Gentiloni ha detto
che non vi è identificazione tra immigrazione e terrorismo. Ma non
ha tenuto conto che, se è vero che non tutti gli islamici sono
terroristi, è anche vero che tutti i terroristi sono islamici.
Perché? Perché non esiste un Corano moderato. La cosiddetta
radicalizzazione è la vera espressione del Corano. Solo coloro che
non l'abbiano letto possono dire che esistono gli islamici moderati.
Moderati in che senso? Può essere un moderato colui che è costretto
dal Corano stesso a ritenere dettate da Allah le frasi che spesso ho
riportato del Corano? Per comodità del lettore riporto qui il mio
florilegio del Corano.
pietromelis.blogspot.com/2009/10/il-terrorismo-nel-corano.html
20 ott 2009 - Florilegio della propaganda terroristica nel Corano a fronte degli utopisti ... un falso Islam, per cui il terrorismo è conforme al dettato del Corano.
Dalla lettura del Corano si ricava la conclusione che non è possibile per un vero islamico concepire uno Stato laico che prescinda dalle norme del Corano. Vi è una barriera culturale e psicologica insormontabile con la tradizione occidentale.
Le moschee solo apparentemente sono luoghi di
preghiera. Sono luoghi di predicazione di violenza. Perciò i governi
occidentali non continuino a nascondere la verità dicendo che gli
islamici hanno diritto ai loro luoghi di preghiera. La nascondono
solo per paura di ritorsioni da parte degli islamici. Il Corano deve essere ritenuto,
secondo il suo stesso contenuto, un libro ETERNO, nessuna frase può
essere cancellata o modificata. Alla luce del contenuto del Corano
non vi può essere distinzione tra islamici moderati ed islamici
radicalizzati, cioè terroristi. Quelli che vengono definiti moderati
sono dei falsi islamici che non seguono in tutto il Corano oppure
degli impostori che mettono in atto la legge coranica della TAQYYA,
cioè della dissimulazione, come dimostrato dal fatto che non vi è
stata mai una protesta islamica di massa contro i terroristi. E tutto
ciò a parte le considerazioni sull'aumento della delinquenza, quasi
non bastasse la delinquenza indigena. Ormai vi sono proteste ogni
giorno contro queste continue invasioni. Ma sapete qual'è la causa
di tutto ciò? Quella che da sempre vado affacciando: la confusione
tra morale (dell'accoglienza) e diritto. Non è possibile alcuna
integrazione con chi crede nel Corano.
Per ignoranza della Convenzione Internazionale di Ginevra si pensa che uno Stato abbia l'obbligo di dare asilo ai rifugiati di guerra. FALSO. La suddetta Convenzione esclude dal diritto d'asilo i rifugiati di guerra (e tanto più quelli economici). Essa riconosce il diritto d'asilo solo ai rifugiati politici. Chi sono costoro? Sono coloro che SINGOLARMENTE sono riusciti a fuggire dal loro Paese NON in stato di guerra perché singolarmente perseguitati per manifesta dissidenza politica e non possano rientrarvi perché finirebbero in carcere. Orbene, fatta questa premessa, si smetta di parlare e di scrivere di corridoi umanitari per rifugiati di guerra. Non possono esistere corridoi umanitari per gente che fugga in massa da Paesi in stato di guerra, e tanto meno possono esistere per migranti economici. Se uno Stato avesse l'obbligo di riconoscere un diritto d'asilo a tutti quelli che non accettino di vivere nel loroPaese perché non vi è democrazia allora l'Europa dovrebbe riempirsi, per esempio, di milioni di cinesi e di quasi tutti gli Stati africani, sebbene non in stato di guerra. In conclusione: non esiste diritto d'asilo per i rifugiati di guerra e tanto meno per quelli economici. Esiste il diritto d'asilo solo per i rifugiati politici, come sopra spiegato in base alla Convenzione di Ginevra.
mercoledì 4 gennaio 2017
Le perplessità del cittadino medio sull’immigrazione
Il fenomeno della massiccia
immigrazione che, provenendo dall’Africa e dall’oriente, ma
soprattutto dall’Africa sta invadendo in modo insostenibile
l’Italia è sotto gli occhi di tutti e non ha bisogno di
certificazioni. Sono oramai milioni i migranti che nel corso degli
anni si sono riversati sulle nostre coste sbarcando dai barconi che
attraversano ogni giorno i nostri mari e non lo abbiamo solamente
visto dalle cronache delle Tv, ma lo constatiamo quotidianamente
girando per i nostri paesi e le nostre città oramai invase da una
pletora di sfaccendati di colore, mantenuti a spese dei cittadini ed
in un contesto di assurda preferenza rispetto agli italiani bisognosi
che a volte sono assurdamente sfrattati per morosità dalle loro case
per fare posto agli immigrati!
Quanto poi al comportamento sociale di
questi immigrati i numeri dei dati ufficiali forniti
dall’amministrazione penitenziaria parlano chiaro certificando che
gli immigrati costituiscono il 55% della popolazione carceraria
contro una percentuale del 6% sulla popolazione italiana a
dimostrazione che gli immigrati delinquono circa 10 volte di più
degli italiani.
Quali che siano le cause di tale
comportamento, disorientamento, mancanza di lavoro (ma moltissimi
sono mantenuti dallo stato), mancanza di educazione civile,
aggressività culturale, sta di fatto che questi reati sono commessi
e non si tratta di reati leggeri ma di stupri, furti, rapine,
aggressioni, omicidi e lo stato non riesce a prevenirli né a
ridurli mentre i cittadini onesti debbono continuare a subirli con in
più la prospettiva che essi aumentino con l’aumento del numero dei
migranti.
