giovedì 9 maggio 2013

PIETRO GRASSO HA DETTO CIO' CHE STO DICENDO DA SEMPRE. FINALMENTE NE HA DETTO UNA GIUSTA. CONTRO UN DEFICIENTE GAD LERNER

Ho sempre scritto che l'jus soli è una pazzia perché ci sarebbe un'invasione di donne incinte o pronte a farsi mettere incinte, con la conseguenza che bisognerebbe estendere la cittadinanza ai genitori. In un territtorio come quello italiano già sovraffollato. E aumenterebbe così la concorrenza per i posti di lavoro, con conseguente maggiore disoccupazione. Ma pare che gli stronzi o disonesti saccenti come Lerner non abbiano abbastanza cervello per capirlo. Tanto lui, ebreo, non si sente nemmeno italiano. Se ne vada in Israele invece di rompere qui i coglioni con le sue perle di saggezza. Commento lasciato nel blog di questo deficiente.
08/05/2013
Lerner bastona pure Grasso:
"Sullo ius soli, dice castronerie"
Gad Lerner
  Tra Gad Lerner e il Pd da un pò di tempo è guerra aperta. Il giornalista di La7 non perde mai occasione per bacchettare gli esponenti di Largo del Nazareno. Questa volta tocca a Pietro Grasso. Il presidente del Senato ieri aveva chiuso le porte allo ius soli, alla cittadinanza di diritto per chi nasce sul territorio italiano, "perchè tante donne potrebbero venire a partorire in Italia".
Dice castronerie - Lerner non ha mandato giù la posizione di Grasso e così dal suo blog lo attacca a muso duro: "Pietro Grasso ieri si è lasciato scappare una vera e propria castroneria. Cosa ci guadagna, in prestigio e credibilità, a mettersi nella scia degli allarmisti che già in passato blateravano invasione, tsunami, esodo biblico, sparando cifre di centinaia di migliaia se non milioni di migranti in procinto di invadere la nostra penisola?".
Volgare grossolanità - Un attacco quello di Lerner che non si ferma allo sfottò. Gad dà pure consigli a Grasso: "Provi a tradurre in numeri la sua boutade. Suvvia si ricordi che lei è la seconda carica dello Stato, dovrebbe nmisurare le sue affermazioni. Nè l'assolve il fatto che analoga castroneria avesse proferito in televisione da Fabio Fazio, l'anno scorso, il ministro Cancellieri. Questa sua posizione è una volgare grossolanità". Insomma Gad non la perdona. Grasso ora l'ha imparato a sue spese. Ma c'è da giurare che il presidente del Senato andrà per la sua strada. Con buona pace di Lerner. (I.S)

martedì 7 maggio 2013

ANDREOTTI: UNO CHE SI E' PORTATO LA VERITA' STORICA NELLA TOMBA

1) Troppe verità Andreotti si è portato nella tomba. I suoi tanti libri nascondono la verità. Non poteva certamente infangare la propria memoria e quella della DC. Ai posteri l'ardua sentenza. Ricordo un caso simile, quello del superlodato Pertini, che progettò con Giorgio Amendola e Bruno Bauer il vigliacco attacco terroristico di via Rasella pur sapendo quali sarebbero state le conseguenze (la rappresaglia era prevista anche nel Codice internazionale di guerra nella misura di 1 a 10). Non si saprà mai chi sia stato ad uccidere Mussolini e la Petacci. Nel noto film di Carlo Lizzani si accetta la versione ufficiale che sia stato l'oscuro ragioniere Walter Audisio (autonominatosi colonnello Valerio). Ma Pertini, complimentandosi con Lizzani, gli disse che non era stato Audisio ad uccidere Mussolini. E allora chi fu? gli domandò Lizzani. Questo non posso dirtelo. Dunque Pertini, che fu uno dei mandanti degli assassini  di Mussolini prima che arrivassero a Milano gli americani, a cui Mussolini doveva essere consegnato secondo l'ordine del "legittimo" governo Badoglio, sapeva chi erano i materiali assassini. Ma si portò il segreto nella tomba come tutti quelli che, come, lui, sapevano la verità. Nel mio libro Io non volevo nascere ho fatto uno studio di alcuni mesi sulla morte di Mussolini (riportato in un lungo capitolo del libro), e cinque sono le versioni. Tra queste vi è la figura di Luigi Longo, futuro segretario del P.C.I. dopo Togliatti. Comunque, è certo che Mussolini e la Petacci furono uccisi nudi (e la Petacci dopo essere stata stuprata e violentata anche nell'ano con un bastone di scopa). Ciò risulta da una perizia necroscopica che fu fatta dal prof. Cattabeni, che accertò tracce di sperma nella vagina della Petacci e che i fori di proiettile sui corpi di Mussolini e della Petacci erano più numerosi di quelli risultanti sugli abiti. 
Chi è parte in causa non dirà mai la verità per non sporcare la memoria propria e dei suoi complici. La stessa cosa si dovrà dire di Andreotti. Ma da dove gli storici attingeranno la verità se i testimoni di essa sono tutti morti portandosela nella tomba non esistendo documenti?
2) Santoro nella trasmissione "Spazio pubblico" ha detto che la crisi economica si risolverebbe presto come la risolse in sei mesi Hitler, meglio di Roosevelt, con l'attuazione di una massiccio finanziamento di opere pubbliche anche costringendo le imprese private ad indirizzarsi in tal senso. Socialismo significa infatti controllo dell'economia da parte dello Stato contro il far west del liberismo. Per questo non ho mai capito l'ostilità ideologica tra fascismo e comunismo. Ostilità che invece esiste tra il liberismo di questa farsa di Unione Europea serva degli interessi delle banche e socialismo. E' bene che questa cosiddetta Unione Europea dell'euro, con la perdita della sovranità nazionale, anche monetaria, faccia la fine che si merita. Fine che paventata ieri da Draghi nella sua lectio magistralis per la laurea ad honorem in scienze politiche datatagli dalla Luiss.     

domenica 5 maggio 2013

"LA STORIA SI RIPETE SEMPRE DUE VOLTE: LA PRIMA COME TRAGEDIA, LA SECONDA COME FARSA" (KARL MARX).

ECCO LE DUE FACCE: A SINISTRA LA FARSA E A DESTRA LA TRAGEDIA


SUPERMARIO PRONTO A FARE DA TESTIMONIAL

Balotelli al fianco del ministro Kyengeper la campagna sullo «ius soli» 
     Ius soli, Balotelli
al fianco del ministro Kyenge

BASTA CON L'ARROGANZA DELLA LOBBY DEI CULIROTTI

Non ho altro da aggiungere in merito a questa gentaglia che pretende di dettare legge facendo dell'inculamento la base del riconoscimento del diritto alla pensione di reversibilità. Ché è questo ciò a cui mirano, perché per il resto basta il Codice Civile. Vogliono fare fallire l'INPS. La Biancofiore è stata costretta a passare ad altro incarico. Ma non ha avuto il coraggio di ribellarsi a questa lobby di anormali che vogliono annullare la distinzione tra il culo e la vagina, pretendendo di essere normali.  

