mercoledì 4 marzo 2015

LETTERA LASCIATA NEL SITO DI UN DEFICIENTE DI SUCCESSO: ANTONIO PENNACCHI (MELIUS: PERNACCHI)

Dopo averla ascoltata a La 7 (ottoemezzo) ho avuto la conferma che lei (come dimostra la sua biografia) è una testa di cazzo che ha fatto sempre il saltimbanco passando da un partito all'altro e da un sindacato all'altro dopo varie espulsioni. E' stato del M.S.I., poi della sinistra extraparlamentare, poi del P.C.I., poi del P.S.I., prima della C.G.I.L. che l'ha sbattuto fuori, poi della UIL. In ogni sua apparizione alla TV ho colto una costante: lei non sa fare mai un discorso che abbia delle frasi che siano sintatticamente compiute, commettendo anche svarioni grammaticali. Nella citata trasmissione l'ho sentita dire: "Non vorrei che la sinistra si costruisca...". O ignorante! nononostante una laurea in lettere (con che votazione?). Avrebbe dovuto dire: "Non vorrei che la sinistra si costruisse...". Ma lei che laurea ha preso in lettere se non conosce la latina consecutio temporum? Chi le riscrive in italiano i romanzi se non conosce nemmeno l'uso corretto dell'italiano? O i correttori di bozze di note case editrici sono ignoranti come lei? Non mi ricordo se sia stato lei o quell'altra testa di cazzo di Andrea Scanzi (Il Fatto Quotidiano) ad avere rimproverato Buonanno (Lega Nord) per aver detto  che gli zingari appartengono alla feccia della società. A questa feccia appartengono maggiormente individui come lei che si sciacquano la bocca con i soliti termini razzismo, xenofobia etc. Ormai non sanno dire altro. Chi è contro la continua invasione che stiamo subendo è uno xenofo razzista. L'antirazzismo è divenuto una professione nell'uso di termini che ormai fanno parte dei deficienti ignoranti come lei, che ritiene che l'immigrazione sia un fatto naturale anche quando si presenta come invasione. In questo modo si giustificano tutte le invasioni della storia e l'invasione diventa un titolo di proprietà. Lei è un deficiente anche perché, nonostante abbia fatto l'operaio per 30 anni, ha la testa giusta, cioè quella di cazzo, per non capire, come stanno capendo in Germania, che l'invasione sta ormai facendo concorrenza alla classe operaia per tenere bassi i salari dei cittadini tedeschi. Ora lei se ne può fregare degli operai con i diritti d'autore tratti dai gonzi che comprano i suoi romanzi di merda, che certamente non passeranno alla storia della letteratura italiana. Si chiarisca le idee (ammesso che la sua testa glielo permetta) leggendo un mio articolo dal mio blog pietromelis.blogspot.com

domenica 1 marzo 2015


LA FECCIA DEI CENTRI SOCIALI. NON CAPISCONO CHE OGGI LA VERA SINISTRA E' A DESTRA

L'avverto che anche ciò che ho scritto nel suo sito ufficiale verrà ripetuto nel mio blog.   




