mercoledì 17 settembre 2014

EBRAISMO, CRISTIANESIMO E ISLAMISMO

Leggo la seguente recensione ad un libro del giornalista scrittore Pietrangelo  Buttafuoco 
La destra non è altro che la sinistra al culmine della sua fase senile. La guerra al sacro, mai portata a termine dalla sinistra, viene più efficacemente condotta dalla destra occidentalista, e non con la costruzione razionale della scienza, ma con le bandiere della libertà e della democrazia, due illusioni che non hanno neppure bisogno di nutrire utopie ma solo di formale enunciazione. Là dove il materialismo scientifico ha fallito, infatti, riesce il Pentagono, con il pensatoio destra liberale che impone il modello unico dell'individuo costretto a un solo destino: il consumo. E la consunzione di sé." Questa, icastica e implacabile, la condanna che pronuncia Pietrangelo Buttafuoco in questo libro. Un'accusa che, tuttavia, apre spiragli di comprensione importanti della realtà in cui viviamo. Prima di tutto nei confronti dell'Islam che, lungi dall'essere quello dipinto dalla cronaca giornalistica o dalla falsa democrazia liberale e statunitense, si dimostra straordinariamente vicino al valore che l'Occidente, tutto paillette, lustrini e televisione pornografica, sta cercando di rimuovere: il sacro, le forze primordiali della natura, i legami originari. "Cabaret Voltaire" è un libro che segna un nuovo punto di inizio nel faticoso tentativo di comprensione dell'Islam, dei suoi rapporti con il cristianesimo, con il liberismo, con il mondo: oltre le categorie, inutili e stantie, di destra e sinistra, oltre ogni ideologia, per giungere al cuore delle cose.
COMMENTO MIO
 Buttafuoco è solito usare un linguaggio frastagliato, pieno di anacoluti e spesso asintattico. Ma lasciamo perdere il suo "stile" al limite del comprensibile. 
Ciò che mi ha colpito è il suo non avere capito affatto che cosa sia l'Islam, pur nella verità che l'Occidente è ormai corrotto per avere abbandonato la sua supremazia dei suoi valori originari, che vanno cercati non tanto nel sacro quanto nella rivoluzione scientifica del XVII secolo. Non si capisce che cosa Buttafuoco intenda per forze primordiali della natura che, oltre al sacro,  accomunerebbero  l'Islam all'Occidente. Direi, al contrario, che l'Islam ha sempre separato l'uomo dalla natura. E per quanto riguardo il sacro è vero che l'Occidente secolarizzato ha perso ormai qualsiasi riferimento al sacro. Ma vi è una enorme differenza tra il sacro del cristianesimo e quello dell'islamismo. Il sacro dell'islamismo deriva da una concezione antiscientifica dell'uomo e della natura. Il cristianesimo, è vero, è stato anche storia di fanatismo, di roghi degli eretici, di interessi di potenza, di alleanze, e di rovesciamento di alleanze con i regnanti d'Europa a seconda degli interessi materiali dei papi. Ma è stato anche traghettatore della razionalità greca. Tutti i grandi scienziati della rivoluzione scientifica furono cristiani. Newton giunse a scrivere che lo spazio assoluto (vuoto) era paragonabile all'occhio di Dio, che vede le cose come sono in se stesse. Mai sarebbe potuta avvenire la grande rivoluzione scientifica del XVII fuori del cristianesimo. Questa affermazione può fare storcere il naso agli storici, ma soltanto perché hanno sempre ignorato che fu proprio la trinità cristiana a farsi traghettatrice della scienza greca, avendo recepito nella trinità la triade neoplatonica Uno-Intelletto-Anima del mondo, a cui corrispose la triade Padre (potenza dell'Uno)-Figlio (o Verbo, corrispondente all'Intelletto)-Spirito Santo, che aleggia sul mondo come l'Anima del mondo neoplatonica. La potenza del Padre è dunque vincolata dall'Intelletto del Figlio, luogo di tutte le idee, che impedisce che il Padre possa agire di puro arbitrio. La trinità fu una rivoluzione rispetto all'ebraismo perché Jahweh è un dio la cui potenza trascende qualsiasi vincolo della ragione. Infatti l'ebraismo è privo della trinità. Mentre per l'ebraismo è giusto tutto ciò che Jahweh comanda perché la sua volontà è insondabile da parte dell'intelletto umano (da cui la giustificazione di tutte le storie più assurde e di tutte le stragi raccontate nell'Antico Testamento), il cristianesimo con la trinità ha reso l'intelletto umano partecipe dell'intelletto divino. A questo proposito bisogna ricordarsi quanto Galileo scrisse nell'opera Il Saggiatore precisando che l'intelletto umano è inferiore all'intelletto divino solo per quanto riguarda la quantità delle conoscenze, che alla luce delle verità matematiche l'intelletto umano era pari all'intelletto divino e che la  natura era stata creata con linguaggio matematico. Lo scienziato cristiano era dunque indotto a studiare la natura anche per ragioni teologiche. Infatti, conoscendo la natura si conosceva la stessa natura di Dio tramite il suo operato. 
Nulla di tutto ciò poteva essere ammesso dall'ebraismo, che, concependo un abisso tra l'intelletto umano e quello divino, non poteva non escludere a priori qualsiasi comunanza di natura tra l'uomo e Dio per quanto riguarda la ragione. L'ebraismo si fonda dunque sull'irrazionalità divina (tale per un intelletto umano). Dato questo precedente, gli antichi ebrei non potevano avere alcun interesse per la scienza. Infatti, pur vivendo tra due popoli (quello dell'Egitto a sinistra e quelli degli Stati mesopotamici a destra, noti per essere avanzati nella matematica e nell'astronomia) rimasero nell'antichità il popolo più ignorante della storia, pur vantandosi in modo ridicolo di essere il popolo eletto. E anche il più razzista conseguentemente perché popolo eletto che non doveva mescolarsi con altri popoli. Ma fu proprio questo motivo che permise loro di essere l'unica popolazione sopravvissuta etnicamente sino ai giorni nostri, mentre tutte le altre popolazioni abitanti nel Mediorente non hanno lasciato alcuna discendenza di sé. L'Antico Testamento è stato scritto con questo unico scopo: quello di essere mezzo di sopravvivenza del popolo ebraico anche quando, dopo l'invasione della Palestina da parte dei Romani, perse la sua indipendenza e incominciarono le diaspore. La religione ebraica ha sempre evitato per questo stesso motivo di fare proselitismo. Una religione che si identifica con la razza. 
L'islamismo ha in comune con l'ebraismo la concezione di un dio la cui volontà precede la ragione. Non è giusto ciò che è conforme a ragione ma ciò che è conforme alla volontà divina insondabile. Mentre per il cristianesimo è giusto ciò che è conforme alla ragione divina, comunicante con quella umana. Ora, se si aggiunge a Jahweh la disgrazia del proselitismo quale è richiesto dal Corano, si ha come conseguenza la più grande disgrazia della storia: Allah. In effetti Allah, come Jahweh, è solo la conseguenza di una invenzione di una mente umana malata, non vincolata dall'Intelletto della trinità cristiana. 
Come per una sorta di "astuzia della ragione" (Hegel) la razionalità della trinità cristiana si rivolse contro se stessa nella società, prima dando luogo al protestantesimo, che favorì la scissione tra Chiesa e Stato (ma cadendo dottrinalmente nel suo contrario, cioè nella dottrina della predestinazione divina che annullava la libertà umana), poi, traendo le conseguenze proprio dalle conoscenze scientifiche, in una crisi della ragione teologica con cui la razionalità scientifica fu tratta fuori dalla religione per essere consegnata al liberalismo laico sino all'Illuminismo, che per i credenti giustificò solo una religione naturale scissa dalla religione "rivelata". Questo è il lungo percorso che in Occidente percorse la ragione. Niente vi è di comune dunque con la storia dell'islamismo, che, privo sin dalle sue origini di razionalità, non poteva dare alcun contributo al progresso umano sia sul piano scientifico che su quello sociale. E mentre l'ebraismo (soprattutto a partire dall'800, ma senza dimenticare la filosofia dell'ebreo ateo Spinoza del XVII secolo) percorse un processo di laicizzazione che diede modo agli ebrei atei di esprimersi ai più alti livelli nella scienza, nella filosofia e nell'arte, l'islamismo rimase in un immobilismo teologico che impedì ad esso di affacciarsi alla modernità e lo costrinse a diventare parassita dell'Occidente da cui tutto compra non essendo capace di costruirsi da sé tutto ciò di cui ha bisogno in fatto di tecnologia, pur disprezzando l'Occidente e l'Oriente occidentalizzato da cui materialmente dipende, altrimenti non avrebbe aerei, treni, auto, macchine ospedaliere. Sarebbe ricondotto ad un'epoca peggiore del nostro Medievo.                       
I risultati si vedono ancor oggi. L'infame commercio delle armi (la cui costruzione dovrebbbe essere sottratta alle industrie private) permette alla follia islamica di comprare dall'Occidente (tramite i proventi del petrolio) quelle stesse armi che poi rivolge contro lo stesso Occidente. Da una parte la follia "religiosa" degli islamici, dall'altra la follia di un Occidente suicida che commercia con gli Stati islamici vendendo ad essi anche le più potenti armi da guerra, senza le quali oggi l'Occidente non sarebbe vittima più di stesso che della follia islamica, che senza il commercio con gli Stati islamici sarebbero ridotti alla totale impotenza.  
  

