giovedì 22 settembre 2011

IL MEZZO NEGRO (O MEZZO BIANCO) BARAK OBAMA NON HA RINGRAZIATO L'ITALIA IN MERITO AL BOMBARDAMENTO DELLA LIBIA. MEGLIO COSI'

Mio commento lasciato sul Corriere della sera in relazione al sottostante articolo.

Barak Obama è un presidente che non verrà rieletto. E' un insipiente. Ha violato il diritto internazionale usando la Nato (contro il suo stesso statuto) per bombardare la Libia. La Nato ha il solo compito di intervenire contro Stati aggressori di uno Stato facente parte della Nato. E allora che cosa c'entrava la Libia? Aveva forse attaccato un Paese facente parte della Nato? La stessa cosa è avvenuta quando l'Italia con il governo D'Alema (!) ha prestato le basi perché la Nato bombardasse La Serbia. INCREDIBILE. Questa arroganza della Nato al servizio dell'arroganza statunitense è veramente scandalosa sotto il profilo del diritto internazinale. Una guerra civile è un fatto interno ad uno Stato. Che diritto hanno gli altri di intervenire? Io non capisco perché la Russia e la Cina non abbiano posto il diritto di veto nel Consiglio di sicurezza. E pensare che a questo mezzo negro (o mezzo bianco) hanno dato il premio Nobel per la pace. Il mondo fatto alla rovescia.Non è migliore del suo predecessore il criminale Bush, che invase l'Iraq inventandosi un nemico che non esisteva, giacché Saddam Hussein disonesamente fu accusato di avere armi di sterminio di massa. Il suo governo laico era l'unico governo che potesse impedire la carneficina che poi è seguita anche tra sunniti e sciiti. E i cristiani, che con Saddam Hussein (avente come vice primo ministro il cattolico Taraq Aziz di rito caldeo) avevano la massima protezione, ora sono costretti a vivere nascosti. Due presidenti fallimentari.

Mi compiaccio con Casalingo (uno delle centinaia di commentatori dell'articolo), che ha colto ciò che da vent'anni vado scrivendo, che gli immigrati sono oggi quello che Marx chiamava "esercito di riserva" dei disoccupati, che servono a mantenere bassi i salari. E mi sono sempre domandato come mai gli operai non abbiano mai mandato affanculo i sindacati, che hanno sempre protetto gli immigrati nel contesto del mito della società multiculturale e multirazziale. L'internazionalismo della classe operaia è stato tradito da questa falsa sinistra che l'ha sostituito con l'internazionalismo degli immigrati, degli sbandati, dei frichettoni dei centri cosiddetti sociali, degli omosessuali, e via dicendo. Non voto più dal 1994. Sono di anima socialista. Ma il socialismo non esiste più in alcun partito. Esiste solo la sete di potere con tutta la confusione dilagante che ha portato alla cancellazione della distinzione tra morale (del buonismo) e diritto.

PARALISI POLITICA, IMMAGINE ESTERA

Un pericoloso isolamento

PARALISI POLITICA, IMMAGINE ESTERA

Un pericoloso isolamento

Si può anche concedere che Barack Obama sia stato sgarbato con l’Italia. Ringraziare davanti all’Assemblea delle Nazioni unite Lega araba, Egitto, Tunisia, Francia, Danimarca, Norvegia e Gran Bretagna per il ruolo svolto in Libia contro il regime di Gheddafi, dimenticando il governo di Roma, è un’amnesia singolare. Ma sottolineare l’omissione di un presidente degli Stati Uniti che vive lui stesso un momento di seria difficoltà non basta a eludere una domanda di fondo: perché l’inquilino della Casa Bianca non sente il bisogno di dire grazie anche a un’Italia immersa nel Mediterraneo?

Trovare una risposta confortante non è facile. Riesce impossibile sfuggire alla sensazione di un isolamento crescente del nostro Paese, che tende a essere trattato come il comodo capro espiatorio dei problemi dell’Occidente; e in particolare dell’Europa. Non ci si può non chiedere se un simile atteggiamento sia favorito anche dagli errori del governo di Silvio Berlusconi: dalle oscillazioni sull’operazione in Libia a quelle sulla manovra economica, fino alla tesi autoconsolatoria di un complotto anti-italiano. La verità è che dopo la perdita di ruolo che la Guerra fredda regalava all’Italia, certi atteggiamenti non le sono più consentiti.

E in una fase come l’attuale diventano imperdonabili. Quando si accredita un nostro ruolo in politica estera superiore alla realtà dei rapporti di forza, alla lunga il risveglio è brusco. Molto meglio guardare in faccia l’isolamento e individuarne l’origine; e smetterla di fingere che esista ancora una maggioranza politica e di fare piani per l’eternità: perfino nel centrodestra ormai c’è chi misura l’eternità del governo in termini di mesi ma anche di giorni. Il convulso tramonto del berlusconismo e l’involuzione della Lega non sono meno vistosi solo perché per Pdl e Carroccio non esistono alternative alla loro alleanza.

Purtroppo è vero che l’opposizione non offre molto. E l’evocazione lugubre di Antonio Di Pietro, secondo il quale se Berlusconi non getta la spugna «ci scappa il morto », non contribuisce ad alzarne le quotazioni: lo ammette anche il Pd, spaventato da un suo alleato che semina i germi di una guerra civile strisciante. Ma questo non basta a cancellare il sospetto che, comunque vada oggi la votazione segreta del Parlamento sull’arresto di Marco Milanese, ex braccio destro del ministro dell’Economia Giulio Tremonti, il governo sta concludendo la sua traiettoria.

Lo scontro virulento fra Palazzo Chigi e magistratura contribuisce a offrire all’opinione pubblica italiana e internazionale l’immagine di un’Italia immobilizzata e sfigurata dalle proprie faide interne. Somiglia a una sorta di conflitto tribale, nel quale l’istinto di sopravvivenza del centrodestra finisce per apparire insieme una risorsa e un limite: quasi un alibi per scansare i veri problemi. Protrarre nel tempo una situazione così tesa mentre la crisi finanziaria morde i risparmi, tuttavia, è rischioso. Più la conclusione sarà rinviata, più il «dopo» segnerà una rottura. E, alla fine, la realtà potrebbe prendersi una rivincita traumatica per tutti.


22 settembre 2011 07:52

mercoledì 21 settembre 2011

ECCO I FRUTTI DELL'INIZIALE BUONISMO DEI LAMPEDUSANI. SE LI AVESSERO ACCOLTI A BASTONATE SIN DALL'INIZIO QUESTI INVASORI NON CI AVREBBERO RIPROVATO

Questi stronzi di lampedusani solo adesso si accorgono di essere nella merda, e la vogliono trasferire altrove. Io la merda la lascerei tutta a loro. Se la meritano. All'inizio facevano a gara solidarizzando con quelli che adesso chiamano (e giustamente) delinquenti. Non potevano capirlo prima?

Governo del tutto inefficiente nel non saper fare uno sbarramento di fronte alle coste tunisine impedendo che queste canaglie arrivino pretendendo di fare da padroni in casa degli altri. Serve a niente il cosiddetto accordo con lo pseudo governo tunisino. Qui occorre la forza che si deve usare contro un'invasione. Dicono che vogliono libertà. Se la guadagnino in casa loro. Nessuna pietà per queste canaglie, che debbono essere imbarcate nei loro stessi barconi per abbandonarli di fronte alle coste tunisine. Queste canaglie non debbono essere mantenute con le tasse nostre. Criminale è Emergency,che vorrebbe con il buonismo aumentare i conflitti sociali.

Lampedusa, guerriglia urbana con feriti
Il sindaco De Rubeis: "Mi difenderò"

Scontri fra isolani e immigrati. Poi tra extracomunitari e polizia che carica. Decine i feriti, uno è grave. Il primo cittadino asserragliato con una mazza: "Maroni mandi via questi 1500 delinquenti". E ingiunge: "Napolitano venga qui", poi si scusa. Il Viminale: entro 48 ore tutti via

di ALESSANDRA ZINITI
Guerriglia urbana a colpi di pietre tra isolani e maghrebini, e cariche della polizia contro gli immigrati che tentavano di impossessarsi di alcune bombole di gas minacciando di farle saltare in aria. La tensione sfociata ieri pomeriggio nell'incendio che ha semidistrutto il centro di accoglienza non accenna a diminuire e questa mattina decine di abitanti dell'isola, faccia a faccia con i tunisini autori dell'incendio che ha devastato il centro, hanno sfogato la loro rabbia tirando pietre contro gli extracomunitari che, dopo aver passato la notte all'aperto, parte nello stadio e parte sul molo Favarolo, girano liberi per l'isola. Un giornalista e un cameramen di Sky sono stati di nuovo aggrediti, stavolta da gente di Lampedusa che accusa i mezzi di informazione di "essere la causa del caos di questi giorni" e di "diffondere un'immagine distorta" dell'isola. Dal canto loro, circa 300 tunisini hanno manifestato per le strade di Lampedusa al grido di "Libertà, libertà".