  1. Antonio Pennacchi

    www.antoniopennacchi.it

martedì 3 marzo 2015

PROGETTO FOLLE DI UNIVERSITA' ISLAMICA A LECCE

Dovrebbe essere proibita perché sarebbe una farsa di Università, dove sarebbe obbligatorio lo studio del Corano. E poi su quali basi scientifiche si insegnerebbe la biologia senza la quale mancano i fondamenti  della medicina. Nelle Università islamiche è proibito insegnare Darwin perché in contrasto con la favola della creazione dell'uomo quale risulta dall'Antico Testamento, ripresa dal Corano. Qui si prospetta una pericolosa infiltrazione dell'islamismo che si vuole ammantare di scientificità. E magari salterebbe fuori come insegnamento obbligatorio la teologia islamica, non esclusa l'affermazione che la Terra sta ferma, non ruota intorno al suo asse e intorno al sole. L'Università cattolica ha sì l'insegnamento della morale cattolica, ma è un insegnamento che rimane emarginato perché non incide affatto come limite degli insegnamenti scientifici. L'evoluzione biologica è ormai considerata  anche nell'ambito cattolico  una teoria scientifica, mentre non è ammissibile entro la concezione una concezione teologica islamica. 
L'istituzione di una cosiddetta Università islamica è solo l'ennesimo tentativo dell'islamismo di propagandare l'islamismo politico cercando d trovare nuovi affiliati nei decerebrati che credono nelle fregnacce del Corano, testo che già di per sé dovrebbe essere posto fuori legge per tutte le frasi che istigano alla violenza contro gli atei e coloro che rifiutano di credere nelle sue farneticazioni. Una Università islamica è una contraddizione in termini. Essa dovrebbe assumere un piano di studi ministeriale  senza interferenze coraniche. Ma allora non vi sarebbe bisogno di una Università islamica. La quale, comunque, non dovrebbe essere riconosciuta dallo Stato e dunque privata della facoltà di rilasciare titoli riconosciuti dallo Stato. Tanto più che i finanziamenti proverrebbero da molti Stati arabi. 

    Nelle notizie

  1. La prima Università islamica d'Italia sorgerà a Lecce. Aprirà i battenti entro un paio di anni ...

     

lunedì 2 marzo 2015

NEMTSOV: UN FALSO MARTIRE

Fu il delfino di colui, Eltsin, che portò la Russia al disastro estromettendo Gorbaciov e favorendo il  successivo disastro economico con la privatizzazione selvaggia di tutte  le maggiori industrie ex sovietiche, facendo nascere una pirateria economica da parte di individui  del malaffare, sino a quando emerse uno che pose rimedio, sin dove ha potuto, al caos provocato da un liberismo  selvaggio: Putin. Da considerare salvatore della patria russa. Né bisogna dimenticare che il falso martire si oppose alla repressione degli islamici che volevano fare della Cecenia una repubblica islamica indipendente. Ora, dopo tanti anni, non vi sono più stati  atti terroristici in Russia perché la follia islamica sa che con Putin non si scherza.  Certamente non è stato Putin a volere la morte di questo falso martire, che ormai politicamente valeva l'1%. Soltanto un idiota avrebbe avuto interesse a far fuori Nemtsov, un signor nessuno. E' probabile che sia stato vittima di un gruppo isolato di ultranazionalisti che sono favorevoli all'annessione della piccola regione orientale filorussa dell'Ucraina, essendo Nemtsov un filoucraino. Ma non è da escludere il contrario: che siano stati i filoucraini a far fuori Nemtsov per cercare di squalificare internazionalmente Putin, che avrebbe avuto subito solo conseguenze negative dall'omicidio di questo falso martire per la vigliacca propaganda occidentale che si sarebbe scatenata contro di lui trasformandolo in mandante. Ma poiché  Putin non è idiota è da escludere che egli abbia alcunché a che fare con questo signor nessuno. 
Senza Putin la Russia tornerebbe nel caos. Come cadrebbe nel caos la Cina se vi fosse un regime pluripartitico. Per questo il popolo russo è quasi tutto con Putin. Già Kant (Per la pace perpetua) aveva osservato che maggiore è il territorio e maggiore è la necessità di un governo autoritario per tenerlo unito. Tra tutti i commenti ho trovato interessante ed obiettivo sul piano storico il seguente articolo. Da cui risulta che il falso martire era in collegamento, all'eppca di Eltsin, con i più sporchi affaristi che diedero l'arrembaggio piratesco all'economia russa che portò alla ricchezza sfrenata di pochi e alla povertà umiliante di molti. 
  

