sabato 23 luglio 2016

L'UNICO LUOGO DOVE MANDARE GLI INVASORI DALL'AFRICA

"affanculo".E SENZA ANCHE

venerdì 22 luglio 2016

BOLDRINI: SIA DICHIARATA NEMICA DELL'ITALIA E CONDANNATA PER ALTO TRADIMENTO. CONTINUA L'INVASIONE. ASPETTANDO TRUMP

Questa usurpatrice del potere, eletta in un parlamento di composizione anticostituzionale, non può continuare ad occupare la terza carica dello Stato. E' una che nella sua folle ideologia della società multiculturale e multirzziale sta dimostrando da vari anni di essere nemica dell'Italia. Ora propone l'invasione dell'Italia da parte di quei milioni di turchi, sempre islamici, che riescano a fuggire dallaTurchia del sultano Erdogan. Se è cosciente di ciò che dice allora vale per lei ciò che ha detto un portavoce di Trump nei riguardi della Clinton, che, degna erede del fallito ed incapace Obama, dovrebbe essere fucilata. Se invece è una pura folle allora deve essere rinchiusa in psichiatria con TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio) perché incapace di intendere e capace di volere da pazza.  Per questa nemica dell'Italia non sono un problema le continue invasioni dall'Africa, con navi che non hanno alcun dovere di andare a raccogliere invasori prelevandoli dai barconi nelle acque territoriali della Libia. Io mi domando come sia possibile violare le leggi internazionali del mare che impongono di considerare alla stregua di pirati tutti i navigli che non battano bandiera di uno Stato. Li chiamano falsamente profughi di guerra, quando non sono nemmeno tali. Se poi uno Stato dovesse farsi carico di tutti i profughi di guerra sarebbe la fine di questo Stato. Decine di milioni avrebbero il diritto di invadere uno Stato. L'Europa a causa di follie simili sta raccogliendo ciò che ha seminato e sta seminando: le stragi quasi quotidiane ad opera del fanatismo islamico. La Germania negli anni passati si è messa in casa un milione e mezzo di turchi, islamici, che, alla faccia degli imbecilli che predicano l'integrazione, non si sentiranno mai tedeschi e continueranno a sentirsi turchi. Essa si merita l'attentato terroristico di oggi a Monaco di Baviera. Anche la Francia ha creduto di poter imporre l'integrazione: essa si merita la strage di Nizza. Che l'Europa viva pure nel panico quotidiano che si merita. Perché in Italia non sono capitati sinora attentati terroristici? Ecco una spiegazione: l'internazionalismo islamico ha trovato nell'Italia il ventre molle dell'Europa perché si porta dentro tutta la zavorra solo biologicamente umana che viene dalla Libia andando a prenderla DENTRO LE ACQUE TERRITORIALI LIBICHE. ASSURDO. Così favorendo altre continue invasioni islamiche. Ci stanno invadendo anche i cimiteri con quelli che arrivano morti con funerali gratuiti, invece di incenerirli per non occupare spazio. Dunque l'Italia è divenuta il cavallo di Troia dell'aumento della presenza islamica in Europa. L'attentato terroristico di Nizza è stato programmato con radici in Italia, precisamente in Puglia. L'invasione islamica dall'Africa sembra che sia il prezzo che l'Italia debba pagare per essere immune da attentati terroristici. Ma è possibile che questa spiegazione non basti e che prima o dopo qualche terrorista islamico non voglia risparmiare l'Italia per dare una lezione a quello Stato che ospita secondo gli islamici la sede principale degli infedeli cristiani che è il Vaticano.  E allora vengano pure le stragi in Italia per contrastare la follia di uno sgoverno che non vuole sbarrare l'invasione dall'Africa. Prima o dopo dovrà scoppiare qualche bomba in Italia. Bisogna costruire muri contro gli islamici, ha detto Trump, impedendone l'immigrazione e schedando quelli che vi sono. Ha anche promesso di scatenare la guerra contro l'ISIS in Siria. E allora forzatamente dovrà allearsi con la Russia in appoggio ad Assad. Solo spazzando via per sempre il cosiddetto califfato che ha occupato ampia parte della Siria e parte dell'Iraq, avendo basi anche a Sirte nel caos della Libia, che ci manda con gli invasori i simpatizzanti dell'ISIS, verrà a mancare ogni punto di riferimento e di incoraggiamento per i folli isolati terroristi. In Inghilterra anche coloro che erano contro il Brexit adesso stanno capendo che non era più possibile stare dentro l'UE subendo la libera circolazione all'interno della zona Schengen, con conseguente invasione di cosiddetti immigrati.  Infatti sono finite le loro proteste. 

