martedì 31 agosto 2021

A QUALE CONDIZIONE I NO VAX HANNO IL DIRITTO DI NON VACCINARSI

Alla fiera di Cagliari vi sono intrattenimenti sino a mazzanotte per incoraggiare i dubbiosi a vaccinarsi. Io voglio suscitare un caso da far finire sui giornali. Mi presenterò dicendo al medico vaccinatore che rifiuto il disonesto consenso informato con cui questo Stato di merda vuole scaricarsi di ogni responsabilità nel caso in cui avessi una reazione negativa. Il mio rifiuto del consenso informato impedirebbe al medico di vaccinarmi. Voglio suscitare un caso da far finire sui giornali. Questo dovrebbero fare i no vax invece di fare assembramenti in piazza senza mascherine passando dalla parte del torto. E' ora che si dica alle TV anche quanti sono i morti per vaccino. 

Vittime & buzzurri


Testo di Leonardo Cecchi

L’hanno insultata, dandole anche della “tr**a”. Poi l’hanno aggredita e ferita nel tentativo di strapparle il telefono di mano. L’ha salvata dal peggio solo l’intervento delle Forze dell'Ordine. Antonella Alba è una giornalista di RaiNews24 e si è ritrovata circondata da no Gree pass, tra cui diversi estremisti di destra, che prima l'hanno insultata in ogni modo e poi l’hanno aggredita. Tutto perché stava solo facendo il suo lavoro: documentare la loro manifestazione. Senza esprimere giudizi, senza dire niente. Faceva solo informazione come giornalista Rai. A lei tutta la solidarietà che possiamo esprimerle. Ai buzzurri e criminali che l’hanno aggredita l’augurio di finire davanti a un giudice e perdere davvero la voglia di fare cose del genere.  

lunedì 30 agosto 2021

LA VIOLENZA DEI NO VAX ANNULLA LE LORO RAGIONI

Vi sono degli scellerati no vax che da invasati riempiono le piazze dando segni di intolleranza non capendo che in questo modo le loro proteste si ritorcono contro di loro. Si tratta di coloro che si riuniscono nelle piazze violando le norme principali, anche se non scritte, riguardanti il divieto di assembramenti per rispettare le distanze e l'uso della mascherina. Questi scellerati meriterebbero l'intervento della celere con idranti. Non dico l'intervento di Bava Beccaris di nefasta memoria storica. Ma almeno arrestarne cento per educarne milioni. Sono pericolosi perché pretendono di non subire restrizioni in modo che possano contagiare non solo i no vax che solo per paura rifiutano il vaccino e che per questo motivo non partecipano alle scriteriate proteste di piazza ma anche i vaccinati che possono essere contagiati dai non vaccinati anche se, come si suol dire, il contagio in questo caso non provocherebbe conseguenze gravi. Si arriva persino alla volontà di bloccare i treni per protesta contro il green pass.

Tutto ciò premesso io capisco chi non vuole vaccinarsi per timore delle conseguenze e anche, e soprattutto, per il motivo che lo Stato, disonesto, vuole che tutti si vaccinino ma allo stesso tempo rifiuta qualsiasi responsabilità in caso di gravi conseguenze riportate dai vaccinati. Come dire che lo Stato lancia la pietra e poi nasconde la mano. A questa disonestà non ci sto. Vedo su una tabella esposta da Mediaset TGCOM24 in data 30 agosto questi dati: vaccinati alla prima dose 77.419.401, seconda dose 37.630.22. Come mai allora sono aumentati i decessi giungendo a 53 il 30 agosto? Una delle due: i vaccini non fanno diminuire i decessi oppure sono i non vaccinati che fanno aumentare i decessi. La seconda ipotesi non spiega tuttavia perché il numero dei decessi fosse quotidianamente inferiore quando minore era il numero dei vaccinati. La ragione dovrebbe trovarsi nell'abbandono o rallentamento delle tradizionali regole del distanziamento e dell'uso della mascherina nell'illusione che l'aumento dei vaccini consentisse una maggiore libertà, sia da parte dei vaccinati sia, soprattutto, da parte dei no vax .   

In un grande cartello esposto a Cagliari si dice che sono un milione e 960.607 coloro che vaccinati hanno avuto reazioni avverse e 20.525 i decessi dei vaccinati. E si fa riferimento ad una Banca dati europea. Ma vi è chi contesta la verità di questi dati sulla base della stessa fonte ma non precisa la pagina di questa stessa fonte che non sono riuscito a trovare. 

3 giorni fa — Cagliari: Il manifesto dei novax finisce in Procura - Iniziativa dei deputati Mura e Frailis. Un messaggio pericoloso.
2 giorni fa — Truzzu: siamo in democrazia, non li tolgo. CAGLIARI. Sono falsi i dati riportati nei manifesti dei no vax che sono comparsi in numerosi ...

Manifesti no-vax a Cagliari, deputati Pd presentano esposto in ...

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3 giorni fa — A depositarlo sono i deputati del Pd Romina Mura e Andrea Frailis, all'indomani dalla diffusione delle foto dei cartelloni choc contro green ...

 "Ti taglio la gola se non te ne vai", minacciato e riempito di pugni

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5 ore fa — Giornalista di Repubblica aggredito dai no vax. ... La vittima è un cronista de La Repubblica, Francesco Giovannetti, che stava realizzando ...