domenica 1 marzo 2015

LA FECCIA DEI CENTRI SOCIALI. NON CAPISCONO CHE OGGI LA VERA SINISTRA E' A DESTRA

Che cos'è la destra? Che cos'è la sinistra? cantava Giorgio Gaber. Oggi nella confusione totale che ha portato alla formazione di partiti personali si confonde la sinistra con la destra. Perché la falsa sinistra è la sinistra del liberismo sfrenato, del capitale finanziario che uccide l'economia reale. E allora in tanta confusione si organizza un corteo contro la manifestazione della Lega Nord (che oggi cerca di espandersi nel Sud). I soliti imbecilli ignoranti che si fanno i gargarismi con l'antifascismo. Per questi violenti fanatici e ignoranti essere contro l'invasione dall'Africa e dall'Asia significa essere fascisti. Hanno sostituito l'internazionalismo operaio di Marx con l'internazionalismo degli invasori favorendo una guerra tra poveri. Questi mentecatti non si rendono conto che favoriscono in questo modo l'abbassamento dei salari per la concorrenza di mano d'opera straniera aumentendo quello che Marx chiamava "esercito di riserva dei disoccupati". Se avessero un poco di cervello capirebbero che la vera dicotomia non sta tra fascismo e comunismo ma tra liberismo e comunismo. Infatti il fascismo e il comunismo hanno una parentela che soltanto gli imbecilli che ancora vanno gridando accuse di fascismo contro la vera destra non possono capire. Il fascismo ha origini socialiste in quanto fa prevalere un'economia di Stato contro il capitalismo del liberismo della globalizzazione modiale dell'economia. I falsi sinistri sono coloro che si fanno oggi sostenitori di un'economia finanziaria, della disgrazia di un'Europa che pensa soltanto al pareggio di bilancio sotto la schiavitù di una moneta artificiale chiamata euro. Sono coloro che in Italia vanno vantando una ripresa economica con un aumento dello 0,1 del PIL, mentre la disoccupazione continua ad aumentare. Sono coloro che accusano di fascismo Marine Le Pen mentre, se avessero cervello, capirebbero che votare a destra significa oggi promuovere un'economia che non faccia dell'uomo uno strumento del capitale ma del capitale uno strumento dell'uomo. E questa destra è la vera sinistra, una destra che imbrigli il capitale dell'economia finanziaria e parassitaria a favore di un'economia reale che è quella che produce lavoro e occupazione. Il liberismo ha demolito le industrie  di Stato liberalizzando il licenziamento a favore di un maggiore profitto. Ma aveva previsto bene Marx che in questo modo avrebbe trovato verifica la "legge della caduta tendenziale del saggio di profitto". Il profitto infatti può aumentare solo abbassando i salari e riducendo la mano d'opera. Ma in questo modo il capitale è destinato a vedere diminuire il profitto. Infatti diminuisce il numero dei consumatori aumentando il numero dei disoccupati. Il capitalismo liberistico è destinato  ad implodere su se stesso. Solo un capitalismo di Stato (comunismo) o un capitalismo regolato da ferree leggi statali (fascismo) può evitare che il profitto tenda ad arrivare oltre quel livello che rende necessario il licenziamento. E' evidente che nessuna impresa, sia statale che privata, può vivere senza profitto. Ma quando si pretende, come ha voluto in Italia il delinquente Renzi, liberalizzare il licenziamento con il cosiddetto jobs act (e non capisco perché non si debba usare l'italiano dicendo "piano di lavoro" smettendola con questa abitudinaccia di usare gli anglicismi tanto per "dimolo strano"), allora la disonestà ha raggiunto il massimo limite. Infatti il famigerato jobs act non favorisce l'occupazione ma il licenziamento. Siamo ormai arrivati al paradosso del voler confondere una legge che favorisce la maggiore libertà di licenziamento (con il contentino di una buona uscita che non può superare comunque due anni di stipendio) con una legge che vorrebbe dare ad intendere che favorirebbe una maggiore occupazione.  Non si riesce a capire che dovrebbe esistere una regola assai semplice che fa capo ad un contratto di lavoro che preveda in ogni caso un lavoro a tempo indeterminato. Il licenziamento (riduzione dei posti di lavoro) dovrebbe essere possibile solo quando l'impresa non riesca più a produrre un profitto, non quando non riesca a produrre un maggiore profitto. Se tutte le imprese licenziassero per produrre un maggiore profitto, al limite tutte le imprese dovrebbero chiudere perché tutte si troverebbero a non avere più sufficienti consumatori. Perché è il consumo che fa vivere il profitto, e non viceversa. Lo possono capire anche i bambini. Ma quando si ha al governo una massa di delinquenti comandati da Renzi, assatanati di potere e schiavi della disgrazia del capitalismo finanziario dell'euro, allora ogni mezzo dovrebbe essere lecito per liberarsi di questi delinquenti dell'economia.           
Come si può evitare questo sfrenato liberismo che uccide il lavoro e aumenta la povertà? Con un sistema che sia regolato da leggi improntate ad una concezione SOCIALE dell'impresa, anche di quella privata. E come si chiama questa economia?  Si chiama socialismo. E come si chiama quel socialismo che protegge le imprese nazionali sottraendole al liberismo della globalizzazione? Si chiama socialismo nazionale. Lo volete chiamare fascismo? Fate pure. Ma i disonesti e gli stronzi non si dichiarino antifascisti andando poi contro se stessi mentre non si accorgono di essere essi stessi dei fascisti se sono contro il liberismo. Ma per questa massa di imbecilli, ben rappresentati da quegli scellerati privi di cervello dei cosiddetti centri sociali, che di socialità hanno nulla, essere antifascisti significa favorire ulteriori invasioni favorendo anche l'invasione islamica. Che vadano ad arruolarsi tra le file dei tagliagole dell'ISIS. 
commenti
30 
13:3328 Feb

