giovedì 17 aprile 2014

L'ACCATTONE RENZI NON SA ANCORA COME TROVARE LA COPERTURA DEI MISERI 80 EURO IN PIU' AL MESE. ECCO UNA SUA GENIALATA

Per raccattare 150 milioni in più ha pensato di introdurre il canone Rai nella bolletta elettrica. INCREDIBILE. Si impone un servizio di cui uno può dichiarare di poter fare a meno. Si può infatti vivere senza vedere i canali della Rai. Anzi, senza guardare la TV. Non può esistere un canone perché non può esistere una tassa sul televisore. Infatti chiunque ha diritto di vedere gratuitamente tutti i canali delle TV commerciali o quelli a pagamento di Sky. Si può benessimo fare a meno di vedere i canali Rai. Tanto più che molte trasmissioni possono essere viste tramite internet. La Rai non è un servizio pubblico perché è uno strumento in mano ai partiti. Essa è manifestazione del pensiero unico al servizio della dittatura della maggioranza. Faccio un esempio. In Gran Bretagna è obbligatorio pagare il canone per i canali della BBC. Ma la BBC nei suoi programmi non comprende alcuna pubblicità. Inoltre per statuto essa è libera da qualsiasi influenza dei partiti. Ma anche in questo caso non si capisce perché in Gran Bretagna il cittadino debba pagare il canone solo per il motivo che possiede un televisore. Non può esistere una tassa sul televisore ma sui canali. Orbene, l'unica soluzione consiste nell'impedire la visione dei canali per coloro che non paghino il canone. Tecnicamente è possibile visto che solo coloro che paghino hanno la possibilità di vedere i canali di SKY. La Rai ladrona, con un direttore generale che prende uno stipendio di 600 mila euro l'anno, non può pretendere di avere la botte piena e la moglie ubriaca, cioè una tassa (che tassa non può essere) sul televisore e infarcire tutti i suoi programmi con continue interruzioni pubblicitarie per mantenere un esercito di parassiti. Ormai le interruzioni pubblicitarie hanno quasi raggiunto quelle delle TV commerciali. Mi riferisco ai parassiti  che conducono programmi di puro intrattenimento o di pettegolezzi (i cosiddetti gossip) se non addirittura diseducativi e dannosi. Una Rai che ogni mattina trasmette su Rai1 una lurida trasmissione chiamata "La prova del cuoco" può essere solo dannosa per la salute perché impostata unicamente sulla soddisfazione del palato con la ricerca di piatti elaborati invece che sui benefici per la salute. Non vi è spazio per una cucina vegetariana. Inoltre la Rai è liberticida perché non ammette visibilità a certe minoranze che non rispettino il pensiero unico. Perché, per esempio, dovrei pagare il canone per una Rai che mai permetterebbe un incontro-scontro tra affermazionisti e negazionisti della cosiddetta shoah? E' questo  il servizio pubblico? Uno come me, libero pensatore non irregimentato in  alcun partito, mai troverebbe spazio per esporre liberamente il proprio pensiero richiedendo libertà per tutti e non soltanto per i liberticidi appartenenti alla tirannia del pensiero unico. Che mamma Rai vada affanculo.    

mercoledì 16 aprile 2014

MATTEO RENZI E MUSSOLINI: UNA COSA IN COMUNE

Il Renzi aveva detto che mai sarebbe andato al governo senza prima passare per le elezioni. Pochi giorni si è rimangiato tutto e ha fatto fuori Enrico Letta. Intendiamoci. Ha fatto bene a farlo fuori perché quest'ultimo era una figura così scialba e patetica da meritare una forte punizione della sua nullità e, anzi, della sua negatività (basti pensare al fatto di avere introdotto la sciagura del "mare nostrum", un invito agli invasori perché sbarchino in Italia. Ma vi è anche un altro inconfessato motivo che ha indotto l'esagitato Renzi, venditore di pentole, a rompere gli indugi). Questo nuovo servitore dell'Europa delle finanze, assoggettato alla Germania della Merkel, di fronte alla quale ha dimostrato di essere un cameriere, voleva eguagliare il record di Mussolini, che diventò primo ministro a 39 anni. Non poteva farsi sfuggire l'occasione: se non ora quando? La sua ambizione sarà però anche la sua rovina. Mussolini ha governato (nel bene ma più nel male) per 22 anni. La sua rovina fu il nazismo, nonostante la sua personale e costante antipatia per Hitler, di cui fu una insipiente vittima. Del fascismo si può ricordare nel bene la legislazione sociale. Tutto il resto è da buttar via. 
Renzi non resisterà nemmeno 22 mesi perché è solo un venditore di fumo, a cui possono dare fiducia o i disonesti o gli imbecilli che si fanno sedurre dal suo apparente attivismo. La sua fine non sarà certo quella di Mussolini, ma anche lui, se pur metaforicamente, si sta preparando il piazzale Loreto perché morirà politicamente appeso con la testa in giù. Rapprenta meglio il peggio di una politica spettacolo e parolaia rappresentata da individui ormai tutti scadenti. 