No vax morto di Covid, fine orribile. "Cosa farò dopo la nascita di mia figlia"

domenica 29 agosto 2021

INVASIONE DALL'AFRICA. AL SINDACO DI LAMPEDUSA TOTO MARTELLO

totomartellosindacolampedusa@gmail.com

Totò Martello, sindaco di Lampedusa e Linosa is on Facebook. To connect with Totò Martello, sindaco di Lampedusa e Linosa, log in or create an account. Log In.

Lei confonde i profughi di guerra dall'Afghanistan (ma tra essi possono esservi dei terroristi e comunque questi profughi nulla hanno fatto per combattere i talebani) con gli invasori dall'Africa nei cui confronti lei fuori di testa chiede corridoi umanitari pur provenendo questi invasori negli ultimi arrivi dal Marocco, dall'Egitto, dalla Tunisia e dalla Siria. Come mai sono andati in Libia? Perché lì trovano i trafficanti pronti a farsi dare anche 6000 euro per attraversare il Mediterraneo. Se prendessero l'aereo spenderebbero assai meno ma come turisti non potrebbero poi accampare diritto di asilo e farsi mantenere. Lei dunque chiede pazzescamente corridoi umanitari per invasori che provengono da Stati ove non vi sono guerre. Se poi dovessimo farci carico di tutti gli invasori provenienti da Stati dove non si riconoscono i diritti umani allora dovremmo farci carico di tutti quelli che provengono da Stati musulmani. Ma si rende conto delle imbecillità che lei va dicendo? Lei è il prodotto della FALSA sinistra che, avendo perso il supporto della classe operaia, vuole una società multirazziale nella disonesta confusione tra morale e diritto. Lei è un individuo PERICOLOSO perché le sue dichiarazioni arrivano in Africa e fungono da tam tam per richiamare altri invasori in Italia. La colpa è anche dei lampedusani che hanno eletto sindaco uno fuori di testa come lei. Lampedusa sarebbe meglio perderla per l'Italia. Non meritano di farne parte perché non si sono mai ribellati alle invasioni dall'Africa. E che si tratti di invasione favorita dai trafficanti è dimostrato dall'indagine promossa dal procuratore di Agrigento Patronaggio perché ha capito che la maxi invasione di questi giorni è favorita dai trafficanti che partono dalla Libia in combutta con le ONG. Colpa anche di questo governaccio che manda la nave costiera o la Guardia di Finanza a soccorrerli, incoraggiando altre invasioni. Se non va al governo la destra con Giorgia Meloni non si avrà mai uno sbarramento di fronte alle coste della Libia. Che ci sta a fare Salvini al governo? A regalare voti a Fratelli d'Italia? Parla, parla ma continua a sostenere con il fallito Berlusconi questo governaccio. Un governo con la presenza di individui deficienti come la Lamorgese o l'ex bibittaro Di Maio che sono andati inutilmente in Tunisia e in Libia è del tutto imbelle di fronte ad una situazione non più sostenibile. Spero che con le elezioni del 2023 individui come lei possano sparire dalla politica.

Fa bene l'Europa a fregarsene di questi invasori sapendo che deve sbrigarsela da sola l'Italia, non potendo essere l'Europa il "magazzino dell'Africa" per parafrasare quanto ha detto il despota Erdogan della Turchia a proposito dei rifugiati Afghani. Questi invasori per di più sono anche musulmani. Siamo di fronte al folle progetto della FALSA sinistra dell'ius soli per sostituire la classe operaia con quella degli invasori.
Se rimangono nei cosiddetti centri di accoglienza debbono essere mantenuti senza far nulla con le nostre tasse. Altrimenti rimangono allo sbando e vanno ad incrementare la criminalità. E se trovano un lavoro (ma sono una minima parte) fanno concorrenza ai disoccupati italiani non disposti ad essere sottopagati o ad accettare un lavoro nero.

Anche questo stupratore sbarcò a Lampedusa e chiedeva asilo politico.

1 giorno fa — Era sbarcato a Lampedusa a maggio, il 9 agosto ha violentato una ragazza di 25 anni che lavora all'ospedale San Raffaele di Milano.
2 giorni fa — Accade a Milano, a due passi dall'ospedale San Raffaele, in zona Cascina Gobba. Vittima dell'assalto è una ragazza di 25 anni, dipendente di un' ...
23 ore fa — Lo scorso luglio era sbarcato a Lampedusa, e appena un mese più tardi si trovava a Milano, senza permesso di soggiorno, a stuprare un'infer.
 

sabato 28 agosto 2021

LA TRACOTANZA DEI RABBINI NEI CONFRONTI DEL CRISTIANESIMO

 

