giovedì 24 giugno 2010
ERA PREVEDIBILE. SUDAFRICA: FUORI L'ITALIA
LA MALEDIZIONE DELLA CULTURA PASTORALE IN SARDEGNA
Maracalagonis (Cagliari)
L'ipotesi è che le bestie abbiano infastidito qualcuno che frequenta la zona
Vendetta mortale contro i cani randagi
Quattro meticci uccisi nelle campagne da esche avvelenate
LE INDAGINI Della vicenda si occupano ora gli uomini della polizia municipale, le associazioni animaliste e i veterinari della Asl, che ieri pomeriggio hanno effettuato un sopralluogo nella zona arrivando a percorrere anche terreni più distanti da quello dove hanno trovato la morte i cani: per fortuna non sono state avvistate altre carcasse, ma non si può ancora escludere che in quella collina siano stati avvelenati altri animali. Per questo motivo è stato deciso di ampliare ulteriormente i controlli già da questa mattina.
LA ZONA Primo ad accorrere sulla collina è stato Vincenzo Lubrano del Comitato per la difesa degli animali. Lui stesso, resosi conto di quanto accaduto, ha denunciato l'episodio ai vigili urbani e all'azienda sanitaria. Il successivo sopralluogo a Is Concias è stato effettuato alle 17. La zona si può raggiungere percorrendo la vecchia Orientale sarda sino al 20esimo chilometro: da qui si deve svoltare a destra e seguire una piccola strada asfaltata che conduce direttamente alla zona in cui è stato fatto il macabro ritrovamento.
VENDETTA I cani avvelenati sono tutti meticci, almeno tre sarebbe dei randagi. Le carcasse sono state rimosse dopo i controlli e messe a disposizione dei veterinari per gli accertamenti del caso. L'episodio preoccupa gli allevatori e i pastori che frequentano quella parte di territorio, abbastanza popolata di greggi e altri animali e di una certa importanza anche sotto il profilo turistico per la presenza di una tomba dei giganti. Chi cerca di far luce sulla vicenda non esclude che le bestie possano aver infastidito qualcuno che ha deciso di eliminarle col veleno. I cani, affamati, sono caduti nella trappola. (ant. ser.)
venerdì 18 giugno 2010
NON POSSONO ESISTERE GLI ATEI. PERCHE'?
Per questo motivo è meglio essere prudenti e non avere la presunzione di dire quale sia stata l'origine dell'universo, o che esso, in alternativa (teoria del pluriverso) non abbia avuto alcuna origine e sia sempre esistito. Ma allora salta fuori la domanda filosofica suprema: PERCHE' L'ESSERE PIUTTOSTO CHE IL NULLA? Ignorabimus. Ecco perché non si può essere atei se non si è dogmatici. Chi (come me) non è credente si deve coerentemente (per motivi scientifici) DICHIARARSI AGNOSTICO. Come si dichiarò Darwin, nonostante l'evoluzione biologica (da una comune origine di tutte le forme di vita) congiuri tutta contro l'esistenza di un progetto divino a causa del prevalere della selezione naturale sulla CASUALITA' delle mutazioni che hanno dato origine a tutte le forme di vita.
Una sola certezza si ha, che, se un Dio esistesse, non sarebbe quello antropomorfico e miserabile delle religioni cosiddette rivelate, perché un Dio simile non potrebbe mai esistere, essendo ridicolo, quando non sia anche schifoso. La Bibbia (specialmente l'Antico Testamento) costringe a pensare che Dio non esista. Meglio non essere mai nati quando si è costretti a vivere con domande che non avranno mai risposte circa l'origine dell'universo e il senso della vita, che scientificamente non ha alcun senso. Si è costretti a vivere o da ebeti (non ponendosi alcuna domanda sul mondo e vivendo nel presente e nella banalità del quotidiano) o da disperati.
All'anonimo (ma io so chi è) che ha osservato che il nulla non poteva esistere perché non può essere nemmeno pensato considerando che "l'essere è e il non-essere non è" (Parmenide), per cui l'essere non poteva non esistere, essendo necessario e dunque eterno, rispondo che anche l'eternità dell'essere increato è un pensiero da capogiro. Direbbe Leopardi (L'infinito) che in esso si è destinati a naufragare. La mente scientifica è costretta a trovare sempre la causa di un fenomeno fisico. Ma, come osservava già Aristotele, la catena delle cause e degli effetti non può andare all'infinito. Bisogna arrivare ad una causa ultima. A questo punto è più facile ammettere che la causa ultima sia l'essere stesso inteso come universo, piuttosto che ricorrere ad una causa divina che avrebbe creato l'universo dal nulla perché ciò contrasta con il concetto di causa scientifica (Nulla si crea e nulla si distrugge. Tutto si trasforma. Questo era già il pensiero di Eraclito, ripreso su base scientifiche dal fondatore della chimica moderna Lavoisier).
