vale anche per la 'ndragheta, che ormai si estende anche all'estero avendo il monopolio dell'acquisto e dello smercio di stupefacenti. Il carcere duro (legge 41bis) fu il motivo per cui avvennero gli attentati a Falcone e a Borsellino.  

Dal mio libro Scontro tra culture e metacultura scientifica

T. Sellin1volle dimostrare con un’indagine statistica che la pena di morte negli Stati Uniti non aveva un’influenza frenante sugli indici di morte per omicidio. Gli rispose Isaac Ehrlich,2 che scrisse che i metodi statistici erano inattendibili, mentre, avvalendosi di diverse ipotesi, si poteva affermare che durante il periodo 1935-69 ciascuna esecuzione capitale aveva prevenuto il verificarsi di sette o otto omicidi in più. Infatti il criminale, in base alle offerte di mercato, conforma la sua condotta al desiderio di massimizzare il suo guadagno e di minimizzare i costi personali. Quando tra i possibili costi vi è la pena di morte diminuisce il desiderio di massimizzare il profitto. Ma questi sono argomenti utilitaristici che non scalfiscono minimamente il principio secondo cui la vita dell’assassino non deve valere più di quella della sua vittima.||

1 The Death Penalty, The American Law Insitute, Philadelphia 1959.

2 The deterrent effect of punishment: a question of life and death, American Economics Reviw, 65, 1975.

 

lunedì 16 gennaio 2023

LO STATO CHE FESTEGGIA LA SUA SCONFITTA DA PARTE DELLA MAFIA

Il capo boss per 30 anni ha viaggiato anche nel sud America e rientrava in Italia indisturbato. E l'arresto di Messina Denaro viene presentato come una vittoria dello Stato. Ma per favore! Vale il detto riferito ai papi: dopo un boss se ne fa un altro. Vi è una rete di protezioni che è più forte dello Stato. Che risulterebbe vincitore solo se riuscisse a smantellare tutta la rete di protezioni di cui il super boss godeva e che gli ha consentito di arrivare a 60 anni. Se uno Stato impiega 30 anni per scovare il super boss ricoverato in una clinica evidentemente la rete di protezioni arrivava sino alla clinica. E aveva già frequentato un ospedale per fare la chemio. E nessuno avrebbe scoperto la sua vera identita? E non si dica che circolava sotto falso nome. E' stato detto che avesse una carta d'identità falsa. Falsa anche nella carta? Quale stamperia gliela avrebbe stampata con carta falsa ad imitazione di quella non falsa? Ma anche se l'avesse avuta con carta falsa non si giustifica l'attesa di 30 anni. Altrimenti quale impiegato di un Comune gliela avrebbe data con carta non falsa nonostante il falso nome di Andrea Bonafede?  Chi accettava la sua falsa carta nel documento di identità? La mafia è da molti anni che non uccide. Ma solo perché adesso agisce da un sotterraneo. Si è interrata. Tagliezza impresari e commercianti. E perché escludere che vi siano delle collusioni tra certe Istituzioni statali e mafia? Vuoi avere un lavoro e non riesci ad averlo? Non te lo dà lo Stato. Te lo dà la mafia. D'altronde, è la stessa politica della democrazia che favorisce la mafia. La democrazia parlamentare è una falsa democrazia. Sono d'accordo su ciò con Odifreddi. Perché esista realmente è necessaria una democrazia diretta, quella concepita da Rousseau nel Contratto sociale, non indiretta come quella rappresentativa. La democrazia parlamentare è essa stessa mafiosa. E' fondata sul voto di scambio sulla base delle promesse dei partiti. Mai mantenute. Questo è il motivo della disaffezione nelle elezioni politiche, dimostrato dal fatto che ha votato il 62% nelle ultime elezioni politiche. Quale rimedio? Sospendere le garanzie costituzionale. Non ho finito.

Considerando che Beccaria (Dei delitti e delle pene) continuava a giustificare la pena di morte per tutti quei delitti finalizzati a sovvertire le istituzioni dello Stato, vi è da ritenere che non sarebbe stato contrario alla conservazione della pena di morte per coloro che appartengono alla delinquenza organizzata come la mafia, che esiste con il preciso intento di sostituirsi alle leggi dello Stato. Combattere la mafia con le leggi di pace di uno Stato democratico, invece che sospendere in tal caso le garanzie costituzionali, trattandosi di combattere una guerra non dichiarata allo Stato, è lo stesso che armare con fucili da caccia un esercito per inviarlo a combattere contro un nemico equipaggiato con artiglieria pesante. La democrazia può soltanto alimentare la mafia.

