venerdì 29 aprile 2016

IL RESTO E' SILENZIO (AMLETO)

Avevo scritto ad un mio corrispondente, colui che, trasferitosi poi in Germania, mi impostò il sito con collegato il blog.
Ing. Luca C. 
purtroppo Laika è mancata mercoledì della scorsa settimana. Sono in un baratro di tristezza. Preferivo la tristezza degli ultimi dieci giorni con Laika viva. Gli ultimi giorni sono stati terribili perché bisognava sostenerla con un tutore per le zampe davanti e un sottopancia di stoffa con due manici per quelle posteriori. Laika se ne è andata con valori del sangue normali e temperatura tornata normale (38,3). Ha mangiato con appetito due ore prima. Poi si è accasciata ed è spirata. Veterinari ignoranti con prescrizioni discordanti. Mai più cani per il resto della vita. Mi hanno intristito e schiavizzato la vita. Lasciandomi solo dolori e brutti ricordi della fine.  L'ultimo mio libro è dedicato a Laika con fotografia a colori. 
Risposta di Luca.
Non credo che la condivisione di parte della sua vita con Laika (e con chi l'ha preceduta) possa essere definita come una schiavizzazione. L'affetto e la fedeltà di un cane sono qualcosa di unico e assolutamente irraggiungibile per qualunque essere umano.
Certamente la sofferenza che caratterizza fin troppo spesso le ultime fasi della vita è triste e deprimente, ma il ricordo deve andare a quanto le è stato generosamente profuso dalla sua amica a quattro zampe, perchè solo quel ricordo e quell'amicizia sincera potranno restituirle, almeno in parte ma senza eguagliarlo, tutto quanto le ha sempre dato per tutta la sua vita.

Ho replicato
La ringrazio delle parole ma purtroppo tutti i bei ricordi vengono cancellati dall'ultimo ricordo.  "Di fronte alla morte di un nostro familiare non umano si rimane più indifesi". Così ho sentito dire da Romina Power ricordando il suo dolore per la perdita della sua cagnolina di 10 anni che dormiva a fianco del suo cuscino, "un dolore maggiore rispetto a quello..." (e qui Romina Power non ha avuto il coraggio di andare oltre facendo un paragone con la morte di un familiare umano). 
Diagnosi per Laika senza alcuna certezza: ictus oppure tumore al cervello. Ma per escludere il tumore bisognava fare una tac o una risonanza magnetica a Sassari e sotto anestesia totale. Cosa per tutti e due i motivi impossibili data l'età. Lei ha mai avuto cani? Mi ha dato da pensare di sì per le belle parole che mi ha scritto, anche se non possono attenuare il dolore dell'assenza. Io e mia moglie viviamo in una atmosfera funebre. Io non esco da 10 giorni perché non ce la faccio. Senectus ipsa morbus est. Alla sua età non avevo tutti questi pensieri tristi. Allora per me la morte era sempre la morte degli altri (Sartre), ora la morte è anche la mia morte (Heidegger: vivere per la morte). 

Aggiungo ora quanto segue. 
Il filosofo immanentista, praticamente ateo, Spinoza scrisse che bisogna contestualizzare le proprie condizioni nel contesto  universale della natura (Deus sive natura). Egli fu coerente quando avvertì a 44 anni che la morte gli si avvicinava a causa della malattia di cui soffriva. Probabilmente un tumore all'intestino. Non diede mai un segno esterno agli altri della sua malattia. Ma io dico che ogni personale condizione non può trovare consolazione considerando i dolori degli altri. Non mi consolano le disgrazie quotidiane degli altri. Se uno ha un forte mal di pancia non può consolarsi pensando che vi sono coloro che sono malati di cancro. Questo pensiero non gli fa passare il mal di pancia, che è suo e non degli altri. Spinoza considerava ed accettava la natura così come è fatta, al di là del bene e del male. Io non l'accetto. Sarò antropomorfico nel condannare la natura per come è mal fatta, ma il mio antropomorfismo è una forma di ribellione nei confronti di coloro che, ingannati e accecati dalle religioni, dicono che Dio è amore. Questa è una vera "bestemmia".