martedì 16 settembre 2014

A FRANCESCO ALBERONI

Caro Alberoni
purtroppo non mancano mai gli idioti come nino47
Lun, 15/09/2014 - 18:20
Si dice che il mondo è bello perché vario. FALSO. Se fosse meno vario escludendo idioti come quello citato sarebbe bello, non migliore, perché basta la presenza di simili idioti per renderlo brutto. Vi sono i fanatici della democrazia che non capiscono che in questa cosiddetta Unione Europea viviamo sotto una dittatura mascherata da democrazia. Basti pensare che abbiamo una Costituzione che esclude il referendum propositivo e il referendum abrogativo per i trattati internazionali, cosicché dobbiamo subire tutto da questa falsa democrazia, che dice di essere rappresentativa, mentre ci ha espropriato anche della sovranità monetaria con tutte le conseguenze negative che stiamo subendo. Rappresentativa di chi? Anche di me che sono costretto ad appartenere al partito dei non votanti perché non mi sento rappresentato totalmente da alcun partito? Questi idioti se la prendono con Putin perché non sarebbe democratico.Bisogna essere idioti per non capire che Putin rappresenta oggi la vera anima europea, contro il relativismo che corrompe l'Europa occidentale, compreso il cattolicesimo del Vaticano, in cui un papa si permette di definire i musulmani "nostri fratelli". Certamente i cristiani ortodossi della Russia (con Mosca che si dichiarò terza Roma dopo la disgraziata fine di Costantinopoli nel 1453) non cadrebbero mai in questa pazzia. La Russia è il vero baluardo contro l'islamismo, e con essa (e con Assad) bisogna allearsi per sconfiggere quei subanimali di ISIS sterminandoli senza pietà.  

