sabato 12 settembre 2020

CHIARA FERRAGNI: UNA PARASSITA DELLA SOCIETA' CHE IGNORANTE DI STORIA FA LEZIONI DI POLITICA

“Due giorni fa è stato ucciso Willy Monteiro, 21enne italiano dalla pelle nera, da un gruppo di 4 fasci che l’hanno ammazzato a calci. Il problema lo risolvi cambiando e cancellando la cultura fascista e sempre resistente in questo Paese, non cancellando il mezzo tramite cui i fasci hanno fatto violenza. I problema non lo risolvi nascondendolo sotto il tappeto, lo si risolve con la cultura e l’istruzione”.

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Non sono le parole buttate “ad minchiam” da qualche drogato dei centri sociali, ma della imprenditrice Chiara Ferragni, che le ha rilanciate tramite il proprio sito internet @spaghettipolitics. Parole straordinariamente dure per chi, fino all’altro ieri, della politica se ne è sempre fregata (almeno quella virtuale), pensando di più a fare soldi.

Effettivamente ci sarebbe molto da discutere su questa pletora di pagliacci che sceglie di scendere in campo facendo professione di antifascismo. Quest’ultimo si configura sempre di più come l’abito buono per tutte le stagioni, indossabile a comando per insultare e denigrare “i fasci”. Il fascio, il Fascista, ha uno specchio semantico indefinito ed indefinibile, che cambia a seconda delle circostanze di tempo, di modo e di luogo, estensibile o rimodellabile a piacere, a seconda della convenienza politica o della situazione del momento, utilissimo per mostrare agli altri che fai parte del sistema, che non sei “fascio”, e quindi puoi rientrare a pieno titolo nella categoria di coloro che in questa Nazione possono permettersi il lusso di sedersi dalla parte dei giusti, dei buoni, dei democratici.

Sarà, forse, un argomento da riprendere più in là.

Quello che ci preme, al momento, è far notare come sia proprio una come Chiara Ferragni a parlare di cultura, ancor più se si parla di cultura fascista, quella che, secondo la narrazione politicamente corretta, avevano i 4 balordi che hanno massacrato di botte Willy Monteiro. Dubitiamo fortemente che questi cialtroni abbiano mai letto qualcosa di diverso dal manuale dell’Iphone o dell’autoradio del loro SUV, però, facendo un giro sui profili social dei personaggi, non vediamo assolutamente traccia di qualcosa che si possa annoverare come Cultura Fascista.

