venerdì 24 giugno 2022

L' ABORTO PER I CREDENTI DEVE ESSERE UNA FABBRICA DI ANIME BEATE

Nel Vangelium vitae Giovanni Paolo II rivolgendosi alle donne che avevano abortito disse che i loro mancati figli "erano stati accolti nella gloria di Dio" (sic). A che serve allora vivere anche cent'anni se si rischia di non essere accolti nella gloria di Dio? Decenni fa per la Chiesa esisteva il limbo per le anime dei non battezzati (cosa paradossale considerando che i battezzati sono una piccola minoranza nei quasi 8 milioni di individui umani, per non considerare i millenni passati). Dante ha obbedito alla Chiesa ponendo nella Divina Commedia anche il limbo, dove si trovano le anime "di color che son sospesi" tra cui porse anche la sua stessa guida Virgilio. Non si capisce dunque perché debba essere considerato reato spedire un feto nella gloria di Dio. Ciò che non hanno capito i parrucconi della Corte Costituzionale degli USA che hanno detto che sull'aborto debbono decidere i singoli Stati degli USA, che ora rimangono divisi tra Stati abortisti e Stati antiabortisti. Io ho un figlio nella gloria di Dio, e mi ringrazia per non averlo fatto nascere. Ma non fu mia la colpa (dico colpa per coloro che combattono l'aborto). Fu una ragazza ad insistere essendosi procurata lei stessa un preservativo, ma di marca scadente (hatù), che si ruppe. Ancora non esisteva la legge che permetteva l'aborto, che dunque avvenne clandestinamente in una clinica privata. Costo degli anni '70 300.000 lire. Io non volevo un figlio perché non mi sentivo preparato e sarebbe stato un limite alla mia libertà. Oltre agli oneri economici che allora non avrei potuto affrontare se non impoverendomi la vita.      

CARI LETTORI

Il mio blog è iniziato nel 2008 ed è stato impostato da un tecnico perché non sono istruito in fatto di tecnica del computer. Inspiegabilmente è calato il numero dei miei lettori dopo che mi sono dovuto assentare a causa di una rottura COMPOSTA del femore per una banale caduta nella mia stanza avendo perso l'equilibrio dopo avere inciampato in un groviglio di fili che partono dalla presa di corrente. Ho avuto un ricovero in ortopedia nel maggiore ospedale della Sardegna, il Brotzu, il 6 maggio. Dimesso sono tornato in ospedale reparto medicina 2 a causa di una polmonite con febbre a 38,8. Un ricovero d'inferno il secondo a causa della mancanza di sensibilità del personale paramedico. Ma non si trattava di Covid.  Sto facendo fisioterapia ma già, dopo avere preso in affitto da una ditta di ortopedia un deambulatore per casa, passerò al deambulatore per strada e poi spero di farne a meno. Fortunatamente mi sono salvato ad oggi dal maledetto COVID pur non avendo mai preso un cosiddetto vaccino. Vi sono alcuni che si sono presi il Covid in ospedale pur avendo fatto tre vaccini. Evidentemente io ho un sistema immunitario abbastanza efficiente. Perché è probabile che tutti i morti che si sono avuti nella prima ondata di pandemia (quando ancora non era stato prodotto il benefico vaccino non avevano un sistema immunitario abbastanza forte). Ora si dice che il Covid ha perso molto della sua pericolosità ma è più pericoloso per la sua maggore contagiosità. La gente mi pare incoscinte per il suo credere che ormai la pandemia sia finita ed evita di usare la mascherina. Penso che questa è la maggiore causa del perdurare del Covid. L'incoscienza di quasi tutta la gente è certamente la causa maggiore del permanere del Covid, anche se non più pericoloso come all'inizio, anche quando era iniziata la campagna vaccinale. Ora si sta dicendo che bisogna ricorrere al quarto vaccino. E quando si finirà di rincorrere il Covid? Il governo ha avuto troppa fretta nell'abolire l'obbligo della mascherina in pubblico nei luoghi di aggregazione. Di questo grave errore, dovuto a ragioni economiche che fanno capo soprattutto alla volontà di incoraggiare il turismo, faranno tutti le spese soprattutto coloro che hanno smesso l'uso della mascherina. Spero di non rimanere anch'io contagiato da questi incoscienti.         

