venerdì 30 marzo 2012

LA CHIESA DEL SILENZIO: ODIO IL NATALE E LA PASQUA FESTE DI SANGUE CON STRAGE DI AGNELLI

"La Chiesa inviti i fedeli a rinunciare al sacrificio degli agnelli"

L'appello in una lettera
di Manuela Repetti
e dell'ex ministro Bondi

MANUELA REPETTI E SANDRO BONDI
roma

Caro direttore, approssimandosi la Pasqua, e predisponendoci come credenti a celebrarla nell’ambito della nostra comunità, sentiamo prorompente il bisogno di esternare pubblicamente, sempre con rispetto, una richiesta alla Chiesa.

La festività pasquale rappresenta, per la fede cristiana, la speranza della resurrezione dopo la morte terrena. Di più ancora, il sacrificio della propria vita, della vita di Gesù, per riscattare l’umanità dal peccato originale. Questa testimonianza d’amore, la partecipazione divina all’umano dolore degli uomini, costituisce la promessa, grazie alla fede, di una vita ultraterrena.

Il simbolo del sacrificio dell’agnello nella tradizione pasquale ha una storia antica: dall’ebraismo fino al cristianesimo.
Si tratta, in effetti, soltanto di un simbolo che non fa certamente parte del corpo dottrinario irrinunciabile del cristianesimo, che si riassume, come ci ricorda la Pasqua, nel principio fondamentale dell'amore di Cristo per gli uomini.
In fondo, l’agnello rappresenta al tempo stesso il simbolo dell’estrema tenerezza, dell’infinita dolcezza e dell’assoluta innocenza.

Proprio per questo, il rito del sacrifico dell’agnello che ogni anno si celebra in occasione della Pasqua cristiana, e che si traduce nell’uccisione di migliaia e migliaia di agnelli davvero innocenti e incolpevoli al fine di allietare le nostre tavole imbandite, è diventato un inutile e orribile massacro.
Per questo confidiamo che la Chiesa abbia il coraggio di invitare i propri fedeli a evitare il sacrificio degli agnelli per celebrare la Santa Pasqua.

Perché l’amore di Dio non si festeggia attraverso la morte, di qualunque essere vivente si tratti.
Il valore di una fede autentica, profondamente spirituale e rispettosa di tutto il creato, ne sarebbe accresciuto, e la Chiesa tutta ne sarebbe avvantaggiata da una prova di grande umanità.

E ORA GUARDATE QUESTA IMMAGINE. MALEDETTI COLORO CHE SONO PRIVI DI COSCIENZA. LA LORO VITA VALE MENO DI QUELLA DI UN ANIMALE NON UMANO

Posted in Category: Cibo e tradizione

Agnellino disperato, già marchiato per essere venduto come “Abbacchio Pasquale”, che tenta di scavalcare la recinzione e tornare dalla sua mamma.

Come si fa consapevolmente a mangiare un agnellino solo perché qualcuno ti dice che è tradizione?

No comment!

:(


Tratto da: Cibo E Tradizione | AutodifesAlimentare.it http://www.autodifesalimentare.it/blog/category/cibo-e-tradizione#ixzz1qcUujCoN
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Articolo di Sussanna Tamaro (dal sito La coscienza degli animali)

la storia

Il pianto degli agnelli e il dolore del mondo

la storia

Il pianto degli agnelli e il dolore del mondo

La Pasqua si avvicina. Gli scaffali dei supermercati sono un trionfo di uova di cioccolata di ogni dimensione, di colombe con tutte le possibili varianti — con uvetta, senza uvetta, ricoperte di cioccolata, con lo zabaione — per accontentare i gusti più stravaganti. Da qualche anno poi, alle più tradizionali colombe, si sono affiancati dolci a forma di campane e di agnelli, anche questi in svariate versioni. Per chi vive in campagna, e ha lo sguardo abituato ad osservare ciò che succede nella realtà circostante, la Pasqua è quel momento in cui le gemme sui rami iniziano a ingrossarsi e i peschi e gli albicocchi, spesso temerariamente, schiudono i loro fiori. Le prime lucertole si svegliano e il loro fruscio si sente in prossimità dei muretti mentre le uova dei rospi, avvolte a migliaia da una lunga collana gelatinosa, ondeggiano tra le piante dei laghetti. Nel sottobosco spuntano le primule, le violette, i crochi, le pervinche e il mesto pigolio invernale degli uccelli si trasforma nella grande sinfonia che prelude al corteggiamento.

Il periodo che precede la Pasqua è il periodo in cui la vita si muove nuovamente verso la sua pienezza e, con questa sua forza oggi così poco compresa, spinge anche noi a rinnovarci, ad abbracciare con una nuova visione lo scorrere incerto della vita. Anche molti animali partecipano a questo rinnovamento. La maggior parte dei capretti e degli agnelli nascono con la luna piena di febbraio e, dopo i primi giorni di timidezza trascorsi zampettando dietro l'ombra rassicurante della madre, si lanciano in corse scatenate con i coetanei del gregge. Chi non ha mai visto gli agnellini giocare, non avrà mai un'immagine chiara della gioia che può pervadere la vita. Si inseguono in gruppi, sterzano, cambiano direzione, saltellano sulle zampe anteriori e posteriori, se c'è un punto più alto nel pascolo, una roccia, un tronco abbattuto, un fontanile, fanno a gara a saltarvi sopra e questo per loro è il massimo divertimento, e poi di nuovo riprendono a rincorrersi, ogni tanto si affrontano e si caricano a testate, simulando l'età adulta. Poi le madri li richiamano, e allora è tutto un correre, un raggiungere con misteriosa abilità, tra la folla del gregge, la propria genitrice, uno spingere con testa, un vibrare di codine soddisfatte. Sul pascolo scende allora il tenero silenzio della poppata. Ma poi un giorno, poco prima della Pasqua, mentre gli agnellini pan di spagna sorridono invitanti sui banchi dei supermercati, nelle campagne arrivano i furgoni e caricano i piccoli delle pecore e delle capre. La gioia se ne va dai pascoli e subentrano gli strazianti belati delle madri che per tre giorni corrono incredule da un lato all'altro chiamando a gran voce le loro creature con le mammelle gonfie di latte. Poi, dopo tanta agitazione, sulle campagne scende il silenzio e i pascoli tornano ad essere delle distese brulle in cui i corvi zampettano tra le madri svuotate dal dolore. Intanto gli agnellini, avvolti nel cellophan, sono arrivati nei banconi dei supermercati: interi, a pezzi, o solo la testa, che pare sia una prelibatezza. Non posso non sussultare quando vedo, schiacciati dalla pellicola, quegli occhi opachi e quei dentini che già strappavano la prima erba.