commenti
23 

La Nato è morta
e la Russia
non è più un nemico

Un'alleanza contro l'Urss non ha più senso. Contro il Califfato e la Cina Mosca è indispensabile

lunedì 15 settembre 2014

OGNI TANTO UNA BUONA NOTIZIA

So benissimo di contrastare il sentimento comune che induce alla pietà per quelli che l'opinione comune plagiata dai giornali e dalla TV chiama disperati. Ma me ne frego. Sono dei falsi disperati se sono dei privilegiati in grado di pagare almeno 2000 dollari per salire sui barconi. Molti, i più pericolosi, provengono dalla Siria dopo avere contrastato il governo di Assad  per essersi uniti a quelli che hanno poi favorito la formazione dell'esercito dei tagliagole di ISIS, e aspirano ad importare in Europa il loro disegno terroristico, mentre Assad ha sempre difeso un governo laico contro le farneticazioni islamiche, nella protezione dei cristiani. Se questi invasori pagano almeno 2000 dollari per salire sui barconi della morte, come mai non peferiscono con lo stesso costo pagarsi un comodo viaggio in aereo? Questo è un mistero. Per me, come sempre ho detto, questi cosiddetti immigrati sono solo degli invasori, a cui la Convenzione internazionale di Ginevra, che ho citato più volte nei suoi articoli, non riconosce diritto d'asilo perché viene escluso per i rifugiati economici e di guerra. Altrimenti uno Stato dovrebbe farsi carico di tutti i rifugiati provenienti da qualsiasi parte della Terra. Sarebbe una pazzia. Certamente avrei preferito che tra i morti ci fossero tutti quei parlamentari che ancora non hanno preso alcuna concreta iniziativa per cancellare il mare nostrum, inventato dallo scellerrato scomparso (putroppo solo politicamente) Enrico Letta, che ha favorito in questo modo una maggiore e quotidiana invasione. Ma il governo attuale del pifferaio Renzi continua in questa pazzia. Tra questi ultimi morti annegati avrei preferito che vi fossero prima di tutto Renzi e Alfano, che si vanta dell'operazione umanitaria, mentre è corresponsabile di queste continue morti. Ministro dell'invasione, come giustamente l'ha definito Matteo Salvini.



Barcone affonda
a largo della Libia Morti oltre
200 migranti






A bordo 250 persone. «La maggior parte delle vittime sono donne. Il portavoce della marina libica: «Ne abbiamo salvati solo 26». L’imbarcazione probabilmente era diretta verso le coste italiane
Il naufragio a largo di Malta

sabato 13 settembre 2014

BEN VENGA L'UCRAINA ASSOCIATA ALL'UNIONE EUROPEA: COSI' SARA' LA FINE DELLA DISGRAZIA DELL'EURO E DELLA STESSA UNIONE PER FALLIMENTO ECONOMICO. RENZI IL RE TRAVICELLO