mercoledì 27 aprile 2016

CLINICA VETERINARIA SAN GIUSEPPE: UNA STORIA DI CRUDELTA'. LAIKA

IN PREPARAZIONE

Sto traendo informazioni sul padre padrone della clinica Marco Puddu, in realtà proprietario terriero e speculatore edilizio.  Spiegherò perché. Ciò che ha fatto  a Laika da morta non è perdonabile. 

lunedì 25 aprile 2016

SANDRO PERTINI: UN FANATICO MANDANTE DELL' ATTENTATO DI VIA RASELLA E DEI SICARI ASSASSINI DI MUSSOLINI

Ci si ricordi anche di questo il 25 aprile. Mussolini fu ucciso il 28 e Hitler  si suicidò il 30.
Divenne presidente della Repubblica uno che insieme a Riccardo Bauer e Giorgio Amendola costituì a Roma una sedicente giunta militare, così autonominatasi senza alcun riconoscimento giuridico. Costui si chiamava Sandro Pertini. Insieme progettarono il vigliacco attentato terroristico di via Rasella, con la conseguente rappresaglia delle Fosse Ardeatine. Rappresaglia prevista dalle norme internazioni di guerra. E fu Pertini a volere che Mussolini venisse ucciso prima che arrivassero a Milano gli americani. E ciò, SI BADI BENE, contro la volontà del CLN per l'Alta Italia che aveva solo dato ordine di arrestare Mussolini per consegnarlo agli americani, secondo l'accordo con il governo Badoglio. Certamente gli americani avrebbero risparmiato la vita a Mussolini, non potendolo accusare delle stesse colpe attribuite a Hitler. E' da escludere che sarebbe finito di fronte al Tribunale (giuridicamente un obbrobrio) di Norimberga. Infatti Mussolini non fece mai eliminare fisicamente i suoi nemici politici. E non è da escludere che gli americani l'avrebbero riciclato politicamente in una Italia repubblicana (Mussolini fu sempre repubblicano e mal sopportò sempre la monarchia) in un clima ormai di guerra fredda contro l'Unione Sovietica. Questo temevano i comunisti e i loro alleati come Pertini. Per questo il Pertini inviò a Dongo i sicari. Ma non si saprà mai chi siano stati i sicari. E' ormai accertato che non poteva essere l'oscuro ragioniere Walter Audisio, autonominatosi colonnello Valerio (secondo il film di Carlo Lizzani Mussolini ultimo atto) perché l'Audisio arrivò a Dongo la sera mentre Mussolini e la Petacci furono uccisi la mattina. Il Pertini lodò il film di Lizzani ma gli disse che non era stato l'Audisio ad uccidere Mussolini. E allora chi fu? gli domando Lizzani. Questo non posso dirtelo, gli rispose questo lurido individuo. Che volle portarsi nella tomba (meglio: nelle sue luride ceneri dopo la cremazione) il segreto della morte di Mussolini per non scaricare le colpe su esponenti del futuro P.C.I. Infatti tra i possibili esecutori figura anche Luigi Longo, segretario del P.C.I. dopo Togliatti. Cinque sono le versioni delle morte di Mussolini. Come le ho riportate nel mio libro Io non volevo nascere. E' certo che Mussolini fu ucciso nudo perché i fori dei proiettili trovatigli sugli abiti erano di numero inferiore rispetto a quelli riscontrati sul corpo. Il prof. Cattabeni, medico legale che fece l'esame necroscopico sui corpi di Mussolini e della Petacci, riscontrò profonde ferite vaginali e anali sulla Petacci. Ne consegue che il cadavere della Petacci fu sottoposto ad una barbara violenza  ficcandole un bastone nella vagina e nell'ano. Ma di questo i cosiddetti eroi partigiani non vogliono parlare. Liberatori di che? Di nulla. Le sollevazioni avvennero a Genova, a Torino e a Milano quando i tedeschi erano ormai in fuga, continuando a sparare loro alle spalle. Volevano appropriarsi del merito della cosiddetta liberazione quando ormai gli americani erano alle porte. Furono soltando dei vomitevoli maramaldi. Moralmente ripugnanti.  E fu Pertini a graziare un criminale, Mario Toffanin, detto Giacca, che uccise i componenti della brigata cattolica Osoppo che indagava sulla scomparsa dell'oro di Dongo, di cui si erano appropriati i comunisti. Condannato in contumacia all'ergastolo solo nel 1952 per l'eccidio di Porzus fu graziato dal Pertini nel 1978 dopo che questo criminale, ricercato, era fuggito prima in Jugoslavia e poi in Cecoslovacchia.  L'infamia storica ricada su questo squallido individuo poi innalzato alla carica di presidente della Repubblica.       

