mercoledì 13 luglio 2011

NESSUNO SI PERMETTA DI GIUDICARE IL DOLORE ALTRUI

Io non potevo permettermi di pagare tanto per BIANCHINA. E' proprio vero che la vita di un gatto (ma anche di altro animale non umano ) può valere meno di quella di un uomo. Per me la vita di molta umanità (forse quasi tutta) vale meno di quella di un gatto. Chi non capisce ciò è un subanimale. Rimane l'interrogativo se quella grande somma non avrebbe meritato di essere spesa a favore di altri gatti biognos di cure e senza affetto.


Ho letto vari commenti duri, ironici e insulti nei riguardi di Luciana Matalon che ha speso 40.000 euro per acquistare una pagina intera del Corriere. Tra l'altro, mi domando se non fosse stato giusto farle pagare di meno trattandosi di un necrologio per il suo amato gatto Sky (vissuto 15 anni) e non di pubblicità per un prodotto.Molti dicevano che era una folle, un'esibizionista. I commenti meno duri dicevano che avrebbe potuto spendere meglio i soldi per un gattile, per esempio. E qui posso essere anche d'accordo. Magari con una targa o una scultura in memoria di Sky. Ma capisco anche ciò che ha fatto la Matalon.
Nessuno si permetta di entrare nel dolore degli altri. Alla Matalon occorreva una forma di catarsi, non di liberazione dal dolore, ma di una sua sublimazione esternando il suo immenso dolore. Ne so qualcosa anch'io che sto soffrendo per la perdita di BIANCHINA a soli sette anni (a causa della maledetta felv o leucemia felina) e sto vivendo in un costante e non curabile dolore. La mia casa è vuota senza il suo miagolio squillante nonostante altri due gatti,che si sono intristiti.
Che pensare di questa maledetta natura che ha creato anche i virus? Se fosse stata creata da un dio questo dio sarebbe un demonio e i demoni degli angeli che si erano ribellati a questo demonio.Io mi sono dovuto limitare a raccontare la storia sfortunata di Bianchina nel mio blog. Ho la televisione spenta da due settimane. Traggo con indifferenza dal Corriere.it i titoli delle notizie. Voglio sentire il silenzio dell'assenza presenza intorno a me. Non riesco a contestualizzare il mio dolore pensando alle disgrazie degli altri.Ognuno ha le sue. E vado ripetendo a me stesso che la vita di molta umanità vale meno di quella di un gatto, ma anche di qualsiasi animale che viene sfruttato crudelmente prima di finire nei macelli perché la gente possa cibarsi di cadaveri (un pensiero di Plutarco, che chiamava i cuochi pasticceri di cadaveri). Mi distraggo scrivendo un nuovo libro (che dedicherò a Bianchina con fotografia, come avevo dedicato il precedente a Billo).Sono diventato insensibile alle sofferenze degli uomini se coltivano ancora una concezione nefanda che fa loro credere di essere padroni della vita degli animali. E non sopporto più nemmeno i veterinari (male necessario) per la loro acquisita insensibilità alla sofferenza. La mia maggiore disgrazia è di essere nato. Mi sarei risparmiato la morte in un mondo senza certezze e privo di un senso della vita.




Ho letto vari commenti duri, ironici e insulti nei riguardi di Luciana Matalon che ha speso 40.000 euro per acquistare una pagina intera del Corriere. Tra l'altro, mi domando se non fosse stato giusto farle pagare di meno trattandosi di un necrologio per il suo amato gatto Sky (vissuto 15 anni) e non di pubblicità per un prodotto.Molti dicevano che era una folle, un'esibizionista. I commenti meno duri dicevano che avrebbe potuto spendere meglio i soldi per un gattile, per esempio. E qui posso essere anche d'accordo. Magari con una targa o una scultura in memoria di Sky. Ma capisco anche ciò che ha fatto la Matalon.

Nessuno si permetta di entrare nel dolore degli altri. Alla Matalon occorreva una forma di catarsi, non di liberazione dal dolore, ma di una sua sublimazione esternando il suo immenso dolore. Ne so qualcosa anch'io che sto soffrendo per la perdita di BIANCHINA a soli sette anni (a causa della maledetta felv o leucemia felina) e sto vivendo in un costante e non curabile dolore. La mia casa è vuota senza il suo miagolio squillante nonostante altri due gatti,che si sono intristiti.
Che pensare di questa maledetta natura che ha creato anche i virus? Se fosse stata creata da un dio questo dio sarebbe un demonio e i demoni degli angeli che si erano ribellati a questo demonio.Io mi sono dovuto limitare a raccontare la storia sfortunata di Bianchina nel mio blog. Ho la televisione spenta da due settimane. Traggo con indifferenza dal Corriere.it i titoli delle notizie. Voglio sentire il silenzio dell'assenza presenza intorno a me. Non riesco a contestualizzare il mio dolore pensando alle disgrazie degli altri.Ognuno ha le sue. E vado ripetendo a me stesso che la vita di molta umanità vale meno di quella di un gatto, ma anche di qualsiasi animale che viene sfruttato crudelmente prima di finire nei macelli perché la gente possa cibarsi di cadaveri (un pensiero di Plutarco, che chiamava i cuochi pasticceri di cadaveri). Mi distraggo scrivendo un nuovo libro (che dedicherò a Bianchina con fotografia, come avevo dedicato il precedente a Billo).Sono diventato insensibile alle sofferenze degli uomini se coltivano ancora una concezione nefanda che fa loro credere di essere padroni della vita degli animali. E non sopporto più nemmeno i veterinari (male necessario) per la loro acquisita insensibilità alla sofferenza. La mia maggiore disgrazia è di essere nato. Mi sarei risparmiato la morte in un mondo senza certezze e privo di un senso della vita.


Seppellito a San Pantaleo (Olbia) il Gatto della Matalon, dopo il necrologio a tutta pagina sul Corriere
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Capricci da ricchi VIP verrebbe da pensare, comprare una pagina pubblicitariaCorriere della Sera (e sono migliaia di euro) per un necrologio e dire così addio, con una poesia, al proprio gatto, morto dopo 15 anni di amicizia e fedele compagnia. La storia sta facendo il giro d'Italia e forse lo farà del mondo. Può darsi sia stata anche una manovra pubblicitaria come dice qualcuno. intera del

Va da se che chiunque abbia perso uno di questi graziosi animaletti dopo esservi stato assai legato.. beh sicuramente può comprenderne il dolore e lo strazio, poi, che ognuno spenda i suoi soldi come crede, francamente non mi sento di esprireme alcun giudizio.

