venerdì 13 gennaio 2017

L'UNICA SOLUZIONE PER ARRESTARE L'INVASIONE DALL'AFRICA


Bisogna mettere nei barconi tutti i parlamentari PD (Partito dei Dementi o dei Deficienti) e abbandonarli sulle coste della Libia con un pacchetto di noccioline.



Scherzi a parte, questo governo continua a dimostrare di non aver capito quale unica soluzione debba prendersi. Lasciar perdere il governo filoislamico e fantoccio di Al Serraj di Tripoli, fantoccio perché sostenuto dall'ONU pur non avendo un reale potere nemmeno su tutto il territorio circostante Tripoli  (contestato infatti all'interno della stessa Tripoli con continui tentativi di rovesciarlo da parte dell'opposizione dell'estremismo islamico) e trattare invece con il governo laico di Tobruk che ha il suo uomo forte nel generale Haftar. L'unico che potrebbe garantire il blocco della partenza  dei barconi. Perché Haftar non impedisce la partenza dei barconi? E' evidente. Visto che l'Europa, a cominciare dall'Italia con l'inetto ministro dell'interno Minniti (inetto perché avrebbe dovuto mettersi d'accordo con il governo di Tobruk e non con quello praticamente inesistente di Tripoli) giustamente Haftar usa l'arma del ricatto. L'Italia non riconosce quello di Tobruk come unico vero governo della Libia perché controllante quasi tutto il suo territorio? E allora l'Italia continui a prendersi i barconi che partono dalle coste della Libia.

"Scaricate migranti in spiaggia
con un pacchetto di noccioline"

giovedì 12 gennaio 2017

RADICI STORICHE EUROPEE: NON SONO GIUDAICO-CRISTIANE...

...come spesso si sente dire dagli ignoranti. Sono greco-romano-cristiane. Nulla ha mai avuto a che fare l'Europa con il giudaismo, anche perché negatore della tradizione della filosofia greca, neoplatonica in particolare alla quale il cristianesimo si è ispirato nella sua concezione trinitaria tratta dalla triade neoplatonica Uno-Intelletto-Anima del mondo. Il giudaismo, sino a quando è iniziato il suo processo di secolarizzazione alla fine dell'800 (ma prima ancora vi furono filosofi ebrei atei come Spinoza e Marx), è stato sempre perseguitato dal cristianesimo e dagli Stati perché gli ebrei rifiutavano l'integrazione e preferivano vivere all'interno delle loro comunità, nei ghetti da essi stessi preferiti, svolgendo attività preferibilmente commerciali o di usura, a ciò condannati, per altro, dal fatto che sin dalla prima antichità cristiana fu ad essi proibito di diventare proprietari terrieri nel timore che potessero poi costituirsi dei piccoli Stati in cui autogovernarsi. La fama di usurai fu il risultato di ciò. L'intelligenza ebraica è esplosa quando grandi menti ebraiche hanno giustamente fatto finire nella spazzatura l'Antico Testamento con tutte le sue storie allucinanti di stragi operate dal "popolo eletto" o all'interno dello stesso "popolo eletto" (come le lotte tra i due Stati giudaici di Israele a nord  della Palestina (con capitale Samaria) e di Giuda a sud (con capitale Gerusalemme). Gli ebrei si odiarono tra essi nell'antichità per varie dispute religiose in relazione alla pretesa di Gerusalemme di rappresentare il centro unico e vero del giudaismo. Purtroppo tra le tante regole mosaiche (cioè  di un individuo di cui l'esegesi biblica più accreditata ha dimostrato la non esistenza trasformandolo in un personaggio romanzesco, è rimasta solo quella riguarda la macellazione degli animali. In ciò sono accomunati con gli islamici. Infatti la macellazione kasher (ebraica) corrisponde a quella islamica (halal). Chi si assomiglia in questo caso si piglia nel conservare la crudele tradizione della macellazione senza previa rimozione della coscienza per non aggiungere ai poveri animali dei mattatoi una maggiore sofferenza. Che si deve pensare di questi fanatici (ben rapprensentati dai rabbini tra gli ebrei credenti ed osservanti) che credono che l'animale diventi impuro e non mangiabile se privato  della coscienza e che esso debba crudelmente morire cosciente e lentamente per dissanguamento? Eppure le cosiddetta civile Europa ha fatto eccezione per la macellazione ebraico-islamica. E credo che il motivo principale consista nel non potersi o nel non volersi opporre alla lobby ebraica delle sinagoghe pena l'accusa di antisemitismo, perché per quanto riguarda gli islamici, anche se ormai sono degli invasori (al contrario degli ebrei), gli Stati europei potrebbero anche fregarsene. Ma anche in questo caso vi è l'impostura da parte dello Stato falsamente laico nel suo rispetto di tradizioni che ancora vengono fatte passare come religiose. Che cosa c'entri la macellazione con la religione solo questi fanatici credenti nelle stronzate dell'Antico Testamento e nella  barbarie del Corano lo possono sostenere.       

Maledetto Paleolitico!

Testo di Fausto Orazi
Dovete capire bene il discorso, non è solo meticciamento di colore ma sopratutto di CULTURA. Importare culture della Sharia religiosa e laica risalenti a 1400 anni passati senza alcun progresso etico e scientifico, o culture animiste Africane, sarebbe la fine della cultura greco-romana di cui dovremmo andar fieri, mentre ancora pochi di noi lo fanno. Agli animalisti e ai vegetariani poi queste specie di importati fanno proprio schifo per il modo di trattare gli animali. Noi puntiamo a una Civiltà Biocentrica ove i diritti sono pari per tutte le creature viventi. Figurati con questa gente quanto si allontana il nostro obiettivo. Agli ebrei sta bene, anche loro come i musulmani seguono ancora le regole bibliche della macellazione religiosa. Politici vigliacchi italiani l'ammettono anche qui in deroga: "Il diritto al culto religioso è più importante della sofferenza degli animali". Maledetti loro e tutti quelli che sono rimasti al paleolitico. Per fortuna, incivili in estinzione.     

mercoledì 11 gennaio 2017

CI HANNO INVASO ANCHE NEGLI OSPEDALI

Oltre che nelle carceri. A Cagliari la direzione dell'ASL ha dato l'ordine di sospendere i ricoveri per i cittadini perché non vi sono più posti per essi e debbono essere lasciati liberi i ricoveri per i "migranti". Incredibile. Prima gli invasori e poi gli italiani. Ma la gente non protesta. Perché? 

Cagliari, circolare ospedale: "Stop a ricoveri programmati per far posto ...

www.adnkronos.com/.../cagliari-circolare-dell-ospedale-stop-ricoveri-programmati-pe...
15 dic 2016 - La circolare era destinata ai direttori degli Ospedali San Giovanni di Dio e del Policlinico Universitario. "Una comunicazione imposta ...

