Si è perso il concetto di justus hostis che è stato trattato dalgrande giurista e storico del diritto Carl Schmitt, che capì che le guerre cosiddette umanitarie sono le guerre peggiori perché calpestano il diritto internazionale criminalizzando il nemico, senza alcun rispetto. Il risultato della criminalizzazione di Gheddafi è l'invasione da lui promessa di tutti quelli che scappano dall'Africa subsahariana e che secondo la Convenzione internazionale di Ginevra non hanno diritto d'asilo, non avendolo nemmeno i profughi di guerra, altrimenti uno Stato avrebbe il dovere di mantenere tutti i profughi del mondo. Queste cose bisogna dirle a quell'igorante ministro dell'interno Maroni, il quale distingue tra profughi di guerra e profughi economici. Non esiste distinzione tra essi secondo la Convenzione di Ginevra. Ha diritto d'asilo solo colui che scappa da un Paese che non sia in Stato di guerra e sia personalmente perseguitato. Riporto quanto ho tratto da un altro blog a proposito di Gheddafi e di quei criminati che stanno nella Nato. LA NATO FU CREATA SOLO E SOLTANTO IN DIFESA DI UNO STATO CHE NE FACCIA PARTE E CHE VENGA ATTACCATO DA UNO STATO CHE NON NE FACCIA PARTE. CHIARO? DUNQUE E' STATA UNA FOLLIA L'INTERVENTO CONTRO LA LIBIA, CHE NON HA ATTACCATO ALCUNO DEGLI STATI CHE LA STANNO VIGLIACCAMENTE BOMBARDANDO? PERCHE' ALLORA NON BOMBARDAANCHE LA SIRIA? LA SIRIA NO.TROPPO PERICOLOSO PERCHE' ALLEATA DELL'IRAN E TROPPO VICINA A ISRAELE.
Però, qualcuno mi dovrebbe spiegare cosa c’entra il Comando del popolo, con bombe lanciate sul mondo come se piovesse. Gli alleati della seconda guerra mondiale (America, Inghilterra e Francia) intervengono come gli pare e dove gli pare e i nemici sono sempre criminali. Carl Schmitt, nel Nomos della terra, asserisce che la limitazione della guerra si ottiene meglio considerando il nemico uno justus hostis che con i trattati che limitano l’uso delle armi più letali. Se il nemico, però, non è posto su un piede di parità, ma è un volgare criminale, allora tutto viene giustificato. Se Saddam era un assassino la sua impiccagione fu una cosa santa e giusta e se Gheddafi è un massacratore di poveri innocenti è sacrosanto dargli la caccia come ad un selvatico.
Ma perché raccontare queste barzellette? Perché la NATO, che è una organizzazione difensiva interviene quando nessuno ha attaccato i suoi stati membri?
La solfa è sempre la stessa: “Io sono il lupo e tu l’agnello e perciò ti mangio”; però nella favola, anche migliaia di anni orsono, il lupo si preoccupava di asserire che era l’agnello il cattivo poiché sporcava l’acqua, anche se fisicamente non poteva. È inutile insistere sul punto: è troppo ovvio, è troppo banale.
Oggi voglio solo lanciare una pietra nello stagno e fare riflettere qualcuno sul vecchio e deprecato colonialismo. Voi pensate che se i popoli africani fossero stati ancora colonie della vecchia Europa sarebbero successi tanti guai? Ci sarebbero stati continui combattimenti tra etnie locali, ci sarebbe stata tanta fame e così pochi ospedali?
Gli antichi romani conquistavano sì, ma portavano la civiltà e, con il tempo, anche quelli che erano stati occupati acquisivano lo status di cittadino romano ed i relativi diritti.
Forse si era più civili duemila anni orsono.
Di falletti.over-blog.it
BRUXELLES: le forze nato hanno BOMBARDATo una «postazione di comando e controllo»
Brega, imam lancia fatwa contro l'Italia:
Faremo 11 mila morti
Dopo gli 11 religiosi uccisi durante il raid sulla città libica. La condanna contro Francia, Danimarca, Gran Bretagna, Qatar ed Emirati Arabi Uniti
BRUXELLES: le forze nato hanno BOMBARDATo una «postazione di comando e controllo»
Brega, imam lancia fatwa contro l'Italia:
Faremo 11 mila morti
Dopo gli 11 religiosi uccisi durante il raid sulla città libica. La condanna contro Francia, Danimarca, Gran Bretagna, Qatar ed Emirati Arabi Uniti
MILANO - Mentre a Marsa el-Brega si vanno completando i preparativi per i solenni funerali degli undici imam rimasti uccisi all'alba di venerdì in un bombardamento aereo della Nato sulla città della Cirenaica, da Tripoli un altro imam, identificato come Noureddin al-Mijrah, ha lanciato una fatwa, un editto di condanna, nei confronti dei cittadini di alcuni dei Paesi che partecipano alla campagna militare sotto comando atlantico contro il regime di Muammar Gheddafi.
DENUNCIA - Il religioso ha infatti rivolto un appello ai «musulmani nel mondo intero» affinchè, per ogni vittima del raid a Brega, siano uccise un migliaio di persone appartenenti a Paesi quali «Francia, Italia, Danimarca, Gran Bretagna, Qatar ed Emirati Arabi Uniti», tutti egualmente indicati come legittimi obiettivi. Per vendicare 11 imam libici i musulmani dovrebbero uccidere «1000 persone per ogni imam morto». La fatwa è stata lanciata durante la conferenza stampa del portavoce del governo di Tripoli, Mussa Ibrahim, in cui il regime ha denunciato il ferimento di 50 persone e la morte degli 11 religiosi.
L'OBIETTIVO - Fonti alleate da Bruxelles hanno replicato ribadendo che non sono stati presi di mira bersagli civili, bensì un «bunker» che costituiva una «postazione di comando e controllo», e che quest'ultimo è stato colpito.
Gustavo Zagrebelsky e Ezio Mauro - Che Tempo Che Fa 07 05 2011 1/2
Ezio Mauro e Gustavo Zagrebelsky, il direttore de la Repubblica e il Presidente emerito della Corte Costituzionale parlano del loro libro La Felicità della democrazia, in libreria dal 5 maggio; un fitto dialogo lungo 240 pagine dense di riflessioni che spaziano dall'attualità più stretta per giungere al pensiero filosofico che ha generato il nostro -- e gli altri -- sistemi di governo, calandolo però nella quotidianità di ogni giorno e di ogni cittadino per giungere alla domanda finale: Che cosa c'entra, la democrazia, con la felicità? Ezio Mauro è da quattordici anni al timone de la Repubblica, succedendo a Eugenio Scalfari che l'aveva fondata nel 1976; proviene da una lunga gavetta iniziata a 24 anni a la Gazzetta del Popolo di Torino ed in seguito a la Stampa dove, negli anni, ha ricoperto diversi incarichi, da cronista politico a Roma ad inviato negli Stati Uniti fino ad esserne nominato direttore nel 1992; Gustavo Zagrebelsky è Presidente della Biennale Democrazia, docente di Giustizia costituzionale presso la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Torino e Presidente onorario dell'associazione Libertà e Giustizia.
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