sabato 10 marzo 2018

LA CRUDELTA' DELLA PIU' GRANDE IMPOSTURA

Mia norma di vita è stata sempre questa: Non fare agli altri quel che non vorresti fosse fatto a te (Confucio, 500 a.C.). Si tratta di una norma giuridica, che vieta di danneggiare gli altri. Da non confondere con la pericolosa frase evangelica "Fai agli altri quel che vorresti fosse fatto a te". Si tratta di una norma morale, che impone di fare del bene. Nessuno finisce in tribunale per non aver fatto del bene. La legge impone il divieto di danneggiare gli altri ma non impone l'obbligo di fare del bene, il quale può essere fatto solo se accettato o richiesto. Norma pericolosa quella evangelica perché il bene è un concetto del tutto soggettivo e chi è convinto di un certo concetto di bene si sente in dovere di imporlo agli altri. Un fanatico islamico, per esempio, farebbe volentieri agli altri quel che pensa di meritare egli stesso se rinnegasse il Corano, che prescrive la morte per gli infedeli. Dalla norma di Confucio ho dedotto questo principio: non accettare i frutti di tutte quelle azioni che per ragione o per sentimento rifiuteresti di fare. Se non hai il coraggio, almeno una volta nella vita, di uccidere, dissanguare, spellare, squartare l'animale in un mattatoio sei un impostore. Credi di avere le mani monde di sangue mentre sei il mandante dei macellatori che se le sporcano per te. Ma gli impostori meritano solo disprezzo. Perciò ho disprezzo per quasi tutta l'umanità, le cui sofferenze mi lasciano indifferente. E tanto più per gli ebrei osservanti della macellazione kosher e per tutti gli islamici osservanti della corrispondente macellazione halal che aggiungono maggiori sofferenze nel loro fanatismo pseudoreligioso che a questi imbecilli fa credere (secondo le regole mosaiche, cioè di un personaggio mai esistito) che l'animale diventi impuro e la sua carne non mangiabile se viene prima privato della coscienza. Ho disprezzo per tutti quei giudici che con la coscienza sporca in tre gradi di giudizio finiti con la sentenza di conferma in Cassazione nel 2012 (avendo rinunciato in Cassazione alla prescrizione) mi condannarono a 4000 euro di multa non pagati perché sotto condono per aver scritto che avevo il diritto di non dolermi di tutti gli ebrei finiti nelle camere a gas se erano stati osservanti della macellazione kosher. Ebbene, questi giudici con la coscienza sporca, malati di antropocentrismo, hanno scritto in Cassazione che la sofferenza umana non può essere paragonata a quella degli animali. Scriteriatamente hanno anche scritto in Cassazione che non si potevano distinguere gli ebrei credenti (osservanti della macellazione kosher) da tutti gli altri ebrei in quanto appartenenti alla stessa razza. Notare l'uso del termine "razza" mentre oggi si va dicendo che le razze non esistono. E gli islamici? In tre sentenze non si fa il minimo accenno ad essi. Eppure io avevo accomunato sempre ebrei credenti ed islamici. Dunque dove stava l'accusa di istigazione all'odio razziale e religioso (famigerata legge Mancino) se gli islamici non costituiscono una razza?  Testualmente in Cassazione hanno scritto nel 2012 che "è pacifico che l'esplicita denigrazione trovasse causa in motivi di razza e di religione posto che vi era anche la rivendicazione della legittimità del disprezzo antisemita" e che pertanto "non ha senso sostenere che i suoi strali erano diretti solo ad una parte della Comunità ebraica, quella osservante, perché ciò non toglie le caratteristiche illecite sopra rilevate (sia sotto il profilo razziale, non estraneo agli ebrei strettamente osservanti), sia sotto il profilo religioso, densamente vissuto dai predetti". 
Frasi aberranti preconfezionate che assimilano gli ebrei osservanti della macellazione kosher a tutti gli ebrei sui falsi e incredibili presupposti che 1) non si potesse distinguere tra ebrei osservanti del kosher e tutti gli altri ebrei; 2) condannare da parte mia la maggiore crudeltà della macellazione kosher significasse propagandare l'odio religioso. E tutto ciò nel pieno silenzio riguardo agli islamici, nonostante li avessi accomunati agli ebrei osservanti del kosher per avere desunto da questi ultimi la pratica della macellazione halal. Non servì nemmeno la documentazione assai ampia che mi inviò l'associazione Animalisti Italiani, in cui, anche con un documento dei veterinari di Torino, si auspicava la messa al bando della macellazione kosher e halal perché aggiungeva una maggiore sofferenza a cui gli stessi veterinari operanti nei macelli si opponevano perché "tale pratica determina una situazione che non è certo usuale neppure per i veterinari che operano nei macelli, i quali ammettono che tale macellazione rappresenta un evento impressionante". La morte sopraggiunge lentamente con perdita graduale di coscienza  per dissanguamento mentre l'animale, legato a terra, cerca negli spasmi della morte di liberarsi dai suoi macellatori. L'associazione dei veterinari concludeva  richiedendo una revisione della normativa "per evitare la perpetuazione di metodi cruenti e dolorosi per gli animali e che possono offendere la sensibilità di larga parte della popolazione italiana". 
Ebbene, nulla è cambiato sino ad oggi perché guai a toccare gli ebrei, anche se si tratta di una minoranza di ebrei, di quella degli ebrei credenti ed osservanti della macellazione kosher. E oggi guai a toccare gli islamici la cui presenza ormai in Italia ha raggiunto  un numero impressionante e pericoloso, tale da poter far loro richiedere la supremazia delle norme coraniche su quelle statali. 
Eppure proprio la Lega Nord, come Lega Lombarda, quando a capo di essa vi era Umberto Bossi, avendo il governo della Regione Lombardia, aveva approvato il 25 gennaio 2005 una mozione in un lungo documento (che possiedo) in cui si chiedeva la proibizione della macellazione ebraico-islamica. In esso si legge che tale pratica non può consistere in un vero e proprio atto di culto riconducibile a considerazioni religiose, e che, al contrario, essa configura il reato di maltrattamento dell'animale che risale al codice penale del 1889 (art. 491). La direttiva europea 93/119/CE ha trovato accoglimento nel decreto legislativo 1 settembre 1998 n. 333 e nella Legge 20 luglio 2004 n. 189 sulle disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento degli animali. Aggiunge il documento della Lega Lombarda che la deroga permessa ad ebrei ed islamici integra il reato di maltrattamento di animali "e non può esistere una mediazione possibile sul dolore degli esseri viventi: o si accetta che non debbano soffrire gli animali o verrà meno la ragion d'essere della discussione. E il diritto alla non sofferenza deve essere considerato un confine invalicabile. Qualunque deroga permette comportamenti che significano dolore, angoscia, terrore per gli animali macellati ancora senzienti e che si dibattono ed emettono urla a fronte del non rispetto della loro vita".
Nel 2002 il deputato della Lega Nord Davide Ercoli parlò in aula per stigmatizzare l'accettazione nei mattatoi del barbaro rito ebraico-islamico rilevando che non era ammissibile che la sofferenza dell'animale potesse essere subordinata ad una tradizione religiosa "essendo il diritto alla non sofferenza un confine invalicabile". Nel 2004 il deputato della Lega Nord Luigino Vascon, nel silenzio di tutti gli altri partiti, disse in aula che non era ammissibile che ciò potesse avvenire in contraddizione con l'asserita politica di integrazione, che vuole che si rispettino le regole del Paese in cui gli immigrati si trovano. 
Ma pare che delle precedenti prese di posizione della Lega Nord il padrone della Lega di oggi (che ha abolito il termine "Nord") si sia dimenticato. E' rimasto il partito dei cacciatori definiti "brava gente" dal falso vincitore Salvini.                  

