giovedì 2 aprile 2015

ARGOMENTO INVINCIBILE CONTRO L'EURO

Qual è lo Stato europeo che ha il maggiore reddito e una disoccupazione inesistente? La piccola DANIMARCA, che, pur facendo parte dell'UE, con un referendum bocciò l'ingresso nella zona euro e si tenne la corona come moneta nazionale. Altrettanto fece la Svezia che si tenne la corona. L'Inghilterra non fece alcun referendum e si tenne la sterlina. Come mai la Svizzera, non facente parte delll'UE, si è tenuta il franco? Tutti questi Stati stanno meglio di quelli facenti parte della zona euro. 
A questa domanda debbono rispondere tutti quelli che ancora sostengono l'euro senza avere argomenti fondati sul piano economico. L'euro è una moneta artificiale che è servita solo alla Germania dopo l'unificazione per avere un mercato europeo unico fondato praticamente sul marco perché l'euro fu introdotto nel 1999 tenendo come riferimento il valore che ogni moneta nazionale aveva rispetto al marco. Cosicché tutte le economie degli Stati della zona euro si sono assoggettate al marco tedesco sotto la diversa voce dell'euro. Violando in questo modo la ferrea legge economica che vuole che la moneta rifletta il valore dell'economia reale di uno Stato. L'euro è una moneta artificiale che ha espropriato ogni Stato della sua sovranità monetaria. Gli ignoranti o disonesti vanno ancora dicendo che l'euro ci ha salvato dall'inflazione. Dire una cosa simile significa ammettere che il governo italiano, per esempio, non era da sé capace di arginare l'inflazione e aveva bisogno di vincoli esterni rinunciando alla propria sovranità. In secondo luogo si dà come vero una grande falsità, che la svalutazione della moneta produca di pe sé una inflazione. Ciò è contraddetto da quanto avvenne nel 1992, quando la lira fu svalutata del 20% producendo un'inflazione del solo 5%. Questa svalutazione produsse un rilancio di tutta l'economia nelle esportazioni. Vi è poi da considerare che abbandonando l'euro per tornare ad una lira svalutata rispetto all'euro le cose non cambierebbero affatto nel mercato interno perché i prezzi automaticamente si adeguerebbero al minore valore della moneta. Infatti le imprese dovrebbero diminuire i costi dei loro prodotti per conservare il mercato interno. Con l'euro, al contrario, la conseguenza è stata l'aumento di tutti i prezzi che si sono adeguati al valore della moneta forte del marco anche se poi si è chiamato euro, mentre gli stipendi e i salari, non essendo stati rivalutati rispetto al maggiore valore dell'euro-marco, hanno subito un relativo impoverimento. Chi ci ha guadagnato è stata solo la Germania che ha unificato il mercato europeo a favore delle sue esportazioni, annullando i benefici che avrebbero avuto le altre monete nazionali, che, meno forti dell'euro-marco, avrebbero cotrastato facilmente le esportazioni tedesche rendendosi competitive rispetto ai prodotti tedeschi.    
Che poi l'economia della Germania sia molto migliore di quella degli altri Stati della zona euro è solo una falsità. Si dice che in Germania la disoccupzione sia inesistente. Ma come è stato ottenuto questo risultato? In due modi. 1) Riducendo gli stipendi e i salari e 2) introducendo i cosiddetti mini jobs per i disoccupati, cioè  lavori a termine sottopagati  con 400 euro al mese. E questo sarebbe il miracolo economico della Germania? Ma per favore!     

2 commenti:

Anonimo ha detto...