lunedì 20 giugno 2022

PLURALITA' DELLE RELIGIONI EQUIVALENTE A NESSUNA RELIGIONE

 Tralascio le altre religioni e considero solo il cristianesimo nella sua fondamentale contraddizione. Il vero fondatore del cristianesimo è San Paolo, le cui Epistole precedono tutte i quattro vangeli canonici. Senza San Paolo il cristianesimo non sarebbe esistito, come riconobbe Lutero. Ebbene, nella più importante Epistola, quella ai Romani, San Paolo si contraddice perché da una parte afferma che valgono le opere ai fini della salvezza, dall'altra introduce la predestinazione con il dire che Dio conosce già il futuro e dunque conosce già dall'eternità coloro che si salveranno e coloro che saranno dannati. Questo consegue dall'ulteriore affermazione che Dio è libero e dunque non può essere determinato dalle opere umane. La prederminazione viene appena attenuata con l'affermazione che è probabile, ma non certo, che Dio abbia già privilegiato coloro che siano meritevoli di salvezza grazie alle loro opere. Ma non basta. Ammesso che le opere siano valide ai fini della salvezza queste debbono essere comprese nell'adesione a cristianesimo. Prima San Paolo nell'Epistola ai Romani aveva scritto che anche i Gentili (i non cristiani, cioè anche i pagani) si sarebbero potuti salvare se avessero rispettato "la legge naturale iscritta nei loro cuori", una volta venuti a contatto con il cristianesimo i pagani che non si fossero convertiti non avrebbero potuto aspirare alla salvezza. Ciò sempre tenendo conto della contraddittoria affermazione che Dio non è vincolato dalle opere e perciò nemmeno dall'adesione al cristianesimo. Ma supponendo che Dio prediliga coloro che meritano per le loro opere ai fini della salvezza e perciò anche per la loro adesione al cristianesimo si arriva alla contraddizione finale che porta il cristianesimo alla sua maggiore contraddizione, quasi fosse la sua autodistruzione: meglio per quei popoli che per lunga tradizione storica non siano venuti a contatto con il cristianesimo perché se venissero a contatto con il cristianesimo quella strada assai larga (un autostrada) che avevano ai fini della salvezza bastando il rispetto della "legge naturale iscritta nei loro cuori" non basta più. L'autostrada si riduce ad una strada stretta perché occorre anche la conversione al cristianesimo per avere la speranza (non la certezza a causa della citata libertà di Dio) di meritare la salvezza. La predestinazione fu assunta come caposaldo del cristianesimo dal Padre della Chiesa Sant'Agostino a cui si riferì Lutero nella sua Riforma protestando svilendo completamente le opere. San Tomaso avvertì il pericolo della predestinazione e con il suo equilibrismo cercò di salvare capra e cavoli. La salvezza si ottiene con le opere e il cristianesimo (la fede cristiana) è un mezzo in più per attuare opere di bene. La Chiesa assunse la tesi di San Tomaso nel Concilio di Trento che sancì la Controriforma. Come si vede il cristianesimo si fonda tuttora su un compromesso che risale a San Tomaso. Ma allora, concludendo, vi è da domandarsi come mai la Chiesa di Roma consideri ancora Sant'Agostino il più grande Padre della Chiesa nonostante sia l'involontario promotore della Riforma protestante contro il cattolicesimo.

Forse è necessario percorrere altre vie per arrivare a percepire un barlume di verità circa un possibile aldilà dopo la morte. Non nego dunque che ci si possa riferire a fenomeni paranormali, compreso lo spiritismo, quello esente da trucchi. Allo spiritismo aderirono anche noti scienziati e filosofi. Wallace, cofondatore con Darwin della teoria dell'evoluzione naturale tramite la selezione naturale, non riuscendo a spiegarsi come mai l'evoluzione del cervello umano avesse avuto un celere percorso rispetto all'evoluzione di tutte le altre specie ricorse infine ad un intervento divino che avrebbe diretto l'evoluzione del cervello umano e si accostò allo spiritismo. Darwin rimase amaramente sorpreso, e pur riconoscendo che Wallace era arrivato alla teoria della selezione naturale indipendemente da lui, gli scrisse: "tu hai ucciso il nostro comune figlio".      