Tra i vari profili non troviamo traccia di Ezra Pound, che ha rimodellato le categorie dell’epica poetica moderna; per restare in tema di poeti, non ci è parso di scorgere nemmeno Robert Brasillach, il supremo cantore della sconfitta di una Nazione e, con essa, di un intero continente; parlando di Cultura Fascista, dubitiamo fortemente che i fratelli Bianchi abbiano mai letto qualcosa di Giovanni Gentile, o di Pirandello, o di Ungaretti; crediamo che se hanno sentito parlare di Guglielmo Marconi è solo ed esclusivamente per una via della loro città intitolata al glorioso scienziato inventore della radio moderna come ancora oggi la conosciamo (e grazie al quale il marito della signora è diventato famoso), che orgogliosamente affermò: «Io rivendico a me stesso l’Onore di essere stato in radiotelegrafia il primo Fascista, il primo a riconoscere l’utilità di riunire in fascio i raggi elettrici, come l’on. Mussolini ha riconosciuto per primo nel campo politico la necessità di riunire in fascio le energie sane del Paese per la maggiore grandezza d’Italia»; dubitiamo anche che i fratelli Bianchi abbiano mai fatto un giro in qualche parte d’Italia che non fosse il locale di tendenza del momento, magari per ammirare l’architettura Fascista che plasmò e modellò l’intera Nazione, magari cercando di comprendere come, perché ed in che modo l’architettura Fascista si inseriva nei piani nazionali del Fascismo (Terragni, Piccinato, Michelucci vi dicono qualcosa?); dubitiamo che i “signori” in questione, ed anche la Ferragni, abbiano mai letto qualcosa dello stesso Duce, il quale ormai viene riconosciuto un ottimo giornalista (tanto da diventare il preferito di un altro intellettuale italiano che non era l’ultimo degli imbecilli, tal Giovanni Prezzolini, che volle Mussolini alla direzione de La Voce), un profondo conoscitore di Friedrich Nietzsche (fu tra i primi intellettuali italiani a comprenderlo e ad introdurlo ai lettori italiani), scrisse libri che ancora oggi vengono considerati dei capolavori (“Diario di guerra”, “Vita di Arnaldo, “Parlo con Bruno” – quest’ultimo struggente e commovente nel ricordare il figlio morto per la Patria), drammi teatrali che ebbero un incredibile successo internazionale (“Campo di Maggio”, sulla figura di Napoleone, fu tradotto in tantissime lingue e portato sulle scene dei più importanti teatri europei), collaborò nel compilare la “Dottrina del Fascismo” (in collaborazione con Giovanni Gentile, documento dal valore storico e filosofico importantissimo ancora oggi), scrisse la “Carta del Lavoro” (una vera e propria carta costituzionale del regime Fascista, che poi venne ripresa in molti punti dai padri costituenti della neonata Repubblica Italiana), profondo conoscitore di Heidegger (creò pure un incidente diplomatico con gli amici tedeschi per difenderlo e permetterne la divulgazione), un grande conoscitore delle lingue straniere (parlava correttamente il francese, l’inglese ed il tedesco, tanto da potersi permettere di colloquiare in privato con Adolf Hitler senza l’aiuto di un interprete), e potremmo continuare all’infinito, citando le molteplici discipline nelle quali Mussolini si dilettava (filosofiche, artistiche, e finanche fisiche – praticava sport come la scherma, il nuoto e l’equitazione) e le decine e decine di testimonianze di uomini del suo tempo che lo lodarono ed incensarono (da Gabriele D’Annunzio a Horson Wells, da Edison a Freud, passando per Thomas Mann e Pio XII, concludendo, ma solo per ragioni di spazio, con Churchill ed il Mahatma Gandi, il quale volle pure conoscerlo di persona, e per questo si recò personalmente a Roma in visita ufficiale).

Insomma: la Cultura Fascista che la Ferragni insulta per cercare di annoverarsi tra i grandi intellettuali antifascisti della Nazione (al fianco della Parietti e di Andrea Scanzi) - Cultura che insulta perché non la conosce, perché non l’ha mai letta, nemmeno di sfuggita – ha plasmato questa Nazione in ogni campo (sociale, artistico, filosofico, architettonico, economico, sociale e politico), guadagnandosi il rispetto degli italiani prima, e di tutto il mondo dopo.

Semmai la cultura che i 4 criminali di Colleferro sfoggiavano nei loro profili Facebook erano di tutt’altra natura, la stessa cultura (se così si può chiamare) che ha permesso a quella che in una Nazione civile sarebbe rimasta una nullità di diventare una grandissima imprenditrice, ed al maritino di farsi chiamare “cantante” ed “artista”: la cultura dell’apparenza, della ignoranza sfoggiata come stile di vita, della musica rap e trap che inneggiano continuamente alla violenza ed al nichilismo più imbecille, dei tatuaggi che scimmiottano le gang mafiose sudamericane. La stessa cultura che loro due, Chiara Ferragni e Fedez, pompano continuamente nelle teste di quegli stessi ragazzi che poi mettono “Mi piace” a loro due, a Beppe Grillo, a Matteo Renzi ed alle associazioni LGBT, salvo poi andare a massacrare la gente in giro per la strada. Vediamo la “cultura” del marito, Federico Leonardo Lucia, in arte Fedez, dispensata a piene mani attraverso le sue canzoni. Prendiamo, ad esempio, “Dai cazzo” (la canzone si chiama veramente così):

Descrizione: https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/3/39/Fedez_crop%2C_Grugliasco_(TO)%2C_2015-07-18.jpg

Questa qua si è sposata uno che gioca a fare il rapper con tanto di fisico completamente tatuato e testi pieni di sessismo e misoginia (per usare le etichette che agli antifascisti piacciono tanto) – tralasciamo il fatto che le ha prese pure dal vicino di sessant’anni – e che venga a darci lezioni di cultura, noi che possiamo cacare in testa ad entrambi ed a tutti i loro sostenitori messi insieme, è quanto mai ridicolo: niente altro che il tentativo di accaparrarsi una fetta di pubblico più grande, di mettersi dalla parte giusta della barricata, ché sparare sulla Croce Rossa è reato, ma sui Fascisti, tra poco, no.

