mercoledì 24 aprile 2013

LIBERTE', EGALITE', FRATERNITE': ECCO COME LA FRANCIA HA TRADOTTO LE TRE PAROLE A FAVORE DI PEDERASTI E LESBICHE

Libertà di incularsi (ma questa libertà non è mai stata vietata dalla legge), eguaglianza tra il culo e la vagina, fraternità (pura utopia). Questo è il risultato della votazione dell'assemblea francese: 331 a favore e 225 contro. Adesso si aspetta la sentenza della Corte Costituzionale. Da cui non vi è da sperare un annullamento. Lo stesso clima vige dentro la Corte Costituzionale in Italia con presidente Franco Gallo. In Francia si sapeva che Hollande aveva in programma l'annullamento della distinzone naturale tra il culo e la vagina. E allora perché è stato votato? Perché era socialista e non approvavano la politica economica di Sarkozy. Come se quella di Hollande risultasse oggi migliore. Non era mai capitato prima che anche la Reanault dovesse licenziare. Tra due mali dovevano preferire il minore, il vigliacco Sarkozy che volle il bombardamento della Libia per sostituirsi all'Italia nello sfruttamento del petrolio libico, ma con la conseguenza di introdurre anche in Libia l'inverno arabo con l'andata al potere del peggiore islamismo. Era migliore Gheddafi, che era ormai diventato un moderato, nonostante le sue eccentricità.     
E questo sarebbe progresso? Ho già scritto molto su questo tema, citando anche il pensiero di scienziati che dimostrano che l'omosessualità è dovuta ad anomalie del DNA e delle funzioni ormonali. Ho già scritto che risulta dimostrato che gli omosessuali "maschi" hanno un cervello nell'ipotalamo più piccolo e più simile a quello delle donne. Dunque omosessuali si nasce e non si diventa. Fare dunque di queste anomalie il fondamento di una eguaglianza tra normali e anormali è soltanto il frutto di una decadenza dell'Occidente malato di relativismo. Esiste ormai una lobby mondiale degli omosessuali. Ma come? Si dice che in Italia i matrimoni siano in continuo calo e questi anormali aspirano ad ogni costo al "matrimonio" pur contro il signficato del termine, che deriva da mater? Ma come può essere considerata normale per la legge una coppia di pederasti  e di lesbiche aggiungendo per di più il diritto di adozione? Questa è follia. In realtà questi anormali vogliono un'unica cosa: la pensione di reversibilità. Perché per tutto il resto basta il codice civile, potendo ognuno far testamento a favore di chi si voglia, avendo diritto alla legittima solo il coniuge e i figli. Legittima significa che il coniuge e i figli hanno diritto all'eredità sino ad una certa percentuale (che raggiunge un massimo di 3/5 in caso di più figli). Per il resto ognuno può lasciare l'eredità a chi vuole. Sono esclusi dall'eredità tutti gli altri, compresi i fratelli, in caso di testamento che li escluda. 
Sarebbe meglio aumentare le pensioni minime di coloro che non riescono nemmeno a sopravvivere piuttosto che estendere la pensione di reversibilità agli omosessuali che vogliono far fallire l'INPS.  
IL BARATRO DELL'OCCIDENTE: CANCELLA LA DISTINZION...
UNA CORTE COSTITUZIONALE DI PAZZI ANTICOSTITUZIONA...  
VISTO SCRITTO SU UN MURO. E LETTERA AD ING(R)OIA

Francia, sì a matrimoni gay video
Sono 14 i Paesi che li consentono

Video "Speriamo di sposarci in Italia"
Rep Tv Martinotti: "Hollande ha resistito"

Francia, sì a
            matrimoni gay video Sono 14 i Paesi che li consentono In un clima di tensione e limitati scontri in piazza, dopo 136 ore e 46 minuti di dibattito, l'Assemblea nazionale ha dato il via libera definitivo alla controversa legge sulle nozze e sull'adozione di bambini da parte di coppie dello stesso sesso: 331 voti a favore e 225 contrari. L'opposizione ricorre alla Corte costituzionale di LUCIA TIRONI

lunedì 22 aprile 2013

PARLAMENTO PIENO DI BUFFONI DISONESTI: APPLAUDIVANO NAPOLITANO CONTRO SE STESSI. L'ELEZIONE DI NAPOLITANO SARA' UNA MAGGIORE VITTORIA DI 5 STELLE: PDL E PD SARANNO COSTRETTI A COMBATTERSI ANCHE AL GOVERNO. NUOVE ELEZIONI

Napolitano - di questo gli si può dare merito - disse più volte che bisognava cambiare questa farsa di legge elettorale, anticostituzionale, e mentre PDL E PD - questi disonesti - applaudivano Napolitano li interruppe dicendo: questo applauso non indulga ad alcuna indulgenza. I disonesti, con in testa il venditore di fumo Berlusconi, che si spellava le mani applaudendo alla propria vittoria di Pirro, non hanno voluto cambiare la legge elettorale perché i disonesti speravano l'uno di superare l'altro con una piccola frazione di voti in più sulla base dei sondaggi. Hanno giocato alla roulette delle elezioni. Ognuno puntava sul rischio di vincere con pochi voti in più. Ma non avevano fatto i conti con Grillo terzo incomodo. E ora Berlusconi definisce Grillo capo di una squadra di burattini comandata da uno squilibrato, non rendendosi conto che lo squilibrato è stato lui, oltre che disonesto. Grillo continuerà a fottergli un bel po' di voti. E questo vale anche per uno pseudo partito accozzaglia di vari partiti unitisi un matrimonio poligamico, con un marito, Bersani, avente più mogli bisticcianti fra loro. Ma, parafrasando il Don Rodrigo dei Promessi Sposi, questo matrimonio non s'aveva da fare. Raccoglieva individui provenienti dall'area cattolica del partito popolare, ex DC (poi divenuto Margherita) e individui provenienti dall'area marxista (in verità con il tradimento di Marx). Perciò prevedo che questo matrimonio dovrà per forza sciogliersi con la fine del PD. E' questione di tempo. Anche perché una grossa parte del PD non accetterà di collaborare con il sempre demonizzato Berlusconi. Si sputtanerebbe ancor di più. La richiesta di Napolitano di una collaborazione tra PDL e PD è una pura utopia. L'unica soluzione è la votazione di una nuova legge elettorale che abolisca la truffa del premio di maggioranza. Questo è stato ribadito con altre parole da Napolitano, che ha minacciato "conseguenze", cioè le sue dimissioni, se non sarà cambiata la legge elettorale, che è la causa di questa falsa rappresentanza degli elettori in parlamento. Il vero vincitore è il movimento 5stelle, anche se pochi l'hanno capito. Ha sfasciato il PD (e questo può fare piacere a Berlusconi), ma ha reso impossibile anche la richiesta di Berlusconi di una intesa con il PD. PDL E PD saranno ora costretti a prendersi a incornate. E ne usciranno tutti e due perdenti. Si dovrà per forza andare a nuove elezioni e 5 stelle sarà l'unica opposizione a due partiti in rovina. La gente, nauseata dai fallimenti degli odi di due partiti che hanno rovinato l'Italia, non potrà che fare aumentare i voti di 5 stelle. Ma questo quel cretino venditore di fumo, che non ne ha combinato una giusta, non avendo mai, per esempio, riformato l'ordinamemto giudiziario, di una casta di arroganti privilegiati, non l'ha capito. Burattinaio è lui, giacché guida un partito che è manovrato solo da lui e che non esisterebbe più  senza di lui.             