25 APRILE: LA SOLITA CANTILENA DELLA LIBERAZIONE

25 aprile: Festa degli elettricisti

Freeanimals: L'efficace metodo del divide et impera

lunedì 25 aprile 2016


L'efficace metodo del divide et impera

Fonte: Ereticamente

 


TANTO PER NON RIPETERMI ANCHE QUEST'ANNO. 

Blog del prof. Pietro Melis: 25 APRILE: LA BUFFONESCA ...

Blog del prof. Pietro Melis: 25 APRILE: PARTIGIANI ...

Blog del prof. Pietro Melis: LA FALSITA' DEL 25 APRILE ...


Blog del prof. Pietro Melis: LA RETORICA DEL 25 APRILE ...

Blog del prof. Pietro Melis: Si abolisca il 25 aprile: non fu ...

Ecco come dovrebbe essere oggi liberata l'Italia. Manca la ghigliotttina. 

giovedì 21 aprile 2016


 

 



 

 

 

 Danilo Magliozzi: Sì, sì, per ora è un gioco, ma io fossi in lui ci penserei seriamente!


Cosimo Vito Napoletano: È il Momento!

Andrea Corsino: A quei tempi il popolo si sarebbe fatto giustizia da solo e sarebbe stata la cosa più normale..invece oggi...

Giuseppe Santoro: Ammazzatelo veramente, quel parassita truffatore corrotto!

Peppe Galluccio: Fatelo. E' sempre una bella morte per lui.

Edoardo Teofani: Ma facciamolo veramente, tanto una volta che li ammazziamo tutti, nessuno può farci più niente.

Fortunato Valente: Che gioia: la fine che faranno gli infami.

Luca Bilzi: Bello, bellissimo. Presto o tardi arriva la sua ora per davvero.

Luciano Bottalico: Arriverà pure il suo momento.

Ivan Cara Sabrina Raso: Il popolo purtroppo sta a casa! Altro che condannare!

Fonte. Blog animalista collegato con il mio blog.

Freeanimals: I famosi rivoluzionari da tastiera

 

Quando sento l'inizio di Bella ciao, questa volgare e menzognera canzonetta, mi girano subito i coglioni e smetto subito. Ho lasciato questo commento nel sito Freeanimals.
FESTA DELLA GUERRA CIVILE E DELLE BANDE DEI PARTIGIANI CHE SPARAVANO ALLE SPALLE E FURONO RESPONSABILI DI TUTTE LE RAPPRESAGLIE. PER ESSI VALEVA DI PIU' ESSERE COMUNISTI CHE ITALIANI. Hanno favorito la perdita dell'Istria a favore dei comunisti di Tito. Uccidevano i partigiani non comunisti che si opponevano alle truppe di invasione dell'Istria da parte dei comunisti jugoslavi. Hanno sempre voluto il silenzio sulle foibe istriane. Hanno ucciso Mussolini prima che arrivassero a Milano gli americani a cui doveva essere consegnato secondo gli accordi con il governo Badoglio, unico governo legittimo. Volevano fare scomparire i documenti (tra cui il carteggio compromettente con Churchill). Fu Churchill a volere che l'Italia entrasse in guerra quando nel 1940 la guerra sembrava ormai vinta da Hitler. Churchill pensava che solo Mussolini potesse moderare le aspirazioni di Hitler sedendosi anche lui al tavolo dei vincitori.   