       

lunedì 14 aprile 2014

SE QUESTI SONO UOMINI...

Cliccare sotto per leggere tutto l'articolo. Segue il commento che ho lasciato nel blog di Grillo.

Se questo è un Paese

| | pdue_macht.jpg
Voi che vi disinteressate della cosa pubblica
come se vi fosse estranea e alla vita delle persone
meno fortunate che vi circondano
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
il telegiornale di regime caldo e visi di mafiosi e piduisti sullo schermo
mentre mangiate insieme ai vostri figli
che educ

Io da sempre filoisraeliano, ma animalista e vegetariano, sono stato condannato ad una multa sotto condono sino alla Cassazione solo per aver scritto in un mio saggio sul diritto naturale che avevo il diritto di non commuovermi nella memoria per la fine nel lager di quegli ebrei OSSERVANTI che credevano ancora nelle menzogne dell'Antico Testamento e che per questo giustificavano ancora la maggiore crudeltà della macellazione ebraico-islamica, che prescrive che il povero animale debba essere ucciso cosciente per lento dissanguamento mentre legato per terra su un fianco cerca disperatamente di liberarsi e alla fine si arrende nella lenta e atroce perdita delle forze. Come documentato e descritto nei particolari in un documento di protesta dei veterinari di Torino. Senza confonderli con tutti gli ebrei, che, se laici, appartengono alla migliore intelligenza mondiale, e riferendomi pertanto solo agli ebrei fanatici delle sinagoghe che credono ancora nelle regole di macellazione di un personaggio, Mosè, mai esistito secondo la più accreditata esegesi biblica, vi è da dire di costoro: Se questi sono uomini...Credono forse ancora di essere il popolo eletto? Chi conosce l'Antico Testamento non può non rimanere sconcertato per tutti i racconti di stragi (se pur tutti inventati o esagerati)attuate dagli antichi ebrei nei confronti delle antiche popolazioni della Palestina, tanto da poter essere considerati maestri dei nazisti, protonazisti. L'unica differenza è che i nazisti non pretesero mai che i racconti delle loro stragi fossero storia sacra, mentre invece gli ebrei delle sinagoghe pretendono ancora che i racconti delle stragi dell'Antico Testamento siano storia sacra da custodire in rotoli di seta nei tabernacoli delle sinagoghe. In onore del loro dio degli eserciti il sanguinario Jahweh. Furono essi maestri del razzismo. La"religione" ebraica non fa proselitismo. Non si può essere credenti in Jahweh senza essere ebrei. Religione razzista.                

DISOCCUPATI ITALIANI! CHIEDETE DI ESSERE EQUIPARATI AI COSIDDETTI RIFUGIATI. RENZI E LA PRESA PER IL CULO DEGLI 80 EURO IN PIU' AL MESE

I cosiddetti rifugiati hanno una diaria minima di 30 euro al giorno. Più vitto e alloggio e ricariche telefoniche gratuite. Il che significa avere 900 euro al mese netti senza fare un cazzo, mantenuti con il danaro pubblico alla faccia dei pensionati con pensioni minime di 500 euro. Questo è anche il bel risultato dell'abolizione del reato di clandestinità e della sciagurata legge chiamata "MARE NOSTRUM" di quel fallito di Enrico Letta, che ha voluto, pur con grande dispendio di mezzi, che la marina militare andasse a salvare nelle acque internazionali una massa continua di invasori, invece di richiedere, anche con l'intervento di altri Stati europei affacciantisi sul Mediterraneo, uno sbarramento di fronte alla coste dell'Africa, soprattutto della Libia. Trasformando così il Mediterraneo in MARE VOSTRUM. L'Italia ha un territorio di soli 301mila kmq con una popolazione che sino a 10 anni fa era di 58 milioni di residenti (compresi gli stranieri). Ora si è passati a 62 milioni. La pazzia della falsa sinistra è la prima causa di questa sciagura. Più aumenta la popolazione e più aumenta anche la disoccupazione, con aumento conseguente della criminalità. Inoltre, più aumenta la popolazione e più diminuisce il terreno agricolo, aggredito dalla speculazione edilizia. Effetti contrari si avrebbero se diminuisse la popolazione. 



  1. Piccoli equivoci sui rifugiati | Nuovi Italiani

    nuovitaliani.corriere.it › BlogNuovi Italiani
    27/lug/2012 - Ho saputo solo oggi che i rifugiati politici (e si dice siano moltissimi e ... 30 euro al giorno sono davvero tanti in questo momento in cui molti dei ...
  2. Ai rifugiati politici lo stato italiano deve garantire 40 euro al ...

