martedì 11 marzo 2014

INCREDIBILE, VERGOGNOSA E CRUDELE PUBBLICITA' PER LA CARNE DI CAVALLO DELLA NABA CARNI

Inviato a 
Naba Carni Spa
Via Prati, 69 – 25086 Rezzato (BS)
Tel.: +39 030 24986 - Fax: +39 030 2498600
E-mail: nabameat@nabacarni.it
Web: www.nabacarni.it
Vi è un subanimale, Virginio Masina, che si vanta di discendere da una famiglia di macellatori-macellai che propaganda soprattutto la carne equina e che paga la pubblicità su TGCOM24 della Mediaset. In un suo sito ha posto la foto dei suoi avi ritratti soddisfatti ed entusiasti di fronte ad un maiale legato che sta per essere scannato avendo sullo sfondo dei maiali già squartati. Io mi domando come si possa menar vanto di simili orride scene. Bisogna essere proprio dei subanimali privi di sensibilità.  Se avete stomaco guardate qui.
[PDF]

  1. LA CARNE EQUINA - Fiesa

    www.fiesa.it/userFiles/File/documenti.../carne_equina_libro_masina.pdf
    13. LA CARNE EQUINA STORIA, CARATTERISTICHE E GRIGLIA DI CLASSIFICAZIONE. Nonno Angelo Masina. Virginio Masina a 5 anni. Angelo, Gianfranco ...

    Questo subanimale si vanta di aver scritto due libri sul cavallo, per spiegare le sue grandi qualità. Sì, ma dopo che viene macellato. Se qualche decerebrato volesse acquistarne copia è avvisato dall'autore che deve chiederlo alla Naba Carni. Infatti non figura (meno male) presso alcun distributore. Un libro edito dalla stessa Naba Carni. Il che è tutto dire.  
    1. La carne equina: storia, caratteristiche e griglia di classificazione

      www.pubblicitaitalia.com/eurocarni/2011/5/10630.html
      Un libro che è una sorta di enciclopedia del cavallo, per quanto riguarda la carne e i ... Edito da Naba Carni, dicembre 2010 Grafiche Tagliani, Calcinato (BS)
Chi si arrichisce sulla sofferenza e sull'uccisione degli animali vale meno di qualsiasi animale perché è un subanimale. La sua vita vale meno di quella di qualsiasi animale. E' gentaccia ignorante che è causa di danni alla salute facendo pubblicità per la carne. Il vegetariano famoso oncologo Umberto Veronesi ha sempre detto chiaramente che la carne è cancerogena e questi squallidi individui si permettono di fare pubblicità contro la salute. Deve cessare questa sconcia, orrida e vomitevole pubblicità.
Sono rimasto inorridito vedendo a TGCOM24 la pubblicità dove si vede una famiglia tutta contenta e in salute a tavola perché mangia carne di cavallo, consigliata perché ricca di ferro. A parte il fatto che le carni rosse sono ormai sconsigliate perché contrarie alla salute a causa del grande contenuto di colesterolo prodotto dai grassi saturi, che sono la causa dell'ostruzione delle arterie, e perciò dell'infarto e dell'ictus, al subanimale Virginio Masina, che paga questa pubblicità e che si vanta di essere una famiglia di macellatori, dovrebbe essere probito di fare pubblicità per la carne, e tanto meno per quella di cavallo,un animale la cui sofferenza è anche maggiore perché si sa che la sofferenza (lo disse Konrad Lorenz) è proporzionale al grado di intelligenza e di capacità di affezione. Non è in ogni caso educativo dare l'immagine del cavallo come animale che serva solo come fonte di bistecche. 
Da dove trae il cavallo il ferro pur nutrendosi solo di biada e di altri vegetali? Forse dalla carne? Ma quando si tratta di guadagnare dello sporco danaro valgono anche le menzogne  di questa gentaccia. 


NABA CARNI, Rezzato-BS - Carni fresche e congelate - lavorazione ...
  1. www.paginegialle.it/rezzato-bs/carni-commercio/naba-carni
    NABA CARNI - 69, Via Giovanni Prati - Rezzato - BS - Carni fresche e congelate - lavorazione e commercio - Leggi le recensioni degli utenti.
  2. [PDF]

    Carne equina.indd - AssoMacellai

    www.assomacellai.it/.../eurocarne.../carne_equina_articolo_eurocarni.pdf
    di presentare le due pubblicazioni edite da VIRGINIO MASINA. Invitato a rispondere a qual- che domanda della sottoscritta,. Masina, presidente di Naba Carni,.
  3. Naba Carni Nuova Azienda Bresciana Alimentari Carni SpA - Coobiz

    www.coobiz.it › ItaliaLombardiaBresciaRezzato
    Contatti di Naba Carni Nuova Azienda Bresciana Alimentari Carni S.p.A Rezzato Via Prati 67/69/71 tel. Telefono fax.
  4. [PDF]

    LA CARNE EQUINA - Fiesa

    www.fiesa.it/userFiles/File/documenti.../carne_equina_libro_masina.pdf
    della carne. Taglio MR OLD. Il mercato della carne di cavallo. Studio di ricerca: “La carne di cavallo”. Bibliografia. La NABA CARNI un'esperienza nata nel 1918.
  5. Immagini relative a naba carne