Nulla di originale (notare il significato relativo di "nulla" che serve a negare l'originalità) espressero dopo i filosofi rispetto a quanto scritto da Platone. Spinoza scrive nell'Etica che ogni ente si definisce come negazione di ciò che non è (omnis determinatio est negatio), e Bergson ne L'evoluzione creatrice considera il nulla come negazione di una aspettativa (come dire: cercavo una certa cosa e ho trovato nulla di ciò che cercavo). Nello stesso senso l'analisi linguistica del termine "nulla" da parte del neopositivista Rudolf Carnap, che, criticando Heidegger, ritenne che il suo uso del termine "nulla" fosse privo di significato linguistico. Ma Carnap non capì il significato profondo del termine "nulla" da parte di Heidegger, che considerò il nulla come anticipazione della morte, con cui per chi muore il mondo si annulla. Da qui lo stato continuo di angoscia dell'esistenza autentica, a cui si sottraggono coloro che vorrebbero con giochi linguistici (a cominciare dallo stesso Platone) esorcizzare il nulla, anche se di fatto Platone lo esorcizzò con la dottrina della reincarnazione e della metempsicosi per sottrarre la coscienza al destino del nulla dopo la morte. Ma questa è solo poesia, non filosofia.
E che ora l'anonima mf mi lasci in pace evitando di replicare inutilmente.
sabato 12 giugno 2010
COME REPERIRE IL MIO LIBRO
Se il Nuovo Testamento pretende di essere, secondo la tesi degli evangelisti, il completamento dell'Antico Testamento, si può concludere che anche gli evangelisti presuppongono delle documentate falsificazioni per darsi una maggiore credibilità. Il cristianesimo si è salvato dalla radice ebraica con il concetto di trinità (desunto dalla triade della filosofia neoplatonica). Tramite la trinità (e perciò il LOGOS greco) il cristianesimo si è fatto traghettatore della razionalità della scienza greca. Il dio ebraico (come poi quello islamico) si caratterizza per la prevalenza della volontà sulla ragione. E' giusto tutto ciò che il dio ebraico-islamico vuole. Così si spiega l'incredibile ordine dato da Jahweh ad Abramo di sacrificargli il figlio Isacco per mettere alla prova la sua obbedienza alla volontà divina. Così si spiegano le sofferenze a cui viene sottoposto Giobbe da Jahweh, sempre per metterlo alla prova. Al contrario, nel cristianesimo, tramite la trinità, il Logos (il Figlio) vincola la volontà del Padre. La ragione precede la sua volontà. Ed è la stessa razionalità che si manifesta nella natura. Siamo agli antipodi grazie all'eredità della filosofia neoplatonica, senza la quale non si può capire la teologia cristiana. Da qui l'interesse della teologia cristiana alla conoscenza scientifica. E' FALSO DUNQUE CHE LE RADICI EUROPEE SIANO GIUDAICO-CRISTIANE, COME PER IGNORANZA O PER MALAFEDE SI SUOL DIRE. Il giudaismo e l'islamismo sono totalmente estranei alla razionalità occidentale. Il testo espone anche un florilegio del Corano per documentare che Allah non è altro che lo stesso sanguinario dio ebraico Jahweh con l'aggiunta del proselitismo (assente nel giudaismo). Il florilegio del Corano raccoglie tutte le terribili frasi che sono di istigazione all'odio contro atei, ebrei e cristiani, sino a propagandare l'omicidio di massa (con pene che prevedono persino l'amputazione delle mani e dei piedi e la crocefissione per coloro che non vogliano convertirsi). Il Corano, che è la radice del terrorismo islamico, è un testo contrario al nostro ordinamento giuridico. Eppure, per motivi di compromesso politico, viene liberamente predicato nelle moschee anche in Occidente.
