sabato 6 agosto 2016

IGNORABIMUS! PERCHE' L'ESSERE PIUTTOSTO CHE IL NULLA?

Ho ricevuto dal mio colto corrispondente Paolo Ricci  un articolo riguardante l'origine dell'universo.
Caro Paolo 
in realtà l'universo scientificamente non può avere avuto origine dal nulla. Sin da ragazzo mi domandai perché esistesse l'universo invece che il nulla. Fa venire il capogiro il pensare che l'universo sia eterno e non creato. Ma la creazione dal nulla sostituisce al capogiro un vuoto di pensiero peggiore del capogiro. Dio è una specie di pezza che le religioni appongono all'ignoranza. Domandai molti anni fa a Margherita Hack la domanda: e prima del Big Bang? Rispose: la domanda scientificamente non ha senso. Rimasi in disaccordo. Proprio lei atea di ferro non capiva che in tal modo giustificava un inizio assoluto dell'universo. E se vi è un inizio assoluto allora scappa fuori Dio. Ma perché Dio, rimasto solo per una semieternità (ammesso che abbia senso il termine "semieternità" poiché l'infinito, anche nel tempo, non può essere diviso) ad un certo punto avrebbe creato dal nulla l'universo? Si era stufato di rimanere solo? Da notare che la creazione dal nulla fu introdotta, non dal cristianesimo, ma  dall'ebreo eretico neoplatonico Filone Alessandrino (che nacque in Alessandria d'Egitto nel 20 a.C. e ivi visse sino al 45 d. C. ma mai mise piede in Palestina). Il dio ebraico non è un creatore dal nulla della materia, come molti credono, ma un ordinatore della materia informe  con lui coeterna. Caro Paolo, hai mancato di dire che l'universo non è solo quello visibile che andrebbe soggetto ad espansioni e contrazioni oppure conterrebbe massime concentrazioni di energia nei buchi neri per poi esplodere dando nuovamente luogo ad espansioni. L'universo visibile è tutto in espansione, e pertanto non possono supporsi dei buchi neri che provocherebbero all'interno dell'universo visibile  centri di contrazione e di espansione mentre essi continuerebbero a far parte contemporaneamente, e contraddittoriamente, di un universo tutto in espansione. Trasferisci i centri di   massima energia fuori dell'universo visibile e chiama i buchi neri "bolle" di concentrazione di energia, che esplodono dando luogo a diversi universi in un pluriverso, e allora sparisce la domanda: e prima del Big Bang? Prima del Big Bang vi era il pluriverso, e il Big Bang è solo l'inizio dell'universo visibile, non del pluriverso. Ormai la cosmologia è orientata sul pluriverso e il nostro è un universo nato da una tante "bolle" che esistono nel pluriverso. Su questo tema considera il libro di Alex Vilenkin (che studiai circa 10 anni fa): Un solo mondo o infiniti?  Infinito non è l'universo ma il pluriverso. Ma si può dire che il pluriverso sia una conoscenza scientifica? Concludo con tre endecasillabi di Carducci (Idillio maremmano): "Meglio era sposar te bionda Maria, meglio oprando obliar, senza indagarlo, questo enorme mister dell'universo". Ma non è così. L'indagine scientifica non ha confini, ma ai confini della conoscenza quali certezze possono aversi? Almeno una: che l'universo o gli universi sono sempre esistiti e la creazione dal nulla è antiscientifica. Questa è l'unica certezza che riguardi l'universo, che non ha alcuna origine. E ciò fa franare le religioni con tutto il loro antropocentrismo.                