Caccia all'uomo
Disordini si registrano ancora in diverse parti dell'isola, in un clima da "caccia all'uomo" che sta coinvolgendo gli abitanti. Altri scontri tra tunisini e forze dell'ordine sono avvenuti all'interno del Centro di prima accoglienza dove si trova ancora un centinaio di immigrati. Gli extracomunitari avrebbero lanciato sassi e altro materiale contro gli agenti che presidiano la struttura. Nel poliambulatorio dell'isola stanno intanto affluendo i

primi feriti, appartenenti alle forze dell'ordine. Il responsabile sanitario, Pietro Bartolo, ha chiesto l'invio di altre ambulanze dal centro di accoglienza

I feriti
Sono in tutto undici finora i feriti degli scontri tra forze dell'ordine, tunisini e abitanti isolani. Tra i feriti, tre carabinieri e un poliziotto, rimasti contusi e con varie escoriazioni. Sette i tunisini portati nel poliambulatorio dell'isola, anche loro con contusioni ed escoriazioni. Per uno di loro, in uno stato di semi-coma, il responsabile sanitario, Pietro Bartolo, ha chiesto il trasferimento urgente a Palermo in eliambulanza. Colpito anche l'attivista per i diritti umani franco-canadese Alexandre Georges.

Appello a Napolitano
Gli animi sono molto esasperati. Ronde di cittadini presidiano il municipio e il sindaco Bernardino De Rubeis si appella al presidente della Repubblica Napolitano: " "Ho cercato di parlare con il presidente Berlusconi e il ministro Maroni ma non è mai stato possibile. Non è più il tempo delle chiacchiere e dei ragionamenti buonisti. Il Viminale porti via tutti i tunisini. Ci aiuti il presidente Napolitano che si è sempre dimostrato sensibile nei nostri confronti". Poi quasi intima: "Venga da noi. La situazione è ad alto rischio, occorre fare presto qualcosa". Infine si scusa: espressioni irrispettose, valuti ovviamente lui quale decisione prendere.

Sindacato di polizia: se ci scappa il morto...
Tensione anche tra le forze dell'ordine che non sanno più come tenere a bada i migranti. Il segretario generale del sindacato di polizia Coisp dice: "Quello che succede a Lampedusa è la prova dell'incapacità del governo. Se ci scapperà il morto sappiano quei politici che oggi dormono o stanno a guardare, che non accetteremo lacrime istituzionali o inutile solidarietà".

Il sindaco è asserragliato con una mazza:
E' chiuso nella sua stanza il sindaco di Lampedusa Dino De Rubeis che viene scortato da tre agenti di polizia, dopo che stamattina tre lampedusani hanno tentato di aggredirlo, contestandogli di avere tenuto una linea morbida sull'immigrazione. In un cassetto dell'ufficio, De Rubeis tiene una mazza da baseball.

I bambini chiusi nelle scuole:
La paura attraversa l'isola e i bambini non vengono fatti uscire dalle scuole: "Sono barricati negli istituti che sono un luogo sicuro" dice il sindaco De Rubeis, "abbiamo detto al personale di non farli uscire finchè la situazione non tornerà alla calma".

"Mi devo difendere, e sono pronto a usarla, scrivetelo pure", dice. "Siamo in presenza di uno scenario da guerra, - aggiunge - lo Stato mandi subito elicotteri, navi per trasferire i tunisini che vagano per l'isola dopo avere incendiato ieri il centro di accoglienza". Davanti al municipio ci sono decine di persone, alcune contestano il sindaco, altre urlano contro gli immigrati.

Il Viminale: via in 48 ore
Sono circa un migliaio (per l'esattezza 1040) i tunisini che si trovano ancora a Lampedusa. Durante la notte due voli militari, effettuati con un C130 dell'Aeronautica, hanno trasferito circa cento immigrati verso la base di Sigonella. Il ponte aereo predisposto dal Viminale per accelerare le procedure di rimpatrio proseguirà anche oggi, con altri due voli. E il sottosegretario Sonia Viale garantisce: entro 48 ore tutti via da Lampedusa per essere rimpatriati. Il sindaco poi spiega: "Il Viminale ha già predisposto 11 voli per trasferire nelle prossime ore tutti i tunisini che si trovano ancora a Lampedusa. Maroni mi ha detto che Lampedusa non sarà più considerata 'porto sicuro', in quanto priva di un centro di prima accoglienza, e dunque gli immigrati soccorsi in mare nel corso di operazioni Sar saranno trasferiti con le motovedette direttamente a Porto Empedocle o in altri scali siciliani".

Emergency: politica criminale
"Quello che sta succedendo a Lampedusa è figlio di una politica criminale che da molti anni i governi di questo paese stanno attuando nei confronti dei migranti. Migranti che, oltre a essere privati dei più elementari diritti umani, vengono deliberatamente usati per esasperare gli animi, costruire "diversi" e "nemici", alimentare guerre tra poveri". E' il commento di Emergency al dramma in corso a Lampedusa. "La tensione e la violenza delle ultime ore, a Lampedusa come a Pozzallo - continua in un comunicato l'organizzazione di Gino Strada - sono l'inevitabile conseguenza della politica di un governo che tratta gli stranieri come criminali, come problema di ordine pubblico, come bestie. Il sovraffollamento delle strutture, la carenza di assistenza di base, la privazione dei diritti fondamentali, oltre a essere una vergogna per un Paese che si vuole definire civile, comportano inevitabilmente l'inasprirsi del disagio e della violenza ... Confidiamo che i cittadini italiani abbiamo la ragionevolezza e l'umanità che finora è mancata al governo, quell'umanità che permette di capire che gli 'stranieri', i 'clandestini', i 'migranti stagionali' sono, prima che qualsiasi altra cosa, semplicemente 'persone', esseri umani. E come tali devono essere trattati".




lunedì 19 settembre 2011

CHE L'EURO PERISCA. E' L'UNICA FINE CHE SI MERITA.

Mio commento pubblicato in relazione all'articolo del Corriere sotto riportato

Ho scritto nel mio ultimo libro (IO NON VOLEVO NASCERE. UN MONDO SENZA CERTEZZE E SENZA GIUSTIZIA) che l'euro deve fare la fine che si merita. E' una moneta artificiale costruita da individui sconsiderati che l'hanno costruita a tavolino ed è stata imposta in quasi tutti gli Stati senza sottopporlo a referendum. La Danimarca, per esempio, si è tenuta la corona dopo un referendum. L'Inghilterra si è tenuta la sterlina. La moneta DEVE RISPECCHIARE il valore dell'economia reale di uno Stato. E' una legge ferrea. Tutti in Italia stavamo meglio con la lira. L'euro ha portato ad una stagnazione economica con il diktat dei burocrati di Bruxelles. Si dice che l'euro abbia impedito l'inflazione. Ma questa è la triste ammissione che un governo abbia bisogno di interferenze esterne per controllare l'inflazione e non si capace da sé di farlo.In Italia ha causato un generale impoverimento con l'aumento di tutti i prezzi.Io non capisco perché uno Stato debba porre a disposizione degli altri Stati della falsa Unione Europea un fondo comune. L'Italia l'anno scorso ha versato nei fondi comuni 17 miliardi di euro e ne ha ricevuto in restituzione solo 7. Se si fosse tenuta per sé anche gli altri 10 miliardi invece di regalarli ad altri Stati come la Grecia staremmo tutti meglio e non vi sarebbe stato bisogno di una manovra finanziaria che soffoca l'economia. Che ogni Stato sia artefice del proprio destino e non pretenda di essere aiutato a scapito di altri.


«Se crolla l'euro, crolla l'Europa»

Il cancelliere Angela Merkel all'indomani della sconfitta elettorale del suo partito a Berlino

LA CRISI

«Se crolla l'euro, crolla l'Europa»

Il cancelliere Angela Merkel all'indomani della sconfitta elettorale del suo partito a Berlino

Angela Merkel
Angela Merkel
MILANO - «La disgregazione dell'euro porterà alla disgregazione dell'Europa». Lo ha ribadito il cancelliere Angela Merkel a Berlino, all'indomani della sconfitta elettorale del suo partito. La leader tedesca ha anche consigliato ai membri della sua coalizione di governo di «pesare molto attentamente le parole per non innervosire i mercati» dell'eurozona.

«SUL FONDO SALVA-STATI AVREMO LA MAGGIORANZA» - Merkel si è detta comunque fiduciosa in merito alla possibilità di avere la maggioranza in Parlamento in occasione dell'approvazione del rafforzamento dell'Efsf, il fondo europeo salva-stati, i programma il prossimo 29 settembre. Il cancelliere non ritiene che ci saranno problemi con i liberali, i partner euroscettici della coalizione di governo. Tuttavia al vice cancelliere, il liberale Phiplipp Roesler, che aveva detto che un default della Grecia non è tabù, Merkel ha voluto ricordare che «occorre pesare con attenzione le parole».