     - Segnala immagini non appropriate
 

lunedì 10 marzo 2014

HO UN SOGNO

Sogno un colpo di Stato che spazzi via il luridume dei partiti perché instauri una provvisoria dittatura illuminata facendo sparire la spesa pubblica connessa alla corruzione del parassitismo della politica e allo sperpero del danaro pubblico. Una dittatura che spazzi via i carrozzoni delle regioni e delle province ed instauri un forte governo centrale che non dipenda dalle furie predatrici degli egoismi locali. Una dittatura che spazzi via i privilegi dei grandi magnaccia delle aziende pubbliche che complessivamente costano ogni anno 13 miliardi mentre oggi non si sa come ridurre le tasse con la diminuzione dell'IRPEF e l'abolizione dell'IRAP. Una dittatura che ponga come tetto massimo delle pensioni 5000 euro al mese, e dico euro solo in previsione dell'uscita dell'Italia dalla disgrazia dell'euro e del ritorno alla sovranità monetaria. Una dittatura che tolga retroattivamente le pensioni a tutti coloro che hanno percepito superstipendi (sia nel pubblico che nel privato) e che rientrano o sono rientrati in passato in una spesa di stipendi pari agli odierni 13 miliardi. Hanno guadagnato tanto nella vita che non hanno o non avevano bisogno di avere in più una pensione, avendo potuto o potendo investire i loro lauti stipendi in modo da procurarsi una rendita senza gravare sulla spesa pensionistica. Anche a compenso delle scandalose liquidazioni avute con l'andata in pensione. Una dittatura che ponga un tetto di 5000 euro a tutti gli altri, non compresi nella categoria di quelli che non rientrano nella spesa di 13 miliardi annui. Una dittatura che riformi la Costituzione introducento il partito dei non votanti in in modo da ridurre il numero degli eletti in proporzione al numero dei non votanti, una volta restituito il potere alla rappresentanza popolare perché non sia più assicurata una poltrona parlamentare indipendentemente dal numero dei votanti. Una dittatura che introduca nel Codice Penale la pena di morte per i delitti più gravi, a incominciare da quelli di mafia, che una dittatura provvisoria farebbe sparire in poco tempo, giacché i capimafia sono dei subanimali la cui vita vale meno di quella di un insetto nocivo, che non sa di essere nocivo. Una dittatura che riformi l'economia sulla base di un socialismo nazionale che estirpi la speculazione finanziaria che ha distrutto l'economia reale. Una dittatura che chiuda costituzionalmente i confini a tutti gli invasori che arrivano come rifugiati di guerra od economici e pretendono il diritto d'asilo, escluso dalla Convenzione internazionale di Ginevra. Una dittatura che, distinguendo tra morale e diritto, combatta il relativismo di una società multiculturale e multirazziale. Una dittatura che impedisca di continuare a considerare il lavoro come merce in funzione del maggiore profitto e non il il maggiore profitto in funzione di una maggiore e più retribuita occupazione. E' questo solo un sogno? Sì, solo per una massa di politici delinquenti e magnaccia che sono la causa unica della miseria.


sabato 8 marzo 2014

NON PARITA' DI GENERE MA PARITA' DI SPECIE. RISPOSTA A PAOLO BARNARD

Da notare innanzi tutto che soltanto per ignoranza si suole richiedere parità di genere. Infatti il genere è una categoria che racchiude una varietà di specie tra loro apparentate. Così l'uomo e la scimmia appartengono allo stesso genere ma sono di specie diverse. Spesso, sempre per ignoranza, si suol dire "la razza umana", mentre di dovrebbe dire "la specie umana", categoria che racchiude diverse razze, alla faccia degli ignoranti ideologizzati che negano esistano le razze. Perciò è errato anche riferire il genere al sesso, dicendo "genere maschile" e "genere femminile".  
Oggi è l'8 marzo, "festa" della donna. Ho sempre pensato che sino a quando vi sarà la festa della donna (non esiste la festa dell'uomo) la donna continuerà a non capire che proprio con questa festa continuerà a favorire la tradizione che vede la donna inferiore all'uomo. Platone, data la sua dottrina della reincarnazione, scrisse che un uomo avrebbe subìto dopo la morte una condanna reincarnandosi in un essere inferiore. Ed io mi divertivo a domandare agli studenti: qual è secondo Platone l'essere immediatamente inferiore all'uomo? Alcuni dicevano: la scimmia. Ed io rispondevo: no. Allora altri dicevano: l'elefante. Ed io rispondevo:no. Alla fine dovevo aggiungere che l'essere immediatamente inferiore all'uomo per Platone era la donna. Ma poi aggiungevo anche che, nonostante ciò, Platone, contraddicendosi, fu l'unico filosofo che precorse la modernità richiedendo nel suo Stato ideale (La Repubblica) il diritto di voto alle donne, ma richiedendo che anche le donne facessero il servizio militare perché Atene non poteva permettersi di fare a meno delle donne (cioè di metà della popolazione) per la difesa dello Stato. 
Pochi sanno che l'8 marzo fu la data in cui le donne russe di Pietrogrado nel 1917 insorsero anch'esse contro la dittatura zarista. Ma cooperarono a sostituire la dittatura zarista con un'altra, che fu quella di Stalin. 