Ah.. quasi scordavo di dire che l'animaletto è stato infine seppellito a Olbia, nella villa di Luciana Matalon a San Pantaleo, la padrona di Sky (questo il nome del gatto, nulla a che fare con Rupert Murdoch che pure ha le sue di gatte da pelare) e che adesso risiede nel mausoleo dedicato ai gatti di famiglia. Per il trasporto non è stato possibile pare noleggiare l'elicottero e la salma ha dovuto viaggiare in traghetto (la fonte di quest'ultima nota è il TG1).

lunedì 11 luglio 2011

DISCUSSIONE SUL TEMA SE SIA GIUSTO ESSERE COSTRETTI A NASCERE

Ha scritto Francesco Violante


Ma perché dovremmo ringraziare i nostri genitori per averci fatto nascere?

Il mio ragionamento nasce tutto da un fattore: la vita è una sofferenza. E non parlo solo di quei poveri bambini nati in Africa ma parliamoci chiaro tutti soffrono chi di più chi di meno. per quanto la vita ci possa dare dei momenti felici ci saranno sempre a braccetto dei momenti tristi. ma poi che cavolo li fanno a fare i figli quelle donne africane che non hanno niente neanche per loro? idiozia allo stato puro. la verità è una sola l' egoismo dell' uomo. perché se io volessi veramente bene a mio figlio lo farei nascere solo se fossi sicuro di poterli assicurare il meglio e una vita piena di gioie. questo è impossibile e lo so io e lo sapete voi in quanto anche impegnandoci al massimo non possiamo fare niente contro un fattore che non dipende da noi il destino. quindi la verità è che i genitori se pensassero di più al figlio che nascerà piuttosto che alle felicità che loro avranno penso che la gioia di avere un figlio cambierebbe un bel po. e non ci riempite la testa di cavolate che dono è la vita? e non fate i moralisti infondo anche voi sapete che è cosi. dopotutto anche a me piacerebbe avere un figlio perché? ma perché un figlio porta felicità, allegria, gioia, vita, ti sembra di vedere te da piccolo ecc ma se non sono in grado di prometterli felicità e sapendo che la vita è perché è cosi una sofferenza perché dovrei decidere di farlo soffrire? ma sapete quante sono le malattie che possono prendere a un bambino? una marea? o quando nascono deformati o quando pur nascendo sani prendono malattie che li porteranno a soffrire per il resto della vita e la cosa bella e che insieme a loro anche i genitori diventeranno giustamente tristi. ma che se la prendano con loro stessi e con loro egoismo e non con il destino.allora facciamo un favore a tutti perché non evitare tutte queste sofferenze? perché è impossibile per noi vedere un mondo senza l'allegria che ci danno i bambini e a loro volta i bambini una volta diventati grandi vorranno dei bambini che possano aiutarli a sopportare le sofferenze della vita.

IN NESSUNO DEI COMMENTI SI E' PERCEPITO IL NON SENSO DELLA VITA. E' QUESTO IL MOTIVO PER CUI NON SI DOVREBBE NASCERE. SOFFRE DI PIU' MORENDO CHI HA AVUTO UNA VITA FELICE. SOFFRE DI MENO CHI L'HA AVUTA INFELICE. MA TUTTI SOFFRONO. SOFFRONO NON ACCORGENDOSI DI ESSERE VITTIME DI UNA MALATTIA MORTALE CHE E' LA VITA STESSA.

Dettagli aggiuntivi

risponderei:
a CARMEE A'NAPULITAL con un altra domanda ma perché il mondo dovrebbe continuare, abbiamo un qualche obbligo a far continuare a far nascere bambini?più che altro è un nostro bisogno perché senza nuove persone una volta vecchi chi ci aiuta a vivere? visto senza volerlo hai avvalorato la mia tesi. è una nostra scelta o una consuetudine. seconda cosa non so cosa ti ha fatto credere che io sono depresso io vivo e non mi piango addosso oramai sono nato che devo fare me la godo il più possibile. ma mai al mondo mi sognerei di fare bambini al massimo coma a detto Sara p volentieri adotterei un bambino che vive in condizioni orribile o quei bambini sulla sedia a rotelle o down che nessuno vuole cosi da aiutare questi bambini a vivere più felicemente la vita.
risponderei a ragazza che parla alla gente
dicendogli che sono contento per lei ma la verità e quella che dico io la sua è una semplice accettazione di com'è la vita ma l'accettazione ce l'abbiamo tutti mica possiamo metterci

1 mese fa

a piangere su com'è la vita sui problemi o tanto meno pensare al suicidio la più grande delle idiozie, perché per quanto la vita non sia un dono il nostro dovere deve essere quello di lavorare insieme per aiutare quelli più bisognosi cosi da creare un mondo migliore sempre cattivo ma migliore.

1 mese fa

Paul... by Paul...
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Altre Risposte (10)

  • Sniper Wolf by Sniper Wolf
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    Io infatti non gli ho mai ringraziati poi ci sono anche i casi di ignoranza pura dove la gente dice ''ringrazia dio per essere fortunata'' e mi viene da dire,cosa ***** ha fatto dio per meritare le mie lodi? Poi ok io non credo e la penso esattamente come te e oltretutto non avrò mai un bambino perchè solo a pensarlo mi sale la pressione e non scherzo,c'è qualcosa di simile in noi due.

    Fonti:

    Non è come il concetto del non finito di Michelangelo? Ok scusate ho davvero fracassato i cojoni con Michelangelo ma non è colpa mia se mi piace
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  • Dominy°L'Angelo Arcere° by Dominy°L'Angelo Arcere°
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    Sono pienamente daccordo con te..
    Ma se nessuno facesse dei figli la razza umana avrebbe cessato da anni di vivere..
    O meglio, se solo chi ne ha le possibilità li facesse, rimarremmo pochissimi su questa terra..
    Le donne africane lo fanno per "forza lavoro".
    Hanno bisogno di figli che lavorino e che portino soldi a casa.

    In ogni caso sono daccordo con te..