    https://it.answers.yahoo.com/question/index?qid...
    35 euro al giorno sono quello che lo Stato spende per ciascun profugo, vitto e alloggio. ... immigrato se furbo fa richiesta di status di rifugiato, perchè sino a quando poi ... per quello che ne so sono 30 euro di diaria come per i rom (sinti) sul ...
  3. I diritti dei clandestini - Bufale un tanto al chilo

    www.butac.it/i-diritti-dei-clandestini/
    09/ott/2013 - Circola da qualche giorno questo post su Facebook: ... SI è vero ogni rifugiato ha diritto a tutto ciò di cui abbiamo diritto noi (esclusa la ... 50.000 per 30 euro ( cifra a caso, visto che il ticket varia in base alla prestazione ) ...
  4. Rifugiati da 1.260 euro al giorno | La voce di Rovigo

    www.lavoce-nuova.it/homepage/.../rifugiati-da-1260-euro-al-giorno?...
    26/mar/2014 - IL CASO Secondo Porto Alegre il costo del mantenimento dei profughi sarà di 30 euro a testa. Rifugiati da 1.260 euro al giorno. Saranno a ...
  5. Quanto paga lo stato italiano ad un rifugiato extracomunitario ...

    www.vwgolfclub.it › VW Golf Club ItaliaArea PUBBLICAIl Bar
    20/lug/2012 - 15 post - ‎8 autori
    Lavoratore cassaintegrato circa 20-30 € (media) al giorno per vitto e ... di 1.200 Euro netti in busta paga a cui vanno sommate i guadagni ...
       

sabato 12 aprile 2014

POVERO CANE. VITTIMA DELLA CRUDELE "CULTURA" PASTORALE IN SARDEGNA, CAUSA PRINCIPALE DELLA ANCESTRALE E BARBARA CULTURA DELLA VIOLENZA

I commenti sono tutti di condanna di questo orrido atto di crudeltà. Qualcuno chiede l'ergastolo, altri chiedono che questi individui facciano la stessa fine. 
Il cane ucciso Cronache dalla Sardegna - Hanno punito il loro cane legandolo al gancio traino della loro auto e lo hanno trascinato per chilometri fino a ucciderlo. (46) commenta


Perché solo un massimo di 18 mesi e con condizionale? La vita di questi due subanimali vale meno di quella di un insetto nocivo, che non sa di essere nocivo. Ma perché commuoversi solo alla notizia di un cane torturato mentre molti commentatori si accingono ad alimentare la vicina strage di agnelli. Io non non trovo molta differenza tra un agnello e un cane. Se vivessi in un una casa con giardino andrei a spasso con un agnello al guinzaglio per far capire ciò che la gente ipocrita non vuole capire. E maledette le "feste" di sangue del Natale e della Pasqua. L'anno scorso inviai una racc. posta celere al papa (senza manifestare il mio ateismo e spacciandomi come credente) per invitarlo a spendere delle parole perché cessasse l'identificazione del Natale e della Pasqua con la strage di innocenti e mansueti animali quali sono gli agnelli e i capretti. Aggiunsi che lo stesso S. Paolo (Lettera ai Romani, 3,25) scrisse che dopo il sacrificio della croce non era più necessario la tradizione ebraica dell'uccisione dell'agnello per "santificare" la Pasqua. Feci presente che in Italia vi sono circa 7 milioni di vegetariani, di cui doveva tener conto. Ebbi dopo due mesi (!) in risposta una cartolina artistica con nel retro un ringraziamento con firma prestampata del papa, che mi fece capire che la lettera non fu nemmeno consegnata al papa e che qualche altro mi inviò la cartolina. E così continua l'ipocrita silenzio della Chiesa del silenzio.
Eppure Benedetto XVI stesso ripeté (ma solo in una lettera) il concetto di S. Paolo. Ma nessun papa ha avuto sinora il coraggio di condannare dal balcone di p.zza S. Pietro tradizione crudele della strage di agnelli in occasione delle "feste" maggiori del cristianesimo. Ecco dunque ancora una volta una settimana di sangue per soddifare questa orrida tradizione che ha contaminato anche i non credenti. 

Udienza Generale, 7 gennaio 2009, Benedetto XVI

www.vatican.va/holy_father/.../hf_ben-xvi_aud_20090107_it.html
07/gen/2009 - In Rm 3,25, dopo aver parlato della “redenzione realizzata da Cristo Gesù”, Paolo continua ... San Paolo, accenna a questo rito e dice: Questo rito era ... Era necessario un contatto più reale tra colpa umana ed amore divino. ... il vecchio culto con i sacrifici degli animali nel tempio di Gerusalemme è finito.






  1. Blog del prof. Pietro Melis: CAMILLO LANGONE (SUL ...

    pietromelis.blogspot.com/.../camillo-langoni-sul-quotidiano-libero.html
    31/mar/2013 - San Paolo mangiava qualsiasi cibo ed esortava i discepoli a fare ... con il sacrificio degli animali, dice che il sacrificio della croce (del Gesù agnello sacrificale) è bastato una volta per sempre e non era più necessario sacrificare animali. ... E DOPO!!! PRIMA ............... ED ECCO I SOSTENITORI DELLA