11:5504 Maggio

Biancofiore "azzoppata"
dalla lobby dei gay

Dopo l'assalto mediatico scatenato dalle associazioni gay Letta ha cambiato le deleghe all'esponente del Pdl: si occuperà di Pubblica amministrazione
Il Pd spinge. E il Pdl: "Via la fiducia"

E ora vi racconto un episodio di quando avevo 20 anni. L'ho raccontato nel mio libro ANCHE autobiografico Io non volevo nascere. Facendo tutti i nomi  riguardanti i vari episodi della mia vita. Compresi quelli dei giudici in una assurda vicenda giudiziaria civile tuttora in corso in Corte d'Appello dopo 16 anni. Studiavo in biblioteca nella Facoltà di Lettere e filosofia e spesso si avvicinava al mio tavolo un tale che, sapendo che avevo studiato per 8 anni ai salesiani, mi diceva che dovevo liberarmi delle fisime che mi avevano messo in testa i salesiani e che non esisteva una differenza tra eterosessuale ed omosessuale. Ero allora mezzo credente, ma ancora per poco. Da prima non riuscivo a capire dove volesse andare a parare, sebbene qualche sospetto mi fosse venuto. Ma un giorno, all'ora di chiusura della biblioteca (evidentemente era questo il momento migliore), mi precedette sulla scala che portava all'uscita dalla Facoltà e mi si parò innanzi stando due gradini sotto il mio per dirmi: "ME LO DAI IL CAZZO?". Rimasi di pietra, ammutolito. Visto il mio stupore fuggì senza aggiungere altro. Il giorno dopo  si avvicinò nuovamente al mio tavolo e mi minacciò dicendomi che mi avrebbe reso la vita difficile in Facoltà se avessi fatto cenno di quella sua richiesta. Era divenuto infatti da poco assistente di ruolo. Gli risposi di stare per sempre lontano da me e facesse finta per il futuro di non conoscermi perchè mi faceva schifo. Gli tolsi il saluto per sempre. Questo tale fece carriera e divenne professore ordinario di pedagogia. Essendo anch'io divenuto successivamente assistente e poi professore di storia della filosofia, prima incaricato e poi professore di ruolo associato, me lo trovai dopo molti anni anche come preside. E per tanti anni, pur cercando di rimuovere nel subconscio quella richiesta, non potei fare a meno di ricordarmene ogni volta che lo vedevo. E in veste di preside si vendicò osteggiandomi presso la commissione di concorso a professore ordinario proponendo un altro candidato al mio posto, pur essendo io il candidato interno della Facoltà e pur avendo un giudizio favorevole di tutti i compenenti dell'allora istituto di filosofia. In conclusione rimasi professore associato. Anche se economicamente non ebbi alcunché da perdere perché divenendo ordinario avrei avuto il riconoscimento di soli 6 anni di anzianità  mentre, rimanendo associato, continuai ad avere il riconoscimento di ben 32 anni di anzianità, da assistente (a 24 anni) a professore incaricato e poi professore di ruolo associato. Ho voluto raccontare questo episodio nel mio libro. E questo disonesto, dopo avere avuto notizia del mio libro, pur essendo già in pensione, ha avuto il coraggio di aspettarmi all'uscita da un market per aggredirmi in un punto della strada dove in quel momento  non vi era alcun passante che lo vedesse, per darmi uno schiaffo in faccia rompendomi gli occhiali e mi ha querelato per diffamazione a mezzo stampa negando, naturalmente, in sede di giudizio che fosse vera quella frase. Il processo è ancora in corso. Ma io mi domando: visto che oggi gli omosessuali rivendicano "l'orgoglio omosessuale" come mai costui non ha voluto ammettere la verità? Ne andava di mezzo la sua figura di pedagogista? 
Purtroppo oggi non si ha nemmeno il diritto di provare schifo per chi ritiene che l'inculamento sia un fatto normale e sono ormai i normali a dover subire quotidianamente gli attacchi di accusa di "omofobia" (termine di comodo inventato da questi disonesti). ORA BASTA.       

lunedì 25 giugno 2012


SPENGLER SCRISSE IL FAMOSO TRAMONTO DELL'OCCIDENTE. LO VUOLE QUESTA STESSA EUROPA DI PEDERASTI E LESBICHE CON LA CANCELLAZIONE DELLA DISTINZIONE NATURALE TRA IL CULO E LA VAGINA. QUESTI ANORMALI VOGLIONO ANCHE LA PENSIONE DI REVERSIBILITA'.NON HANNO IL CORAGGIO DI DIRE CHE INCULARSI E' NORMALE

Hanno vinto i gay: ora l'Europa è loro

Il Parlamento Ue chiede il riconoscimento delle nozze gay in tutti i Paesi. Dopo aver perso la sovranità economica, ora rischiamo di farci imporre anche l'etica

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sabato 4 maggio 2013

CECILE KYENGE: SBATTIAMOLA IN AFRICA CON TUTTO IL PD

Questa congolose sta facendo la voce grossa nonostante nel programma di governo non sia compreso il famigerato e pazzesco punto del 7 del programma del trombato Bersani, che prevedeva la concessione della cittadinanza a tutti i nati in Italia. Per chi non avesse letto i miei precedenti articoli rilevo le conseguenze di questo folle progetto. Vi sarebbe un'invasione di donne incinte dall'Africa e dall'Asia o pronte a farsi mettere incinte in Italia. Peggio ancora se provenienti da Paesi islamici. E poiché non si può separare il neonato dai genitori bisognerebbe assegnare la cittadinanza anche ai genitori. Se la conseguenza è pazzesca vuol dire che sono pazzi o disonesti coloro che sostengono tale progetto. Si capisce che cosa stia sotto questa pazzia. Il progetto di avere una maggiore massa di poveri da manovrare nella loro convinzione di stare meglio votando a sinistra. A questi negri nostrani del PD, falsamente italiani, non interessa che sia aumentata la criminalità a causa dell'invasione che stiamo subendo da individui venuti qui allo sbando senza lavoro. Non interessa che metà della popolazione carceraria sia costituita da stranieri, che a questi debba essere attribuito la maggior parte degli stupri e che abbiano in proprio o come manovalanza   delle organizzazioni mafiose il mercato della droga. 
Vi è da sperare che a questa negra e a tutti i "negri" del PD (a incominciare da Bersani) venga impedito elettoralmente di portare avanti la loro pazzia. Fortunatamente in Italia vi è una forte opposizione contro questo pazzesco progetto. Ed è bene che i "negri" del Pd insistano in questa pazzia in modo che subiscano una più forte batosta elettorale. Leggete quanto ha detto questa negra non riconoscendosi del tutto italiana.  "Sono italo-congolese, appartengo a due culture e due paesi che sono dentro di me e non potrei essere interamente italiana o interamente congolese. Non sono di colore, sono nera e lo ribadisco con fierezza. Le voci che mi attaccano sono singole, non appartengono alla società civile". Allora io, come milioni di italiani che la pensano come me, secondo questa stronza non apparterrei alla società civile? Incredibile. Contro questa offesa rispondo: In Africa! In Africa!
Dice di appartenere a due culture e non si sente interamente italiana. Ma allora sbattiamola in Congo a calci in culo. Questa è venuta qui per equiparare coloro che si sentono italiani a coloro che, venuti da fuori, ammettono di sentirsi italiani se non per ciò che fa comodo ad essi. Coloro che la sostengono vogliono distruggere anche quel poco di identità nazionale che è rimasto. Nessuno ha mai considerato che ognuno eredita anche le benemerenze dei suoi avi lungo un arco di tante generazioni. Di italiani che, anche senza andare più indietro nel tempo, hanno speso la loro vita nelle guerre del Risogimento, nella prima e nella seconda guerra mondiale. Questi invasori hanno le loro passate "benemerenze" nei loro avi africani e asiatici. 
Questa negra vuole introdurre una guerra civile tra poveri. Ho sentito stasera a La7 Sergio Cofferati (un ignorante fermatosi al diploma di perito industriale) dire che bisogna coniugare i diritti dei lavoratori con quello della cittadinanza a tutti i nati i Italia. Come dire: coniugare i diritti dei lavoratori con una maggiore disoccupazione a causa di una maggiore concorrenza per i posti di lavoro. Ma se ne vada anche lui in Congo con la Kyenge. Lui qui tanto se ne sbatte della povertà avendo laute prebende relative agli incarichi avuti in tutti i suoi trascorsi politici (ex segreatario generale della CGIL, sindaco di Bologna ed ora europarlamentare). Stupefacente anche la dichiarazione di Laura Ravetto (PDL, grande fan di Berlusconi) che, nella stessa trasmissione de La7 (In onda) senza accorgersi della contraddizione, ha dichiarato di non essere contraria alla cittadinanza ai nati in Italia purché si riconoscano come italiani e conoscano bene la lingua italiana. Come dire che anche i neonati dovrebbero già conoscere la lingua italiana. Certa gente non si accorge nemmeno delle stronzate che dice.             