Boldrini apre le porte ai turchi:
"L'Ue si prepari ad accoglierli"


       

UNO SCHIFO DI PARLAMENTO EUROPEO. EUROPARLAMENTARI ITALIANI VOTANTI A FAVORE DEL FINANZIAMENTO DELLA CORRIDA. M5S CONTRARIO


VERGOGNA!!!! CHI HA VOTATO SI AL FINANZIAMENTO DELLA CORRIDA

QUESTI NOMI MAI DIMENTICARLI

Favorevoli all’eliminazione del finanziamento: M5s , Lista Tsipras, Svp.

Partiti

PD (S&D): favorevole 38,7%, contrario 51,6%, astenuto 9,7%
M5s (EFDD): favorevole 100%, contrario 0%, astenuto 0%
Forza Italia (EPP): favorevole 0%, contrario 100%, astenuto 0%
Lega Nord (NI-Non Iscritti): favorevole 0%, contrario 60%, astenuto 40%
Lista Tsipras (GUE/NGL): favorevole 100%, contrario 0%, astenuto 0%
Ncd-Udc (EPP): favorevole 33,3%, contrario 33,3%, astenuti 0%, assenti: 33,3%
Svp (EPP): favorevole 100%, contrario 0%, astenuto 0%

Lista dei deputati che hanno votato per mantenere il finanziamento alla corrida:
Simona Bonafè (PD-S&D), Mercedes Bresso (PD-S&D), Gianluca Buonanno (LN-Non Iscritto), Salvatore Cicu (FI-EPP), Alberto Cirio (FI-EPP), Lara Comi (FI-EPP), Andrea Cozzolino (PD-S&D), Nicola Danti (PD-S&D), Paolo De Castro (PD-S&D), Isabella De Monte (PD-S&D), Raffaele Fitto (FI-EPP), Lorenzo Fontana (LN-Non Iscritto), Elisabetta Gardini (FI-EPP), Roberto Gualtieri (PD-S&D), Fulvio Martusciello (FI-EPP), Barbara Matera (FI-EPP), Luigi Morgano (PD-S&D), Alessia Maria Mosca (PD-S&D), Alessandra Mussolini (FI-EPP), Pier Antonio Panzeri (PD- S&D), Massimo Paolucci (PD-S&D), Aldo Patriciello (FI-EPP), Gianni Pittella (PD- S&D), Salvatore Domenico Pogliese (FI-EPP), Massimiliano Salini (NCD-EPP), Matteo Salvini (LN-Non Iscritto), David Maria Sassoli (PD-S&D), Elly Schlein (PD-S&D), Remo Sernagiotto (FI-EPP), Renato Soru (PD-S&D), Antonio Tajani (FI-EPP), Patrizia Toia (PD-S&D), Giovanni Toti (FI-EPP)

Lista dei deputati che si sono astenuti:
Mara Bizzotto (LN-Non Iscritto), Mario Borghezio (LN-Non Iscritto), Silvia Costa (PD-S&D), Alessandra Moretti (PD-S&D), Pina Picierno (PD-S&D)

Deputati assenti:
Lorenzo Cesa (NCD-EPP)

giovedì 21 luglio 2016

lunedì 18 luglio 2016

E ORA CHI PAGA? NOI TUTTI CON LE TASSE. L'ARROGANZA DELLA CASTA MAFIOSA AL DI SOPRA DELLE LEGGI

I giudici che hanno condannato un mio omonimo facendogli fare 18 anni di carcere prima di riconoscerlo innocente debbono pagare di persona con il licenziamento da giudici e degradandoli a cancellieri solo perché abbiano ancora uno stipendio con cui pagare anch'essi in parte e a vita il danno prodotto perché sarebbe solo una parte di quello che dovrà pagare lo Stato, cioè tutti noi. L'ultima legge sul risarcimento danni a carico dei giudici quando facciano sentenze aberranti o comunque risultanti poi ingiuste prevede ancora che si possa fare causa solo allo Stato. Con l'ultima variante ridicola che solo questo sgoverno poteva inventarsi: il giudice che ha sbagliato sarà tenuto a risarcire il danno pagato anticipatamente dallo Stato partecipando con un prelievo mensile dal suo stipendio. Il che significa che questi giudici dovrebbero campare centinaia di anni per restituire allo Stato  almeno una parte del risarcimento del danno anticipato dallo Stato buffone, che non prevede mai il licenziamento nemmeno quando si tratti di errori così gravi da dover ritenere le loro decisioni "ABERRANTI", come dice - udite!, udite! - una sentenza della stessa Cassazione.   

«In tema di risarcimento del danno per responsabilità civile del magistrato, l'ipotesi di colpa grave di cui all'art. 2, comma 3, l.n. 117/88 sussiste quando il comportamento del magistrato si concretizza in una violazione grossolana e macroscopica della norma ovvero in una lettura di essa contrastante con ogni criterio logico, che comporta l’adozione di scelte aberranti nella ricostruzione della volontà del legislatore, la manipolazione assolutamente arbitraria del testo normativo e lo sconfinamento dell’interpretazione nel diritto libero» (Cass. Sez. III, sentenza n. 7272 del 18 marzo 2008).

lichieri240 Cronaca Nera

Sequestro Licheri, Melis
“non era la mente”. Libero
dopo 18 anni di carcere

Un P.M può dire "vaffanculo" ad un carabiniere che gli chiede i documenti ma la casta archivia la denuncia. 

Magistrato insulta carabiniere
Ma i giudici salvano il collega

 

sabato 16 luglio 2016

IL CRIMINALE ERDOGAN E LA DITTATURA DELLA FALSA DEMOCRAZIA DELLA MAGGIORANZA

Secondo il criminale Erdorgan sarebbe stato commesso un golpe. E' stato invece lui a commetterlo riportando la Turchia ad uno Stato islamico cancellando di fatto la Costituzione di Kemal Ataturk che prevede l'intervento dell'esercito nel caso in cui si non si tenga separato l'islam dallo Stato. Kemal Ataturk aveva proibito l'uso del velo per le donne in tutti gli edifici pubblici. Il nuovo sultano, in violazione della Costituzione (per cui non ha ottenuto la maggioranza dei due terzi in parlamento), pur non potendo imporre l'uso del velo in base alla Costituzione, ha tuttavia scavalcato la Costituzione incoraggiando l'uso del velo negli uffici pubblici e offrendo come esempio la moglie costretta a portare il velo. Il criminale Erdogan ha sbattuto in carcere i direttori dei giornali di opposizione, ha oscurato o censurato internet vedendo in esso una forma di opposizione alla dittatura della maggioranza islamista con cui è andato al potere. E' stato il distruttore della laicità dello Stato fondato da Kemal Ataturk. Sta violando ogni forma di libertà essendosi impadronito di tutte le televisioni. Ha appoggiato Al Nusra affiliato in Siria a Al Qaeda per cercare di abbattere il governo laico di Assad.  Ha comprato a poco prezzo e clandestinamente il petrolio dai tagliagole dell'ISIS in questo modo favorendone il finanziamento. Basterebbe questo per renderlo complice di questi criminali . 
Questa Turchia dovrebbe essere sbattuta fuori dalla Nato, rimanendo invece in essa come conseguente alleato militare degli USA e di quella disgraziata pagliacciata di Unione Europea di cui la Turchia di questo criminale vorrebbe fare parte, così costituendo il ponte ulteriore dell'invasione islamica dell'Europa.             
 Notare come dai filmati risulti completamente assente la presenza di donne in piazza. Esse sono state ormai subornate da una concezione islamica dello Stato voluta dal nuovo sultano Erdogan. E gli Stati europei e gli Usa come hanno reagito? Come vi era da aspettarsi ipocritamente dicendo che, nonostante tutto, Erdogan è stato eletto democraticamente. Ma quale democrazia? Una democrazia che cancella di fatto l'opposizione non permettendo libertà di pensiero è dittatura della maggioranza e non democrazia. Il governo di Al Sisi in Egitto è stato riconosciuto internazionalmente pur avendo preso il potere facendo giustamente fuori, con l'intervento dell'esercito, il governo dell'islamista Morsi "democraticamente" eletto.  E allora perché due pesi e due misure non riconoscendo valido l'intervento dell'esercito in Turchia  per di più previsto nella  stessa Costituzione? Vi è da sperare che il criminale Erdogan persegua nei suoi crimini attuando la sua vendetta, ma a condizione che finalmente gli Stati europei, se non gli USA che comandano nella NATO continuando a comprendervi la Turchia, comprendano finalmente che con la Turchia bisogna chiudere ogni discorso isolandola internazionalmente ed economicamente. Ridurla alla miseria non esportando più aerei, auto, macchine ospedaliere. Una Turchia che non ha fabbriche, nemmeno di auto, con cui possa sostituirsi a tutto ciò che importa dall'estero. Ma per questo è necessario che questi imbelli Stati dell'UE capiscano finalmente la necessità di una alleanza con la Russia di Putin.      

Già nel 2006 da preveggente scrivevo (in Scontro tra culture e metacultura scientifica)



Il parlamento europeo, pur contro la volontà del partito di maggioranza assoluta dei non votanti, a cui appartiene chi scrive, ha confermato l’immagine di un’Europa burocratica[1] e senza anima, pacifista a senso unico e senza esercito, che ha voluto rinunciare a far valere il riferimento storico alle origini greco-romano-cristiane del diritto naturale piegandosi, nella stesura della Costituzione,[2] ad un compromesso 1) con il multiculturalismo laicistico; 2) con la potente presenza, pur trascurabile quantitativamente, degli ebrei, che non potevano ammettere un riferimento alle origini cristiane dell'Europa; 3) con la diffusa presenza di islamici in Europa, dimenticando che l’Islam, nemico dello Stato laico, nella storia europea rappresentò sempre un corpo culturalmente estraneo, prima a causa dell’invasione araba, poi a causa dell’invasione turca dell’Europa, che ancor oggi ne subisce le conseguenze con la presenza di una popolazione musulmana nei balcani, e oggi a causa dell’immigrazione, mentre la Turchia ringrazia l’Europa, nel suo aspirare a diventarne parte, per averle offerto un pasticcio di Costituzione che le consentirà di invadere nuovamente l’Europa, facendosi ponte dell’islamismo internazionale e del terrorismo. Il frutto di ciò è la formula contenente un vago, confuso e pericoloso riferimento ad una “cultura umanistica e religiosa” dell’Europa, buona anche per l’Islam, che si vede riconosciuto in tal modo il “merito” storico di avere invaso l’Europa sino alle porte di Vienna e di avere posto termine, con la conquista di Costantinopoli (1453) - trasformando tutte le chiese in moschee - all’impero greco-cristiano di Bisanzio, erede dell’impero romano d’Oriente.[3] E’ augurabile che gli Stati dell’“Unione Europea” non vengano singolarmente defraudati della necessaria ratifica referendaria di una farsa di Costituzione europea, in modo che il suo certificato di nascita del 18 giugno 2004 trovi presto il suo certificato di morte.[4] Ed è augurabile che l’Austria, non dimentica di essere stata l’ultimo baluardo contro l’invasione turca, non desista dall’opporsi all’ingresso della Turchia in Europa. L’Europa si trova oggi sequestrata da una banda di burocrati dittatori che decidono come se i popoli non esistessero. Nella loro follia credono che basti una Costituzione turca che salvi la facciata per cancellare una società turca che rimane culturalmente islamica e con una buona parte di essa dichiaratamente antieuropea per tradizione storica, pronta ad invadere l’Europa facendosi, più facilmente che in Turchia, ponte dell’internazionalismo islamico. La Turchia vuole entrare in Europa? Che prima riconosca ufficialmente le radici greco-romano-cristiane dell’Europa. Poi si vedrà se la Turchia sarà ancora disposta a chiedere l’ingresso in Europa. 

  L’unione burocratica dei popoli europei, espropriati di una loro cittadinanza, che non può essere sostituita da un fantasma di cittadinanza superiore, puramente artificiale, esporrà l’Europa ad infiltrazioni immigratorie che ne corroderanno la stessa esistenza, perché non si può ricavare una grande anima dalla somma di più anime. Per di più si vorrebbe aggiungere all’Europa un’anima turca. Il risultato sarà, invece, la mancanza di una grande anima, del cui vuoto potranno approfittare tante anime, povere ma forti, che sono mosse dalla convinzione di appartenere ad una grande anima, l’Islam, con cui premere sull’Europa allo stesso modo in cui fecero le popolazioni barbariche premendo sui confini dell’impero romano, segnandone la fine, mentre i Romani credevano di aver comprato da essi la pace accettandoli dentro i loro confini. Fu l’inizio della loro rovina, come rilevò Montesquieu (Considerazioni sulle cause della grandezza dei Romani e della loro decadenza, 1734, cap. 18).  





[1] L’imposizione burocratica dell’euro non ha tenuto conto del fatto che la moneta deve riflettere la forza dell’economia di uno Stato. Pertanto si è avuto in molti Stati, come l’Italia, un aumento dei prezzi per la legge economica che porta ad un adeguamento del costo della vita a quello degli Stati aventi un’economia  più forte e, pertanto, un costo della vita più alto. Questo era già successo dopo l’unità d’Italia, quando i prezzi delle regioni meridionali si adeguarono a quelli più alti delle regioni del Nord. 

[2] Nella precedente Carta dei diritti fondamentali (9 dicembre 2000) erano stati confusi con i diritti fondamentali (da cui discendono solo i doveri perfetti) i diritti economici e sociali (che sono convenzionali) e i  valori morali come la solidarietà.  

