lunedì 29 ottobre 2012

BERLUSCONI: IL PIANTO DEL COCCODRILLO. DI CHE SI LAMENTA? CHE HA FATTO IN 8 ANNI DI GOVERNO? VENDITORE DI FUMO

Succube dei suoi mal fidati alleati (i ributtandi Fini e Casini) nel 2000-5, non ha saputo o potuto riformare l'ordinamento giudiziatio perché una casta di padroni della giustizia continuino a spradroneggiare senza alcun controllo di merito. Entrano da da giovan in magisyratura dopo avere, magari fortunosamente, superato un concorso di ingresso nella magidtratura. Da quel momento fanno carriera con lauti stipendi solo per anzianità.  I consigli giudiziari, che dovrebbero conrollare il loro operato ogni quattro anni sono formati da giudici, privi di competenze giuridiche. Gli esaminati possono presentare a loro scelta le senenze che vogliono, eliminando quelle che fanno più schifo. Dei consigli giudiziari fa parte anche un professore di diritto ed un avvocato nominato dall'Ordine Forense. Ma non hanno diritto di voto. Così saranno giudici ignoranti e/o sragionanti di grado superiore a giudicare giudici ignoranti e/o sragionanti a giudicare giudici di grado inferiore. La Commissione discipinare del CSM è una BURLA. In vent'anni sono stati presi solo 4 provvedimenti (limitantisi a trasferimento di sede). Il Disegno di legge Alfano (che sta marcendo dopo che Alfano fu costretto a lasciare il Ministero della giustizia per assumere la carica di segretario del partito PDL) prevedeva la separazione dei pubblici ministeri da giudici, con due diversi CSM. Inoltre prevedeva un CORTE DI DISCIPLINA costituita per metà da giuristi e da avvocati nominati per sorteggio dal parlamento. L'altra metà da giudici togati. Troppi. Avrebbero dovuto essere posti in minoranza o tenuti addirittura fuori. Anche un mediocre professore di diritto ne saprà sempre più di un giudice tuttologo, abilitato dalla legge ad essere tale, con il permesso di passare dal civile al penale e viceversa. Assurdo. Il civile è così ampio e complesso da richiedere una specializzazione. E invece ci si trova di fronte a giudici che hanno la presunzione da ignoranti di poter decidere su ogni argomento, con la conseguenza di sentenze aberranti, prive completamente di ogni riferimento alla dottrina, che essi giudicano una intromissione nella giurisprudenza, che si fanno in casa loro come "cosa nostra". Abbiamo così sentenze aberranti e discordanti in una giungla di sentenze contraddittorie nel passaggio da un grado del giudizio a quello superiore. Anche l'ingresso in Cassazione avviene senza concorso ma solo per titoli e per anzianità E naturalmente la nomina (promozione) viene decisa dal CSM. Insomma, se le suonano e se la cantano fra loro senza alcun controllo delle loro reali capacità. Questa storia deve finire. Negli Stati Uniti il giudice penale dirige le udienze ma poi è la Corte popolare a decidere perché durante la decisione il giudice rimane in aula e non patecipa alla discusssione della giuria popolare. In Italia il giudice dirige la giuria popolare sottomessa alla decisione del giudice in camera di consiglio. 
E la responsabilità civile dei giudici? Questi padroni della giustizia vanno affermando che una responsabilità personsale renderebbe non autonoma la magistratura giudicante. Questa è una disonesta difesa di chi vuole sottrarssi a precise responsabilità. Il cittadino che abbia sofferto di una condanna ingiusta deve fare causa allo Stato per essere risarcito. E così i gravi errori dei giudici vengono pagati dai cittadini. Se fosse introdotta la responsabilità civile un giudice finirebbe sotto processo presso la Corte di DI DISCIPLINA, separata finalmente dal CSM, farsesco organo di controllo eletto dai controllati. Basta con questa farsa. Io sono vittima di una allucinante vicenda in sede civile che sta durando da 15 anni. Viene nominato per sbaglio un liquidatore per richiesta di un socio di minoranza che voleva costringermi a vendere anche la mia parte nonostante la società fosse da sempre in attivo e conseguisse pacificamente il suo oggetto sociale. Chiedo ed ottengo la revoca della nomina del liquidatore (dichiarata "abnorme") ma