"La cittadinanza ai nati in Italia"
Kyenge rilancia sullo 'ius soli'
Pdl: legge così e cade il governo

Quando Napolitano disse: "Una follia
quei bambini senza diritti" video

"La cittadinanza ai nati in Italia" Kyenge rilancia sullo 'ius soli' Pdl: legge così e cade il governo Nuovo scontro in maggioranza e ancora sul tema dei diritti civili: è la proposta (prioritaria per il ministro) di dare il passaporto ai bambini nati in Italia da genitori immigrati 'consolidati'. Savino: tema secondario, ma minaccia per esecutivo. Il Pd: no ai ricatti

Cittadinanza agli immigrati
Ecco dove può (già) cadere
il governo Letta

L'approfondimento. Sette giorni di sgambetti al governo. Tutte le grane del premier: Imu, Convenzione, programma, nomi...

mercoledì 25 gennaio 2012

LA SAGGEZZA DI GRILLO CONTRO LA FOLLIA DI NAPOLITANO CHE CHIEDE L'JUS SOLI

mercoledì 11 gennaio 2012

ANDREA RICCARDI: IL PAZZO DI TURNO AL GOVERNO

 


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UOMINI, CONVIVETE E NON SPOSATEVI...TRANNE CHE...VE LO SPIEGO

Bisogna abolire la formula ipocrita e tremenda che una coppia di fronte al prete o all'impegato del Comune si sente dire. Questa formula include la frase "finché morti non vi separi". TREMENDO. Il matrimonio dovrebbe essere un contratto a termine. La frase suddetta dovrebbe essere sostituita da un'altra come "finché dura". Ma purtroppo il matrimonio serve soprattutto alla donna per fare intervenire subito il Codice Civile con il diritto di famiglia. Con il matrimonio il coniuge supertiste (generalmente la donna) ha diritto all'eredità per un massimo di 3/5 (in caso di presenza di più di un figlio). Purtroppo la legge è fatta male. Bisognerebbe riformare il Codice Civile innanzi tutto, permettendo di riscattare gli anni di convivenza ACCERTATA E DOCUMENTABILE dopo il matrimonio. Perché in questo modo la coppia saprebbe realmente se vada d'accordo. Una cosa è essere fidanzati e poi ognuno torna a casa sua. Un'altra è convivere e sopportare insieme la routine delle difficoltà quotidiane che fa spegnere la fase iniziale dell'innamoramento, per cui il rapporto sessuale diventa un "dovere coniugale" (espressione inclusa nella legge). E dove vi è dovere non vi è più piacere. Si tenga conto che il matrimonio è perdita della libertà ed è la tomba del sesso. Una volta che la coppia decida di formalizzare la convivenza con il matrimonio bisogna che gli uomini (soprattutto) stiano attenti. Debbono essere sicuri che negli anni di convivenza le donne non abbiano mentito nascondendo il loro reale interesse, il diritto all'eredità e soprattutto alla pensione di reversibilità che lo Stato deve pagare anche in caso di divorzio in proporzione agli anni di convivenza anche in caso di divorzio. Infatti, anche se l'ex marito si risposasse, la prima moglie ha diritto ad una pensione di reversibilità (e anche ad una parte dell'eredità) in proporzione agli anni di convivenza. Cosicché la seconda moglie dovrebbe dividere la pensione di reversibilità con la prima moglie e potrebbe avere un'eredità ed una pensione di reversibilità inferiori a quella della prima moglie. Il matrimonio è dunque un affare per la moglie. E risulta che l'80% delle separazioni e succesivi divorzi viene chiesta dalle donne. Il giudice riconosce alle ex mogli i diritti sopra menzionalti anche se la separazione avviene senza riconosciuta colpa  del marito. E se la ex moglie non è proprietaria di un suo appartamento il povero marito deve in ogni caso (anche in mancanza di figli) lasciare la casa all'ex moglie e fornirle un assegno di mantenimento. In pratica è rovinato. Molti sono finiti senza casa o si sono rovinati, anche avendo un lavoro, dovendo andare a vivere in affitto. Perciò gli uomini ci pensino bene prima di sposarsi. Se non hanno una pensione di alto valore (con relativa pensione di reversibilità) è meglio che convivano perché in questo modo possono assicurarsi che la donna non conviva solo per interesse materiale. Oppure si sposino in articulo mortis per non lasciare la pensione di reversibilità a questo Stato di merda, il quale, con la legge voluta dalla Lega nord il 7 luglio 2012, chiamata legge antibadanti, ha stabilito che la pensione di reversibilità debba corrispondere ad una durata del matrimonio di almeno 10 anni se avviene dopo i 70 anni, e la differenza di età non debba essere superiore ai 20 anni. Questa legge, come è stato osservato da molti, è anticostituzionale perché lo Stato si arroga il diritto di stabilire l'età entro cui uno debba sposarsi. E se uno rimane vedevo dopo i 70 anni la seconda moglie deve sperare che il marito viva almeno altri 10 anni, altrimenti le spetterà una pensione di reversibilità pari ad 1/10  per ogni anno di matrimonio. La vedova per avere la pensione integrale di reversibilità dovrà fare causa all'INPS perché pare che, secondo una certa giurisprudenza della Cassazione, non secondo la legge, possano essere riscattati gli anni di documentata convivenza. Così si è creduto di risparmiare, mentre la lobby dei culirotti pretende anch'essa la pensione di reversibilità pena l'accusa di omofobia. Perché questo è il loro fine ultimo non dichiarato. Non si capirebbe altrimenti questa loro follia del riconoscimento legale dell'inculamento quale base del riconoscimento del diritto alla pensione di reversibilità. Perché per tutto il resto basta il Codice Civile, potendo fare l'uno testamento a favore dell'altro. E il testamento esclude qualsiasi grado di parentela (compresi i fratelli), tranne moglie e figli limitatatamente alla legittima del massimo di 3/5. Ma moglie e figli non esistono nel caso dei culirotti e delle lesbiche. 