Inoltre, i centri di accoglienza,
oltre a creare notevoli disagi ai cittadini che si vedono a volte
costretti in casa alla sera per motivi di sicurezza che le forze
dell’ordine non sono più in grado di garantire, sono spesso teatro
di immotivate rivolte di natura teppistica che provocano danni, anche
questi a carico della comunità.
Da sfatare anche la leggenda che
questi migranti siano spinti dalla miseria posto che un passaggio su
uno dei barconi costa dai 3.000 ai 5.000 Euro, cifra che in quei
Paesi è di tutto rispetto e che pone chi li possiede al di fuori
dello stato di miseria di cui si fanno scudo per spiegare i motivi
della migrazione!
Con questo NON vogliamo certamente
dire che in Africa se la passino tutti bene, ma certissimamente non
sono i migranti quelli che stanno peggio.
La politica nazionale e quella
mondiale assistono attonite, impreparate ed inadeguate a questo
fenomeno biblico senza mai chiedersi cosa si possa fare CONCRETAMENTE
ed al di lá delle solite sterili e stupide chiacchiere per governare
il fenomeno.
Chiaramente per modificare l’effetto
e cioè la migrazione, si dovrebbe intervenire sulle cause e questo
si può fare solamente agendo in loco e cioè cercando di attuare
politiche internazionali che risollevino le sorti di quelle economie,
ma sino ad oggi non abbiamo visto mai un intervento operativo che
agisca in tale senso !
Paradossalmente ha fatto di più per
l’Africa la Cina che sta investendo in quel continente,
dell’Europa che ne avrebbe più diretto interesse.
Infrastrutture, investimenti, scuole,
ospedali, insomma quello che pochi eroici missionari fanno da sempre
su scala minimale, sarebbero le cose da fare per dare un abbrivio
alla società africana e diminuire le motivazioni della migrazione!
Certamente il discorso non vale per la
MINORANZA che scappa dalle guerre e dalle persecuzioni, ma essa è
appunto una minoranza per la quale il fenomeno sarebbe governabile
sia per il numero che per la natura dei migranti.
Quanto poi ai respingimenti di coloro
che non hanno diritto all’accoglienza, la cosa rappresenta il
ridicolo dato che essi, sino ad oggi, hanno riguardato una infima
percentuale di coloro che si sarebbe dovuto respingere.
Ignavia di chi era preposto, mancanza
di organizzazione, buonismo interessato della politica che ha paura
di passare per cattiva e di perdere voti?
Forse tutto quanto ed altro ancora, ma
sta di fatto che la cosa NON FUNZIONA!
Come quasi sempre accade, anche in
questa situazione l’unica cosa evidente appare l’inadeguatezza,
il menefreghismo, la disonestà di fondo di coloro che dovrebbero,
per mandato popolare, amministrare la cosa pubblica nell’interesse
dei cittadini ed invece pensano solamente agli affaracci propri.
Questo capitolo è stato pubblicato in francese da Philosophie Magazine nel 2015 e proposto, sempre in francese, da MicroMega, la rivista di Flores d'Arcais. La mia inutile e in parte non impeccabile traduzione l'ho fatta prima che si pubblicasse "La guerra del sacro".
Il libro di F. d'Arcais mi sentirei di consigliarlo nonostante parecchie riserve che io nutra per questo filosofo ex marxista e che oggi propone un quasi comunismo nella nuova costituzione italiana da farsi. Arcais è anche antipatico, si prende troppo sul serio, mai un sorriso o una battuta (eccheccazzo, lasciati andare una volta, "ridi pagliaccio"). Propaganda non più la democrazia ma l'ISOCRAZIA, il potere degli uguali.
Arcais intitola il suo libro "La guerra del sacro" in quanto constata che questa guerra è ancora in corso e il risultato incerto. Potrebbe anche vincere il sacro. Il dialogo delle religioni è la chiamata alle armi delle fedi per contrastare la modernità. Papa Francesco ha in pratica dichiarato la sostanziale parità delle religioni alleandosi con l'islam e altre confessioni. Dunque attenzione, la partita è ancora aperta: potrebbe anche vincere il sacro (per quanto strano e improbabile possa apparire a noi occidentali).
Stessa difficoltà per me quella di negare il diritto di cittadinanza a fascismo e razzismo. Di nuovo: non mi considero né fascista né razzista, ma probabilmente sarò considerato tale da non pochi contemporanei, preferibilmente "di sinistra". Voglio dire con ciò che questi termini sono oggi abusati. Vorrei che questi crimini (antisemitismo, fascismo, razzismo) fossero ben definiti, in modo preciso e inequivocabile che non possa dare adito a interpretazioni e scappatoie. Il razzismo per es. è diventato ormai il crimine dei nostri tempi (appena vent'anni fa il discorso sul razzismo non era così pervasivo e onnipresente come oggi). Uno che rifiuta "l'accoglienza" di mezza Africa passa per razzista, ma andiamo!
Un'altra boiata dei nostri tempi è il quasi dogma della "diversità come ricchezza" da insegnare fin dall'asilo! Perciò anche la guerra agli "stereotipi" che invece sono utili per orientarsi. I "modi di dire" (compresi i proverbi vetusti e ridicoli) hanno una loro utilità. Se li eliminassimo e ci inventassimo ogni giorno una lingua diversa - creativa, poetica - non so se ci capiremmo, non credo. Che bello invece che chiamiamo ancora il pane pane come i latini (e tanti altri termini e concetti tramandati). Che bella cosa la tradizione. Adesso sparate pure, denunciatemi come reazionario (e fascista, razzista, antisemita).
Ecco, sulla suscettibilità Flores d'Arcais ha mille ragioni, il discorso è chiuso, la sentenza definitiva. Ma sul resto non so (quel "quasi comunismo" nella nuova costituzione non mi piace).