IMMIGRAZIONE, Circolare Asl per dimettere e bloccare ricoveri. Pili e ...

sardegna.admaioramedia.it/immigrazione-circolare-asl-per-dimettere-e-bloccare-ricov...
16 dic 2016 - IMMIGRAZIONE, Circolare Asl per dimettere e bloccare ricoveri. ... rivolta ai direttori dell'ospedale San Giovanni di Dio di Cagliari e del Policlinico di ... dell'agenzia Laore incastrato dai finanzieri: sospeso con accusa di truffa, ..

Cagliari, polemica di Pili su una circolare dell'ospedale: "Stop a ..

www.sardegnaoggi.it/.../Cagliari_polemica_di_Pili_su_una_circolare_dellospedale_St...
16 dic 2016 - "Una circolare choc del direttore dei Presidi Ospedalieri di Cagliari, un documento ufficiale ma riservato con oggetto: bloccare ricoveri programmati e dimissione pazienti dimissibili". ... La circolare era destinata ai direttori degli Ospedali San Giovanni di Dio e del Policlinico Universitario.

L'ipocrisia del partito democratico


Testo di Enrico Priotti



Leggo che al pronto soccorso di Nola, dove dei MEDICI EROI ITALIANI hanno curato dei pazienti sul pavimento, vista la mancanza di posti-letto, scatteranno dei licenziamenti su ordine del governatore della regione (PD). Detto in altre parole, il governo (di sinistra), che è il vero responsabile di questa situazione da terzo mondo, avendo fatto tagli alla sanità e avendo riempito l'Italia di clandestini che affollano gli ospedali, invece di premiare l'eroismo di questi medici, li punirà, fingendo pure stupore ed indignazione per ciò che è accaduto. Ecco, questa è l'Italia che la maggioranza dei suoi figli ha voluto. Questa è l'Italia creata da PD e kompagnowskji vari.

lunedì 9 gennaio 2017


Quanta gente ancora ci crede?

Testo di Paolo Sensini


Ammesso che la versione degli attentati islamisti sia quella narrata coralmente dai media mainstream, sulla quale è più che lecito dubitare visto il gran numero di stranezze ormai sotto gli occhi di tutti, non ultima quella delle carte d'identità sempre "dimenticate" sul posto dai killer, come si può sorvolare sul fatto che una situazione del genere è vissuta quotidianamente in Siria e Iraq da anni e anni? Ora, a parti invertite, tutto il caravanserraglio politico-istituzionale simula indignazione e sorpresa per quanto accaduto. Strano, perché i presunti "terroristi" che hanno gettato lo scompiglio in Francia, Inghilterra, Belgio, Germania e tra un po' anche in Italia, come già ci stanno raccontando le autorità di polizia, sono quegli stessi "ribelli" sostenuti in ogni modo in Libia e Siria dai vari Sarkozy-Hollande-Cameroon-Merkel-Obama-Netanyahu-Napolitano-Monti-Letta-Renzi-Gentiloni... E qualche anima bella ha ancora il coraggio di venire a parlare di semplice "irresponsabilita"? Suvvia, signori, sveglia!

martedì 10 gennaio 2017

INCREDIBILE! QUESTA SAREBBE MISS HELSINKI

Ormai si è superato ogni limite. E' il frutto dell'insana ideologia della società multiculturale e multirazziale. Uno si immagina una miss finlandese che rispetti il tipo nordico, anche in rispetto di una identità nazionale. Niente affatto. Adesso è una negra che deve rappresentare la bellezza nordica. Siamo arrivati persino ad un indecente ossimoro che vuole abolire le razze. 
Ed è anche brutta e bassa. Vedere le concorrenti arrivate seconda e terza. Vi è solo da sperare che, trattandosi solo di Helsinki, la negra non diventi persino miss Finlandia. 

Razzismo al contrario: la nuova miss Finlandia ha vinto solo perché è ...

francescovozza.net/.../razzismo-al-contrario-la-nuova-miss-finlandia-ha-vinto-solo-pe...
2 giorni fa - Razzismo al contrario: la nuova miss Finlandia ha vinto solo perché è nera ... visto le foto della nuova vincitrice del concorso di “Miss Finlandia” e delle ... Copyright © 2016 - Il blog ufficiale di Francesco Vozza - Privacy Policy

Miss Helsinki è nera, polemiche in Finlandia - Corriere TV

video.corriere.it/miss-helsinki-nera...finlandia/306ee7b6-d640-11e6-b48b-df5f96e3114...
17 ore fa - Perché la nuova reginetta di bellezza finlandese, 19 anni, si chiama Sephora Ikalaba, ed è una ragazza immigrata dalla Nigeria, con pelle, ...

«Vince solo perché è nera» La rete contro Sephora Ikalaba, la nuova ...

www.corriere.it/.../rete-contro-sephora-ikalaba-nuova-miss-helsinki-nigeriana-colore-pel...
2 giorni fa - Sephora Ikalaba, giovane migrante nigeriana di 19 anni, 165 centimetri di altezza, è la nuova Miss Helsinki. Ma in Finlandia, come in rete, ..
  
domenica 8 gennaio 2017

Bellezze nordiche

Testo di Fabio Meardi
Ecco la nuova Miss Helsinki e le altre concorrenti. Tipica bellezza finlandese dai tratti fini... Solo io trovo che sia bruttarella, soprattutto in confronto alle altre concorrenti? Voglio dire, Rihanna o Beyoncé le avrebbero magari stracciate, ma questa... Il politicamente corretto ci seppellirà tutti coprendoci di ridicolo.



 

RESTERANNO TENORINI. NON SARANNO MAI TENORI

Essere tenori significa affrontare in teatro la difficoltà di cantare un'opera lirica. Questi tre individui apparterranno sempre alla musica leggera. Un tenore canta in teatro sempre senza microfono perché la sua voce è stata educata ad essere emessa di petto e non di gola, come il cantante di musica leggera. A quest'ultimo togliete il microfono in un teatro e rimarrà con un esile filo di voce. I tenorini non hanno fatto studi seri di canto. Sono dei dilettanti destinati ad un effimero successo. Trump deve esserne contento. 

