sabato 18 aprile 2015

CIO' CHE E'VIVO E CIO' CHE E' MORTO DEL FASCISMO. NAZISMO ROVINA DEL FASCISMO E FASCISMO ROVINA DEL NAZISMO

Ho parafrasato il titolo di un libro di Benedetto Croce: Ciò che è vivo e ciò che è morto della filosofia di Hegel
Il nazismo è stato la rovina del fascismo e il fascismo la rovina  del nazismo. L'errore imperdonabile del fascismo è stato quello di entrare in guerra nel 1940 quando Mussolini credette che ormai la vittoria del nazismo fosse un fatto compiuto con la sconfitta della Francia e la spartizione della Polonia con lo sciagurato patto tra Hitler e Stalin.  Mussolini doveva capire che quell'accordo (in funzione della spartizione della Polonia) era un patto ipocrita da parte di Hitler, che aveva bisogno di tempo per scatenare la guerra contro l'Unione Sovietica dopo essersi impadronito di tutta l'Europa continentale, rimanendo solo la guerra contro l'Inghilterra. Mussolini doveva capire che l'Italia non era in grado di condurre una "guerra parallela" (così fu chiamata) senza l'aiuto della Germania. E così invase in modo sconsiderato la Grecia neutrale dove l'esercito italiano si impantanò in un disastro da cui fu salvato dall'intervento tedesco che in pochi mesi occupò tutta la Grecia. Non bastandogli ciò Mussolini andò a rompere la scatole all'Inghilterra invadendo l'Egitto che si trovava sotto il protettorato inglese. Anche qui la conseguenza fu la necessità di far intervenire le divisioni tedesche per resistere alla controffensiva inglese. E si sa che, nonostante le imprese delle armate tedesche comandate da Rommel (la famosa volpe del deserto) alla fine le divisioni italo tedesche dovettero arrendersi con la sconfitta di El Alamein. La conseguenza fu la resa stipulata nel giugno del 1943 a Tunisi, con il sequestro di tutti i carri armati tedeschi e con 400.000 prigionieri tedeschi che furonoinviati in Canada e negli Stati Uniti perché non potessero essere più impiegati in guerra dalla Germania. Errore grave di Hitler, la cui affezione per Mussolini fu una delle concause della sua sconfitta. Affezione che lo portò a commetterre un altro grave errore dopo la caduta del fascismo. Invece di abbandonare il fascismo a se stesso in quanto era solo una palla al piede (non avendo la Germania alcun interesse  ad aiutare Mussolini nella sua scriteriata guerra parallela) volle ulteriormente salvarlo dopo il 25 luglio del 1943, che vide la caduta di Mussolini nella seduta del Gran Consiglio del fascismo. Mussolini si trovava in un apparente stato di arresti sul Gran Sasso. In effetti vi era una ridotta pattuglia che lo sorvegliava. Fu facile per Hitler  inviare una piccola squadra di aerei per prelevare Mussolini e portarlo in Germania per indurlo a costituire la Repubblica Sociale Italiana. La conseguenza fu un'Italia divisa in due con inutile spreco di divisioni tedesche prima per contrastare l'avanzata degli angloamericani sbarcati in Sicilia nel luglio del 1943 e poi per resistere nella difesa della R.S.I. dopo l'abbandono del resto del territorio italiano con l'abbandono di Roma (dove si ebbe la tragedia delle Fosse Ardeatine causata dal vigliacco e proditorio attentato di via Rasella). Dunque doppio errore: di Mussolini che si fidò di Hitler che decantava armi segrete che non aveva e di Hitler che distolse un enorme numero di divisioni per occupare tutto il nord Italia nella costituita R.S.I.  Hitler perse la guerra non sul fronte occidentale, pur dopo lo sbarco degli americani  sulle coste Normandia nel giugno del 1944. Egli sarebbe stato in grado di contrastare lo sbarco degli americani e di ributtarli tutti a mare se avesse potuto disporre  di parte delle divisioni impiegate sul fronte russo. Perché non è  vero che la Germania perse la guerra sul fronte russo nella battaglia di Stalingrado. Infatti dopo Stalingrado vi fu  nei mesi di ottobre-novembre del 1943 la potente controffensiva tedesca nella vittoriosa battaglia di KURSK che costrinse le armate sovietiche, per non subire peggiori perdite, ad arretrare di centinaia di km il fronte di guerra. Dopo tale vittoria i generali tedeschi chiedevano divisioni per rafforzare la controffensiva ed inseguire i sovietici in ritirata. Ma queste divisioni non esistevano. Dove erano? Molte erano state nel frattempo perse in Africa ed altre erano ancora impegnate in Grecia dove erano intervenute per salvare il fascismo. E molte altre si trovavano scriteriatamente impegnate in Italia per salvare il fascismo della R.S.I.  