[3] In un’interrogazione parlamentare del 29 settembre 2004 il deputato della Lega Nord Andrea Gibelli ha detto: “ L’Islam è la religione della Turchia e il suo diritto si chiana shari’a. La Turchia sarà il Paese più grande della Comunità Europea e in termini di popolazione sarà come la Francia e l’Italia messe insieme. La gente per le strade ci chiede di non fare entrare la Turchia in Europa”. Il ministro Giovanardi ha risposto: “Il Consiglio europeo del dicembre del 1997 del Lussemburgo si è rivelato un fattore propulsivo che ha spinto Ankara ad intraprendere un intenso programma di riforme per adeguarsi ai criteri politici di Copenaghen. Il parlamento europeo lo scorso marzo ha riconosciuto questo progresso. Bisogna prendere atto che il governo Erdogan ha saputo affrontare problematiche estremamente sensibili che per decenni sono state considerate intoccabili nella cultura politica della Turchia contemporanea, quali la riduzione del ruolo politico dei militari, l’ampliamento della tutela della libertà di stampa, le associazioni di opinione, il riconoscimento dei diritti culturali delle minoranze etniche, l’abolizione della pena di morte e dei tribunali speciali per la sicurezza dello Stato, l’introduzione del principio di parità tra uomo e donna. In questo quadro va registrata anche la recente approvazione da parte del parlamento turco della riforma del codice penale e delle leggi sulla procedura giudiziaria, sull’istituzione delle corti regionali. Un ulteriore segnale positivo proviene dalla scarcerazione di una parlamentare di origine kurda che era stata sollecitata dalla Comunità Europea. Recenti contatti con l’esecutivo comunitario hanno confermato un atteggiamento in linea di principio favorevole alla candidatura turca. Per la stesura finale del rapporto e della raccomandazione del Consiglio bisognerà attendere l’esito del dibattito in seno alla Commissione, dove, come è noto, non mancano opinioni discordi e contrarie. Il governo italiano nutre l’aspettativa che l’esito del dibattito al Consiglio europeo di dicembre possa essere equilibrato e positivo pur nella consapevolezza che vi sono Paesi europei che hanno forti riserve sulle prospettive dell’adesione turca all’Unione. Il governo italiano in presenza di un parere sfavorevole della Commissione si orienterebbe a dare il proprio assenso all’apertura di negoziati e all’indicazione di una data per l’avvio dei medesimi. Va comunque sottolineato con grande chiarezza che non appare possibile allo stato attuale pronunciarsi sui tempi di conclusione di questo negoziato, che, ad ogni modo, durerà diversi anni. E’ evidente, infine, che, una volta conclusi i negoziati, il relativo trattato di adesione verrà sottoposto alla ratifica degli Stati membri secondo le rispettive procedure costituzionali. Il governo italiano continuerà ad impegnarsi nella sua attività di stimolo ed incoraggiamento al rigoroso rispetto da parte di Ankara dei criteri di Copenaghen in un’ottica che confermi l’irreversibilità del processo riformatore intrapreso. Tali prospettive ci appaiono ragionevoli in alcune recenti proposte della Commissione volte ad inserire in tutti i futuri negoziati la possibilità di sospendere in qualsiasi momento i negoziati nell’ipotesi di violazione dei criteri di Copenaghen e di procedere alla chiusura dei singoli capitoli negoziali solo dopo avere verificato l’effettiva attuazione da parte del Paese candidato degli impegni assunti. Paese  che fa parte della NATO  e che finora ha costituito, al di là della  possibile, eventuale o futura,  adesione all’Unità Europea, uno dei capisaldi (sic!) per frenare l’integralismo e il fondamentalismo islamico e quindi uno di quei Paesi musulmani che più hanno contribuito a stabilizzare la regione e  anche a rendere fattiva e vincente la sfida del terrorismo fondamentalista”. 
     Gibelli ha replicato: “L’Europa non può essere unEuropa di tecnocrati che si riferiscono esclusivamente al codice penale. L’Europa deve diventare una comunità identitaria, dove vi è una cultura di riferimento, e la Turchia non è un Paese di tradizione laico-cristiana. Quattro ragazze turche sono annegate e i propri compagni di scuola non le hanno salvate perché rischiavano di essere contaminati. Questo è un fatto culturale. Le persecuzioni di oggi, non di 1400 anni fa, alle minoranze cristiano-ortodosse e cristiano-armene in Turchia sono un fatto politico-culturale,  non sono un fatto affidato ai codici penali di questi Paesi. Debbo constatare che l’Europa non vuole essere una comunità composta da Stati che identificano un perimetro culturale definito e mi spiace che dopo 500 anni dalla battaglia di Lepanto il primo Paese d’Europa (per  popolazione: 70 milioni) sarà la Turchia con questo ingresso, e vi è il rischio che l’Europa diventi un’appendice della penisola anatolica compiendo ciò che non è successo nel 1571. Bisogna sottoporre il giudizio al popolo, al referendum. Giscard d’Estaing  ha detto che con l’ingresso della Turchia in Europa sarà la fine del continente e la CDU tedesca ha individuato un’altra strada. Il nostro Paese sta compiendo un errore storico e sarà la gente attraverso il referendum a decidere se la Turchia entrerà nella Comunità Europea”.
   Gibelli ha omesso di dire che proprio la richiesta europea di riduzione del ruolo dei militari, insieme con il riconoscimento dei “diritti culturali” delle minoranze etniche, in cui si annidano le spinte verso l’integralismo religioso, è la premessa di un rafforzamento dell’islamismo nello Stato turco, la cui costituzione laica, voluta da Kemal Ataturk, che vietò il velo negli uffici pubblici, è stata garantita proprio dai militari. Una democrazia  non controllata dai militari, come dimostra l’Algeria, sarebbe lo strumento per la trasformazione della Turchia in una repubblica islamica, secondo le leggi della shari’a (o legge coranica). Non esistono dunque in Turchia le condizioni storiche di una democrazia fondata sui principi di uno Stato laico senza il controllo dei militari. E pertanto non esistono le condizioni di un suo ingresso nell’Unione Europea. La cultura islamica, con i suoi relativi costumi, è più forte di una Costituzione laica, non sufficiente ad arginare le credenze religiose dell’Islam. E l’islamismo turco sarebbe il ponte di ingresso in Europa dell’islamismo internazionale.        