mercoledì 9 aprile 2014

IMPEDIRE PER LEGGE LA FOLLIA DELL'INSEMINAZIONE ETEROLOGA. CORTE COSTITUZIONALE DI PAZZI ANTICOSTITUZIONALI

La Corte Costituzionale ha dichiarato anticostituzionale (e non si capisce perché) il divieto di donare ad una coppia spermatozoi od ovuli sotto anonimato. E' una pazzia. Bisogna distinguere tra l'inseminazione eterologa (con donazione anonima di spermatozoi o di ovuli) e l'utero in affitto perché nel secondo caso la donna non è madre del nascituro essendosi solo prestata a far nascere il figlio dai genitori naturali. L'inghilterra da qualche tempo in seguito a questi problemi ha varato delle restrizioni alla legge stessa togliendo l'anonimato ai donatori con il conseguente crollo dei donatori. Il rischio di trovarsi alla porta di casa centinaia di figli sconosciuti mette paura.  
Ho scritto più volte che questa Corte Costituzionale è di composizione anticostituzionale. Infatti i suoi membri sono stati eletti per 1/3 da parlamenti eletti in base ad una legge elettorale anticostituzionale, che hanno eletto pertanto un presidente della Repubblica (Napolitano) che, di nomina anch'essa anticostituzionale (quod nullum est nullum producit effectum), ha nominato 1/3 dei membri della stessa Corte. Ma l'assurdo maggiore consiste nel fatto che questa Corte di pazzi, pur avendo dichiarato anticostituzionale il porcellum (sulla base del quale sono stati eletti molti membri di questa Corte) ha dichiarato contraddittoriamente, anzi, schizofreneticamente, che questo parlamento aveva titolo per legiferare e dunque per cambiare la legge elettorale. Perché questo assurdo? E' evidente che questi individui sono attaccati alle loro poltronacce e alle loro laute prebende. Non hanno voluto ammettere che, dichiarato anticostituzionale il porcellum, essi stessi erano di nomina anticostituzionale. La spiegazione è tutta qui. Dunque più che pazzi sono disonesti perché solo dei disonesti possono affermare che una legge elettorale è anticostituzionale mentre essi stessi hanno usufruito di questa stessa legge per mettere il culo sulle loro poltronacce. Se la pazzia o la disonestà abitano anche nella Corte Costituzionale vuol dire che siamo veramente mal messi. L'unica uscita da una situazione di anticostituzionalità in cui stiamo vivendo da 20 anni sarebbe l'autoscioglimento del parlamento con il ritorno alle elezioni senza votare una nuova legge elettorale perché non ve ne sarebbe nemmeno bisogno, riprendendo automaticamente vigore la legge elettorale che era in vigore sino al 1993. Perché certamente i costituenti avevano in mente una legge elettorale fondata sul proporzionale e male fecero a non inserirla nella Costituzione. Ma se si andasse a leggere i lavori preparatori della Costituzione si capirebbe che i costituenti davano per scontata una legge elettorale fondata sul proporzionale. Questa è una falsa democrazia che è preda degli arrivismi dei partiti. Ogni partito vuole una legge elettorale che crede gli sia più favorevole per poter imporre la dittatura di una minoranza. Si dice che bisogna salvaguardare la governabilità. FALSO. La governabilità non può cancellare la salvaguardia della rappresentanza. Già la democrazia rappresentativa è una falsa democrazia se impedisce ad un popolo di farsi le leggi che vuole tramite referendum PROPOSITIVI (e non soltanto abrogativi) di leggi votate direttamente dal popolo senza passare attraverso la palude del parlamento, bivacco di manipoli di partiti. Inoltre l'attuale Costituzione proibisce anche i referendum abrogativi quando si tratti di leggi economiche o di trattati internazionali. Così ci è stata imposta la camicia di forza del trattato dell'Unione Europea e di quella disgrazia monetaria che è l'euro senza che un referendum abrogativo ci possa liberare da questa camicia di forza. Pertanto bisognerebbe modificare la Costituzione introducendo il referendum propositivo. Solo così la falsa democrazia rappresentativa sarebbe corretta da una vera democrazia, come ben aveva capito Rousseau nel Contratto sociale. La volontà popolare, ha scritto Rousseau, non può essere alienata in una rappresentanza di essa. Dunque la volontà popolare (che è la volontà della maggioranza) deve essere superiore a quella del parlamento e deve poter decidere anche in contrasto con la volontà della maggioranza del parlamento approvando con referendum leggi in contrasto con quelle approvate dal parlamento, che verrebbero di conseguenza annullate.         