Nel 1996 (con documento pontificio) la Chiesa cattolica ha accettato l'evoluzione biologica da una comune origine di tutte le forme di vita (pur interpretandola finalisticamente, secondo un disegno divino), mandando in soffitta la favola di Adamo ed Eva. Essa dunque si trova oggi in contraddizione con se stessa nel concepire ancora il diritto naturale come diritto della sola natura umana. Il paradosso conseguente è che oggi ciò che per la legge è reato (il maltrattamento degli animali) per la Chiesa non risulta essere nemmeno peccato di cui sia necessario confessarsi. Pertanto essa è priva di credibilità morale e giuridica, che potrebbe acquisire soltanto se arrivasse ad una rivoluzione mondiale nel campo del diritto ponendo d'accordo l'evoluzione biologica con il diritto naturale, che , essendo comune l'origine di tutte le forme di vita, non può non essere anche il diritto degli animali non umani. Il diritto naturale di uno ha come limite il diritto naturale di un altro all'esistenza, come anche nella catena preda-predatore. Il predatore non uccide per crudeltà ma per il suo diritto naturale alla sua autoconservazione. La zanzara femmina ha il diritto naturale di succhiarmi il sangue, data la sua natura, ma io ho il diritto naturale opposto di difendermi da essa uccidendola, anche se la zanzara non mi succhia il sangue per crudeltà. Solo l'uomo, andando contro la natura, è capace di uccidere per crudeltà, e non per legittima difesa da altre forme di vita. Ma la crudeltà ha cause culturali, non naturali.
Il testo include una analitica demolizione della filosofia contemporanea, fondata sul relativimo dei valori morali, che non esistono in natura. I valori morali sono culturali, non naturali, dipendendo da determinate tradizioni o dal prevalere dei valori dei vincitori. Sulla base della conoscenza scientifica e del diritto naturale (ambedue metaculturali) frana ogni concezione antropocentrica della natura. Solo il diritto naturale così inteso può essere fondamento del rispetto della natura (pur entro i limiti dello stesso diritto naturale, che è diritto all'autoconservazione). Tutti i dissesti ambientali dipendono da una forsennata concezione antropocentrica (e perciò antiscientifica) della natura.
E' l'unico testo che permetta una esauriente lettura critica della Bibbia (radice dell'antropocentrismo) raccogliendo gli studi di esegesi biblica di tutti i maggiori studiosi mondiali della Bibbia, che ne hanno cancellato per sempre la sacralità e la sua pretesa ispirazione divina. Chi non ha letto la Bibbia con il mio testo la potrà conoscere nel suo intero contenuto, con in più la conoscenza della letteratura critica.
Melis Pietro - Scontro tra culture e metacultura scientifica: l'Occidente e il diritto...
Zoom della copertina | Titolo | Scontro tra culture e metacultura scientifica: l'Occidente e il diritto naturale. Nelle sue radici greco-romano-cristiane. Non giudaiche e antislamiche | |||||
| Autore | Melis Pietro | ||||||
| Prezzo | € 30,00 Prezzi in altre valute | ||||||
| Dati | 2006, XCV-706 p. | ||||||
| Editore | Veritas | ||||||
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| Descrizione |
venerdì 11 giugno 2010
RISCRIVERE LA STORIA ANCHE CON I SE PER CAPIRLA
Mussolini commise troppi errori. La guerra d'Etiopia se la poteva risparmiare. L'Italia aveva già la Libia, l'Eritrea e la Somalia. Perché andare ad invadere uno Stato indipendente rappresentato nella Società delle Nazioni? Perché buttare soldi in Etiopia quando avrebbe fatto meglio ad investirli in Italia?Fu una decisione sciagurata, dettata da mania di potenza. "l'Impero Romano è risorto sui colli fatali di Roma". Impero da barzelletta. Perché andare in Spagna ad aiutare Franco? Dopo avere partecipato alla guerra di Spagna e avere sprecato risorse militari in Etiopia l'Italia non era più in grado di affrontare un conflitto contro la Francia e la l'Inghilterra. Perché andare vigliaccamente ad invadere la Grecia e rompere le scatole all'Inghilterra invadendo l'Egitto costringendo la Germania ad intervenire in Grecia e in Africa