questo, parte avversaria nel giudizio di revoca, sapendo che stava per essere revocato, anticipa la data della vendita senza aspettare la decisione della sua revoca. Ebbene, trovo un giudice pazzo, Vincenzo Aquaro, che giustifica la vendita sulla base di una asserita, quanto documentatamente inesisente, buonafede del liquidatore e del promissario acquirente. Non posso essere sicuro che in Corte d'Appello le cose vadano diversamente giacché in italia la giustizia è una lotteria. Ma anche se vincessi che sarebbe una vittoria dopo 16 anni di tribolazioni, di rinunce dovute a spese giudiziarie che mi hanno logorato l'esistenza? Non dovrebbe pagare di tasca propria il giudice del Tribunale che si riconoscesse in Corte di avere completamente sbagliato? No. Perché in questo modo i giudici di grado superiore avrebbero anch'essi paura di dover pagare di tasca propria se la loro sentenza venisse riformata in Cassazione. E chi può essere certo che in Cassazione esista la giustizia se vi è in essa una giungla di sentenze contrastanti sullo stesso argomento con una giurisprudenza che cambia nel tempo? Questo anche a causa del fatto che abbiamo codici e leggi mal fatte (e poi si dice che l'Italia è padre del diritto). Gli articoli del codice civole sono così spesso striminziti e generici che danno luogo a diverse interpretazioni. E allora i parrucconi della Cassazione spesso si devono riunire nelle Sezioni Unite per por fine al dissidio esistente tra diverse sezioni in merito ad uno stesso argomento, e senza la sicurezza che la decisione sia quella migliore. Questo dipende dal fatto che purtroppo i giudici non sono studiosi, ma manovali, del diritto. Sono incapaci di continuare a studiare anche perché oberati da un cumulo di cause. Bisognerebbe pertanto scoraggiare la litigiosità eccessiva che si trova in Italia, dove il ricco può resistere per anni in malafede. Bisogna punire la malafede (esistente in mancanza di un fumus boni juris) aumentando le spese della soccombenza in proporzione al reddito di chi sia dichiarato resisente in malafede. Penso che sparirerebbe almento metà delle cause pendenti nel civile.          
Di tutto questo i governi passati non hanno mai tenuto conto. Se vincesse la sinistra (soprattutto con la sciagurata presenza di Di Pietro) non vi sarebbe mai alcuna riforma seria dell'ordinamento giudiziario.
E a destra (ma quale destra!) non vi può essere speranza con individui come Casini e soprattutto il rinnegato Fini. Principali oppositori in passato di una riforma giudiziaria. Ma comunque Berlusconi (prescindo dal dare giudizi sulla sua ultima condanna perché bisogna essere pienamente informati prima di condannare, anche se è vero il detto che è assai difficile, se non impossibile, arricchirsi di molto onestemente, come si è arricchito Berlusconi) non avrebbe dovuto pensare alle leggi ad personam per salvarsi, ma a leggi che rivoluzionassero tutto l'ordinamento giudiziario. Adesso sta andando a ripescare il disegno di legge Alfano. Ma perché non lo ha lasciato al Ministero della giustizia invece di pensare solo al suo partito? Il fatto è che degli interessi del popolo se ne è sempre magnificamente fregato, ed ora, dopo la sentenza di condanna, ripesca il disegno di legge Alfano. Se avesse avuto veramente palle avrebbe dovuto dare subito le dimissioni da capo del governo dopo l'uscita dalla maggioranza del lurido arrivista Fini e chiedere lo scioglimento del parlamento invece di sostenere un governo che fa gli interessi delle banche e che, prima se ne va, meglio è. Si dovrà proporre, magari con referendum, la questione dell'euro, il cui ingresso è la principale causa del regresso economico perché ha privato ogni Stato della proprietà della moneta. Cosa veramente assurda. Bisognerà studiare attentamente le modalità per uscire a piccoli passi dall'euro, come hanno già spiegato molti economisti, e, in Italia, Paolo Savona. Non si possono riunire in una sola moneta Stati con economie reali così diverse. L'euro è nato contro la legge economica che dice che la moneta deve rispecchiare il valore dell'economia reale. 