«L'agnello» (1913) del pittore tedesco Franz Marc (1880-1916) considerato uno dei padri fondatori del movimento «Der Blue Reiter»
«L'agnello» (1913) del pittore tedesco Franz Marc (1880-1916) considerato uno dei padri fondatori del movimento «Der Blue Reiter»
L'altro giorno mi ha chiamato un'amica che lavora vicino al mattatoio. «Mi sono messa i tappi, ma non serve a niente. Vengono scaricati ogni giorno, a centinaia, e urlano con voci da bambini, disperate, rauche, in preda al terrore, ma, a parte me, nessuno sembra farci caso. In fondo ogni anno è così. È la vita, è la tradizione, è Pasqua e questo è il rumore della Pasqua». Già, perché la Pasqua è soprattutto un pranzo tradizionale, una mangiata di quelle che si fanno di rado, con l'abbacchio trionfante in mezzo alla tavola, un abbacchio ridotto a prelibatezza culinaria, a segno di una cultura gastronomica mai tradita, spogliato da ogni valenza che superi il tratto gastrointestinale. Ma in quei belati, in quelle urla, in quella vita che è pura innocenza, non è forse celata la domanda più profonda sul senso dell'esistere? Perché la morte irrompe e devasta, senza guardare in faccia nessuno. Nella nostra società così asettica e così impregnata di onnipotenza, lo dimentichiamo un po' troppo spesso, ma dimenticare l'ingombrante presenza della morte vuol dire abdicare, fin da principio, al senso della vita. Quando la morte scende su uno dei miei animali, gli altri fanno dei lunghi giri per non avvicinarsi al corpo, per non guardarlo e, per qualche giorno, il loro comportamento cambia, diventa stranamente assente, come se qualcosa, al loro interno, all'improvviso avesse cominciato a vibrare in modo diverso. La contemplazione della morte non può non provocare un profondo senso di timore, timore per quell'occhio brillante che improvvisamente diventa opaco, per quel vivo tepore che si trasforma in fredda rigidità. È per questa ragione che tutte le culture dell'uomo hanno sviluppato dei rituali di macellazione per rendere questo passaggio meno temibile — temibile per l'animale, ma temibile soprattutto per noi, temibile per la potenza evocativa racchiusa nel sangue che scorre.

Ma in una società come la nostra, totalmente profana, in cui nulla è più sacro e gli unici timori concessi sono legati alla materia, la catena di morte del macello non è che una realtà tra le altre. Le urla degli agnelli sono un rumore di fondo, uno dei mille rumori che frastornano i nostri giorni. E forse non sapere ascoltare questo lamento è il non saper ascoltare tutti i lamenti — i lamenti delle vittime delle guerre, dei malati, dei bambini torturati, uccisi, delle persone seviziate, abbandonate, dei perseguitati, di tutte quelle voci che invano gridano verso il cielo. È anche il non saper ascoltare il nostro lamento, di persone sazie, annoiate, risentite, incapaci di vedere altro orizzonte oltre quello del nostro minuscolo ego, incapaci di interrogarci, di affrontare le grandi domande e di accettare il timore che, da esse, inevitabilmente deriva. Sdraiati sul comodo divano della teodicea, continuiamo a ripetere che Dio non può esistere perché permette il male degli innocenti e questo assunto ci placa, ci quieta, ci mette dalla parte della ragione, proteggendoci dall'insonnia delle notti e dall'angoscia straziante del dolore del mondo. Quanti orrori — e quanti errori — derivano da quest'immagine di Dio onnipotente, da quest'idea di un Dio con la barba, seduto su una nuvola, parente stretto di Zeus, con i fulmini in mano, pronto a scagliarli sugli empi della terra. L'onnipotenza di questa società ipertecnologica, non deriva forse proprio da questo? Dio non è onnipotente, come ci aveva promesso, e dunque diventa nostro compito assumerci l'onnipotenza, raddrizzare le cose storte in cose dritte, creare il paradiso in terra, un paradiso in cui la giustizia finalmente trionfa, grazie alle nostre leggi. Il paradiso in terra però, come già abbondantemente ci hanno mostrato le tragedie del Novecento, ben presto si trasforma nel suo opposto perché, quando l'uomo crede di agire unicamente secondo i principi assoluti della ragione, sta già srotolando un reticolato e prepara potenti luci al neon per illuminare ogni angolo della prigione.

Forse il pianto delle migliaia di agnelli immolati per routine consumistica in questi giorni non è che il pianto di tutti i milioni di vite innocenti che ogni giorno in modi diversi, da che mondo è mondo, vengono stritolate dal male. E quel pianto che si alza verso il cielo senza ottenere risposta, ci suggerisce forse che il passaggio, la vera liberazione — la vera Pasqua — è proprio questa. Sapere che Dio non è onnipotente, ma, come Agnello, condivide la stessa nostra disperata fragilità. E solo su quest'idea — sull'idea che condividiamo la fragilità, che le tue lacrime sono le mie e le Sue sono le nostre — si può immaginare un mondo che non scricchioli più sotto il delirio dell'onnipotenza ma che si incammini nella costruzione di una vera umanità.

Susanna Tamaro
28 marzo 2010



domenica 25 marzo 2012

sabato 24 marzo 2012

REGOLA AUREA PER L'ART.18

Si va disputando da troppo tempo su questo articolo a causa della fumosa espressione "per ragioni economiche". Che significano le ragioni economiche? Possono significare cose diverse. E allora poniamoci delle domande. La proprietà privata non discende da un diritto naturale, che nella tradizione giusnaturalistica sarebbe il diritto del primo occupante. La proprietà privata può esistere solo in quanto esistano delle leggi che la tutelino. Dunque nessuno può ritenersi in diritto di fare della sua proprietà ciò che vuole. Ciò premesso domandiamoci. Le ragioni economiche quali sono? Quelle del maggiore profitto? Allora la proprietà privata diventa un mezzo per andare contro l'interesse della collettività che deve essere tutelato dallo Stato. Se invece le ragioni economiche sono quelle derivanti da un bilancio passivo dell'azienda, che soltanto riducendo il personale può salvarsi salvando anche gli altri posti di lavoro il discorso è diverso. Purtroppo le ragioni economiche di questo governo delle banche, che con la BCE finanzia le banche private con l'interesse ridicolo dell'1% (mentre le banche poi prestano soldi a tassi che raggiungono e superano il 7%), sono le ragioni del maggiore profitto. Si vuole che per ragioni di maggiore profitto si possa licenziare. Con il risultato che aumenterà la disoccuppazione e diminuiranno i consumi. Pertanto le aziende non si accorgono di andare contro i loro stessi interessi. Se diminuiscono i consumi diminuiranno le vendite e le aziende soffriranno di una crisi di sovraproduzione. L'aveva già anticipato Marx. E allora che deve fare lo Stato con l'art.18? Deve impedire che le ragioni economiche siano quelle del maggiore profitto. La questione è molto semplice. Basta introdurre la regola aurea che dica nessuna azienda può licenziare se i suoi conti non sono in passivo. Ma per questo bisogna esaminare attentamente i suoi bilanci perché non siano truccati. Se il bilancio è in attivo deve essere impedito per legge il licenziamento. Se è in passivo e si dimostra che soltanto riducendo il personale l'azienda può salvarsi e non chiudere allora soltanto possono valere le ragioni economiche. E' charo allora che l'azienda da quel momento non può sostituire i licenziati (magari quelli che per anzianità costano troppo) con altri che siano giovani assunti come precari per risparmiare. Se ciò avvenisse l'azienda tramite il giudice del lavoro dovrebbe essere obbligata a rispettare il reintegro dei licenziati. Troppo comodo usare le ragioni economiche per sostituire il lavoro a tempo indeterminato con il lavoro del precariato. Questa azienda sarebbe gestita da disonesti che rovinano non soltanto l'azienda ma anche la società, che deve considerarli nemici. Se il licenzamento è giustificato lo Stato deve intervenire sostituendosi per un determinato periodo di tempo all'azienda con una cassa integrazione che non sia molto lontana dall'ultimo stipendio. Inoltre lo Stato deve combattere la dislocazione delle fabbriche all'estero (in Asia o nei Paesi europei dove minore è il costo della mano d'opera) ponendo dei dazi sulla merce che le aziende introducono in Italia dopo essersi dislocate all'estero. Cesserebbe la furbizia dell'andare a cercare mano d'opera a basso costo all'estero. Al contrario, lo Stato dovrebbe diminuire le tasse a tutte le aziende che producano in Italia perché questo sarebbe il migliore mezzo per aumentare l'occupazione in Italia con maggior introito di tasse nella quantità maggiore di occupati che compenserebbe la diminuzione delle tasse. Ma pare che, al contrario di quanto scrisse Cartesio all'inizio del Discorso sul metodo, il buon senso (bon sens) sia la cosa peggio distribuita nel mondo, e tanto meno se ne può trovare nei governi italiani, dei professori e dei non professori.

sabato 17 marzo 2012

COME COMBATTERE LA FAME NEL MONDO.