A Paolo Barnard (dpbarnard@libero.it)
dal blog 
www.paolobarnard.info/PAOLO BARNARD AMA LE DONNE, MA AMA ANCHE LA VERITA’
(2014-03-03)
LA DISUMANITA’ VINCE SEMPRE. SONO FUORI DA LA GABBIA DI LA7
(2014-03-02)
Ho sempre concordato con lei in merito alle sue riflessioni sulla disgrazia dell'euro, dell'Unione Europea delle banche. Queste cose le ho scritte sin dal 2006 nel mio libro intitolato Scontro tra culturee metacultura scientifica;l'Occidente e il diritto naturale. E le ho ripetute nei miei ultimi due libri ampliando l'argomento. Dal 1994 appartengo al Partito dei non votanti. Se è d'accordo con me dica in pubblico che Partito dei non votanti dovrebbe significare ridurre il numero degli eletti in proporzione al numero dei non votanti, fatta salva una soglia fisiologica del 15% di non votanti. Così questi fetenti politici non conserverebbero sotto il culo lo stesso numero di poltrone anche se andasse a votare solo il 20%. Che razza di democrazia è quella che non considera il non voto come voto negativamente attivo? Gli elettori non sanno che possono presentarsi al seggio elettorale e registrarsi rifiutando poi la scheda, in modo che per legge sia messo a verbale il motivo del rifiuto. Non andare a votare può significare pigrizia, disinteresse, assenza dal luogo di residenza, rifiuto passivo e non attivo del voto. 
Per quanto riguarda le donne le do ampiamente ragione. Sono un pianeta sempre sconosciuto. Oggi la scuola, media inferiore e superiore, è degradata perché in mano alle donne, che si dedicano all'insegnamento più che per vocazione per necessità economica. La scuola non può dare economicamente dignità sociale ad un professore, per cui essa è ormai, per il 90%, costituita da un corpo di insegnanti donne (e non DONNE). Faccio mia la Sua distinzione tra donne e DONNE. E valgono su questo punto le considerazioni che nel libro Il fondamento della morale faceva Schopenhauer sul carattere femminile. “Le donne, data la debolezza della loro ragione nel comprendere i principi universali, nell’attenervisi e nel prenderli come norma, sono molto meno capaci degli uomini nella virtù della giustizia…; superano invece gli uomini nella virtù dell’amore del prossimo, perché la spinta in questo caso è per lo più concreta e parla direttamente alla compassione, alla quale le donne sono decisamente più accessibili…La giustizia è una virtù piuttosto maschile, l’amore del prossimo piuttosto femminile”. Se così è, si può dire che la scuola è vittima del sentimento, della compassione, e non è espressione del merito. Tanto più da quando è stata introdotta la scuola obbligatoria. Devo anche correggere quanto scrisse Schopenhauer perché le donne sono rimaste sempre per me abitanti di un altro pianeta. Sono umorali, più possessive dell'uomo, divenuto ormai vittima anche quando l'uomo diventa assassino. Non si considerano le provocazioni che spesso l'uomo subisce da parte della donna, che ha a suo favore il codice civile e il diritto di famiglia. L'uomo in fondo cerca sempre di salvare la famiglia facendosi un'amante quando è sessualmente stanco della moglie, mentre la moglie rompe il matrimonio sapendo di avere la legge dalla sua parte anche con l'affidamento a lei dei figli minori, che diventano un'arma in più per ricattare economicamente l'ex marito, il quale può finire economicamente rovinato. Non è il mio caso perché ho avuto sempre terrore del matrimonio. Sono un prof. univ. in pensione di storia della  filosofia e purtroppo debbo decidermi a sposare la mia convivente per non lasciare la mia pensione di reversibilità a questo Stato di merda. Da quando per ragioni di età e anche di convenienza per essere assistito nella mia futura vecchiaia (se ci sarà) ho perso la libertà mi sono accorto ancora di più che la donna ha uno spirito possessivo che usa l'arma del ricatto. Bisogna considerare le motivazioni che inducono un uomo a diventare assassino. Spesso lo diventa a causa di un comportamento volubile, irascibile e irrazionale della donna, che è più facile al capriccio che crede di identificare con l'amore. Quando termina il capriccio termina quello che credeva amore. Troisi avrebbe detto: "Pensavo fosse amore...invece era un calesse".    Una volta domandai al sociologo Francesco Alberoni perché mai una donna si "innamorasse" di un delinquente. Mi rispose che la donna spera sempre di cambiare la natura dell'uomo di cui si è innamorata. Ciò conferma che molte donne ragionano con l'utero e non con il cervello, altrimenti capirebbero subito la natura violenta dell'uomo di cui si sono incapricciate. Poi ne pagano le conseguenze quando è troppo tardi.  Con ciò non intendo certo giustificare l'uomo assassino, proprio perché dovrebbe saper ragionare più della donna. Pertanto chi uccide una donna dovrebbe avere delle aggravanti perché ha dimostrato di non essere uomo, superiore per razionalità alla donna, come dovrebbe essere. Ma la donna ormai ha invaso tutti gli uffici pubblici, essendo le donne diventate quasi maggioranza anche nella magistratura. Che cosa pretendono ancora di più? Si pretende assurdamente la parità di genere, che sarebbe anche anticostituzionale perché permetterebbe ad una donna, anche se deficiente, di limitare l'accesso ad uomini che fossero mentalmente e professionalmente migliori di una donna. Dunque la richiesta parità di genere è contraria alla parità di specie, intendendo per parità di specie la parità di meriti indipendentemente dal sesso. Però mi sono sempre domandato come mai non esistano chirurughi donne. Notare come non esista nemmeno il femminile di medico e tanto meno di chirurgo. Sono certo che nemmeno una donna si farebbe operare da un chirurgo donna. Le donne negli ospedali accedono alla medicina interna ma sembrano escluse dalla chirurgia. Una ragione ci sarà, come per i piloti d'aereo. Come potrebbe una donna operare con freddezza soprattutto nel periodo delle mestruazioni? 