sabato 20 aprile 2013

NAPOLITANO RIELETTO: COME MI AUGURAVO E PREVEDEVO. PURCHE' ADESSO SI CANCELLI LA TRUFFA DELLA LEGGE ELETTORALE E SI TORNI ALLE ELEZIONI

Non poteva darsi soluzione migliore. Si è dimesso il papa e dunque potrà dimettersi Napolitano dopo che questo antidemocratico parlamento accoglierà il più volte ripetuto invito di Napolitano a cambiare la legge elettorale. Dovrà essere cancellato il premio di maggioranza che con l'attuale legge attribuisce al partito o coalizione di partiti che abbia riscosso più voti rispetto agli altri di avere alla Camera il 55% dei deputati. Si ritorni al proporzionale puro con leggero sbarramento (2-4%) su territorio nazionale, evitando apparentamenti.
Pensare che possa esistere un governo di larghe intese su tutto è una pura utopia. Sulle questioni economiche e sociali non può esistere governo di larghe intese. Bisogna tornare alle elezioni perché si chiarisca il vero rapporto di forze tra i partiti.
E ora viene il bello. Perché non sarà possibile varare un governo che metta insieme PDL e PD lasciando all'opposizione 5 stelle, che è, comunque, il vero vincitore perché ha sfasciato il PD e l'alleanza del PD con SEL costringendo il PD a fare un pasticcio di governo con PDL, che senza 5 stelle è destinato a fallire presto.   
Adesso inizia il bello, anzi il brutto, nella ricerca di un governo che abbia la fiducia al Senato se sarà necessario chiedere i voti di 5 stelle.    

Un commento sull'evitata disgrazia di Prodi. 
"Dopo la pau­ra, il sollievo: il Professore che ha rovinato l’Ita­lia, trascinandola nel disastro dell’euro e nel trita­carne di una Ue burocratica e punitiva, non è di­ventato presidente della Repubblica, quindi non potrà più riprendere a creare problemi. Scampato pericolo"(Vittorio Feltri). 

venerdì 19 aprile 2013

MALEDETTO PRODI. MALEDETTO RENZI. MEGLIO NAPOLITANO PER QUALCHE MESE E POI SCIOGLIERE LE CAMERE

Ho lasciato il seguente post nel blog di Grillo. 

Colpa anche di 5 stelle se verrà eletto quel maledetto PRODI, compreso nei nove candidati di 5 stelle. Per cui ci potrà essere qualche franco tiratore a favore di MORTADELLA. Responsabile di tanti delitti economici (ha svenduto le imprese pubbliche come presidente dell'IRI in combutta con  DE Benedetti) e del disastroso livello di cambio dell'euro. Per evitare che qualche franco tiratore voti per MORTADELLA, anche dalla brutta faccia e con quello sporco sorriso senza denti, sarebbe stato meglio che 5 stelle si fosse astenuto alla quarta votazione. Prodi è stato salvato dalla galera solo per appoggi politici anche dentro la magistratura di sinistra. La P.M. Giuseppa Geremia che chiedeva il rinvio a giudizio di Prodi fu costretta alle dimissioni anche perché la madre minacciata di morte.  
Aggiungo ora che il PD è un partito schifoso che fa gli interessi di bottega invece di cercare un capo dello Stato che riscuota un consenso trasversale e non sia solo il rappresentante dello schifoso PD, che si vuole accaparrarsi tutte  le maggiori cariche dello Stato con meno del 30%. Questo anche a causa di PDL che non ha voluto cambiare la legge elettorale truffa che ha permesso al PD e ai suoi alleati di avere il 55% dei deputati (340) con il premio di maggioranza. Chi di spada ferisce di spada perisce. 
Giustamente è stato detto che il capo dello Stato secondo la Costituzione deve rappresentare tutta la nazione. Pertanto l'elezione di Prodi dovrebbe essere anticostituzionale. Ma la Costituzione si contraddice se prevede che dopo la terza votazione basta la maggioranza assoluta. Il fatto è che in questo caso Prodi non rappresenterebbe nemmeno la maggioranza dei cittadini elettori, ma soltanto la maggioranza fasulla delle due Camere riunite e dei rappresentanti delle Regioni. E invece questo schifoso PD se ne frega bastandogli un Prodi che rappresenti solo il PD. E così si è anche scoperto che il falso rottamatore istrione Matteo Renzi è d'accordo con il rappresentante di tutto il vecchiume e di tutta la passata disonestà rappresentata a sinistra (falsa sinistra) da Prodi.   
Se prevalesse la ragione con l'onestà questi bottegai del parlamento voterebbero ancora per Napolitano perché sciolga il parlamento dopo l'approvazione di una nuova legge elettorale che cancelli la truffa del premio di maggioranza. E il nuovo parlamento eleggerebbe un nuovo presidente della Repubblica.
Questo avrebbe dovuto suggerire lo stesso Napolitano, che, pure, aveva sempre chiesto la riforma della legge elettorale, che non rispecchiava affatto la rappresentanza degli elettori.