La galassia neo leghista
dalla Le Pen a Casa Pound

La nuova Lega dimentica la secessione e punta all'unità nazionale. Svolta a destra, con un nuovo think tank firmato Buttafuoco e Fusaro. E conquista la piazza che fu di Giorgio Almirante
     

venerdì 27 febbraio 2015

I MERITI INESISTENTI DI GALILEO. NESSUNA LEGGE FISICA A LUI ATTRIBUIBILE. FU UN GRANDE DIVULGATORE DI IDEE ALTRUI

Questo articolo riproduce in parte ciò che ho scritto nel blog di Odifreddi, che si è meravigliato del fatto che il teologo islamico sia stato criticato sulla base della considerazione che anche l'aria che circonda la Terra gira intorno al suo asse trascinando gli aerei, mentre si sarebbe dovuto ricorrere unicamente al principio di inerzia. Il teologo islamico aveva detto che un aereo che sia diretto in Cina (viaggiando secondo il verso di rotazione della Terra, da ovest a est) non raggiungerebbe la Cina per il fatto che la rotazione dell'asse terrestre allontanerebbe la Cina dall'aereo con una velocità superiore a quella dell'aereo. Al limite, un corpo che rimanesse fermo in alto non avrebbe bisogno di andare verso la Cina perché la rotazione della Terra gli porterebbe la Cina al di sotto. Ma all'ignoranza dell'islamico si è aggiunta l'ignoranza (sentita anche nella trasmissione Leonardo di Rai3 di martedì scorso) di coloro che hanno affermato che è l'aria che gira intorno alla Terra che coopera a far avanzare l'aereo verso la Cina. Odifreddi giustamente ha osservato che l'aereo (sin dal momento del decollo) conserva per inerzia la velocità LINEARE che ha la Terra nella località da cui parte l'aereo ad una determinata latitudine. Ma Odifreddi ha aggiunto un inutile riferimento a Newton per spiegare il fatto che i corpi terrestri (sia quelli che stanno sulla superficie terrestre, sia quelli che se ne allontanano) non schizzino via lontani dalla Terra a causa del moto rotatorio della Terra. Evidentemente non schizzano via se non riescono a superare la forza di gravità terrestre. Ma non vi era bisogno per questo di riferirsi a Newton. Bastava considerare una serie di errori commessi da Galileo, tra cui quello di ritenere che i corpi terrestri siano per NATURA pesanti. Errore che comunque di fatto sostituisce la legge di gravità di Newton. Ecco il mio commento (in parte qui da me tagliato) nel blog di Odifreddi.      
La risposta datami dal prof. Odifreddi, con riferimento a Newton, mi sembra integrare ciò che egli ha scritto nel suo articolo, dove infatti si fa riferimento solo all'inerzia intesa in senso galileiano, prescindendo dalla forza di gravità. Ma in effetti non era necessario riferirsi a Newton perché bastava precisare il pensiero dello stesso Galileo. Egli, infatti, come osservò Koyré (Studi galileiani), non riuscì mai a prescindere dal peso dei corpi, come se la pesantezza facesse parte della natura dei corpi(conservò l'errore di Aristotele) e non fosse dovuta alla forza di gravità della Terra. Da qui la necessità  di Galileo di riferirsi ad un piano infinito per spiegare il moto rettilineo uniforme. Cosa di cui non ebbe bisogno Cartesio. Galileo non si riferiva solo all'inerzia ma, errando, anche alla naturale pesantezza dei corpi la cui gravità intrinseca (e non estrinseca) doveva congiungersi con il movimento di caduta sulla Terra. Infatti sulla base del solo riferimento al movimento inerziale (rettilineo) non poteva rispondersi all'obiezione del teologo islamico.
Tengo a precisare che nel 1984 scrissi un saggio (sepolto negli Annali della Facoltà di Magistero di Cagliari, vol. VIII, parte I) intitolato Aspetti logici e teologici della rivoluzione astronomica. Da Buridano a Keplero. E feci una grossa fatica per leggere le parti che mi interessavano  dell' Astronòmia nova di Keplero. Altri autori citati nel mio saggio sono Copernico e Cusano. Saggio che fu lo sviluppo di una relazione che ero stato invitato a tenere alla Domus Galilaeana di Pisa (2-3 dicembre 1982) nel contesto di un convegno organizzato dal prof. Ludovico Geymonat in occasione del IV centenario della riforma gregoriana del calendario. In questo stesso saggio feci notare in una nota come sia stato Giordano Bruno (La Cena delle Ceneri, III, 5) a