            

domenica 19 giugno 2022

L'INUTILE RICERCA DELLA PACE

 Tutti quelli che dichiarano continuamente di volere la pace non fanno i conti con Putin, che non recede dal voler incamerare il Donpass. Il governo ucraino giustamente non recede dal voler considerare il Donpass territorio ucraino. E' come se l'Austria pretendesse di incamerare l'Alto Adige perché Sudtirolo di lingua tedesca. Maledetto Cartesio che all'inizio del Discorso del metodo scrisse che il buon senso è la cosa meglio distribuita nel mondo perché ognuno è convinto di averne tanto quanto basta. Di fatto il buon senso è la cosa peggio distribuita nel momdo perché è la sete di potere che comanda nel mondo insieme con quella di danaro. Se non si può vincere la guerra contro la Russia con le armi la si potrebbe vincere con il danaro: concedere al Donpass un'ampia autonomia prima di tutto con il bilinguismo e poi far piovere del danaro di tutta l'UE sul Donpass. Questa è l'unica arma che non uccide e che porrebbe fine alla guerra nel Donpass. Di fronte al danaro profuso da tutta l'UE la Russia si arrenderebbe in quanto ha una popolazione di miserabili con una media di 400 euro di stipendio al mese perché i cosiddetti oligarchi russi miliardari sono una trascurabile presenza frutto della corruzione che incominciò a dilagare con la fine dell'URSS nella Russia di Eltsin, a cui succedette il criminale Putin.        

giovedì 16 giugno 2022

PUTIN E IL TRAMONTO DELL'OCCIDENTE

Che Putin sia un criminale per avere invaso l'Ucraina è fuori dubbio. Se avesse ragione nel pretendere come minimo il russofono Donpass allora bisognerebbe riformare tutti i confini di Europa. I confini più giusti (anche se non pienamente giusti) erano quelli che segnati dalle potenze vincitrici dopo la prima guerra mondiale. La Polonia si estendeva molto ad oriente, tanto è vero che la città di Leopoli, ora facente parte dell'Ucraina, apparteneva alla Polonia. Vedere la carta geografica scrivendo Europa dopo la fine della prima guerra mondiale. Veniva giustamente salvata a favore della Germania la Prussia orientale, che era stata sin dal Medioevo la culla del regno prussiano essendo stata fondata nel 1255. In essa si trovava la città di Königsberg, città dove nacque, visse e morì il filosofo Kant che non si mosse mai dalla sua città. Adesso tale città, ribattezzata durante l'URSS Leningrado, fa parte di un piccolo territorio che non ha confini con la Russia, a cui, pure, appartiene ingiustamente essendo stata sempre abitata da tedeschi. Dopo la seconda guerra mondiale i confini segnati dalle potenze vincitrici furono stravolti. I confini segnati dalla prima guerra mondiale furono principalmente la causa della seconda guerra mondiale per la volontà di Hitler di segnare nuovi confini riprendendosi le terre che era state sottratte alla Germania. Ma nella sua lucida follia andò oltre tale pretesa invadendo la Polonia che aveva soltanto un corridoio per lo sbocco al mare. A destra di tale corridoio, se pur ristretto, rimaneva un territorio che aveva fatto sempre parte della Prussia orientale. Tale territorio fu perso dalla Germania dopo la seconda guerra mondiale perché incamerato ingiustamente nella Polonia, che vide però ristretti i confini orientali a favore dell'Ucraina, che si incamerò, per esempio, la città di Leopoli. Bisognerebbe verificare a quale Stato in tutto un lungo passato fosse appartenuta la città di Leopoli, oggi fuori discussione nella sua appartenza all'Ucraina. 

     Tutto ciò premesso, se avesse ragione Putin, bisognerebbe riformare nuovamente almeno i confini dell'Europa orientale. Ma allora bisognerebbe riformare anche i confini dell'Italia solo perché ha perso la seconda guerra mondiale. Gli austriaci dell'Alto Adige avrebbero il diritto di staccarsi dall'Italia, ma l'Italia dovrebbe riprendersi tutta l'Istria e la Dalmazia con l'italianissima di un tempo della della città di Ragusa, tutta di architettura veneziana e che oggi ingiustamente appartiene alla Croazia. Il governo ucraino non è stato intelligente. Avrebbe dovuto chiedere soldi all'UE da far piovere nel Donpass in modo da dare ai russi del Donpass (ché di russi si tratta e non di ucraini anche per diversità di lingua) la convenienza economica di rimanere nell'Ucraina, come gli altoatesini (sudtirolesi) austriaci hanno avuto la convenienza economica di rimanere formalmente in Italia. Il fatto che Putin abbia invaso l'Ucraina non toglie che egli abbia ragione nel dire che l'Occidente è corrotto e non si ha alcunché da imparare da esso in tante questioni. L'Occidente che decanta le sue libertà è malato di relativismo. Mai in Russia verrebbe permessa quella lurida pagliacciata pubblica del Gay Pride, oggi chiamata meglio LGBT Pride, che vuole equiparare omosessuali ed eterosessuali con una equiparazione contro natura. In Occidente si arrivati ad identificare il sesso con l'orientamento sessuale, cosicché uno che nasca maschio e conservi i connotati fisici del maschio può pretendere di essere riconosciuto femmina senza attributi femminili. Sparisce così il concetto di famiglia naturale. E che dire della crudele pratica permessa in molti Stati occidentali, ma proibita in Italia, dell'utero in affitto che permette l'acquisto in anonimato di un ovulo da impiantare in altra donna che viene fecondata dallo sperma di uno della coppia di omosessuali? La crudeltà si manifesta nel permesso di staccare subito il neonato dalla falsa madre perché non lo allatti, giacché l'allattamento creerebbe una affezione del neonato alla sua falsa madre, tale perché non madre biologica. Cosicché nascono dei bambini che non conosceranno mai la loro vera madre e subirebbero dei traumi gravi, come già capitato in alcuni casi, qualora venisero a sapere che sono nati da una pratica aberrante. Crescerebbero fuori di una famiglia naturale avendo al posto della madre un altro (falso) uomo, non sapendosi chi avrebbe il ruolo della madre. Di fronte a tali aberrazioni non si può negare che l'Occidente è corrotto e nulla ha da insegnare alla Russia diPutin. Piuttosto che riferirsi ad una inesistente nazificazione dell'Ucraina Putin avrebbe dovuto toccare altri temi importanti che connotano la corruzione morale dell'Occidente nascente dalla malattia mortale del relativismo che porta a sostituire la natura con un orientamento personale.               