Il neurochirurgo Giulio Maira del policlinico Gemelli di Roma ha detto che nelle donne i due emisferi del cervello sono maggiormente uniti per mezzo di un maggior numero di neuroni nel corpo calloso che unisce i due emisferi. Si sa che quello sinistro è demandato alle operazioni logiche, mentre quello destro presiede alle emozioni. Dunque nella donna la capacità analitica non è così separata dalla capacità emozionale come nell'uomo. Non ho mai visto uno studente piangere dopo una bocciatura all'esame, mentre mi è capitato qualche volta di vedere delle studentesse piangere dopo una bocciatura.   
Si dice che le donne (nel settore privato) sono sottopagate rispetto all'uomo. Ma non ci si accorge che, più che le donne, sono gli uomini ad essere danneggiati da ciò. Infatti è proprio questo il motivo principale che è causa della maggiore disoccupazione maschile nel settore privato. Si è mai visto un segretario invece di una segretaria in uno studio professionale?  Si è mai sentita una voce maschile da un call center? Molti giovani, in attesa di migliore occupazione, sarebbero disposti a fare i lavori che fanno le giovani. Ma essi trovano la strada chiusa dalle giovani proprio perché sottopagate.
Le donne fanno carriera nel mondo effimero dello spettacolo solo perché usano il corpo, di cui invece l'uomo più spesso può fare a meno dovendo far valere le capacità e non l'ammiccamento e le tacite profferte della fica per fare carriera. Si sono mai viste alle TV presentatrici o collaboratrici,  non dico brutte, ma nemmeno belle? Lei avrebbe dovuto domandare all'opportunista Paragone, uomo di regime mascherato, quante siano le donne che lavorano in TV solo per capacità e non perché gradite fisicamente e magari assunte con il ricatto sessuale. E' tutto un puttanaio, anche la RAI, ma Paragone, da falso moralista, non l'ha voluto ammettere. Potrei andare avanti ma mi fermo qui su questo argomento.
Purtroppo debbo dissenitire totalmente da lei, e senza compromessi, sulla questione della Palestina. Glielo dice uno che è stato accusato di antisemitismo da uno stronzo fanatico e ignorante  rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni, solo per aver condannato in un mio saggio sul diritto naturale la maggiore sofferenza degli animali nei mattatoi a causa della macellazione ebraica (kasher) corrispondente a quella islamica (halal). E per questo ho dovuto subire un processo sino alla Cassazione con una condanna ad una multa di 4000 euro sotto condono. Proprio io che nello stesso saggio ho scritto che gli ebrei laici (quelli che non credono nelle stronzate della Bibbia) appartengono alla maggiore intelligenza mondiale. Se mi si accusa di essere antislamico mi si fa un complimento, ma nessuno si permetta di accusarmi di essere antisemita. 

Dato che nel suo blog dice che, date le sue non floride condizoni economiche, può accettare inviti solo dietro compenso di 400 euro e pagamento del viaggio e del soggiorno sono disposto ad invitarla a mie spese per dibattere su molti temi che ho esposto nei miei ultimi libri e su cui concordo con lei in fatto di economia. Ma naturalmente dovrebbe accettare di confrontarsi e scontrarsi sul tema della Palestina, visto che lei è filopalestinese. 
- Palestina & Israele
Perciò le invio in allegato l'ultimo capito (intitolato Palestina ebraica. Arabi invasori) tratto dal mio libro Io non volevo nascere. Un mondo senza certezze e senza giustizia. Filosofi odierni alla berlina. Le faccio una domanda: quanto tempo deve passare perché l'invasione armata di un territorio altrui diventi titolo di proprietà? Certamente lei non si è posto mai questa domanda. Ma se l'era posta il filosofo Robert Nozick (Anarchia, Stato e Utopia), l'unico grande filosofo contemporaneo (scomparso a soli 62 anni) che abbia concepito idealmente la società come fondata sul diritto naturale, che, in quanto naturale, non può essere della sola natura umana. L'uomo crede ancora biblicamente di essere padrone della Terra, mentre è padrone di un cazzo.

mercoledì 5 marzo 2014

LA GRANDE BRUTTEZZA

Il film di Sorrentino è solo una grande cagata, che immeritatamente ha vinto il premio Oscar. Un Sorrentino che era un accozzato di ferro soprattutto da parte del potente Renzo Piano, il boss dell'archittetura, che ha ristrutturato il teatro dove vengono assegnate le statuette. Riporto il commento di Giuseppe Iannozzi. Vi sono altri commenti negativi sul blog di Roberto d'Agostino, che ha definito il film "La grande monnezza". 
Nel giudicare un film mi domando: mi piacerebbe rivederlo? Questo è il metro del giudizio. Se non ho il piacere di rivederlo non vi è da sbagliare: il film non merita di essere rivisto. Non sarà forse un capolavoro della storia del cinema, ma ricordate il film di Totò dove vi è la dettatura della famosa sgrammaticata e asinttatica lettera? Non mi sono mai stancato in ogni occasione di rivedere qulla scena. E sentire che a Milano "quando c'è la nebbia non si vede e pertanto la nebbia c'è ma non si vede" è un capolavoro di logica da matti. Ma, passando a films seri, rivedrei volontieri molti films di Ingmar Bergman come Il posto delle fragole o Il settimo sigillo. Ma anche alcuni films di Alberto Sordi. Ma un vero capolavoro nella ricchezza dei dialoghi è Scene da un matrimonio di Bergman. Dopo aver visto La grande bellezza non ho provato il desiderio di rivederlo nemmeno dopo qualche anno. Mi è rimasta impressa solo una frase che riguarda l'imbarazzo del vivere. Che mi riporta al mio senso del non senso della vita.     