    La vita è piena di sofferenze, e certamente non è un dono..
    Oltre alle sofferenze come mancanza di cibo,igiene ecc.. Ci sono anche quelle fisiche e psichiche inevitabili!
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  • Flavio by Flavio
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    16 aprile 2009
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    Io non ho figli, forse per scelta e sono sposato da diciotto anni.
    Posso dirti che qualunque sia la scelta, è sempre un' atto di egoismo, dipende poi da noi da quello che ci costruiamo attorno, l' importante e crederci, poi il resto va da se.
    Avolte nella mia mente si addensano delle nubi che mi fanno pensare se abbia fatto bene o no ad non avere figli, le risposte che mi do sono sempre ambigue e allora tanto vale pensarci.
    E a quelli che mi dicono, che un figlio è un' investimento per la vecchiaia,..... in tanto bisogna vedere se ci divento vecchio e poi lo vadano a chiedere a tutte quelle persone anziane che si trovano in ricovero.
  • ८e೭oγ b೭oωא by ८e೭oγ b೭oωא
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    07 gennaio 2011
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    Il tuo ragionamento secondo me fa qualche grinza. Però ognuno ha la propria opinione e io non condivido la tua.

    Più che altro, semplificando moltissimo, posso dire che semmai è l'istinto di sopravvivenza e di prosecuzione della razza insito in noi il "responsabile". Chiunque, a un certo punto della vita, sente quell'irrefrenabile bisogno di procreare.


    Non c'è da ringraziare o maledire nessuno, siamo venuti al mondo e basta. E ora dobbiamo cavarcela.
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  • Ragazza che Parla alla gente by Ragazza che Parla alla gente
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    14 marzo 2011
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    Molte cose che hai citato sono poco chiare e infondate.
    Tuttavia non sto qui a specificarle.
    Vivo 1OOO momenti brutti e 1O belli. 1O belli e 5 bellissimi.
    Ma sai una cosa? Mi accontento di vivere i 1OOO momenti brutti pur di vivere i 5 bellissimi.
    Spero di essere stata chiara.
    Se per te non è lo stesso mi dispiace, ma da quando ho cominciato a pensare al bello e al meglio della vita, posso dirti che il mio vivere è bellissimo.
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  • Desirè by Desirè
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    22 giugno 2008
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    a grandi linee la penso come te, però preciserei due punti:
    1)i punti di vista sono diversi: tu, io e i leopardiani guardiamo il bicchiere mezzo vuoto mentre la maggior parte della gente crede ed è convinta che valga la pena vivere per quegli aspetti positivi della vita; in quel caso, non si può parlare di egoismo perchè non è colpa loro se mettono al mondo un figlio stile leopardi andante
    2)ricollegandomi al punto 1, tra i motivi per mettere al mondo un figlio si possono contare anche il desiderio di dare alla luce una persona che si senta amata di quell'amore sconfinato che ci sentiamo in grado di dare, e che possa vivere quella serenità e quel sentimento totalizzante che ti spinge a voler creare qualcosa di tuo con la persona migliore che conosci

    personalmente, la mia scelta è quella di adottare almeno un figlio, in modo da non privarmi della gioia di essere madre, ma soprattutto di fare la mia parte in questo mondo di felicità a intermittenza
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  • anna by anna
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    19 marzo 2008
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    Se ti rispondessi solo alla domanda iniziale "ma perché dovremmo ringraziare i nostri genitori per averci fatto nascere?" ti direi solamente che non ringrazierò mai nessuno; mi hanno messo al mondo per caso sfortuito, in quanto è rimasta incinta perché è andata male (o rapporto non protetto, boh).
    Comunque rispondendo a tutto, ormai piu nessuno si pone tutti quei problemi, ormai si fanno i figli solo perché li si vogliono.
  • CàRMèè A'NAPùLITàN* by CàRMèè A'NAPùLITàN*
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    07 marzo 2011
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    bhe pensala kosi..
    se ci sn 10 persone diciamo povere, e 2 rikke... quelle rikke fanno i figli e aumentano la generazione, e le povere???.. meno persone, meno lavoro, meno lavoro, meno denaro, meno denaro, meno persone rikke, meno persone rikke, meno figli...
    km dici tu finirebbe il mondo, xk nn produrre figli signifika ke la razza umana si va ad estinguere e se noi ci estinguiamo il mondo ke kavolo esiste a fare???
    SEI PROPRIO DEPRESS SCS SE TE LO DIKO! <3
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  • Antonio by Antonio
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    14 aprile 2011
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    io infatti odio i miei genitori perchè mi hanno messo al mondo, io non voglio restarci più è una sofferenza giorno dopo giorno, e questo mi fa impazzire
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  • Francesco85 by Francesc...
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    25 settembre 2008
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    Credo che molte persone sono egoiste, visto che decidono di avere un figlio anche se non posseggono le capacità economiche utili per assicurargli un buon futuro. Un figlio non é un giocattolo, ma una persona e come tale va amata e rispettata. Ci sono persone che sono incoscienti e fanno figli anche quando non se lo potrebbero permettere. In passato, soprattutto nelle famiglie meridionali, c'erano molti figli. Le famiglie erano estremamente povere, ma riuscivano comunque a sfamare la loro prole. Oggigiorno le esigenze sono aumentate notevolmente; di conseguenza, é estremamente difficile per una giovane coppia provvedere a tutte le richieste dei loro figli (a meno che questi, una volta capito di non provenire da una famiglia benestante, imparano a rinunciare a qualcosa). Nessuno di noi decide di vivere. Io avrei fatto a meno di nascere, anche perché credo di non meritare la vita. Al posto mio ci sarebbe dovuto essere un ragazzo vitale, generoso, altruista, che sapeva amare il prossimo, e non un 26enne freddo e cinico, privo di qualsiasi tipo di sentimento. Purtroppo ognuno di noi ha un proprio passato ed un proprio destino. Ognuno é libero di fare ciò che vuole. Non sono nessuno per poter giudicare il comportamento altrui. A parer mio, però, a volte bisogna usare il cervello e ponderare bene le nostre scelte. Un figlio é un dono che richiede un grande impegno sia affettivo che economico.