Bisogna ripercorrere la storia di questo Paesaccio per sapere chi siano i suoi abitanti. Durante l'invasione nazista dell'Unione Sovietica la popolazione ucraina accolse i nazisti come liberatori partecipando con essi ai più efferati eccidi anche contro quella parte assai minoritaria che si opponeva all'invasione nazista. Ma sembra che la gente, come i giornali e gli sporchi politici dell'Unione Europea, abbia memoria corta. Né bisogna dimenticare che in occasione dei campionati europei di calcio il governo ucraino ordinò, con il favore della popolazione, la strage dei cani randagi credendo in questo modo di dare una immagine pulita delle strade. Un governo simile rispecchia la barbarie di questa popolazione. Ma veniamo ai fatti d'oggi. 
A che cosa mira il governo ucraino con l'appoggio della popolazione? A divenire la parte più parassitaria dell'Unione Europea. Infatti, come Stato più disagiato economicamente, avrebbe diritto a mangiarsi quasi tutti i fondi comunitari europei. Che pacchia per uno Stato economicamente disastrato! Le cifre parlano chiaro. 
"Servirebbero subito aiuti tra i 30 e i 50 miliardi di dollari (qualcuno stima anche 80) solo per scongiurare i rischi di default, ed altri 300 per colmare il gap infrastrutturale con l’Ue creatosi nell’ultimo ventennio. Sarà l’Ue a prendersi questo avallo e ad aprire questa nuova corposa linea di credito? Yanukovic ne aveva chiesti 167, ma gli fu risposto che la cifra che chiedeva era superiore a quella spesa per la Polonia attraverso i Fondi Strutturali.
Il punto ora è proprio questo: se Bruxelles decidesse di accollarsi anche questi interventi, ciò richiederebbe una massiccia iniezione di capitali nelle vene ucraine. Uno sforzo simile a quello attuato nei confronti dei cosiddetti Paesi PIGS (Portogallo, Irlanda, Grecia e Spagna) dopo la crisi generata dal flop dei mutui sovrani tra il 2011 e il 2012: con la significativa differenza che oggi, essendo bloccata da vincoli di budget che non contemplano spese ulteriori per i prossimi sette anni, l’Unione Europea non può sobbarcarsi dei costi così elevati per salvare un Paese da ieri “associato”, ma pur sempre extracomunitario"
Ho tratto le frasi tra virgolette da
Mi fanno ridere le sanzioni europee contro la Russia. Saranno un boomerang contro i governi insipienti della cosiddetta Unione Euroepa. La Russia se ne può fregare dell'Occidente. Ha un campo di esportazione in Cina e nell'America del sud che possono benissimo sostituire tutta l'Europa occidentale e gli Stati Uniti. Soprattutto perché la Russia sta iniziando a commerciare sulla base del nuovo rublo che è il rublo d'oro, avendo dopo gli Stati Uniti la maggiore riserva d'oro. E con il rublo d'oro affonderà dollaro ed euro. La Russia sta già provvedendo a trasformare in lingotti d'oro i suoi depositi in dollari nelle banche americane. Perciò gli Stati dell'UE alla Russia possono fare solo un baffo. Al contrario, saranno gli Stati dell'UE e l'Ucraina a pagarne le spese perché il gaz russo verrà dirottato verso altri Stati, a cominciare dalla Cina. E l'Ucraina e gli Stati dell'UE o rimarranno al freddo o dovranno pagare di più il gaz russo (che rappresenta il 30% di tutto il gaz che l'Italia importa). E che soprattutto l'Ucraina crepi di freddo è una cosa da augurarsi.   
Il pifferaio Renzi a Bari (in occasione dell'inaugurazione della Fiera del Levante, dove è stato duramente contestato) ha riconosciuto (ma senza dare disonestamente le cifre esatte) che l'Italia partecipa ai fondi comuni europei in una misura maggiore rispetto a quanto poi le viene restituito. A questo punto, come diceva Antonio Lubrano (Mi manda rai3) "una domanda sorge spontanea": CHI CE LO FA FARE? Perché regalare decine di miliardi ad altri Stati mentre qui si sta a raschiare il fondo del barile cercando di risparmiare qualche decina di milioni qui e là, bloccando gli stipendi e le pensioni, mentre si regalano miliardi ad altri Stati e si spendono miliardi per mantenere una folla di invasori, quasi tutti islamici, che ogni giorno continuano a venire qui a causa dell'altra follia del mare nostrum? Qui siamo alla follia totale. Questo dovrebbe spiegare il pifferaio Renzi, di cui vi è da auspicare la prossima fine. L'Italia non può continuare a farsi prendere per il culo da un individuo esagitato che, dappertutto come il prezzemolo, cerca di esaltare i cretini con il suo programma "dei mille giorni", mentre, come da quasi tutti riconosciuto, tranne che dai suoi leccaculo poltronisti, cerca di campare giorno per giorno seminando solo illusioni. Il pifferaio Renzi ha detto di avere la testa dura. Come il legno, vi è da pensare. "Le teste di legno fan sempre del chiasso" (G. Giusti, Il Re Travicello).
E nonostante questa follia si pretende di coniugare il risparmio della spesa con la crescita. Come coniugare il diavolo con l'acqua santa. Siamo in un regime di totale dittatura mascherata da democrazia, anche perché i trattati internazionali non possono essere sottoposti a referendum sulla base di una Costituzione su questo punto (e anche su altri) sciagurata. 
Ma è bene che continui questa follia perché quando le conseguenze ancora più gravi si faranno sentire è sperabile che esploda tutto, con la fine della disgrazia dell'Unione Europea, che ha privato ogni Stato della sua sovranità, anche monetaria. Sempre che il popolo bue sia capace di svegliarsi e diventi un popolo toro che incorni ed uccida il torero. Che è il governo di pazzi a cui siamo assoggettati.     
  