DI MALE IN PEGGIO: TORNA L'ODORE DI MORTADELLA GRAZIE AL COSIDDETTO ROTTAMATORE MATTEO RENZI:

E QUESTO MATTEO RENZI SAREBBE IL ROTTAMATORE? SE APPOGGIA LA SCIAGURA DI PRODI DOVREBBE ESSERE LUI IL PRIMO AD ESSERE ROTTAMATO.

Il segretario, dopo l'annuncio di scheda bianca: "L'assemblea sceglierà un altro nome". La riunione domattina alle 8. Veltroni

RENZI CORRE A ROMA - «Ma è evidente che Marini è già saltato» ha commentato il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, diretto a Roma per incontrare i parlamentari a lui vicini, ma non Bersani. Dopo la cena Renzi ha negato di sentirsi il ivncitore della giornata: «Vince l'Italia venerdì se ci sarà un presidente della Repubblica in grado di dare unità al Paese». Il rottamatore ha anche aggiunto di non aver «mai chiuso su Prodi» chiedendo di smetterla «di giocare con impicci e polemicucce interne». Confermata anche l'apertura all'ex sindaco di Torino Sergio Chiamparino.

La Repubblica

Pd, iniziata la resa dei conti vd
Renzi a Roma incontra i suoi -
vd

"Prima scelta Chiamparino, poi Prodi"Sedi Pd occupate per protesta ft - video




mercoledì 17 aprile 2013

FRANCO MARINI: UNA SCIALBA FIGURA DI EX SINDACALISTA IGNORANTE CANDIDATO AL QUIRINALE

Questo sembra essere il risultato dello squallido accordo Berlusconi-Bersani. Ma certamente un risultato migliore di quello che sarebbe stato se si fosse scelto il non ignorante Amato, cassiere di Craxi, ma furbescamente riuscito a non farsi coinvolgere nella scomparsa del Partito socialista. Migliore anche di quella sciagura del non ignorante Prodi. Triste quel Paese che ha bisogno di preferire un ignorante migliore di candidati non ignoranti. L'ottantenne Franco Marini ha un passato da sindacalista e di segretario del Partito popolare. Non è certo una figura che possa rappresentare al meglio la Repubblica: ma largo all'ignoranza se questa è il prezzo necessario da pagare per impedire che individui come Amato e, peggio, Prodi, possano avere la meglio. Visto che 5 stelle ha messo Ferdinando Imposimato al quinto posto, dopo Rodotà (anch'egli ottantenne), sarebbe stato meglio puntare sul dimenticato e onesto presidente del Senato che fu il filosofo della scienza Marcello Pera. Questa sarebbe stata la carta da giocare da parte di 5 stelle. Infatti Marcello Pera, pur eletto in Senato dentro la lista di Forza Italia, dimostrò, da laico, da non credente, di avere senno nel suo concepire le radici cristiane dell'Europa, contro ogni forma di relativismo che è la causa maggiore della decadenza dell'Occidente. Egli nel segreto dell'urna avrebbe potuto prendere i voti del centro destra del PDL e di molti franchi tiratori del PD di area cattolica. Non bisogna dimenticare che Pera, che oggi ha 70 anni, scrisse insieme con Benedetto XVI un libro intitolato Senza radici. E invece per questioni di equilibrio e di sporchi patteggiamenti tra Berlusconi e Bersani ci troviamo ad avere, SEMBRA, un candidato al Quirinale un perfetto ignorante che nella sua vita non ebbe mai un mestiere che fosse una reale professione. Infatti prese una inutile laurea in giurisprudenza mai utilizzata professionalmente. 
Ma come si fa a candidare alla presidenza uno di 80 anni, non essendo sicuri che a questo non venga l'alzeimer? Pare ormai che un capo dello Stato non possa essere trovato fuori degli ottantenni. Anche Rodotà ha 80 anni. E ne aveva 80 Napolitano quando fu eletto. Siamo veramente messi male.    

Ho scritto nel blog di Grillo sotto il post intitolato "Eraclito e 10 saggi" che aveva sbagliato scrivendo che Eraclito era del IV secolo. Ma evidentemente Grillo non soltanto non commenta mai i commenti, ma non li legge nemmeno. Forse perché, essendo migliaia, non potrebbe fare altro se dovesse ogni giorno far questo. La dimostrazione sta nel fatto che ho commentato dicendo che Eraclito non sta nel quarto secolo. E l'avrebbe dovuto capire perché il nome Eraclito è stato riportato permettendo di cliccarci sopra per essere rinviati a Wikipedia. Dunque si suppone che Grillo abbia letto su Wikipedia le due date: (Efeso, 535 a.C. – 475 a.C.). Gli ho spiegato che il tal caso avrebbe dovuto dire che Eraclito visse tra il VI e il V secolo. Ho aggiunto, per fare un altro esempio, che fu Aristotele (384-322) a vivere nel IV secolo. Grillo non sa calcolare i secoli in numero romano. E nessun altro l'ha fatto notare.  Probabilmente Grillo pensa che viviamo, non nel XXI, ma nel XX secolo considerando gli anni 2000. Passo ad altro.
Odifreddi è come una di quelle famose guide di montagna di cui, secondo un certo racconto, ci si poteva fidare ciecamente. Quando dicevano "a sinistra" si poteva essere sicuri che bisognava andare a destra, e viceversa. Parla male di Grillo ma propone un trio che include Rodotà che è il candidato di Grillo.
Proporre Amato, Prodi, Rodotà. Incredibile. Non sto a ripetere quanto altri giustamente hanno detto di male circa questo trio. Voglio aggiungere una cosa che altri non hanno detto. Prodi svendette la SME e fece affari sporchi con De Benedetti. La P.M. Giuseppa Geremia stava per incastrarlo malamente ma gli appoggi politici valsero di più anche dentro la Magistratura. La Geremia fu costretta a dare le dimissioni e la madre fu minacciata di morte. Per cui si trasferì a Cagliari.  E lasciamo il suo fanatismo per l'euro, con cambio del tutto errato perché avrebbe dovuto proporre un cambio inferiore rispetto alla lira (come gli è stato fatto notare da tanti economisti che hanno osservato che il rapporto giusto avrebbe dovuto essere di 1200 lire per un euro). Amato da furbastro è stato un piccolo Talleyrand, riciclandosi sempre per sopravvivere politicamente riuscendo sempre a non farsi trovare con le mani nel sacco di Craxi, da cui attingeva anche lui. Rodotà, zitto zitto, ha accumulato tante pensioni da superare di gran lunga Amato. E ha 80 anni. Siamo sicuri che arriverà a 87 e non gli venga l'alzeimer? O il Quirinale è un elisir di lunga vita (Pertini, Ciampi, Napolitano)?    
Usando la logica, visto che chi dovrebbe usarla non la usa, la migliore soluzione, almeno per chi ritenga che questo parlamento, eletto con una legge truffa che concede il 55% dei deputati ad una coalizione di partiti che non ha ragginto nemmeno il 30%, sarebbe consistita nel rivotare per forza Napolitano (anche se ha detto di no ma soltanto perché non disponibile ad arrivare a 94 anni stando al Quirinale). Fargli capire che sarebbe stato eletto per rimanere in carica poco tempo, quello necessario per  sciogliere il parlamento dopo  la riforma della legge elettorale che abolisca la truffa del premio di maggioranza e l'apparentamento di partiti, aggiungendo un leggero sbarramento (2-4%) da far valere in riferimento ai voti presi su tutto il territorio nazionale, e non in una singola circoscrizione elettorale.
Le mie preferenze sarebbero andate al magistrato  Ferdinando Imposimato (risultato solo quinto nelle quirinarie) e in subordine a Marcello Pera (70 anni), purtroppo dimenticato dalla politica, nonostante sia stato un ottimo presidene del Senato. Almeno avremmo avuto un filosofo della scienza come capo dello Stato. Da notare poi che Pera, come laico aperto al dialogo con i cattolici e come amico personale di Benedetto XVI (con cui scrisse insieme "Senza radici", avrebbe preso certamente i voti della (falsa) destra perché fu eletto come indipendente in Forza Italia (lo volle Berlusconi su suggerimento del filosofo Lucio Colletti) e certamente di tutta la frangia cattolica del PD.                  