Redazione Online
19 settembre 2011 16:40

PAZZIA DELL'INSEMINAZIONE ARTIFICIALE PER DIVENIRE MADRI DOPO LA MENOPAUSA. LA LEGGE DEVE PROIBIRLO

Vi è da domandarsi se sia più pazza questa donna pseudo medico o siano più pazzi i medici che si sono prestati a questa pazzia. La legge dovrebbe proibire simili pazzie. Ecco a che cosa possa portare l'egoismo femminile. La donna vuole un figlio perché non si sente realizzata se non riempie quel maledetto utero (spesso causa di cancro) almeno una volta nella vita. E poi questa pazza ha il coraggio di dire che ringrazia Dio per averle fatto questo dono. Solo una deficiente totale poteva dire una simile stronzata (non senso linguistico). Ammesso che Dio esista e sia il creatore della natura, questa ha posto dei limiti NATURALI alla fecondità della donna, come per quella di tutte le femmine. Andare contro questi limiti significa andare contro natura. Nessuno ha chiesto di nascere. E dunque non esiste il "dono della vita" (massima stronzata linguistica) perché manca il ricevente. E' forse il ricevente uno dei 200 o 300 milioni di spermatozoi che corrono verso l'ovulo? E questa pazza crede di aver fatto un dono di vita a quelle due povere disgraziate che ha fatto nascere già con gravi patologie con la complicità della legge, che permette simili pazzie.
Non basta. Leggete l'articolo e saprete di tutte le malattie di cui soffre questa pazza e che certamente trasmetterà alle due povere disgraziate, che, quando avranno 10 anni, avranno una madre nonna di 67, e quando ne avranno 20 avranno una madre nonna di 77 anni, ammesso che sia ancora viva. Che succederà quando questa pazza di madre dovesse lasciare orfane le figlie ancora bambine o ancora giovanissime? E chi può essere certo che il padre (quasi certamente più anziano della madre) possa sopperire da solo ad esse in avanzata età? Questo è il risultato dell'egoismo femminile. Un tempo si diceva che i figli salvavano il matrimonio. Se forse è stato vero in passato (pur restando un matrimonio di facciata) oggi sono proprio i figli la causa principale della fine del matrimonio. La donna, soprattutto se emancipatasi economicamente, sente di non avere più bisogno del marito o del compagno, che considera solo uno stallone, servitole a suo uso e consumo. Il marito o compagno passa in secondo piano di fronte ai figli, di cui si appropria come se fossero solo suoi, e non per metà geneticamente, perché convinta di averli fatti solo lei in nove mesi di gravidanza.
Se questa pazza, pazzo anche il marito (che razza di medico anch'egli) , voleva ad ogni costo un figlio perché non si è fatta ingravidare prima artificialmente? L'articolo non dice se lo sperma sia del marito o di un altro. Se fosse di un altro la cosa sarebbe ancora più grave. Infatti le due povere disgraziate non saprebbero mai chi sia il loro vero padre. E sarebbe per esse uno choc quando venissero a sapere la verità. Altrimenti dovranno vivere sotto la copertura di una menzogna tremenda. E' ora che la legge proibisca assolutamente l'inseminazione eterologa con donatori anonimi. Questo va contro l'interesse del nascituro, che non potrà mai avere un'anamnesi medica per sapere quali malattie genetiche possa avere ereditato, in modo da prevenirle in tempo. Medici pazzi e politica ancora più pazza perché permette simili pazzie per accontentare l'egoismo innaturale di una coppia di pazzi.
Non si nasce dall'amore. Si nasce per sbaglio o per egoismo dei genitori, che vogliono figli per darsi uno scopo nella vita creandosi delle responsabilità ed avere così l'illusione di servire a qualcuno, mentre servono solo a se stessi per rimuovere il non senso della vita. Ma questo gli imbecilli non possono capirlo.

Medico mamma a 57 anni
nascono due gemelline

"Ho coronato il sogno della mia vita, dico grazie a Dio". Ma si è trattato di un parto complicato. L'evento all'ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona di Salerno

Ringrazia Dio subito dopo il parto: per una mamma salernitana aver dato alla luce due gemelline è stata una gioia davvero grande. Per il parto, complicato da suoi problemi fisici, per le condizioni critiche delle bambine durante la gestazione e soprattutto per la sua età, 57 anni.

Il lieto evento, verificatosi all'ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona di Salerno, vede protagonista una donna medico, Silvana Sofia, sposata con un collega e cade proprio nei giorni in cui si arroventa la polemica sui genitori troppo in là con gli anni rispetto al tradizionale modello di padre e madre.

"Ho coronato il sogno della mia vita - spiega piena di gioia, incurante di tutto il resto - lottando con mio marito per avere un figlio e alla fine ce l'abbiamo fatta. In questi giorni bellissimi che hanno completamente cambiato la nostra vita, ringraziamo il Signore per questo splendido dono e siamo certi che ci darà la forza per seguire le nostre bambine".

Alle sue figlie ha dato il nome di Karola Pia, che pesa 2 chili ed è in ottime condizioni, e Adriana Cristina, di 1 chilo e 360 grammi, che ha ancora bisogno di assistenza respiratoria.

La donna ha dovuto superare durante la gravidanza i problemi provocatigli da ipertensione, diabete e dalla presenza di un grosso fibroma, dalla dimensioni di un'arancia. Ma gli ostacoli non sono finiti qui perchè dopo la trentesima settimana di gestazione è sopraggiunta un'altra grave patologia a carico delle bimbe. Le due placente si erano fuse con una trasfusione di sangue da una gemellina all'altra e di conseguenza una crescita maggiore in una delle due ed un grave difetto di crescita nell'altra.

Il medico mamma è stato seguito dalla sezione 'Gravidanza a rischio' diretta da Raffaele Petta e dal suo staff formato dai medici Mario Polichetti, Carlo De Rosa e Carmela Pugliese.

Petta ha operato con De Rosa la signora a 34 settimane di gestazione in anestesia locale eseguita da Gianluca Apetino.

L'intervento è stato complesso perchè la placenta era molto aderente e vi sono state difficoltà a staccarla anche per la presenza del voluminoso mioma. "Considerata l'età avanzata della signora - ha detto Raffaele Petta - si tratta di un evento straordinario che ha pochissimi riscontri. L'eccezionalità della gravidanza ha richiesto, infatti, particolare assistenza, ma alla fine tutto è andato per il meglio".

Silvana Sofia rivolge un pensiero grato alle strutture che l'hanno seguita, in particolare "all'equipe della 'Gravidanza a rischio' e della Terapia Intensiva Neonatale. Gli operatori di queste strutture non hanno nulla da invidiare ad altre strutture anzi forse hanno oltre alla altissima professionalità, tanta umanità. Un ultimo ringraziamento al direttore generale Attilio Bianchi ed al direttore sanitario, Virginia Scafarto che hanno fortemente voluto che a Salerno venisse istituita una struttura di 'Gravidanza a rischio' specializzata nel controllare le gravidanze molto difficili e ci hanno evitato viaggi della speranza".

(18 settembre 2011)

Da La Repubblica

domenica 18 settembre 2011

HO GIA' RISPOSTO A MANCUSO E RISPONDERO' ANCORA. I SUOI LIBRI SONO UNA PANACEA CON CUI NON Si GUARISCE DALLA DISPERAZIONE DEL NON SENSO DELLA VITA

Ho già risposto a Mancuso nelle prime pagine di IO NON VOLEVO NASCERE. Risponderò ulteriormente tra novembre e dicembre con ADDIO A DIO. DIALOGO CON DIO CHIEDENTE PERDONO. BEATI COLORO CHE NON CREDONO IN DIO SE...ESSI SARANNO I PRIMI NEL REGNO DEI CIELI.

Dimostro questa tesi con una nuova lettura delle Epistole di S. Paolo e dei Vangeli, che vengono privati, dal loro stesso interno, in una apparente adesione ad essi, della loro funzione salvifica. Di fronte a Dio (se esiste) hanno maggiori meriti gli atei-agnostici che rispettano le norme della giustizia, piuttosto che i credenti, che sono degli opportunisti che vogliono sottrarsi alla disperazione del non senso della vita e della morte e vogliono salvarsi l'anima. L'ateo-agnostico che rispetti le norme della giustizia fondate sul diritto naturale non si attende alcun premio nell'aldilà. Egli per avere dei meriti maggiori di fronte al Dio dei credenti deve vivere come se Dio non esistesse (tamquam Deus non esset). E verrà premiato anche per essere stato costretto dal suo non credere in Dio a vivere una vita di angoscia e di disperazione al pensiero del ritorno nel nulla.