per salvare gli scalcinati eserciti italiani, che non avevano nemmeno scarpe adatte? Il nazismo fu una disgrazia per il fascismo alleato, e il fascismo fu una disgrazia peggiore per il nazismo, costretto ad aprire dei fronti di guerra di cui avrebbe fatto volentieri a meno, non avendo aspirazioni in Africa e in Grecia. Aveva forse la Grecia dichiarato guerra all'Italia? Poi a causa dell'entrata in guerra dell'Italia la Germania nel 1943 dovette aprire un altro fronte di guerra in Italia, mentre avrebbe potuto impiegare le molte divisioni presenti in Italia per una controffensiva nei confronti dell'Unione Sovietica dopo Stalingrado. Insomma, il fascismo fu una vera e propria disgrazia per il nazismo. Se Hitler fosse stato meno stupido (ma in ciò bisogna riconoscere la lealtà del nazismo) avrebbe abbandonato l'alleanza con il fascismo, che è stato sempre una palla al piede del nazismo. E se Mussolini fosse stato meno stupido non sarebbe entrato in guerra, sapendo che dall'Inghilterra avrebbe avuto, come premio della neutralità, più di quanto avrebbe guadagnato con la guerra (la Corsica,Nizza e la Dalmazia). Ma voleva sedersi al tavolo di pace come vincitore anch'egli per non lasciare solo ad Hitler la vittoria, non prevedendo l'entrata in guerra degli Stati Uniti. Il paradosso della storia è che il Giappone, alleato della Germania, ne provocò la sconfitta andando a bombardare vigliaccamente la flotta americana a Pearl Harbor. Soltanto allora gli Stati Uniti, prima sempre sordi alle suppliche di Churchill, entrarono in guerra. Insomma, la sconfitta della Germania fu dovuta soprattutto ai due suoi scellerati alleati. Questa è la verità.
E' vero che furono la Francia e l'Inghilterra a dichiarare guerra alla Germania. Ma la Polonia aveva un trattato di alleanza con la Francia e l'Inghilterra, che si trovarono costrette, conseguentemente all'invasione della Polonia, a dichiarare guerra alla Germania. E se non vi fosse stato il 25 luglio, con il conseguente 8 settembre, l'Italia quasi certamente avrebbe perso anche l'Alto Adige. La Germania nel 1938 aveva raggiunto la sua massima espansione. Si era presa tutti i territori abitati da tedeschi, compresa buona parte della Cecoslovacchia. Che cosa voleva di più? Voleva dominare su tutta l'Europa. Voleva anche i pozzi del petrolio del Caucaso. Voleva distruggere l'Unione Sovietica. Sarebbe stato un bene distruggere Stalin, ma dal punto di vista del diritto internazionale che diritto aveva? Solo quello della forza. Nel 1943 la guerra era ormai persa.
Quale onore volevano difendere quelli che combatterono nella R.S.I.?L'onore della Germania che si avviava alla sconfitta anche grazie all'alleanza con il fascismo? Si resero conto i difensori del cosiddetto onore che stavano difendendo l'onore della Germania e non dell'Italia, corresponsabile della sconfitta della Germania? Questa fece con Hitler uno sbaglio enorme andando a prelevare dal Gran Sasso Mussolini, che ormai, è storicamente certo, non aveva affatto in progetto di costituire una resistenza con la costituzione della R.S.I. Fu un grave errore di Hitler , dettato dal sentimento e non dalla ragione, perché gli sarebbe convenuto abbandonare il fascismo alla sua fine invece di impegnarsi su un fronte inutile distogliendo varie divisioni dal fronte russo. E che cosa credeva di fare Mussolini scappando verso la Svizzera con la follia di costituire lì un'ultima resistenza? Sapeva che Hitler era ormai finito nel suo rifugio nel bunker, dove si sarebbe suicidato due giorni dopo la morte di Mussolini (28 aprile). Gli sarebbe convenuto consegnarsi subito agli americani, che gli avrebbero risparmiato la vita e sarebbe diventato da accusato accusatore nei confronti di tutti quei rinnegati ex fascisti che divennero comunisti. E invece perse tempo cercando un accordo, tramite il cardinale Schuster, con quegli assassini di partigiani (a incominciare da Pertini, il più fanatico di tutti, uno degli ideatori della proditoria aggressione terroristica di via Rasella,che diede luogo alla rappresaglia delle Fosse Ardeatine).