Ho lasciato questo commento nel blog di Odifreddi (il non senso della vita) compreso nel quotidiano La Repubblica. La questione verte sugli OGM, a cui Odifreddi, con la sua solita ironia o sarcasmo si dichiara favorevole.

La fame nel mondo può sparire facendo diminuire in fretta la popolazione umana. A me dovrebbero dare una medaglia al valore civile per non avere voluto figli. Come a tutti quelli che non ne hanno voluto. Il più grande biologo sperimentale del XX secolo Theodosius Dobzhanski scrisse (L'evoluzione della specie umana) che l'imbecillità umana è destinata ad aumentare perché normalmente sono gli imbecilli che fanno più figli. La cosa più giusta che ho fatto nella mia vita (nel 1976) fu di avere convinto una partner ad abortire. Non fu mia la colpa ma sua perché insistette in un giorno pericoloso. Si spaccò il preservativo. Una delle due: se non esiste l'anima immortale a quell'embrione non ho tolto alcunché e gli ho evitato l'esperienza della morte. Se esiste l'anima immortale sin dal concepimento (come dice il papa) ho spedito in paradiso un'anima beata senza fargli correre il rischio del purgatorio o, peggio, dell'inferno. Infatti Giovanni Paolo II (Evangelium vitae) disse alle donne che avevano abortito che "i loro mancati figli erano stati accolti nella gloria di Dio". Se ne ricava che l'aborto è una fabbrica di anime beate. E allora perché condannarlo? Boh!
La migliore soluzione sarebbe portare l'umanità all'estinzione. Esiste un Movimento per l'estinzione volontaria dell'umanità (Vhemt) evitando di fare figli. La vita su questo pianeta finirà. Tra quanto non si sa. Ma finirà. L'energia solare è destinata ad esaurirsi. E non rimarrà traccia di ricordo su altri pianeti di altri sistemi solari (ammesso che esistano altri pianeti con vita intelligente simile se non superiore a quella umana). E allora, che finisca oggi o tra qualche milione di anni che differenza fa? NICHILISTA? No. Realista. Solo per gli animali non umani la vita ha un senso perché non si pongono la domanda "che senso ha la vita?". Siamo tutti in lista di attesa. Prepariamoci ad avviarci verso il check in per fare il biglietto per l'ultimo viaggio. Verso il nulla o verso "la terra inesplorata dalla cui frontiera nessun viaggiatore fa ritorno" ? (Shakespeare, Amleto, atto III, monologo). Non si sa.

giovedì 15 marzo 2012

CASSAZIONE: SENTENZA FUMOSA A FAVORE DEI CULATONI CHE VOGLIONO TOGLIERE AI NORMALI ANCHE IL DIRITTO DI PROVARE SCHIFO IN PUBBLICO

Questo è il commento che non mi è stato pubblicato sul Corriere della sera e su La Repubblica. In Italia non vi è libertà di pensiero e di stampa. Si è vittime delle lobbies, compresa quella di pederasti e lesbiche.
Se non ho inteso male la Cassazione vorrebbe modificare la Costituzione (art.29) dove si dice che la famiglia è una società NATURALE fondata sul matrimonio. Dunque dovrebbe modificarsi la Costituzione abolendo la distinzione naturale tra il culo e la vagina dichiarando che è naturale l'inculamento e su di esso fondare anche il diritto alla pensione di reversibilità, che è l'unica cosa a cui tendono pederasti e lesbiche, bastando per tutto il resto il Codice Civile. Cassazione a favore dei culatoni. E poi non ci si meravigli che l'islamismo prenda piede in un Occidente ormai corrotto dalla cultura del relativismo. Qui non si vuole perseguitare gli omosessuali (che in privato possono fare tutte le schifezze che vogliono). Si vuole invece avere il diritto di ritenerli disonesti prima che schifosi. Infatti hanno inventato essi il termine "omofobia" per perseguitare i normali con la pretesa che questi siano privati anche del diritto di provare almeno schifo per essi e di dire che sono anormali. Io pongo la domanda: è più volgare dire che i pederasti si inculano o non è più volgare il fatto che essi si inculino? Si sentono offesi se si dice chiaramente in che cosa consista il loro asserito diritto all'affettività. Ma allora debbono ammettere che si tratta di una affettività schifosa se si sentono offesi da chi dica in che cosa si realizzi la loro affettività. Io avrei voluto domandare in pubblico al tanto forbito nell'eloquio Nichi Vendola: scusi, lei preferisce inculare il suo compagno o farsi inculare? Vi immaginate la reazione di questo individuo? Mi direbbe che sono volgare e sarebbe capace di querelarmi per offese in pubblico. Eppure non dovrebbe farlo riconoscendo che in ciò consiste la sua affettività.
Omosessuali si nasce, non si diventa. Purtroppo la natura nella sua evoluzione biologica ha conservato nel DNA degli errori che possono trasmettersi sin dalla nascita. E' stato scientificamente dimostrato che l'omosessualità deriva da errori di trascrizione del DNA nell'RNA e da disfunzioni ormonali (come si può leggere nel libro del biologo francese Jean Didier-Vincent intitolato Che cos'è l'uomo (Garzanti). Gli omosessuali sono errori incolpevoli della natura. Ma proprio per questo non possono pretendere di essere considerati normali. Ciò che dà fastidio è la loro pretesa di non esserlo con le loro pagliacciate pubbliche.
La natura ci ha dato il culo per defecare, e invece questi disonesti sono anche imbecilli e sconsiderati perché lo usano anche per altro trasmettendosi delle malattie, specialmente delle vie urinarie, con rapporti contro natura, ponendo il membro a contatto con i batteri che prolificano nelle feci, e con il pericolo di trasmettere ai normali per contagio aereo i batteri di cui sono infestati i loro corpi. Ma di tutto ciò si tace per l'asserito diritto al rispetto della diversità.
Riporto un articolo del Corriere della sera con i commenti.Quasi tutti favorevoli a tale sentenza.Indici del decadimento culturale che ha perso completamente la bussola della distinzione naturale tra normale e anormale. Dante ebbe il coraggio di porre nel cerchio infernale dei sodomiti il suo maestro Brunetto Latini.
Vi è un'altra recente sentenza aberrante della Cassazione là dove arbitrariamente stabilisce (in relazione ad uno stupro avvenuto ad opera di ventenni) che trattandosi di stupro di gruppo la pena deve essere quella degli arresti domiciliari. Come dire che la colpa, invece di essere moltiplicata per il numero degli stupratori, deve essere divisa per il numero di essi. La Cassazione ha sostituito la moltiplicazione con la divisione (il suo contrario) rendendo meno grave lo stupro di gruppo . Roba da matti.


Cassazione, le coppie gay hanno pari diritti

«Con questa legislazione matrimonio omosessuale impossibile
ma vale il diritto a trattamenti analoghi ai coniugati»

MARRAZZO: «ora Il Parlamento e il Governo sono chiamati a dare una risposta»

Cassazione, le coppie gay hanno pari diritti

«Con questa legislazione matrimonio omosessuale impossibile
ma vale il diritto a trattamenti analoghi ai coniugati»

MILANO - In Italia non può essere riconosciuto un matrimonio omosessuale regolarmente registrato in un paese estero ma allo stesso tempo la coppia ha il diritto legale a ricevere un «trattamento omogeneo a quello assicurato dalla legge alla coppia coniugata». Lo afferma la Cassazione, in una sentenza depositata giovedì che è destinata a far discutere.