domenica 24 aprile 2016

LA VITA SI SCONTA MORENDO

Ho invertito la chiusura di una poesia di Ungaretti che dice: la morte si sconta vivendo. [PDF]Sono una creatura - ZANICHELLI.it
Scrisse così perché si sentiva colpevole di essere sopravvissuto in mezzo a centinaia di migliaia di morti della prima guerra mondiale. Dunque la sua chiusura riflette uno stato d'animo personale. Io vado al di là del personale volgendomi verso l'universale. Di fronte al non senso della vita, di una vita senza certezze, la vita è una condanna a morte nella totale ignoranza del suo senso. Il poeta greco Teognide scrisse: "meglio non essere mai nati o appena nati varcare al più presto le soglie dell'Ade". Io vado oltre Teognide. Che cos'era l'Ade per una certa concezione greca dell'aldilà? Era un luogo dove le anime trascorrevano per l'eternità il loro stato di ombre, ormai fantasmi privi di quella coscienza che avevano avuto in vita. Un luogo di non essere. Allora sarebbe stato meglio che Teognide avesse detto: "meglio non essere mai nati". E basta.   
Ulisse nell'Ade incontra tra tante altre anime quella di Achille, che si tormenta dicendo che preferirebbe tornare a vivere anche facendo solo il duro lavoro anonimo del bracciante invece che quella dell'eroe. E allora perché essere condannati a rimpiangere per l'eternità e nella sofferenza una vita se, come disse Dante (Purgatorio, XI), di fronte all'eternità mille anni sono un battito di ciglia? E allora, tornando a Teognide, "meglio non esser mai nati". E basta. Meglio il nulla per non dover rimpiangere la vita.         

[PDF]Odissea XI, vv. 471-564 L'incontro con Achille e con Aiace ...    

sabato 23 aprile 2016

CLINICA VETERINARIA FRONGIA: DIRETTORE UN GALLO TRA GALLINE VETERINARIE

A info@clinicaveterinariafrongia.it 

Clinica Veterinaria Frongia

Un ambulatorio che sembra un gineceo. Ragazzine veterinarie non chirurghe che sembrano più infermiere che medici veterinari. Non hanno saputo fare delle analisi mirate per Laika. Il capo, come la sua sostituta chirurga Deidda, hanno prescritto a Laika farmaci senza nemmeno essere d'accordo tra loro, andando avanti per tentativi ed errori. Il Frongia fu in passato direttore del mattatoio. Un veterinario che ha fatto questo mestiere non può certamente essere sensibile alle sofferenze degli animali. Mi disse che aveva ordinato delle paratie perché gli animali non assistessero alla morte dei loro compagni. Come se gli animali non capissero egualmente la sorte che li aspettava anche soltanto sentendo l'odore del sangue. Poi divenne direttore del canile, per cui fu accusato di fare trasfusioni di sangue utilizzando per la sua clinica il sangue degli animali ricoverati nel canile. Dovrebbe essere elogiato per questo. Ma, SE E' VERO QUANTO MI E' STATO RIFERITO (pertanto non mi assumo la responsabilità di ciò che sto per aggiungere) faceva trasfusioni a cani feriti che gli portavano dei criminali che usavano i cani per combattimento tra loro. Se questo fosse vero non avrebbe dovuto restituire i cani a questi criminali, ma sequestrare i cani e denunciarli in base al Codice Penale. Anni fa (nel 2006) gli chiesi che fungesse da testimone perché testimoniasse in Tribunale la maggiore sofferenza inflitta agli animali nella macellazione ebraica, kosher, corrispondente a quella islamica, halal. Disse che non aveva mai assistito a questo tipo di macellazione. Non ho potuto mai credergli. Mi fece il nome di veterinario di Sassari che era, o era stato, veterinario in un mattatoio. Ma anche questo si rifugiò dietro la scusa, se non ricordo male, che non aveva mai assistito alla macellazione ebraico-islamica. Ero stato accusato forsennatamente di antisemitismo dal rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni perché gli avevo inviato un mio saggio filosofico dove avevo scritto in mezza pagina che gli ebrei avevano sofferto meno nelle asserite camere a gas di quanto soffrano gli animali nei mattatoi a causa delle regole di macellazione mosaiche, cioè di un Mosè personaggio del tutto romanzesco secondo la accreditata esegesi biblica, che ben conosco e su cui ho scritto un libro di 800 pagine. Un Mosè che nella nefanda Bibbia, piena di menzogne dall'inizio alla fine, appare un macellatore di uomini, donne, bambini e "bestiame". Fui condannato ad una multa di 4000 euro sotto condono (sino alla Cassazione, avendo rifiutato la prescrizione dell'asserito reato) di avere paragonato le sofferenze umane a quelle degli animali. INCREDIBILE.  La perdita della coscienza per gas è una sorta di anestesia che invece non viene applicata nei mattatoi, e tanto meno nella macellazione ebraico-islamica, che impone con scellerata crudeltà che l'animale muoia cosciente per dissanguamento per recisione delle vene giugulari tra orribili sofferenze mentre tenta di divincolarsi per scappare, mentre gli vanno mancando sempre più le forze fino ad arrendersi alla morte.  Altrimenti l'animale vien considerato IMPURO. Roba da farneticanti. E questa la chiamano religione. E'impossibile che il Frongia (ammesso e non concesso che non abbia mai assistito alla macellazione ebraica o islamica)  non abbia mai sentito da altri direttori di mattatoi della maggiore sofferenza inflitta agli animali nei mattatoi. Eppure gli avevo consegnato un manifesto di una associazione di veterinari di Torino dove si descrivevano le orribili sofferenze causate dalla macellazione ebraico-islamica, di cui si chiedeva l'abolizione. Sarebbe bastata anche questa testimonianza, se pur indiretta, a mio favore. Ma rifiutò di presentarsi in Tribunale. E questo non glielo perdonerò mai. Ma, tornando a Laika, nessuna esame mirato fu fatto per arrivare ad una diagnosi, non dico, certa, ma almeno verosimile. Un andare alla cieca prescrivendo farmaci che poi venivano tolti a seconda  degli effetti. E così per tre mesi. Non si pensò mai sin dall'inizio di mandare un campione di sangue in un laborario specializzato per stabilire se la febbre a 41 (di circa due settimane fa) fosse dovuta ad una puntura di zecca. Venne prescritto l'antibiotico  nexotan 250. Dopo due giorni la temperatura tornò normale. Ma poi si aggiunse il canidroid da parte dell'asserita neurologa Antonella Gallucci. Subito apparvero effetti negativi. Tolto il canidroid rimase il gardenale per supposta epilessia dopo le convulsioni dell'11 gennaio. Poi si volle aggiungere come antinfiammatorio il metacam per ridurre i dolori. Nessun effetto. Anzi, un peggioramento. Laika continuava ad avere dolori quando veniva aiutata ad alzarsi sulle gambe (non zampe) anteriori. Fu prescritto da altro veterinario (quello delle visite a domicilio) l'altadol, un oppiaceo per togliere i dolori. Ma non fu mai usato perché lessi nel foglietto illustrativo che abbassava la soglia delle manifestazioni di epilessia. Nonostante Laika abbia avuto in tre mesi solo un attacco iniziale l'11 gennaio. I dolori da posizione sdraiata dopo un certo tempo riapparivano, ma poi, camminando, se pur lentamente, i muscoli si riattivavano e sembrava che i dolori fossero spariti o diminuiti di molto. Unica cosa positiva: le rimaneva un forte  appetito. Dagli esami del sangue, fatti tre volte in tre mesi (gli ultimi l'11 aprile), i valori risultavano nella norma. Quando Laika è morta mercoledì alle 13,30 aveva la temperatura normale a 38,3 e due ore prima pur non reggendosi più in piedi mangiò una intera scatoletta di sensitivireability.  Laika se ne è andata senza che si sapesse quale fosse la causa del suo decesso.  Ma non mi sono arreso. Ho fatto portare Laika da un auto autorizzaa a trasportare cani deceduti in un'altra clinica perché fossero fatte delle radiografie. E' risultato che Laika aveva un  tumore esterno vicino all'orecchio che in tre mesi si era ingrossato. Risultò da una biopsia prelevando dal corpo senza vita di Laika alcuni tessuti. Ma venne escluso che questo tumore fosse un prolungamento di un tumore interno al cervello. Non si poteva più fare una ecografia all'addome per sapere se avesse un tumore intestinale. Come mai nell'ambulatorio Frongia non si accorsero mai di questo tumore con una biopsia e la scambiarono per una ciste o una palla di grasso? Perché non pensarono mai di fare un'ecografia all'addome? Superficialità, ignoranza. Uno peggiore dell'altra. In questo pollaio di veterinarie diretto da un gallo. Ma forse non è finita qui. Dipende da quale risposta mi daranno quelli di una certa clinica (di cui per ora non faccio il nome) dove  Laika fu portata senza vita per essere messa in un congelatore e dove si rifiutarono di fare gli esami che Laika fece da morta dopo che fu portata via congelata per portarla in altro ambulatorio e fare da morta gli esami che ho detto. Si rifiutarono, a iniziare  dal padrone della clinica (dico padrone, uno che sfrutta altri veterinari per fare lui i soldi ). Diede ordine di sbatterla fuori dal congelatore perché non voleva che rimanesse un giorno in più. Mi dovranno dare una spiegazione, altrimenti faccio finire sul blog anche questa clinica, con tanto di fotografia del suo padrone, che, di una insensibilità incredibile, diede ordine di liberare il congelatore. E non perché servisse per altro cane deceduto. La giustizia non esiste senza vendetta.   

mercoledì 20 aprile 2016

LAIKA

Sospendo riflessioni su altri argomenti perché ho uno stato d'animo sofferente. Mai più cani nella mia vita. Me l'hanno solo intristita. Non ho mai cercato cani nella mia vita. Mi hanno cercato loro in particolari situazioni in cui, senza padrone, avevano bisogno di essere salvati. Tutti i bei ricordi vengono cancellati dalla sofferenza della malattia e della morte. Il mio ultimo libro porta la dedica a Laika con la sua fotografia a colori. Come appare anche nel mio blog.    
Alle ore 13,30 Laika, il mio amore,  mi ha lasciato. Il cuore ha ceduto. Negli ultimi giorni si lamentenva spesso ma sembrava che volesse far capire che aveva bisogno di uscire. Bisognava sostenerla con un tutore per non gravare sulle gambe anteriori e con un sottopancia di stoffa con due manici perché non gravasse con il suoi 20kg sulle gambe posteriori. Questa mattina aveva la temperatura normale di 38,3 e ieri le è stato fatto un prelievo di sangue da inviare in un laboratorio specializzato per sapere se i dolori muscolari sopravvenuti circa 10 giorni fa quando ebbe improvvisamente la febbre a 41 fossero dovuti alla puntura di una maledetta zecca. Si saprà domani quando ormai Laika non c'è più. Durante la visita ambulatoriale la veterinaria le ha tolto il tartaro dai denti senza che si lamentasse, e, stando ancora sul tavolo, ha mangiato una intera scatoletta di tonno. Ma la sera ha mostratto maggiore debolezza sulle gambe pur sostenendola in due per la parte anteriore e quella posteriore. Negli ultimi giorni veniva aiutata da mia moglie e da un ragazzo per sostenerla in due non potendo io essere d'aiuto a causa della debolezza di una mia gamba (parestesia da ernia del disco per cui ho rinviato l'intervento avendo la mente occupata da Laika). Questa mattina, nonostante tutto alle 11 ha mangiato un'intera scatoletta speciale raramente reperibile in commercio, chiamata sensitivereabiliy, che, scoperta negli ultimi giorni, le piaceva moltissimo. Dunque temperatura normale  e ancora appetito due ore prima di lasciarmi. Come si spiega? Un veterinario, di cui per ora non faccio il nome, e che farò successivamente in questo articolo, pur conoscendo bene Laika da quando alle  3 di notte fu ricoverata per cinque giorni nel suo ambutatorio per gravi convulsioni dovute, per ipotesi, ad un ictus, poi superato, ha sottovalutato la condizione di Laika dicendomi lunedì che mi poteva fissare un appuntamento der il 15 maggio. Capite? Per il 15 maggio. INCREDIBILE. Ho insistito e mi ha detto di portare il cane alle 18,30 di oggi. Purtroppo non sarà più necessario portargliela. In questo ambulatorio non hanno mai pensato di mandare un campione di sangue in un laboratorio specializzato di Poggio dei Pini, distante circa 20 km da Cagliari, per fare un esame mirato per sapere se Laika fosse stata veramente punta da una maledetta schifosa zecca, schifosa come quel dio che l'ha creata (per chi ci crede). Ci ho pensato io, ma in ritardo, portando Laika in altro ambulatorio non in quello dove Laika era stata ricoverata ed era stata controllata successivamente, ma sempre in fretta e con diagnosi che non hanno mai spiegato la debolezza delle gambe e i dolori muscolari quando doveva essere aiutata per mettersi in piedi pur sostenuta anteriormente e posteriormente. In questo ambulatorio è venuta una neurologa da Bologna, Antonella Gallucci, che aveva prescritto un esame costoso e del tutto inutile della tiroide di Laika. Con un campione di sangue da inviare a Milano. Incredibile. Che a Cagliari ci si debba rivolgere a Milano. Perdita di tempo. Non è riuscita nemmeno lei a capire quale fosse la causa delle convulsioni che ebbe Laika l'11 gennaio. Un esame superficiale servito a nulla. Prescrizione: continuare con il gardenale contro il rischio di ulteriori convulsioni più il canidroid per la tiroide. Ma non è tanto l'alto costo dell'esame della tiroide (300 euro più la visita specialistica di 75 euro servita a nulla) che conta nel mio caso. Quanti se lo possono permettere? E' che questi veterinari sono degli incompetenti. Vanno alla cieca per tentativi ed errori. Il direttore dell'ambulatorio dove era stata ricoverata Laika dopo l'ictus mi aveva fissato l'appuntamento con Laika per oggi alle 18,30. Ci sono andato egualmente facendo finta per almeno 15 minuti che Laika fosse ancora in vita, prima di dirgli la verità dell'assenza di Laika, per domandargli quali fossero le cause dei dolori muscolari che le impedivano di camminare normalmente. Nessuna chiara risposta. Per coprire la loro ignoranza fanno tante ipotesi quante ne può fare anche un incompetente. Ho accusato questo veterinario di avere sempre sottovalutato lo stato di Laika. Pareri contrastanti all'interno dello stesso ambulatorio, pieno di giovani veterinarie una più scorbutica dell'altra. Garau, Puggioni, Biggio etc. Anche al telefono. Ma che facciano un altro mestiere. Ignoranti! Ma che razza di veterinari! L'unico veterinario uomo è il direttore. Un gallo in un pollaio di galline veterinarie, compresa la figlia Elisabetta, mai vista in faccia. Sembra che un veterinario uomo gli faccia ombra e che sulle donne possa emergere solo lui. Ma allora perché l'11 gennaio alle 3 di notte portai Laika in questo