Se queste divisioni impegnate per salvare il fascismo fossero state impiegate sul fronte russo la Germania avrebbe arrestato l'avanzata delle armate sovietiche e sarebbe  stato quasi un gioco contrastare l'avanzata americana, anche con la rinuncia all'ulteriore occupazione della Francia.  Non bisogna infatti dimenticare che metà della Francia (quella del governo di Vichy) era alleata della Germania.  Io mi sono sempre domandato: ma chi gliel'ha fatto fare a Hitler di stipulare il cosiddetto patto d'acciaio nel 1938 con il fascismo? Non poteva capire che avrebbe avuto tutto da perderci? E chi gliel'ha fatto fare a Mussolini di fare il patto d'acciaio con la Germania nazista? Chi gliel'ha fatto fare soprattutto in considerazione che Churchill (con uno sporco doppio gioco) aveva promesso la Dalmazia, più altri territori in Africa  a spese della Francia in cambio della neutralità dell'Italia prima che questa nel giugno del 1940 entrasse in guerra?  Poi che fece Churchill quando nel 1940 vi fu la capitolazione della Francia e la spartizione della Polonia? Paradossalmente pregò Mussolini di entrare in guerra in cambio di guadagni territoriali per l'Italia.  Come si spiega queso paradosso?  Churchill, non prevedendo che Hitler avrebbe scatenato la guerra contro l'URSS, che forzatamente sarebbe divenuta un'alleata dell'Inghilterra, e pensando che ormai la guerra fosse finita con l'occupazione diretta o indiretta (tramite governi filonazisti) di tutta l'Europa da parte della Germania, tentò di farsi amico Mussolini (per cui aveva manifestato sempre ammirazione riguardo alla legislazione sociale del fascismo, ritenuta la migliore del mondo) nella speranza che solo Mussolini potesse moderare le aspirazioni di Hitler sedendosi anche lui al tavolo delle trattative di pace. Questo i libri di storia insegnati nelle scuole non lo dicono perché la storia viene scritta sempre dai vincitori e non bisogna sporcare la loro immagine. 
Che resta di positivo del fascismo? La sua politica interna, tutta la sua legislazione sociale, che i goverrni "democratici" hanno poi demolito pezzo per pezzo sostituendo  tutte le imprese statali del fascismo con imprese private. Io mi sono sempre domandato perché i comunisti abbiano sempre ritenuto che vi fosse un'opposizione ideologica tra fascismo e comunismo, mentre la vera opposizione è tra liberismo e comunismo, essendo fascismo e comunismo apparentati da una concezione statalistica dell'economia. Dal fascismo furono costruite nuove città, furono bonificate dopo millenni le paludi pontine, fu estirpata la malaria, furono istituiti l'INPS (con la pensione di reversibilità per le vedove), la BNL per contrastare gli interessi delle banche private, l'Istituto Case Popolari, l'Istituto Case per Impiegati Statali, l'Agip, le colonie estive gratuite per gli studenti delle scuole medie. L'architettura fascista, di cui un esempio è il quartiere delll'Eur, è tuttora un esempio di bellezza suggestiva che ha dato luogo a costruzioni che sono tuttora un patrimonio artistico di fronte al quale le costruzioni fredde ed anonime in cemento armato del famoso Renzo Piano sono delle cagate pazzesche, obbrobri ispirati unicamente all'utilizzazione funzionale dello spazio, con in più la volontà di stupire solo per grandiosità e non per bellezza. Ma durante il fascismo i palazzi conoscevano la costosa pietra e non il povero cemento armato.  
LA POLEMICA

«L’architettura fascista è storia
Distruggerla? Assurdo»
Eur e non solo: i monumenti|Foto

     

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