    Fonti:

    Esperienze personali

martedì 5 luglio 2011

GIORGIO FALETTI: IL SUCCESSO DELL'EFFIMERO IN UN MONDO EFFIMERO SENZA PENSIERO

Che Faletti venda 4 milioni di copie e i suoi libri vengano tradotti in 25 lingue (ho letto) non significa che sia uno scrittore degno di far parte della storia della letteratura italiana. La gente ha bisogno di distrarsi NON PENSANDO. Perché se fosse capace di pensare Faletti sarebbe letto solo da 25 lettori (come scherzava il Manzoni a chiusura de I promessi sposi). Faletti è l'emblema del mondo dell'effimero, della superficialità che vuole nascondere il non senso della vita, la tragedia del nascere in un mondo senza certezze. E allora serve un thriller per evadere da questo mondo inventando storie truculente che superano la realtà, già di per sé così crudele. Si domandi Faletti quale contributo positivo i suoi libri (puri prodotti commerciali) possano lasciare alla posterità. Chi è senza pensiero morrà senza pensiero nel futuro. Si goda ora il successo perché quando sarà morto moriranno anche i suoi libri. La cosa scandalosa è che un presidente della Repubblica gli abbia dato un premio per la letteratura. Come se ne avesse l'autorità.

DIALOGO CON LA MORTE

Dal sito FRIULICREA

Dialogo con la morte

LA MORTE E LA VITA

DIALOGO IMMAGINARIO TRA LA MORTE E IL MORITURO INCOSCIENTE

(M. = la morte, I. = Interlocutore, il morituro)

M. E’ l’ora. sono venuta a prenderti.

I. Chi sei? Io non vedo nulla. Queste parole non le odo con le orecchie, è un udito interiore... come mai? Chi sei?

M. Non importa la mia identità. Non sono identificabile. Mi chiamano la morte, ma nessuna sa chi o cosa realmente sono.

I. Aspetta, aspetta! ho molte cose da fare ancora.

M. Lascia stare, non hanno importanza! Io sono venuta proprio a relativizzare ogni cosa che pensi, che desideri e che fai.

I. Ma se non le faccio io, nessuno le farà.

M. Non fare questioni con me. Io devo semplicemente compiere il mio dovere.
Io sono necessaria, lo capirai dopo.

I. Perché adesso?

M. E perché dopo?

I. Perché così ho il tempo di prepararmi.

M. Prepararti in che senso?

I. Faccio l’esame di coscienza, metto a posto alcune cose irrisolte, chiedo perdono alle persone che ho ferito con il mio comportamento e le mie parole, frequento i Sacramenti.

M. E perché non l’hai fatto prima?

I. Non mi aspettavo una tua visita così repentina.

M. Ma tu lo sapevi che io sarei potuta venire all’improvviso, come un ladro...

I. Sì, ho sempre convissuto con il pensiero di una tua venuta anche improvvisa. Ma in fondo al cuore ho spesso proiettato in avanti il tuo momento. La sera, piuttosto, mi sono spesso addormentato sul tuo fianco...

M. Ecco..ti sei addormentato. Ma lo sai che tu hai quasi sempre vissuto da addormentato? Io vengo a raccogliere l’essenziale, ma in te trovo molte fronde inutili..

I. Hai ragione. Lascia che sfrondi tutto e poi vieni a prendermi.

M. Perché non hai sfrondato prima? Io ti ho lasciato tutto questo tempo per raccogliere i frutti di tutto questo sfrondamento...

I. Ma avevo tante cose a cui pensare...

M. Sii sincero. Tu sai bene chi sono... Tutti coloro che mi hanno incontrato mi hanno riconosciuta come la paladina della verità.

I. Sì, è vero, mi sono perso in mille frivolezze, a volte sono mi sono lasciato andare nei piaceri della vita, ho ricercato qualche forma di potere... Ma, alla fine ti ho pensato spesso!

M. Pensare non significa vivere in pienezza. Se il pensiero non si traduce in azione, ha poco valore. Quando arrivo verrà raccolto quello che hai operato, non ciò che hai pensato. Il tuo pensiero è come la corda tesa dell’arco, ma se non miri giusto il bersaglio, lo sforzo si disperderà nel nulla.
Ora tu hai teso la corda, abbandonala...

I. Dopo tanti anni di lotte e tribolazioni tu mi chiedi di abbandonarmi?

M. Sì, perché ritroverai te stesso proprio in quell’abbandono.

I. Ma che senso ha vivere per poi lasciarci andare nell’abbandono?

M. La vita è questa: nell’abbandono sarai un osservatore più attento. Ogni attimo dell’esistenza è una continua alternanza tra me e la vita. Tu non te ne eri mai accorto, ma io sono sempre stata presente in te, sono un po’ come il propellente della vita.

I. Ora perché mi vuoi prendere definitivamente? Perché sei così determinata?

M. Ogni istante della tua vita ha preparato questo. E’ la tua ora, non puoi sfuggire. Come non puoi fare a meno di respirare, non puoi assolutamente fare a meno di morire. Morire è solo l’ultimo atto che sintetizza le miliardi di morti che hanno sostenuto la tua vita. Questo avresti dovuto saperlo.

I. Diventi sempre più incomprensibile. Tu ora vuoi prendermi. Ma cosa prendi se il mio io si dissolve?

M. L’io che ti sei costruito in modo fittizio si dissolve. Mi porto via proprio quello. Le tue illusioni, ciò che hai accumulato materialmente e mentalmente.
Porto via da te ogni forma di orgoglio, ogni brama di successo, le tue passioni terrene, tutto ciò che non è rivestito di immortalità.

I. Cioè... tutto ciò che non ti resiste?

M. In un certo senso, sì. Ma non sono abituata a discutere.... Vengo, prendo e scompaio nel nulla per poi riapparire in altri elementi vitali. Ritorno in qualsiasi momento in cui c’è un palpito di vita. La vita non può fare a meno di me.

I. Ma quando ti sei presa tutto ciò che tu chiami illusorio, cosa rimane di me?

M. L’essenziale

I. Che cos’è l’essenziale?

M. Ciò che io non posso fagocitare.

I. Il nulla? L’essere?

M. Ciò che chiami nulla è la mia essenza. Ma anche la tua. Resta l’immortale.

I. Ti prego... essenziale...immortale... cerca di essere più chiara!

M. Ma allora non hai capito? Il nulla viene assorbito dal nulla, mentre ciò che “è” permane in eterno. In te c’è un principio immortale che io non posso confiscare. Il nulla non può agire sull’essere. Tu sei te stesso nel momento in cui emerge il principio di immortalità che ti fa simile al Dio immortale.
Se tieni desto in te questo principio io non ho alcun potere su di te, ma solo su ciò che supporta il tuo essere terreno, cioè su tutti gli elementi transeunti che sono soggetti al mutamento nel tempo e nello spazio.

I. Ma allora tu, non esisti!

M. Esiste il nulla? Ti rovescio la domanda: non esiste ciò che è? Tu concepisci il nulla come assenza di una presenza. E’ un luogo comune. La tua logica ragiona per contraddizione: è o non è. Va a fondo e ti accorgerai della tua superficialità.