martedì 14 giugno 2022

OGNI POPOLO HA I GIUDICI CHE SI MERITA

Il fallimento del referendum lo dimostra. Tranne quella minoranza che ne ha percepito l'importanza votando sì. I votanti hanno superato appena il 20%. E ciò non dipende dal fatto che i quesiti non fossero chiari. Ha prevalso il menefreghismo unito con la preferenza di una vacanza, soprattutto al mare. Il fatto è che la Costituzione italiana è una merdaccia soprattutto negli articoli 75 e 138. Con l'art.75 viene introdotto un referendum abrogativo valido solo e si ragggiunge il 50% più uno degli aventi diritto al voto. Mentre se si tratta di cambiare un articolo della Costituzione non esiste alcun vincolo che sia dato dal numero dei votanti. Possono andare a votare anche quattro persone e il voto sarebbe egualmente valido con una maggioranza di tre votanti su uno. Questo non è ammissibile. Il principio dovrebbe essere che chi è assente ha sempre torto. Se non esistesse il vincolo del 50% più uno avrebbe vinto il sì. Ma purtroppo non è stata percepita l'importanza di riformare la giustizia. Non ci si lamenti allora quando poi si discute di sentenze aberranti e di giudici che non pagano mai personalmente anche quando mandano in carcere uno che poi risulti innocente.    

domenica 12 giugno 2022

PERCHE' VOTARE SI'