Cantanti impegnati politicamente



Testo di Marco Squarta

Però forse avrebbero cantato per Obama o la Clinton...gente che ha bombardato e ucciso migliaia di civili siriani e libici. CHE IPOCRISIA! Questi fenomeni che fino all'altro ieri suonavano tipo alla sagra della Padella e ora si sentono come John Lennon quando cantava Imagine mi fanno solo ridere.
3 giorni fa - Repubblica 24 ... NELLE STANZE DI HOTEL SVIZZERO PERCHE' “ERA SOLO UN 3 STELLE… ... ECHECAZZO, MICA GLI SI DÀ UNA STANZA IN UN TRE STELLE A ... Sabato mattina, i tre ragazzotti del Volo sono scesi alla ricezione e ... Tag3 stelle bimbominkia cagarono cronaca hotel pisciarono stanza .

domenica 8 gennaio 2017

J'ACCUSE: LETTERA APERTA A PAPA FRANCESCO

Lei non ha alcunché da insegnarmi perché io sono migliore di lei. E dico ciò prescindendo dalle favole dei Vangeli, di cui lei ha sempre nascosto tutte le contraddizioni. Ha scritto Hegel nei suoi giovanili Scritti sul cristianesimo che uno Stato che mettesse in pratica le norme MORALI dei Vangeli si autodistruggerebbe. Infatti Hegel già allora distingueva tra morale e diritto. D'altra parte la morale evangelica non pretende di dettare norme allo Stato perché altrimenti verrebbe a mancare  qualsiasi giustificazione del premio divino a colui che faccia la carità ("Non sappia la sinistra quel che fa la tua destra"). E già prima di Hegel fu Kant a distinguere tra morale e diritto precisando che l'azione morale deve prescindere dall'esistenza di Dio perché altrimenti l'azione morale non sarebbe autonoma ma eteronoma, cioè dettata da una norma esterna, e non interna, alla coscienza morale. Ma lei pretende di abolire antievangelicamente la distinzione tra morale e diritto. Lei può incantare solo gli ignoranti facendo i soliti sermoni da ignorante parroco di campagna. Lei è un baciabambini che sta cercando di sostituire la dottrina con lo spettacolo degli adulatori della sua persona ridotta a fare l'attore ogni volta che parla. Il suo predecessore non ebbe mai popolarità perché per averla bisogna essere ignoranti o far finta di essere ignoranti. Sta cercando di salvare il cristianesimo facendo spettacolo con le storielle evangeliche senza approfondirne il contenuto mentre poi antievangelicamente chiama i musulmani "nostri fratelli", così favorendo l'invasione islamica. Il suo predecessore fu innanzi tutto un teologo. Non che la teologia possa essere fondamento della fede. Ma almeno Benedetto XVI ha saputo affrontare la problematica biblica, anche se le sue conclusioni sono prive di riscontro storico, come nel suo tentativo di far credere che Gesù fosse vegetariano perché proveniente dalla setta degli Esseni, che pare fossero vegetariani. Ma nemmeno Benedetto XVI ha avuto il coraggio di dire, affacciandosi alla finestra di p.zza S. Pietro, che deve finire l'identificazione del Natale e della Pasqua con una strage di agnelli. Si limitò a dire nell'udienza generale del 7 gennaio 2009 che dopo il sacrificio della Croce non era più necessario identificare il Cristo con l'agnello sacrificale. "Questo rito, quello ebraico del sacrificio degli animali, era espressione del desiderio che si potessero realmente mettere le nostre colpe nell'abisso della misericorda divina e così farle scomparire. Ma col sangue di animali non si realizza questo processo...Con la croce di Cristo il vecchio culto con i sacrifici degli animali nel tempio di Gerusalemme è finito". 
Ma l'animale più timido e innocente della Terra continua ad essere identificato con l'Agnus Dei. Lei è peggio di Benedetto XVI anche per questo, per non avere mai detto che deve finire il vecchio culto da ipocriti del tempio-mattatoio di Gerusalemme, che credevano di redimersi dai peccati scaricandoli sugli animali. Tradizione assimilabile alla tradizione pagana. 
Lei ha scelto come nome Francesco dando ad intendere di voler riprendere il nome di quel di Assisi elogiando il suo Cantico delle creature, ma nascondendo la verità su questo tanto declamato, quanto immeritatamente, santo. Il suo Cantico è un tremendo inno alla concezione antropocentrica della natura, dove le creature sono concepite biblicamente (Genesi) al servizio dell'uomo. Racconta infatti il suo biografo Tomaso da Celano che quel di Assisi era un carnivoro incallito. Un giorno a fra Ginepro che aveva osservato che il Natale cadeva di venerdì e dunque non si poteva mangiare carne il "poverello"  rispose che quel giorno, per  festeggiare la nascita del bambinello,  anche i muri dovevano mangiare carne. Ma gli ignoranti non lo sanno, e lei continua a sfruttare l'ignoranza popolare. Un frate che aveva tagliato una zampa ad un maiale per soddisfare la fame di un mendicante si prese un aspro rimprovero dal "poverello", ma solo perché aveva danneggiato il proprietario del maiale. Incredibile ma vero. Insomma, amava tanto le creature  il "poverello" che se le mangiava con gusto. E lei giustamente ha preso il nome da questo individuo, che mi fa moralmente schifo. Infatti in una intervista ha dichiarato che il suo film preferito è Il pranzo di Babette. E che cosa si mangia in questo pranzo? Brodo di tartaruga e quaglie arrosto. 
D'altronde, che cosa vi era da aspettarsi da chi, come lei, ha reso ufficiale la posizione della Chiesa sugli animali non umani?

Questo significa che anche la vita del peggiore criminale vale sempre più di quella di un innocente agnello.  E ciò che per lo Stato (almeno sulla carta) è reato (il maltrattamento degli animali) per la Chiesa non è nemmeno peccato di cui sia necessario confessarsi.  Ha capito che anche per questo io sono migliore di lei e che lei nulla ha da insegnarmi?
Perché non ha aggiunto che quel di Assisi approvò il programma di sterminio dei Catari (o Albigesi) del papa Innocenzo III? Perché non ha aggiunto che i francescani e i domenicani furono al servizio del tribunale dell'Inquisizione per bruciare al rogo eretici e asserite streghe? Lei non ha mai pensato, né ha mai detto, che vi fu un altro santo di nome Francesco che fu di tutt'altra stoffa, ben lontano dal carnivoro di Assisi: Francesco da Paola (1416-1507) che visse 91 anni e fu sempre vegano e ritenuto protettore (per chi ci crede) dei vegani. Con dignitoso disprezzo.       

Così la sinistra ha pianificato
l'invasione degli immigrati

sabato 7 gennaio 2017

DISPUTA:QUAL E' IN OGNI CASO O ANCHE QUAL'E'?