martedì 16 aprile 2013

PRIMO LEVI: SE QUESTO E' UN UOMO. ANCHE SE ASSASSINO. COME LO FU LEVI

Ho ampiamento demitizzato in un mio libro (Io non volevo nascere), sulla base di una approfondita documentazione) la guerriglia, e non guerra, partigiana messa in atto con atti proditori ed efferati, da mosche cocchiere della Resistenza, fatta in realtà dagli angloamericani (anche con bombardamenti su popolazioni civili e su palazzi che non avevano alcuna importanza dal punto di vista tattico e strategico, ma con l'unica intenzione di terrorizzare la poplazione). In realtà coloro che parteciparono alla guerrigli partigiana non furono più di 25.000. La popolazione, dopo il '43, rimase completamente passiva, con un esercito regio allo sbando e la popolazione della R.S.I. anch'essa passiva. Mentre l'esercito della R.S.I. era formato o da giovani che ancora credevano negli ideali del fascismo o da giovani che erano stati costretti ad arruolarsi perché era prevista la pena di morte per i renitenti.    Ho documentato nel mio libro come tutte le stragi, da quella delle Fosse Ardeatine a quella di Marzabotto, furono causate da azioni proditorie dei partigiani. 
Mi fa dunque piacere che uno storico ebreo e onesto come Sergio Luzzatto abbia avuto il coraggio di demitizzare la figura di Primo Levi. Che morì suicida buttandosi nella tromba delle scale. Rimase famoso per il libro Se questo è un uomo
   Vi è da domandarsi come mai Primo Levi sia riuscito a scampare dalle asserite camere a gas di Auschwitz. Egli spiegò che gli fu risparmiata la vita perché aveva delle competenze come chimico. Come se i nazisti avessero bisogno delle sue competenze e non ne avessero anche di migliori. Ma lasciamo perdere questo discorso, che mi porterebbe sul tema del negazionismo, essendomi io sempre dichiarato un dubitazionista sino a quando non verrà permesso un dibattito pubblico tra affermazionisti e negazionisti, che, invece, vengono perseguitati, se non arrestati o uccisi. E qualche ebreo italiano, come il fanatico liberticida Riccardo Pacifici, capo della comunità ebraica di Roma, vorrebbe introdurre anche in Italia, come in Francia, in Germania e in Austria, il reato di negazionismo. Visto che gli Stati sopra menzionati hanno avuto bisogno di ricostruirsi una verginità storica il Pacifici vorrebbe che nello stesso modo se la ricostruisse anche l'Italia.  
    Si è sempre taciuto dell'episodio di Levi assassino che uccide due ragazzi all'interno di dispute tra partigiani. Non furono uccisi da nazisti. Furono uccisi da altri partigiani. Responsabili anche della morte dei fratelli Cervi. Anche ciò ho documentato nel mio libro. 
Riporto ora un articolo trato dal quotidiano Libero. 

Gad Lerner non ha digerito il nuovo libro dello storico e autore della Einaudi, Sergio Luzzatto. La discordia nasce sulla figura di Primo Levi. Nel saggio di Luttazzo, Partigia. Una storia della resistenza, l'intellettuale e scrittore di origine ebraiche viene tirato in mezzo su una pagina oscura del suo passato. Luzzatto racconta del Primo Levi partigiano che nell'autunno del 1943 poco prima della sua cattura e deportazione partecipa all'esecuzione della condanna a morte di Fulvio Oppezzo, 18 anni, e Luciano Zabaldano. Due giovani che avevano violato le regole degli antifascisti e per questo erano stati "regolati" a Cerrina, nel Monferrato, con una mitragliata alle spalle. A far parte di quella squadra della morte, secondo quanto racconta Luzzatto c'era anche lo stesso Primo Levi.

Offesa alla memoria - Per Gad Lerner il testo di Luzzatto è un offesa inaccettabile per la memoria dello scrittore italiano. Così con un articolo di fuoco apparso sulle pagine di Repubblica, Lerner attacca Luzzatto. "Mi forzo a scrivere per interrogarmi sulla natura dell’ossessione di Sergio Luzzatto che quell’episodio drammatico lo scruta in più di trecento documentatissime pagine; traendone un volume edito da Mondadori perché la casa editrice torinese che fu di Primo Levi non se l’è sentita di pubblicarlo: Partigia. Una storia della Resistenza.