Nel precedente post ho considerato solo la giustizia penale, che riguarda solo poche migliaia di individui. La giustizia civile riguarda invece milioni di cittadini e chi vi cade è come se cadesse in una fogna da cui si può uscire dopo anche non meno di una decina di anni per avere una sentenza di primo grado, cioè in tribunale. Il referendum introduce la responsabilità civile PERSONALE dei giudici quando facciano una sentenza palesemente errata soprattutto se dettata da incapacità di ragionare con il cadere in un cumulo di contraddizioni. Sono costretto a fare riferimento al mio caso personale in una vicenda ASSURDA che dura da ben 23 anni, dico 23 anni. Ero proprietario del 66% delle quote dell'ex cinema Corallo in Cagliari. Due farabutti di fratelli (con il 17% ciascuno) volevano costringermi a vendere per sanare i loro debiti personali, mentre la società era da sempre in attivo conseguendo pacificamente il suo oggetto sociale con l'affitto a terzi della sala cinematografica. Si rivolgono al presidente del tribunale per nominare un liquidatore contro la mia volontà. Un presidente del tribunale può nominare il liquidatore solo se tutti i soci sono d'accordo e sono in disaccordo solo sulla persona del liquidatore. Il presidente del tribunale Marco Onnis nomina il liquidatore dandomi come consenziente mentre dagli atti del giudizio risultavo contrario. Questo presidente del tribunale è morto molti anni fa e dunque non può più essere accusato di responsabilità civile e condannato a pagare i danni. Ma il peggio arriva dopo. Ricorro al tribunale per chiedere la revoca della nomina del liquidatore e la giudice rigetta il ricorso appellandosi ad una giurisprudenza minoritaria che diceva che bisognava in tal caso ricorrere alla Cassazione, ignorando la giurisprudenza maggioritaria della Cassazione che diceva che dovevo ricorrere al tribunale, come io avevo fatto. Il liquidatore approfitta di questa ordinanza senza attendere il mio ricorso al collegio e 5 giorni dopo l'ordinanza procede alla svendita per farsi una parcella di 166 milioni di lire. Da notare che la Cassazione qualche anno dopo cancellò la giurisprudenza minoritaria dando ragione a me. Il giorno stesso della svendita ricorsi al successore di quel presidente che aveva nominato il liquidatore. Questo presidente, Antonio Porcella, anche lui morto da qualche anno, revocò la nomina del liquidatore "data la sua abnormità" (sic!) essendo documentata la mia opposizione. A questo punto sarebbe stato logico accogliere la mia domanda di annullamento della vendita. E invece no. Sia il tribunale (con il giudice Vincenzo Aquaro), sia la Corte d'Appello hanno rigettato la mia domanda con la sragionante argomentazione che il liquidatore aveva venduto prima che la sua nomina venisse revocata. Cosicché questi giudici (con il sospetto che fossero collusi con il liquidatore che aveva l'incarico di curatore fallimentare e perciò collaboratore stretto con tutti i giudici che passavano per la direzione della sezione fallimentare del tribunale) fecero l'interesse del liquidatore perché se avessero annullato la vendita avrebbero dovuto condannare il liquidatore al pagamento del risarcimento dei danni rovinandolo economicamente. Pertanto si sentirono in dovere di salvarlo con sentenze che sono un cumulo di contraddizioni così gravi che sarebbe stato sufficiente per licenziarli considerando che un giudice che fa una sentenza vergognosa perché piena di falsità materiali e di contraddizioni non può continuare a fare il giudice. Salvando il liquidatore è stato salvato anche l'acquirente che acquistò in malafede perché da me avvertito con racc. A.R. che vi era un procedimento in corso volto a richiedere la revoca del liquidatore. In tale raccomandata gi spiegavo perché la nomina del liquidatore fosse del tutto illegittima. Ebbene, per salvare il liquidatore in tutte e due le sentenze è stato scritto che io ero favorevole alla nomina del liquidatore nonostante il presidente del tribunale che aveva revocato la nomina del liquidatore avesse dichiarato "ABNORME" la sua nomina. Falsità materiale gravissima perché solo sulla base di tale falsità materiale è stata salvata la svendita. Dopo 23 anni sono ancora in attesa che venga fissata l'udienza in Cassazione, nonostante il ricorso risalga al mese di giugno del 2018. Capite quali sono i tempi della giustizia civile? Uno può anche invecchiare e anche morire in attesa di una sentenza passata in giudicato. Il compratore non è riuscito ad avere il posssesso del locale perché subito dopo la svendita (avendo il cinema a causa della svendita cessato la sua attività) provvidi a cambiare le serrature impedendo all'acquirente il possesso del locale. Dopo tanti anni costui si è risvegliato rivendicando in tribunale  il possesso del locale. Il giudice, quello stesso che nel 2008 rigettò la domanda di annullamento non ha capito che la causa aperta nel 2016 per la rivendica del possesso è una domanda che non poteva nemmeno esistere perché tutta la vicenda è assegnata ormai alla Cassazione. Ebbene, questo stesso giudice, il solito Vincenzo Aquaro che sta continuando a fare le sue ultime sentenze perché andato in pensione da alcuni mesi, non ha la testa per avvertire che la rivendica del possesso è del tutto fuori luogo perché tutto è demandato alla Cassazione e la sua sentenza in tribunale potrebbe causare un contrasto di giudicato. Non capendolo ha accolto pazzescamente la domanda di rivendica del possesso a cui mi sto opponendo in Corte d'Appello con il motivo fondamentale di un possibile danno GRAVE E IRREPARABILE, perché in tali casi viene normalmente sospesa l'esecutività di una sentenza, essendoci un precedente procedimento in un giudizio di grado superiore (in tal caso la Cassazione) da cui dipende la causa del tribunale. Nella sentenza del tribunale del 2008 l'Aquaro aveva riconosciuto che avevo impugnato la nomina del liquidatore mentre nella stessa frase due righe sotto mi rimprovera di non avere impugnato la nomina del liquidatore. Incredibile. Esempio anche di schizofrenia. Come può un individuo simile essere considerato giudice. E' andato ora in pensione dopo avere trascorso tutta la vita in tribunale, senza mai essere arrivato ad un grado superiore. Ma che gliene poteva importare di essere promosso in Corte d'Appello se tutti i magistrati ogni quattro anni hanno un aumento di stipendio tramite la buffonata dei consigli giudiziari? E' andato in pensione con la stessa pensione di un consigliere di Cassazione valendo solo l'anzianità e non il merito. Può aver fatto anche delle sentenze aberranti, come nel mio caso, ma la mafia dei consigli giudiziari evidentemente ogni quattro anni gli ha aumentasto lo stipendio per mandarlo in pensione come se fosse divenuto consigliere di Cassazioned. 