Incipit del libro

Vito Mancuso   Io e Dio“Mi alzo con la mente in un punto al di sopra del pianeta e lo guardo dall’alto, come se fosse la prima volta, come quando vedo un film e mi chiedo qual è il suo messaggio. Qual è il messaggio della vita degli uomini sulla terra? Con la mente là in alto, libera dai consueti schemi mentali, nuda di fronte al mistero dell’essere, in questo momento, immagine di ogni altro momento della storia, guardo gli uomini miei simili alle prese col mistero dell’esistenza.
Vedo esseri umani che nascono ed esseri umani che muoiono, sottoposti come ogni altra forma di vita al ciclo del divenire;
vedo due ragazzi che si baciano e si sentono immortali, e un vecchio solo che nessuno più vuole e nessuno più sa; vedo una donna che mi ha scritto dicendomi che soffre da ormai troppi anni per una paralisi sempre più devastante e che ora vuole solo al più presto morire, e vedo altri esseri umani nutriti artificialmente e che respirano artificialmente ma che per questo non hanno perso la voglia di vivere e di continuare a esserci.
Vedo uomini che si affrettano come formiche sui marciapiedi delle metropoli, e altri che se ne stanno da soli in luoghi deserti.
Vedo commerci sessuali di ogni tipo, per amore, per denaro, per cattiveria, per noia o per il solo naturalissimo desiderio del piacere.
Vedo bambini che si ingozzano di cibo artificiale e altri che muoiono di fame.
Vedo una tavola apparecchiata con grazia, la tovaglia fresca di bucato, le posate al loro posto, i bicchieri dell’acqua e del vino, i tovaglioli candidi, e una donna che gioisce di poter servire il pranzo ai suoi cari.
Vedo una ragazza che suona Bach al violoncello e giovani che si riversano nelle orecchie dei suoni che non è possibile definire musica, perché non hanno nulla a che fare con le Muse.
Vedo lotte per il potere, dittatori assassini, terroristi altrettanto assassini, e vedo chi si batte e muore per la giustizia, martire della libertà.
Vedo campi di concentramento e campi di sterminio, lager, gulag, laogai, dove esseri umani sono privati di ogni dignità e sterminati con la stessa meticolosa attenzione e sovrana noncuranza con cui si eliminiamo I pidocchi dai capelli, e vedo ospedali e case di cura dove esseri umani sono colmati di ogni dignità e lavati, nutriti, accarezzati con la stessa meticolosa attenzione e l’affetto più delicato che si riservano ai figli.
Vedo riti millenari e liturgie arcane, accanto a bestemmie rabbiose e ad altre dette così, come si dice “va là”.
Vedo indegni approfittatori del nome di Dio, altri che ne sono un luminoso riflesso, alcuni che ne rimangono del tutto indifferenti.
Vedo il bene e il male che gli uomini e le donne sono capaci di generare e che spesso è quasi impossibile distinguere; vedo lo scorrere del tempo che corrode ogni cosa, e il prodigio di opere umane capaci persino di vincere il tempo.
Vedo una storia senza senso che si nutre del sangue di esseri umani e di animali, e vedo un progresso indubitabile in termini di benessere e di giustizia.
Vedo la bellezza e la deformità, vedo una natura che è madre e a volte è matrigna, un cielo stellato che attrae e insieme impaurisce, con il suo freddo infinito.
Vedo tutto questo, e molte altre grazie e molte altre deformità, e mi chiedo se c’è un senso unitario di questo teatro, e qual è. Questa vita, dentro cui siamo capitati nascendo senza sapere perché, ha mille ragioni per essere una grazia, e mille altre per essere una disgrazia: ma che cos’è che è vero? Che è una grazia, o una disgrazia? E poi vedo i miei morti. Ognuno ha i suoi morti. Nonni, genitori, amici, fratelli.
Vi sono esseri umani a cui è dato di vivere la morte di un figlio, e non esiste dolore più grande. E al cospetto dei morti, di fronte ai quali non si può mentire, pongo la questione della verità: è un bene o un male che essi ci siano stati, che siano vissuti, che siano apparsi in questo mondo?
Se alla fine comunque si deve morire, è meglio nascere o non nascere, essere stati o non essere mai stati, essere o non essere? E poi mi chiedo che fine hanno fatto, loro proprio loro, ognuno diverso dall’altro, irripetibile, con la sua voce, il suo sorriso, la luce singolare degli occhi. Li potrei descrivere tutti, a uno a uno, i miei morti, come ognuno potrebbe descrivere i suoi, perché sono dentro di noi e niente mai ci separerà da loro. Ma che cos’è che è vero, alla fine, per me e per loro, di questa vita che se ne va, nessuno sa dove?

“Rispondere a questa domanda significa parlare di Dio.”
Vito Mancuso, Io e Dio

sabato 17 settembre 2011

LA CRUDELE E DANNOSA (ANCHE PER GLI UOMINI) SPERIMENTAZIONE ANIMALE

Lo stesso Umberto Veronesi sta dicendo da sempre che è scientificamente dimostrato che la sperimentazione animale è non soltanto inutile, ma anche dannosa, non soltanto per i poveri animali costretti a vivere in gabbie o stabulati nei laboratori, ma anche per gli uomini, perché si crea l'illusione che i farmaci sperimentati sugli animali, ed aventi asseriti risultati positivi, possano poi essere applicati sull'organismo umano. Si sa, invece, che vi sono molti farmaci d'uso umano che non possono essere applicati, per esempio, su cani e gatti, e viceversa. Non esiste un farmaco per animali non umani che non portino l'avvertenza "uso veterinario". E allora a che serve una sperimentazione animale che, se desse risultati positivi, dovrebbe dar luogo solo a farmaci d'uso veterinario? Se esistono farmaci di uso solo veterinario vi sarà pure un motivo scientificamente fondato. Vi sono centinaia di milioni di anni che dividono biologicamente la specie homo da tutti gli altri animali. La vita esplose nei mari circa 600 milioni di anni fa (periodo cambriano). E questi pseudo scienziati vorrebbero abolire tale distanza dall'uomo, apparso per l'ultimo sulla Terra quando si pensi che le sue origini risalgono a circa tre milioni di anni fa. Ecco un articolo sull'argomento. Esistono cesure genetiche insuperabili che soltanto la disonestà delle industrie farmaceutiche vorrebbe superare. Ormai la sperimentazione si sta, e si deve orientare solo sulle colture in vitro di cellule umane. Senza escludere la sperimentazione sugli embrioni umani creati artificialmente. Qui si opporrebbe il fanatismo religioso, che direbbe che nell'embrione vi è già l'individuo (magari con la sua anima immortale) come pensava Giovanni Paolo II nella sua Enciclica Evangelium vita, in cui, rivolgendosi alle donne che avevano abortito, scrisse che i loro mancati figli "erano stati accolti nella gloria di Dio". Non si accorse della stronzata (proposizione senza senso) che aveva detto anche dal suo punto di vista. Infatti non si era accorto che aveva trasformato l'aborto in una fabbrica di anime beate. La conclusione è che, a parte altri motivi, avrei preferito che mia madre mi avesse abortito, risparmiandomi così anche la condanna a morte e una vita umana senza senso. Trovatevene infatti uno.

Fonte: http://www.novivisezione.org/info/perche_si_fa_vivisezione.htm

I motivi del persistere della vivisezione, secondo la National Anti-vivisection Society degli USA.

Riportiamo la traduzione dell'interessante articolo Why Scientists Defend Animal Research, che spiega le ragioni per cui la sperimentazione animale continua ad esistere.

Perché gli scienziati difendono la sperimentazione animale

Gli antivivisezionisti hanno due importanti argomentazioni per motivare la loro opposizione alla sperimentazione animale: quella etica e quella scientifica. Alla luce di entrambe queste prospettive è facile dimostrare quanto la vivisezione sia crudele e inadeguata e come rappresenti uno spreco di tempo, denaro e risorse che potrebbero essere meglio impiegate per alleviare la sofferenza umana.

Perché, allora, certi ricercatori continuano ad effettuare e difendere la sperimentazione su animali, alla luce di queste incontrovertibili evidenze, che provengono anche dall'interno dello stesso mondo scientifico, e continuano con questi studi che danno risultati di nessun valore? Le risposte sono molte e diverse ma si possono ricondurre ad un'unica ragione di fondo: i soldi.

Malgrado sia dimostrato che la sperimentazione animale è una metodologia sbagliata, essa continua perché è di interesse economico per gli scienziati, e per un gran numero di altre entità coinvolte: università, industrie farmaceutiche, riviste scientifiche, allevatori, avvocati e mezzi di informazione. Tutti quanti traggono un guadagno, diretto o indiretto, dalla ricerca su animali e quindi hanno un concreto interesse nel mantenere lo status quo.

Considerate il ricercatore la cui sicurezza del posto di lavoro e il cui prestigio si basano sul numero di articoli scientifici che pubblica. Si parla di sindrome del "pubblica o muori" e questo vale per le istituzioni scientifiche di ogni paese. Non è importante la qualità della ricerca, ma piuttosto la quantità. Quanti più articoli un ricercatore pubblica, tanto più egli garantisce la sicurezza della propria posizione. Un ricercatore che non pubblica abbastanza rischia di non passare di ruolo o andare incontro alla disoccupazione, e non dimentichiamo che la competizione in questo campo è feroce: vengono accettate non più del 15% di tutte le ricerche proposte.