Non ho mai capito perché la gente senta il bisogno di far figli. Lo capirei se si trattasse di istinto animale. Qual è il fine della vita di un batterio? Quello di moltiplicarsi in altri batteri. Tra gli animali non umani la riproduzione avviene solo quando la femmina è nel periodo fecondo. Altrimenti il maschio, e questo avviene tra i mammiferi, non si sente nemmeno attratto dalla femmina, la cui fecondità viene percepita attraverso l'odorato. Infatti non avviene mai violenza sessuale tra gli animali non umani. L'uomo è un animale che è stato snaturato dalla cultura. La donna ha l'istinto della maternità non tanto per un motivo naturale quanto per un motivo culturale. Altrimenti non si capirebbe come mai tante donne, a parte le suore, abbiano rinunciato ad avere figli. Ma l'istinto culturale della maternità si intreccia nella donna con quello naturale del completamento della sua struttura biologica. Avendo l'utero è portata culturalmente a sentirsi completata riempendolo almeno una volta nella vita, mentre l'uomo non ha bisogno di completarsi internamente. Ciò è confermato dal fatto che l'80% delle separazioni avviene su richiesta delle donne anche quando l'uomo viene considerato incolpevole. Perché? E' evidente. Può capitare che la donna, una volta realizzato il suo scopo, quello di avere un figlio, si stanchi sessualmente del marito e si accorga, passato il periodo dell'innamoramento (da non confondere con l'amore) si accorga che il marito le sia servito solo come stallone e si convinca che il figlio sia solo suo perché ha impiegato nove mesi per farlo, mentre l'uomo può impiegarvi anche solo pochi minuti. E mentre il marito, generalmente, venutagli a stanchezza sessuale la moglie, preferisce trovare fuori un nuovo appagamento, anche sentimentale oltre che sessuale, pur di non sfasciare la famiglia, la moglie preferisce rompere il matrimonio per trovare un nuovo appagamento sessuale. Vi è dunque una tendenza della donna alla monandria, mentre vi è una tendenza naturale dell'uomo alla poligamia. Aristotele (Metafisica, I,6) disse una frase solo apparentemente banale: il maschio può fecondare più femmine mentre una femmina può essere fecondata da un solo maschio. Il matrimonio è dunque contro natura. Non esiste la fedeltà di coppia negli animali, tranne negli uccelli per un periodo limitato di tempo per la necessità di alternarsi nella cova delle uova e nell'allevamento dei pulcini nel nido. Poi ognuno si riprende la libertà. Esiste una sola eccezione per una specie di uccelli (di cui non ricordo il nome): la femmina, se rimane vedova, non si accoppia più con altro maschio. 
Fatta questa lunga premessa torno alla domanda: perché la gente fa figli? Vi sono quelli che pensano di dovere avere una discendenza per non lasciare in eredità ad altri i loro averi. Questo motivo non esclude la tendenza animale a riprodursi per lasciare una traccia del proprio DNA. Ma credo che il motivo principale sia dovuto alla necessità di rimuovere psicanaliticamente il non senso della vita. Non sappiamo che cosa ci stiamo a fare su questa Terra. Non sappiamo se siamo frutto di un disegno intelligente della natura oppure il frutto della casualità dal Big Bang sino alla formazione del sistema solare. Non hanno certezze  nemmeno i credenti in un aldilà (tranne che si tratti di fanatici islamici) perché nessuno ha delle certezze circa l'esistenza di un aldilà. La fede religiosa non è tale se non è pervasa da dubbi. Se si potesse leggere nella mente del papa ci si accorgerebbe che anche lui ha dei dubbi su ciò che va predicando.            
Il non senso della vita porta a rimuovere questo sentimento oscuro con la creazione di responsabilità nei riguardi degli altri. E tra questi altri necessariamente vengono per primi i figli, anche se di tali responsabilità, che sono prima di tutto economiche, ognuno potrebbe fare benissimo a meno con maggiore vantaggio economico. Si ha paura della solitudine, anche sentimentale, di rimanere soli nella vecchiaia e di avere bisogno di un'assistenza che non sia solo quella che può offrire una persona estranea pagata per questo. Ma la famiglia costa in fatto di spesa di tempo e di danaro. Ci si sacrifica egoisticamente per i figli credendo di avere uno scopo nella vita. E non si pensa che poi i figli, divenuti adulti, se ne vanno facendosi una loro vita e perpetuando la staffetta dell'illusione. E così i genitori rimangono soli. 
E tuttavia continua l'accanimento del volere figli ad ogni costo. Soprattutto da parte delle donne. E vengo al titolo di questo articolo. Perché dovrebbe essere proibita la fecondazione eterologa? Avevo già affrontato questo tema in un capitolo del mio libro Scontro tra culture e metacultura scientifica. Perciò riporto sotto quanto scrissi nel 2006. Dopo quanto sotto riportato seguono nel libro alcuni passi commentati tratti dalla famosa e illuminante Lettera a un bambino mai nato di Oriana Fallaci. Se il lettore non conosce questo breve capolavoro della Fallaci lo legga e vi ritroverà i miei stessi pensieri, se pur privi delle illusioni della Fallaci.  