Votare sì significa rendere un giudice responsabile dei suoi gravi errori e condannarlo a pagare PERSONALMENTE risarcendo la vottima delle loro aberranti sentenze, tale quando siano dettate da palese ignotranza o da errori di ragionamento così gravi da essere considerati inammissibili. I consigli giudiziari dove si esaminano ogni quattro anni i giudici per poter avanzare di carriera ai fini dell'aumento di stipòendio sono una grande buffonata perché si sono sempre promossi da sé escludendo il voto dei commissari laici, cioè di avvocati e giuristi di chiara fama, che sono presenti nei consigli giudiziari ma non hanno diritto di voto. Possono solo esprimere il loro parere ma non possono votare. Con il referendum anche i commissari laici (cioè non magistrati) possono votare. Ecco perché la casta del magistrati (pubblici minitesri e giudici) sono contrari al referendum: non vogliono essere giudicati da chi non appartiene alla loro casta.Vogliono continuare ad essere cittadini privilegiati che continuino a sottrarsi alla legge che vuole che chi danneggia un individuo deve pagare di tasca propria. La gente che non andrà a votare (e votando sì)  impedendo il raggiungimento del quorum si renderà responsabile della cloaca della giustizia civile.                          

mercoledì 8 giugno 2022

SI' MA NON BASTA PER UNA VERA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA

La magistratura è un corpo oscuro dell'ordinamento statale e arriva ad essere un cancro che deve essere estirpato. Non basta un referendum. Sembra che esista solo la giustizia penale che riguarda poche migliaia di individui. Ci si è dimenticati della giusizia CIVILE che riguarda milioni di cittadini che debbono attendere anche decine di anni per avere una sentenza in giudicato in Cassazione. La magistratura non solo deve essere riformata ma rivoluzionata bastonando i giudici che hanno dimostrato di essere degli sragionanti. Mi trattengo appena sulla giustizia penale riguardo a quei punti che può avere contatti con quella civile nel suo ordinamento. Innanzi tutto i consigli giudiziari dove siedono sia pubblici ministeri che giudici, mentre gli avvocati o i giuristi hanno avuto presenza ma privi del diritto di voto, cosicché i magistrati si sono sempre autopromossi ogni 4 anni per fare carriera con aumento di stipendio. Per essi vale solo l'anzianità. Una volta messo il piede nei palazzacci si credono padroni della giustizia invece che umili servitori di essa. Prendiamo in esame il rapporto tra i p. m. e i giudici. Si vorrebbe continuare a conservare il passaggio da un ruolo all'altro. Ma come può uno che ha sempre coltivato l'animus accusandi piuttosto che il dovere di fare indagini senza preconcetti trasformarsi in giudice, che deve avere l'indipendenza della terzietà? E' impossibile. Vi è da considerare inoltre che le loro stanze stanno normalmente nello stesso corridoio spesso con stanze affiancate. Poiche il giudice delle indagini preliminari (gip) non ha voglia di leggersi tutto il fasscicolo del p.m. si limita a dargli più spesso uno sguardo superficiale attendosi così all'impianto accusatorio sapendo che poi deciderà per ultimo il giudice del dibattimento lavandosene lui le colpe. Ma anche il giudice del dibattimento spesso è influenzato dal p.m. del dibattimento, diverso da quello delle indagini preliminari. E così si ripete la storia di prima, cioè delle indagini preliminari, con il rischio del carcere preventivo già nella fase delle indagini preliminari. E' difficile che il p.m. del dibattimento vada contro il lavoro già fatto dal p.m. delle indagini preliminari perché dovrebbbe rileggersi tutto suo il fascicolo. A questo punto tutto dipende dal giudice del dibattimento, che comunque, nonostante cerchi di conservare una indipendenza nella sua terzietà è difficile che vada contro le sue conclusioni. Ma supponiamo che infine l'imputato, avendo scontato un carcere preliminare preventivo nella fase delle indagini venga assolto. Che fine dovrebbe fare il giudice che ingiustamente l'ha condannato? Finora non ha mai pagato di persona, come appartente all'unica categoria di cittadini che si sottraggono alla responsabilità personale. Questo è inammissibile. Se un giudice dovesse pagare di tasca propria smetterebbe di sentirsi padrone della giustizia. I p.m. evidentemente non debbono pagare nonostante siano spesso i maggiori responsabili di una condanna per come hanno svolto le indagini. Ma poiché non sono essi ad indagare e a condannare non possono essere sottoposti ad una condanna, a cui deve invece sottostare il giudice, sia delle indagini preliminari che quello del dibattimento, che hanno, il primo chiesto il rinvio a giudizio, il secondo ha emesso una sentenza di condanna di uno che poi è stato riconosciuto innocente. Questi giudici debbono pagare personalmente, come richiede il referendum, che però, essendo purtroppo abrogativo e non anche propositivo, non prevede nei casi più gravi anche il licenziamento per manifestata incapacità di avere ragionato attentamente sul fascicolo presentatogli dal p. m. La privazione della libertà di un innocente è talmente grave che chi l'ha provocata la deve pagare cara invece di continuare a fare "carriera" per anzianità, cioè a continuare ad avere un aumento di stipendio. Per anzianità un giudice può trascorrere tutta la sua vita in tribunale senza essere passato ad un grado superiore in Corte d'Appello o in Cassazione perché andrà in pensione, semplicemente per sola anzianità, con la pensione di un giudice della Cassazione. Dunque che gliene frega che non sia stata accolta dal CSM la sua richiesta di essere promosso ad un grado superiore se la sua promozione ad un grado superiore della magistratura risulta solo una questione di immagine e di nient'altro?  Ciò per quanto riguarda la giustizia penale. Il libro di Sallusti e del giudice Luca Palamara è lo specchio di una magistratura corrotta dalle sue correnti politiche così da leggere nel CSM una Corporazione di Stato Mafioso.