Gli scienziati sono spesso posti su un piedestallo, esaltati per la loro intelligenza e loro capacità di indagine. Ma anche loro hanno bollette da pagare e una famiglia da mantenere; gli esperimenti su animali garantiscono la sicurezza economica e avanzamenti di carriera. A differenza della ricerca clinica (che si basa sui dati ricavati dall'osservazione degli esseri umani), la sperimentazione su animali permette di ottenere risultati in tempi brevi e con minor sforzo. Si stima che per ogni articlo scientifico che un ricercatore clinico può produrre, un ricercatore su animali ne può produrre cinque. Questo perché la ricerca su animali richiede meno tempo: la vita degli animali (specialmente dei roditori) è molto più breve di quella umana e le malattie si sviluppano di conseguenza più in fretta.

Spesso i ricercatori scelgono la strada più facile in assoluto: partono da un 'concept', un'ipotesi di lavoro già nota, modificando un qualche elemento (per esempio ripetere lo stesso esperimento su una specie diversa o variare un po' il dosaggio) al solo scopo di giustificare un altro studio. Si tratta della normalità, e il risultato è un numero enorme di studi virtualmente uguali. Addirittura, spesso queste ipotesi di lavoro sono già state verificate sulla base di dati ricavati dagli esseri umani (è il caso eclatante della miriade di studi su animali degli effetti del fumo di sigaretta, che continuano tutt'ora).

Sebbene sia il profitto la motivazione principale che spinge i ricercatori a condurre esperimenti su animali, non si tratta solo di questo.
C'è anche l'inerzia.
Le persone e la società in generale tendono ad opporsi al cambiamento. Se abbiamo sempre fatto una cosa in un certo modo è improbabile che cerchiamo un'altra strada, a meno che non accada qulcosa di catastrofico che ci impone di cambiare. Molti "scienziati" sono legati alla tradizione e questa considera l'uso degli animali nella ricerca un metodo appropriato. Le grandi istituzioni accademiche premiano il conservatorismo piuttosto che l'innovazione, e così il pensiero creativo non è generalmente benvenuto nei "salotti buoni" della scienza. Gli scienziati che si rendono conto della completa inutilità della sperimentazione animale sono messi a tacere, e chi rifiuta questa censura mette la propria carriera in grave pericolo.

Un'altra ragione della continuazione della sperimentazione animale sta nell'ego umano. Chi ha effettuato esperimenti su animali, ha pubblicato centinaia di articoli. Ha consolidato un'immagine di sè stesso come "ricercatore sul modello animale". Smascherare il non-valore delle loro pubblicazioni significa far crollare la loro autostima. Molta gente non intende permettere che ciò accada.

I medici spesso sostengono la sperimentazione animale per pura abitudine. Nelle facoltà di medicina hanno imparato a "memorizzare", non a pensare in modo critico o a studiare la storia della loro professione. I medici che lavorano per gruppi di interesse come gli ospedali universitari, saranno portati a sostenere la linea dei loro "datori di lavoro", che lucrano milioni di dollari ogni anno dalla ricerca sugli animali. Esiste poi una significativa distanza tra coloro che fanno ricerca sugli animali e i medici che curano effettivamente le malattie. In medicina la mano destra non sa cosa fa la sinistra; vi è una separazione tra il lavoro di medico e ciò che viene insegnato nei primi 2 anni di scuola dai ricercatori su animali.

Ai medici viene insegnato che tutti i progressi derivano dalla sperimentazione sugli animali, ed è questo che essi ripetono meccanicamente durante la loro carriera. Il medico tipo non ha o non trova il tempo per andare a verificare quale sia la reale origine dei progressi della medicina. Nella sua pratica da professionista, il medico difficilmente avuto modo di mettere il discussione la sperimentazione animale, e negli anni di università si è trovato immerso in un clima che non era certo favorevole alla messa in discussione dell'autorità.

Werner Hartinger, un chirurgo della Germania occidentale, nel 1989 ha dichiarato: "In effetti, ci sono solo due categorie di medici e scienziati che non si oppongono alla vivisezione: quelli che non ne sanno abbastanza, e quelli che ci guadagnano dei soldi".

Alcuni ricercatori che usano animali sono troppo lontani dalla pratica clinica sui pazienti. Sono ingenui. Molti non hanno contatti giornalieri coi pazienti, non vedono la disconnessione tra quello che fanno in laboratorio, e quello che in realtà funziona nella pratica clinica.

Un altro motivo per cui si continua con la sperimentazione animale è il senso di colpa. Sentiamo a volte dire: "Se quello che dici è vero, allora perché ho ucciso tutti quegli animali?" Molte persone amano gli animali, o credono di amarli, comprese alcune di quelle che fanno sperimentazione. Costoro sono convinti in buona fede di fare "la cosa giusta" e se si rendessero conto che così non è soffrirebbero di un grave senso di colpa.

Seguiamo la traccia dei soldi...

Proviamo ora a seguire il cammino dei soldi a partire dalle case farmaceutiche. Quando una compagnia sviluppa un nuovo composto che potenzialmente può avere effetti terapeutici per gli umani, vengono finanziati (con milioni di dollari) degli istituti di ricerca accademici per studiare il farmaco attraverso ricerche su animali. Se il composto passa i test animali, si procede con i test clinici e infine si approda al mercato dove si generano incredibili profitti per queste case farmaceutiche.

I test su animali vengono usati per poter passare velocemente alle prove cliniche, garantendo al contempo una copertura legale alle aziende farmaceutiche. Questi test vengono usati come prova, a favore o a discapito a seconda delle convenienza, quando ci sono delle cause legali contro le case farmaceutiche (o contro lo stato) in conseguenza di qualche effetto collateralo imprevisto dei farmaci messi in commercio. I test su animali servono cioè a proteggere le compagnie in caso di azioni legali, per evitare un risarcimento danni che potrebbe comportare un enorme dispendio di denaro.

Inoltre, ricercatori e case farmaceutiche alimentano il mercato dei fornitori, cioè tutte quelle aziende che a vario titolo forniscono prodotti e servizi per la sperimentazione, ad esempio quelle che allevano gli animali destinati alla vivisezione e quelle che producono le attrezzature (gabbie, strumenti di contenzione, ecc.). Molti direttori di riviste scientifiche sono interessati alla sperimentazione animale in quanto questa garantisce un regolare flusso di materiale da pubblicare. Traggono profitto dal creare un numero sempre maggiore di riviste, le quali a loro volta producono guadagni sotto forma di pubblicità (di case farmaceutiche e di aziende fornitrici).

A fronte dei pochi beneficiari di questa rete di profitti, si contrappone la vasta la schiera dei perdenti. Un enorma numero di animali condannati ad un destino crudele. Malati che potrebbero beneficiare di una cura che viene invece ritardata dalla macchina della sperimentazione animale, la quele finisce per renderli vittime essi stessi come gli animali. I soldi delle tasse dei cittadini che vengono sprecati nella sperimentazione su animali finanziata dal governo, mentre vengono tagliati molti programmi utili per mancanza di fondi.

Si definisce cospirazione un accordo volto a compiere azioni illegali, infide o malvage; un accordo tra 2 o più persone al fine di commettere un crimine. Questa non è una cospirazione. La ricerca su animali è dovuta alle stesse cause che hanno fatto del male all'umanità per millenni: avidità, egoismo, ignoranza e paura.

IL DIRITTO NATURALE IL SOLITO GRANDE ASSENTE AL FESTIVAL DELLA FILOSOFIA (FESTIVAL DELLE STRONZATE ANTROPOCENRICHE) . ERUDITO E VUOTO REMO BODEI

Traggo spunto da un commento lasciatomi pochi giorni fa nel mio post del 30 dicembre 2010 da uno che si firma TUTTO E' CORPO . Ecco le mie risposte sul diritto naturale.
Tutto è corpo ha detto...

L'animale non usa affatto un "diritto", agisce e basta; certo secondo -chiamiamolo- istinto (concetto che di per sé non offre alcuna reale spiegazione, come già mostrò Bateson), o un sistema (?) di istinti, oppure un complesso di stimoli in mutua competizione. Non è comunque questo il punto. Il punto è che "diritto" è solo una parola utilizzata dagli uomini per segnalare la presunta esistenza di accordo sociale circa la liceità di alcune azioni (umane). Resta da capire come si possa fondare tale diritto sulla (peraltro semplicistica e caricaturale) descrizione di ciò che avverrebbe in "natura", istituendo implicitamente con ciò una divisione a mio avviso arbitraria tra "l'umano" e "il naturale", per poi risolvere il primo nel secondo. Ricordiamo che i felini uccidono anche per "sport", vale a dire per esercitare abilità che sono vitali per la sopravvivenza. Inoltre, non è poi tanto inopportuno, credo, considerare "denaro e potere" come equivalenti sociali delle armi di sopravvivenza animale, dal momento che sembrano essere in grado di poter garantire (almeno probabilisticamente) sussistenza, salute e riproduzione. Detto ciò, condividiamo le sue posizioni di rispetto per la vita animale; a mio parere non da intendersi secondo diritto, ma sulla base di un naturale -questa sì- empatia che contraddistingue i mammiferi superiori.