E non è da escludere che gli americani avrebbero usato Mussolini nel dopo guerra come nuovo capo del governo nel clima di guerra fredda che si era già formato. Avremmo avuto un nuovo Mussolini, repubblicano e socialista (quale fu sempre nell'animo), che avrebbe impedito che i vigliacchi transfughi dal fascismo al comunismo potessero nascondere tutte le loro malefatte e nefandezze e avrebbe svergognato Churchill nel suo doppio gioco (Mussolini portava con sé il famoso carteggio con Churchill, che dava fastidio a quasi tutti, tranne che agli americani). Alle trattative di pace a Parigi non avremmo avuto un'Italia dichiarata sconfitta senza onore perché Mussolini avrebbe avuto delle carte scottanti, che avrebbero permesso di scrivere una storia diversa. Ma sino all'ultimo, scappando verso la Svizzera, commise il suo ultimo di una serie di gravi errori. Si preparò da sé la sua fine.
DUE MALI SI ALLEARONO TRA LORO PER FAR VINCERE UN ALTRO MALE (STALIN)
mercoledì 9 giugno 2010
UN BEL COMMENTO COME QUESTO NON PUO' ESSERE ANONIMO
L'Estetica ha assunto, con il passare del tempo un significato che, nel senso comune, ha a che fare con la contemplazione nei confronti di ciò che i nostri sensi percepiscono come "piacevole". Come docente di Filosofia, posso condividere questa definizione. Ma al di là della teoria filosofica, a mio personale avviso può essere logicamente e moralmente accettabile solo un'Estetica del Bello e del Buono. Platonicamente, esiste solo una Estetica che si fonda sull'identità tra Buono e Bello. Per il grande Platone ciò che è Buono è necessariamente anche Bello e viceversa. Oggi stiamo assistendo ad una costruzione forzata di un'Estetica del Brutto, di un'Estetica della Sofferenza, di un'Estetica del Trasgressivo (ad esempio l'omosessualità esaltata come valore fino all'esasperazione). In breve, stiamo assistendo alla creazione di una Estetica dell'Immorale, di una "Estetica" che ha tentato di scindere completamente il Buono dal Bello. La moralità non può accettare questa scissione. Nessun essere umano potrà mai definire "morale" una azione che non sia allo stesso tempo Bella e Buona.
Ora, la Corrida può essere definita una "bella" manifestazione? QUALSIASI PUNTO DI VISTA NOI ADOTTIAMO PER OSSERVARE il fenomeno della Corrida, non possiamo che giungere alla conclusione che si tratti di una azione collettiva FORTEMENTE IMMORALE e tuttavia LEGALE nei Paesi nei quali viene organizzata. La legalità della Corrida, manifestazione altamente immorale, è una ferita aperta nella nostra anima, nel nostro cuore e nella nostra società europea. Non potrà mai essere definito Bello quello che Bello non è e non potremo mai definire Buona una manifestazione che si fonda sul sadismo e sul Male e che è contraria a qualsiasi principio morale.
A chi apprezza la Corrida definendola come una "bella" tradizione domandate se ha mai letto Platone e se ha mai sentito parlare della sua teoria delle idee. Non c'è niente di più brutto del Male che, nel tentativo di essere accettato, cerca di assumere le sembianze del Bene.
La Corrida, brutta da tutti i punti di vista, a mio avviso in realtà è una demoniaca presenza, che ha profonde radici nel cuore umano di coloro che tentano di difenderla appellandosi all'"amore" della tradizione.
Prof. Melis e amanti degli animali, vedrete che presto Dio darà una risposta ai nostri appelli e alle nostre preghiere contro il Male in ogni sua forma.