Un lettore mi ha fatto osservare che ho errato scrivendo nel precedentente articolo "qual'è la causa di tutto ciò?". Avrei dovuto scrivere "qual è", senza l'apostrofo trattandosi di troncamento e non di elisione. Si legga il suo commento a tale articolo. Fatte le mie indagini sono arrivato alla conclusione che egli ha ragione e io non ho torto. Egli si richiama soprattutto all'Accademia della Crusca, che dice che "qual" è sempre troncamento (apocope) e non elisione. Pertanto non avrei dovuto aggiungere l'apostrofo. Anche altri famosi dizionari confermano ciò. Ma vi è una autorità costituita  che possa stabilire per sempre quale forma sia corretta? Non ho l'autorità dell'Accademia della Crusca e di famosi linguisti e perciò non posso sostituirmi ad essi. Mi limito pertanto ad obiettare con una domanda. Se ho usato "qual'è" invece di "qual è" vi sarà pure una ragione. E la ragione principale è questa: perché è corretto scrivere "un'amica" (trattandosi in tal caso di elisione) ed è giustamente scorretto dire "un amica" mentre è corretto dire "un amico" (trattandosi in tal caso di troncamento e non di elisione)?  Per analogia non dovrebbe forse dirsi "qual'è la causa" tenendo conto del fatto che in tal caso "qual" si riferisce ad un termine femminile (causa)? Perché è giustamente scorretto scrivere "dov è" invece di "dov'è" mentre è scorretto scrivere "qual'è"? Poiché in Pirandello e in altri autori (anche se meno noti) si trova "qual'è" anche se riferito ad un termine maschile, allora l'Accademia della Crusca deve dire una delle due cose: 1) o il grande Pirandello e altri pur meno grandi hanno sbagliato; 2) oppure l'Accademia della Crusca deve dire che Pirandello ed altri non hanno sbagliato ma dopo di essi non è più ammesso dire "qual'è". Questa seconda conclusione mi sembrerebbe ridicola. L'Accademia della Crusca si è investita da sé dell'autorità che ha perché non vi è altra autorità che possa avergliela data. Altrimenti dovrebbe esistere un'autorità superiore. E si andrebbe all'infinito. L'Accademia dice che la lingua si evolve e bisogna seguire l'evoluzione. Ma allora l'Accademia della Crusca si contraddice perché perde di autorità sottoponendosi all'evoluzione della lingua. Quale è (notare che ho saltato l'ostacolo scrivendo "quale è") il limite di tempo oltre il quale è errato ciò che prima era giusto? Quante espressioni del Leopardi scrittore di prosa risulterebbero oggi errate per il suo linguaggio alquanto e volutamente arcaico! Se la maggior parte degli scrittori (naturalmente quelli degni di passare nella letteratura italiana) scrivesse "qual'è" invece di "qual è" dove andrebbe a finire l'autorità della famosa Accademia? 
Nonostante Roberto Saviano non sia certamente un'autorità in letteratura, a coloro che gli avevano rimproverato di aver scritto "qual'è" ha detto che avrebbe continuato a scrivere così allo stesso modo di Pirandello e di Tommaso Landolfi. 
Sulla disputa tra "qual è" e "qual'è" cfr.
Anche gli aggettivi e pronomi tale e quale diventano tal e qual sia dinanzi a vocale sia dinanzi a consonante, sia al maschile sia al femminile. Ma sono elisioni o ...
Sull'argomento basta scrivere su Google "qual" e si troveranno vari siti, compresi quelli di vari dizionari.  Ho trovato in un sito quanto segue.


Merola Bartolomeo ·
Ammesso che esista la parola qual nella nostra lingua non si può non ammettere che esista la parola quale (questo è certo). Se esiste ed è corretta la parola quale non si può non scrivere quale è. Se ciò è vero non si può impedire di elidere la vocale finale: qual'è. Perciò è sicuramente esatto scrivere qual'è. Il dubbio si pone su qual è. Questo implica sostenere che nella nostra lingua esista la parola qual. Molti dizionari non la contemplano. Ci sono altre ragioni a sostegno di questa tesi: moltissimi scrittori usano qual'è e mai qual è. Ci sono altre ragioni conosciute da tempo.


Merola Bartolomeo ·

Conosco esattamente cosa significa "troncamento di una parola". Il troncamento fa nascere nella lingua una nuova parola : una parola "tronca". Se ciò non accade non si può parlare di troncamento, ma di elisione. Nessuno mette in dubbio la parola un, invece la parola "qual" è messa in dubbio da tempo. Non escludo che possa esistere il troncamento della parola quale, ma di certo esiste la sua elisione: qual'è.          

giovedì 5 gennaio 2017

PERCHE' NON E' POSSIBILE L'INTEGRAZIONE. BARRIERE PSICOLOGICHE E CULTURALI


Gentiloni ha detto che non vi è identificazione tra immigrazione e terrorismo. Ma non ha tenuto conto che, se è vero che non tutti gli islamici sono terroristi, è anche vero che tutti i terroristi sono islamici. Perché? Perché non esiste un Corano moderato. La cosiddetta radicalizzazione è la vera espressione del Corano. Solo coloro che non l'abbiano letto possono dire che esistono gli islamici moderati. Moderati in che senso? Può essere un moderato colui che è costretto dal Corano stesso a ritenere dettate da Allah le frasi che spesso ho riportato del Corano? Per comodità del lettore riporto qui il mio florilegio del Corano.

Blog del prof. Pietro Melis: Il terrorismo nel Corano

pietromelis.blogspot.com/2009/10/il-terrorismo-nel-corano.html
20 ott 2009 - Florilegio della propaganda terroristica nel Corano a fronte degli utopisti ... un falso Islam, per cui il terrorismo è conforme al dettato del Corano.

Dalla lettura del Corano si ricava la conclusione che non è possibile per un vero islamico concepire uno Stato laico che prescinda dalle norme del Corano. Vi è una barriera culturale e psicologica insormontabile con la tradizione occidentale. 
Le moschee solo apparentemente sono luoghi di preghiera. Sono luoghi di predicazione di violenza. Perciò i governi occidentali non continuino a nascondere la verità dicendo che gli islamici hanno diritto ai loro luoghi di preghiera. La nascondono solo per paura di ritorsioni da parte degli islamici. Il Corano deve essere ritenuto, secondo il suo stesso contenuto, un libro ETERNO, nessuna frase può essere cancellata o modificata. Alla luce del contenuto del Corano non vi può essere distinzione tra islamici moderati ed islamici radicalizzati, cioè terroristi. Quelli che vengono definiti moderati sono dei falsi islamici che non seguono in tutto il Corano oppure degli impostori che mettono in atto la legge coranica della TAQYYA, cioè della dissimulazione, come dimostrato dal fatto che non vi è stata mai una protesta islamica di massa contro i terroristi. E tutto ciò a parte le considerazioni sull'aumento della delinquenza, quasi non bastasse la delinquenza indigena. Ormai vi sono proteste ogni giorno contro queste continue invasioni. Ma sapete qual'è la causa di tutto ciò? Quella che da sempre vado affacciando: la confusione tra morale (dell'accoglienza) e diritto. Non è possibile alcuna integrazione con chi crede nel Corano.