Papa Francesco ha criticato la LEGGE, che per gli ebrei CREDENTI è la TORAH, cioè l'insieme dei primi cinque libri dell'Antico Testamento. Per secoli la Chiesa cattolica pose il divieto di stampare l'Antico Testamento per paura che i cattolici leggendolo non credessero più nemmeno nei Vangeli, in cui Gesù afferma di non essere venuto per riformare l'Antico Testamento ma per completarlo. Come potesse completarlo è del tutto assurdo. Evidentemente gli ANONIMI estensori dei quattro Vangeli canonici (che non sono Marco, Matteo, Luca e Giovanni a cui falsamente sono stati attribuiti) cercarono di farsi accettare all'interno della popolazione ebraica evitando di porsi contro la tradizione vetero testamentaria. Ma tra l'Antico Testamento e i Vangeli vi è un abisso. Nell'Antico Testamento, in cui si ripropongono racconti di origine mesopotamica (come nel caso dei tre patriarchi Abramo, Isacco e Giacobbe) o di origine egizia (come nel caso di Mosè, mai esistito essendo un personaggio del tutto romanzesco come documentato dai maggiori studiosi mondiali) Jahweh è il dio degli eserciti che scatena delle guerre non solo tra la popolazione ebraica e quelle autoctone della Palestina che vi abitavano ancor prima della discesa degli ebrei dalla Mesopotamia ma anche all'interno della stessa popolazione ebraica che era in origine pagana. Jahweh era infatti in origine un dio pagano, divenuto dio nazionale con la riforma del re Giosia (VII secolo a. C.) e poi dio unico a partire dal 539 con il ritorno degli ebrei dall'esilio in Babilonia dopo che il regno di Babilonia fu ricompreso nell'impero persiano con l'imperatore Ciro il grande, che con un editto permise ai discendenti degli ebrei che erano stati deportati nel 597 in Babilonia dal re Nabuconosor di tornare nel regno di Giuda (con capitale Gerusalemme). Da notare che il libro del Genesi è cronologicamente successivo agli altri quattro libri. Gli anonimi autori dell'Antico Testamento (che ripresero una tradizione orale durata vari secoli) si accorsero tardi della contraddizione inerente alla concezione di un dio nazionale, che presupponeva l'esistenza di altri dèi. Da qui la trasformazione di Jahweh da dio nazionale pagano in dio unico e universale, anche se gli antichi ebrei rimasero sempre gelosi del loro dio, a tal punto che la religione ebraica ancor oggi è priva di proselitismo, al contrario del cristianesimo e dell'islamismo. 

Dato l'abisso tra l'Antico Testamento e i Vangeli (che presuppongono un dio unico e universale) si spiega il fatto che il papa abbia detto che gli ebrei non possono pretendere che il loro dio sia un dio attuale anche per i cristiani, dovendosi ritenere superate le norme che sono comprese nei primi cinque libri dell'Antico Testamento o Torah, che per gli ebrei credenti significano la LEGGE. Mai l'avesse detto. Gli ebrei per bocca dei rabbini israeliani hanno subito protestato dicendo che il papa andava contro il dialogo interreligioso. Ma che cavolo pretendono questi ebrei? Che i cristiani debbano credere anche in tutte le escrescenze dell'Antico Testamento come se anche per i cristiani dovessero valere le loro scriteriate e mitologiche norme?

2 giorni fa — Alcuni rabbini israeliani hanno chiesto spiegazioni al Papa per alcune frasi sulla Torah. Perché la vicenda è così delicata.

              

venerdì 27 agosto 2021

PER GLI USA GLI AFFARI CON L'ARABIA SAUDITA NON SONO SPORCHI

L'Arabia Saudita non ha un governo migliore di quello dei talebani. Anche se il Bomba Renzi vi è andato (facendosi pagare) per decantarne (cosa incredibile!) il nuovo Rinascimento parlando in inglese (mi immagino un discorso preparato e mandato a memoria). E' uno Stato dove è assolutamente proibita la professione di fede cristiana, a tal punto che è reato persino esibire in pubblico un crocifisso. E' la fonte originaria della più rigorosa osservanza del Corano. L'Arabia Saudita è lo Stato retto da una monarchia ASSOLUTA finaziatrice di tutte le grandi moschee europee, finanziatrice occulta dei terroristi (infatti non li ha mai condannati), nonché massacrattrice del popolo sciita dello Yemen con armi comprate dall'Occidente (con una fabbrica di armi presente anche in Sardegna). L'Arabia Saudita è la fonte storica del wahhbismo. Esso costituisce una forma estremamente rigida di Islam, che insiste su un'interpretazione letteralista del Corano. I wahhabiti credono che tutti coloro che non praticano l'Islam secondo le modalità da essi indicate siano pagani e nemici dell'Islam. La rigidità wahhabita ha portato a un'interpretazione violenta dell'Islam. Da essa sono scaturiti personaggi come Osama bin Laden e talebani. Tutto l'Occidente ha fatto sempre affari con l'Arabia Saudita in cambio del petrolio. Con quale coraggio gli USA si propongono come modello di democrazia che doveva essere esportata in Afghanistan? Mi sono sempre domandato come sia possibile che in sede ONU siano rappresentati Stati come l'Arabia Saudita che dovrebbero essere espulsi dall'ONU perché violano gli stessi principi che ne furono posti a fondamento.      

Non solo Afghanistan


Testo di Paolo Di Mizio

Voi che vi indignate per come i talebani trattano le donne, avete tutta la mia solidarietà. Quello che non capisco è perché non vi indignate con Arabia Saudita, Abu Dhabi e Dubai, ed anzi ci andate anche a fare turismo. Guardate come sono costrette a mangiare le donne saudite quando sono in pubblico. Trovate le differenze con l'Afghanistan? E già che ci siete, salutatemi Renzi, quello che in Arabia Saudita ha visto un nuovo Rinascimento.


giovedì 26 agosto 2021

RESPONSABILITA' DEGLI USA IN AFGHANISTAN

Come vi era da aspettarsi il ritiro degli USA dall'Afghanistan ha causato il riaffiorare dell'ISIS con i loro atti terroristici, paradossalmente contro gli stessi talebani. Terrorismo ideologico dei talebani contro il terrorismo degli attentati dell'ISIS, che in questo modo vuole condizionare gli stessi talebani nel tentativo di promuovere un nuovo Stato islamico, dopo che esso fu sconfitto in Iraq e in Siria grazie all'intervento della Russia in Siria e degli sciiti iracheni in Iraq. Gli USA hanno profuso in Afghanistan 200 miliardi di dollari, ma per puntellare un governo inefficiente in Kabul trascurando di finanziare economicamente le popolazioni delle province in cui continuavano a prevalere i talebani con focolai dell'ISIS che, sconfitto in Siria e in Iraq, usavano come ultima loro base l'Afghanistan. Non si dica pertanto che gli Afghani sono stati tutti vittime dei talebani. Al contrario, essi sono stati quasi tutti conniventi con i talebani, i quali si sono sempre finanziati con la coltivazione dei papaveri e l'esportazione dell'oppio ricavato da essi, mentre i tagliagole del'ISIS- altro paradosso- si sono dichiarati contrari alla coltivazione dell'oppio.   