venerdì 12 settembre 2014

L'ORSA DANIZA: VITTIMA DELLA PASTORIZIA E DELL'IGNORANZA

Le reazioni generali suscitate da questo triste episodio sono state dettate da una contraddittoria emotività. Premetto che odio qull'imbecille cercatore di funghi, di cui voglio fare il nome (Daniele Maturi), che, invece di evitare di disturbare l'orsa, si è avvicinata ad essa pur sapendo che aveva dei figli ancora cuccioli. E' stato lui l'origine di questo triste fatto dando pubblicità a quei pochi graffi ricevuti dall'orsa che credeva avesse intenzioni aggressive. Si merita le minacce che ha ricevuto. Senza quei pochi graffi l'orsa Daniza probabilmente sarebbe ancora viva. Ma questo imbecille è solo l'ultimo anello di una catena di imbecillità che partono da un'iniziativa sbagliata: quella della provincia di Trento che andò a prendere degli orsi dalla Slovenia per introdurli in un piccolo territorio senza prevederne le conseguenze. Daniza si trovò come esiliata, strappata alle sue conoscenze di altri orsi e diffidente in un territorio che non riconosceva come suo. Ma, una volta fatto il danno, si è aggiunto un rimedio peggiore del danno già fatto. Non si è provveduto ad alimentarla per farle diminuire la diffidenza per gli uomini che l'avevano catturata. E così ha dovuto provvedere da sola per sopravvivere assalendo greggi di pecore. Contro la violenza ingiusta, quella umana, bisogna opporre la violenza giusta (naturale) come quella dei predatori, che non uccidono per crudeltà ma per motivi di sopravvivenza. Odio i pastori, che sono allevatori di morte. Quelle poche pecore che Daniza ha ucciso hanno fatto una fine che non è peggiore di quella che avrebbero fatto prima o dopo essere state sfruttate dai pastori assassini. La pastorizia è la maggiore disgrazia in fatto di conservazione dell'ambiente. I pastori sono gente della peggior specie. Sono quasi sempre i pastori che in Sardegna d'estate appiccano gli incendi per far crescere prima l'erba dopo le prime piogge. Senza questa genia la Sardegna sarebbe assai migliore culturalmente. Ma lo stesso discorso vale per tutte le Regioni. Dove vi sono pastori vi è degradazione ambientale. Chi volete che avesse interesse ad avvelenare un orso in Abruzzo se non i pastori, la maledizione delle terre? 
I politici, malfattori, hanno dimostrato di essere più sensibili ai danni provocati dalla morte di poche pecore che alla vita dell'orsa. Si badi bene che un orso, come il lupo, MAI aggredisce un uomo, di cui, anzi, ha paura. Se lo aggredisce è per il fatto che l'uomo cretino avanza verso l'orso. Dunque gli imbecilli politici della provincia di Trento avrebbero dovuto avvisare con la dovuta pubblicità la popolazione perché si tenesse lontana dagli orsi  e non reagisse in modo aggressivo nel caso si fossero avvicinati alle case, non essendovi alcun pericolo per le persone. Se si riassumesse tutta l'evoluzione biologica (di almeno tre miliardi di anni) in un anno solare, l'uomo comparirebbe negli ultimi secondi dell'anno. Ma nessuno ha il coraggio di dire che gli animali non umani sono tutti comparsi sulla Terra prima dell'unico animale che poi ha creduto di essere padrone della Terra, mentre è padrone di un cazzo, che dovrebbe imparare ad usare meglio invece di continuare ad antropizzare la Terra. Se scomparisse l'uomo dalla Terra scomparirebbe solo l'unico non senso dell'esistenza. 
Si aggiunga l'idiozia di veterinari che dopo inutili tentativi con minori dosi di narcotico, hanno esagerato la dose provocando la fine di Daniza. Questi veterinari dovrebbero essere ritenuti ulteriori responsabili della morte di Daniza. Dovrebbero essere pubblicizzati i loro nomi ed espulsi dall'Ordine. Gente che non sa nemmeno dosare l'anestesia. Aveva prima fatto esperienza per casi eguali? Se non aveva fatto una precedente esperienza con effetti non mortali perché si è permesso a questi ignoranti di sparare del narcotico sull'orsa? Chi l'ha permesso?   
Ma ora mi rivolgo a tutti quegli animalisti che, pur condannando la brutta fine che ha fatto Daniza, fanno finta di ignorare che ogni giorno milioni di animali fanno una peggiore fine. 
Perché tanto commuoversi solo per l'orsa perché animale "protetto" e non mangiabile e non commuoversi per i tanti milioni di animali che ogni giorno muoiono dopo avere avuto una vita peggiore di quella di Daniza, come le mucche chiuse in stalle e in spazi ove non possono nemmeno girarsi e con i figli subito sottratti e mandati al macello dopo pochi mesi? L'idiozia umana ha fatto morire Daniza ma l'ha resa famosa concedendole le prime pagine dei quotidiani.Vorrei essere anch'io vittima dell'idiozia umana. Almeno sarei ricordato dopo morto per ciò che inutilmente vado scrivendo inutilmente da anni contro l'antropocentrismo. Sanno tutti coloro che scrivono contro la fine ingiusta dell'orsa anche da quali crudeltà viene ricavato il latte che bevono e i formaggi che mangiano? Per non dire di quelli che mangiano carne ma da ipocriti e impostori non sarebbero mai capaci di ricavarsi una volta nella vita la bistecca nei mattatoi. Per questi animali, per di più erbivori, non vale alcuna pietà. Come per gli animali vittime della genia subanimale dei cacciatori che si divertono vigliaccamente uccidendo.   
commenti
43 
15:1712 Set

Morte di una povera orsa
vittima dell'idiozia umana

Chi ha stecchito Daniza fa rabbia perché ha commesso un delitto. Con l'aggravante dell'ipocrisia
                 