spiegare la relatività del moto, anticipando di molti anni Galileo, che dunque non scoprì alcunchédi nuovo. Il Bruno affermò chiaramente l'equivalenza dei sistemi meccanici (compresi i sistemi tolemaico e copernicano, benché fosse copernicano e fosse andato oltre Copernico postulando l'infinità dell'universo, concordemente con il Cusano, che definisce "il divino Cusano). La spiegazione di Galileo, per quanto riguarda la caduta di un grave, fu invece alquanto confusa  perché nel Dialogo (Opere, UTET, vo. II, p. 182), quando si tratta di spiegare perché l'aria segua il movimento di rotazione della Terra  Galileo attribuisce lo spostamento del grave verso il senso di rotazione della Terra anche alla forza di trascinamento dell'aria che a causa del contatto con la superficie terrestre ruota con la Terra. A proposito di Copernico Galileo scrive:      " Egli dice, e a mio parer dice bene, che la parte dell'aria vicina alla Terra, essendo più presto evaporazione terrestre (errore nel considerare l'aria evaporazione terrestre,n.d.r.), può aver la medesima natura, e naturalmente seguire il suo moto, o vero, per essergli contigua, seguirla in quella maniera che i  Paripatetici dicono che la parte superiore e l'elemento del fuoco seguono il moto del concavo della Luna" (ibid., p. 295). Notare come Galileo conservi ancora qui, nel Dialogo, un errore aristotelico, nel ritenere che l'aria segua la rotazione della Terra anche perché sono della stessa natura. Forse non convinto di questa sua spiegazione, a questo punto Galileo che fa? Si sposta da sopra la nave dentro la stiva della nave, dove l'aria è imprigionata e si muove con tutta la nave. Allora soltanto gli è facile affermare che una goccia d'acqua cadrà sempre nello stesso punto (dentro il collo di una bottiglia) perché è come se la nave fosse ferma. Ma anche qui aggiunge una cosa inutile. L'aria dentro la stiva, muovendosi con la nave, coopera a trascinare la goccia dentro la bottiglia.
Galileo prima di arrivar a capire che nel vuoto una piuma e una palla di ferro hanno la stessa velocità fece fatica a liberarsi del suo aristotelismo. Aristotele pensava che la velocità di caduta fosse proporzionale al peso (P) e inversamente proporzionale alla resistenza dell'aria (R). La conseguenza era che il vuoto non poteva esistere. Infatti se fosse stata R=0 la velocità sarebbe stata infinita. Un commentatore cristiano di Aristotele, Giovanni Filopono, sostituì a P/R  P-R. Ne conseguiva che il moto era possibile anche nel vuoto ma con velocità proporzionale al peso. Altro errore. Baliani (XVII secolo), molto più giovane di Galileo, con un esperimento ideale, divise idealmente un mattone in due mattoni per concluderne che non era il peso di un mattone a rendere due volte più veloce il peso di mezzo mattone. Ebbene, Galileo, quello giovane di Pisa, nel De motu  rimase legato all'affermazione di Baliani, che riteneva tuttavia che due corpi di diverso peso avessero la stessa velocità di caduta purché fossero della stessa sostanza. Altrimenti avrebbero avuto velocità diverse anche nel vuoto. Prima del Dialogo Galileo cercò di dimostrare la legge della caduta dei gravi, che ormai circolava in tutta Europa. Ma fece un pasticcio enorme. Partì da due premesse errate (che qui non posso esporre perché sarebbe troppo lungo): ma fu fortunato perché le due premesse di elidevano a vicenda dando una conclusione giusta: la velocità di caduta è proporzionale al quadrato dei tempi. Come si vede, non vi è alcuna legge fisica che sia attribuibile a Galileo. Nonostante i manuali di fisica gli attribuiscano erroneamente la legge di caduta dei gravi. E il povero olandese Isaac Beeckman, che arrivò per primo nel 1618 all'enunciazione della legge di caduta dei gravi sulla base di una dimostrazione puramente geometrica, che prescindeva da qualsiasi esperimento, rimane dimenticato. Fu un fisico dilettante che lasciò in manoscritto il suo Journal, che fu pubblicato per la prima volta da Cornelis de Waard nell'arco di molti anni (1939-53). Come rimane dimenticato Giordano Bruno per il suo merito di avere anticipato chiaramente il principio di relatività dei moti e dell'equivalenza dei sistemi meccanici. 