Scrive Beccaria: “Chi ha la forza di difendersi non cerca di comprarla. Di più, un tal delitto sconvolge tutte le idee di morale e di virtù, che ad ogni minimo vento svaniscono nell’animo umano. Ora le leggi invitano al tradimento, ed ora lo puniscono…Invece di prevenire il delitto, ne fa nascer cento. Questi sono gli espedienti delle nazioni deboli, le leggi delle quali non sono che istantanee riparazioni di un edificio rovinoso che crolla da ogni parte”.    

 Lungi da qualsiasi considerazione filosofico-umanitaria l’illuminista Beccaria è indotto a chiedere, invece della pena di morte, “una schiavitù perpetua” “fra i ceppi o le catene”, in cui “il disperato non finisce i suoi mali”. E’ stato detto che qualsiasi condannato all’ergastolo, così voluto da Beccaria, preferirebbe la pena di morte. D’altra parte, Beccaria continuò a giustificare la pena di morte per tutti i delitti che pongano a rischio l’ordine dello Stato, senza porsi il problema della natura di uno Stato, fosse anche ingiusto e dispotico. “La morte di qualche cittadino diviene dunque necessaria quando la nazione ricupera la libertà (leggi indipendenza), o nel tempo dell’anarchia, quando i disordini tengon luogo delle leggi”. Bisognerebbe concludere che Beccaria  non sarebbe stato contrario alla pena di morte per i delitti organizzati da associazioni a delinquere, come quelle mafiose, che si sostituiscono allo Stato in vasti strati della società. Merito di Beccaria è l’avere evidenziato la necessità di “una proporzione tra i delitti e le pene”. Ma proprio tale proporzione sarà rivendicata da Kant (Metafisica dei costumi) contro Beccaria (accusato di “affettato sentimentalismo”) per giustificare la pena di morte. 

domenica 15 gennaio 2023

L'IMBECILLITA' CHE PREFERISCE I VOTI DELLA GENIA DEI CACCIATORI

Nonostante i cacciatori siano in via di estinzione l'imbecillità politica, soprattutto della destra, continua a prevalere non capendo che in questo modo si perde il voto dei milioni di italiani contrari alla caccia (e tra questi vi è l'8 % dei vegetariani-vegani).

Con la legge n. 197/2022 (art. 1, commi 447-448) è stata autorizzata la previsione da parte di Regioni e Province autonome di piani di abbattimento di ogni specie faunistica, in ogni giorno dell'anno, in ogni luogo, compresi i parchi naturali e i centri urbani.

  

Ricevo dal mio corrispondente in Inghilterra Paolo Ricci (Bailador.org)

È inutile continuare con l’autoflagellazione, i piagnistei e la resa totale per il fatto che “un governo di destra ce lo dobbiamo tenere per cinque anni e non possiamo fare niente”. Questa è pura viltà. Questo è il classico animalismo perdente che guarda al dito e non alla luna. I’animalismo che si auto analizza e si lacera e non risolve nulla.  La colpa è solo nostra, è la nostra incapacità di capire la politica e non lasciare spazi ai cacciatori che sono estremamente capaci a occuparli. Questo eterno lamento da “prefiche” ci ha portato a questo. Ci ha portato a questo il protagonismo scellerato, l’atomizzazione, la frammentazione e l’assoluta incapacità di reagire. Il vecchio animalismo sapeva reagire ora siamo davanti a un animalismo mutante che ha issato bandiera bianca. 

Senza un’autentica organizzazione, senza un movimento unitario animalista – ambientalista POLITICO esterno ai partiti non si va da nessuna parte. Occorre un movimento trasversale. Non un movimento collegato a un partito esistente perché quello porta a ciò che è accaduto in un movimento dove la leader è stata eletta nel partito più ostile agli animali: Fratelli d’Italia, ed è come se un’ebrea fosse stata eletta tra le liste di un partito nazista.

L’assoluta necessità è creare un movimento che sposti i voti perché questa è l’unica cosa che la nostra politica selvaggia comprende. Non un partito, un movimento capace di muovere voti. Capace di colpire. E mai confluire in un partito esistente perché abbiamo visto che non porta a nulla.

Fin quando si va ai referendum con due gruppi in contrasto tra loro e si organizzano manifestazioni con poche centinaia di persone non si va da nessuna parte.

Le manifestazioni dei gruppi sono sacrosante e in certi casi eroiche, ed è bene che continuino ma per cambiare le cose occorre ben altro.  

E’ l’assoluta incomprensione di qualcosa così ovvia che ci ha portato a una sconfitta dopo l’altra.

Ripetiamo: In Italia quasi una persona su dieci, l’8.2 per cento della popolazione, è vegetariana o vegana. A rivelarlo è stato il Rapporto Italia 2021 dell’Eurispes, un ente privato che opera nel campo della ricerca politica, economica e sociale e che realizza indagini su base annuale. I vegetariani sono più del doppio dei vegani, 5.8 per cento della popolazione contro 2.4 per cento e in maggioranza donne. 

Questa crescita esponenziale è  solo la punta dell’iceberg di chi è attento alla sofferenza del non umano, ma questa massa di persone è vergognosamente ignorata dalla politica che preferisce schierarsi con 470.000 cacciatori. Quello che è evidente è che la crescita del vegetarianismo e del veganesimo è esponenziale e incontenibile, e quello che colpisce è la scoperta di una grande forza ignorata volutamente dalla politica. Quello che impressiona è il fatto che il mondo politico prenda più a cuore le sorti dei cacciatori il cui numero, negli ultimi dieci anni, va declinando in maniera paurosa  di questa massa di persone che hanno a cuore la sofferenza del non umano. 

I cacciatori calano vistosamente: dal 1980 al 2022 hanno subito un calo di 1.231.853 unità. Diciamo che sono attestati sulle 470.000 unità e continuano a decrescere. Calano e invecchiano. La stragrande maggioranza è tra i 65 – 80 anni. 

I cacciatori rappresentano lo 0,7% della popolazione italiana.

Il 76% della popolazione italiana è contro la caccia ma la politica l’ignora dominata com’è dalle lobby.  Questa è la realtà. E questa realtà è vergognosa.

Davanti a quello che questo governo post fascista ha osato fare abbiamo ascoltato il solito osceno mantra “che non si può fare nulla” come se una legge ingiusta non possa essere combattuta. Immaginate se il parlamento prolungasse una legge che stabilisca  che gran parte degli animali domestici dovrebbe essere soppressa. Ve la immaginate la reazione? Immaginate che questo governo emetta una legge che cambi la legge attuale dell’aborto. Immaginate la reazione? Ci sarebbe una rivoluzione.

Contro leggi inique si combatte.

La vergogna vera è il silenzio delle grandi associazioni che non sono neanche capaci di organizzare una grande manifestazione contro la barbarie che vediamo. Lo schifo di quello che fanno ai cinghiali.

La vergogna è il silenzio degli intellettuali antispecisti che non dicono una parola e continuano con le conferenze con cinque persone presenti, i convegni che lasciano il tempo che trovano, i sermoni continui sul non mangiar carne (diretti ai vegani come convincere il Papa che Gesù è risorto, ammesso che ci creda) a scrivere libri che nessuno legge.  Dove siete? Perché non intervenite? 

Ma veramente pensate che con le petizioni i salvano milioni di animali?

Quale potrebbe essere la giusta reazione a quello che sta accadendo?

Sarebbe giusto che come risposta alla barbarie post fascista le grandi organizzazioni -  e non i gruppi che hanno provato e sembra vogliano riprovarci - indicessero un nuovo referendum. Questa sarebbe la risposta adeguata alla barbarie meloniana – salviniana. 

Sarebbe la sfida logica come dire: credete di aver vinto? Vediamo cosa farete ora.   

La raccolta di firme che fallì andò vicina a ottenere il numero richiesto.  

Se le grandi associazioni avessero appoggiato i referendum, e non li avessero ignorati, e anche vergognosamente boicottati, come alcune hanno fatto, il numero sarebbe stato raggiunto senza problemi. Se i due gruppi in aperta e stupida ostilità tra loro si fossero uniti il numero necessario sarebbe stato raggiunto. E se ci stavano riuscendo loro le grandi associazioni, muovendo l’intero mondo animalista, ce la farebbero senza problemi. Hanno promesso di farlo. Ma la domanda è: lo vogliono fare?

E se non lo fanno che ci stanno a fare?        

La strada da seguire è quella inizialmente indicata da Extinction Rebellion, seguita Animal Rebellion, nel Regno Unito, ora presente anche in Italia, e intrapresa dal gruppo italiano Ultima Generazione. E’ tempo che riprenda la lotta.

E cosa sono muri e porte imbrattate davanti allo sterminio di animali e la distruzione sistematica del pianeta?

Per difendere la Terra e i suoi abitanti non umani prima o poi esploderà la vera violenza. Qualcuno sta facendo il possibile per farla deflagrare.       

 Paolo Ricci per Bailador

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