Per ignoranza della Convenzione Internazionale di Ginevra si pensa che uno Stato abbia l'obbligo di dare asilo ai rifugiati di guerra. FALSO. La suddetta Convenzione esclude dal diritto d'asilo i rifugiati di guerra (e tanto più quelli economici). Essa riconosce il diritto d'asilo solo ai rifugiati politici. Chi sono costoro? Sono coloro che SINGOLARMENTE sono riusciti a fuggire dal loro Paese NON in stato di guerra perché singolarmente perseguitati per manifesta dissidenza politica e non possano rientrarvi perché finirebbero in carcere. Orbene, fatta questa premessa, si smetta di parlare e di scrivere di corridoi umanitari per rifugiati di guerra. Non possono esistere corridoi umanitari per gente che fugga in massa da Paesi in stato di guerra, e tanto meno possono esistere per migranti economici. Se uno Stato avesse l'obbligo di riconoscere un diritto d'asilo a tutti quelli che non accettino di vivere nel loroPaese perché non vi è democrazia allora l'Europa dovrebbe riempirsi, per esempio, di milioni di cinesi e di quasi tutti gli Stati africani, sebbene non in stato di guerra.  In conclusione: non esiste diritto d'asilo per i rifugiati di guerra e tanto meno per quelli economici. Esiste il diritto d'asilo solo per i rifugiati politici, come sopra spiegato in base alla Convenzione di Ginevra.    

L'opinione

Un'invasione senza fine,
adesso gli italiani sono al limite
 

mercoledì 4 gennaio 2017

Le perplessità del cittadino medio sull’immigrazione

Il fenomeno della massiccia immigrazione che, provenendo dall’Africa e dall’oriente, ma soprattutto dall’Africa sta invadendo in modo insostenibile l’Italia è sotto gli occhi di tutti e non ha bisogno di certificazioni. Sono oramai milioni i migranti che nel corso degli anni si sono riversati sulle nostre coste sbarcando dai barconi che attraversano ogni giorno i nostri mari e non lo abbiamo solamente visto dalle cronache delle Tv, ma lo constatiamo quotidianamente girando per i nostri paesi e le nostre città oramai invase da una pletora di sfaccendati di colore, mantenuti a spese dei cittadini ed in un contesto di assurda preferenza rispetto agli italiani bisognosi che a volte sono assurdamente sfrattati per morosità dalle loro case per fare posto agli immigrati!

Quanto poi al comportamento sociale di questi immigrati i numeri dei dati ufficiali forniti dall’amministrazione penitenziaria parlano chiaro certificando che gli immigrati costituiscono il 55% della popolazione carceraria contro una percentuale del 6% sulla popolazione italiana a dimostrazione che gli immigrati delinquono circa 10 volte di più degli italiani.

Quali che siano le cause di tale comportamento, disorientamento, mancanza di lavoro (ma moltissimi sono mantenuti dallo stato), mancanza di educazione civile, aggressività culturale, sta di fatto che questi reati sono commessi e non si tratta di reati leggeri ma di stupri, furti, rapine, aggressioni, omicidi e lo stato non riesce a prevenirli né a ridurli mentre i cittadini onesti debbono continuare a subirli con in più la prospettiva che essi aumentino con l’aumento del numero dei migranti.

Inoltre, i centri di accoglienza, oltre a creare notevoli disagi ai cittadini che si vedono a volte costretti in casa alla sera per motivi di sicurezza che le forze dell’ordine non sono più in grado di garantire, sono spesso teatro di immotivate rivolte di natura teppistica che provocano danni, anche questi a carico della comunità.

Da sfatare anche la leggenda che questi migranti siano spinti dalla miseria posto che un passaggio su uno dei barconi costa dai 3.000 ai 5.000 Euro, cifra che in quei Paesi è di tutto rispetto e che pone chi li possiede al di fuori dello stato di miseria di cui si fanno scudo per spiegare i motivi della migrazione!

Con questo NON vogliamo certamente dire che in Africa se la passino tutti bene, ma certissimamente non sono i migranti quelli che stanno peggio.

La politica nazionale e quella mondiale assistono attonite, impreparate ed inadeguate a questo fenomeno biblico senza mai chiedersi cosa si possa fare CONCRETAMENTE ed al di lá delle solite sterili e stupide chiacchiere per governare il fenomeno.

Chiaramente per modificare l’effetto e cioè la migrazione, si dovrebbe intervenire sulle cause e questo si può fare solamente agendo in loco e cioè cercando di attuare politiche internazionali che risollevino le sorti di quelle economie, ma sino ad oggi non abbiamo visto mai un intervento operativo che agisca in tale senso !

Paradossalmente ha fatto di più per l’Africa la Cina che sta investendo in quel continente, dell’Europa che ne avrebbe più diretto interesse.

Infrastrutture, investimenti, scuole, ospedali, insomma quello che pochi eroici missionari fanno da sempre su scala minimale, sarebbero le cose da fare per dare un abbrivio alla società africana e diminuire le motivazioni della migrazione!

Certamente il discorso non vale per la MINORANZA che scappa dalle guerre e dalle persecuzioni, ma essa è appunto una minoranza per la quale il fenomeno sarebbe governabile sia per il numero che per la natura dei migranti.

Quanto poi ai respingimenti di coloro che non hanno diritto all’accoglienza, la cosa rappresenta il ridicolo dato che essi, sino ad oggi, hanno riguardato una infima percentuale di coloro che si sarebbe dovuto respingere.

Ignavia di chi era preposto, mancanza di organizzazione, buonismo interessato della politica che ha paura di passare per cattiva e di perdere voti?

Forse tutto quanto ed altro ancora, ma sta di fatto che la cosa NON FUNZIONA!
Come quasi sempre accade, anche in questa situazione l’unica cosa evidente appare l’inadeguatezza, il menefreghismo, la disonestà di fondo di coloro che dovrebbero, per mandato popolare, amministrare la cosa pubblica nell’interesse dei cittadini ed invece pensano solamente agli affaracci propri.

martedì 3 gennaio 2017

LA CAUSA DELL'AUTOINVASIONE AFRICANA DELL' ITALIA: LA SPIEGA IL GENERALE LIBICO HAFTAR

I governi occidentali sono i responsabili dell'autoinvasione africana dell'Italia, l'unico Stato che usa la marina militare per farsi invadere. Hanno riconosciuto come governo legittimo della Libia il governo fantoccio di Tripoli di Al Serraj riconosciuto anche dai "chiacchieroni" (così li chiama Trump) dell'ONU. Un governo che, filoislamista, non ha alcun potere effettivo fuori della ristretta zona circostante Tripoli. Da cui provengono tutti i barconi dei falsi profughi. Questo ha dichiarato il generale Haftar, comandante dell'armata del governo laico antislamsta di Tobruk, che controlla l'80% del territorio libico. Il riconosciomento del governo di Tobruk porrebbe fine all'autoinvasione europea dell'Africa. Come possono chiamarsi profughi coloro che provengono da Stati in cui non vi sono guerre? Mi si spieghi perché possano venire anche dalla Costa d'Avorio e dal Ghana attravesando l'Africa sino alla Libia per poi imbarcarsi nei barconi pretendendo diritto d'asilo come profughi di guerra. Non lo sono. Governi imbelli che hanno provocato una situazione insostenibile socialmente ed economicamente con i cosiddetti centri di accoglienza pieni di invasori che vengono mantenuti con le nostre tasse senza fare un cazzo e che tutto pretendono. A Cona hanno sequestrato gli operatori (dipendenti dagli sfruttatori che lucrano con il danaro pubblico) del centro di accoglienza per protesta, rifiutando il cibo perché non di loro gradimento e perché non vi è riscaldamento (tornino in Africa per avere caldo). Si noti l'assurdo di un'Italia allo sbando a causa dei sinistronzi. Gli italiani vengono condannati se protestano contro l'invasione. 