Bellarmino redivivo - Il non-senso della vita 2.0 - Blog ...

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Il teologo dell'islam: "Il Sole ruota intorno alla Terra" - YouTube


        

mercoledì 25 febbraio 2015

L'ULTIMA RENZIATA SULLA BUFFONATA DELLA LEGGE SULLA RESPONSABILITA' CIVILE INDIRETTA DEI GIUDICI. PAGA SEMPRE LO STATO, CIOE' CON LE TASSE PAGATE DAI CITTADINI

Prima di tutto non si capisce se la responsabilità civile riguardi anche le sentenze civili.  
Non si capisce ancora se si possa ricorrere anche contro una sentenza non ancora passata in giudicato. E se fosse errata anche una sentenza della Cassazione chi giudicherà che sia errata per travisamento dei fatti, per errore inescusabile e negligenza? Bisogna considerare che i magistrati fanno carriera per anzianità e non per merito. Pertanto l'ignoranza e la negligenza possono arrivare anche in Cassazione. E poi bisogna aspettare che lo Stato si muova entro due anni prima che condanni il giudice al risarcimento. Campa cavallo. La legge avrebbe dovuto costringere i giudici ad assicurarsi perché non sia lo Stato a pagare rifacendosi solo parzialmente sullo stipendio di un giudice (al massimo metà dello stipendio annuale). Si è obiettato che in questo modo i tribunali verrebbero ancora di più intasati perché vi sarebbero migliaia di cause contro i giudici. Ma l'obiezione è mal posta proprio perché la renziata non ha previsto che non siano dei giudici togati a giudicare le malefatte (tali sono gli errori gravi di una sentenza causati da palese negligenza ed ignoranza) di altri giudici.  Si sa che i giudici difficilmente avrebbero il coraggio di condannare altri giudici, appartenendo alla stessa casta. Ognuno sarebbe indotto a pensare: domani potrebbe toccare a me. I corvi tra loro non si mangiano. Il traditore Alfano, quando era ministro della giustizia del governo Berlusconi, aveva formulato un disegno di legge che prevedeva l'istituzione di un'Alta Corte di giustizia formata per metà da giuristi (studiosi del diritto) e per l'altra metà da giudici (manovali del diritto, che, da quando mettono piede nei palazzacci dopo avere, magari fortunosamente, superato un concorso di ingresso nella magistratura, possono anche, con il permesso della legge, non aprire più un libro di diritto, potendo ignorare per il resto della vita quella dottrina che, tuttavia, avevano dovuto studiare da quando erano studenti universitari e hanno dovuto ristudiare per presentarsi al concorso per la magistratura, l'unico concorso della loro vita perché poi vanno avanti per progressione di carriera e di stipendio solo per anzianità). Assurdo. Alfano fu poi tolto dal ministero della giustizia per essere nominato segretario del partito (PDL) da Berlusconi (che non ne ha combinato una giusta). Che fine ha fatto quel disegno di legge? Dovrebbe invece essere istituita un'Alta Corte di giustizia formata solo da giuristi e da avvocati di chiara fama per evitare un conflitto di interessi all'interno della casta dei giudici togati. In modo che questi non si sentano più degli irresponabili padroni della giustizia. Negli Stati Uniti esiste un'Alta Corte di giustizia che pone sotto accusa i giudici, ma i suoi componenti vengono eletti dal popolo, come avviene nelle giurie popolari per i Tribunali penali.    