Paolo Sorrentino. Un brutto film e basta


di Iannozzi Giuseppe

pellicola filmIl film di Paolo Sorrentino è noia a tutto spiano. Un bel niente riempito con tanta paccottiglia onirica che ha il solo scopo di far risaltare l’opulenza dell’impianto scenico. La bellezza di Sorrentino è bruttezza politicamente corretta che abbonda di cliché buonisti. Retorica a gogò tanto bella quanto noiosa quella che Sorrentino porta sullo schermo. «Magari ‘La grande bellezza’ si accontentasse di essere un brutto film. E’ piuttosto “un’esperienza emotiva inedita”, come ha scritto Walter Veltroni sul Messaggero di ieri. Parte come film inspiegabile finché, mentre cerchi invano una spiegazione, non ti accorgi che è pure inguardabile, una specie di paradosso visivo considerata la bravura di Sorrentino con la macchina da presa. Ma tutti quei movimenti di macchina, quei piani sequenza mimetici e sinuosi come le spire di un boa, quei primi piani intenti a stanare la mostruosità del quotidiano e l’ambiguità della bellezza, si rivelano altrettanti vicoli ciechi.» (Nanni Delbecchi, recensione su Il Fatto Quotidiano, 17 gennaio 2014)

Rimpiango La vita è bella (1997) di Roberto Benigni. Quella era grande bellezza, una storia dura raccontata con grande acume e delicatezza per descrivere, senza retorica, una tragedia infinita. E non a caso c’era lo zampino del grande Vincenzo Cerami insieme a Benigni. Altri tempi, altro cinema: di qualità e sostanza. Oggi invece la bellezza di un bel niente.
 
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Ecco perché La Grande Bellezza ha vinto l'Oscar

Sapete cosa c'è dietro alla vittoria dell'Oscar alla Grande Bellezza? Non ci crederete mai. Ecco la...

martedì 4 marzo 2014

EINSTEIN E L'UNIVERSO . DAL MODELLO DELL'UNIVERSO STAZIONARIO AL MODELLO DELL'UNIVERSO IN ESPANSIONE

Dal mio libro Scontro tra culture e metacultura scientifica
Se la filosofia oggi vuole riacquistare un compito nella società, essa lo può avere soltanto mettendosi in sintonia con una conoscenza scientifica del mondo, sapendo che esiste un unico linguaggio, quello scientifico, che ci possa mettere in comunicazione con la verità, chiudendo per sempre il discorso sui valori morali, che possono riguardare soltanto la virtù intesa come perfezionamento personale, per porsi in una prospettiva che non sia più antropocentrica, e riprendendo il discorso sui contenuti del diritto naturale. Gli altri discorsi nascono soltanto dalla paura del non senso della vita. La filosofia potrà ancora continuare a cercare di dare un senso alla vita costruendo “poemi” metafisici o alleandosi con credenze religiose. Ma rimarranno sempre gli interrogativi “perché l’essere piuttosto che il nulla?”, “l’universo nella sua attuale fase di espansione ha avuto un inizio assoluto, e perciò avrà una fine, oppure non esiste un inizio assoluto?”. E’ difficile pensare che la scienza un giorno possa rispondere con certezza a quest’ultima domanda. I modelli cosmologici, fondati sulla relatività generale di Einstein, come si è visto, propendono oggi per la maggior parte a favore di una successiva fase di contrazione dell’universo, dopo che si è scoperta recentemente l’esistenza di una materia oscura, la cui quantità è assai maggiore di quella visibile. Essa giustificherebbe la possibilità di una inversione dell’espansione per il prevalere della forza di gravitazione dovuta alla presenza della materia oscura dopo l’esaurimento della forza di espansione. Pertanto non si può ritenere che la risposta alla domanda circa l’origine dell’universo possa provenire da un linguaggio “ispirato”. Soltanto coloro che non sono capaci di porsi le domande che sono ai confini della conoscenza, o perché vivono nella banalità quotidiana o perché si affidano alla religione per non cadere nella disperazione, possono dichiararsi contenti di essere nati.

Le verità sul mondo non si guadagnano con l’arroganza o con la presunzione dei linguaggi “ispirati”, compresi quelli di molta filosofia, ma con l’umile e faticosa ricerca della conoscenza scientifica, al di là della quale nascono i conflitti morali e mortali delle soggettive visioni del mondo.