25 mag 2020Luca Palamara, Francesco Cossiga nel 2008: "Faccia da tonno, l'Anm è un'associazione mafiosa" · "Ma quale riforma, al governo di sinistra non ...

Ma esiste o non anche la giustizia civile? Un po' di respiro e poi passo ad essa.                        

venerdì 3 giugno 2022

DAL NULLA AL NULLA?

L'essere è e il non essere non è. Sembra una stupida tautologia la famosa frase di Parmenide. Ma non lo è affatto. Se il non essere non è non può essere nemmeno pensato, aggiunge Parmenide. Nell'omonimo difficilissimo dialogo Platone si ruppe la testa per evidenziare tutte le contraddizioni derivanti dalle opposte tesi senza riuscire a darne una soluzione. Nel dialogo successivo, Il Sofista arrivò ad una soluzione banale: dire "non è" significa che una cosa è ciò che è e non è una infinità di altre cose. Dunque il non-essere può avere solo un valore relativo e non assoluto. Il non-essere assoluto, il nulla, non può avere alcun significato. E' linguisticamente privo di senso. Il non-essere serve solo a giustificare l'uso della negazione. Dunque aveva ragione Parmenide? Un momento. Parmenide si contraddice perché dice che il nulla, il non-essere,  non può essere nemmeno pensato. E tuttavia Parmenide lo pensa dicendo che non può essere nemmeno pensato. Da qui la falsa soluzione di Platone che riduce il non-essere al non essere una cosa una infinità di cose. Ma circa 2500 anni dopo Heidegger (Essere e tempo) scrisse che il nulla può essere pensato senza contraddizioni. E non si tratta di uno spazio fisico vuoto. Si tratta dell'anticipazione del nulla nella vita, giacché la morte pensata è l'anticipazione del nulla. 

L'ultra parmenideo Emanuele Severino non si accontentò dell'eternità dell'essere, e negò il nulla aggiungendo che eterno non è soltanto l'essere perché eterni sono anche gli essenti. Dunque la morte non esiste. La vita è un passaggio dal non-essere che precede la nascita al non essere con cui termina la vita. La vita è un passaggio dal non apparire dell'essente prima della nascita al non apparire dello stesso essente dopo la morte, che dunque non è la morte dell'essente. TUTTI GLI ESSENTI SONO ETERNI. Appaiono e dispaiono continuamente. Occorre molta fantasia per arrivare a simili affermazioni. Quando riapparirà Severino in una succesiva rinascita? Che cosa sta ora facendo in attesa di riapparire? Apparirà con le stesse sembianze? Apparirà nello stesso luogo dove è nato nella sua ultima nascita e sarà nuovamente un professore universitario di filosofia? Non l'ha mai detto nelle sue strampalate affermazioni con cui si è guadagnato un posto di rilievo nella storia della filosofia.