LE MOSCHEE DEBBONO ESSERE POSTE FUORI LEGGE ANCHE IN BASE ALL'ART. 3 DELLA COSTITUZIONE

E' da molti anni che sto dicendo ciò anche nei libri. Le moschee sono covi di propaganda di terrorismo "contro gli infedeli". Ma purtroppo l'ideologia della società multiculturale e multirazziale (come se fosse un destino) è divenuta ANCHE il cavallo di Troia dell'invasione islamica. Chi non crede che la pena di morte sia prevista per chi abbandona l'islamismo da quel libro pazzesco chiamato CORANO, dettato ad uno scriba da un pazzo analfabeta per i pazzi, prima di obiettare deve leggere quanto ho scritto nell'articolo del 20 ottobre 2009, riportando un florilegio del Corano, dove è prevista anche la crocifissione dopo l'amputazione delle mani e dei piedi. Altrimenti stia zitto perché o è un disonesto o è un imbecille.

La dura legge del Corano: a morte chi lascia l'islam


Risultati choc da uno studio pubblicato in America, la gran parte di quanti vogliono adottare la Sharia esigono di uccidere gli apostati


Il 78% dei musulmani in Afghanistan vuole la pena di morte per chi abbandona l'Islam. Egitto e Pakistan seguono a ruota con il 64%, ma pure in Malesia, Giordania e territori palestinesi la maggioranza auspica il patibolo.
Iraq e Bangladesh sono di poco sotto il 40% e la Thailandia supera il 20%. Risicate minoranze pretendono la pena capitale per gli apostati anche in Bosnia, Kosovo, Turchia ed Albania.
Non solo: a Rabat il Consiglio degli ulema, la massima rappresentanza religiosa del Paese, ha stabilito che «tutti i marocchini colpevoli di apostasia meritano la morte».
Le percentuali per paese, sul patibolo in nome di Allah, sono state pubblicate da un blogger sul Washington Post incrociando i dati di un rapporto di 226 pagine del Pew center, un forum americano specializzato in religioni e vita pubblica. Dal 2008 al 2012 i suoi ricercatori hanno condotto 38mila interviste in 39 Paesi di tre continenti pubblicando il 30 aprile un voluminoso rapporto sul mondo musulmano.
Il primo dato riguarda la sharia, la dura legge del Corano. In Afghanistan il 99% dei musulmani non ha dubbi sull'applicazione delle norme islamiche. Percentuali bulgare anche in Iraq (91%), nei Territori palestinesi (89%), ma pure nell'Africa nera, in Niger (86%) e nell'Estremo Oriente con la Malesia all'86%. In Europa il 20% della popolazione musulmana in Kosovo vuole la sharia, il 15% in Bosnia-Erzegovina e fanalino di coda Albania e Turchia a pari merito con il 12%. Fra gli islamici della Federazione russa quasi la metà, il 42%, auspica l'applicazione della legge implacabile del Corano.
Fra i musulmani che vogliono la sharia i ricercatori hanno chiesto chi è d'accordo con la lapidazione in caso di adulterio, le amputazioni per i ladri e la pena di morte agli apostati. In Europa, dai Balcani al Caucaso, il 36% è favorevole alle terribili punizioni corporali. In Kosovo e Albania un quarto dei musulmani pro sharia vuole lapidare le adultere. Nel Paese delle aquile il 43% è favorevole al taglio delle mani per i ladri. Il dato schizza all'81% nell'Asia meridionale (Pakistan, Afghanistan e Bangladesh).
L'incrocio dei dati pubblicati sul blog del Washington Post indica le allarmanti percentuali assolute dei musulmani che vogliono la pena di morte per chi abbandona l'Islam. L'Afghanistan è al primo posto con il 78%, ma colpiscono l'Egitto al 64% e i Territori palestinesi al 59%. Maggioranza assoluta a favore del patibolo anche per Giordania e Malesia. La Thailandia si ferma al 21%. In Paesi come la Tunisia, a forte maggioranza islamica, dove è iniziata la primavera araba non si supera il 16% di fan della forca di Allah ed in Libano ci si abbassa al 13%. Minoranze risicate, fra l'1 ed il 2%, vogliono il patibolo pure in Europa (Bosnia, Kosovo, Turchia ed Albania). Nelle Repubbliche musulmane della Russia si sale al 6%.
Il «moderato» Marocco non è contemplato nello studio, ma ieri è trapelata la «raccomandazione» del Consiglio degli ulema presieduto dal re, Mohammed VI. Secondo il conclave islamico «tutti i marocchini colpevoli di apostasia meritano la morte». Teoricamente la «raccomandazione» del patibolo dovrebbe venir applicata ai sudditi del regno con padre musulmano, che decidano di abbracciare un'altra religione al di fuori dell'Islam. Il Paese è spaccato in due fra i riformisti, colti di sorpresa, e i salafiti che cantano vittoria. Il re non si è ancora pronunciato, ma la «raccomandazione» degli ulema cozza con gli articoli liberali della Costituzione approvata due anni fa su spinta del monarca, che garantisce i diritti universali di pensiero e di culto.
www.faustobiloslavo.eu

giovedì 2 maggio 2013

CHI E' EMMA BONINO MINISTRO DEGLI ESTERI. RITRATTO DI ALTRI MINISTRI SERVI DELLE BANCHE. CHI E' LA MINISTRA CONGOLESE CECIL KYENGE

Maurizio Saccomanni – Direttore Generale della Banca d’Italia – è all’Economia: di chi immaginate possa fare gli interessi un banchiere? Dei suoi amici e colleghi oppure i nostri, noi poveri sfigati vessati da Equitalia e costretti, obtorto collo, ad adeguarci agli studi di settore?
Un altro Ministero se lo sono inventato dal nulla: è il Ministero per l’Integrazione. E chi ci hanno messo? Cecile Kyenge: una che, quando qualche anno fa era attivista della rete Primo Marzo, si adoperava per far scarcerare un criminale patentato come Senad Seferovic, beccato nuovamente qualche giorno fa alla guida di un camion con cinquantamila euro di rame appena rubato. Che cosa fa il Ministero per l’Integrazione? Provvederà a far si che tutti gli italiani accettino senza fiatare la presenza sul loro territorio di criminali che compiono il 60% dei delitti totali e che costituiscono la gran parte della popolazione carceraria. La meticizzazione dell’Italia deve avvenire a tappe forzate, così come quelli del Bilderberg hanno deciso. Perché un Paese come l’Italia – strangolato dalla crisi economica – è molto più facilmente governabile e manipolabile di un Paese in cui c’è un benessere diffuso, dove i cittadini, anziché concorrere col negro della porta accanto per un posto di lavoro da 400 euro al mese, concorrono collettivamente al loro miglioramento sociale e culturale. Il Ministero, poi, avrà dalla sua tutto l’impero della carta stampata e tutto il potere giudiziario che, come sappiamo, è sempre molto solerte con i Fascisti, da quelli che fanno il saluto romano in su…