 

La giustizia secondo Silvio: carriere separate e due Csm

Tra i punti su cui l’ex premier lavora da tempo anche la responsabilità civile delle toghe


Resta in campo per questo. Per la riforma della giustizia a cui Silvio Berlusconi ha lavorato per anni, «ma - accusa da Villa Gernetto - è stata lasciata troppo a lungo in un cassetto in Parlamento». Con il dito puntato contro il presidente della Camera, Gianfranco Fini, considerato il responsabile principale della «melina». Una riforma «perché non possa capitare agli italiani quello che è successo a me». Ecco, per punti, il riordino della giustizia che, per il Cavaliere, «serve per rendere l'Italia una vera democrazia e non una magistratocrazia, una dittatura dei magistrati».
SEPARAZIONE DELLE CARRIERE
Questo è il cardine, l'architrave di tutta la struttura. I giudici da una parte e i pubblici ministeri dall'altra. Chi ha il compito di emettere la sentenza in alto, in cima alla bilancia. Sotto su due piatti sullo stesso piano, nel famoso disegno mostrato da Berlusconi e Alfano in conferenza stampa il 10 marzo 2011, ecco pubblica accusa e difesa. Con il pm che diventa «avvocato dell'accusa». Da Villa Gernetto arriva anche l'idea di creare due «luoghi separati» per giudici e pm.
DOPPIO CSM
L'organo di autogoverno dei magistrati dovrebbe essere diviso in due, allo stesso modo delle carriere. Ecco quindi un Consiglio superiore della magistratura legato ai giudici e uno ai pubblici ministeri. L'ex Guardasigilli Alfano aveva avanzato due opzioni sulla composizione dei due Csm: composti per due terzi da laici e per un terzo da togati (ribaltando così l'attuale equilibrio), oppure per metà laici e per l'altra metà togati. La presidenza, che ora spetta di diritto al presidente della Repubblica, potrebbe andare al procuratore generale della Cassazione. E, a differenza di quanto accade oggi, i due Csm avrebbero la possibilità di esprimersi sulle leggi solamente se espressamente richiesto.
RESPONSABILITÀ CIVILE
Il centrodestra ha cercato di inserire questo principio nella legge Europea attualmente in approvazione alle Camere, ma nella maggioranza non c'è accordo. Il principio è quello caro da tempo al Popolo della Libertà: i magistrati sarebbero direttamente responsabili degli atti compiuti in violazione dei diritti, al pari degli alti funzionari e dipendenti dello Stato. Quindi chiamati a rispondere di tasca propria alle sentenze sbagliate, mentre oggi questo onere ricade sulle spalle dello Stato.
ALTA CORTE DI DISCIPLINA
Parallelamente alla nascita dei due organi di autogoverno delle toghe, sarebbe dovuta nascere un'Alta corte di disciplina, esterna al Csm, chiamata a occuparsi magistratura ordinaria, amministrativa e contabile. Si tratterebbe, quindi non più di istituire una sezione disciplinare all'interno del Csm, ma di dar vita a un organismo esterno in grado di pronunciarsi sui magistrati. I componenti dell'Alta Corte sarebbero scelti tra quelli dei due Csm.
INAPPELLABILITÀ
Tempi più brevi per i processi che in primo grado si chiudono con l'assoluzione o proscioglimento: saranno subito inappellabili da parte dei pm.
INTERCETTAZIONI
Un altro pallino del Cavaliere. Che da tempo chiede un «giro di vite» in materia di ascolti da parte della magistratura e della polizia giudiziaria. Con tempi più brevi per gli investigatori e un'udienza filtro, con accusa e difesa, in cui distruggere tutte le intercettazioni inutili nel caso.
OBBLIGATORIETÀ DELL'AZIONE PENALE
Gli inquirenti continueranno ad avere l'obbligo di esercitarla, ma «secondo i criteri stabiliti dalla legge». Per evitare ingorghi giudiziari il Parlamento può creare canali preferenziali per alcuni tipi di reati.


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