Ciò bisogna tenere per certo e di ciò bisogna accontentarsi, perché ognuno soltanto dopo la propria morte potrebbe dimostrare, ma solo a se stesso, il contrario, non potendo pretendere di condizionare la vita degli altri sulla base di ciò che non è provabile...
Nell’interpretazione di Popper la relatività di Einstein avrebbe falsificato la meccanica di Newton,1 mentre, al contrario, lo stesso Einstein aveva spiegato perché essa, rispetto alla relatività, dovesse essere concepita come verità parziale, valida nei limiti in cui “il moto della materia che genera il campo gravitazionale è lento in confronto alla velocità di propagazione della luce”,2 considerata nell’universo come velocità limite, di modo che “gli elementi della teoria di Newton sono passati nella teoria della relatività generalizzata”.3 Inoltre Popper ha mancato di rilevare che Einstein considerò la stessa relatività ristretta valida parzialmente “per regioni quadridimensionali infinitamente piccole…in modo tale che non vi sia alcun campo gravitazionale”,4 con la conseguenza che “la metrica della teoria della relatività ristretta per i piccoli campi può pretendere di essere ancora valida nel caso generale”.5 La teoria della relatività ristretta, riguardante i moti inerziali, veniva, in tal modo, a far parte della teoria più ampia della relatività generale, riguardante anche i campi gravitazionali, in base “all’eguaglianza numerica, constatata dall’esperienza, della massa inerte e della massa pesante dei corpi, fatto fondamentale al quale la meccanica classica non aveva dato alcuna interpretazione”.6 Data l’equivalenza delle masse inerti e di quelle pesanti, cioè di un sistema di coordinate inerziale e del campo gravitazionale, “tutti i movimenti si producono analogalmente a quanto avviene in assenza di un campo di gravitazione uniforme”.7 L’equivalenza dei sistemi di riferimento della relatività ristretta veniva estesa al campo gravitazionale.

Einstein non ha mai considerato la relatività, ristretta e generale, come una congettura. Al contrario, nella relatività ristretta, per esempio, la quarta dimensione del tempo, che forma un continuo indivisibile con lo spazio, si dilata, cioè rallenta fisicamente, anche nei processi biologici, e non soggettivamente, in misura direttamente proporzionale alla velocità con cui si muove un osservatore, che, misurando la durata di un evento sul sistema in movimento di cui fa parte, otterrà un valore diverso rispetto a quello superiore misurato da un osservatore esterno in quiete che misuri la durata dello stesso evento. Per quest’ultimo il tempo dello stesso evento risulta fisicamente, e non soggettivamente, maggiore.8 Pertanto “lo spazio a quattro dimensioni (comprendente cioè il tempo) è altrettanto rigido e assoluto quanto lo spazio di Newton”.9 Conseguentemente la mancanza di una simultaneità assoluta non è una costruzione del pensiero che renda soggettivo il tempo, ma una teoria che ha “un massimo di contenuto sperimentale”.10

Ha scritto Einstein: “Se le leggi naturali che servono di base alle costruzioni del pensiero del fisico teorico hanno la pretesa di essere valide per tutti gli avvenimenti di deduzioni rigorosamente logiche, si dovrebbe giungere a dare un’immagine rigorosamente esatta, vale a dire una teoria, dei fenomeni naturali, ivi compresi quelli della vita…Non si rinuncia interamente e per principio all’interezza dell’immagine fisica del mondo”.11 “La natura è la realizzazione di tutto ciò che si può immaginare di più matematicamente semplice. Sono persuaso che la costruzione puramente matematica ci permette di scoprire questi concetti che ci danno la chiave per comprendere i fenomeni naturali e i principi che li legano fra loro…Credo ancora alla possibilità di un modello della realtà, vale a dire di una teoria che presenti le cose stesse e non soltanto la probabilità della loro apparizione”.12

Impiegando coerentemente il criterio di falsificabilità Popper non avrebbe potuto ritenere l’evoluzione biologica una teoria scientifica, pur nell’errata analogia che egli trovò tra il progresso delle teorie scientifiche e l’evoluzione naturale, interpretata antropomorficamente come procedimento per tentativi ed errori, su cui agirebbe la selezione naturale.13 Infatti l’evoluzione biologica non è più una congettura, ma, indipendentemente dall’interpretazione di essa, è ormai un fatto, e dunque non più falsificabile. Come non è più falsificabile il moto rotatorio della Terra dopo l’esperimento condotto da Foucault nel 1850 nel Pantheon di Parigi. Inoltre da una serie indefinita di non falsità o congetture (cioè di teorie valide in quanto provvisoriamente non falsificabili) non può dedursi, come pretende Popper, un’approssimazione migliore alla verità assoluta, anche se intesa come idea regolativa. Si può dire che Popper, interpretando falsamente il significato della legge di Newton e della relatività di Einstein, considerandole come congetture, ha interpretato anche tutta la storia della fisica come storia di congetture, con il risultato di falsificare il suo criterio di falsificabilità.14


1 Congetture e confutazioni, op. cit., p. 328. Cfr. inoltre La ricerca non ha fine, op. cit., p. 39 sgg.; I due problemi fondamentali della teoria della conoscenza (razionalismo ed empirismo), 1979, Il Saggiatore1987, pp. XIX sgg.

2 A. Einstein, Come io vedo il mondo. La relatività generale, Newton 1993, p. 178. Il libro comprende il testo de La relatività generale, 1916 (pp. 113-185). Nella relatività ristretta la massa e il tempo subiscono un incremento dei loro valori proporzionalmente alla velocità della predetta massa.

3 Evoluzione della fisica: Kepler e Newton, in Come io vedo il mondo, op. cit., p. 49.

4 La relatività generale, in op. cit., p. 122.

5 Caratteri della teoria della relatività, in op. cit., p. 72.

6 Ibid., p. 71.

7 Origine della teoria della relatività generalizzata, in op. cit., p. 98.

8 Per lo stesso motivo per l’osservatore esterno in quiete la massa del corpo in movimento risulterà fisicamente maggiore e la lunghezza del corpo in movimento accorciata, mentre l’osservatore interno al sistema del corpo in movimento non può accorgersi della differenza se non confrontando i suoi dati con quelli dell’osservatore esterno.