Ossessione per Primo Levi -  "Mi permetto di adoperare il termine 'ossessione' sapendo che l’autore non si offenderà perché lo scrive due volte egli stesso per motivare la spinta a un’indagine che non ha molto da rivelare sul piano storico – le atrocità della Resistenza come guerra civile sono già dissodate - sollecitandoci invece a una discutibile revisione iconografica e sentimentale". Lerner non accetta il revisionismo storico di Luzzatto e parla di una vera e propria "ossessione" dell'autore per l'intellettuale della shoa. "Luzzatto dichiara, testuale, 'un’altra mia ossessione' per la figura di Primo Levi. Quasi che un impulso morboso lo spingesse a misurare fino a dove giunga la sua capacità di 'devozione civile' e di 'venerazione letteraria' per il testimone, l’intellettuale rigoroso, lo scienziato che attraversato l’inferno non smette di ammonirci: scegli il raziocinio, diffida dalla visceralità anche nella scrittura".
Le regole della guerra -  Quell'episodio che vede Primo Levi far parte di un commando che deliberò l'uccisione di due ragazzi sembra per Lerner un'ombra da rimbalzare nella notte della storia. Ma dal testo di Luzzatto la figura dello scrittore e dell'intellettuale non esce rideminsionata nè sminuita. Durante la guerra, anche quella civile consumata in Italia tra il 1943 e il 1945, ci sono leggi non scritte. Ordini da eseguire senza fiatare. Il rifiuto può costare la morte. "Mors tua vita mea". Questa la legge che regna nelle pieghe di ogni conflitto. Piccolo o grande che sia. Primo Levi ha eseguito un ordine. Nulla di più. La storia lo sa. La letteratura pure. Con buona pace di Gad Lerner. 
    
La polemica

Lo scandaloso Gad Lerner:
"Vietato dire che Primo Levi
fucilò alla schiena 2 ragazzini"

Il giornalista critica il saggio di Luzzato che ricorda un episodio del '43, quando l'intellettuale partecipò a una doppia esecuzione

Gad Lerner

LE PRODEZZE DI PRODI SALVATO DALLA GALERA GRAZIE AI SUOI APPOGGI POLITICI PRESSO LA MAGISTRATURA. E COME PREMIO QUALCUNO LO VORREBBE AL QUIRINALE

Nel 1982 il governo affidò la presidenza dell'IRI a Romano Prodi. La nomina di un economista (seppur sempre politicamente di area democristiana, come il predecessore Pietro Sette) alla guida dell'IRI costituiva in effetti un segno di discontinuità rispetto al passato. La ristrutturazione dell'IRI durante la presidenza Prodi portò a:
la cessione di 29 aziende del gruppo, tra le quali la più grande fu l'Alfa Romeo, privatizzata nel 1986;la diminuzione dei dipendenti, grazie alle cessioni ed a numerosi prepensionamenti,soprattutto nella siderurgia e nei cantieri navali;la liquidazione di Finsider, Italsider ed Italstat;lo scambio di alcune aziende tra STET e Finmeccanica;la tentata vendita della SME al gruppo CIR di Carlo De Benedetti, che venne fortemente ostacolata dal governo di Bettino Craxi. Fu organizzata una cordata di imprese, comprendente anche Silvio Berlusconi che avanzarono un'offerta alternativa per bloccare la vendita. L'offerta non venne poi onorata per carenze finanziarie, ma intanto la vendita della SME sfumò. Prodi fu accusato di aver stabilito un prezzo troppo basso (vedi vicenda SME).
Il risultato fu che nel 1987, per la prima volta da più di un decennio, l'IRI riportò il bilancio in utile, e di questo Prodi fece sempre un vanto, anche se a proposito di ciò Enrico Cuccia affermò:
« (Prodi) nel 1988 ha solo imputato a riserve le perdite sulla siderurgia, perdendo come negli anni precedenti. »
È comunque indubbio che in quegli anni l'IRI aveva per lo meno cessato di crescere e di allargare il proprio campo di attività, come invece aveva fatto nel decennio precedente, e per la prima volta i governi cominciarono a parlare di "privatizzazioni"...e poi l'EURO: http://www.youtube.com/watch?v=jcKSAFzT56k


La complicità (lo affermerà la stessa Magistratura) tra Romano Prodi e Carlo De Benedetti inizia nel luglio 1982, quando Prodi viene nominato presidente dell'IRI, il più grande ente economico dello Stato, in casa del suo storico compare Carlo De Benedetti (proprietario del gruppo Repubblica ed Espresso e di altre 30 riviste/quotidiani/settimanali/mensili in tutta Italia), nel caso di Repubblica addirittura De Benedetti ne è l'unico editorialista, quindi gli articoli se li scrive lui stesso (ci immaginiamo l'obiettività).
L'attività di Prodi dal 1982 al 2007 è stata concentrata principalmente in un solo unico compito:
Svendere (o regalare) tutti gli enti pubblici dello Stato al suo alleato Carlo De Benedetti a un prezzo irrisorio con bandi truccati.

“Chi non conoscela verità è uno sciocco,ma chi, conoscendola, la chiama bugia,è una persona sleale” (B. Brecht)
De Benedetti e la sinistra, storia di un’alleanza che ha svenduto l’Italia.
CONTINUA INPERTERRITO A FARTI DEL MALE. VOTA UN PARTITO, HAI UN FUTURO DI MERDA ASSICURATO.