AL FILOSOFO GIANNI VATTIMO: MA VA DA VIA EL CUL

Dopo averla sentita alla trasmissione VIRUS le dico: lei, filoislamico, antisraeliano e noto filosofo pederasta, vada a predicare il suo relativismo del "pensiero debole" negli Stati arabi, e provi a dire che metterla o prenderla in culo è normale. Poi mi racconti. Lei sputa sul piatto dove mangia approfittando di questo Occidente corrotto. Lei è un filosofo ignorante che per tutta la vita  è rimasto entro il filone Nietzsche-Heidegger-Gadamer (di cui è stato traduttore) coltivando solo letture letterarie e ignorando le conoscenze scientifiche, senza le quali la filosofia può esprimere solo cazzate antropocentriche intrise di relativismo. Ha voluto essere originale scrivendo Il pensiero debole, con cui voleva depotenziare la conoscenza della realtà riducendola alla sua interpretazione, secondo il modo di dire di Nietzsche, secondo cui non esistono verità ma solo interpretazioni. Non accorgendosi della  patente contraddizione dell'affermazione di chi pretende di asserire una verità dicendo che non esistono verità ma solo interpretazioni per indebolire il concetto di essere inteso come verità esterna. Si vede che lei di conoscenze scientifiche non ne ha mai masticato. Ha navigato sempre in un vuoto relativismo ignorando ciò che hanno detto su questo tema grandi scienziati come  Bohr (I quanti e la vita), Heisenberg (Fisica e filosofia) e Einstein (Come io vedo il mondo), tutti orientati verso una concezione realistica della verità scientifica intesa come conoscenza per vari gradi progressivi dell'essere e non come interpretazione umana, e soggettiva, dell'essere. 
Io ho avuto come professore, quando sono stato per tre anni a Cagliari suo  giovane assistente sotto i trent'anni, il grande Carlo Augusto Viano, di orientamento illuministico, che, benché non sia mai stato un personaggio televisivo come lei (ma solo per ragioni politiche, non per meriti filosofici) aveva ed ha ancora una mente con cui lei non può nemmeno confrontarsi. Viano al suo Pensiero debole rispose con un noto pamphlet intitolato Va' pensiero. Un modo garbato per dirle: ma va' affanculo. Ecco le poche righe che dovuto dedicarle nel mio libro Scontro tra culture e metacultura scientifica.

G. Vattimo, traduttore di Verità e metodo di Gadamer, si è reso in Italia propagatore de La fine della modernità (1985) intesa come concezione della storia fondata sull’idea di progresso, incentrata sulla superiorità dell’uomo europeo, nonché formulatore de Il pensiero debole (1983), tratto da una commistione di Nietzsche, di Heidegger ( ma decapitato della trascendenza dell’essere), di Wittgenstein e di Gadamer per arrivare a giustificare una temporalizzazione dell’essere, da cui trarre la conclusione di una mancanza di fondamenti di ogni sapere, che deve indebolire la ragione per lasciare spazio ad una conoscenza intesa come pluralismo dell’esperienza storica, per cui non esistono verità ma solo interpretazioni (come disse Nietzsche).1 Pertanto non rimane che un dialogo tra culture. Quando l’ignoranza delle conoscenze scientifiche, come quella di Vattimo, impregnato di sole conoscenze letterarie, viene portata in cattedra si arriva ad un pensiero che, più che essere debole, è spento. E’ evidente che all’omosessuale Vattimo fa comodo ritenere che la distinzione tra eterosessuale ed omosessuale sia solo un fatto culturale e non naturale perché per lui la natura, intesa come verità oggettiva, non esiste, essendo solo un’interpretazione.

1 La sciocchezza pronunciata da Nietzsche si ritorce contro il suo autore. Infatti anche le sue affermazioni, che vorrebbero essere vere, sarebbero soltanto interpretazioni. E sarebbero soltanto interpretazioni l’affermazione “dio è morto” o la definizione della natura come “volontà di potenza. E se la storia della filosofia è per Nietzsche una storia di menzogne, egli non poteva che aggiungerne delle altre. Ciò vale anche per lo spento Vattimo (opinionista de La Stampa!), che in una lettera indirizzata a chi scrive, si risentì accusandolo di voler denigrare il movimento di liberazione sessuale per essere stato definito un “errore della natura, che, essendo molto imperfetta nella sua evoluzione biologica, a causa dell’incidenza della casualità, spesso genera dei mostri”.
Aggiungo ora che il Vattimo mi rispose facendo finta furbescamente che non fossi stato io a scrivergli ma un altro che aveva scritto usando il mio nome e cognome. E mi pregava di indagare per sapere chi fosse stato colui che si era presentanto al mio posto. 