I. Da quando in qua la morte genera la filosofia?

M. Da sempre. Sono proprio io che spingo gli uomini ad interrogarsi sul senso dell’esistenza. Sono io il propulsore della ricerca, del progresso, della scienza, del pensiero, della vita stessa. Persino dell’amore.

I. Dell’amore? Tutte quelle persone che anelano a te persino con il suicidio?

M. Non essere superficiale. Anche il suicidio può essere un’ultima protesta di chi reclama la vita. Il suicida mi carpisce con violenza. Spera di poter porre fine al proprio disagio. Non vivendo autenticamente vorrebbe annullarsi tramite me.
Anche questa è un’illusione. Io non sono un’anestetico, la panacea per i vostri mali. Io agisco, ma non posso essere rappresentata da una mente umana. Tu stesso mi percepisci nella coscienza, ma non puoi vedermi o toccarmi. Non ho colore o sapore. Nel momento stesso in cui agisco scatta la vita...svanisco.

I. Ma allora non ti devo temere: tu vieni, ma non ci sei. Non può agire colui che non c’è.

M. Io agisco nella vita. Come già ho cercato di farti capire la vita e la morte sono talmente intrecciate che non puoi separarle. La distinzione che la tua mente fa è puramente logica e razionale.
In realtà sono solo un intervallo, una fessura, un vuoto incolmabile tra due fasi di vita.

I. Allora sei inconsistente...

M.Sono inconsistente ma necessaria come il tuo respiro. Quando passi dall’inspirazione all’espirazione c’è un istante di cui non ti accorgi, un nulla che prepara l’atto successivo. Così tra un battito cardiaco e l’altro, oppure tra la sistole e la diastole...
Io agisco ovunque nel mondo materiale, nella dimensione spazio-temporale. I miei effetti cessano quando il tuo essere trascende questa dimensione.

I. Allora non ci sarà più il divenire?

M. Dio non è divenire, E’ e basta. L’anima immortale, a somiglianza del Creatore, non potrà divenire perchè è quella che si unirà al corpo risuscitato, anch’esso non permeato dal divenire.

I. Quindi tu ci sei perché strettamente correlata al divenire?

M. Io sono solo un’idea, non ho consistenza, te l’ho già detto. Ora che ti parlo agisco nella tua coscienza. Sei tu che mi stai dando oggettività, ma non ho essenza perché albergo nel nulla. Per ciò che diviene sono negli intervalli tra uno stato e l’altro di ogni essenza. Ma non sono esistenza. Tu sai che le essenze sono immerse nell’esistenza, ma concettualmente esistenza ed essenza differiscono.

I. Questo è un passaggio molto oscuro che vorrei capire!

M. Vedo che la filosofia ti attira, nonostante io sia qui pronta per te. Comunque voglio farti un esempio che è molto conosciuto in oriente. Le onde non sono il mare, eppure è il mare che le genera e senza di lui non sussistono. Tu vedi, però, che ogni onda diviene, corre, spumeggia e si dissolve sulla superficie o sulla riva. L’onda non è il mare, fa parte di esso, ma non ha consistenza nel tempo essendo in continuo divenire. Una volta comparsa, muta e sparisce come tutte le altre. Le essenze sono come l’onda, l’esistenza è il mare, fondamento di ogni essenza.

I. Perché conosci tutte queste cose?

M. E’ proprio dal mio nulla che io posso osservare tutto ciò che è vita. Se fossi qualcosa il mio sguardo sarebbe molto più limitato.

I. Ciò significa, allora, che noi possiamo osservare meglio il mondo se ci avviciniamo al nulla?

M. In un certo senso... La tua coscienza è tale perché qualsiasi operazione compia deve negarsi per distinguersi dall’oggetto che prende in considerazione.
Se vuoi percepire quell’armadio non puoi essere armadio, ma devi porti sempre al di fuori. Nella tua mente qualsiasi punto di vista è fuori dall’oggetto.
Ma questi sono ragionamenti che appartengono alla logica umana che opera nella dimensione spazio-temporale. La realtà è ben diversa...

I. Quindi sei sempre stata presente nella mia coscienza?

M. La coscienza è un continuo tentativo di soggettivazione. Neghi l’oggetto per affermare il tuo punto di vista. Io centro nella negazione. Non ti accorgi che per attivare la tua coscienza devi continuamente morire? Più muori e più diventi consapevole.

I. Vuoi dire, allora, che sei necessaria per la mia vita?

M. Indispensabile. Dal momento del tuo concepimento tutto è sotto il mio potere. Tu ti evolvi dopo aver negato l’aspetto precedente. Prendi coscienza quando fai morire lo stato di coscienza precedente. Nella tua dimensione spazio temporale nulla è statico o fisso, tutto si muove e dietro questo movimento ci sono io. Termino il mio mandato quando sarai nella tua pienezza. Allora non avrà senso alcuna evoluzione come la intendi ora. La vita mi avrà completamente sconfitta. Sono un’amica ritenuta nemica.

I. Ma se le cose stanno così perché la gran parte di noi uomini ti teme ?

M. Perché riflettete poco sul vero scopo della vita presente.
Mi si teme quando c’è estrema insicurezza su tutto, quando si ha paura di perdere ciò che si è accumulato. Ma ciò che accumulate è un’illusione. Qualsiasi tipo di accumulazione è vana. Accumulate per espandere il vostro io, inconsapevoli, invece che lo restringete. Accumulate denaro per garantirvi il futuro, accumulate cultura e prestigio per sentirvi superiori agli altri, accumulate ideologie perché pensate che sostengano il vostro io e le vostre vane tradizioni. Arrivo io e vi rendete subito conto di quanto tempo avete sprecato.

I. Qual è il tempo terreno più utile?

M. Il contrario di quello che ti ho detto sull’accumulazione. Il vivere il presente in modo consapevole, senza false proiezioni, nella continua percezione che ogni cosa proviene dall’Assoluto a cui tutto devi riferire. Vivere, insomma, nella pienezza con distacco.

I. Mi sono sempre sforzato, pur nei fallimenti, di osservare me e il mondo con un certo distacco..

M. I tuoi sforzi verranno considerati. Ma chi vive nella pienezza non fa alcuno sforzo, perché esso assorbe molte energie. Accetta certe situazioni inevitabili, ma osserva il mondo con gli occhi di un bimbo. Accetta me e mi ritiene amica perché è cosciente della mia presenza attiva nella vita terrena. Agisce con vera compassione e nel suo distacco ama il prossimo come se stesso in Dio.