Di fronte a simili fantasie galoppanti penso che abbiano maggiori serietà altre vie per affacciarsi al non-essere parmenideo. Se una via deve essere universale essa non può essere quella delle religioni la cui pluralità testimonia il loro relativismo. Perché rinunciare a fenomeni che scientificamente non possono essere dimostrati? Intendo riferirmi a tutti quei fenomeni che rientrano nel paranormale, compreso lo spiritismo, anche se la sua storia è piena di volute falsità. Wallace, coscopritore con Darwin dell'evoluzione naturale sulla base della selezione naturale, si era domandato come mai fosse stata così celere l'evoluzione del cervello umano. Non sapendo darsi altra spiegazione concluse che essa, e solo essa, era stata guidata da Dio. Darwin, che aveva riconosciuto a Wallace il merito di essere arrivato all'evoluzione naturale tramite la selezione naturale degi eventi casuali, gli scrisse dicendo: tu hai ucciso il nostro comune figlio. E tuttavia vi furono illustri pensatori che coltivarono lo spiritismo. Ma se è unica l'origine di tutte le forme di vita perché dovrebbe sopravvivere solo l'anima umana? Negli anni fine '70 e inizio 80 frequentai un circolo che praticava lo spiritismo. Pur inviatato alle loro sedute rifiutai forse per timore di assistere ad una di esse. Ma il medium che, senza entrare in stato di trance, provocava dei fenomeni paranormali, rimane pur oggi una persona credibile. Si chiama Ferdinando Casanova. E' in pensione quale impiegato dell'amministrazione centrale dell'Università. Un paio di anni fa (prima della pandemia) mi fece visita a casa e gli proposi di organizzare dopo tanti anni una seduta spiritica. Mi rispose che quella esperienza apparteneva al suo passato e che le conclusioni che ne aveva tratto gli erano state sufficienti per avere la certezza che si ha la sopravvivenza dell'anima umana. Mi ricordò di oggetti che si smaterializzavano e si materializzavano altrove. Gruppo di anime che apparivano sempre in gruppo avendo avuto il permesso di staccarsi da altri gruppi. Oggetti che attraversavano i muri e il lungo e pesante tavolo che improvvisamente si mosse contro di lui che stava a capotavola. Fece appena in tempo a buttarsi sotto il tavolo per non essere investito in pieno da esso. Trovò nel giardino della villa (di proprietà di colui che conduceva la seduta) una ruota di auto che teneva in casa e che, dopo essersi smaterializzata, si rimaterilizzò nel giardino. Pioggia di monete con un biglietto che diceva che erano parte di una avvenuta rapina. Il tutto sempre sotto la luce artificiale e non al buio. Se questa persona è credibile che cosa pensare di questi fenomeni scientificamente inspiegabili? Fenomeni che non possono essere spiegati sulla base di forze fisiche a noi sconosciute come invece pretendeva un mio conoscente ateo, il pittore e scrittore Tonino  Casula, che mi aveva raccontato che talvolta si divertiva con altri a trasferire un tavolino da una stanza all'altra con il porre le mani sopra di esso tendole però a distanza di qualche centimetro dalla sua superficie. Come spieghi tutto ciò? gli domandai. Risposta: sulla base di forze a noi sconosciute. Risposta che non mi convinse affatto giacché la sparizione di un oggetto e la sua riapparizzazione in altro luogo non può essere spiegata sulla base di forze sconosciute. Ecco il mio dibattermi tra una concezione scientifica del mondo che esclude ogni religione e il mio portato a credere all'esistenza di fenomeni che stanno oltre la conoscenza scientifica.                                 


LA BEFFA DEI LAVORI STAGIONALI CONTRO IL R.d.C.

Argomento di punta di coloro che combattatono il Reddito di Cittadinanza è che coloro che ne usufruiscono nonaccettano lavori stagionali anche più pagati oltre che essere coperti dal pagamento dei contributi ai fini della pensione. Argomento veramente che sa di beffa unita ad ignoranza o malafede. Finito il lavoro stagionale il fruitore del Rediito di Cittadinanza rimarrebbe disoccupato e dovrebbe nuovamente farne domanda, non essendo certo che l'attesa sia inferiore al tempo di lavoro stagionale. Pertanto la si smetta di dire che i fruitori  del R. d. C. non abbiano voglia  di lavorare. Si tratta di un argomento.