9 Lo spazio, l’etere e il campo, in op. cit., p. 87.

10 Ibid.

11 La ricerca scientifica, in op. cit., p. 35.

12 La questione del metodo, in op. cit., pp. 44-47.

13 Conoscenza oggettiva (1972), Armando 1975. Cfr. sul tema le pp. 209-217; 341-76.

14 Da notare come molti filosofi, avendo soltanto orecchiato la relatività, senza averla mai studiata, ne abbiano travisato il significato deducendone il relativismo della conoscenza, ossia esattamente il contrario di ciò che significa la relatività di Einstein. Da ciò hanno tratto motivo, come M. Cacciari (Krisis, Feltrinelli 1976, p. 7), per asserire una “crisi del sistema classico, sia economico che fisico” , o per scrivere, come A. Gargani (nel volume collettivo Crisi della ragione, Einaudi 1979, p. 20), che “il modello classico della razionalità scientifica è stato messo in crisi” . In realtà si trattava della crisi della ragione di tali filosofi, causata dall’ignoranza in fatto di conoscenze scientifiche per il prevalere della filosofia alla moda del filone Nietzsche-Heidegger, cioè da una filosofia letteraria, unita al convenzionalismo della teoria dei giochi linguistici di Wittgenstein. 

Dal mio libro IO NON VOLEVO NASCERE

Eppure mi sono domandato sempre: se l’universo ha avuto origine dal Big Bang, vi è stata un’origine assoluta di esso. E allora scappa fuori Dio. Ma pare che non sia così se è valido il modello cosmologico di un universo che, giunto alla sua massima espansione, è destinato poi a contrarsi sino al Big Crunch (grande implosione), a cui segue un nuovo Big Bang. E così via per l’eternità. Tuttavia questo modello appare oggi in crisi dopo la scoperta dell’energia del vuoto, che pare porti ad una accelerazione della velocità della materia che si trova ai confini dell’universo visibile. Se così fosse rimarrebbe valida l’ipotesi del Big Bang, con la relativa domanda, che gli scienziati vogliono rimuovere perché ritenuta antiscientifica: e prima del Big Bang? Voi la potete rimuovere perché vi disturba. Ma la domanda rimane. Molti anni fa, avendo già fatto delle letture circa i modelli cosmologici, posi la stessa domanda alla nota astronoma Margherita Hack, che era venuta a Cagliari per una conferenza nell’allora Facoltà di Magistero, oggi Facoltà di Scienze della formazione, dove ho insegnato sino all'anno scorso storia della filosofia. Mi rispose che dal punto di vista scientifico la domanda non aveva senso. Le ribattei che in questo modo lei, pur atea, era costretta a porsi la domanda: e prima del Big Bang?

E tuttavia lo stesso Big Bang già nelle frazioni del suo primo secondo indicherebbe una casualità che escluderebbe un progetto finalistico.

Si consideri, in primo luogo, che è sperimentalmente dimostrata l'esistenza dell'antimateria, cioè di atomi aventi particelle di carica opposta nei suoi protoni, elettroni, sino ai quark. Nel primo secondo a partire dal Big Bang vi sarebbero state insieme la materia e l'antimateria. Poi, per cause che gli scienziati non sono ancora riusciti a spiegare, e forse non potranno mai spiegare, prevalse una certa quantità di materia in più rispetto all'antimateria, che avrebbe portato alla quasi scomparsa dell'antimateria, che ancora si riscontra nei raggi cosmici e negli esperimenti che vengono fatti sottoponendo le particelle ad alti energie. Non viene escluso dai cosmologici che, oltre l'universo esistano altri universi con galassie formate da antimateria, anche se ciò non è riscontrabile sperimentalmente perché l'eventuale collisione tra galassie di materia e di antimateria dovrebbe produrre il loro annichilimento con una produzione di energia così grande da rendere sperimentabile la sua propagazione sino all'universo visibile. Tutto ciò considerato, vi è da domandarsi se si possa considerare un “Dio che gioca ai dadi”, secondo una famosa espressione che Einstein attribuiva alla meccanica quantistica, fondata su leggi probabilistiche, che egli rifiutava, ritenendo che la meccanica quantistica fosse una rappresentazione provvisoria delle leggi che riguardano la fisica subatomica. Ma se l'universo visibile è nato dalla casuale prevalenza della materia sull'antimateria scappa fuori un Dio che gioca ai dadi, e lo stesso Big Bang perde la connotazione di un inizio assoluto, se questo ci conduce a pensare che esso comportasse un disegno prestabilito. Si sarebbe formata con l'antimateria una stella quale il sole con tutti i suoi pianeti, tra i quali la Terra? Dunque nemmeno il Big Bang, anche a prescindere dalla possibile esistenza di altri universi oltre quello visibile, può essere un forte appiglio per un inizio assoluto, se all'assolutezza si unisce la contingenza nella formazione delle galassie costituite casualmente di materia, e non di antimateria.