Manifesta contro gli immigrati
Giudice lo condanna al carcere

Invece gli invasori possono fare quel che vogliono, anche commettere impunemente il reato di sequestro di persone, come nel centro di "accoglienza" di Cona. 

Veneto in balìa dei migranti

Dopo Cona, tensioni anche a Verona. Strade bloccate e cassonetti ribaltati: "Il cibo che ci date è scadente"

 

Libia, la versione di Haftar: “L'Italia ha scelto la parte sbagliata”

www.lookoutnews.it/libia-khalifa-haftar-intervista/
6 ore fa - Libia. Intervista del Corriere della Sera al generale Khalifa Haftar: “Lasciate ... e la Cirenaica dagli estremisti, fa il punto sulla guerra all'ISIS e sugli ottimi ... Dunque per Haftar l'Italia in Libia si è schierata dalla parte sbagliata .

Il generale Haftar: «L'Italia in Libia si è schierata dalla parte sbagliata ..

www.corriere.it/esteri/17_gennaio_02/generale-haftar-l-italia-libia-si-schierata-parte-sba...
19 ore fa - ... «L'Italia in Libia si è schierata dalla parte sbagliata» ... L'intervista al generale libico Khalifa Haftar ... Ma hanno ricevuto nuovi volontari dall'estero. Oggi ne .... ALTRE NOTIZIE SU CORRIERE.IT. I più letti; I più commentati ...



Il generale Haftar: «L’Italia in Libia si è schierata dalla parte sbagliata»

L’«uomo forte» di Bengasi: «Consiglierei ai Paesi stranieri e al vostro di non interferire nei nostri affari interni. Lasciate che siano i libici a occuparsi della Libia»