Quanto segue è tratto dal mio libro Roba da sardi. Ve la do io la Sardegna.

Gli Stati Uniti hanno avuto nel dopo guerra presidenti uno più deficiente dell’altro. Già da quando, andando a ritroso nel tempo, in Afghanistan armò i mujaheddin per combattere il laico governo comunista sostenuto dalla presenza sovietica, nonostante che tale governo avesse cercato di portare verso la modernità l’Afghanistan con riforme agrarie che assegnavano ai contadini le terre sottratte ai feudatari grandi proprietari terrieri, con l’estensione dell’istruzione e con la liberazione delle donne dalla schiavitù musulmana concedendo  ad esse parità di diritti anche con la concessione ad esse del voto. Gli Stati Uniti furono la causa della fine della politica riformatrice e modernizzatrice dei governi comunisti e della presa del potere da parte dei talebani. Né gli Stati Uniti, complici la Francia e l’Inghilterra, interessati solo al petrolio, si mossero per sostenere in Iran il governo dello Scià, che aveva dovuto introdurre un dispotismo, riconosciuto illuminato, nella sua volontà di laicizzare lo Stato e di modernizzarlo con la riforma agraria e industriale, la creazione di imprese con partecipazione agli utili degli operai, il suffragio femminile e il divorzio, l'incentivo all'alfabetizzazione e alla civilizzazione del Paese. Ma queste riforme, imposte con il dispotismo, sino all’esautorazione del parlamento, provocarono la  rivolta della borghesia e, soprattutto, del clero sciita, che veniva privato dei vecchi benefici ed espropriato di molti beni immobili che erano stati sempre esentati dalle tasse. Si reclamò la democrazia da parte dei giovani, che, provocando in tutto l’Iran delle rivolte, causarono il contrario della democrazia con la fuga dello Scià e il ritorno nel 1979 di Khomeyni, che, esiliato dallo Scià, introdusse la dittatura islamica. Oriana Fallaci il 26 settembre 1979 in una sua intervista a Khomeyni osservò: Anche l’aereo sul quale è tornato in patria è un prodotto dell’Occidente. Anche il telefono con cui comunica da Qom, anche la televisione con cui si rivolge al paese così spesso, anche questo condizionatore d’aria che le permette di starsene al fresco nella calura del deserto. Se siamo così corrotti e così corruttori, perché usa i nostri strumenti di male?    

Risposta: “Perché queste sono le cose buone dell’Occidente. E non ne abbiamo paura e le usiamo. Noi non temiamo la vostra scienza e la vostra tecnologia, temiamo le vostre idee e i vostri costumi. Il che significa che vi temiamo politicamente, socialmente”. In un mio saggio del 1979 avevo commentato questa insensata risposta così:“la scienza non può oggi da sola esportare soluzioni politiche e altre immagini del mondo se non si allea con la forza delle armi, anche contro il terrore imposto da una maggioranza che accetta i contenuti della scienza ma non il suo spirito di ricerca. Ma quando si alleasse per imporre una determinata immagine del mondo curerebbe un male con un altro male, fosse pure minore” (Al di là del vero e del falso. Saggio di teologia negativa. Da Husserl a Heidegger,  Università degli studi di Cagliari, Annali della Facoltà di Magistero, Anno 1978-79). Con ciò volevo già allora dire che l’Occidente non poteva pretendere di esportare la democrazia negli Stati islamici con le armi in uno scontro tra culture diverse quando la cultura islamica rifiuti di accettare dall’Occidente, non determinate visioni del mondo religiose o politiche, con i cosiddetti valori morali dell’Occidente, ma una visione del mondo che sia derivabile dai contenuti della conoscenza scientifica, che, essendo una metacultura, con lo spirito di libertà che essa comporta, sovrasta le diversità tra le culture ed implica nei suoi risultati la laicità dello Stato. Laicità che l’Europa si conquistò, insieme con la rivoluzione scientifica del ‘600, anche sulla base del diritto naturale. Nel 2006 (in Scontro tra culture e metacultura scientifica. L’Occidente e il diritto naturale. Nelle sue radici greco-romano-cristiane. Non giudaiche e antislamiche) ho espresso ampiamente tale tesi aggiungendo che è lo stesso Occidente che favorisce oggi il terrorismo islamico commerciando con gli Stati islamici, vendendo ad essi, in cambio del petrolio, i prodotti della scienza e della tecnologia occidentali, cioè aerei, navi, armi, auto, treni, macchine ospedaliere, farmaci, etc, senza i quali gli Stati islamici, che tutto importano non essendo capaci di una organizzazione scientifica e tecnologica, sarebbero condannati a rimanere isolati dal resto del mondo e ridotti all’impotenza dello stato di natura. Armi che l’Occidente si trova poi puntate contro se stesso. Aggiungasi la scellerata politica dell’accoglienza che ha reso l’Occidente ostaggio del terrorismo islamico a causa di una mal concepita democrazia, favorendo la quarta invasione islamica dell’Europa dopo quella araba e quella dei turchi selgiuchidi e ottomani.         