Chi sia Carlo De Benedetti, è noto ai più. Colui che, entrato in Fiat, ha cercato di sfilarla agli Agnelli, i quali l’hanno sbattuto fuori senza complimenti. Acquistata la Olivetti, l’ha spolpata fino a portarla al fallimento. Entrato nel Banco Ambrosiano di Calvi ed accortosi di quanto stava accadendo, ha ricattato quest’ultimo facendosi liquidare con 60 miliardi: processato per bancarotta, è stato condannato in primo grado ad oltre sei anni e in Appello a quattro, ma l’ha passata liscia senza rinvio in Cassazione “per preclusione dell’esercizio dell’azione penale in relazione alla bancarotta”. Secondo la suprema corte, anche se è stato condannato in due gradi di giudizio non avrebbe nemmeno dovuto essere processato. Si può dire che lo squalo del capitalismo italiano abbia portato a termine il suo miglior affare con l’acquisto della tessera n. 1 del Pd, investimento che gli potrebbe rendere 560 milioni grazie alla complicità di una Procura che sembra proprio simpatizzare per quella parte politica.
Gli “intrallazzi” tra De Benedetti e il centro-sinistra durano in realtà da anni. E spesso sono stati sinonimo di grandi e oscure manovre, soprattutto con Prodi presidente dell’Iri e poi premier.
Nel 1985 Prodi, con un contrattino di appena 4 pagine (anzichè centinaia come si usa abitualmente) a trattativa privata, tenta di svendere il più grande gruppo alimentare dello Stato, la Sme, alla Buitoni di De Benedetti per soli 497 miliardi di vecchie lire.
SEGUE
http://www.qelsi.it/2011/de-benedetti-e-la-sinistra-storia-di-unalleanza-che-ha-svenduto-litalia/



La P.M. Giuseppa Geremia, che indagava su Prodi, dovette lasciare l'incarico perché la madre fu minacciata di morte. Pertanto dovette trasferirsi da Perugia a Cagliari. 
E qualcuno vorrebbe che questo disonesto, che ha voluto per forza fare entrare l'Italia nell'euro, e con un cambio troppo alto, avesse come premio il Quirinale.  

lunedì 15 aprile 2013

L'ISTRIONE ODIFREDDI NON PERDE OCCASIONE PER METTERSI IN MOSTRA. VUOLE CONTAGIARE ANCHE I DETENUTI DELLA SUA VERITA' PRIVANDOLI DELL'ILLUSIONE DELL'ESISTENZA DEL DIO CRISTIANO. MA PARE CHE PER LUI IL DIO DELL'ISLAMISMO, ASSAI PEGGIORE, NON ESISTA.E VI SPIEGO PERCHE'

E' vero che la scienza non può darci alcuna certezza sulla verità dell'universo (e per questo cita Newton). Ma arriva a dire che Gesù  non sia mai esistito. Questo tuttologo ormai vuole dare l'impressione dell'onniscienza. Contraddicendosi. Dice infatti che la scienza è come un'isola con una spiaggia il cui bagnasciuga è il limite della conoscenza. Al di là di essa si estende il limite della conoscenza. Vi è da osservare che l'onnisciente Odifreddi confonde il basciasciuga con la battigia. Il bagnasciuga è infatti la linea di galleggiamento di una barca o di una nave. Anche Mussolini cadde in questo errore dicendo (a proposito dello sbarco degli americani): li fermeremo sul bagnasciuga). Si sa come poi andò a finire. Odifreddi, noto come logico, pur non essendo un matematico in senso stretto, dice che il progresso della conoscenza scientifica allarga i confini dell'isola. Ma sin dove si allargheranno questi confini? Se si allargassero tanto l'isola diverrebbe un continente. E allora non sarebbe più un'isola. Il fatto è che, anche se diventasse un continente, rimarrebbe sempre un limite ai confini della conoscenza. Ma Odifreddi non vuole prendere atto di questi confini e propone poi le sue verità assolute volendo dimostrare scientificamente che Dio non esiste. A parte ciò, come al solito, Odifreddi pare che viva contento solo quando ridicolizza il cristianesimo . Egli raggiunge in ciò una sorta di orgasmo. Crede perfino di essere originale, mentre vi sono seri studiosi che hanno negato la divinità di Gesù senza tuttavia metterne in discussione l'esistenza. Egli non si confronta mai con i seri studiosi della vita di Gesù. Tutta la sua originalità si traduce, per esempio nel paragonare l'ascensione al cielo di Gesù e poi della madonna a quella di Batman. Nemmeno io credo in queste favole. La sua paranoia contro il cristianesimo gli è consentita dal fatto di sapere che non correrà mai alcun pericolo in un Occidente ormai secolarizzato. Durante una conferenza a Cagliari intervenni per domandargli come mai pubblicamente non ridicolizzasse ancor di più l'islamismo. Mi rispose furbescamente (per tacere il vero motivo) che egli viveva in Italia e non in un Paese islamico. Risposta ipocrita. Come se nello stesso Occidente il pericolo non derivasse dall'espansione (che io chiamo invasione) dell'islamismo, mentre nello stesso Occidente il cristianesimo è ormai inoffensivo, mentre subisce attacchi in tutti i Paesi islamici.                                                       

  Si racconta che Maometto, ancora in vita, trovandosi seduto su un cavallo bianco in una piazza di Gerusalemme, fu trasportato da Allah in cielo perché, stando sempre seduto sul cavallo, potesse già visitare il paradiso, che poi descrisse nel Corano in termini che fanno pisciare dal ridere (vedere a queso proposito il mio florilegio del Corano del 20 ottobre 2009). Ma pare che l'islamismo per Odifreddi non esista. E gli conviene continuare a far finta che non esista perché, se paragonasse Maometto a Batman, rischierebbe (e sarebbe più di un rischio) di fare una brutta fine e non potrebbe più avere orgasmi ridicolizzando il cristianesimo. Certamente Odifreddi non ha la vocazione del martirio nel suo difendere l'ateismo, come se il credere in Dio si identificasse con il credere solo nel Dio cristiano. E'vero che curò anche lo scritto (attribuito all'imperatore Federico II) intitolato De tribus impostoribus (Mosè, Gesù, Maometto). Ma anche in questo non disse la verità. Infatti Mosè non fu un impostore perché la più accreditata esegesi biblica ha dimostrato che Mosè non è mai esistito (vedere la voce Mosè nel mio sito www.ordineliberale.org). E' vero che i Vangeli hanno attribuito a Gesù cose del tutto inventate, sebbene risulti da fonti non cristiane (che Odifreddi ritiene insufficienti o interpolate) che Gesù sia un personaggio storico. Dunque Gesù non fu un impostore. Impostori furono coloro che nei Vangeli attribuirono a Gesù cose da lui certamente mai dette e mai fatte. L'unico vero impostore fu dunque Maometto, la cui storicità, invece, è fuori discussione. Ma proprio per questo è più pericoloso. Eppure pare che l'unico vero pericolo, l'islamismo, per Odifreddi non esista. Odifreddi non avrebbe mai il coraggio di riconoscere in una conferenza che Maometto è stato la più grande disgrazia della storia. Lo sfido a paragonare Maometto a Batman. Finirebbe di fare conferenze contro il cristianesimo perché finirebbe sotto il coltello di un islamico. Questa è la fondamentale differenza tra cristianesimo ed islamismo.    