I. Se è così... allora non sono ancora pronto!

M. Sono venuta a prenderti in virtù del distacco che ti avevo accennato: devi accettare anche questo evento. Pochissimi sono coloro che sono pronti ad accogliermi. La maggior parte degli uomini avrebbero voluto procrastinare questo momento a causa dei loro attaccamenti terreni. Ma anche l’ultimo momento potrebbe essere determinante, per quello spesso vengo all’improvviso.

I. Vuoi dire che ognuno di noi anche all’ultimo momento potrebbe raggiungere il distacco che non è riuscito ad attuare in una vita terrena?

M. Tu muori come sei vissuto, non illuderti. Ma se Dio ti concede il totale abbandono tra le sue braccia, confidando nella sua infinita misericordia, in un solo momento puoi raggiungere il distacco perfetto, consapevole che è stata tutta un’illusione. Nella vita terrena hai spesso desiderato questo distacco, quindi l’opzione fondamentale era nella direzione giusta.
Nel momento in cui ti prendo definitivamnete non ho più alcun potere su di te.

I. Mio Dio! Prendimi... ti offro tutti i miei attaccamenti, le mie fragilità, il mio nulla...

M. Non ti dico addio perché tu andrai a Dio ed io svanirò nel nulla da dove provengo. Non potremo davvero rivederci più. Ora vivrai autenticamente e non avrai più paura di nulla. Non te ne accorgerai nemmeno, è come una piccola puntura di spillo.

I. Mio Dio, perdonami... nelle tue mani rimetto il mio spirito.


Pier Angelo Piai


SILENZIO! VI E' LA MORTE. E ALLA MORTE NON SI APPLAUDE

DEVE CESSARE IL VEZZO DI APPLAUDIRE AD UN FUNERALE. Tale vezzo fu inventato in occasione di funerali di attori di teatro. Doveva essere l'ultimo applauso. Ma non tutti siamo attori, anche se Marco Aurelio (Ricordi) pensava che ognuno nella vita avesse una parte da recitare. Ma non intendeva riferirsi al palcoscenico. Non siamo attori. Nessuno è attore. Stiamo su questa Terra senza sapere che ci stiamo a fare. Nessuno ha una parte da recitare. La parte è sempre parte di un Tutto. Ma non sappiamo che parte abbiamo in questo Tutto che è l'universo. Dunque non abbiamo alcuna parte da recitare.

Dal sito Friulicrea

Sordi : Gli applausi ai funerali

dal Messaggero Veneto del 11/03/03

SORDI

Gli applausi ai funerali


Ho atteso qualche giorno dal funerale di Alberto Sordi, per essere meno emotivamente coinvolto, prima di consegnare alcune riflessioni. Anzitutto mi ha impressionato positivamente il fatto che Sordi sia stato un grande benefattore, contrariamente alla nomea di avaro che si portava dietro, senza mai tentare di smentirla.

Chi non avrebbe sbandierato, come spesso si fa, benemerenze e quant’altro per accattivarsi l’opinione pubblica. «La tua destra – dice il Vangelo – non sappia quello che fa la tua sinistra». Oppure: «Non suonare la tromba quando fai la carità». Sordi ha messo in pratica questo principio anche perché sinceramente credente.

A proposito, ricordo che quando i Domenicani senesi lo insignirono della “targa d’oro” di Caterina da Siena, si mostrò molto commosso nel riceverla, perché Santa Caterina sapeva fare la carità con riservatezza: portava dei pacchi di viveri, di notte, e li depositava dinanzi alle case dei poveri che dormivano. Tutto per non essere ringraziata. Un modo di fare che l’attore romano ha messo largamente in pratica. E solo dopo la sua morte si è scoperto il suo grande cuore.

Mi chiedo, pertanto, se Sordi avrebbe apprezzato la spettacolarizzazione dei suoi funerali. Penso proprio di no. Purtroppo è invalso, nel nostro paese, il vezzo di trasformare funerali di personaggi più o meno illustri in parate con applausi e bandiere.

Per taluni, sarebbe un modo di esorcizzare la morte. Ritengo che sia anche indice di superficialità, perché il frastuono stordisce e impedisce di andare al fondo delle cose. Questo vezzo degli applausi, non solo ai funerali, è diffuso anche nelle cerimonie religiose. Spesso ho scritto della spettacolarizzazione della religione che sconfina, purtroppo, nel culto della personalità.

È evidente che in questo calderone ribollente tutti ci attingano a piene mani: politici, imprenditori, attori, per il “ritorno” sulle loro imprese. Le dirette tv hanno proprio questa funzione, sia quando vengono concesse sia qualora vengano negate.
Purtroppo Alberto Sordi è incappato, da morto, in questo sistema. Da vivo non lo avrebbe certo permesso.

Professor Giampaolo Thorel
Udine

MOLTA UMANITA' VALE MENO DEI GATTI

Funerale per la morte del gatto e 10 mila euro di eredità ciascuno per quelli ancora in vita

Cani e gatti vivono ciascuno in una stanza in un appartamento e mangiano timballo cucinato al ristorante

Funerale per la morte del gatto e 10 mila euro di eredità ciascuno per quelli ancora in vita
Segnala articolo Stampa questa pagina A | A Abruzzo | 29 aprile 2010