E’ paradossale che in nome della morale della libertà, e pur in mancanza di una selezione naturale, grazie alla medicina, la legge vieti per principio l'eugenetica in nome della “sacralità” della vita umana, mentre concede a tutti di fare figli, anche se predisposti alle sofferenze di gravi malattie ereditarie, limitando così il loro diritto naturale alla conservazione, che include anche il diritto al benessere delle funzioni vitali. Platone si meravigliava del fatto che gli uomini operassero delle selezioni per migliorare le razze degli animali da allevamento, mentre nessuno aveva pensato di attuare la stessa selezione per gli uomini in funzione della loro salute. La quale non è un bene, come si suol dire, ma è assenza di male, come la giustizia.1
Marcello Pera giustifica l'aborto, terapeutico o non, essendo prioritario l'interesse della madre (senza spiegarne le ragioni), e sembra non condannare a priori nemmeno l'intervento sugli embrioni, ponendo, tuttavia dei limiti che non si capisce quali siano. Il che significa contraddire – meno male - l’identificazione dell’embrione con il concetto di persona. Tutto sembra essere consegnato alla "saggezza"aristotelica, ma senza spiegare che la saggezza, come ogni altra virtù, per Aristotele non può raccomandarsi a tutti, ma soltanto a coloro che, per natura e per educazione in sieme, sono capaci di esercitarla, mentre per gli altri valgono e bastano le leggi, che non richiedono la virtù, ma la giustizia, distributiva e riparatrice (Etica nicomachea, L. V).
Si vede come la morale, che vorrebbe che gli embrioni non venissero distrutti, in quanto individui in potenza, si sostituisce al diritto, che vuole che non si provochino dei danni al nascituro facendolo nascere da un embrione possibile portatore di malattie ereditarie. La politica, corrotta dalla morale, può arrivare persino a queste forme di follia. La premessa di tale follia è che la vita sia comunque un bene, se pur non richiesto, anche se si nasce già segnati da malattie. Oppure che si debba rispettare nell’embrione la dignità della persona umana, per cui la legge ha voluto in Italia la follia dell’impianto di tre embrioni, non potendosene distruggere alcuno. Ma a tal proposito noi abbiamo immaginato, come si fa in fisica, una condizione ideale. Si immagini che con mente divina si possa avere conoscenza del futuro dei tre embrioni. Che il primo sia destinato a diventare un grande scienziato, il secondo un grande filantropo, e il terzo un grande criminale. Dal punto di vista di una morale utilitaristica, facendo il rapporto costi\benefici, si potrebbe preferire far diventare individui tutti e tre gli embrioni, se, per esempio, la scoperta scientifica della cura di una grave e diffusa malattia può giovare ad un numero altissimo di persone o se l’opera del grande filantropo apporterà dei benefici a moltissimi individui. Ma ciò comporterebbe l’accettazione a priori di un crimine, anche se la vittima del criminale non avrebbe il dovere di sacrificarsi per la vita degli altri, in base alla considerazione che il suo diritto naturale alla vita non può essere inferiore a quello dello scienziato e a quello del filantropo. E’ evidente che chi attribuisce dignità di vita all’embrione per il solo fatto di essere umano attribuirebbe a priori dignità di vita anche al criminale, non importando che egli sia la negazione del diritto alla vita della sua vittima. Quando si continua a parlare di dignità dell’uomo, che non può esistere in astratto, ma in concreto, perché la dignità, con il rispetto, bisogna meritarsela, si continua ad alimentare una vuota retorica umanistica che ha fatto il suo tempo. . .
Non è giustificabile, al contrario, l’inseminazione artificiale eterologa perché il nascituro, non potendo avere conoscenza del padre o della madre naturale, verrebbe danneggiato perché privato del suo diritto naturale di conoscere il patrimonio genetico di ambedue i genitori in relazione alla necessità di una anamnesi medica che faccia riferimento ad esso. Si aggiunga il danno psicologico, in alternativa alla menzogna perpetua avallata dalla legge, derivante dalla scoperta da parte del figlio, di non poter conoscere il suo vero padre o la sua vera madre, con le conseguenti possibili turbe psicologiche che durerebbero per tutta la vita. E ciò in conseguenza dell’egoismo di chi vuole un figlio ad ogni costo, accampando un falso diritto alla paternità o alla maternità.
Per questo motivo deve essere vietato alla madre di abbandonare in ospedale sotto la garanzia dell’anonimato il neonato, dovendosi sempre garantire al figlio la possibilità di conoscere la sua vera madre se egli lo richiedesse o fosse necessario sul piano di un anamnesi medica. Per lo stesso motivo la madre deve essere costretta dalla legge ad indicare il padre del neonato da sottoporre alla prova del DNA, anche se ciò non comporterebbe da parte del padre e della madre naturali l’onere di provvedere materialmente al neonato abbandonato, da affidare successivamente ad altra coppia, potendo nell’adozione avere anche una vita migliore.
Se si considerassero tutti questi aspetti non si farebbe tanto baccano sul diritto alla vita degli embrioni, che non chiedono certamente di nascere, come se la vita fosse un bene ancor prima di nascere (o di essere concepiti), e non lo fosse invece soltanto in relazione al fatto che, una volta nati, come dice Hobbes, la morte appare “il massimo dei mali naturali”. Si considera solo il passaggio dal nulla all’essere (cioè alla nascita o al concepimento), per trarre da ciò un bene (la vita) come guadagno, senza considerare il successivo passaggio dall’essere al nulla, con la perdita dell’asserito bene della vita. La somma totale è pari a zero. Anzi, considerando in più l’esperienza negativa della morte, che non nascendo si eviterebbe, la somma è qualitativamente negativa. Ma, una volta nato, ognuno si affanna, già dal momento del piacere della suzione del latte materno, a ricercare dei beni per la tendenza naturale di ogni organismo a conseguire il proprio benessere, come “ciò a cui ogni cosa tende” (Aristotele, Etica nicomachea, I, 1) e a “fuggire quel che per lui è male, specialmente poi il massimo dei mali naturali, cioè la morte” (Hobbes, De cive, I, 7). La vita è la condizione esistenziale che porta a conseguire dei beni. Essa, pertanto, non è di per sé un bene. Appare tale soltanto di riflesso, perché, una volta nati, la morte è certamente un male, perché perdita di tutto. Ma queste considerazioni, pur ovvie, non possono entrare nella testa dei cosiddetti esperti del Comitato nazionale di bioetica di nomina ministeriale. A maggior ragion non possono entrare nella testa della gente comune, plagiata dalla retorica dei mass media fondata sui luoghi comuni dei non sensi linguistici, che impongono di pensare che la vita sia di per sé un bene, e che dunque essa possa essere donata.2 Oltre tutto, se fosse di per sé un bene, non esisterebbero i suicidi. Chi si suicida non riesce più a conseguire dei beni dalla vita. Per lui si forma un corto circuito causato dall’impossibilità di conseguire ulteriormente dei beni, a causa del prevalere di un danno, che può essere anche la consapevolezza della mancanza di senso della vita. Le religioni pongono riparo alla disperazione che può nascere dal prevalere del sentimento oscuro della mancanza di senso della vita sulla naturale tendenza dell’organismo a conservarsi in vita. Infatti gli animali non umani non si suicidano.