Delle sette opere di misericordia a Odifreddi interessa solo quella del visitare i carcerati. Sì, per mettersi in mostra anche lì. Egli infine si appella, come ad un unica fonte della verità, alla razionalità. Ma a quale razionalità? Quella matematica è neutra. Da sola non dice alcunché sull’universo. Se intende riferirsi, come dice nel suo articolo sotto riportato, alla razionalità della coscienza come giudice individuale, è ancor peggio. Si cade nel relativismo e si giustifica anche il fanatismo di ogni sorta. Religioso o non. Infatti anche i maggiori personaggi in negativo nella loro individuale coscienza erano persuasi di essere dalla parte della verità. Da Mosè (se pur mitico) a Hitler (purtroppo non mitico). Odifreddi si ricordi di una frase di Max Weber: “non si uscirà mai dalla lotta mortale tra valori morali”. Io dico che se ne può uscire solo con il diritto naturale. Mi fermo qui per non allungare il discorso sul diritto naturale. 

Notizie relative a odifreddi visitare i carcerati

  1. Visitare i carcerati
    La Repubblica ‎- 1 giorno fa
    Il Vangelo di Matteo (XXV, 34-46) attribuisce a Gesù sei “opere di misericordia corporale”: dar da mangiare agli affamati, dar da bere agli ...         

 Il detenuto in crisi sull'esistenza di Dio - YouTube

www.youtube.com/watch?v=ydN9IBcRo-M
1 giorno fa - Caricato da Piergiorgio Odifreddi
Lezione di Odifreddi alla casa di reclusione di Rebibbia sul tema "scienza e fede". 12 aprile 2013.

venerdì 12 aprile 2013

UNA CORTE COSTITUZIONALE DI PAZZI ANTICOSTITUZIONALI E DI RITARDATI

Inviato alla Corte Costituzionale

info@cortecostituzionale.it


Non vi è alcuno che, essendo capace di ragionare, non sappia intendere che l'art. 29 della Costituzione, prefigurando un concetto di famiglia definita naturale, esclude che nell'intenzione dei costituenti (anche perché nel 1946 certamente essi non erano nemmeno sfiorati da un un riferimento all'esistenza di omosessuali) per società NATURALE potesse intendersi una coppia di pederasti o di lesbiche. Allora il problema non si poneva nemmeno. Il termine NATURALE, poi, secondo la tradizione della giurisprudenza romana, faceva riferimento al MATRIMONIO. Il termine stesso fa capire che non esiste matrimonio senza MATER. E questo anche perchè secondo il principio della giurisprudenza romana MATER SEMPER CERTA EST, PATER INCERTUS (non esisteva allora la possibilità di accertare la paternità con l'esame del DNA). Augusto, preoccupato della diminuzione delle nascite fece approvare dal Senato una legge che imponeva a tutte le donne fertili di sposarsi. Anche se, naturalmente, non poteva pretendere che da ogni matrimonio nascessero dei figli. L'omossessualità era diffusa nell'antica Grecia, ma la società ironizzava su di essa. E lo fu anche nell'antica Roma, dove omosessuale era però considerato solo colui che subiva il rapporto anale. Ed era proibito tra cittadini romani di ogni età. Era consentito solo tra un cittadino ed uno schiavo o altro individuo che non fosse cittadino romano. E ciò faceva parte della mentalità romana, che non poteva accettare che un popolo di dominatori si facesse dominare facendosi inculare. Anche se si dice che Cesare si fosse fatto inculare dal re di Bitinia Nicomede. Lo stesso esercito romano comandato in Gallia da Cesare ironizzava su di lui cantando: Caesar subegit Gallias, Nicomedes subegit Caesarem. Ma Cesare dovette subire l'inculamento per ingraziarsi Nicomede che doveva fornirgli un finanziamento per le sue campagne di guerra e delle navi. Tutto ciò valeva bene un inculamento una tantum. Cesare si rifece abbondantemente con Cleopatra. Parafrasando la famosa frase del re francese Enrico IV che si convertì dal calvinismo al cattolicesimo per diventare re: Parigi val bene una messa.
  Oggi si sa che la genetica ha scoperto quale sia l'origine dell'omosessualità. Essa deriva da anomalie genetiche od ormonali (per esempio nel caso di donne che abbiano assunto determinati farmaci durante la gravidanza). E' escluso dunque che l'omosessualità derivi da influenze sociali, da certi ambienti che si siano frequentati. Un eterosessuale non diventa omosessuale per avere frequentato un omosessuale. Omosessuali si nasce, non si diventa. Lo hanno confermato il genetista  omosessuale Simon Lavey e quello normale Glenn Wilson, che ha ha confermato ciò che già sapevo per aver letto del biologo Jean Didier-Vincent Che cos'è l'uomo, Garzanti 2005: il cervello degli omosessuali maschi è più simile a quello delle donne perché hanno un ipotalamo molto più piccolo. 
Vedi anche l'articolo del genetista Giuseppe Novelli

L'orientamento sessuale tra genetica ed epigenetica - Le Scienze

www.lescienze.it/.../orientamento_sessuale_sessualit_genetica_epigen...
07/gen/2013 – Secondo una recente ricerca, alla base dei comportamenti omosessuali ci sarebbero fattori epigenetici. Una spiegazione interessante ma non ...
Pertanto, ciò che dà fastidio, oltre allo schifo fisico, è che i pederasti si considerino normali. Al massimo avrebbero il diritto al riconoscimento di essere compatiti per la loro anormalità, risultato di una natura imperfetta, in cui non è bastata la selezione naturale per cancellare tante anomalie genetiche. Ma la smettano di esibire pubblicamente il loro cosiddetto "orgoglio omosessuale". Quale orgoglio? L'orgoglio dell'inculamento? Lo scopo nascosto della loro richiesta di riconoscimeto legale di coppia è la pretesa di avere anch'essi la pensione di reversibilità. Con tutte le conseguenze assurde  che ne deriverebbero e di cui ho già scritto. Tutto il resto lo possono avere con il Codice Civile, potendo ognuno fare testamento a favore dell'altro.  

