giovedì 14 maggio 2015

LA CRIMINALE INDUSTRIA DELLA CARNE


Vedere la trasmissione LA GABBIA  a partire da ore 2.19.50. Portare il cursore sulla linea gialla verso la fine e avere la pazienza di sopportare la pubblicità a cui purtroppo non ci si può sottrarre anche arrivando direttamente ad ore 2.19.50 saltando tutto ciò che precede. Si capirà tutto il veleno che viene messo in commercio. Scarti di carne che vengono impiegati per trasformarli in cotolette, wurstel, polpette, o cibo  per animali. Se ne deduce che non vi è grande differenza tra quanto viene venduto nei market come alimento per uomini e alimento in scatolette per cani e gatti (come se, oltretutto, ai cani e ai gatti non dovesse essere vietato di dare da mangiare questa robaccia). Questi scarti (comprese le ossa) vengono triturati e ridotti in poltiglia. E la legge impone solo che nell'etichetta si dica che si tratta di elaborazioni meccaniche. Invece dovrebbe essere proibito. Segue poi un documentario girato all'interno di un capannone dove delle povere galline vengono nutrite con mangime speciale che ne favorisca l'ingrasso. Esse vivono solo poche settimane prima di essere raccolte e stipate in contenitori per essere inviate al macello. Esse vengono appese a testa in giù ad un nastro su cui agisce una lama che taglia loro la testa. Sono così stipate da avere a disposizione un metro quadro per 10 galline. Esse non vedono mai la luce del sole ma solo quella della luce al neon perché nella loro breve vita non debbono distinguere la notte dal giorno. In questo modo vengono indotte a mangiare continuamente. E per evitare che in questo terribile e orrendo lager possano espandersi delle epidemie (infatti molte galline muoiono ogni giorno) esse sono costrette ad ingerire antibiotici uso veterinario sia con il mangime che con l'acqua. In questo modo l'antibioico per uso veterninario viene ingerito anche da quegli stronzi che, legge compiacente, se ne nutrono. Per quanto riguarda le uova si stia attenti a vedere se nell'uovo è stampigliato il numero 0 e la provenienza (IT). Infatti solo le uova portanti il numero zero (se anche qui non interviene la disonestà commerciale) dovrebbero assicurare che si tratta di uova provenienti da galline che vivono libere e alla luce del sole, perciò su terreni aperti e non sui lager dei capannoni. Esse sono libere di nutrirsi anche delle erbe che vengono coltivate senza antiparassitari su questi terreni. La follia della farsa dell'Unione Europea sta per consentire che le carni che provengono dagli Stati Uniti non debbano essere certificate. In questo modo si vendono anche scarti di carni e di ossa rielaborate aggiungendo disonestamente sostanze che appaghino il palato e mascherino l'odore nauseabondo che proviene dalla loro origine. Peggio di così non può essere. E tutto ciò sempre per far prevalere l'interesse al profitto invece che l'interesse alla salute. Viene veramente il disgusto al pensare che di tutto ciò non si parli nel grande baraccone dell'EXPO, finalizzato alla propaganda del consumo ad ogni costo piuttosto che alla propaganda dei cibi salutari. Il documentario sulle carni elaborate maccanicamente e sugli allevamenti di morte delle galline è commentato da Elena Dogliotti, nutrizionista della Fondazione Veronesi (notoriamente vegetariano). Questo è un mondo che fa schifo, a cui chi ha un minimo di intelligenza dovrebbe sottrarsi. Che gli stronzi che mangiano carne crepino pure. Si meritano ciò che mangiano.     

      

1 commento:

Sergio ha detto...

Lo chiamavano Pastore Angelico (Pio XII). E sentite come questo papa che tanti vorrebbero santo si rivolgeva agli addetti in un mattatoio:

Fu Paolo VI a evocare la “muta sofferenza” degli animali – “la parte più piccola della Creazione Divina, ma noi un giorno li rivedremo nel mistero di Cristo”, e Giovanni Paolo II a spiegare: “Non solo l’uomo, ma anche gli animali hanno un soffio divino”. Certo ben altro cuore di quello di cui fece mostra Pio XII, quando si rivolse ai lavoratori del mattatoio di Roma: “I gemiti delle bestie abbattute e uccise per giusto motivo non dovrebbero destare una tristezza maggiore del ragionevole, mentre non ne procurano i colpi del maglio su metalli roventi, il marcire dei semi sottoterra, il gemere dei rami al taglio della potatura, il cedere delle spighe all’azione dei mietitori, il frumento che viene stritolato nella macina da molino…”. E così non si intristiva più del ragionevole (triste ragione, ecco), quel Santo Padre…

Papa Pacelli santo? Ma fatemi il piacere! Non tutti sanno che secondo il vecchio diritto canonico macellai e boia non potevano accedere al sacerdozio perché "le loro mani sono sporche di sangue". Invece ingozzarsi della carne procurata dai macellai è opera pia e giusta perché prevista nel piano di Dio.