ambulatorio pollaio? Perché Laika aveva avuto improvvisamente forti convulsioni e d'urgenza con un taxi fu portata nell'ambulatorio 24 ore su 24 più vicino a casa. La cosiddetta neurologa dopo l'esame della tiroide prescrive a Laika il canidroid che ha avuto subito effetti negativi. E che ho tolto subito. Un'altra dell'ambulatorio, la Deidda, chirurgo operante con il direttore,  mi dice di togliere il canidroid e di continuare solo con il gardenale. Ha aggiunto il deltacortene per tre giorni e poi per giorni alterni per altri cinque. Come antinfiammatorio contro i dolori muscolari. Ma dopo i primi 3 giorni un altro veterinario, non dell'ambulatorio, l'unico che si degnasse di fare visite domiciliari, ma sempre in fretta, ci ha detto di toglierlo perché il cortisone abbassa le difese immunitarie. E l'ha sostituito con un antinfiammatorio (metacam) privo di cortisone. Ma senza alcun giovamento. Il direttore dell'ambulatorio, che conosco da almeno 25 anni, quando si è sentito accusare di avere sottovalutato lo stato di Laika, avendo timore di apparire nel mio blog, ha cercato con furbizia di calmarmi e di imbonirmi dicendo che aveva avuto sempre una grande stima per me anche dal punto di vista intellettuale. Perché non ha mai pensato di fare un'ecografia all'addome per sapere se Laika avesse dei tumori? Questa ecografia fu richiesta in altro ambulatorio il giorno prima del decesso e doveva venire a casa l'ecografa due giorni dopo, non potendosi supporre che Laika se ne andasse il giorno dopo. Infatti in questo altro ambulatorio Laika era tranquilla, con temperatura normale e si fece fare una pulizia dei denti senza alcun lamento per toglierle con una pinza il tartaro che si era accumulato. Sembrava le facesse piacere. Ricomparvero i denti bianchi. Dopo di che, stando ancora sul tavolo, mangiò un'intera scatoletta di tonno. Perché nell'altro ambulatorio, quello pollaio, il direttore non pensò mai di farle un'ecografia all'addome? Ma per ora non voglio infierire su di lui facendo il suo nome. L'accusa principale, che gli ho ripetuto in faccia, è di non avere mai pensato di far fare in laboratorio attrezzato, non nel suo, non attrezzato per questo, l'esame dell'erlichia per sapere se Laika, dopo essersi ripresa dall'ictus dell'11 gennaio, avesse avuto dieci giorni fa la febbre da puntura di zecca. Domani 21 lo saprò perché manca ancora l'ultimo decisivo valore nell'esame del DNA. Se il risultato risultasse negativo allora Laika non è morta per puntura di zecca. L'alternativa qual' è? Tumore alla testa? Non si sa. Bisognerebbe fare l'autopsia aprendo il cranio e vedere il cervello. Ma voglio che Laika sia lasciata ora nella sua pace, a cui tutti siamo condannati con la morte.  Laika non è più in casa. E' stata subito portata via e "ibernata" in un'altra clinica veterinaria in attesa che venga tumulata in una bara di zinco già pronta, una di quelle di piccole dimensioni per esseri umani, nel terreno di campagna di un mio conoscente. Se ne occupa un'agenzia funebre. Io e mia moglie abbiamo cambiato stanza da letto per non vedere il posto vuoto di Laika. Un logorio psicofisico dall'11 gennaio per stare insieme con Laika. Ma gli ultimi 10 giorni sono stati terribili. Laika! Hai forse voluto che la tua sofferenza non fosse ulteriore causa  della mia e di quella di Rossella nell'assisterti con sacrificio impedendoci di dormire per portarti fuori anche alle 3 di notte quando ti lamentavi stando nella stessa posizione avendo bisogno di riattivare i muscoli e di fare fuori i bisogni rifiutando di farli in casa? Ma noi, pur soffrendo con te, ci facevamo forti della tua presenza. Il vedere i tuoi begli occhioni ci rasserenava, il tuo stesso camminare, se pur lentamente e a fatica, negli ultimi giorni ci confortava. Ci bastava la tua presenza. Ma tu improvvisamente hai detto basta. Non voglio più soffrire e non voglio farvi soffrire ulteriormente portandovi allo stremo delle forze. Ma adesso il dolore della tua assenza è maggiore della tristezza e della fatica che abbiamo condiviso. Abbiamo fatto tutto il possibile per te. 
Non abbiamo voluto figli per non complicarci l'esistenza. E io mi sono sempre domandato da ragazzo perché la gente ami complicarsi l'esistenza anche economicamente facendo figli. Per spirito di sopravvivenza dei geni? Per darsi uno scopo nella vita pensando meno alla morte? Imbecilli. Per tutti "verrà la morte e avrà i tuoi occhi" (Cesare Pavese). Il gatto Fortunello, che ci veniva sempre incontro aspettandoci all'ingresso quando rientravamo a casa dopo la passeggiata  e accennava a strusciarsi con affetto su Laika al suo ritorno non capisce perché la stanza dove dormiva sul letto sia stata chiusa. Non si adatta all'altra stanza. Odio tre categorie di individui con cui ho avuto a che fare: veterinari, giudici e avvocati.
Io ho solo da maledire quel dio (per chi ci crede) per avere creato una natura così mal fatta, con tutte queste malattie dovute a virus, a batteri e a parassiti. Dio maledetto, se esisti e sei onnipotente, perché non annienti almeno la Terra perché non vi siano più sofferenze? Se sei onnipotente perché non annienti con il mondo anche te stesso? Perché la tua esistenza è più schifosa di quella della schifosa maledetta zecca.