giovedì 11 settembre 2014

MOSCA TERZA ROMA. CONTRO L'OCCIDENTE CORROTTO UN NUOVO 11 SETTEMBRE...1683

La democrazia per pazzi degli Stati Uniti si meritava l'11 settembre. Fonte maggiore della corruzione occidentale, che contamina l'Europa. Bisogna commemorare un altro 11 settembre, e per festeggiarlo, quello del 1683, quando una coalizione di Stati europei respinse per la prima volta l'invasione turca dei Balcani che in quell'anno era arrivata alle porte di Vienna. In quell'anno era già presente all'età di 20 anni nell'esercito imperiale austriaco Eugenio di Savoia-Carignano, che sarà uno dei più grandi strateghi della storia, ammirato da Napoleone. Fu l'inizio della fine dell'invasione turca dell'Europa perché successivamente, dal 1697 (grande e geniale vittoria di Zenta contro i turchi) al 1717 (battaglia di Belgrado), fu un susseguirsi di vittorie da parte di Eugenio al comandò dell'esercito austriaco, alleato in quegli anni con la Repubblica di Venezia. Purtroppo dopo la fine della prima guerra mondiale la Grecia non fu aiutata dagli Stati vincitori nel conservare la riconquista di Costantinopoli pur dopo la dissoluzione dell'impero ottomano.  
Perché attualmente l'islamismo si erge in guerra contro l'Occidente? Perché l'Occidente ha fornito esso stesso al virus della malattia mentale e mortale che si chiama islamismo un corpo malato di democrazia che è il migliore terreno di coltura del virus. Democrazia malata e disarmata dall'ideologia della società multirazziale e multiculturale derivante dal relativismo. Che oggi esclude persino la differenza tra omosessuale ed eterosessuale, con una falsa sinistra che ha sostituito la classe operaia con quella dei clandestini in una folle politica dell'accoglienza, che favorisce l'invasione islamica. Con un Vaticano complice di questa democrazia malata che non osa chiedere il rispetto della reciprocità e chiudere le moschee se  negli Stati islamici non viene permessa altrettanta libertà religiosa. 
Si aggiunga lo scellerato commercio delle armi che, costruite in Occidente, vengono poi vendute anche agli Stati arabi, che, incapaci di costruirsi da sé le grandi armi da guerra, le comprano con il petrolio per rivolgerle poi contro gli Stati da cui le hanno comprate.    
Una politica suicida. Non ci si vuole rendere conto che non esiste un islam moderato perché non esiste un Corano moderato. Mi ribolle il sangue quando sento ripetere questa distinzione dai disonesti o dagli ignoranti. Ho scritto altre volte che le moschee dovrebbero essere chiuse in quanto sono propaganda di un libro pazzesco che predica la violenza come mezzo di conversione obbligata. Esiste una regola ferrea in quel maledetto libro che impone la dissimulazione per gli islamici che vivano in Stati non islamici. E ciò in attesa che monti il numero degli islamici sino a quando essi siano capaci di imporre il rispetto delle loro norme fondate sulla legge coranica. La guerra sarà persa se sarà ancora permesso ai portatori del mortale virus (anche nel senso che nel Corano si propaganda una visione della vittoria della morte islamica sulla vita di un Occidente corrotto) di presentarsi presso i credenti come salvatori di un corpo corrotto. Questo è il paradosso storico. Un virus tremendo che pretende di presentarsi come medicina anche contro il cristianesimo ridotto ormai ad un ectoplasma di religiosità corrotta anch'essa dal relativismo, che giunge con il papa a chiamare i musulmani "nostri fratelli". Un papa antievangelico. 
Date queste premesse non vi è da meravigliarsi che presso cervelli già malati si insinui facilmente il virus malefico del Corano incoscienti di essere malati mentalmente ma portatori sani del virus che cercano di trasmettere ad un Occidente privo di anticorpi perché malato di democrazia. Ma vi è una parte dell'Europa, la Russia, che non è stata contagiata dal virus dell'islamismo e dalla democrazia malata dell'Occidente. Una Russia in cui sopravvive anche un cristianesimo non malato come quello del Vaticano e che impedì sempre che il virus dell'islamismo potesse in essa attecchire, sino a doversi dichiarare con Mosca TERZA ROMA dopo la conquista turca di Costantinopoli. Perché sia avvenuta tale conquista è stato spiegato da un papa, Benedetto XVI, che vide proprio nella scissione dottrinale tra Chiesa di Roma e Chiesa ortodossa dell'Impero bizantino una delle cause principali dell'invasione turca dell'Europa e della fine dell'Impero bizantino con la conquista di Costantinopoli. Un papa che, nonostante ciò, imitando il suo predecessore Giovanni Paolo II che andò a pregare nella moschea di Damasco, per ragioni politiche, e non religiose, andò a pregare nella moschea BLU di Istanbul (Costantinopoli). Quale dio pregò? Allah? No, certamente. Avete mai visto un islamico andare a pregare in una chiesa cristiana? Sarebbe per lui una cosa inconcepibile. Ecco dove sta la debolezza di un Occidente, le cui radici sono cristiane (come deve ammettere anche un ateo) e tuttavia si piega vergognosamente a dare credibilità ad una malattia nata dalla mente di un pazzo criminale chiamato Maometto, che predicava la morte per crocifissione, con amputazione delle mani e dei piedi, per coloro che, complici di Satana, avessero corrotto la Terra (Sura V). E che cos'è per essi l'Occidente? L'alleato di Satana che corrompe la Terra. 
Riporto quanto ho scritto nel mio libro Scontro tra culture e metacultura scientifica: l'Occidente e il diritto naturale esponendo qui in parte quanto scrisse Benedetto XVI nel 2004 nel libro Europa. I suoi fondamenti oggi e domani.

Bisogna riconoscere che l’Occidente cristiano ha traghettato dal Medioevo all’età moderna, nel pensiero laico ed illuministico, il diritto naturale.