I 4 balordi di Colleferro vengono dalla vostra sub-cultura (“sub” nel senso di subumano, di untermensch), e non certo dalla nostra. Ficcatevi il vostro ditino saccente in quel posto di cui parlate spesso nelle vostre canzonette, e magari leggete qualcosa di Leon Degrelle: può farvi solo bene.

17 ore fa - Home · Personaggi ... dalla Maglie (con una foto di Fedez): "Fai il tuo lavoro... si fa per dire" ... "Mi inchino per Willy, inorridisco di fronte a lei": Sallusti massacra Rula ... E alle critiche si unisce Maria Giovanna Maglie, la quale rilancia una foto ... Ferragni, fa' il mestiere tuo, si fa per dire, lascia stare l'impegno ...

Dalla Ferragni a Veltroni, avvoltoi e falsari di sinistra sul corpo ...

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21 ore fa - Se ti inventi il razzismo dove non c'è, allora sei tu ad accendere la ... Ferragni a Veltroni, avvoltoi e falsari di sinistra sul corpo di Willy ... Ma di Fedez, suo marito ... dove non esiste, allora sei tu che dai fuoco all'odio politico e sociale. ... all'orribile assassinio a Colleferro del povero Willy Monteiro Duarte.
Secondo Chiara Ferragni l'omicidio di Willy Monteiro Duarte avrebbe le sue ... di arti marziali ...
1 giorno fa
 
 

giovedì 10 settembre 2020

CANCELLARE L'ANOMALIA POLITICA DEI 5 STELLE

Per cancellarla occorre innanzi tutto votare NO nel referendum voluto in origine dai 5 Stalle. E' incomprensibile come la propaganda per il SI' sia voluto dal PD dopo che il partito dei PDoti abbia in passato votato contro. Mentre oggi la Lega e Fratelli d'Italia, ma con un forte dissenso interno, si accodano sconsideratamente e contraddittoriamente per il SI' non capendo che la vittoria del SI' sarebbe la vittoria di questo sgoverno con i 5 Stalle e il PD. Essi si affidano solo ad una loro vittoria nelle elezioni regionali. Ma questo sgoverno è così incollato al potere che non basterebbe nemmeno una loro vittoria per  7 a zero (elezioni in 7 Regioni) per scollare questo sgoverno. Si capisce invece perché i partitelli di sinistra siano favorevoli al NO. Riducendo il numero dei parlamentari rischierebbero di scomparire. E' più facile invece scollare questo sgoverno con la vittoria del NO perché sarebbe soprattutto la sconfitta dei 5 Stalle, che hanno fatto del referendum la loro  bandiera.
Povero Rousseau tradito dai 5 Stalle, che hanno ridotto la democrazia diretta (quella della maggioranza della volontà popolare espressa da Rousseau nel Contratto sociale) ad una buffonata di falsa democrazia espressa dalla piattaforma Rousseau di una azienda privata (CasaleggioAssociati) dove pochi iscritti con il computer possono fare un clic per stabilire la politica nazionale alla faccia dei milioni di voti ottenuti alle elezioni politiche del 2018 dai 5 Stalle dagli illusi con le promesse mirabolanti del buffone Grillo e rimasti delusi per aver il buffone tradito tutte le promesse. E' rimasto solo il reddito di cittadinanza, ma senza che siano stati trovati i promessi posti di lavoro per quelli che provvisoriamente avessero ottenuto tale reddito, rimasto stabile invece che provvisorio.        
20 ago 2020 - EditorialeReferendum taglio parlamentari ... di MAURIZIO MOLINARI ... un gran numero di cittadini ma questo referendum costituzionale non ...