Sto per ricorrere in Cassazione civile contro una sentenza che è un cumulo di contraddizioni. Una sentenza aberrante della Corte d'Appello di Cagliari. Premetto che il Collegio di fatto non esiste e che gli altri due giudici non conoscono nemmeno la causa. Il terzo poi non ha nemmeno l'obbligo di firma. Altrimenti  dovrei pensare che mi sono trovato di fronte a tre giudici schizofrenici. Per esempio. A p. 6 della sentenza si legge che il 15 settembre 1997 ho presentato ricorso con provvedimento cautelare contro la nomina illegittima di un liquidatore. A p. 13 si dice esattamente il contrario. Avrei sbagliato perché avrei dovuto fare ricorso al Tribunale contro la nomina del liquidatore. Ma se è proprio ciò che avevo fatto! INCREDIBILE.  Non basta. In una pagina si dice che la mia successiva domanda di revoca ai sensi dell'art. 742 c.p.c. della nomina del liquidatore era infondata perché il presidente del Tribunale non ha il potere di revocare il proprio decreto. FALSO. Vi è stata una violazione della legge e della costante giurisprurdenza perché il presidente del Tribunale può in ogni tempo revocare il proprio decreto. Ma poi la sentenza, contraddicendosi, ammette che la revoca (da me ottenuta, ma purtroppo dopo la vendita illegittima che ha preceduto di pochi giorni la revoca pur essendo ancora in corso il procedimento) ha comunque valore ex nunc e non ha efficacia retroattiva (ex tunc).  Falso anche questo. Si sa per giurisprudenza costante che la revoca ha sempre valore retroattivo quando sia fondata su un vizio di illegittimità, salvi i diritti dei terzi in buona fede. E la revoca della nomina del liquidatore avvenne  a causa della sua riconosciuta "abnormità". Abnorme significa che la nomina del liquidatore stava fuori dei poteri giurisdizionali del presidente del Tribunale che l'aveva nominato nonostante fosse documentato in causa il mio dissenso. Il presidente del Tribunale può nominare un liquidatore per una società di persone solo quando vi sia il consenso di tutti i soci (art. 2272 C.C., n. 3). Altrimenti è necessario un  giudizio ordinario. La sentenza ha anche omesso di esaminare la documentata malafede sia del liquidatore che dell'acquirente. Non basta. In Corte d'Appello è stato ripetuto in sentenza l'errore del "giudice" monocratico del Tribunale che ha scritto che il liquidatore ha agito in buonafede vendendo perché era confortato dal fatto che vi era stata una precedente sentenza definitiva (sic!) con cui ero stato revocato dalla carica di amministratore. Incredibile. Sentenza definitiva è la sentenza che decide su tutte le domande, altrimenti si tratta di una sentenza parziale. "Definitiva" non significa affatto che sia passata in giudicato. Tanto è vero che questa sentenza fu poi annullata dalla stessa Corte che mi reintegrò nella carica di amministratore con sentenza passata in giudicato. Ma confondere una sentenza definitiva dandole il significato di sentenza passata in giudicato è un errore assolutamente ingiustificabilie, dettata da negligenza e/o ignoranza inescusabile. Di fronte ad errori così gravi non vi è ragione che tenga. Ora mi domando. Debbo sperare che la Cassazione rilevi queste contraddizioni ( e non le ho dette tutte)  e riformi la scriteriata sentenza della Corte di Cagliari per chiedere che almeno il giudice relatore in Corte d'Appello (una donna: Donatella Aru) sia ritenuto colpevole di una sentenza così scriteriata? O deve pagare tutto il Collegio anche se di fatto inesistente? 