[4] Si noti come nella cultura europea del disarmo intellettuale il termine “crociate” abbia un significato negativo. Come se le crociate non avessero avuto il compito di riacquisire all’Occidente le terre invase dagli arabi. Con totale insipienza l’Europa e gli Stati Uniti, pur senza averne titolo, hanno bombardato la Serbia che, bastione storico contro l’islamismo,  non voleva che una sua regione, il Kosovo, diventasse indipendente nelle mani degli islamici albanesi, a favore dei quali si è mossa l’insipienza sconsiderata dell’allora segretaria di Stato americana, che aveva arbitrariamente, non avendone titolo, promesso l’indipendenza al Kosovo. Da qui la giusta reazione della Serbia. Gli islamici europei sono un nemico interno dell’Europa, sentendosi  piuttosto islamici che europei. Essi sono il ponte in Europa dell’islamismo internazionale finanziato dall’Arabia saudita.    
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A questo punto gli Imperi centrali, tedesco ed austriaco, che non si erano mossi contro la Turchia, si alleano con la Turchia nella I guerra mondiale per contrastare a est la Russia, mentre gli Inglesi, appoggiati dagli Arabi dei territori siro-palestinesi (ancora turchi), sconfiggono la Turchia in Medioriente. Gli alleati, vincitori della I guerra mondiale nel 1918 occuparono Istanbul e il 15 maggio la Grecia, appoggiata dall’Inghilterra, occupa anch’essa Istanbul e una parte dell’Anatolia settentrionale con l’intenzione di ricostituire uno Stato bizantino. Tutto bene sin qui. Ma la conclusione fu vergognosa. La Grecia, abbandonata a se stessa, non poté resistere alla reazione dell’esercito turco guidato da Kemal Ataturk, che tra il 1920 r il 1922 ruscì a ricacciare i Greci dall’Anatolia conservando Costantinopoli e l’attuale territorio turco sui Balcani.  ..........................................................................................................................................
Ma l’Europa cristiana, quella politica, come nel 1453 aveva abbandonato al suo “destino” Costantinopoli, capitale per più di un millennio dell’Impero Romano d’Oriente e sede della Chiesa cristiana più importante dopo quella di Roma, così non approfittò nel XX secolo dell’ultima occasione per liberare almeno tutta l’Europa dai musulmani riguadagnando Costantinopoli, che, invece, indegnamente, fu lasciata ai Turchi dopo il disfacimento dell’Impero ottomano. La Turchia repubblicana fondata da Kemal Ataturk, con una Costituzione laica che proibisce, giustamente, l’uso del velo negli edifici pubblici non può aver cancellato una società che è rimasta musulmana, non laica. E se la stessa Costituzione turca non prevedesse l’intervanto dell’esercito a sua difesa, oggi la Turchia sarebbe diventata “democraticamente” una repubblica islamica. E soltanto una dittatura militare laica ha salvato l’Algeria da una dittatura islamica che avrebbe preso il potere “democraticamente”. E’ ciò che gli idioti governi europei non capiscono quando pongono alla Turchia la revisione della sua Costituzione in senso democratico, non accettando la tutela dei militari, come una delle condizioni del suo ingresso in Europa, dimentichi che non basta una Costituzione laica per formare una concezione laica della società. Non basta una Costituzione laica se il partito di maggioranza è un partito islamico che accetta la Costituzione laica per opportunismo, in vista di altre finalità, quando le donne – tranne negli edifici pubblici, dove è nominalmente proibito - continuano ad usare il velo come simbolo di adesione ad una religione che non può ammettere per principio uno Stato laico. Non è la Costituzione laica che conta, sibbene la società civile turca, che rimane islamica e non vuol fare i conti con il suo passato, proibendo in due Università, con un provvedimento giudiziario, la discussione sullo sterminio di un milione e mezzo di cristiani armeni operato dalla Turchia dal 1912. Il che la dice lunga sulla libertà di pensiero in Turchia. Ed è questa la Turchia che la follia politica vorrebbe facesse parte dell’Europa. Settanta milioni di musulmani turchi, ponte del terrorismo islamico, sarebbero pronti ad invadere l’Europa pretendendo il rispetto della loro identità islamica, che nel loro Paese viene ostacolata dalla Costituzione. Questo sarebbe il risultato paradossale che otterrebe la follia della cultura del multiculturalismo, che appoggia l’ingresso della Turchia in Europa, dimentica della sua storia.
         