È d'uopo uscire al più presto dalla zona Euro, se non addirittura dall'Unione Europea, anche se intuisco che sarà un'impresa ardua, forse impossibile. Mi verrebbe da citare il sommo poeta: "Lasciate ogni speranza, o voi che entrate!"
Uscire per almeno due motivi, intanto per far cessare l'austerità imposta dalla BCE, di concerto con la Commissione europea, sostenute dai paesi forti dell'Unione europea, che sta dissanguando gli Italiani. Eliminando altresì diritti acquisiti a chi vive di lavoro e specialmente di lavoro dipendente. Primo fra tutti il diritto di poter smettere di lavorare ad un'età decente, non un giorno prima di morire. Se non addirittura che lo Stato italiano speri che un lavoratore muoia prima di arrivare all'età di pensione. Come purtroppo sta facendo la legge Fornero, che ha eliminato la pensione di anzianità di servizio che si percepiva dopo 40 anni di lavoro ed ha elevato l'età pensionabile ad un'età indefinita e sempre più crescente col passare degli anni. Tranne il caso in cui l'ISTAT, dichiari che l'aspettativa di vita media dell'italiano si sia fermata (ipotesi improbabile, almeno per ora e poi affidata ad un'ente statale). Intanto già questa aspettativa media senza tenere conto della differenza di genere e neanche della differenza nelle varie regioni d'Italia è sbagliata, perché fa di tutta l'erba un fascio. E poi questa legge è stata fatta per fare cassa, per pagare gli interessi sul debito pubblico italiano, nel modo più facile per lo Stato. Debito che purtroppo (da che facciamo parte della zona euro) si trova nelle banche europee. Si poteva almeno lasciare la pensione di anzianità. Altro principale e sacrosanto diritto abolito, perché richiesto dalla commissione europeao ecc., è stato quello dell'art. 18. Adesso anche senza giusta causa è possibile essere licenziati da un posto di lavoro. Di questi due sacrosanti diritti ora aboliti, non se ne parla mai a sufficienza sui media, tacitati dal potere. Anche le forze politiche di opposizione su questi due diritti eliminati, sono ondivaghe, poco coese e incapaci di organizzare la benché minima forma di lotta. Prossimamente prevedo che assisteremo allo smantellamento totale del sistema sanitario nazionale, sempre come conseguenza di fare parte di questo sistema politico europeo. Il secondo motivo per l'uscita dalla zona euro è la giusta rivendicazione di una piena sovranita' monetaria economica e politica. Intanto per l'orgoglio di poter decidere da noi le nostre leggi senza condizionamenti o vincoli di bilancio. E poi perche' fare parte di un sistema di stati mina la capacità di sviluppo di un paese debole come l'Italia. Impedendo ad ogni stato membro la possibilita' di stampare autonomamente denaro (se non dietro autorizzazione della BCE e con la dovuta copertura finanziaria), limitando fortemente la circolazione monetaria nel nostro paese. Tutto questo genera specialmente in Italia (paese povero di risorse economiche) una crisi economica permanente.
Grazie,
Anton.

Sergio ha detto...

Sappiamo tutti a cosa servissero l'euro e la libera circolazione: a forzare i tempi dell'unione e integrazione europea, cancellando frontiere e stati e creando una moneta che - grazie alla forza economica dell'UE (un mercato di 500 mlm di consumatori!) - avrebbe scalzato persino il dollaro.
L'UE voleva infatti diventare la potenza economica più forte del pianeta e fra gli altri progetti voleva ELIMINARE LA DISOCCUPAZIONE entro il 2010 !!!
Nel calcolo aveva dimenticato la Cina!

Non è poi assolutamente vero che in Germania non ci sia disoccupazione o sia scarsa: sono sempre milioni i disoccupati. La disoccupazione è bassa o minima solo in piccoli paesi come la Danimarca e la Svizzera o la Svezia. Tuttavia anche in Svizzera il 3% è disoccupato (in cifre: ca. 150'000 persone - a fronte però di 4,3 mlm di occupati, una percentuale di occupati altissima: essendo gli abitanti 8 mlm abbiamo un tasso di occupazione superiore al 50%, di fronte a un 26-30% in Italia).
Solo nei paesi del socialismo e comunismo reali (Unione Sovietica, Cuba, DDR ecc.) la disoccupazione non esisteva, almeno ufficialmente: tutti avevano ovvero dovevano avere un lavoro (persino obbligatorio!). Ma sappiamo che lavori erano: da fame o ridicoli, per fingere occupazione. In una vera economia di mercato, anche nell'economia sociale di mercato di marca tedesca, un tasso di disoccupazione è inevitabile, perché le imprese possono fallire. Ma se l'economia è sana la disoccupazione può essere riassorbita in parte. Per gli altri ci sono gli ammortizzatori sociali. In occidente nessuno muore di fame o non ha un tetto. Ma certo non possiamo sfamare le centinaia di milioni di Africani in arrivo, i cosiddetti nuovi Italiani che vengono a popolare un paese allo sfascio.