L'ATTUALE LEGISLAZIONE - La Suprema Corte, infatti, evidenzia come non sia possibile, con l'attuale legislazione, «far valere il diritto a contrarre matrimonio, né il diritto alla trascrizione del matrimonio celebrato all'estero». Ma nel testo della sentenza 4184 si legge anche che questa «intrascrivibilità delle unioni omossessuali dipende non più dalla loro 'inesistenza', e neppure dalla loro invalidità, ma dalla loro inidoneità a produrre quali atti di matrimonio, appunto, qualsiasi effetto giuridico nell'ordinamento italiano». Ciò non toglie, però, che le coppie gay, come i coniugi, abbiano lo stesso diritto a una «vita familiare» e a esigere e a farli valere quanto gli altri.

IL CASO - Il caso in esame era quello di due uomini che, nel 2002, si sono sposati all'Aia, in Olanda, e hanno poi chiesto la trascrizione del certificato di nozze, come atto pubblico, al comune dove risiedono, quello di Latina. Al rifiuto dell'ente di riconoscere questo certificato, e quindi il matrimonio, la coppia ha fatto ricorso sia in Tribunale che alla Corte d'Appello di Roma. I due ricorsi sono stati respinti, e da lì è partita la nuova istanza per la Cassazione, dove la Prima Sezione Civile motiva la sua decisione - che è comunque di rigetto del ricorso - in circa 80 pagine.

LE ASSOCIAZIONI ESULTANO - Il riconoscimento formale di una coppia omosessuale è comunque avvenuto. E le associazioni festeggiano: «La sentenza della Cassazione è importantissima: fa una fotografia della realtà delle coppie lesbiche e gay, stabilendo che anche per le coppie gay devono valere gli stessi diritti assicurati dalla legge a qualsiasi coppia eterosessuale. Il Parlamento e il Governo sono chiamati a dare una risposta», commenta il portavoce del Gay Center Fabrizio Marrazzo.

IL PARLAMENTO EUROPEO - Martedì scorso il Parlamento europeo, nel rapporto sulla parità dei diritti uomo-donna, si era espresso contro quei governi che mettono «in atto definizioni restrittive della definizione di 'famiglia' allo scopo di negare la protezione legale alle coppie dello stesso sesso e ai loro bambini». Il rapporto era stato approvato dall'assemblea di Strasburgo con 361 sì, 268 no e 70 astenuti.

Redazione Online15 marzo 2012 | 18:35

Puddu
15.03|19:09 Puddu1985

qualcuno è in grado di spiegarmi, invece quale sia la funzione sociale di impedire ad una coppia omosessuale di essere felice? ad una coppia eterosessuale cosa cambia se una coppia omosessuale gode dei suoi stessi diritti?? e poi tirare in ballo l'etnoantropologia (sapete almeno cosa significa?) per far capire quanto si è razzisti ed omofobi è davvero il colmo. di società basate sulla famiglia omosessuale non ce ne sono, è vero, ma il fenomeno dell'omosessualità è stato osservato anche negli animali, dunque è una cosa normalissima...oppure vogliamo impedire anche agli animali di fare quello che Madre Natura, o Dio per altri, ha deciso per loro???aprite un po' i vostri orizzonti e non cercate di negare la felicità agli altri imponendo il vostro punto di vista solo perché a voi non sta bene!!!!vergogna!!!

Un passettino per volta ....
15.03|19:09 Noloskoni

Così come ai negri non era consentito salire sugli autobus dei bianchi, così alle coppie gay oggi non è consentito "salire" sul matrimonio riservato agli eterosessuali. Infatti,così come gli autobus erano stati costruiti dai bianchi per i bianchi, allo stesso modo il matrimonio è stato costruito dagli etero per gli etero. La cosa che più spaventa è che coloro che la pensano inquesto modo, e che si oppongono al matrimonio per le persone nate omosessuali, non si ritengono "razzisti". Ma anche quelli che non volevano che i negri salissero sugli autobus dei bianchi non si reputavano affatto "razzisti". Questo è il brutto della faccenda: non essere nemmeno consapevoli di quello che si è.

@ schiacciarayban
15.03|19:09 straker09

Schiacciarayban, alle 18:35, scrive: “Come crescerà avendo due papà o due mamme? Quanto meno avrà mille problemi a scuola con bambini con una famiglia normale.” Ma niente affatto. Riporto da un opuscolo distribuito qualche tempo fa dell'A.P.A., American Psychological Association su questo argomento: "Studi comparativi tra gruppi di bambini cresciuti da genitori omosessuali ed eterosessuali non riscontrano differenze di sviluppo tra i due gruppi in quattro aree primarie: intelligenza, adattamento psicologico, adattamento sociale, e popolarità con gli amici. È anche importante capire che l'orientamento sessuale dei genitori non condiziona quello dei loro figli.”

Perchè le donne in menopausa e le persone di 80, 90, 100 anni si possono sposare e le coppie dello stesso sesso no?
15.03|19:07 Lettore_2219040

Questa domanda è rivolta a chi parla di funzione sociale o procreazione del matrimonio.

@supermalex
15.03|19:05 doppiomisto

Mi spieghi lei piuttosto la funzione sociale di una coppia eterosessuale di ottantenni che decide di contrarre matrimonio civile e di godere appieno di tutti i diritti che ciò comporta?

I capricci restano capricci
15.03|19:02 Lettore_2194138

L'istitito matrominiale, ha come la stessa parola evidenzia, a suo fondamento la tutela della maternità, la funzione cioè di assicurare alla madre ed al nascituro il sostegno stabile dell'uomo che unendosi alla donna la porta a concepire. E' una assunzione di responsabilità nei confronti di potenziali soggetti bisognosi di tutto. A loro volta i concepiti non sono degli oggetti ma dei soggetti. Si può desisderare un figlio ma volerlo può significare ridurlo a cosa. La legittimazione delle proprie pulsioni sessuali e delle proprie tendenze affettive risiede nella cosciemza dell'uomo libero non nel sigillo di una legge statuale. Giovanni Domenella

Qualcuno...
15.03|18:58 supremalex

..è in grado di spiegarmi qual'è la funzione sociale di una coppia omosessuale? e per quale motivo questa dovrebbe godere dei medesimi diritti di una coppia eterosessuale? La cosa mi incuriosisce dato si che non si ha memoria ne traccia nell' etnoantropologia di una valenza sociale della coppia omosessuale ne si conoscono società basate sulla famiglia omosessule.

Ma scherziamo?
15.03|18:57 Lettore_781375

Si è consumata l'ennesima burla ai danni della sovranità nazionale ad opera dei giudici. La maggior parte dei cittadini è contraria ai matrimoni omosessuali, lo si sa bene. Ma agli ermellini che importa? Con questa sentenza gli omosessuali si andranno a sposare all'estero e pretenderanno il riconoscimento degli effetti anche in Italia, anche se non potranno mai chiamarlo "matrimonio". E tanti saluti alla volontà popolare. Ma non finisce qui: se in California i matrimoni gay sono stati cancellati con un referendum, volete che qui possano sussistere?

La discriminazione a scuola allora la potrebbero subire anche i bambini figli di immigrati
15.03|18:53 Lettore_2219040

o i bambini neri o i figli di persone single o i figli di genitori divorziati o anche i bambini obesi o quelli molto bassi o quelli con handicap , e non mi pare che a nessuno è saltato in mente di vietargli di andare a scuola, quindi non si capisce perchè le coppie dello stesso sesso o i single non dovrebbero adottare, non è che una discriminazione sociale può essere legalizzata e diventare una discriminazione legale! L' omofobia va combattuta, non va assecondata togliendo il diritto alle coppie dello stesso sesso di adottare. L' omofobia va combattuta alla pari del razzismo e del bullismo in generale che può colpire qualsiasi bambino che sia visto come "diverso" ma non per questo la legge può darla vinta al bullismo, che deve invece essere combattuto. Devono essere fatte delle severe leggi anti-omofobia e anti-bullismo e delle campagne di educazione, non impedire alle coppie dello stesso di adottare!

@schiacciarayban
15.03|18:53 Lettore_2221376

Il gay pride ha ragioni storiche (cerca in wikipedia se non o sai), come per esempio la festa della donna o il giorno della memoria. L'etero-pride non esiste perche' gli etero non sono una minoranza che e' stata discriminata, vesseggiata, duramente repressa con la violenza. Si puo' discutere sulle modalita' di festeggiamento ma bisogna tenere in conto che il Gay-pride nasce per dare visibilita' alla comunita' gay. Inoltre, se ci si prende la briga di andarci, si capisce come le "trasgressioni" del gay pride siano limitate (io vedo anche peggio in tv!). Rimane il fatto che il gay pride e' una festa nella quale si festeggia la gioia di essersi accettati per quello che si e', e di amarsi per quello che si e'. La voglia di non nascondersi e di non sentirsi piu' soli ed isolati. Far sapere alle persone impaurite dalla loro sessualita' che non sono soli e che molte persone condividono la stessa esperienza e che c'e' un'intera comunita' pronta ad accoglierli. Potrei continuare...

18 anni di vita insieme
15.03|18:53 Lettore_2220081

Io e il mio compagno sono 18 anni che condividiamo le gioie e i dolori della vita... non ci interessa il matrimonio, istituto palesemente fallito, lo lasciamo agli IPOCRITI che si dicono cattolici ...ci interessano i diritti fondamentali comuni a una coppia che ha deciso per amore di condividere tutto....e non mi si dica che siamo già tutelati dal codice civile perchè non ho nessuna volgia di andare davanti a un giudice per discutere chi ha diritto di decidere sulla mia vita!!!!!!! Chi parla di matrimonio e del suo scopo sociale, si svegli un pò e esca da una visione anacronistica del mondo.

ottima sentenza....
15.03|18:40 Lettore_2192122

quindi ciò dovrebbe valere per TUTTE le coppie di fatto, omo o etero sessuali!Per me non esiste differenza tra una coppia sposata,una convivente etero e una omosessuale!L'importante è volersi bene e rispettarsi.Se un padre di famiglia etero e coniugato va a prostitute o picchia la moglie non è migliore solo per il fatto di essersi sposato di fronte alla legge e/o a Dio...Io convivo e sono felice con il mio compagno senza la necessità di sposarmi e buttare soldi in tutto ciò che prevede la tradizione( bomboniere,abiti,fiori etc...)ma credo di meritare gli stessi diritti di una coppia legalmente sposata e questo deve poter valere anche per chi ha gusti sessuali differenti.E a chi dice "niente figli però!" rispondo che ha ragione (purtroppo),perchè finchè ci sarà gente che la pensa così la società sarà così arretrata da "ghettizzare" i figli dei gay,ma solo per questo motivo!Un genitore gay non è automaticamente meno capace di un etero sposato!Può essere un genitore pessimo come può esserlo il più tradizionalista degli etero!Usciamo dagli schemi e guardiamo le persone x ciò che sono e cioè PERSONE con pari diritti e doveri che non possono essere ingabbiate in categorie per i loro gusti sessuali.Siamo nel 2012, non nel 1200.

Un piccolo passo
15.03|18:40 Lettore_2221376

Vorrei chiarire per chi non l'avesse capito (e da alcuni commenti mi sembra cosi') che con questa sentenza le coppie gay italiane non hanno nessun diritto aggiuntivo. Non sono stati introdotti i pacs o il matrimonio omosessuale (infatti la coppia non ha diritto alla trascrizione dell'atto matrimoniale estero). Qui si parla che una coppia gay, legalmente sposata in un altro paese, possa vedersi riconosiuti gli stessi diritti di una coppia etero sposata in Italia se questi vivono in Italia. Sicuramente e' un passo importantissimo ma non e' risolutivo. Spero che tante coppie italiane si sposino all'estero dove e' consentito ai non residenti di sposarsi (esistono tali stati?). Quando il numero di queste coppie iniziera' ad essere consistente, il legislatore finalmente dovra' prendere atto della situazione e fare una legge a riguardo.. Speriamo!!!

Nei panni di un figlio
15.03|18:35 schiacciarayban

Io mi metto nei panni di un bimbo. Come crescerà avendo due papà o due mamme? Quanto meno avrà mille problemi a scuola con bambini con una famiglia normale. L'adozione da parte di una coppia gay è un atto di assoluto egoismo. per soddisfare le proprie esigenze, non quelle del bambino. Per questo dico SI alle coppie gay ma NO alle adozioni da parte di gay.

schiacciarayban
15.03|18:33 angy74

PER LO STESSO MOTIVO per cui le donne scendevano e scendono in piazza per rivendicare i loro diritti ... per lo stesso motivo per cui nell'america razzista degli anni 50 c'era Martin Luther King diceva in un comizio "i have a dream " ... perchè i gay hanno bisogno di uscire allo scoperto e rivendicare i loro diritti di non essere picchiati per strada solo perchè si scambiano un bacio !!!!

Era ora
15.03|18:32 Tafano67

Una coppia è una coppia e come tale va tutelata se entrambi decidono di intraprendere una vita insieme. Basta che adesso non comincino a con le unioni gay2.0 ovvero la pretesa di allevare prole o addirittura di procrearla. Per quello mi risulta che solo la S.Madonna ci sia riuscita...

Contro natura?
15.03|18:32 frensis

Ma chi l'ha stabilito che i gay sono contro natura? Forse non è più contro natura che l'uomo voli? Eppure il progresso l'ha fatto volare! Progrediamo, gente, progrediamo.

Finalmente! Viva l'amore
15.03|18:25 rossimarco

Non mi sembra che in quei paesi dove ormai da decenni esiste il matrimonio gay, ripeto matrimonio gay, ci siano stati sfracelli sociali, anzi... E' ora di crescere e di riconoscere a tutti parità di trattamenti, anche in Italia, che grazie al vaticano e all'ipocrisia politica arriva sempre in ritardo, o meglio, ancora non è arrivata da nessuna parte... Parità di diritti e parità di doveri per tutti.

@ mrsung
15.03|18:24 schiacciarayban

So bene che dietro alle piume c'è molto di più, ma io mi chiedo, perchè farlo? Esiste forse un movimento etero pride?

ucazamm
15.03|18:23 angy74

io mi sono sposata 16 anni e cercando un figlio ho scoperto di avere un problema serio di salute che me lo acconsentiva ... ero per caso meno donna o con un sentimento meno materno di una sana ??? NO . Ho cercato mio figlio con tutti i mezzi che la scienza mi ha messo a disposizione e oggi sono una madre felice di due bambini di 8 e 6 anni . Devono adottare solo I GAY ... i malati , gli sterili mentre i "fortunati eletti da Dio" se li fanno loro i figli ???? PENSACI BENE CARO ... Volere un figlio è un desiderio di cui hanno diritto O TUTTI O NESSUNO !!!!!

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E ORA PASSIAMO AL QUOTIDIANO LA REPUBBLICA.
Cliccare su La Cassazione sulle coppie gay per leggere l'articolo della Repubblica (giornalaccio di una ormai falsa sinistra)



Sono presenti 45 commenti

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  1. Sono in accordo con hilibrand, ormai siamo al totale sovvertimento dell'ordine naturale delle cose! Ognuno viva la propria sessualità come meglio crede, ci mancherebbe, ma penso che oggi i problemi siano altri.

    Inviato da Giacomo Concas il 15 marzo 2012 alle 17:58

  2. Trovo abbastanza sterile questa noiosa menata che va avanti da ambo le parti -sia "pro" che "contro"- sul riconoscere o meno "il matrimonio". Chissenefrega se si chiama "matrimonio", DICO o qualsiasi altra cosa, il punto centrale è: due persone che si a...

    Inviato da provhawk il 15 marzo 2012 alle 17:58

  3. Sono davvero felicissima, era ora!!!! Sono cattolica ed etero, ritengo doveroso rispettare e tutale ogni forma d'amore tra due persone e spero tanto che si smetta di avere dei pregiudizi assurdi che non apportano nessun beneficio alla società. Continuo a domandarmi a chi nuoce che gli om...

    Inviato da me80 il 15 marzo 2012 alle 17:58



IL CSM (Corporazione di Stampo "Mafioso") NON VUOLE LA RESPONSABILITA' DEI GIUDICI. VI SPIEGO PERCHE'

Più di una volta sono entrato in questo argomento. Questa casta di ignoranti arroganti padroni, e non umili servitori, della giustizia, vuole continuare a sottrarsi al principio costituzionale che dice che i cittadini sono tutti eguali di fronte alla legge (sarebbe assurdo il contrario). Ebbene, questa casta, che dal momento che mette piede nei palazzacci può anche smettere di studiare perché continua a fare carriera per sola anzianità, rifiutando concorsi e persino esami per avanzare di grado e di stipendio (come invece nelle Università) rifiuta anche il vecchio referendum che era favorevole alla responsabilità civile e che una massa di parlamentari (alla Di Pietro, il che è tutto dire) succubi di questa casta non ha mai voluto applicare violando la volontà popolare. Questa vergognosa casta (che fa sì che la giustizia in Italia si trovi al 78° posto nella classifica mondiale (dietro anche alcuni Stati africani) si trincera dietro la disonesta scusa che altrimenti il giudice non sarebbe sereno nello stendere la sentenza e sarebbe psicologicamente condizionato. Che razza di faccia tosta. E da che cosa dovrebbe essere condizionato se non dall'obiettività nel rispetto della legge? Viene obiettato che, essedoci sempre nel giudizio una parte soccombente, questa potrebbe sempre fare causa al giudice togliendogli la serenità dell'imparzialità. QUESTO E' ASSOLUTAMENTE FALSO. Non il fatto che una parte sia soccombente implica che essa abbia ragione e non torto. Evidentemente vi dovrebbe essere un filtro di fronte ad una Alta Corte di giustizia demandata a l compito di giudicare i giudici che facciano sentenze dettate da "NEGLIGENZA O VIZI LOGICI INESCUSABILI" (come dice l'art. 1 della legge sui provvedimenti disciplinari). Il fatto è che un cittadino che sia vittima di sentenze dettate da NEGLIGENZA O VIZI LOGICI INESCUSABILI deve rivolgersi al ministro e al P.G. presso la Cassazione. E se il ricorso non viene archiviato dal P.G. è il CSM che in ultima istanza deve decidere. Sapete quanti provvedimenti disciplinari sono stati presi negli ultimi dieci anni, e solo in casi di controversie tra magistrati penali (mai tra cittadini e giudici)? Solo quattro. E sapete in che cosa sono consistiti i provvedimenti? In un mutamento di sede. UNA BARZELLETTA. Come dire che i corvi tra loro non si mangiano. Io a termini di legge nel 2009 feci un esposto alministro Alfano e al P.G. presso la Cassazione contro i giudici del Tribunale civile di Cagliari Mario Farina e Vincenzo Aquaro per le sentenze aberranti che avevano fatto contro di me saltando tutti i vizi di nullità della nomina di un liquidatore nominato per sbaglio da un presidene del Tribunale (Marco Onnis, defunto quando era già in pensione) che assurdamente mi diede come consenziente alla nomina del liquidatore mentre dagli atti del giudizio risultavo contrario e concludevo con il rigetto della domanda avveraria di un socio di minoranza che voleva costringermi a vendere per coinvolgere la società (pienamente in attivo e senza debiti) nei suoi debiti personali. La nullità della nomina fu dichiarata dopo un mese dalla vendita illegittima ma venne ritenuta assurdamente valida la vendita nonostante la documentata malafede del liquidatore e del promissario acquirente, da me diffidati con racc. A.R. di 4 pagine dal vendere e dall'acquistare perché vi era un giudizio in corso volto ad ottenere la nullità (poi dichiarata) della nomina del liquidatore. Il CSM mi inviò una lettera con la comunicazione che il mio esposto era giunto alla Commissione disciplinare. Risultato? Nessuno. Questi due "giudici" continueranno a fare carriera per anzianità senza pagare i danni per le loro aberranti sentenze che mi hanno privato della mia proprietà (svenduta). Ora dopo ben 14 anni sono ancora in Corte d'Appello nel tentativo di ribaltare la pazzia di questi due individui, che un giorno, per anzianità, andranno a fare altri disasri in Corte d'Appello.
L'irresponsabilità dei giudici fa sì che un giudice non applichi il detto "IN DUBIO PRO REO" (cioè nel dubbio deve assolvere). Questa casta di ignoranti, anche se presa dal dubbio, può decidere in senso contrario pensando che tanto il condannato o il soccombente nel processo civile può sempre ricorrere in Appello e in Cassazione. Ma chi ci assicura che anche in Cassazione non arrivino degli sragionanti, per non dire dei pazzi, visto che vi arrivano per anzianità e non per merito? Si prenda un ultimo caso. La Cassazione (colpa anche della carenza della legge) ha stabilito da pazzi che lo stupro, se avviene in gruppo, non comporta il carcere ma gli arresti domiciliari. Ma questa è gente sana di mente? Non avrebbe bisogno di una perizia psichiatrica? Il CSM è un organo ridicolo di pseudocontrollo perché eletto per 2/3 dai controllati. Si giudicano da se stessi. Un'Alta Corte di giustizia, competente per giudicare i giudici, non può essere formata da magistrati (manovali del diritto) ma da giuristi (studiosi del diritto). Vi sembra giusto che di fronte a condanne che poi sono state ribaltate in Corte d'Appello o in Cassazione la vittima risultata innocente debba chiedere il risarcimento allo Stato, cioè a tutti i contribuenti con le tasse mentre questi spocchiosi ignoranti e arroganti possono continuare ad essere immuni dalle gravi conseguenze che subisce un innocente o uno ingiustamente soccombente nella giustizia civile? Ricordate il caso di Enzo Tortora condannato e incarcerato per spaccio di droga e poi assolto? Gli hanno accorciato la vita diminuendogli per lo stress le difese immunitarie. Ma Tortora era un personaggio televisivo e il suo caso fece storia. Non ha fatto invece storia un caso molto più grave, recentissimo, di uno che si è fatto 26 anni (dico: 26 anni ) di carcere e poi è stato riconosciuto innocente. E chi deve pagare? Paga Pantalone, cioè lo Stato, cioè, ancora, tutti i cittadini che pagano le tasse. Che questa casta paghi di persona in sede civile assicurandosi come fanno medici e ospedali. E nei casi più gravi sia licenziata e mandata a zappare la terra. Prima di condannare qualcuno senza avere prove certe ci penserebbe 70 volte sette (per dirla in modo evangelico).
Che cosa ha fatto questa casta per promuovere una riforma del Codice di Procedura Civile che ha reso praticamente inesistente la giustizia civile? Nulla. Per riformare la giustizia civile bisogna prima di tutto abolire le udienze perché del tutto inutili, essendo il processo civile documentale. Le testimonianze possono essere raccolte per via telematica. Sapete a quale data viene fissata a Cagliari la prima udienza in Corte d'Appello per una causa appellata nel 2011? Viene fissata per 2015! Ripeto: per il 2015. E nelle grandi città è anche peggio. La giustizia civile è una palude dove si muore affogati aspettando una sentenza. Giudici che poi non hanno voglia di lavorare. In Corte d'Appello mettono le cause tutte in fila fregandosene di quanto una causa in Tribunale abbia dovuto penare. In Italia gli imprenditori stranieri non investono più perché in caso di disputa giudiziaria si trovano in un pantano da cui è impossibile uscire. E questa lurida casta se ne frega. Ad essa basta riempirsi la bocca di retorica parlando di indipendenza della magistratura. Sì, indipendenza per farsi i cazzi loro. Nonostante sappiano di essere completamente scaduti nella considerazione pubblica continuano fosernnatamente a difendere i loro anticostituzionali privilegi riparandosi dietro la solita disonesta difesa dell'indipendenza della magistratura. Ma quale indipendenza se sono divisi in quattro ridicole correnti politiche che non dovrebbero esistere? Non vogliono una riforma dell'ordinamento giudiziario perché rifiutano anche una specializzazione nel diritto civile. Vogliono continuare a fare i tuttologi. Un bravo avvocato ne saprà sempre più di loro. Quanti di essi verrebbero bocciati ad un esame di diritto commerciale o societario! Ma più grave dell'ignoranza è l'incapacità di ragionare. Mi sono trovato di fronte a sentenze contraddittorie, prive completamente di logica, che fanno venire i brividi. E all'incapacità di ragionare non può essere posto rimedio. Non esiste alcun controllo di tale incapacità. La giustizia è diventata una lotteria. Forse anche a causa della rovina della cosiddetta riforma universitaria, che ha declassato gli studi. I primi tre anni (della cosiddetta laurea breve) sono una buffonata. Per esempio, non si porta più tutto il manuale di diritto civile, ma solo una parte in relazione ad un prestabilito numero di ore da dedicare ad un certo esame (i cosiddetti crediti). Assurdo. I due anni successivi di cosiddetta specializzazione non sono sufficienti a porre riparo alle gravi lacune dei tre anni precedenti. I risultati poi si vedono. La giustizia allo sbando.

Ecco l'articolo del Corrieredella sera

l plenum dell'organo di autogoverno della magistratura rigetta la legge della camera

Il Csm boccia la responsabilità civile
«I magistrati potrebbero essere influenzati»

La motivazione: «Potrebbe preferire la soluzione che lo possa meglio preservare dal rischio dell'esercizio dell'azione diretta»

il plenum dell'organo di autogoverno della magistratura rigetta la legge della camera

Il Csm boccia la responsabilità civile
«I magistrati potrebbero essere influenzati»

La motivazione: «Potrebbe preferire la soluzione che lo possa meglio preservare dal rischio dell'esercizio dell'azione diretta»

Il plenum del Consiglio Superiore della Magistratura (Imagoeconomica)Il plenum del Consiglio Superiore della Magistratura (Imagoeconomica)
MILANO - Il plenum del Consiglio superiore della magistratura ha bocciato, con 19 voti favorevoli, 3 contrari e un astenuto, la responsabilità civile diretta dei magistrati, ipotesi introdotta nella legge Comunitaria approvata alla Camera e attualmente all'esame del Senato. Nella delibera approvata dal plenum viene richiamata una sentenza della Corte costituzionale (n. 18/89) che «evidenzia l'esigenza di tutelare l'autonomia e l'indipendenza della magistratura quale presidio indispensabile per la tutela dei diritti fondamentali di ciascuno». Secondo l'organo di autogoverno «di fronte alla praticabilità ampia dell'azione diretta, il magistrato, destinato a scegliere tra tesi contrapposte, potrebbe essere condizionato e influenzato in tale scelta e portato a preferire la soluzione che lo possa meglio preservare dal rischio dell'esercizio dell'azione diretta».

LA QUESTIONE - Della questione l'organo di autogoverno delle toghe si era già occupato il 28 giugno del 2011, in occasione della presentazione della prima versione dell'emendamento Pini (il deputato leghista promotore della norma). La nuova delibera, assai più sintetica, oltre a richiamare i contenuti di quella precedente, sottolinea come sia «evidente, in proposito, che il rischio di incorrere in responsabilità civile ha di per sé un effetto distorsivo sull'operato dei magistrati, i quali potrebbero essere indotti, al fine di sottrarsi alla minaccia della responsabilità, ad adottare, tra più decisioni possibili, quella che consente di ridurre o eliminare il rischio di incorrere in responsabilità, piuttosto che quella maggiormente conforme a giustizia».

Redazione Online14 marzo 2012 | 19:49

martedì 13 marzo 2012

LA CARNE FA MALE. MANGIATELA SE VOLETE AVERE PIU' FACILMENTE IL CANCRO AL COLON. ALTRIMENTI MANGIATE LEGUMI (PER LE PROTEINE) E NOCI

LO STUDIO
Noci e pesce allungano la vita
Tra il 7,6% e il 9,3% dei decessi evitabile riducendo le porzioni di bistecche. Più longevi con carni bianche, pesce e noci

LO STUDIO

Noci e pesce allungano la vita

Tra il 7,6% e il 9,3% dei decessi evitabile riducendo le porzioni di bistecche. Più longevi con carni bianche, pesce e noci

Vuoi vivere a lungo? Mangia meno carne rossa, infatti il consumo di questa carne aumenta il rischio complessivo di morire, (probabilità complessiva di morte per tutte le cause), in particolare per cancro e malattie cardiovascolari. Viceversa, una dieta che prediliga pesce e carni bianche riduce il rischio complessivo di morte. Il 9,3% e il 7,6% dei decessi rispettivamente per maschi e femmine sarebbe evitabile riducendo le porzioni di carne rossa consumate. Lo rivela uno studio pubblicato sulla rivista Archives of Internal Medicine da An Pan della Harvard School of Public Health di Boston.

I RISCHI DI MORTE - In passato svariati studi avevano documentato che una dieta ricca di carni rosse aumenta il rischio di vari tumori, (colon etc); questo studio prende in esame il rischio di morte complessivo. Gli esperti hanno coinvolto ben 37.698 uomini e 83.644 donne, seguendo il campione per una media di 28 anni e registrato in tutto 23.926 decessi, di cui 5.910 per malattie cardiovascolari e 9.464 per cancro. Attraverso opportuni calcoli hanno stimato che il rischio di mortalità totale aumenta in media del 12% per ogni porzione giornaliera in più di carne rossa, del 13% per tagli di carne non troppo lavorati, del 20% se molto lavorati a livello industriale (per esempio carne in scatola, hamburger etc). Sostituendo una porzione di carne rossa con una di pesce, o con pollame, frutta secca (come noci etc), legumi, latticini magri o cereali integrali riduce il rischio di morte: del 7% con il pesce, del 14% con il pollame, del 19% con la frutta secca, 10% coi legumi, 10% coi latticini magri, 14% con i cereali integrali. «Abbiamo stimato - scrivono - che il 9,3% e il 7,6% dei decessi totali (rispettivamente per maschi e femmine) documentati durante il periodo di monitoraggio di questo studio potevano essere prevenuti se tutti i partecipanti avessero consumato meno di 0,5 porzioni al giorno di carne rossa». (Ansa)

13 marzo 2012 | 12:12

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martedì 6 marzo 2012

ADDIO A DIO. DIALOGO CON DIO (LA TRINITA') CHIEDENTE PERDONO. "BEATI COLORO CHE NON CREDONO IN DIO SE... ESSI SARANNO I PRIMI NEL REGNO DEI CIELI"

Cliccare sulle immagini per avere l'ingrandimento




Riporto quanto scritto nell'aletta che si vede a destra. A sinistra vi è una nota biobliografica dell'autore.

Il presente libro, per formulare la sua tesi di fondo, ha dovuto affrontare le contraddizioni insite sia nelle Epistole di S. Paolo che nei Vangeli alla luce di una lettura indirizzata verso una severa esegesi che cercasse di fare scomparire le contraddizioni rendendole apparenti con una interpretazione nuova che giustificasse le contraddizioni ponendo capo ad una doppia lettura. Una acritica, lasciata ai credenti, la cui fede non ha bisogno di scorgere le contraddizioni;l'altra nascosta, esoterica, e qui espressa, che, al contrario dell'esegesi tradizionale, demolitrice,elimina le contraddizioni,ma con la conseguenza di non lasciare più spazio al primato dei credenti rispetto ai non credenti che siano osservanti della legge naturale, da cui discende ildiritto naturale. fondamento della giustizia. Lettura affidata ad un immaginario dialogo con la trinità.
Aggiungo quanto non è scritto nell'aletta:Il dialogo è preceduto da un'introduzione filosofica per spiegare alcune sue parti, che sottintendono il riferimento al pensiero di alcuni filosofi, come, principalmente, Platone, Hume, Kant, Max Weber, Wittgenstein.

Riporto anche per facilità di lettura la

QUARTA DI COPERTINA


Soltanto tramite il Logos, fondamento della razionalità della natura, conservato entro la trinità cristiana, si spiega perché la rivoluzione scientifica sia avvenuta, e potesse avvenire, solo nell'Europa cristiana, nel primato della ragione divina sulla sua volontà, contro la tradizione della concezione ebraica ereditata dall'islamismo, priva della trinità.
Qui debbono riconoscersi le radici cristiane e laiche dell'Europa.
Ci vorrà la razionalità platonica di S. Tomaso nel XIII secolo per riaffermare il primato della ragione tramite il Logos greco, tradotto nel Verbo cristiano, che vincola la volontà del Padre, con l'affermazione che la fede è qualcosa in più rispetto alla legge naturale fondata sul Logos, da cui deriva il diritto naturale. E sarà quella stessa razionalità che ispirerà la Controriforma, contro la Riforma protestante, che in compenso, traducendo il cristianesimo fuori delle istituzioni religiose per radicarlo nella coscienza singola, favorirà, involontariamente, la nascita dello Stato laico.
La Controrifoma, opponendosi alla disgregazione operata dalla Riforma, salvò il razionalismo dottrinale consegnandolo poi al liberalismo laico, sino al razionalismo del '600 e persino all'Illuminismo, producendo degli effetti che andarono contro di essa anche nella involontaria promozione di una religione naturale e del principio di tolleranza.

domenica 4 marzo 2012

SONO IGNORANTE DI MUSICA LEGGERA (E ME NE VANTO). HO VOLUTO ASCOLTARE I MAGGIORI SUCCESSI DI DALLA. SONO TUTTE CAGATE DI CANZONI . SENZA RIMPIANTI

Sono riuscito a salvarne una (Caruso). Non sapevo nemmeno, quando involontariamente l'ascoltai vent'anni fa in barca di amici, che fosse di Dalla. Credevo fosse una canzone napoletana cantata da Dalla. Ho dovuto fare uno sforzo per ascoltare su youtube tutti i maggiori successi di Dalla.Che fatica. Ogni volta non riuscivo ad arrivare alla fine. Canzoni più urlate che cantate. Prive di melodia. Sono riuscito ad arrivare alla fine solo di Caruso e di Canzone. La tanto rinomata Al lupo è anch'essa una cagata. Ed io mi domando come questo individuo possa essere considerato uno dei più grandi cantAUTORI. Meglio se si fosse limitato a cantare canzoni scritte da altri. Se tutti gli imbecilli che lo hanno arricchito (si dice che lasci - a chi? - un'eredità di immobili valutabili in decine di milioni di euro) avessero dato gli stessi soldi alla ricerca scientifica, carente di finanziamenti, invece che ai parassiti della società che sono i cantanti di musica leggera, che non è arte, ma artigianato, avrebbero fatto molto meglio. Vi è da sperare che almeno nell'aldilà (se esiste) non si sia costretti ad ascoltare le canzonacce di Dalla o vi sia uno spazio apposito per lui senza costringere tutti a sentirlo. Sapete che cosa mi ha costretto a fare Dalla (pace all'anima sua senza rimpianti)?Per disintossicarmi di tutte le cagate che ho dovuto ascoltare, anzi sopportare, per formulare un giudizio sono andato ad ascoltarmi su Youtube l'Addio di Wotan e l'incantesimo del fuoco con cui si chiude la Walkiria di Wagner. Ogni volta che l'ascolto mi vengono dei brividi di emozione. Musica purificatrice dello spirito, una delle vette massime della vera musica di ogni tempo. Io consiglierei ai compositori di musica leggera (non so quanto siano in grado di scrivere musica scrivendo sul pentagramma anche la parte strumentale avendo il dubbio che se la facciano scrivere da altri se non sia improvvisata ad orecchio da analfa(e)beti della musica) di attingere alla musica classica la cui ricchezza di temi è tale da fare scomparire questa spazzatura di musica leggera. Mi è stato detto che lo stesso Celentano ha impiegato temi di musica classica (non lo sapevo).
Non posso non concludere con un'amara riflessione. Qualche giorno fa è morto il grande scienziato Renato Dulbecco, Nobel per la medicina, promotore del progetto genoma, che serve allo studio delle malattie di origine genetica. Studio finalizzato all'estirpazione alla radice di quelle malattie che sono dovute al DNA, che è l'orologio in cui, se non viene modificato in meglio dalla scienza, è già iscritto il tempo di vita che ad ognuno è assegnato dalla nascita. In questo senso si può dire che ognuno ha il proprio destino già segnato nel DNA con cui è nato. Esso è il risultato di un'evoluzione naturale che dura da circa tre miliardi di anni. E' il risultato delle mutazioni CASUALI su cui è intervenuta la selezione naturale (Darwin). Ma la selezione naturale non è onnipotente. Molte mutazioni dannose sono state conservate, con le conseguenti malattie innate. Solo la scienza della biologia può eliminarle una volta mappato il genoma umano. Ebbene, la notizia della morte di Dulbecco è apparsa per un solo giorno in un trafiletto su tutti i quotidiani. Il giorno dopo è scomparsa la notizia. Dunque viviamo in un mondo che fa schifo, in cui un Dalla si guadagna per il primo giorno la testata di tutti i quotidiani e per i giorni successivi continua a stare in prima pagina con grossi titoli. Che la gente allora si curi il cancro ascoltando Dalla perché non merita di ricevere cure dalla scienza, da coloro che nell'oscurità dei laboratori dedicano con pochi soldi la loro vita alla ricerca scientifica a beneficio anche di tutti quelli che non si meritano i suoi risultati.