Paolo Del Debbio asfalta Grillo:
'Non fa più ridere, fa solo pietà'

    
3 set 2019 - Jean Jacques #Rousseau si starà rivoltando nella tomba, pensando che il Governo dell'Italia ed il Presidente della Repubblica siano ostaggio di un sondaggio online manipolabile dalla #CasaleggioAssociati” ... A #Mattarella scavalcato da un sondaggio grillino, B #Zingaretti che parla di #governodisvolta ...
Editoriali. Giovedì 29 Agosto 2019 di. 36. Povero Rousseau. Utilizzato per manovre politiciste. Sminuito a strumento tattico. Diventato clava per lotte interne al ...

mercoledì 9 settembre 2020

L'ODIO NELLA POLITICA VIENE DAL BUONISMO DI SINISTRA


Chi non è d'accordo con la falsa sinistra è sempre accusato di fascismo. Aveva ragione Ennio Flaiano nel dire che i fascisti si dividono in fascisti e antifascisti. Oggi esiste una violenza verbale e talvolta anche fisica da parte della falsa sinistra fautrice della globalizzazione e del servilismo nei confronti dell'UE. Chi non è d'accordo con la politica dell'accoglienza degli invasori secondo questi fascisti antifascisti deve essere considerato fascista. Umaniterismo buonistico che viola completamente il diritto/dovere che ha ogni Stato di difendere i propri confini. Umaniterismo di sinistra che ha favorito l'aumento in Italia della peste islamica, peggiore del Covid-19.  
Purtroppo in Italia abbiamo anche due tumori che sono il Vaticano e la magistratura quasi tutta di sinistra. Per questo ho spesso scritto che occorre una rivoluzione (non bastando una riforma) della magistratura introducendo un tribunale speciale (in sostituzione dell'inutile Corte europea) formato da giuristi, studiosi del diritto) e non da magistrati (manovali del diritto) perché in caso di sentenze aberranti paghino di persona e cessi l'avanzamento di carriera per sola anzianità.     

domenica 6 settembre 2020

DE BENEDETTI E BERLUSCONI: SI SONO ASSOMIGLIATI GIUDIZIARIAMENTE

 PER CORRUZIONE

Nel 1993, in piena bufera Tangentopoli, Carlo De Benedetti presentò al pool di Mani pulite un memoriale in cui si assunse la responsabilità di tutte le vicende di cui era al corrente e di quelle di cui non era al corrente. Nessun altro dirigente di Olivetti fu oggetto di provvedimenti della Magistratura. In particolare, De Benedetti ammise di aver pagato tangenti per 10 miliardi di lire ai partiti di governo e funzionali all'ottenimento di una commessa dalle Poste italiane. Su iniziativa della Procura di Roma, fu arrestato e liberato nella stessa giornata per poi essere assolto da alcune accuse e prescritto da altre. Il titolare dell'inchiesta era il PM Maria Anna Cordova; il GIP che dispose la misura cautelare degli arresti domiciliari era invece Augusta Iannini (moglie di Bruno Vespa).

Nel 1990 ebbe inizio la "guerra di Segrate" che per molti mesi vide contrapposti Carlo De Benedetti e Silvio Berlusconi. Sia la CIR sia la Fininvest, infatti, rivendicavano accordi con la famiglia Formenton, erede delle quote Mondadori. Un collegio di tre arbitri diede ragione a De Benedetti. Ma la famiglia Formenton impugnò il Lodo arbitrale davanti alla Corte d'Appello di Roma e, nel settembre dello stesso, intervenne nel giudizio di appello, insieme agli altri partecipanti al patto di sindacato fra gli azionisti della Holding Mondadori, la Fininvest. La Corte d'Appello di Roma, con la sentenza del 14 gennaio 1991 (Relatore Dott. Vittorio Metta) annullò il Lodo favorevole a De Benedetti e così spianò la strada a Berlusconi per la successiva trattativa per la spartizione finale: La Repubblica, L’Espresso  e i quotidiani locali Finegil a De Benedetti, a Berlusconi invece Panorama, tutto il resto della Mondadori e un conguaglio di 365 miliardi di lire.

Nel 1996, però, la Procura di Milano avviò inchieste che, come cristallizzato dalla Cassazione nel 2007, hanno svelato che la sentenza del 1991 della Corte d'Appello di Roma sfavorevole a De Benedetti fu in realtà comprata corrompendo il giudice Vittorio Metta con 400 milioni Fininvest. Nel 2011 la vicenda si è conclusa con la sentenza della Corte di Appello di Milano che, in parziale riforma della sentenza di 1º grado, ha determinato in euro 540.141.059,32 (invece che euro 749.955.611,93) l'importo dovuto dalla Fininvest a CIR a titolo di risarcimento danni. In Cassazione nel 2013  viene confermata la sentenza dell'Appello.