Dalla guerra contro l’Isis e il suo grande rispetto per il rapporto con Mosca, passando per la questione migranti, sino alle difficoltà nelle relazioni con l’Italia e con il governo di Fayez Serraj a Tripoli: per quattro ore il nuovo uomo forte della Cirenaica ha accettato di incontrarci nel suo ufficio in una base super protetta vicino all’aeroporto di Bengasi. «Gli italiani da noi sono sempre benvenuti. Peccato che alcuni abbiano scelto di stare con i nostri nemici», esordisce il generale Khalifa Haftar. Nato il 7 novembre 1943 nella regione di Bengasi, sostenitore della prima ora di Gheddafi, diventato suo generale fidato, poi però passato tra i ranghi dell’opposizione, esiliato negli Stati Uniti e tornato con la speranza di guidare da militare di professione la rivoluzione del 2011, Haftar replica offeso a coloro che lo paragonano al Colonnello per il suo piano di ricostruire l’esercito partendo dalla Libia orientale, mirando a sconfiggere le milizie e scacciare i jihadisti da tutto il Paese. «Io come Gheddafi? Una menzogna ridicola e senza fondamento! Chi lo dice ignora la mia lunga e sofferta lotta contro di lui», sbotta brusco.
Generale, tre anni fa l’accusarono di golpe quando annunciò la sua intenzione di usare il vecchio esercito contro il terrorismo dell’Isis. Oggi i suoi fedelissimi sono alla periferia di Tripoli e la regione di Bengasi appare molto più sicura. Dove porta la sua battaglia?
«Per comprendere i nostri successi occorre ricordare che nascono dalle delusioni dopo la caduta di Gheddafi. I libici si attendevano pace, sicurezza e democrazia. Ma da subito sono cresciute le forze del radicalismo legate ai Fratelli musulmani. I libici già nel 2012 vennero chiamati al voto. Però dopo decenni di dittatura non avevano alcuna idea di cosa volesse dire democrazia. Semplicemente non erano pronti. Così dal Consiglio di transizione e dal primo Parlamento di Tripoli sono emerse le forze del terrorismo. Il popolo ha eletto le persone sbagliate, che ne hanno approfittato per promuovere Al Qaeda e persino il nuovo Isis assieme a una visione pericolosa dell’Islam».
Lei quando è sceso in campo?
«Voi europei non sapete con quanta rapidità l’Isis e i movimenti islamici locali come Ansar al Sharia abbiano cominciato a minacciare, sequestrare, assassinare tutti coloro che consideravano nemici. È iniziato specialmente nell’Est, ma si è sparso a macchia d’olio. Dal 2012 sino all’inizio della mia Operazione Karama (Dignità, ndr) nel maggio 2014 sono stati uccisi oltre 700 militari e almeno altrettanti civili tra Bengasi e la Cirenaica: per lo più giornalisti, intellettuali, cristiani, avvocati, professori, giudici, imam moderati, difensori dei diritti delle donne, esponenti della società civile. Chiunque protestasse, anche solo su Internet, veniva eliminato brutalmente e le foto dei cadaveri diffuse per incutere paura, obbligare al silenzio».
Come si è organizzato?
«A Tripoli ho provato a lanciare appelli, a chiedere aiuto ai vecchi militari. Ma il governo voleva arrestarmi. Allora sono venuto a Bengasi. Ho raccolto 300 volontari tra i soldati più fedeli assieme a 25 ufficiali armati e dotati di 75 veicoli di vario genere. Il 16 maggio 2014 abbiamo attaccato in forze Rafallah Sati, la base dell’Isis e Al Qaeda nel centro di Bengasi. Loro controllavano 7.000 uomini. Ma non si aspettavano il nostro assalto e abbiamo ucciso 250 dei loro capi. Il giorno dopo davanti alla mia caserma c’erano 2.000 nuovi volontari, tanti con i loro fucili e negli zaini cibo per un mese. Poi il nostro numero non ha fatto che crescere. Ora conto di una forza di 50.000 uomini, che controlla circa l’80 per cento del Paese. Pattugliamo i pozzi petroliferi e i terminali qui nell’Est a Ras Lanuf, Brega, Al Sidr. Nessuno ruba gas o greggio. Vige la legalità. Anche i berberi delle montagne di Nafusah, a sud di Tripoli, sono nostri alleati».
In quella zona si trova prigioniero Saif al Islam, il figlio più noto di Gheddafi. Ha un futuro politico?
«Non lo credo proprio, è politicamente bruciato».
Quante perdite ci sono state?
«L’Isis e i jihadisti hanno subito circa 7.000 morti. Ma hanno ricevuto nuovi volontari dall’estero. Oggi ne restano 150 a combattere accerchiati in due quartieri di Bengasi. Noi abbiamo perso circa 5.000 soldati. Purtroppo i jihadisti vengono aiutati anche da alcune tra le milizie di Misurata, che sono radicali e combattono il nostro progetto di smantellarle in nome della supremazia dell’esercito».
Misurata ha perso 1.000 uomini contro l’Isis negli ultimi mesi a Sirte, perché dovrebbe aiutare le colonne jihadiste a Bengasi?
«Senza l’aiuto americano Misurata non avrebbe mai preso Sirte. Loro si sono mossi solo quando hanno visto che i miei soldati stavano per accerchiarla. E comunque alcune delle loro brigate, come la Faruq, sono alleate dell’Isis, ne condividono fanatismo e credo religioso».
Ultimamente lei è stato a Mosca. Una visita che coincide con la crescita dell’influenza russa in Medio Oriente, specie dopo la ritirata dei ribelli siriani da Aleppo. Ha ricevuto aiuti da Putin?
«La Libia ha una lunga storia di ottime relazioni con la Russia. Io mi sono recato a Mosca anche perché volevo rimettere in vita alcuni contratti interrotti nel 2011. Ho molto apprezzato la politica di Putin e i suoi sforzi nella lotta contro il terrorismo in Medio Oriente».
Le ha promesso armi?
«Mosca fa parte del Consiglio di sicurezza dell’Onu, che ha votato l’embargo militare nei nostri confronti. Si muove in modo serio, rispettando le convenzioni internazionali. Ci è stato detto che le armi possono arrivare solo dopo la fine dell’embargo e Putin si impegna per cancellarlo. Comunque noi ci aspettiamo aiuti da tutti per combattere l’Isis. Saremmo ben contenti di cooperare con la Gran Bretagna, la Francia o la Germania. Italia compresa, purtroppo sino a ora il governo di Roma ha scelto di aiutare soltanto l’altra parte della Libia. Avete mandato 250 uomini tra soldati e personale medico per gestire l’ospedale di Misurata. A noi nulla. Negli ultimi giorni ci era stato promesso l’invio di due aerei per trasportare negli ospedali italiani alcuni dei nostri feriti gravi. Ma sino a ora non sono arrivati, forse per il brutto tempo. Ci saremmo aspettati maggior cooperazione. Non abbiamo apprezzato il discorso di fine d’anno del vostro capo di Stato maggiore in visita a Misurata».
Cosa intende?
«Ha detto che l’Italia sostiene le milizie di Misurata, cosa che va oltre una pura missione medica di pace. Conosco le tematiche del vostro ospedale. Il numero due della vostra intelligence è un mio caro amico, viene spesso a trovarmi e ne abbiamo parlato più volte. Però consiglierei ai Paesi stranieri e al vostro di non interferire nei nostri affari interni. Lasciate che siano i libici a occuparsi della Libia».
I migranti in arrivo dalla Libia rappresentano un grave problema europeo. Siamo tutti coinvolti, non crede?
«Noi siamo un Paese di transito. Se il nostro esercito controllerà i nostri confini meridionali il problema si ridurrà per tutti. E ciò vale anche per la questione degli impianti energetici tanto cari all’Italia. Sarei ben contento di parlarne con i dirigenti dell’Eni».
L’Italia come gran parte dell’Europa e l’Onu sostengono il governo di unità nazionale del premier Serraj. Lei è pronto a cooperare con lui?
«Siamo in una situazione di guerra, dominano le questioni legate alla sicurezza. Le circostanze non sono favorevoli ai tempi della politica. Occorre combattere per salvare il Paese dagli estremisti islamici. Io comunque ho cominciato a dialogare con Serraj ben due anni e mezzo fa. Senza alcun risultato concreto. Battuti gli estremisti potremo tornare a parlare di democrazia ed elezioni. Ma non ora».
Lo stesso Serraj chiede di negoziare. La stampa algerina scrive che state per incontrarvi. Conferma?
«No. Non so niente di questo. Personalmente non ho nulla contro Serraj. L’ultima volta ci siamo parlati direttamente il 16 gennaio 2016. Il problema non è lui, bensì le persone che gli stanno attorno. Se intende davvero lottare per pacificare il Paese, impugni il fucile e si unisca ai nostri ranghi. Sarà sempre benvenuto».

domenica 1 gennaio 2017

LE SOLITE VUOTE E DISONESTE ACCUSE DI RAZZISMO E DI FASCISMO

Così ho risposto ad un mio corrispondente dalla Svizzera Sergio P. che mi ha inviato alcuni suoi commenti in relazione ad un articolo di Paolo Flores D'Arcais nella rivista MICROMEGA, chiedendomi che cosa io pensassi di tale articolo.  
Caro Sergio
il cristiano Samuel Pufendorf nel suo De jure naturae et gentium (da me citato in un mio ponderoso libro) rivendicava la libertà di pensiero sino a giustificare la bestemmia. E ciò sulla base della considerazione che non si può ritenere come limite della libertà di pensiero il sentimento religioso personale che è del tutto soggettivo e dunque non può sottostare ad un ordinamento giuridico che riguarda le azioni e non il pensiero. La stessa considerazione oggi potrebbe farsi riguardo all'accusa di fascismo e di razzismo. Una democrazia che neghi la costituzione di un partito fascista o nazista contraddirebbe se se stessa. E' vero che il fascismo e il nazismo andarono al potere appoggiati prima da squadre use alla violenza. Ma il potere fu poi assunto democraticamente con una maggioranza parlamentare. Notare poi l'assurdo del ritenere reato il saluto romano identificato con il saluto fascista o nazista solo perché il fascismo e il nazismo si appropriarono del saluto romano, oltre tutto molto igienico perché nella stretta di mano si ha uno scambio di batteri soprattutto se uno ha la mano sporca. Inoltre non capisco perché invece non sia proibito il saluto comunista con il braccio teso e la mano chiusa nel pugno. Eppure i morti causati dal comunismo  sotto Stalin (con i famigerati gulag) furono maggiori di quelli causati  dal nazismo. Il fascismo non costruì mai lager ma isole di confino. Non uccise mai i suoi oppositori. L'uccisione di Matteotti non fu voluta da Mussolini. Questo è accertato dalla storia. Per quanto riguarda il razzismo bisogna capire che cosa esso signichi. Se significa difendere i confini di uno Stato (come in guerra) o difendere l'identità nazionale messa in pericolo o distrutta dall'ideologia della società multiculturale e multirazziale allora deve essere lecito e razionale dichiararsi razzisti. La storia insegna che non vi può essere integrazione con gente che ha identità diverse.