E Grillo? Che cosa fa Grillo? Spiace dirlo, ma avevamo avuto ragione, e del resto non ci voleva un genio: Grillo non fa assolutamente niente. Perché il suo scopo principale, quello che i suoi padroni in guanti e cappuccio gli hanno commissionato, è già stato raggiunto: catalizzare su di sé il malcontento generale in modo da sottrarre voti e consensi a quei gruppi politici (principalmente di destra o legati idealmente al Fascismo) che rivendicavano la sovranità nazionale ed economica della nostra Nazione e che, come accaduto in altri Paesi, sarebbero potuti salire a qualcosa un po’ più consistente del solito zero virgola qualcosa. Del resto non è stato lui stesso ad affermare in più occasioni che "Senza di noi i Fascisti avrebbero preso il potere"?

Abbiamo, in sostanza, un governo che appoggia incondizionatamente le politiche neoliberiste e di privatizzazioni che ci hanno portato all’attuale sfacelo (che ne dite? Avrà giovato al massone Letta il libro intitolato “Euro si. Morire per Maastricht” – no, non stiamo affatto scherzando! Il libro si intitola veramente così!); che è un incondizionato sostenitore delle politiche di austerità messe in campo da quelli organismi criminali come il Fondo Monetario Internazionale, la BCE e l’Organizzazione Mondiale del Commercio; che appartiene a gruppi proto-massonici semisegreti come il Bilderberg Group, l’Aspen Institute e la Commissione Trilaterale. 


Intendiamoci. Sono stato sempre favorevole all'aborto. Come può non esserlo l'autore di un libro intitolato Io non volevo nascere? Non non vi è maggiore stronzata linguistica (uso il termine del filosofo americano Harry G. Frankfurt, Stronzate, Rizzoli 2005) del dire che la vita è un bene. La vita sembra un bene solo perché, come scrisse il filosofo Hobbes (De cive, I), una volta nati, la morte appare il peggiore dei mali. Eliminata la morte non nascendo, la vita non è più di per sé un bene. Certamente è un bene rispetto alla morte dal momento in cui si è nati se non intervengono cause che possano portare al suicidio, altrimenti non si spiegherebbe l'istinto animale verso la sopravvivenza. Ma solo gli incoscienti possono dire di essere contenti di essere nati. Si nasce o per sbaglio o per egoismo di genitori che vogliono una discendenza a costo di complicarsi la vita. Soprattutto per il più forte istinto di maternità della donna, che non si sente completata se non riempie l'utero almeno una volta. Dopo di che il marito può anche diventare un estraneo di cui non ha più bisogno se non per farsi mantenere se non è autosufficiente economicamente. Io infatti non ne ho voluto. Sto così bene senza rotture di scatole di figli. E poi quanto costano! E non salti fuori qualche solito imbecille pronto a dire che sarei stato un egoista. E' egoista colui che priva gli altri, trasgredendo o al  dovere (ambito del diritto) o alla carità (ambito della morale) del proprio aiuto. Io non ho privato alcuno di alcunché se questo qualcuno non è mai esistito. Nel 1976 mi dovetti arrampiacare sugli specchi per convincere una ragazza ad abortire. La colpa fu sua perché insistette in un giorno pericoloso. Disgraziatamente si spaccò il preservativo che lei stessa aveva comperato. Abortì in una clinica privata con tutte le condizioni di assistenza ospedaliera necessarie al caso. Nonostante allora l'aborto non fosse ancora legale. Costo di allora: 300mila lire. Mai soldi spesi così bene. Ora una delle due: 1) o dopo la vita si ritorna nel nulla e dunque ho evitato ad un mancato figlio di subire la condanna a morte a cui noi tutti siamo sottoposti dalla nascita e che ad una certa età si sente più vicina; 2) oppure, io avrei commesso un grave peccato secondo la Chiesa. Ma Giovanni Paolo II nel suo discorso Evangelium vitae, pur condannando l'aborto, aveva detto alle mancate madri che i loro figli erano stati "accolti nella gloria di Dio" (testuale). E allora che peccato avrei commesso? Ho spedito nella "gloria di Dio" un mancato figlio che ora mi sta ringranziando dal paradiso per non averlo fatto nascere, con i rischio del purgatorio o dell'inferno. Perciò ho scritto che "l'aborto è una fabbrica di anime beate". Sull'apparizione poi dell'anima immortale S. Agostino, il massimo Padre della Chiesa, nonostante fosse stato involontariamente padre del luteranesimo e del calvinismo a causa della sua dottrina della predestinazione, disse (De anima) che essa appare tra il secondo e il terzo mese di gravidanza. Era forse in comunicazione con Dio questo fanatico cristiano che scrisse che tutti coloro che fossero morti fuori del cristianesimo erano  "una massa dannata"? Testuale. S. Tomaso d'Aquino, il massimo dottore della Chiesa, scrisse che l'anima appariva alla nascita. Agostino e Tomaso ebbero forse contraddittorie comunicazioni da Dio? Sembra una barzelletta. La Chiesa si metta d'accordo con se stessa. 
Ciò premesso, tuttavia non non può non fare impressione vedere l'attuale ministro degli esteri, che non è medico, operare lei stessa aborti usando il metodo Karman, in pratica una pompa che serviva ad aspirare il feto. Un vero azzardo mancandole la competenza del medico. Come una mammana. 

  1. Emma Bonino, "dagli aborti al Quirinale?": il libro-accusa di un ex ...

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    Quanto segue è stato tratto da altro sito. Pertanto lo riporto dissociandomi in parte per quanto riguarda la condanna l'eutanasia, associandomi riguardo  alla condanna del suo essersi fatta sostenitrice delle guerre volute dagli americani (soprattutto in Serbia e in Iraq) e dei suoi spregiudicati metodi rudimentali usati per l'aborto. 