   

La fine dell’Unione Sovietica, iniziata disgraziatamente con Gorbaciov, ha liberato le forze del fanatismo islamico che prima rimaneva compresso e disarmato dal timore della sovrastante potenza sovietica, governante direttamente le repubbliche sovietiche con maggioranza musulmana e protettrice degli Stati islamici aventi governi militari laici. Durante la cosiddetta guerra fredda l’Europa ha goduto di decenni di pace, come mai prima era capitato. Scomparsa l’Unione Sovietica si ebbe subito dopo, quasi di riflesso, la guerra civile nella comunista Jugoslavia, con sua la divisione in vari Stati, tra cui la Bosnia avente una forte presenza musulmana che, retaggio della dominazione turca, avrebbe voluto instaurare un governo islamico.

L’intervento della Nato a favore dei musulmani provocò la reazione dei cristiani ortodossi serbi bosniaci, contro cui intervennero nel 1995 le truppe Nato, sotto la falsa copertura dei reparti ONU, che non aveva previsto un intervento che non fosse imparziale. I serbi riuscirono tuttavia ad evitare che la Bosnia diventasse uno Stato con governo islamico e costituirono la Repubblica Serba (da non confondere con la Repubblica di Serbia con capitale Belgrado), una delle due entità politico-amministrative  della Bosnia, essendo l’altra costituita dalla Federazione della Bosnia ed Erzegovina di croati e musulmani. Egualmente, ebbero libera uscita i musulmani dell’Albania, prima tenuti sotto il ferreo giogo del partito comunista ateo nella Costituzione. Ad aiutare ulteriormente i musulmani della ex Jugoslavia ci pensò lo scellerato intervento della Nato, pur contro veto della Russia e della Cina in sede di Consiglio di sicurezza dell’ONU. Infatti,  con la complicità dell’Italia del governo D’Alema che offrì alla Nato le basi militari americane in Italia, nel 1999 seguirono i bombardamenti su Belgrado perché il governo della Serbia difendeva i serbi cristiani del Kosovo che non volevano sottostare ad un governo islamico e difendeva il territorio del Kosovo, che, pur con maggioranza albanese musulmana, ma a causa dell’immigrazione degli albanesi nel Kosovo, era stato dal XIV secolo la culla storica del regno serbo. La conseguenza fu la nascita dello Stato del Kosovo albanese e musulmano mai riconosciuto dalla Serbia, pur con la concessione di una autonomia politico amministrativa concessa al nord cristiano serbo del Kosovo. E oggi il Kosovo si è scoperto essere covo europeo di propaganda terroristica.  

Paradossalmente, la fine della guerra fredda tra Occidente e Unione Sovietica, che garantiva la pace su fronti avversi, ha portato alla guerra calda tra Islam e Occidente, facendo uscire come topi dalle fogne i musulmani. Rimane in Europa la Russia come baluardo contro l’espansione dell’islamismo. E con essa l’Occidente dovrà allearsi se vuole salvarsi da un comune nemico che è l’islam.

 

mercoledì 25 agosto 2021

GIUSTO VACCINARSI MA SENZA IL DISONESTO CONSENSO INFORMATO

I non vaccinati hanno il diritto di nutrire dei timori circa le possibili conseguenze del vaccino. Sono più di 4 milioni coloro che avendo superato i 60 anni rifiutano di vaccinarsi. Si vorrebbe introdurre l'obbligo del vaccino per determinate categorie di lavoro. Mi sembra giusto, soprattuto per il personale sanitario degli ospedali. Ma ciò non toglie la verità documentabile che vi sono state conseguenze negative e persino morti tra i vaccinati. E' inutile dire che ogni farmaco contiene (nel bugiardino) delle indicazioni sui possibili effetti negativi. Leggendo il bugiardino di ogni farmaco si rimane terrorizzati e nessun farmaco verrebbe mai assunto. Per più di un anno e mezzo me la sono scampata dal maledetto Covid. Ciò che non sopporto è la superficialità dei medici vaccinatoti che, come mi è stato detto, si limitano a domandare al vaccinando se abbia avuto malattie pregresse. Superficialità tremenda. Al vaccinando bisognerebbe chiedere la certificazione medica di eventuali malattie pregresse e imporre i previi esami di laboratorio del sangue e dell'orina. Solo dopo una seria anamnesi medica potrebbe essere giustificato il vaccino. Quando mi presentassi per fare il vaccino pretenderei questo esame da parte del medico vaccinatore. Ma non basta. Poiché la firma sul consenso informato serve a liberare il medico, e per esso lo Stato, da ogni responsabilità, rifiuterei di firmare tale fogliaccio. La conseguenza sarebbe l'impossibilità della vaccinazione per rifiuto del medico di procedere a inoculare il vaccino. Ma per colpa dei medici e dello Stato che vuole liberarsi da ogni responsabilità mentre ogni giorno ci terrorizza dando i numeri dei contagiati e delle morti. Vi sono poi dei numeri che mi fanno dire che i conti non tornano. E nemmeno i marchesi. I dati pubblici dicono che i vaccinati con il primo vaccino sono più di 75 milioni e quelli che hanno fatto anche il secondo vaccino sono più di 36 milioni. Ma se la popolazione italiana è di 60 milioni come si arriva a 75 milioni? Non mi si dica che sono compresi anche gli stranieri perché nemmeno in questo caso si arriverebbe a 75 milioni. Se fossero vere queste cifre si starebbe per giungere con il secondo vaccino all'immunità di gregge (che richiede l'80% dei vaccinati). Rimango dell'avviso che la migliore difesa dal Covid sia evitare ogni manifestazione od ogni luogo che comportino assembramenti. La salute prima dell'econiomia.                    