Pietro Melis ha detto...

(1)
All'anonimo (si presenti)
io ho usato il termine diritto naturale per conformarmi alla tradizione giusnaturalistica (Grozio, Pufendorf, Locke, Leibnitz, Kant, per limitarmi all'età moderna). Ma serebbe stato giusto usare l'espressione "principio naturale della tendenza di ogni organismo alla sua autoconservazione".Questa è una legge di natura che non è sconfessata nemmeno dalla catena preda-predatore, dove il predatore uccide per la sua tendenza all'autoconservazione. Che questa sia una legge naturale nessuno può negarlo, in analogia con la legge naturale che è il primo principio della dinamica (ogni corpo TENDE a mantenere il suo stato di quiete o di moto rettilineo uniforme). Il filosofo empirista Hume avrebbe detto che non si può dedurre dall'essere (la natura)il dover essere. Ma il filosofo contemporaneo Hans Jonas rilevò, se pur da un punto di vista antropocentrico (non per nulla era un ebreo, anche se non credente), che i valori (ecco il cavallo di Troia dell'antrocentrismo), in quanto riscontrabili nella stessa natura (e qui sbagliava perché la natura è priva di valori) trovano una coincidenza dell'essere con il dover essere. Da qui il compito che, secondo Jonas, avrebbe l'uomo, di difendere la scala di valori naturali (ma in natura non esiste questa scala) rispettando tutte le condizioni necessarie per il rispetto dell'ambiente naturale in funzione della conservazione della vita umana. E io mi domando: che senso ha dire soltanto umana se si parla di valori naturali? Se si prescinde dalla prospettiva antropocentrica di Jonas, rimane vero tuttavia che in natura l'essere (la natura) coincide con il dover essere, anche se in questo modo Jonas certamente non stava a difendere la vita degli animali non umani come dovere umano. Sta di fatto che, se dalla legge naturale della tendenza di ogni organismo alla sua autonservazione non si ricava il diritto alla sua autoconservazione, tutto, anche nei rapporti tra gli uomini, diventa convenzionale.Perché dovrebbe esistere il diritto dell'uomo alla vita e non il suo contrario? Perché negare che,se il diritto è solo una convenzione tra uomini, Hitler ha avuto solo il torto di perdere la guerra e nessun altro torto, mentre il nazismo è stato accusato di "crimini contro l'umanità". Ci si rende conto o non che i crimini contro l'umanità non esistono se non esiste un principio superiore alle leggi umane? I credenti possono dire che il principio superiore fa capo a Dio. Ma per piacere!

Pietro Melis ha detto...

(2)
Dostevskij ne I fratelli Karamazov fa dire a uno dei suoi protagonisti che, se Dio non esiste, allora tutto è permesso. Ma, a parte il fatto che Dostoevskij si riferiva ad un Dio evangelico, e non certo a quello del cristianesimo delle istituzioni religiose, in nome del quale si sono giustificate tutte le stragi che sappiamo (come tuttora i kamikaze islamici giustificano gli attentati credendo di essere ossequienti ad Allah, secondo le norme del Corano), un non credente a che deve appellarsi per poter dire che, se Dio non esiste, tutto è permesso? Torno ad Hitler: sfido chiunque a dirmi perché Hitler sia condannabile dalla storia. Anche i nazisti avevano i loro valori morali, che non si sono imposti soltanto perché hanno perso la guerra. E' evidente che sulla base dei asseriti valori morali (tutti culturali) "non si uscirà mai dal conflitto mortale tra valori morali" (Max Weber). Se ne può uscire soltanto con un principio che sovrasti i morali morali. Se il diritto alla vita dell'uomo dovesse dipendere dai valori morali, allora anche tale diritto sarebbe del tutto convenzionale. Ma questo principio non può essere convenzionale,nel senso che non può dipendere da leggi umane, altrimenti si rimane all'interno dei valori morali. E saremmo da capo. Deve essere un principio naturale.E allora non si capisce proprio perché dovrebbe valere solo per la natura umana data la comune origine di tutte le forme di vita. Questo non ci si vuole mai metterlo in testa. O si crede ancora nella favola di Adamo ed Eva? Non ci si può riparare dietro la solita solfa della dignità della persona umana, altrimenti bisognerebbe riconoscerla anche ai peggiori criminali. Al contrario, l'uomo può valere meno di un qualsiasi animale non umano, il quale agisce per istinto, e dunque non può essere responsabile di ciò che fa, al contrario dell'uomo, se non è solo istinto. All'anonimo io porrei una domanda. Chi avrebbe buttato giù da una torre nel 1939 (se non prima)? Hitler o uno scarafaggio? Stia attento a come risponde. Perché se butta giù Hitler sta dando ragione a me, altrimenti attribuisce anche ad Hitler la dignità della persiona umana (anche a costo di 40 milioni di morti) e bisogna ritenere superiori agli animali non umani anche i peggiori criminali. Se non esistesse il dovere di rispettare la legge naturale della tendenza di ogni essere vivente alla sua autoconservazione si arriverebbe all'assurdo che l'uomo avrebbe il diritto di distruggere la natura, di essere padrona di essa, essendo egli stesso parte della natura, per cui la distrizione della natura sarebbe un'autodistruzione della natura. Ma ciò in contrasto con la legge naturale della tendenza degli esseri viventi alla loro autoconservazione. E così ho anche evitato di usare l'espressione "diritto naturale", che una connotazione antropomorfica. Ma i conti tornano lo stesso.

lunedì 12 settembre 2011

11 settembre: SAREBBE STATO MERAVIGLIOSO SE NON FOSSE STATO OPERA DEGLI ISLAMICI

L'arroganza americana, ben espressa da quel criminale di Bush, che invase l'Iraq del laico Saddam Hussein accusandolo di avere armi sterminio di massa (risultate inesistenti) causando centinaia di migliaia di morti in iraq con la pretesa di esportarvi la democrazia quando nei Paesi arabi è proprio la democrazoia il cavallo di Troia dei fanatici religiosi, non può muovere a commozione per poco più di 3000 morti. Come se avesse valore soltanto la vita degli americani. Bisogna ricordare che gli americani furono sempre dei vigliacchi durante la guerra in Italia, bombardando città che non avevano alcun obiettivo militare. Proprio l'11 settembre questi vigliacchi bombardarono Foggia causando 20.000 morti e distrussero l'abbazia storica di Montecassino quando i tedeschi l'avevano già abbandonata. E il bombardamento del quartiere di s. Lorenzo a Roma. Per non parlare delle centinaia di migliaia di morti civili nel bombardamento di Hiroshima e Nagasaki (sebbene i musi gialli del Giappone non mi siano affato simpatici). Ma si sa che la ragione è sempre dalla parte dei vincitori. Questi fottuti americani dovrebbero avere vergogna di fare dell'11 settembre il ricordo di un martirio evitando di ricordare tutte le vittime delle guerre da essi fomentate credendosi padroni della Terra. Quei tremila morti delle torri gemelle sono troppo pochi. Hanno sempre portato le guerre in casa degli altri. Dovevano una buona volta sapere che cosa sia una guerra in casa loro. Peccato che non siano stati molti di più.

LA PROVOCAZIONE

«L'11 settembre? Un evento
dalla bellezza sublime»

Lo scrive Franco Piperno, ex leader di Potere Operaio.
I terroristi? «Un pugno audace di intellettuali»

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COMMENTI

dipende
11.09|19:48
greta62

sempre da ke parte la si vede, qui sotto hanno scritto ke l'11 settembre del 73 alcuni "patrioti" hanno salvato il cile dal comunismo consegnandolo ad augusto pinochet uno dei piu grossi criminali della storia,e dietro c'erano le multinazionali usa, i nazisti chiamavano i partigiani banditi e terroristi....aldila del giudizio di piperno che parla di "bellezza sublime" in una strage, mi piacerebbe che l'ipocrita mondo occidentale ricordasse i 400.000 morti del ruanda, quelli del darfur, quelli palestinesi, quelli iracheni, gli indios che ogni giorno crepano x difendere le loro terre, gli africani che muoiono a milioni di fame sete e mancanza di medicinali....i morti dovrebbero essere tutti uguali ma alcuni lo sono di piu, ed i media ci indicano la via dicendo al popolo ammaestrato x cosa indignarsi e per cosa no....

non se ne può più
11.09|19:34
aedo

di questa retorica sull'11 settembre.