L'immagine può contenere: cavallo e sMS

3 commenti:

bambilu ha detto...

Nattarella col suo passato pedigree e da Presidente della Repubblica doveva intervenire per contrastare il Rosatellum. Lo dovremmo citare per danni biologici. Una bella “querela” e ringrazi il suo falso d’io che non lo impeachiamo all’albero più alto della Nave, perché siamo Animalisti.
Oggi, mattina presto. Tv Eiarai. Un tvaro ci “informa” che l’Italia è una “democrazia” PARLAMENTARE quindi “non si sa chi” può fare il governo che vuole. Dimentica l’imbroglioncello che è sempre il Popolo Sovrano che determina l’esistenza del “Parlamento”. Non si può inciuciare escludendo il primo partito, 1 contro due, tre, quattro melepere, dal governo, a rischio en plein M5S alla nuova tornata elettorale. Ricordiamoci e ricordiamo agli inciuCIAri tutti pluriabusivi che il Popolo Sovrano il 4 dicembre 2016 ha avuto la maggioranza del ben 67 percento altro che 50 percento più 1 che non fa badiben 51 percento. Per quanto riguarda la lega, li dobbiamo trattare come loro trattano i somari. Usarli, cavalcandoli, non facendoci cavalcare. I seguaci di giovè si vantano di essere ebrei, però se dici a qualcuno di loro ebreo, sei antisemita [siamo tutti semiti], e la prendono come un’offesa. Come dire che dichiarando io di essere bionda, mi offendo a morte se mi dicono bionda. La tecnica è sempre la stessa, quella adottata ora anche da certe pudiche donzelle che hanno fatto concorrenza sleale alle “colleghe” con lo sbandieramento di tette e natiche: chiagni chiagni e richiagni a tutte le ore per fottere e strafottere gl’imbecilli !

K ha detto...

Sono commosso. La ringrazio per il suo impegno contro la crudeltà sugli animali non-umani. Ha letto del canile-lager di Macomer?

Pietro Melis ha detto...

Caro K , visto che lei, mi pare, abita in Sardegna ed è un mio assiduo lettore, mi lasci in un commento il suo indirizzo di posta e, magari, anche il numero di telefono, CHE NON PUBBLICHERO'. Come ho fatto per altri.
A Bambilu
ho tardato a pubblicare il suo commento perché mi sono stufato della sua strana scrittura, con cui vuole essere ad ogni costo originale, a scapito della comprensione. Le ho già detto di smetterla di scrivere in modo strano. Altrimenti, nonostante concordi con ciò che pensa, non pubblicherò ulteriori suoi commenti.