lunedì 7 giugno 2010
ORRIDA CORRIDA: UMANITA' RIBUTTANTE
venerdì 4 giugno 2010
LA FOLLIA DELLA TURCHIA IN EUROPA. Il papa un impostore
LA TURCHIA IN EUROPA: UNA FOLLIA
L'ultimo episodio del prete ucciso da un musulmano è l'ennesima conferma che sono tutti pazzi (in Italia a incominciare da Berlusconi) coloro che pensano che la Turchia musulmana possa far parte dell'Unione Europea. Vi sarebbero 70 milioni di musulmani liberi di circolare in Europa. E non si dica che i fanatici che uccidono non rappresentano politicamente la Turchia. Questa ha un governo islamico che nei passaporti impone la dichiarazione di appartenenza ad una religione, in modo che siano subito discriminati in partenza i pochi turchi che non siano dichiaratamente musulmani(2%). Si tenga presente che alle poche migliaia di cristiani è proibito di fare proselitismo e che chi si converta al cristianesimo è passibile, almeno nella concezione popolare, di pena di morte come traditore. Ci si ricordi che è stato sempre reato parlare o scrivere del genocidio degli Armeni avvenuto all'inizio del '900. Ci si ricordi che i Turchi, provenienti dalle steppe dell'Asia, sono stati la causa della fine dell'impero cristiano bizantino (erede dell'impero romano d'Oriente). Essi non sono europei nemmeno per etnia. Sono asiatici invasori dell'Europa, sino a quando nel 1683, arrivati alle porte di Vienna, incominciarono a subire la prima grande sconfitta, che segnò l'inizio della decadenza dell'impero ottomano, dove in rispetto della lingua del Corano, era persino vietato di stampare o importare libri in altra lingua, che avrebbero corrotto il popolo, che pertanto venne tenuto sempre nell'ignoranza. Purtroppo l'invasione turca dell'Anatolia e dei Balcani fu la conseguenza della scissione tra le Chiese cristiane di Roma e di Costantinopoli. Un'unione dell'Europa e dell'impero bizantino avrebbe impedito che si espandesse nel Medioriente e in Turchia l'islamismo. Ma l'impero bizantino fu lasciato solo sin dall'epoca delle crociate, che vide dei miserabili ed opportunisti regnanti d'Europa correre in Palestina, non per aiutare l'impero bizantino, che aveva chiesto l'aiuto europeo per ricacciare gli islamici dai territori bizantini del Medioriente, ma per instaurare in Palestina dei loro feudi personali, impedendo così un'alleanza militare tra Europa e il governo di Costantinopoli. La Turchia nel 1453 spense nell'eccidio l'ultima resistenza di Costantinopoli , nell'indifferenza europea. Si ricordi di ciò la Chiesa cattolica, maggiore responsabile dell'invasione e dell'islamizzazione della Turchia per il suo aver fatto prevalere il suo dogmatismo religioso (della superiorità del papa su tutti cristiani) sull'unità dei cristiani contro l'invasore turco. Si ricordi che per colpa sua proprio la culla storica del cristianesimo, l'attuale Turchia, divenne turca. Si ricordi che nell'antichità cristiana molti padri della Chiesa (come i padri della Cappadocia S. Basilio, S. Gregorio di Nissa e S. Gregorio di Nazianzo) erano abitanti della penisola anatolica, e che molti luoghi di essa (come Efeso) furono centri della predicazione di S. Paolo. La folle disunione religiosa dell'Europa è la causa storica delle conseguenze che ancor oggi stiamo vivendo. La Chiesa cattolica con gli odierni suoi preti uccisi sta pagando il prezzo della sua follia, e la sta facendo pagare purtroppo a tutti.Il papa è un impostore quando dice che "i musulmani sono nostri fratelli". INCREDIBILE. Egli sa benissimo che non possono esserlo. Egli è un antievangelico, perché Gesù disse: "Chi non è con me è contro di me". Ma agli apostoli aggiunse anche: "chi non è contro di noi è per noi". In ogni caso non predicò la violenza contro quelli che non fossero con lui. Il papa per ragioni solo politiche è costretto a mentire. Deve cercare di non peggiorare la vita dei pochi cristiani che vivono come in catacombe nei Paesi islamici. Egli non ha nemmeno il coraggio di replicare chiedendo il diritto alla reciprocità, cioè la libertà per i cristiani di predicare e di fare proselitismo. E' un antievangelico.
Non esiste un Corano moderato. L'ho scritto più di una volta. Il Corano è un testo che alla luce del nostro ordinamento giuridico dovrebbe essere considerato fuori legge perché, come ho documentato in questo stesso blog, è un libro tremendo di istigazione all'odio religioso sino all'omicidio di massa. Non esiste dunque un Islam moderato se non per tutti i politici imbecilli o folli che non tengono conto di ciò. Il cosiddetto fondamentalismo islamico non è affatto una deviazione dal Corano, ma, al contrario, una letterale applicazione di esso. Di un libro scritto da un pazzo analfabeta che si portava dietro uno scriba dettandogli ogni tanto delle frasi sconnesse dicendogli che gliele dettava Allah tramite l'arcangelo Gabriele. Il pensare che esista un'umanità che crede in simili folli è veramente scoraggiante circa il futuro di questa umanità. Io non credo nemmeno nelle favole dei vangeli. Ma almeno questi non predicano l'odio per i non convertiti. Gli animali non umani sono migliori di molta umanità, almeno perché, essendo naturali, e non culturali, non arrivano alla pazzia degli umani che uccidono anche per motivi religiosi.