1 Platone nel Timeo intese la salute come equilibrio delle funzioni di un organismo, al pari della giustizia. Cioè come assenza di male. Si considerino i valori delle analisi mediche. Se essi sono giusti, si suol dire che sono normali. Se si dicesse che sono buoni si intenderebbe dire che potrebbero essere migliori. La giustizia, come la salute, si distingue dal bene, che, essendo morale, sta oltre l’ambito del diritto, che riguarda l’assenza di male, giuridicamente inteso come danno.

2 Forse, proprio a causa della mancanza di senso dell’espressione “donare la vita”, Platone, per ovviare a ciò, recepì dalla tradizione pitagorica ed orfica la dottrina della metempsicosi, che presuppone, non soltanto che l’anima sia coeterna con il mondo e che essa sia soggetta a cicli di reincarnazione, ma che essa possa trasmigrare, per punizione, in forme di vita inferiori, entro uno stesso ciclo del mondo, per cui i genitori sono soltanto lo strumento involontario di un destino già segnato per l’anima. Sia Platone che Aristotele ripresero da Eraclito il concetto di grande anno (10. 800 anni), che rappresenta quel ciclo del mondo dopo il quale le cose e gli eventi si ripresentano e si ripetono come nel ciclo precedente, dovendo rinascere gli stessi individui. Tale pensiero fu conservato nel neoplatonismo di Plotino (III secolo .d. C) e della sua scuola, sino a Proclo (V secolo) .
    