Ecco un ultimo esempio del vaccino. Ma nessuno paga

4 ore fa — Un uomo di 51 anni è morto a tre giorni dalla somministrazione del vaccino Pfizer. E' successo a Venezia, dove adesso sono intervenuti i Ca.

 

lunedì 23 agosto 2021

GIOVANNI SARTORI: LA DEMOCRAZIA NON E' SEMPRE ESPORTABILE

«La democrazia è esportabile ma non sempre e non ovunque»

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di GIOVANNI SARTORI

Tre scritti del 2007, 2011 e 2015 di Giovanni Sartori illustrano le tesi dello studioso, a lungo editorialista del «Corriere della Sera», su un tema la cui attualità è rilanciata dai fatti dell’Afghanistan

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Un combattente talebano a Kandahar, Afghanistan, il 17 agosto 2021 (Epa)

Il riaprirsi della questione afghana ha risollevato drammaticamente il problema della democrazia e del ruolo dei Paesi occidentali nei confronti degli altri popoli. Temi più volte affrontati da Giovanni Sartori (1924-2017) sia nei suoi libri che negli editoriali sul «Corriere». Qui sotto, tratti da tre scritti, i passi che ne sintetizzano il pensiero su tale argomento, selezionati dal professor Marco Valbruzzi.

La democrazia – e più esattamente la liberal-democrazia – è una creazione della cultura e della civiltà occidentale. La «democrazia degli altri» (per usare la formula di Amartya Sen) non c’è e non è mai esistita. Pertanto il quesito se la democrazia sia esportabile è un quesito corretto. Al quale si può obiettare che questa esportazione sottintende un imperialismo culturale e l’imposizione di un modello eurocentrico. Ma se è cosi, è così. E allora torniamo al punto: la democrazia è esportabile? Rispondo: in misura abbastanza sorprendente, sì; ma non dappertutto e non sempre. E il punto preliminare è in quale delle sue parti costitutive sia esportabile, o più esportabile. In questa ottica il concetto di liberal-democrazia deve essere scomposto nei due elementi – liberale e democratico – che lo compongono. La componente liberale è «liberante»: libera il demos dalla oppressione, dalla servitù, dal dispotismo. La componente democratica è, invece, «potenziante», nel senso che potenzia il demos. Quello che qui ci interessa è che la prima componente (quella liberante) è la condizione necessaria sine qua non della liberal-democrazia, e alla stessa stregua ne è logicamente l’elemento definiente (che la definisce), mentre la componente democratica ne è l’elemento variabile, che ci può essere ma anche non essere.

Ciò precisato, torniamo quindi alla esportabilità. Se la demoprotezione (cioè, la componente liberale) è l’elemento necessario-minimo della liberal-democrazia, ne consegue che ne dovrebbe essere anche l’elemento universale, o comunque più universalizzabile, più facile da esportare. Questa esportazione può avvenire per contagio, e quindi in modo endogeno, oppure può risultare da una sconfitta militare ed essere un trapianto imposto con la forza. Gli esempi più citati di democrazia costituzionale imposta con successo dalle armi e da una occupazione militare sono, a seguito della seconda guerra mondiale, Giappone, Germania e Italia. Ma questo è un assemblaggio statistico stupido (che si inserisce in assemblaggi di 20-30 casi ancora più stupidi), nel quale soltanto il Giappone è un caso significativo in forza della sua netta eterogeneità culturale. E qui la lunga occupazione militare americana è stata senza dubbio determinante. Ma il caso del Giappone dimostra più e meglio di ogni altro che la democrazia non è necessariamente vincolata al sistema di credenze e valori della civiltà occidentale. I giapponesi restano culturalmente giapponesi ma apprezzano, allo stesso tempo, il metodo di governo occidentale.

Tuttavia, il caso di esportazione più significativo è quello dell’India, che ha assorbito dalla lunga presenza e dominazione degli inglesi le regole del costituzionalismo britannico e le ha poi mantenute e fatte proprie. Ma l’ostacolo religioso era, in India, più serio e più complesso che in Giappone, per la coesistenza di tre grandi religioni, nell’ordine: induismo, buddismo e islamismo. Qui importa sottolineare che per l’India, come per il Giappone, una eterogeneità culturale non impedisce l’adozione di una democrazia occidentale. La religione non è un ostacolo se e quando può accettare la laicità della politica. Il che spiega coma mai l’India sia una democrazia «importata» che peraltro lascia gli indiani come sono, e cioè culturalmente indiani.

Ricapitolando, non è vero che la democrazia costituzionale, specialmente nella sua essenza di sistema di demoprotezione, non sia esportabile/importabile al di fuori del contesto della cultura occidentale. Però il suo accoglimento si può imbattere nell’ostacolo delle religioni monoteistiche. Un ostacolo che oggi riguarda soprattutto e prima di tutto l’Islam. Perché? Rispondo così: a differenza della risposta all’assalto culturale occidentale dell’India, del Giappone e ormai della Cina, l’Islam a livello di massa è rigido, sclerotizzato, e cioè manca di flessibilità, adattabilità e capacità di risposte creative. Ne consegue che, più l’Occidente laico si ritiene in dovere di «liberare» l’Islam costringendolo alla democrazia, più l’Islam teocratico si ritiene in dovere di liberare la propria fede dalle incrostazioni occidentali e di contrattaccare islamizzando l’Occidente.

A fronte di questa situazione, gli americani che si aspettavano di essere accolti in Iraq (o in Afghanistan) come liberatori, come erano stati accolti in Europa nel 1944-45, non avevano capito nulla dei problemi nei quali si stavano cacciando. In merito all’Iraq, probabilmente Bush credeva davvero che Saddam Hussein fabbricasse armi nucleari; ma in ogni caso credeva che la sua guerra avrebbe instaurato una democrazia a Bagdad. Poverino, l’intelligenza non è mai stata il suo forte. Lo stesso discorso vale per l’Afghanistan, dove il problema non era di trasformare un millenario sistema tribale in uno Stato democratico, ma di impedire che diventasse, o ridiventasse, uno «Stato canaglia» nel quale il terrorismo islamico possa liberamente produrre micidiali armi chimiche e batteriologiche. A conti fatti, a me pare che gli americani, e con loro gli occidentali, abbiano sbagliato i conti.

Con tagli e aggiustamenti da:
- G. Sartori (2007), Democrazia. Cosa è, Milano, Rizzoli
- G. Sartori (2015), La corsa verso il nulla. Dieci lezioni sulla nostra società in pericolo, Milano, Mondadori
- G. Sartori, Illusioni e delusioni, in «Corriere della Sera», 31 gennaio 2011

domenica 22 agosto 2021

CI SI VACCINI MA CON LO STATO RESPONSABILE DELLE CONSEGUENZE

Lo Stato ci assilla, ci terrorizza, usando ogni argomento per dimostrare che altrimenti non vi è salvezza dal Covid-19. Però non si assume alcuna responsabilità in caso di conseguenze negative. Si ripara dietro quel fogliaccio di merda che è il "consenso informato", come dire che il vaccinando sa che in caso di conseguenze negative i medici vaccinatori, e perciò lo Stato, non si rendono responsabili di esse. Si dice che il vaccino (che è un falso vaccino) è sicuro al 90%. E il 10%? Il 10% può anche crepare dopo il vaccino e i familiari non hanno diritto ad alcun risarcimento danni. Data questa situazione questo Stato DISONESTO non può convincere i NO VAX a vaccinarsi. Se si usassero le vecchie regole dell'obbligo del distanziamento, della mascherina e del lavaggio delle mani non sarebbe necessario tanto terrorismo nei confronti di chi, pur non essendo contrario a priori al vaccino, distinguendosi per questo da quegli scellerati che gridano "libertà" come se il Covid non esistesse o fosse poco più di un raffreddore, tuttavia hanno seri motivi per aver paura di eventuali negative conseguenze. Dei morti per vaccino non si parla. Si dice disonestamente che essi avevano malattie pregresse. FALSO! So di tante persone che non avevano malattie pregresse e che tuttavia sono morte dopo il vaccino.     
14 ore fa — Ucciso a 63 anni dal Coronavirus , dopo essere stato vaccinato con doppia dose Pfizer all'ospedale Cotugno di Napoli, sei mesi fa. La mo..Calo progressivo della protezione dopo sei mesi

Se faccio un vaccino a mRNA mi viene la miocardite? | DMEVC

https://dottoremaeveroche.it › vaccino-a-mrna-provoca-...
di F Ambrosino — Il sistema di segnalazione degli eventi avversi del vaccino ha ricevuto 9.246 segnalazioni dopo la vaccinazione con questo prodotto in questa ...
22 ore fa — In 20 persone si è osservata una miocardite correlata alla vaccinazione, comparsa mediamente dopo 3-4 giorni dall'inoculazione, ..
 
Ascoltare quanto ha detto un professore americano in un convegno
Intervista di Red Ronnie al medico di base Fabio Milani sospeso perché contrario al vaccino
https://youtu.be/RcooLk1A2DY
2 mag 2020 — La sperimentazione dei vaccini è una delle attività predilette dal filantropo Bill Gates. Le conseguenze di queste sperimentazioni sono ...
1 giorno fa — Tre ciclisti della formazione Kempen Acrog-Tormans hanno avuto gravi problemi cardiaci e sono ricoverati in gravi condizioni dopo il vaccino ...
10 apr 2021 — A richiesta di sanitari che hanno deciso di cedere al ricatto della perdita di lavoro se non si vaccinano, ho formulato il seguente testo, ...
30 giu 2021 — Lorenzin, parlando in aula il 31.05.21 durante il dibattito sulla legge di conversione, ha dichiarato ( https://100giornidaleoni.it/blog/obbligo ...
 
Aggiungo da parte mia il seguente video. Pare che il gruppo di sanguigno zero abbia abbastanza anticorpi per resistere al Covid. E sarebbe inutile (o pericoloso?) aggiungerne altri
Il gruppo sanguigno o il fattore Rh possono influire sulla possibilità di contrarre il coronavirus? I ...
8 feb 2021 · Caricato da Medical Excellence TV

sabato 21 agosto 2021

GREENPEACE: L'INDUSTRIA DELLA CARNE ALIMENTA IL VIRUS COVID-19

Ricevo da Green Peace

 FERMIAMO
L’INDUSTRIA
DEI VIRUS

Allevamenti intensivi, deforestazione e inquinamento sono gli ingranaggi del sistema di produzione industriale del nostro cibo, che devasta gli equilibri della natura.