I due blog di Paolo Ricci

Bailador - Bailador www.bailador.org/

La Saggezza di Chirone

www.lasaggezzadichirone.org

 Ecco l'articolo di Paolo Ricci


L’ULTIMA CINTA MURARIA RELIGIOSA CHE RESISTE ALL’ASSALTO DEGLI ARIETI SCIENTIFICI: “CHE C’È PRIMA DEL BIG BANG?” La scienza non sostituisce Dio come molti affermano, la scienza dice: “secondo quello che scopro, studio e analizzo risulta questo, questa è l’evidenza: decidete voi sul resto. Io elaboro dati e fatti, voi potete filosofare se lo credete opportuno e accettare o non accettare le mie conclusioni. Sta a voi decidere”. La scienza ha rimosso tonnellate di detriti e di macerie dallo schermo della conoscenza. Le religione monoteiste, e non solo quelle, sono nate con una visione del mondo fondamentalmente antropocentrica e scientificamente errata. Sono cresciute in una visione del mondo obsoleta superata dai tempi e dagli eventi. La scienza ha demolito gran parte delle false credenze, tutto è cominciando con Eratostene seguito da Galileo, Copernico, Kepler, Tycho Brahe, Newton, Hubble, Einstein, Hawking e altri. Lentamente la centralità umana è stata sbriciolata, e la Terra è divenuta un pulviscolo perso nell’immensità. Ma qualcosa resiste ancora. Il monoteismo resiste come gli Zeloti e i Sicari nella difesa disperata di Gerusalemme. “Cosa c’era prima del Big Bang?” è l’ultima muraglia che regge ancora all’assalto degli arieti della scienza. Le religione monoteiste immaginano una pulsione ultraterrena, una volontà divina dietro alla deflagrazione primordiale. Insomma, dietro al Big Bang fa capolino Dio. Ma la scienza cosa ci dice al riguardo?
A differenza di molti scienziati e cosmologi, che immaginano che ci sia “qualcosa” prima del Big Bang Lawrence Krauss ha sviluppato la teoria del Quantum Nothingness che afferma che particelle virtuali, che appaiono e dispaiono nell’esistenza, in frazioni di secondi, possono essere osservate, se rimosse dalla
regione dello spazio come densità energetica, anche se questo non dovrebbe accadere ed è da quel nulla che il nostro universo può avere avuto inizio. Per Roger Penrose il Big Bang e l’universo procedono attraverso inflazione ed espansione. A un certo punto l’espansione dell’universo frena a causa dell’effetto gravitazionale della materia, a quel punto le galassie, invece di espandersi, si ritraggono e l’universo collassa per poi procedere a una nuova espansione diventando sempre più vasto e lento, come un pallone cosmico che rimbalzando da collasso a nuova espansione diventa sempre più grande. Per Gabriele Valentino l’universo è infinito, vuoto ed è esistito da sempre. La gravità e la materia coagulandosi provocano una densità tale da formare un immenso buco nero nel cui interno esiste l’espansione dell’universo stesso. Nello sconfinato buco nero la materia collassa a causa della gravità e aumenta d’intensità fino al punto che la fluttuazione quantistica provoca un Big Bang entro lo stesso buco nero – universo. Per Alan Guth il nostro universo esiste come un nodulo collocato su un altro universo che è parte del multiverso. Il nostro universo è uno in un numero infinito di universi tra cui esistono quelli che potrebbero avere leggi fisiche differenti dal nostro. Jean Guitton sostiene che tutto quello che noi conosciamo trova origine in un oceano infinito di energia che assomiglia al nulla. Per Gricka Bogdanov, secondo quello che afferma la teoria di campo quantistica, “l’universo fisico non è fatto d’altro che di fluttuazioni minori su un immenso oceano di energia”. Le particelle elementari dell’universo avrebbero origine da quest’oceano. “Spazio tempo e materia nascono in questo piano primordiale di energia infinita e di flusso quantistico” e sono animati da questo oceano stesso. Per David Bohm la materia, l’universo, lo spazio, sono soltanto un miserabile, insignificante “sciabordio” rispetto all’attività immensa dell’oceano di energia primordiale, come la schiuma di un onda in un oceano, ma da questo “piano soggiacente” proviene da una “fonte creatrice” ed eterna situata oltre lo spazio tempo. Ammesso che Bohm abbia ragione a identificare questa “fonte creatrice” con le deità del monoteismo che necessitano di sangue e strazio animale – e non solo animale secondo la perversa visione coranica del Daesh – ed emergono da visione desertiche ed obsolete, ciò fa venire i brividi. Fa girare la testa. Fa crollare dal ridere. O dal piangere. Ma gli scienziati credenti – o semicredenti – non mollano. Alla domanda posta a Gricka Bogdanov “Perché l’universo è stato creato?” lo scienziato risponde: “non so…un sospiro un niente, forse una specie di accidente del nulla, una fluttuazione del vuoto”. Come se l’ipotetico creatore volesse creare “uno specchio alla propria esistenza” provocando una fenditura nell’armonia originaria. Come la rottura di un immenso e luminoso vaso che ricorda la Cabala e Luria. E dice ancora che la scienza forse non sarà mai in grado di risolvere il mistero, ma che “con il suo silenzio può essere la guida alle nostre intuizioni”.

Nessun commento: