Maledetti
impostori peggiori dei macellatori, di cui
sono complici in quanto mandanti. Il cristianesimo
nulla ha da insegnarmi. Vi sono stati
filosofi e storici, come Plutarco, da cui
può discendere il migliore insegnamento. Quanto segue è
riportato dal mio libro Scienza,
filosofia e teologia (Editore
Rubettino).
Il maggiore
pensatore neoplatonico prima di Plotino fu
Plutarco, nato nel 46 d. C. Contro le
argomentazioni degli stoici, secondo cui,
se gli animali partecipassero della
ragione naturale, e dunque del diritto,
l’umanità perirebbe non potendo usufruire
dei vantaggi provenienti dai “comodi avuti
dalle bestie”, Plutarco ribatte che l’uomo
può vivere senza uccidere animali indifesi
o divertendosi con la caccia, che oltre
che ingiustizia, è mancanza di equilibrio
della mente. Plutarco rileva come la
concezione stoica giustifichi una
forma di dominio dell’uomo sulla terra.
Essa predica l’esistenza di un Logos
universale, la virtù, ma poi non sente il
dovere di offendersi di fronte a cadaveri
presentati come cibo. Gli animali non
umani sono migliori perché nessun cavallo
rende schiavo un altro cavallo o un leone
un altro leone.
Mentre gli altri animali si astengono dal
cacciare ogni specie e “fanno la guerra
soltanto per necessità di cibo”, l’uomo è
l’unico animale che, cibandosi di tutto,
rimane castigato da molte e lunghe
malattie.
In Iside
e Osiride Plutarco dimostra di
avere conoscenza di
Zarathustra, oltre che di Platone,
e in Del mangiar carne
scrive che non la guerra, come pensò
Teofrasto, ma l’aridità della terra portò
gli uomini a incominciare a cibarsi di
cadaveri. Ed oggi i cuochi, dice
Plutarrco, sono “pasticceri di cadaveri”
con cui si adornano le mense, dopo averne
mascherato con arte l’odore. La civiltà è
dominata dalla follia. Si iniziò con gli
animali selvatici “sino ad uccidere il bue
nostro operaio, la pecora che ci veste, il
gallo guardiano della casa, e così a poco
a poco, cresciuta l’insaziabile cupidigia
si pervenne al sangue, agli omicidi, alle
guerre” (Del mangiar carne).
La mancanza di giustizia si accompagna
sempre alla cultura dell’alimentazione
carnea. Il messaggio di Plutarco ai
posteri è: “ Combatterete
uniti contro quelli che privano gli
animali dell’uso della ragione e del
discorso”.
Il filosofo deve avere la funzione
di ampliare l’ambito del riconoscimento
della giustizia. Plutarco, vegetariano,
visse 79 anni.
Celso, la
cui opera Discorso di verità
(scritta verso il 178 d. C.) ci è stata in
parte tramandata dal cristiano eretico
Origene, che ne trascrisse molte parti
nella sua opera Contra Celsum,
scrive che “non si pone alcuna differenza
tra il corpo di un pipistrello o di un
verme, di una rana o di un uomo; medesima
è infatti la materia e identica ne è anche
la corruttibilità...Nulla è immortale di
quel che dalla materia trae origine. Basta
questo riguardo a tale argomento, e chi è
in grado di udire e di compiere una
ricerca ancor più approfondita comprenderà
che le cose che noi vediamo non sono state
donate all’uomo, ma ciascuna nasce e
perisce per il bene del tutto”, e il fatto
che gli animali non siano dotati di parola
non significa che “il dio abbia creato
tutto in funzione dell’uomo...Non per
l’uomo l’universo è stato creato, ed
egualmente nemmeno per il leone o per
l’aquila o per il delfino, ma perché
questo cosmo si realizzasse come opera
divina e assolutamente perfetta...E’ in
vista dell’armonia universale...è
dell’universale che il dio ha cura, è
questo che la provvidenza divina non
abbandona mai”.