Scheda Cosa prevede la nuova legge

martedì 24 febbraio 2015

SE ARRIVASSE L'ISIS IN ITALIA CON UN GROSSO ATTENTATO: I GRANDI BENEFICI.

Ci libereremmo del dittattoriello Renzi, di questo odioso individuo assatanato di potere. Poiché i poltronisti di questo lurido e illegittimo parlamentio non lo può far fuori per non perdere le poltrone con elezioni anticipate è sperabile che di fronte ad un attentato terroristico come a Parigi e in Danimarca questo lurido individuo mostri tutta la sua incapacità insieme con quell'altro lurido individuo che è il traditore Alfano. E' inutile che vada oltre. 



Dodici mesi a Palazzo Chigi

Pansa, la pagella a Renzi: bocciato
L'uomo degli insulti e delle minacce

Tutte le millanterie di questo disonesto esaltato

#Renzivoltagabbana

Oggi 22 febbraio si celebrano i primi 365 giorni del governo Renzi. Vediamo quali promesse ha rispettato in questo primo anno di mandato:

  1. megachip.globalist.it | Ecco chi si nasconde nell'ombra di ...

    megachip.globalist.it/Detail_News_Display?ID=97569
14 feb 2014 - Fonte: http://popoff.globalist.it/Detail_News_Display?ID=97552&typeb=0&Ecco-chi-si-nasconde-nell-ombra-di-Renzi ·