E’ quanto ha mancato di rilevare il cardinale Ratzinger nella sua Lectio magistralis tenuta il 13 maggio al Senato della Repubblica italiana.1 Egli, ripercorrendo l’espansione del cristianesimo da Occidente ad Oriente, pur nel distacco della Chiesa cristiana d’Oriente, avente come capo a Costantinopoli l’imperatore bizantino, erede dell’impero romano d’Oriente, rileva che dopo la conquista turca di Costantinopoli (1453), a causa della quale “l’Oriente sprofondò nell’assenza di cultura…e la cultura greco-cristiane europea di Bisanzio trovò con ciò la sua fine”, “l’eredità bizantina non era morta”, poiché “Mosca rischiara se stessa come terza Roma; fonda il suo patriarcato sulla base dell’idea di una seconda translatio imperii. In Occidente, essendo venuto a mancare l’imperatore romano, si costituì, al contrario che in Oriente, la separazione tra potere civile e potere religioso, divenuta dottrina con papa Gelasio I (492-96), il quale (nella Lettera all’imperatore Anastasio e nel IV Trattato ), contro la tipologia bizantina, “sottolinea che l’unità delle potestà è esclusivamente in Cristo, che infatti, a causa della debolezza umana e della sua superbia ha separato per i tempi successivi i due ministeri affinché nessuno si insuperbisca".
“I sacerdoti devono eseguire nelle cose mondane le leggi dell’imperatore insediato per ordine divino, mentre questi deve sottomettersi nelle cose divine al sacerdote. Con ciò è introdotta una separazione e distinzione delle potestà la quale divenne di massima importanza per il successivo sviluppo dell’Europa e che, per così dire, ha posto i fondamenti di ciò che è propriamente tipico dell’Occidente. Poiché da ambo le parti, di contro a tale delimitazione, rimase vivo sempre l’impulso alla totalità, la brama di porre il proprio potere al di sopra dell’altro, questo principio di separazione è divenuto anche la sorgente di infinite sofferenze, come sappiamo. Come esso debba essere vissuto correttamente e concretizzato politicamente e religiosamente rimane un problema fondamentale anche per l’Europa di oggi e di domani”. Con la rivoluzione francese “la cornice spirituale”, il Sacro Impero, “senza la quale l’Europa non avrebbe potuto formarsi, va in frantumi anche formalmente…Questo significa che la fondazione sacrale della storia e dell’esistenza statuale viene rigettata. La storia non si misura più in base ad un’idea di Dio ad essa precedente e che le dà forma. Lo Stato viene considerato in termini puramente secolari fondato sulla razionalità e sul volere dei cittadini…e dichiara Dio stesso come affare privato che non fa parte della vita pubblica e della comune formazione del volere…Religione e Dio appartengono da adesso all’ambito del sentimento, non a quello della ragione…In questa maniera sorge con la fine del XVIII secolo e l’inizio del XIX un nuovo tipo di scisma la cui gravità noi percepiamo ora sempre più nettamente…Nelle nazioni latine viene delineato come divisione tra cristiani e laici…Il cristianesimo protestante in un primo tempo ebbe vita facile nel concedere spazio alle idee liberali e illuministe all’interno di sé, senza che la cornice di un ampio consenso cristiano di fondo dovesse in tal modo venire distrutta…La drammaticità esplosiva di questo soggetto storico ora plurale si mostra nel fatto che le grandi nazioni europee si sapevano depositarie di una grande missione universale - che necessariamente doveva portare a conflitti tra di loro - il cui impatto mortale abbiamo dolorosamente sperimentato nel secolo ora trascorso”. Dopo essersi allargata a Oriente (nell’Asia) e in America “senza propri grandi soggetti culturali” si ebbe la fuoriuscita dell’Europa in Africa e in Asia che “si tentò di trasformare in succursali dell’Europa, in colonie. Anche Asia e Africa inseguono l’ideale del mondo forgiato dalla tecnica e dal suo benessere, cosicché anche là le antiche tradizioni religiose entrano in una situazione di crisi, e strade di pensiero puramente secolare dominano sempre di più la vita pubblica.
Ma c’è anche un effetto contrario. La rinascita dell’Islam non è solo collegata con la ricchezza materiale di Paesi islamici, bensì è anche alimentata dalla consapevolezza che l’Islam è in grado di offrire una base spirituale valida per la vita dei popoli, una base che sembra essere sfuggita di mano alla vecchia Europa, la quale, così, nonostante la sua perdurante potenza politica ed economica, viene vista sempre più come condannata al declino e al tramonto. Anche le grandi tradizioni religiose dell’Asia, soprattutto la sua componente mistica, che trova espressione nel buddismo, si elevano come potenze spirituali di contro ad un’Europa che rinnega le sue fondamenta religiose e morali. L’ottimismo circa la vittoria dell’elemento europeo che Arnold Toynbee poteva sostenere ancora all’inizio degli anni ’60 appare oggi stranamente superato.
1 Da noi registrata dalla RAI TV. Questa parte, come quasi tutto il testo – tranne le 70 pagine del saggio sequestrato ignorantemente dalla magistratura che si fa padrona, e non servitrice, della giustizia – era stata stesa prima che il cardinale Raztinger divenisse il papa Benedetto XVI. Poi è stata pubblicata dall’autore in Europa. I suoi fondamenti oggi e domani, ed. San Paolo 2004.     

Blog del prof. Pietro Melis: Il terrorismo nel Corano

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20/ott/2009 - Il terrorismo nel Corano.