lunedì 7 aprile 2014

LA QUESTIONE VENETO: CONSIGLI PER L'INDIPENDENZA

L'unità d'Italia non è mai esistita. E' stata imposta con falsi referendum a cui potevano accedere solo gli uomini che avessero un certo grado di cultura ed avessero un certo censo. Gli analfabeti (che erano tanti specialmente nel sud) e i poveri vennero esclusi per legge. Furono referendum truffa che furono votati solo da una piccola minoranza. Gli ideali di Garibaldi e di Mazzini erano rispettabili, ma rimasero solo ideali. L'Italia poteva sorgere come Stato unico solo come Stato federale secondo il progetto del federalista Carlo Cattaneo. Purtroppo l'Italia "unita" sorse anche a dispetto dell'ideale repubblicano di Mazzini, e Garibaldi, anch'egli antimonarchico, oltre che antipapale, contro la sua volontà, non avendo alternative, dovette subire l'unica soluzione che era possibile: accettare il nascosto appoggio del Cavour, che a sua volta aveva l'appoggio dell'Inghilterra. E il Cavour, da politico realista, concepì l'unità d'Italia solo come estensione del regno sabaudo sardo-piemontese. Neppure lui aveva alternative. Ma i suoi successori commisero gli errori maggiori. Concepirono l'Italia divisa in due: il nord industriale e il sud agricolo. Ma l'estensione della lira a tutta l'Italia portò ad un aumento di tutti i prezzi nel sud (e ciò valga come riflessione a proposito dello stesso fenomeno che si è prodotto con l'euro). Aumentò prima di tutto il prezzo del grano. E poiché i contadini erano al servizio dei grandi proprietari terrieri, che divennero i futuri capimafia, nel sud si arricchirono ancor di più i già ricchi. Si generò così un tessuto sociale che vide nascere uno Stato dentro lo Stato: la mafia e la camorra. Il fascismo tentò di unificare l'Italia con diverse opere pubbliche ma non arrivò mai ad una riforma agraria e venne a patti con la mafia in Sicilia con il prefetto Mori, passato alla storia come "prefetto di ferro". In realtà la mafia continuò a vivere con i suoi privilegi e le sue baronie. Vedere quanto descritto ne Il gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Tuttavia il fascismo fu il male minore per quanto riguarda l'unità d'Italia perché coltivò un'apparente spirito patriottico con le guerre coloniali. Ai contadini privi di terre fu data l'illusione di trovare nuove terre in Africa. Così furono buttate enormi somme di danaro nella guerra coloniale senza che i risultati fossero proporzionali alle spese sopportate. Sarebbe stato meglio spendere quei soldi per imporre con la forza una riforma agraria ed uno sviluppo economico che non fosse fondato solo sull'agricoltura. E solo una dittatura avrebbe potuto portare ad una vera trasformazione economica del sud. E tuttavia il fascismo ebbe sino al 1939, se non anche oltre, un consenso di massa. Ma il nazismo fu poi la rovina del fascismo. Dovrei aggiungere che anche il fascismo cooperò alla rovina del nazismo perché il nazismo, per salvare il fascismo, aveva impiegato, proprio nei mesi del 1943 in cui il nazismo in Russia si stava riprendendo con la controffensiva della battaglia di Kursk, dopo la sconfitta di Stalingrado, varie divisioni in Africa e in Italia che avrebbero potuto essere impiegate sul fronte russo, dove i generali nazisti chiedevano rinforzo per portare avanti la vittoriosa controffensiva di Kursk. Ma queste divisioni non esistevano. Molte divisioni erano state impiegate inutilmente in Grecia e in Africa per salvare l'esercito italiano (con la sconfitta di El Alamein e la successiva resa finale dei tedeschi a Tunisi nel giugno del 1943 con 400.000 prigionieri, portati poi negli Stati Uniti e in Canada) e poi altre divisioni, sempre negli stessi mesi della controffensiva di Kursk, vennero impiegate dal luglio del 1943 in Italia per salvare il fascismo (pare contro la volontà di Mussolini, che, prigioniero, si fa per dire, sul Gran Sasso, venne prelevato su volere di Hitler per costituire l'inutile Repubblica Sociale). Senza l'alleanza con il nazismo Mussolini, che di fatto subì il nazismo perché non ebbe mai simpatia per Hitler,  avrebbe continuato a conservare un consenso di massa. 
Dopo la fine del fascismo l'Italia repubblicana incominciò a buttare soldi nel sud con l'intenzione di favorirne l'industrializzazione. Ricordiamoci della famigerata Cassa del Mezzogiorno. Tutti i finanziamenti furono intercettati sempre dalla varie mafie e dalla politica corrotta. Non era possibile migliorare la situazione del sud  senza eliminare la mafia. Il sud ha continuato a vivere da parassita del nord, il quale si vede ancora sottrarre la maggior parte delle tasse per finanziare il parassitismo del sud. Questo parassitismo è stato favorito anche con l'istituzione delle Regioni, che sono diventate un maggiore aggravio della spesa pubblica, permettendo ai politici locali di sfruttare in modo clientelare in finanziamenti del governo centrale. 
Se a un certo punto un popolo, e non dico una Regione, decide di non sopportare più questa situazione e capisce che starebbe meglio affrancandosi da una politica di asservimento ad interessi che non sono suoi ma di altre Regioni, questo popolo ha il diritto di rendersi indipendente e rimanere padrone dei suoi soldi. 
E allora che soluzione vi è per quei cittadini veneti che vogliano separarsi dall'Italia? Ci si ricordi che il Lombardo-Veneto ebbe un'amministrazione austriaca che oggi il Lombardo-Veneto dovrebbe solo rimpiangere. La soluzione può consistere 
1) O in un invito dell'attuale Regione Veneto a tutti i veneti di non varsare più tasse allo Stato ma ad un fondo di nuova costituzione da parte della Regione in modo che tutte le tasse rimangano nel Veneto;
2) O in un governo ombra che costituisca un fondo comune in una banca di nuova costituzione che incameri tutte le tasse pagate dai veneti.                 
La prima soluzione sarebbe considerata passibile di reato, in cui incorrerebbero tutti quei consiglieri regionali che approvassero un simile progetto. Ma a questo punto bisogna fregarsene e andare avanti. Una rivoluzione non si fa con i fichi secchi. 
Nel secondo caso si costituirebbe un governo rivoluzionario contrapposto al Consiglio regionale. 
In tutti e due i casi il risultato dipenderebbe dal numero di quelli che sarebbero disposti a non pagare più le tasse a Roma. Perché se il numero degli obiettori fiscali (da non confondere con evasori fiscali) fosse tanto elevato da rendere praticamente impossibile perseguire tutti gli obiettori fiscali (che per il governo di Roma risulterebbero evasori fiscali) il risultato sarebbe raggiunto. Sarebbe infatti praticamente impossibile perseguire a termini di legge tutti gli obiettori fiscali perché si intaserebbe l'Agenzia delle Entrate e, nel caso fosse riscontrato un reato, si intaserebbero i tribunali. E' il numero che la forza. Il Veneto, raggiunta l'autonomia finanziaria, avrebbe raggiunto anche l'indipendenza politica.