arrestato il presunto killer: è il suo autista. nel 2006 l'assassinio di don santoro
Turchia, ucciso un vescovo italiano
Il Papa: «Sconcerto e dolore»
Luigi Padovese, vicario apostolico dell'Anatolia, assassinato a coltellate a Iskenderun
arrestato il presunto killer: è il suo autista. nel 2006 l'assassinio di don santoro
Turchia, ucciso un vescovo italiano
Il Papa: «Sconcerto e dolore»
Luigi Padovese, vicario apostolico dell'Anatolia, assassinato a coltellate a Iskenderun
MILANO - Ancora un sacerdote cattolico italiano ucciso in Turchia, a quattro anni dall'omicidio di don Santoro. Monsignor Luigi Padovese, vicario apostolico dell'Anatolia e e presidente della Conferenza episcopale turca, è stato assassinato a coltellate a Iskenderun. L'alto prelato, 63 anni, è stato colpito a morte dall'autista nella sua abitazione. Il killer Murat Altun, è già stato arrestato: era da tempo «sotto cura psicologica», ha spiegato l'ambasciatore italiano in Turchia, Carlo Marsili. «Sapeva che Murat stava male: aveva paura a stare in casa con lui» hanno raccontato i familiari dell'alto prelato, che la scorsa settimana si trovava a Milano. «In base ai primi resoconti, l'omicidio di monsignor Luigi Padovese non ha un movente politico» ha fatto sapere il governatore della provincia turca di Hatay, Mehmet Celalettin Lekesiz. Monsignor Luigi Padovese
«FATTO ORRIBILE» - Padovese era stato nominato vicario dell'Anatolia l'11 ottobre 2004 e consacrato a Iskenderun il 7 novembre dello stesso anno. La Santa Sede ha parlato di «fatto orribile». «Siamo costernati» ha detto padre Federico Lombardi, portavoce del Vaticano. Lombardi ha riferito che il Papa «è stato informato» dell'assassinio di Padovese e ha espresso «grandissimo sconcerto e dolore». «Cio che è accaduto - ha aggiunto il portavoce della Santa Sede - è terribile, pensando anche ad altri fatti di sangue in Turchia, come l'omicidio alcuni anni fa di don Santoro». «Preghiamo - ha aggiunto - perché il Signore lo ricompensi del suo grande servizio per la Chiesa e perchè i cristiani non si scoraggino e, seguendo la sua testimonianza così forte, continuino a professare la loro fede nella regione». «Mentre deploriamo il barbaro assassinio - scrivono i vertici della Cei, monsignor Angelo Bagnasco e monsignor Mariano Crociata - ci uniamo al dolore dei fedeli si codesta chiesa che ancora una volta viene provata così duramente ed esprimiamo la più sentita vicinanza e solidarietà nostra e dell’intero episcopato italiano».
IN PARTENZE PER CIPRO PER ACCOGLIERE IL PAPA - Padovese avrebbe dovuto partecipare, da venerdì, alla visita del Papa a Cipro (visita che non subirà, fanno sapere dal Vaticano, alcun cambiamento): il vicario apostolico in Anatolia avrebbe dovuto ricevere da Benedetto XVI, insieme agli altri responsabili e patriarchi cattolici della regione, il documento preparatorio del prossimo Sinodo sul Medio Oriente, in cui si parla anche delle violenze contro i cristiani.
IL PROFILO - Religioso cappuccino, monsignor Padovese era nato a Milano il 31 marzo del 1947. Il 16 giugno del 1973 fu ordinato sacerdote. È stato professore titolare della cattedra di Patristica alla Pontificia Università dell'Antonianum e per sedici anni direttore dell'Istituto di Spiritualità nella medesima università. Ha ricoperto una cattedra anche alla Pontificia Università Gregoriana e alla Pontificia Accademia Alfonsiana. Per 10 anni è stato poi visitatore del Collegio Orientale di Roma per la Congregazione delle Chiese Orientali. Consulente della Congregazione per le Cause dei Santi. L'11 ottobre 2004 la nomina a vicario apostolico dell'Anatolia e a vescovo titolare di Monteverde. È stato consacrato a Iskenderun il 7 novembre dello stesso anno. Nel 2006 Padovese ha celebrato i funerali di don Andrea Santoro, ucciso nel 2006 a Trebisonda.