Il prezzo di questa distruzione lo stiamo pagando ora, anche con la nostra salute.

Il Covid-19 non è un evento isolato. Al Governo Italiano chiediamo di fermare le fabbriche di carne e il sistema globale che le alimenta.
Non può esserci salute in un Pianeta malato!

STOP ALLEVAMENTI INTENSIVI E DEFORESTAZIONE

Chiedi al Governo Italiano di agire subito per frenare le conseguenze disastrose degli allevamenti intensivi.

LA CRUDA VERITÀ
 
Tanti animali ammassati  in spazi ristretti, oltre a subire atroci trattamenti, sono l’ambiente ideale per il proliferare dei virus, compresi i coronavirus e i virus dell’influenza. Il 70% di tutte le malattie infettive emergenti, come sars, ebola, influenza suina e influenza aviaria provengono da animali.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

 

 

 

 

 

 Mentre il nostro governo e l’Unione Europea sono impegnati a lottare contro le conseguenze della pandemia, non sembrano voler affrontare le vere cause della distruzione della biodiversità e, quindi, delle zoonosi. Continuano a investire milioni di fondi pubblici in allevamenti intensivi in Italia, e ad importare dal Sudamerica carne e soia destinata alla mangimistica.


LA CAMERA

A GAS D’ITALIA

La più alta concentrazione di allevamenti intensivi in Italia si trova in Pianura Padana, in particolare in Lombardia, dove si trova il la metà di tutti i maiali allevati in Italia (4,3 milioni) e un quarto dei bovini (1,5 milioni).
Qui la grande quantità di letame e liquami, causa preoccupanti livelli di inquinamento da polveri fini, le PM2.5: pericolose perché, essendo minuscole, penetrano più profondamente nel nostro organismo.

Studi scientifici stanno mostrando che esiste una correlazione tra inquinamento atmosferico e un peggioramento delle problematiche legate al Covid-19.
Cosa aspetta il nostro Governo ad intervenire?

FORESTE
AL MACELLO

Ogni due secondi, nel mondo, un’area di foresta grande come un campo da calcio viene rasa al suolo soprattutto per far spazio agli allevamenti di bovini o coltivare soia destinata alla mangimistica. E così, un albero abbattuto e un incendio dopo l’altro, specie uniche e equilibri naturali rimasti inalterati per migliaia di anni rischiano di sparire per sempre. 

L’Italia è uno dei principali importatori di carne e soia dal Sudamerica, prodotti a scapito di ecosistemi antichi e preziosi come la Foresta Amazzonica.
Ma le conseguenze sono anche sanitarie: l’Organizzazione Mondiale della Sanità avverte che il rischio di epidemie virali e il salto di specie (spillover) possono verificarsi con più probabilità quando gli equilibri naturali vengono messi a rischio.

CON QUESTI FONDI,

ANDIAMO A FONDO

Tra il 2004 e il 2016 in Italia 320mila piccole aziende agricole hanno chiuso i battenti. E la situazione è destinata a peggiorare con la crisi economica post-Covid.

Oggi le piccole aziende che producono cibo in modo ecologico, non riescono a competere sul mercato: i fondi pubblici e la grande distribuzione premiano le aziende agricole di stampo intensivo e industriale, che così producono sempre più carne a basso costo, ma che ci servono sul piatto un futuro ad alto rischio.
Mentre i consumatori chiedono trasparenza in etichetta e garanzie di benessere animale, le istituzioni rispondono con confuse “certificazioni” o edulcorate campagne pubblicitarie.


L’industria del virus è il nostro stesso sistema produttivo, fondato ancora su allevamenti intensivi, deforestazione e inquinamento che alterano gli equilibri naturali.

Non siamo superiori alle regole della natura: dal benessere animale e dalla protezione degli habitat naturali dipende la salute di tutti noi.

LE NOSTRE

RICHIESTE

Al Governo Italiano chiediamo:

1 Non destinare più fondi pubblici ad allevamenti intensivi per la produzione di carne e di prodotti lattiero-caseari

2 Utilizzare i fondi pubblici per sostenere gli allevatori in una radicale transizione del sistema zootecnico intensivo, che porti a dimezzare il numero di animali allevati e a ridurre gli impatti ambientali dei metodi di allevamento

3 Promuovere un sistema di certificazione dei prodotti di origine animale che includa l’indicazione del metodo di allevamento in etichetta, e che garantisca tracciabilità e trasparenza sull’intera filiera

4 Adottare politiche che promuovano diete principalmente a base vegetale, al fine di ridurre drasticamente (in Ue del 70% al 2030) la domanda di prodotti di origine animale

5 Non destinare più fondi pubblici a campagne promozionali che incoraggino il consumo di prodotti di origine animale provenienti da allevamenti intensivi

6 Evitare le importazioni di materie prime come la soia destinata alla mangimistica, la cui produzione intensiva è legata alla deforestazione e alla violazione dei diritti umani.

Il rispetto e la protezione della Natura sono l’unico vaccino in grado di proteggerci da nuove e future pandemie.

FERMIAMO L’INDUSTRIA DEI VIRUS

Firma la petizione


GREENPEACE ONLUS
Via della Cordonata, 7 - 00187 Roma
Tel: 800.969.834 | Fax: 06 45439793
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