La storia 
europea, è vero, è stata una storia di guerre. Ma le guerre non hanno scalfito una comune identità data dalla comunanza delle scoperte scientifiche e anche da quella religiosa, nonostante le luci e le ombre del cristianesimo. Non per nulla l'ateo Croce scrisse il famoso Perchè non possiamo non dirci cristiani.  Oggi questa identità è corrosa dall'ideologia nefasta della ideologia della globalizzazione non solo delle merci ma anche dei popoli che invadono l'Europa (anche in conformità con lo scellerato piano Kalergi), che sta portandol'Europa al suo meticciamento. Tanto meno vi può essere integrazione con gli islamici perché la loro fonte è il Corano, peggiore del Mein Kampf di Hitler, che oltre tutto valorizzava la cultura greco-romana nell'insegnamento scolastico. La storia degli USA nulla ha insegnato. Nonostante Lincoln vi sarà sempre mancanza di integrazione o razzismo tra bianchi e negri (perché io non rinuncio a dire negri avendo imparato a scuola che trai tipi di razze esiste quello negroide (e non neroide).  
P.S. Senza fare il suo cognome porrò  questa mia risposta nel mio blog. Perciò grazie per avermene dato spunto.  

Il 29/12/2016 08:31, Sergio P. ha scritto:
Caro prof. Melis,
le copio qui sotto alcuni miei commenti a un testo di Flores d’Arcais, pubblicati nel blog di un amico (“Il fenotipo consapevole”, di Massimo Matis di Torino). Vi si parla degli argomenti dei nostri tempi (razzismo, fascismo - ormai usati come il prezzemolo in ogni circostanza).
Cordiali saluti
Sergio P.

3 commenti:


  1. Informazione bibliografica: il testo qui sopra è tratto dal libro di Flores, "La guerra del sacro", Raffaello Cortina Editore, 2016.
    Questo capitolo è stato pubblicato in francese da Philosophie Magazine nel 2015 e proposto, sempre in francese, da MicroMega, la rivista di Flores d'Arcais. La mia inutile e in parte non impeccabile traduzione l'ho fatta prima che si pubblicasse "La guerra del sacro".
    Il libro di F. d'Arcais mi sentirei di consigliarlo nonostante parecchie riserve che io nutra per questo filosofo ex marxista e che oggi propone un quasi comunismo nella nuova costituzione italiana da farsi. Arcais è anche antipatico, si prende troppo sul serio, mai un sorriso o una battuta (eccheccazzo, lasciati andare una volta, "ridi pagliaccio"). Propaganda non più la democrazia ma l'ISOCRAZIA, il potere degli uguali. 
  2. Quanto al testo in questione mi sembra che non ci sia nulla da eccepire NELLA PRIMA PARTE. Salman Rushdie, sempre in fuga dai carnefici, ha rivendicato il diritto all'offesa (ma non alla diffamazione!). Come spiega bene Flores se assumiamo come criterio di giudizio la suscettibilità di una persona, buona notte! Chiunque può ritenersi "offeso a morte" da una qualsiasi sciocchezza. Quante offese subiamo tutti giornalmente (ma ne dispensiamo pure, spesso inconsapevolmente). Se dovessimo mettere mano alla pistola ogni volta la società di dissolverebbe in un baleno. Ma, si dice, l'offesa ai sentimenti religiosi è un'offesa speciale che spiega le reazioni dei credenti. Ma questo non può più valere in una società moderna, multiculturale, multireligiosa, multietnica. Le IDEE E CREDENZE RELIGIOSE possono essere discusse, respinte e anche irrise. Non dimentichiamo che questa è stata una conquista dell'illuminismo in occidente. Galileo è quasi finito sul rogo per una "battutina da niente", non per aver messo in dubbio le cosiddette verità di fede (peccato originale, redenzione, verginità di Maria ecc. ecc.), e questo appena quattro secoli fa.
    Arcais intitola il suo libro "La guerra del sacro" in quanto constata che questa guerra è ancora in corso e il risultato incerto. Potrebbe anche vincere il sacro. Il dialogo delle religioni è la chiamata alle armi delle fedi per contrastare la modernità. Papa Francesco ha in pratica dichiarato la sostanziale parità delle religioni alleandosi con l'islam e altre confessioni. Dunque attenzione, la partita è ancora aperta: potrebbe anche vincere il sacro (per quanto strano e improbabile possa apparire a noi occidentali).
  3. Invece ciò da cui dissento in questo testo è la messa all'indice di antisemitismo e fascismo. Intendiamoci, non mi considero né antisemita né fascista. Arcais condanna l'antisemitismo, ma non la critica dell'ebraismo e del sionismo. Provate a far capire a un rabbino la differenza (per Arcais sostanziale) tra antisemitismo e antisionismo: sarà difficile, anzi impossibile.
    Stessa difficoltà per me quella di negare il diritto di cittadinanza a fascismo e razzismo. Di nuovo: non mi considero né fascista né razzista, ma probabilmente sarò considerato tale da non pochi contemporanei, preferibilmente "di sinistra". Voglio dire con ciò che questi termini sono oggi abusati. Vorrei che questi crimini (antisemitismo, fascismo, razzismo) fossero ben definiti, in modo preciso e inequivocabile che non possa dare adito a interpretazioni e scappatoie. Il razzismo per es. è diventato ormai il crimine dei nostri tempi (appena vent'anni fa il discorso sul razzismo non era così pervasivo e onnipresente come oggi). Uno che rifiuta "l'accoglienza" di mezza Africa passa per razzista, ma andiamo!
    Un'altra boiata dei nostri tempi è il quasi dogma della "diversità come ricchezza" da insegnare fin dall'asilo! Perciò anche la guerra agli "stereotipi" che invece sono utili per orientarsi. I "modi di dire" (compresi i proverbi vetusti e ridicoli) hanno una loro utilità. Se li eliminassimo e ci inventassimo ogni giorno una lingua diversa - creativa, poetica - non so se ci capiremmo, non credo. Che bello invece che chiamiamo ancora il pane pane come i latini (e tanti altri termini e concetti tramandati). Che bella cosa la tradizione. Adesso sparate pure, denunciatemi come reazionario (e fascista, razzista, antisemita).
    Ecco, sulla suscettibilità Flores d'Arcais ha mille ragioni, il discorso è chiuso, la sentenza definitiva. Ma sul resto non so (quel "quasi comunismo" nella nuova costituzione non mi piace).