lunedì 4 febbraio 2013


IL BARATRO DELL'OCCIDENTE: CANCELLA LA DISTINZIONE NATURALE TRA IL CULO E LA VAGINA. L'IRRISOLVIBILE DILEMMA TEOLOGICO E LA CONTRADDIZIONE DELLA CHIESA

       
Ciò premesso, se è vero che una famiglia può essere tale anche se non vi siano figli per un qualsiasi motivo, è anche vero che il matrimonio è stato sempre concepito come cellula dello Stato, senza la quale lo Stato si estinguerebbe per mancanza di figli.
E già Aristotele (Etica nicomachea, I) aveva scritto che, sebbene lo Stato preceda logicamente la famiglia, tuttavia la famiglia precedeva cronologiamente lo Stato. In ogni caso Aristotele voleva dire che lo Stato e la famiglia erano complementari. Nessuno Stato sarebbe potuto esistere senza una famiglia, e viceversa. E poiché per Aristotele solo gli animali (non umani) e gli dèi non hanno bisogno di vivere dentro uno Stato, ne deduceva che la famiglia era naturale in funzione della vita dello stesso Stato.
Ora, che vi è di NATURALE in una coppia di pederasti e di lesbiche? Evito sempre di usare il neologismo eufemistico gay inventato dagli stessi pederasti (o sodomiti, come si legge nei Vangeli).
Ma pare che questi cosiddetti giudici, anti costituzionalisti, non l'abbiano capito. 
Essi, paradossalmente, sono andati contro il chiaro significato dell'art. 29 della Costituzione, confermato dall'art. 30 in cui si fa chiaramente riferimento a figli nati dalla coppia dei coniugi. Coniugi significa che essi si congiungono prima di tutto nel rapporto sessuale per fare un figlio. Ora, che figli possono fare due pederasti o due lesbiche? Come si congiungono due pederasti? Si congiungono INCULANDOSI. Ma sino a prova contraria non è mai esistito un parto anale. Forse esiste metaforicamente per tutti quelli che sono nati stronzi, non esclusi i giudici della Corte Costituzionale che hanno voluto equiparare il culo alla vagina. Perché bisogna usare questi termini, al di là di ogni eufemismo,per svergognare questi stronzi che non rispettano nemmeno il significato del termine MATRIMONIO.
L'Occidente è ormai un mondo corrotto dal relativismo e dalle varie lobbies, compresa quella degli omosessuali, che si nascondono anche nei parlamenti. Viviamo in un periodo di totale decadenza. I francesi che hanno votato per Hollande dovevano sapere che era favorevole al ricoscimento delle coppie di pederasti e lesbiche, aggiungendo persino il diritto all'adozione. PAZZESCO.
E che dire di questi stessi "giudici", tra cui tanti professoroni di merda, del tutto ignoranti in fatto di scienza, che, dopo tanti anni si accorgono che l'attuale legge elettorale è anticostituzionale? Io l'avevo capito da subito, pur no essendo un costituzionalista. Infatti una legge che assegna un premio di maggioranza alla Camera sino a permettere di avere il 55% dei deputati a quel partito che rispetto agli altri abbia avuto anche solo un voto in più alle elezioni non può non essere anticostituzionale perché non rispetta la volontà generale del popolo, che si vede costretto a subire la dittatura del 55% da parte di un partito, come il PD, che ha conseguito un 30% di voti alle elezioni. Questa Corte non ha nemmeno avuto il coraggio di dire che l'unico sistema elettorale giusto che rispecchi la volontà popolare è il sistema proporzionale. Punto e basta. Il parlamento in questo modo risulta frammentato perché il popolo è frammentato tra tanti partiti? Cazzi loro. "Ogni popolo ha il governo che si merita" (Aristotele, Politica, VIII).    

Ed ecco quanto scelleratamente ha detto il presidente di questa Corte di pazzi FRANCO GALLO. 


Un altro esempio di “invito” rimasto sinora inascoltato è quello contenuto nella sentenza n. 138 del 2010. In tale pronuncia la Corte ha escluso l’illegittimità costituzionale delle norme che limitano l’applicazione dell’istituto matrimoniale alle unioni tra uomo e donna, ma nel contempo ha affermato che due persone dello stesso sesso hanno comunque il «diritto fondamentale» di ottenere il riconoscimento giuridico, con i connessi diritti e doveri, della loro stabile unione. Ha perciò affidato al Parlamento la regolamentazione della materia nei modi e nei limiti piú opportuni

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Va anche ricordata l’esortazione, anch’essa rimasta priva di ségui to, a modificare la legislazione che prevede l’attribuzione al figlio del solo cognome paterno.

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La Corte ha sottolineato che l’attuale disciplina costituisce il «retaggio di una concezione patriarcale della famiglia» ed ha invitato ad introdurre una normativa che abbia una maggiore considerazione del principio costituzionale di uguaglianza fra uomo e donna (sentenza n. 61 del 2006).

È appena il caso di menzionare, poi, l’altra raccomandazione tanto spesso richiamata nelle piú diverse sedi politiche a modificare la vigente legge elettorale. Già con le sentenze n. 15 e n. 16 del 2008 e, piú di recente, con la n. 13 dello scorso anno, la Corte ha invano sollecitato il legislatore a riconsiderare gli aspetti problematici della legge n. 270 del 2005 «con particolare riguardo all’attribuzione di un premio di maggioranza [...] senza che sia raggiunta una soglia minima di voti e/o di seggi».

Infine, sempre in tema di non adeguamento del legislatore a princípi evidenziati dalla giurisprudenza costituzionale, va richiamata la sentenza n. 199, anch’essa dello scorso anno, che per la prima volta ha fatto applicazione del principio già in precedenza enunciato dalla Corte nelle sentenze n. 9 del 1997; n. 468 del 1990; n. 33 e n. 32 del 1993 secondo cui è vietato al legislatore ripristinare la normativa abrogata dalla volontà popolare, salvo che il ripristino non sia giustificato da mutamenti del quadro politico o delle circostanze di fatto.