Ha scritto l’antropologa Ida Magli che “accelerazione con la quale l’Europa viene invasa è tale che i governanti non faranno in tempo a godersi l’impero, tranne che impediscano fin da oggi qualsiasi ingresso, né per lavoro, né per asilo politico o umanitario”. [1]


[1]Il Giornale, 21 luglio 2004. La Magli ha taciuto dell’invasione cinese, che sta creando problemi economici al di là della legalità, nel silenzio sconcertante dei produttori e dei commercianti europei, prime vittime di essa, grazie alla folle politica di accoglienza. Il totale isolamento economico, anche turistico, di tutti i Paesi islamici sino a quando non si daranno una Costituzione laica, se non anche liberale, dello Stato è l’unica risposta che il resto del mondo deve dare a chi crede di dover fare del Corano – radice del terrorismo - la fonte del diritto. Essi, privati di aerei, di auto, di altri mezzi di trasporto, di armamenti, di medicine, di macchine ospedaliere, di elettrodomestici, di tutto ciò, insomma, che importano dal mondo non islamico, non essendo capaci di produrlo da sé, sarebbero ridotti in poco tempo quasi allo stato di natura. Forse capirebbero che senza l’Occidente “corrotto” e l’Asia non islamica e occidentalizzata, da cui importano tutto – perché incapaci di alcuna ricerca scientifica e tecnologica a causa del dio del Corano, privo di qualsiasi vincolo razionale - sarebbero riportati allo stato di natura. Per questo il resto del mondo, soprattutto l’Occidente, dovrà accelerare il passaggio dal petrolio ad altre fonti di energia, ad incominciare dall’idrogeno, per non dipendere più dal petrolio islamico.