“Filippo ed io vivevamo insieme da 23 anni, era con me fin da quando aveva pochi mesi e quando è morto ho sentito di aver perso un figlio”. L’88enne di Pineto in provincia di Teramo non parla di una persona ma del suo affezionato gatto morto il mese scorso e trattato, così come da vivo, come una persona. Quando Filippo ha chiuso gli occhi per sempre, la sua anziana padrona, una vedova benestante e senza figli, lo ha fatto sistemare in una cassa realizzata su misura, e dopo un funerale, Filippo è stato seppellito all’ombra di una palma. Voci di popolo e il quotidiano “Il Centro” hanno raccontato che la donna, per il funerale del suo compagno di vita avrebbe speso ua cifra che si aggira intorno ai 12 mila euro. Anche se, quanto raccontato rende credibile la notizia, lei, seccamente smentisce: “In tutto avrò speso qualche centinaio di euro e mi sono anche arrabbiata con le pompe funebri perché ho detto che era poco”.
In vita le cose per Filippo, cosi come per l’altra gatta Bianchina e il cane Leopoldo, non sono andate certo male. Ognuno degli animali, nell’appartamento della donna, ha una stanza con tanto di letto, riscaldamento e una governate che si occupa di mantenere pulito e di portarli fuori per i bisogni. A servire da mangiare ci pensa direttamente l’88enne che da loro il timballo cucinato quotidianamente da un vicino ristorante. Una passione per gli animali, quella dell’anziana donna, che guarda anche al futuro. La vedova, infatti, sa che l’età avanza e per questo aveva destinato ben 30 mila euro della sua eredità proprio a Filippo e agli altri due animali domestici. Insomma, chi si fosse occupato di loro fino alla fine dei loro giorni, avrebbe percepito ben 10 mila euro per ciascun animale. Filippo però, purtroppo, si è spento prima per cui la sua “quota” di eredità è passata ad un altro trovatello.
L’amore pèer gli animali, però, non si ferma solo a quelli domestici: “Le persone ti tradiscono, un animale no”, convinta di questo la donna “semina alimenti e cibaglie su muri, marciapiedi e finanche tetti. “Dò da mangiare a circa 40 piccioni e altre decine di animali nel circondario”. Questo aspetto ha creato antipatie e rancori. I vicini infatti maldigeriscono che randagi e animali di ogni genenere si raccolgono nei pressi delle loro case attirati dalle cibaglie diseminate della donna e sono fioccate denunce.
ermadei@libero.it

venerdì 1 luglio 2011

CACCIAMO VIA I BARBARI DEL KOSHER E DELLA HALAL

L'Olanda mette al bando macellazione halal e kosher

Primo sì della Camera a una legge che rende obbligatorio lo stordimento dell’animale. La leader degli animalisti: "Libertà religiosa non giustifica sofferenze degli animali"

Roma - 30 giugno 2011 - “La libertà religiosa finisce dove iniziano le sofferenze degli uomini e degli animali”. Parola di Marianne Thieme, leader del “Partito degli Animali” (Partij voor de Dieren), che in base a questo principio vuol mettere al bando in Olanda la macellazione halal e kosher.

La formazione animalista è sulla buona strada. Martedì’ scorso la Camera dei deputati olandese ha approvato un progetto di legge che rende obbligatorio stordimento o anestesia degli animali prima dell’ abbattimento. Una pratica non prevista dalla macellazione rituale adottata nei Paesi Bassi da un milione e duecentomila musulmani e cinquantamila ebrei.

“Le tecniche di uccisione halal e kasher provocano un dolore ingiustificato agli animali, la liberta' religiosa non puo' essere illimitata", ha dichiarato prima del voto Marianne Thieme. Il testo è passato con 116 voti a favore e 30 contrari, e ora approderà al Senato per l’approvazione definitiva.

Unico paracadute per le tecniche tradizionali è un emendamento fatto approvare da un partito centrista. Potrà ottenere un permesso per continuare a praticare la macellazione rituale chi dimostrerà che in questo modo l’animale non soffre di più che con lo stordimento.

In Europa, la macellazione rituale è già vietata in Norvegia, Svezia, Lussemburgo e Svizzera. In Italia, le tecniche halal e kosher sono ammesse e disciplinate dalla legge. A destare spesso allarme sociale sono però le uccisioni “clandestine” praticate all’interno della comunità musulmana soprattutto in occasione di ricorrenze religiose come la Festa del Montone.

EP

Commenti

Pietro Melis 2011-07-01 17:29
Lo schifoso Comitato Nazionale per la Bioetica ha scritto che bisogna mettere d'accordo la cura (sic!) degli animali con il rispetto dele tradizioni religiose. E allora perché non ammettere anche il culto della sanguinaria dea Kalì'? La sostanza è che gli ebrei non possono essere toccati. Già i deputati della Lega Nord in passato Davide Ercoli e Luigino Vascon nel 2003 e nel 2004(?) avevano fatto un'interrogazione alla Camera per richiedere la proibizione della macellazione ebraica. Davide Ercoli disse che vi è un limite insuperabile che è la sofferenza degli animali. L'allora ministro Giovanardi rispose che l'Italia si era adeguata alla normativa europea. Ma quale nomativa se vi sono degli Stati dell'Unione Europea (ultima l'Olanda) che la proibiscono? Viene proibita anche in uno Stato islamico come la Malesia. Come mai la Lega continua a tacere invece di organizzare manifestazioni pubbliche e pur essendo al governo? NON HANNO SCUSE.


Andate a leggere il mio post del 7 aprile nel mio blog pietromelis.blogspot.com (blog del prof. Meli) e saprete che in questa Italia di MERDA esistono giudici merdosi capaci di condannare per "odio razziale e religioso" chi come me nei suoi libri si è sempre battuto contro la barbarie della macellazione ebraico-islamica. Barbari sono anche i giudici che mi hanno condannato. Esseri senza cervello e ideologizzati dalla cultura del multiculturalismo e del relativismo. Ancora più scandaloso è un documento del Comitato Nazionale per la Bioetica che giustifica la macellazione ebraico-islamica sulla base di una concezione antropocentrica e antiscientifica della natura che pone ancora capo alla concezione biblica dell'uomo come padrone della Terra. Esseri schifosi è dir poco. Vi è un disegno di legge del deputato della Lega nord Angelo Alessandri che vieta la macellazione ebraico-islamica. Non si sa dove sia andato ad impantanarsi questo disegno di legge. Già i deputati della Lega Nord in passato Davide Ercoli e Luigino Vascon nel 2003 e nel 2004(?) avevano fatto un'interrogazione alla Camera per richiedere la proibizione della macellazione ebraico-islamica. Davide Ercoli disse che vi è un limite insuperabile che è la sofferenza degli animali. L'allora ministro Giovanardi rispose che l'Italia si era adeguata alla normativa europea. Ma quale nomativa se vi sono degli Stati dell'Unione Europea (ultima l'Olanda) che la proibiscono? Viene proibita anche in uno Stato islamico come la Malesia. Come mai la Lega continua a tacere invece di organizzare manifestazioni pubbliche e pur essendo al governo? NON HANNO SCUSE.