Raccapricciante
11.09|19:22
Rendecentro

Raccapricciante

w america
11.09|19:12
thairobbie

11 settembr 1973? un giorno memorabile in cui patrioti hanno salvato il proprio paese dal comunismo. come si vede ogni fatto lo si può vedere da diversi punti di vista. l'editoraile disgusta ma non piu' di tanto vista l'origine. w sempre l'america

Non ho nulla da commemorare!!
11.09|19:12
ribelle

Non essendo americano non ho nulla da commemorare quest'oggi. Vomitevole e stomachevole l'insistente retorica su episodio che ha permesso all'impero USA di impossessarsi dei giacimenti petroliferi dell'Iraq uccidendo 650.000 civili. Nessuno che spenda una sola parola per tutte le vittime innocenti fatte dagli esportatori di "democrazia e libertà". Preferisco commemorare la morte delle decine di migliaia civili italiani morti sotto le bombe liberatorie dei "nostri" alleti.

GRAZIE AMERICA PER AVER RESO IL MONDO UNA POLVERIERA!
11.09|19:10
aquila06

Dobbiamo riconoscere all'America il merito Divino nel gestire il mondo.Infatti dopo aver eletto il Dio della guerra Busc,hanno elevato il Dio della Pace Obama per continuare le guerre e per iniziarne altre,come contro la Libia(Gheddafi capo espiatorio del Terrorismo e burattino nelle loro mani da sempre amico della Cia-Mossad-M16 tramite la Casta politica italiana).Guarda caso tutti i governi sudditi per proteggere i mandanti degli atti terroristici hanno imposto il segreto di Stato.La Russia perdendo il suo peso militare strategico,ha dovuto sottomettersi alla loro volontà e chiedere l’aiuto del Messia per calmare le ire del Dio della guerra Busc.Gli americani recitano le commedie da grande fratello tenendo sotto pressione e nella paura le popolazioni della Ue per mantenere in piedi le Caste politiche suddite.Quindi,con l’occasione giustifica la protezione di Israele bloccando lo Stato indipendente Palestinese.Questa realtà ci conferma che sono loro i veri padroni del mondo,infatti il Kosovo dove l’Esercito di Dio aveva fatto accordi con i Terroristi e mercanti di organi Umani,hanno subito riconosciuto il nuovo Stato(negano quello palestinese) per sottomettere la Serbia e isolare la Russia in declino senza peso mondiale e solo la Casta politica italiana la può salvare facendola uscire dalla crisi,infatti cade un aereo alla settimana e sono costretti a dare da mangiare carne in scatola per cani ai militari,per questo sperano nella Fiat americanizzata.

prima brigatista e adesso assessore, giornalista, professore
11.09|19:05
B. USA

la cosa piu' triste e' vedere come questa "persona" non solo non ha pagato alcunche' per il suo passato, non si e' pentito di nulla, ma anzi adesso e' professore, assessore e adesso anche giornalista. E' anche la nostra Societa' che, complice, da' al Sig. Piperno questi poteri mediatici. E' la gente che lo ha votato come assessore. Assessore, ma stiamo scherzando? uno che ha affermato "«I brigatisti? Moralmente ottime persone»".... Disgustato

Sai che roba
11.09|19:02
lucas2

Hai detto Piperno, sai che roba. Un fine intellettuale che nella propria vita è riuscito solo ad essere leader di un centinaio di liceali e di emarginati. Ma per favore...

Perché ci odiano?
11.09|18:59
anders_mi

Non condivido l'entusiasmo di Piperno. Il terrorismo, come sempre accade, ha convinto le vittime di essere oggetto di una violenza straordinaria e ingiustificata. Le immagini dei corpi straziati, degli edifici incendiati e crollati, della disperazione dei sopravvissuti, hanno regalato all'America il ruolo di vittima innocente di un'aggressione irragionevole. Nessun americano, a quanto ne so, si è fermato di fronte a quei corpi, a quegli edifici in fiamme, e ha pensato "questo allora dev'essere quello che prova un afgano quando la sua famiglia viene distrutta da un drone americano; questo deve provare il palestinese cui la casa viene rasa al suolo dai bulldozer israeliani; così dovevano apparire i corpi dei duecentomila bambini morti durante le sanzioni imposte all'Iraq; così i corpi e le case dell'Iraq bombardato e invaso... ". Questo processo di identificazione, che è l'unica cosa che possa salvarci da altre guerre e da altri orrori, non si è verificato; ne è nato invece, per reazione, un sentimento confortante e autoassolutorio che parte dal presupposto che il nemico ci odi per ciò che siamo e non, come purtroppo è, per ciò che facciamo.

La libertà e la tenebra
11.09|18:38
Lettore_728409

L'attacco alle Torri Gemelle fu diretto contro valori veri,prodotti e sedimentati in Occidente lungo secoli di storia a partire dall'antica Grecia, attraverso la potenza del pensiero filosofico, del Cristianesimo,delle rivoluzioni inglese, americana,francese, dei moti liberali che condussero in Europa alla formazione degli Stati costituzionali : libertà, democrazia, Stato di diritto,responsabilità individuale.Contro di essi si scatenò la furia selvaggia della tenebra cieca e fanatica che privilegia la tirannide e la schiavitù.Ma non prevarrà, perchè la libertà - la nemica mortale e vincitrice di ogni concezione totalitaria - è la forza motrice dell'umanità.Tali valori tutelano anche il diritto dei Piperno di esprimere le loro "audaci" opinioni.

L'audacia vera è altra cosa
11.09|18:28
Dario60

Ho letto per intero lo scritto di Piperno. Sulla scia degli ultimi scritti di Negri, Piperno sembra non riuscire a distinguere tra rivoluzioni popolari e violenza individualistica rivolta contro gente inerme. Forse richiederebbe troppa attenzione comprendere le ragioni, le difficoltà e le contraddizioni della primavera araba. Due aerei che si infilano dentro le Twin Towers sono apparentemente cosa più semplice da osannare, dimenticando che non hanno certo migliorato il destino né dei palestinesi né di nessun altro nel mondo arabo - né ovviamente altrove. Quel "pugno audace di intellettuali" fu solo l'espressione di una impotenza politica trasformatasi in odio cieco. Una storia che l'ex leader di Potere Operaio deve sentire assai affine alla sua.

Non c'e' un limite evidentemente ..
11.09|18:27
Tavola

nelle profondità della stupidità umana. Imbarazzante, terribile, angosciante, vergognoso.

11 settembre
11.09|18:27
ilpennaiolo

ho letto l'articolo e pur non condividendolo in larga parte non mi ha disgustato. Lo ho trovato come uno spunto di riflessione scevro da ogni falso moralismo, e per questo legittimo, anche se ripeto non condiviso. Tuttavia, nel commemorare le vittime civili dell'11 settembre 2001, il Corriere e tutti, tutti gli organi di informazione hanno fatto un torto enorme. Perchè proprio l'11 settembre segna la data di un altro evento, nel quale l'America non è vittima ma carnefice. L'11 settembre 1973, il golpe di Santiago. Ecco, ricordare solo un avvenimento storico, tralasciandone un altro con la scusa della scarsa mediaticità, mi avvicina più all'editoriale di Piperno che a quello di De Bortoli. Lo dico con franchezza.

Dice cose folli da sempre...
11.09|18:26
lorenzovalla

Questo signore non é quello che applaudí l'assassinio di Moro definendolo "una geometrica potenza"?... ..É solo da compatire...

Vedo che i cattivi maestri...
11.09|18:13
Lettore_772699

...continuano a mietere vittime e intossicare i cervelli. A quando editoriali di Toni Negri e di Cesare Battisti (quello che purtroppo i genitori avevano battezzato con migliori intenzioni?).

meglio gli USA che gli altri
11.09|18:13
Cirus77

che pena legger certe cosa ancora oggi... nella storia ci sono sempre stati stati dominanti, o se si preferisce imperi. E' però indubbio che il periodo americano sia stato il migliore portando libertà e ricchezza a disposizione di un numero incredibile di persone. Meglio gli USA dell'URSS o della Cina di oggi, meglio della Francia del Terrore e napoleonica, dei conquistadores spagnoli o delle colonie inglesi, di Gengis Kan o degli arabi-saraceni. E meglio della Roma imperiale (si fa fatica dopo 2.000 anni a riconoscere che Giulio Cesare fu uno dei primi genocida della storia)... Poi c'è gente che grazie a queste libertà e ricchezze può scrivere, ma scrive pure sciocchezze. Non si può ottenere la perfezione, ma sicuramente il periodo americano è il migliore della storia

GRAZIE AMERICA PER AVER RESO IL MONDO UNA POLVERIERA!
11.09|17:58
aquila06

Sembra una barzelletta,infatti i padroni del mondo specialisti nelle prove tecniche dagli esperimenti in isole abitate con lanci di bombe atomiche ai sequestri di persone da torturare sul territorio italiano e UE fino ad arrivare a sostenere terroristi e mercanti di organi umani regalandogli uno Stato,dotati di scudi antimissili che non passerebbe una mosca(per questo le installano i Polonia per controllare la Russia)sia potuto accadere un simile disastro.Si vede che il nuovo Dio Denaro orgoglioso della Casta politica italiana,gli ha voluto questo avvenimento per far leva sul pietismo.Quindi non sarà che avevano bisogno di una simile tragedia per poter farsi passare come vittime e giustificare tutti gli intrighi internazionali per sobillare i governi delle nazioni che non vogliono sottomettersi alla loro volontà? Dobbiamo riconoscere agli americani,israeliani,vaticano e inglesi i meriti strategici Divini che saciscono la loro superiorità intelettiva,finanziaria e militare per dominare e governare la Globalizzazione.Infatti con la paura delle stragi iniziate con la strage delle Ginestra e degli attentati sono riusciti a sottomettere prima l’Italia e poi le Nazioni della UE alle loro volontà. Quindi prima hanno elevato il Dio delle Guerre Busc,strumentalizzando gli attentati facendo leva sul pietismo per giustificare la guerra contro l’Iraq(Saddam capo espiatorio,burattino nelle loro mani),poi hanno elevato il Dio della Pace Premio Nobel Obama per continuare le guerre.


martedì 6 settembre 2011

SEMPRE COLPA DELL'UOMO E NON DEI CANI

I cani non ne hanno alcuna colpa. Tutte le razze di cani sono artificiali. Si sa che il lupo non attacca mai l'uomo. Se ne deduce che il pittbull, come il rottweiler altre razze come il dog argentino, dovrebbero essere portate lentamente all'estinzione con la sterilizzazione e non con la soppressione. Io sopprimerei quegli individui frustrati che si sentono forti facendosi scudo di queste razze dei cani.