 Emma Bonino è stata una fiera sostenitrice delle guerre americane per il petrolio, della droga, dell’eutanasia, dei matrimoni omosessuali, dell’aborto che lei praticava (fin da quando in Italia era ancora reato) utilizzando una bomboletta per biciclette e un vuoto barattolo di marmellata: per sua stessa ammissione, i feti che ha martirizzato in questo modo sono più di diecimila, un bel record!): non c’è pericolo, con un personaggio del genere, che l’Italia possa intraprendere un seppur minimo percorso di autodeterminazione.

mercoledì 1 maggio 2013

IMU ANTICOSTITUZIONALE. SIA PER LA PRIMA CASA CHE PER LE ALTRE (SU CUI BISOGNA DISTINGUERE CASO PER CASO)

Non sono il primo a dirlo, ma lo dicono pochi. L'IMU è anticostitionale per la prima casa. Io aggiungo che lo è anche per le altre. Recita l'art. 53 della Costituzione: "TUTTI SONO TENUTI A CONCORRERE ALLE SPESE PUBBLICHE IN RAGIONE DELLA LORO CAPACITA' CONTRIBUTIVA. IL SISTEMA TRIBUTARIO E' INFORMATO A CRITERI DI PROGRESSIVITA'". 
Bene. Che di più chiaro? 
Esaminiamo prima il caso della prima casa. Se la capacità contributiva equivale al reddito - e su questo non dovrebbe esserci alcun dubbio - è evidente che la prima casa non dà alcun reddito e dunque non può concorrere alla capacità contributiva. Si potrebbe obiettare che allora non vi sarebbe alcuna differenza tra una casa popolare e la villa di Arcore di Berlusconi se questa fosse (non lo so) la prima casa di Berlusconi. L'obiezione è solo apparentemente valida. La casa di lusso (e bisognerebbe allora riformare tutto il catasto per catalogare il tipo di casa) potrebbe essere tassata solo come tassa sul lusso. Ma come calcolare il lusso? Non può essere calcolato sulla base del lusso della casa. Chi possiede una casa di lusso si  presuppone che abbia avuto o abbia un reddito che gli abbia consentito di acquistarla. E' dunque questo reddito che bisogna tassare. Si potrebbe addirittura passare al sequestro della casa se il proprietario non è in grado di giustificare l'acquisto della casa sulla base del reddito dichiarato. Mi pare semplice. In questo modo si scoraggerebbe l'evasione fiscale. Questa considerazione può essere estesa anche a tutte le prime case, indipendetemente dal loro valore. Vi sono molti che hanno acquistato la prima casa come lavoratori autonomi. Probabilmente sono riusciti ad acquistarla evadendo il fisco con una dichiarazione dei redditi falsa. Il discorso però si complica perché molti sono stati costretti ad una falsa dichiarazione proprio per poter acquistarsi una casa. In questo caso si può parlare di diritto alla sopravvivenza contro uno Stato esoso che pretende una tassazione troppo elevata rispetto al reddito. In ogni caso non si capisce perché lo Stato debba esigere una tassazione quando la casa venga trasmessa, cioè donata, e non venduta, ad un figlio o a dei figli. La tassazione è avvenuta all'origine, quando è stata acquistata. Perché deve essere tassata anche quando non vi è guadagno da parte del donatore ed il beneficiato deve accollarsi le tasse anche in caso di donazione? Supponiamo che io erediti un castello (nel mio caso un castello in aria). Per accettare l'eredità dovrei vendere subito il castello non potendo permettermi di pagare le tasse per un simile edificio. Dunque mi troverei di fronte a questa alternativa: o rinunciare all'eredità o sperare di trovare qualcuno che comperi il castello. E subito. Altrimenti lo Stato mi ammazza con l'IMU. La logica vorrebbe che, non essendo in grado di pagare l'IMU in base al mio reddito, l'IMU non debba essere pagata. Potrei trasformare il castello in un albergo (se ottenessi prestiti da una banca). E soltanto allora lo Stato avrebbe il diritto di tassare il castello, ma non come castello, ma come albergo (e in base al reddito dell'albergo).       
E ora passiamo alle seconde (e terze) case. Qui sono quasi tutti  sono d'accordo nell'asserire che le seconde case debbano essere tassate. Sembra tutto chiaro. Ma a prima vista. Perché si pensa che chi sia in grado di possedere altre case sia o sia stato anche in grado di acquistarle. Ma non è così. Bisogna considerare caso per caso. Conosco una persona che, oltre alla prima casa, ha due case e tre magazzini, di cui una casa è sfitta perché non riesce ad affittarla e un magazzino egualmente sfitto per lo stesso motivo. Ma per lo Stato non fa differenza che la casa sia affittata o sia sfitta. Questa persona, oltre a dover pagare le tasse nella dichiarazione dei redditi dichiarando il reddito ricavato dagli affitti, deve anche pagare l'IMU per tutti gli immobili, anche per quelli che non gli danno alcun reddito. Lo Stato arrogante è come se gli dicesse: peggio per te se non riesci ad affittare gli immobili sfitti. Arrangiati. Vendili. Un amico gli ha dovuto fare un prestito per pagare l'IMU perché le banche, in base al suo reddito, glielo rifiutavano. E' paradossale. Ma questa è la triste situazione. Prima di tutto non è scontato che il proprietario possa trovare un acquirente disposto a pagare secondo il valore di mercato. Ma poi perché lo Stato si deve permettere di dire al proprietario: affitta o vendi ad ogni costo perché a me questo non interessa? La risposta di questo Stato è la risposta di uno Stato che allora merita l'evasione fiscale se questa diventa l'unica risorsa per sopavvivere. 
E torniamo all'art. 53 della Costituzione. Gli immobili di per sé non danno alcun reddito. Così non si capisce perché l'immobile di un'impresa debba pagare l'IMU se l'immobile è il luogo di lavoro della stessa impresa. Anche in questo caso lo Stato ladrone tassa due volte l'impresa: la prima volta per il suo reddito (ammesso che il bilancio sia attivo) e una seconda volta con l'IMU. E' chiaro che in questo modo l'impresa rischia di andare in passivo, e le conseguenze le pagano soprattutto i dipendenti, che rischiano di essere licenziati in parte se l'impresa non chiude. 
E allora dove trovare i soldi in sostituzione dell'IMU? 
Si tratta di una questione che dovrà essere risolta altrimenti. Non è certo compito mio. E' compito di uno Stato che, partendo dal rispetto dell'art. 53 della Costituzione, trovi altre soluzioni. Qui mi limito a dire che, abbassando le tasse, si promuove una maggiore massa di occupati e perciò un aumento della capacità contributiva sia degli imprenditori che dei dipendenti. E' l'alta tassazione che fa diminuire il volume complessivo della capacità contributiva. Ma abbiamo governi di cui dovremmo liberarci per sempre perché non l'hanno mai capito. Come? Mandando affanculo questi partiti che non vogliono tagliare tutte le spese inutili, a cominciare dagli armamenti, dalle missioni in guerra (perché secondo questi pazzi l'Italia deve essere ovunque vi siano interventi di guerra voluti dagli Stati Uniti o altri Stati, mentre la forte Germania si è tenuta sempre lontana da interventi armati di cosiddetta pace), dallo sperpero di danaro nella politica. E facendo pagare le tasse al Vaticano per tutti gli edifici adibiti ad imprese commerciali. E leggete da dove viene l'esempio. Il Quirinale smentisce ma viene documentatamente smentito. Se questo è l'esempio allora qui ci vuole la guerra civile contro i partiti.

Napolitano si alza lo stipendio, il Quirinale smentisce: ecco ... - Libero

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30/nov/2012 – Giorgio Napolitano si è aumentato o no lo stipendio? ... venerdì 30 novembre, ha ricordato come in un periodo di crisi così profonda e generalizzata, il presidente della Repubblica ... Gli aumenti allo stipendio di Napolitano: ...

I soldi si trovano per aumentare lo stipendio ai magistrati, una casta di arroganti padroni, e non servitori, della giustizia. La Corte Costituzionale di pazzi ha detto che l'aumento si giustifica con l'indipendenza della magistratura. Ma che corbelleria è questa? La magistratura deve applicare la legge, non è indipendente dalla legge. Salvo che questa sia anticostituzionale. Ma se fosse anticostituzionale la legge sullo stipendio dei magistrati allora sarebbe anticostituzionale la sentenza della Corte Costituzionale perché riterrebbe che la magistratura abbia il diritto di stabilirsi da sé gli stipendi. ASSURDO.      
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      Oggi (Blog) ‎- 2 giorni fa
      La crisi non è uguale per tutti. La retribuzione di giudici e pm scongelata dopo un pronunciamento della Corte Costituzionale.

  2. Magistrati, ok all'aumento dello stipendio: le toghe guadagneranno ...

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    3 giorni fa – Scandalosa Lucia: "Preiti anzichè uccidere la moglie spara ai politici" ... Magistrati, ok all'aumento dello stipendio: le toghe guadagneranno 8 ...
          

IL PERCHE' DELL'IMPOSSIBILITA' DI UN' UNIONE EUROPEA. VOLUTA DAI DISONESTI O DA CHI COLTIVA SCELLERATE UTOPIE. IMPARIAMO DA KANT

Il ragionamento è semplice e non ammette repliche considerando come stanno andando le cose. L'Europa è destinata a stare economicamente sempre peggio rispetto agli Stati economicamente emergenti (Stati dell'ex terzo mondo). Il terzo mondo sarà l'Unione Europea. A causa delle imposizioni che vengono imposte ad ogni Stato dell'UE. Un'Unione Europea potrebbe esistere solo se fosse un'Unione di Stati federali come quelli degli Stati Uniti o della Germania. Il presupposto di una federazione sarebbe un governo centrale che ridistribuisse la ricchezza a seconda delle diverse necessità delle diverse regioni. Ora, se in Italia vi è una Lega Nord che vuole (giustamente) che il 75% delle tasse rimanga al nord e non vada a finire nel sud mafioso (e affanculo l'unità d'Italia che non è mai esistita) figuriamoci che fondamento possa avere una Unione Europea dove gli Stati economicamente forti (come la Germania) dovrebbero avere il DOVERE di regalare soldi ad altri Stati. Impossibile. Chi glielo fa fare? L'economia non è soggetta alla carità. E l'Italia perchè dovrebbe regalare soldi alla Grecia o alla Spagna, per esempio, che stanno peggio dell'Italia? Per stare ancora peggio noi? Mi si dica fondatamente il contrario se ho torto. Fondatamente significa dimostrare che la Germania starebbe meglio regalando soldi a tutti gli altri Stati dell'UE pur non avendo alcun dovere di farlo e l'Italia starebbe meglio regalando (non prestando) soldi alla Grecia e alla Spagna. E' chiaro che ciò non potrà mai avvenire. Pertanto non potrà avvenire mai un'unione politica dell'UE, che è stata mal fondata solo solo sulla disgrazia dell'unione monetaria. A parte il fatto che vi sono Stati dell'UE (come l'Inghilterra, la Svezia e la piccola Danimarca) che hanno rifiutato l'euro e stanno molto meglio con la loro sovranità monetaria, senza dover essere ingessati dal rigore di bilancio che impone che non si superi la differenza del 3% tra deficit annuale e PIL. Gli Stati Uniti si stanno riprendendo perché stampano moneta avendo la sovranità monetaria. Una svalutazione monetaria ha i suoi aspetti positivi per vari motivi. Innanzi tutto nel mercato interno la svalutazione non porterebbe ad un aumento dei prezzi, i quali, al contrario, sarebbero costretti ad adeguarsi alla capacità di acquisto della moneta e sul mercato estero i prodotti sarebbero competitivi perché costerebbero meno. Tutto ciò è reso impossibile da questa disgrazia di moneta ingessata che è l'euro. E' stato calcolato che tornando all'euro la lira sarebbe svalutata del 30%. Ma chi se ne frega! Anzi, è meglio. Questo per i motivi sopra detti. Ma putroppo abbiamo governi (sia della falsa destra che della falsa sinistra) che hanno mitizzato un Europa unita e dicono che i mali derivano dal fatto che l'unità monetaria non è stata accompagnata da un'unità politica. Ma siamo governati da governi totalmente deficienti che non sanno quel che dicono. Alla disgrazia dell'euro vorrebbero aggiungere il rimedio di un'Utopia che non potrà mai realizzarsi: l'unione politica. Uno Stato federale è prima di tutto fondato su un'unità linguistica, su un rapporto originariamente da secoli unitario di varie regioni (impropriamente chiamati Stati, come gli Stati degli USA o i Lander tedeschi). Come si può immaginare uno Stato unico che unisca tanti Stati europei che non possono nemmeno parlarsi tra loro per le differenze di lingue e hanno profonde secolari diversità economiche? Alla disgrazia dell'euro si vuole aggiungere disonestamente l'unità politica sapendo che questa non potrà mai esistere. 
Già nel 1700 il grande filosofo Immanuel Kant aveva capito che non poteva esistere un'unità politica europea.  Con argomenti che dopo più due secoli rimangono attuali.  Riporto da un mio    libro (2006) quanto scrissi con preveggenza.
Nel libro avrei dovuto aggiungere che gli Stati Uniti sono uniti solo perché sono passati attraverso una guerra di secessione con la vittoria del nord contro il sud degli schiavisti. E lo stesso si può dire della Germania, la cui unità è dovuta alle tante guerre secolari tra i vari regni o principati tedeschi, con il prevalere del regno di Prussia su tutti gli altri Stati tedeschi. E si sa come è stata costruita la falsa unità dello Stato italiano, con l'estensione del regno dei Savoia, tramite le armi, a tutti i regni e principati della penisola italiana. 
Ora in Europa non vi è una guerra delle armi, ma vi è una guerra di altro tipo, forse peggiore, quella della criminalità finanziaria contro l'economia reale per imporsi meglio su una farsa di Unione Europea. L'euro è convenuto solo alla Germania. Ecco quale sarebbe lo scenario se la Germania uscisse dall'euro.

Il giorno in cui la Germania uscì dall'Euro » Francesco Tarantino

www.francescotarantino.it/.../il-giorno-in-cui-la-germania-usci-dalleuro/
20/gen/2013 – L'economista Gustav Horn descrive il dopo Euro – e anche Thilo ... Thilo Sarrazin dichiara in un altro talk show che anche senza l'Euro si sente ...
       
Ecco alcune pagine dal mio libro
L’unione burocratica dei popoli europei, espropriati di una loro cittadinanza, che non può essere sostituita da un fantasma di cittadinanza superiore, puramente artificiale, esporrà l’Europa ad infiltrazioni immigratorie che ne corroderanno la stessa esistenza, perché non si può ricavare una grande anima dalla somma di più anime. Per di più si vorrebbe aggiungere all’Europa un’anima turca. Il risultato sarà, invece, la mancanza di una grande anima, del cui vuoto potranno approfittare tante anime, povere ma forti, che sono mosse dalla convinzione di appartenere ad una grande anima, l’Islam, con cui premere sull’Europa allo stesso modo in cui fecero le popolazioni barbariche premendo sui confini dell’impero romano, segnandone la fine, mentre i Romani credevano di aver comprato da essi la pace accettandoli dentro i loro confini. Fu l’inizio della loro rovina, come rilevò Montesquieu (Considerazioni sulle cause della grandezza dei Romani e della loro decadenza, 1734, cap. 18).
L’Europa non può essere uno Stato unico come gli Stati Uniti d’America, che hanno da secoli una grande anima, la Costituzione federale, che non è stata creata artificialmente, ma sulla base di una comune lingua e di una comune sostanza, che, come scrisse Tocqueville, 1 era la somma dei diritti civili e l’idea della libertà sociale e politica che avevano come fonte la tradizione cristiana, che, pur frammentata in una moltitudine di confessioni e di sette religiose, annullava o attenuava sin dall’origine le diversità per sentimento di coappartenenza ad unica patria, che non può esistere in una comunità costruita artificialmente su basi economiche. E negli Stati Uniti la Costituzione federale contempera sapientemente il potere del governo centrale con il decentramento amministrativo dei singoli Stati. Tra gli Stati d’Europa può esistere soltanto una confederazione di Stati, come ben vide Kant,2 secondo cui è possibile “una federazione di popoli”, ma non una federazioni di Stati, che “ sarebbe una contraddizione” perché vi sarebbe il rapporto di un superiore (corpo legislativo) ad un inferiore (il popolo) che è possibile all’interno di uno Stato, non in una federazione di Stati, in cui un popolo subirebbe il diritto, e perciò il potere, derivante dagli Stati più forti, mentre perderebbe il suo proprio diritto.3 Inoltre “la fusione di tutti questi Stati per opera di una potenza che soverchi le altre” porterebbe ad “un dispotismo senz’anima”, “a misura che aumenta la mole del governo”. 4
L’estensione dell’attuale comunità europea a 25 Stati farà perdere i benefici delle zone economicamente deboli di uno Stato forte a vantaggio dei membri della comunità che hanno un’economia debole, rendendo nel complesso più debole la comunità, per un travaso di finanziamenti dai Paesi economicamente forti a quelli economicamente deboli, e necessaria una politica di assistenzialismo a danno della produttività. Ne è una prova il ristagno economico di tutta l’Europa. Ciò è accaduto già all’interno della Germania dopo la riunificazione. Conseguentemente anche il valore della moneta unica non può che perdere competitività. Essa, infatti, deve rispettare artificialmente un parametro che è dato dalla necessità di non superare il 3% di disavanzo della spesa pubblica rispetto al prodotto interno lordo per non essere soggetta ad una superiore inflazione, con la conseguenza che nessuno Stato europeo può rendere flessibile il valore della moneta secondo gli interessi della sua specifica economia, dovendo assoggettarsi al suddetto parametro. In Italia, come in altri Stati, l’euro ha causato necessariamente un aumento dei prezzi, diminuendo il valore del reddito fisso perché i prezzi, per legge economica, si sono portati verso i valori superiori di quelli degli Stati con economia più forte. E’ capitato lo stesso fenomeno dopo l’unità d’Italia, quando i prezzi delle regioni del sud si adeguarono a quelli superiori del nord. Un valore della moneta così ingessato sta producendo da molti anni una stagnazione economica di tutta la cosiddetta Unione Europea, in cui vi sono economie molto differenziate, che non sono rispecchiate, come dovrebbero essere, dal valore della moneta. Per lo stesso motivo nessuno Stato dell’Unione può più difendere autonomamente i propri interessi economici elevando dazi sui prodotti importati o contingentandoli per difendere quelli delle proprie imprese, con una conseguente continua chiusura di molte imprese ed un relativo aumento della disoccupazione. Si era pensato di costruire un’Europa Unita per meglio contrastare le altre potenze economiche. Ma il risultato è stato sinora l’indebolimento complessivo dell’economia di tutti gli Stati dell’Unione. Si è fatto presente da parte dei politici italiani che l’euro ha avuto il merito di arginare l’inflazione. Questa dichiarazione esprime soltanto la triste ammissione dell’incapacità politica di un governo che ha bisogno di ricorrere a forze politiche estranee per salvare il potere di acquisto di una moneta nazionale. Siamo dunque di fronte alla costruzione di un progetto morale dell’Europa che viola il diritto naturale che richiede che nessuno venga danneggiato nel conseguimento del proprio benessere a vantaggio di chi da sé non è capace di conseguirlo.
L’euro sarà destinato ad essere affossato dal dollaro, libero di oscillare nei suoi valori a seconda delle convenienze del mercato mondiale, e, mancante di flessibilità, perché costretto a rispettare un’inflazione programmata, esso si troverà sempre disarmato di fronte al dollaro e ad essere causa di recessione economica di fronte alle libere manovre finanziarie del governo degli Stati Uniti, che possono incoraggiare l’inflazione del dollaro quando convenga per favorire le esportazioni od operare il contrario quando convenga tenerne alto il valore per favorire gli investimenti. Conseguentemente l’euro sarà sempre alla mercé del dollaro, privo di difesa contro di esso perché costretto a tenere insieme economie troppo diverse in Europa, unificate soltanto dal diktat del contenimento dell’indebitamento nella spesa pubblica entro un valore imposto a tutti. Il contenimento dell’inflazione ha come risultato la recessione economica per tutti, anche per quegli Stati che senza l’euro avrebbero potuto espandere la loro economia.
Rimane attuale, dunque, la considerazione di Kant, secondo cui, in presenza di diversità culturali, prima di tutto linguistiche, è deleterio il progetto di costituire una federazione con un supergoverno che comandi su tutti gli Stati. La federazione non può andare oltre una Carta dei diritti fondamentali e un insieme di leggi che regolino l’economia con trattati bilaterali. L’alternativa è il dispotismo, già ampiamente in atto, dei burocrati di Bruxelles che comandano senza alcun controllo politico dei parlamenti dei singoli Stati e passando sopra la volontà dei popoli.
1 Democrazia in America (1835-40), in Scritti politici (a cura di N. Matteucci), Utet 1968-69, pp.340-4). Cfr. anche Giuseppe Bedeschi (a cura di), Il pensiero politico di Tocqueville, Laterza 1996.
2 Per la pace perpetua. Un progetto filosofico (1795),sez. II, Secondo articolo (a cura di Nicolao Merker, Editori Riuniti 1985, pp. 3-42). Cfr. anche Giuseppe Bedeschi (a cura di), Il pensiero politico di Kant, Laterza 1994.
3 E’ stato obiettato che l’argomento di Kant è debole (G. Bedeschi, op. cit. p. 68) perché, come osservava Hegel (Lineamenti di filosofia del diritto, par. 333) una federazione di popoli mancante di potere coattivo non potrebbe sussistere. Ma si può osservare che il potere non è coatto quando dipenda da una libera adesione dei popoli, e non degli Stati, cioè delle loro burocrazie, che sopprimono le libertà dei singoli popoli producendo all’interno della federazione una sorta di dispotismo o della alleanza degli Stati deboli, se più popolosi, o di quella degli Stati economicamente forti facendo prevalere i loro interessi. In ogni caso si riprodurrebbero in maggior grado le differenze economiche presenti all’interno di uno Stato.
4 Ibid., I supplem. Garanzia della pace perpetua.