#14 Pietro Melis 2011-07-01 16:20
MALEDETTI EBREI DEL KOSHER (per cui la morte in camera a gas sarebbe anche troppo dolce per avere trasmesso agli islamici il loro crudele metodo di macellazione) e maledetti islamici della halal e di quella MERDA di libro che è il CORANO. Vi è un tale (musulmano in Italia che sotto il nome Salal-al Din si vanta del fatto che le macellerie in Italia stiano diventando islamiche e che il maiale è un animale impuro. Impuro è il suo cervello che meriterebbe un coltello dentro per fargli capire la sofferenza. Indivividui simili dovrebbero poter essere uccisi impunemente perché non sono nemmeno animali ma dei sUBANIMALI. Sono irrecuperabili alla ragione.
Citazione
+6 #13 NO islam 2011-07-01 11:05
io NON compro niente nel super/ipermarcati dove vedo la sciritt Halal!!!
Vi invito TUTTI di NON comprare nessun prodotto dove si vende Halal.
I islamici se vogliono loro prodotto, basta che vanno nel LORO negozio!!!!
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+6 #12 anonimo 2011-07-01 10:02
Citazione:
Eco il solito attaco antiislamico da parte dei RAZISTI FASCISTI.

.
Se non lo sai ci sono leggi FATTE PRIMA ancora che arrivaste voi. Non sono state fatte per dispetto a voi come tu, che ami fare sempre la vittima piagnucolosa vorresti far credere! Lo so che speri inutilmente di adattare le nostre regole ai tuoi usi, fregandotene del rispetto del paese che ti ospita, ma e leggi sono state fatte per TUTELARE GLI ANIMALI!
Inoltre, tanto per citare le vostre feste dove si usa sgozzare poveri aniimali, non è per far dispetto a voi che DA ANNI, cioè prima ancora che tu venissi in italia a belare le tue stupide manie di persecuzione, esistono regole che VIETANO la macellazione in luoghi non adatti e tanto più in casa....invece nella nostra Italia civile, dove certe cose NON si fanno per legge, ci sono persone che si sono viste colare il sangue sul balcone dal piano di sopra...ma nemmeno nei film dell'orrore ....
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+6 #11 ... 2011-07-01 09:51
Citazione walid:
io sono musulmano,però dico che hanno ragione,l'animale non deve soffrire,purtro ppo la nosta religione è ferma al medioevo,se non si apre e si adeua al mondo attuale,rimarrà sempre fondamentalista e non farà crescere noi musulmani,e parlo da libanese,dove conviviamo con cristiani,e ognuno rispetta l'altro.
dobbiamo cambiare,ne sono convinto
walid

una persona intelligente...infatti si può professare la fede senza infierire sulle povere creature....
E poi il maiale, il cane,.....chiedo io a salah al din che male vi fanno? perchè in alcuni paesi, se potessero i musulmani li eliminerebbero?
Noi Cristiani sappiamo che TUTTE le creature vengono da Dio TUTTE!!!!!!!!!!
!!!!!!!!!!!!!!! !!!! ;-)
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+6 #10 ... 2011-07-01 09:47
Citazione:
Eco il solito attaco antiislamico da parte dei RAZISTI FASCISTI.

Macelazione halal che male fa a loro? .
a noi non fa male infatti, ma come società CIVILE ED EVOLUTA, riusciamo a capire che fa male agli animali. :cry: Tanto che ,sempre nella NOSTRA SOCIETA' EVOLUTA (non il vostro medioevo), si è arrivati a fare leggi che, pur permettendo l'inevitabile necessità di mangiare, imponga di intontire l'animale per non farlo soffrire durante l'abbattimento...solo un ignorante rimasto all'età della pietra, come te, non capisce l'atteggiamento CIVILE della nostra epoca, che se non te ne sei accorto, si è evoluta :-* Cosa ne diresti se decidessimo di rimanere alle regole mediche di secoli fa, e non ti facessimo l'anestesia durante le operazioni chiriurgiche? Siccome secoli fa non si facevano?, manteniamo le trdizioni anche se il progresso ha inventato l'anestesia per evitare la sofferenza inutile, rimaniamo nel medioevo...CHE SCHIFO!
+6 #9 ... 2011-07-01 09:41
[Citazione:
Stefania lei è sempre acida?
chissa come la sopporta suo compagno :-*

non è acida è GIUSDTAMENTE irritata! Chissà invece la tua compagna comn sopporta vedere i vostri sgozzamenti violenti verso poveri animali, e peggio ancira chiossà come è felice a vedere che te ne compiaci pure! :sad:
Citazione
+6 #8 ... 2011-07-01 09:38
[quote ] e solo RAZISMO antiislamico!

Citazione:
Devono invece vietare MAIALE .
e i tuo è il solito comportamento del prepotente i ncasa d'altri...perchè IN CASA NOSTRA dovremmo vietare la carne di maiale ? e dovremmo invece permettere le vostre usanze BARBARE E VIOLENTE? ti piacerebbe che A CASA NOSTRA facessero quello che piace a te? ma che arroganza e che razzismo verso gli italiani!
Citazione
+6 #7 walid 2011-07-01 09:37
io sono musulmano,però dico che hanno ragione,l'animale non deve soffrire,purtro ppo la nosta religione è ferma al medioevo,se non si apre e si adeua al mondo attuale,rimarrà sempre fondamentalista e non farà crescere noi musulmani,e parlo da libanese,dove conviviamo con cristiani,e ognuno rispetta l'altro.
dobbiamo cambiare,ne sono convinto
walid
Citazione
+6 #6 ... 2011-07-01 09:34
Citazione:
macelerie sono quasi tute islamiche adesso.

ma dddddove????? ma sogni? :lol:
Citazione
-6 #5 Anti Leghista 2011-07-01 00:54
Citazione stefania:
Citazione Salah Al Din:
Eco il solito attaco antiislamico da parte dei RAZISTI FASCISTI.

Macelazione halal che male fa a loro? e solo RAZISMO antiislamico!

Devono invece vietare MAIALE che con sua carne impurta po contaminare anche carne halal se taliata con steso coltelo!!!

in Italia almeno macelerie sono quasi tute islamiche adesso.

che male fa? chiedi agli animali come soffrono, come se a te ti fanno un operazione senza anestesia, bravo il governo olandese, anche qui in italia si dovrebbe vietare questi riti che fanno solo male agli animali, se ai mussulmani non sta bene questa legge che se ne tornino a casa loro stanno stufando con le loro pretese, PADRONI A CASA NOSTRA e non permetterti di dire che dobbiamo eliminare il maiale qui siamo a casa nostra e facciamo quello che vogliamo noi.


Stefania lei è sempre acida?
chissa come la sopporta suo compagno :-*
Citazione

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