Psicosi dopo che una bimba di 4 anni è stata azzannata e uccisa

L'Australia sopprime i pitbull

I proprietari li stanno consegnando volontariamente alle autorità cittadine affinché vengano eliminati

Psicosi dopo che una bimba di 4 anni è stata azzannata e uccisa

L'Australia sopprime i pitbull

I proprietari li stanno consegnando volontariamente alle autorità cittadine affinché vengano eliminati

(Adnkronos)
(Adnkronos)
MILANO – Dopo l’incidente di metà agosto, quando una piccola australiana di 4 anni fu azzannata e uccisa da un pitbull a casa della cugina nell'area metropolitana di Melbourne, l’intera comunità locale è sotto shock. Tanto che – mentre il pitbull responsabile dell’aggressione verrà soppresso su ordine della polizia – l'amministrazione locale di Hume sta ricevendo continue richieste da parte dei proprietari di pitbull della zona: per il timore di nuove aggressioni, gli abitanti chiedono che i loro animali vengano soppressi.

RESPONSABILITÀ – A spaventare i proprietari sembra essere soprattutto la decisione della polizia locale e dell'amministrazione locale: sta per essere infatti approvato un emendamento che prevede che la responsabilità - civile o penale - dei danni compiuti dai cani ricada sui loro padroni. Nei casi estremi è previsto anche il carcere. Nella lista dei «cani pericolosi» ci sono dieci diverse razze e tra queste anche i pitbull. Mentre molti proprietari hanno deciso immediatamente di abbandonare il loro animale, consegnandolo all'organizzazione che tutela gli animali, altri invece hanno fatto espressa richiesta che i loro pitbull, ma anche gli incroci tra pitbull e mastino diffusi nella zona, vengano direttamente soppressi. Nelle ultime settimane, l’amministrazione di Hume ha contato oltre dieci richieste di questo genere, mentre la «Lost Dogs Home» riceve ogni settimana circa uno-due esemplari di cani giudicati «pericolosi». Non è la prima volta che i dintorni di Melbourne registrano incidenti i cui responsabili sono cani inferociti. A Hume dall’inizio dell’anno si sono registrati 50 casi di attacchi da parte di pitbull e loro incroci, mentre lo scorso anno furono in tutto 203, non tutti però con conseguenze gravi e mortali per gli altri animali o umani coinvolti.

Eva Perasso
06 settembre 2011 16:42

giovedì 1 settembre 2011

SE LO DICE BERLUSCONI...IO L'HO SEMPRE DETTO CHE QUESTO E' UN PAESE DI MERDA. MA LUI HA SEMPRE FATTO AFFARI CON LA MERDA

RICORDIAMOCI TUTTI, PER ESEMPIO, COME ACQUISTO' LA VILLA DI ARCORE SFRUTTANDO L'APPOGGIO DEL SUO AMICO PREVITI CHE ERA PROTUTORE DELL'EREDE MINORENNE FIGLIA DEL CONTE CASATI STAMPA E DELLA SUA PRIMA MOGLIE. CON LA SECONDA MOGLIE GODEVA SOLO NEL VEDERLA ACCOPPIARSI CON UN ALTRO. FINO A QUANDO LA MOGLIE SI INNAMMORO' DELL'ULTIMO ARRIVATO E ALLORA IL CONTE AMMAZZO' LA MOGLIE E SI SUICIDO'. MA COME MAI BERLUSCONI TRAMITE PREVITI ACQUISTO' NEL 1974 LA VILLA PER SOLI 500 MILIONI SU UN VALORE STIMATO DI 1 MILIARDO E MEZZO?
L'ereditiera Casati Stampa di Soncino, avendo nel frattempo lasciato l'Italia per il Brasile, decise di vendere l'intera proprietà San Martino nel 1974 con la mediazione del suo legale (l'avvocatoCesare Previti) all'allora imprenditore edile Silvio Berlusconi (la villa, completa di pinacoteca, biblioteca di 10mila volumi - per curare i quali venne assunto come bibliotecario Marcello Dell'Utri - arredi e parco con scuderia in cui fu assunto come stalliere il mafioso Vittorio Mangano, era all'epoca valutata per il solo bene immobile circa 1 miliardo e 700 milioni di lire[8]) in cambio della cifra, molto inferiore alla valutazione, di 500 milioni di lire[9] in titoli azionari (di società all'epoca non quotate in borsa), pagamento dilazionato nel tempo[10][11]. L'ereditiera non riuscì a monetizzare, se non con un accordo con gli stessi Previti e Berlusconi, che li riacquistarono per 250 milioni, ossia la metà di quanto avrebbero dovuto valere[12].


L'INTERCETTAZIONE

"Vado via da questo Paese di merda"
Lo sfogo di Berlusconi con Lavitola

Il premier al telefono mostra tutta la sua esasperazione per le vicende giudiziarie che lo coinvolgono. Secondo il gip, si tratta di conversazioni rilevanti per l'indagine perché mostrano la "speciale vicinanza tra i due"

NAPOLI - Berlusconi, al telefono con Valter Lavitola, è un fiume in piena. Amareggiato e furioso. "'Tra qualche mese me ne vado... vado via da questo paese di merda... di cui... sono nauseato... punto e basta...". Queste le sue parole in una conversazione intercettata la sera del 13 luglio scorso, nell'ambito dell'inchiesta della procura di Napoli sulla presunta estorsione al premier. L'interlocutore telefonico è Valter Lavitola l'uomo accusato di aver fatto da tramite per i versamenti di denaro a Gianpaolo Tarantini. E di aver fatto anche la cresta sulle somme ricevute.

Secondo il gip di Napoli - che ha disposto l'arresto dello stesso Lavitola, di Gianpaolo Tarantini e della moglie per estorsione a Berlusconi - la conversazione è "rilevante" proprio perché dimostra la "speciale vicinanza" tra il premier e Lavitola e la "natura dei rapporti" tra i due. Per il giudice, Lavitola era "impegnato sostanzialmente come attivo e riservato informatore su vicende giudiziarie che, benchè riguardanti terzi, appaiono di specifico e rilevante interesse dello stesso Berlusconi". Un riferimento al ruolo svolto da Lavitola, attivissimo nel procurare documenti sul caso dell'appartamento di Montecarlo nei giorni della rottura politica tra il premier e il cofondatore del Pdl, Gianfranco Fini.

E' Berlusconi a chiamare, contattando Lavitola sulla sua utenza panamense alle 23 e 14 del 13 luglio. Il premier si fa introdurre da un tale 'Alfredo'. La telefonata dura più di 13 minuti, durante i quali si parla di vari argomenti, in particolare di procedimenti giudiziari. Con riferimento - si legge nelle carte - "a quello condotto qui a Napoli sulla cosiddetta 'P4' nonchè ad altri potenziali procedimenti riguardanti fatti accaduti a Bari e di cui il Lavitola sembra avere notizie". E' in questo contesto che il premier mostra tutta la sua irritazione.

"...Anche di questo - dice Berlusconi, a proposito di alcuni aspetti della vicenda P4 - non me ne può importare di meno... perchè io... sono così trasparente... così pulito nelle mie cose... che non c'è nulla che mi possa dare fastidio... capito?... io sono uno... che non fa niente che possa essere assunto come notizia di reato... quindi... io sono assolutamente tranquillo... a me possono dire che scopo... è l'unica cosa che possono dire di me... è chiaro?... quindi io... mi mettono le spie dove vogliono... mi controllano le telefonate... non me ne fotte niente... io... tra qualche mese me ne vado per i cazzi miei... da un'altra parte e quindi... vado via da questo paese di merda... di cui... sono nauseato... punto e basta...".

01 settembre 2011