Redazione online
03 giugno 2010© RIPRODUZIONE RISERVATA
giovedì 3 giugno 2010
GLI ARROGANTI PADRONI DELLA GIUSTIZIA
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martedì 1 giugno 2010
DI FRONTE A TANTO ORRIDO SOLO LA PENA DI MORTE
31/5/2010 (10:56) - TRAGEDIA FAMILIARE
e lo butta nella spazzatura
| In tutto la polizia scientifica ha repertato cinque pezzi di cadavere |
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a causa di una lite per la partita
L'allarme dai vicini per la puzza
che veniva da un bidone in garage
È stata la puzza terribile che proveniva dal garage a insospettire i vicini di casa della famiglia Zorzi spingendoli a chiamare la Polizia, anche alla luce del fatto che da qualche giorno da quella casa, dove le liti erano all’ordine del giorno, veniva solo uno strano silenzio. C’è voluto poco affinchè gli uomini delle forze dell’ordine si accorgerssero che nel bidone del rifiuto umido, da cui alcuni vicini esasperati dall’odoraccio avevano intanto estratto dei resti non identificabili come umani, vi erano parti di un corpo umano.
In tutto la scientifica ha repertato cinque pezzi di cadavere: in parte con ancora addosso degli indumenti. Verificato, anche sulla base della confessione di Piergiorgio Zorzi, che si trattava del cadavere smembrato del padre, l’attenzione degli inquirenti è volta a ricostruire l’ambiente familiare in cui la tragedia è maturata, il motivo che ha spinto un giovane di 21 anni a compiere, impugnando una sega, lo smembramento del corpo del padre dopo averlo ucciso.
Secondo i vicini del palazzone della zona di San Massimo, periferia veronese, le liti erano normale routine in quella casa dove il padre non riusciva a rassegnarsi al fatto che il figlio avesse problemi di dipendenze, per cui era stato in comunità, e che fosse senza una occupazione fissa. A peggiorare la situazione di disagio familiare la grave malattia di cui soffriva la madre del giovane, Angela Zorzi affetta da sclerosi multipla. Un delitto quindi maturato in ambito di degrado in un periodo in cui padre e figlio erano rimasti soli in casa dato che la moglie si sarebbe allontanata qualche giorno per far visita alla madre.
Una ricostruzione fredda è quella che Piergiorgio Zorzi ha fatto agli inquirenti dell’omicidio del padre Giorgio. L’ira del 21enne si è scatenata lo scorso 22 maggio: in tv la partita con l’Inter che si aggiudicava una storica tripletta nella stanza accanto un genitore che chiedeva un volume più consono all’ora serale.
Per tutta risposta il figlio della vittima ha reagito prima con due pugni al volto, violentissimi, e poi menando fendenti al padre. Secondo quanto confessato, il giovane avrebbe prima tentato di sgozzare il padre con un primo coltello ma poi, dato che l’arma si sarebbe rivelata insufficiente, allora ecco comparire sulla scena del delitto un coltellaccio da cucina che prima è stato usato per portare un fendente alla gola e poi al fianco.
Sanguinante ed ancora vivo l’uomo colpito dal figlio si è trascinato fino al telefono della stanza da letto. È li che improvvisamente è ricomparso il figlio che ha atteso che il genitore, oramai senza forze, perisse tra atroci sofferenze. Con il cadavere del padre nella stanza accanto il giovane ha raccontato di essere andato a dormire e, il giorno seguente, di aver architettato come sbarazzarsi del corpo.
Un primo tentativo sarebbe stato fatto con il bidone dell’immondizia dove si ripongono ramaglie e sterpi ma il corpo, troppo grande, non passava e perciò ecco nascere l’idea di tagliare gli arti, nello specifico le gambe, usando un seghetto. Completata l’opera i resti sono stati infilati, avvolti in teli, nel bidone. Con discrezione poi il ragazzo ha trascinato il tutto in garage. Dopo nove giorni di decomposizione il puzzo nauseabondo sprigionati dai poveri resti dell’uomo, ha messo in allarme il vicinato portando la Polizia di Verona ad intervenire.