In secondo luogo, dal 1975 si è affacciato con Alan Guth il modello dell’universo inflazionario partendo dall’ipotesi che le quattro forze fondamentali (interazioni forti tra quark, deboli tra elettroni, elettromagnetiche e gravitazionali) fossero distinte all’origine del Big Bang e in frazioni di un secondo si siano fuse in modo diverso dando luogo a disomogeneità in diverse regioni che, non avendo all’inizio relazioni causali, avrebbero prodotto delle galassie come risultato di fluttuazioni casuali di densità della materia. La configurazione dell’universo è pertanto dovuta ad una casualità vincolata però da leggi fondamentali di interazione della materia. Vi sarebbero stati, dunque, tempi diversi (pur ridotti a frazioni di secondo) nella fusione delle quattro forze fondamentali, che sarebbero state soggette a fluttuazioni primordiali, che, se abbastanza forti, avrebbero dato luogo a regioni di maggiore densità della materia, da cui sarebbero sorte le galassie, mentre le fluttuazioni residue di energia sarebbero andate a riempire un falso vuoto, o “bolla”, che sarebbe all’origine dell’espansione attuale dell’universo. Se tale energia residua è superiore ad una certa densità, definita critica, della materia dell’universo, questo rimarrà in espansione, mentre, se è inferiore, l’universo è destinato a contrarsi per il prevalere della forza di gravitazione.1

“La materia di cui son fatti gli uomini e le stelle è il 5% della materia dell’universo. Un altro 25% è nella forma di “materia oscura”, che produce gravità ma che non possiamo vedere. Sembra che il 70% sia nella forma di “energia oscura” o “energia del vuoto”, misterioso tipo di materia che accelera l’espansione dell’universo, invece di frenarla, come fanno, invece, la materia primaria e la “materia oscura”.2

Il fisico Richard Feynman (Nobel 1965 per gli studi di elettromeccanica quantistica) affacciò l’ipotesi che l’universo abbia storie multiple e diverse. Anche secondo Stephen Hawking – a cui ingiustamente non è mai stato assegnato un Nobel nonostante i suoi studi sui buchi neri, che egli dimostrò non essere tali in quanto permettevano l’uscita di radiazioni – vi è la possibilità che l’universo sia la somma di innumerevoli universi, che, compresi tra quelli che erano possibili a partire dal Big Bang – momento della massima indeterminazione e della massima densità di energia – si sarebbero realizzati strutturandosi casualmente in galassie. Molti di essi, infatti non sono giunti alla formazione di galassie per esclusione delle condizioni atte a favorire lo sviluppo della vita, mentre altri, sempre casualmente – per diverse condizioni all’origine del Big Bang, e là dove la forza di espansione ha subito un rallentamento a causa della maggiore densità, e perciò della maggiore forza di gravitazione – hanno dato luogo alla formazione di galassie e alla probabile, non necessaria, formazione della vita in più di una galassia, con intelligenze aventi una forma diversa da quella umana. “Il genere umano non vanta certo ottimi precedenti in fatto di comportamento intelligente”.3 “Innumerevoli prove indicano che Dio è proprio uno che gioca a dadi”.4

Era stato il fisico russo Alexander Friedman (1885-1922) a ipotizzare, sulla base della relatività di Einstein, tre modelli di universo: 1) universo in espansione per eccesso della forza di espansione originata dal Big Bang rispetto alla gravità; 2) universo in espansione al limite della velocità di fuga rispetto alla forza di gravità, con velocità che rallenta senza mai annullarsi; 3) universo in contrazione per eccesso di forza di gravità. Nel secondo modello rientra quello di Einstein-De Sitter (1932).

In base alla legge di Hubble, che scoprì nel 1929 l’espansione dell’universo, le galassie si allontanano con una velocità proporzionale alla loro distanza dalla Terra. Velocità oggi misurata in 15 km al secondo per ogni milione di anni-luce di distanza, sì da arrivare a velocità distribuite tra 7000 e 20.000 km al secondo. Si era pensato che tale accelerazione dipendesse da una minore forza di gravitazione per densità minori causate dall’espansione. Ma dopo la recente scoperta della “materia oscura” e dell’opposta “energia del vuoto” – che ha sostituito la costante lambda (λ) introdotta da Einstein come forza repulsiva della materia per bilanciare quella di gravitazione ed impedire il collasso su se stesso dell’universo, che Einstein, prima della scoperta di Hubble, credeva fosse stazionario, per cui quello che egli definì il suo “grande errore” si tramutò in una vittoria - non si può escludere che la densità totale della materia possa far prevalere la forza di gravitazione sulla forza di espansione dell’“energia del vuoto” causando una successiva contrazione dell’universo. Il fisico Leon Lederman (Nobel 1988) – che identifica “l’energia del vuoto” con l’energia rilasciata dal Big Bang sotto forma di particelle e radiazione di fondo (campo di Higgs) – ha ripreso i modelli di Friedman alla luce del problema del calcolo della massa gravitazionale dell’universo, non escludendo il terzo modello e precisando che le leggi della fisica sono valide ancor prima del Big Bang. Tra i sostenitori del terzo modello vi erano, già prima della scoperta della materia oscura, l’astrofisico Thomas Gold e il fisico Steven Weinberg (Nobel 1978), statunitensi. L’astrofisico Efim S. Fradkin ritiene che la forza gravitazionale nella massima contrazione dell’universo possa spegnersi permettendo alle forze subnucleari di riprendersi la libertà e di espandersi evitando il collasso cosmico.

Hawking non aveva escluso il terzo modello prima di arrivare a considerare solo due modelli cosmologici, di cui il primo contempla un’espansione decrescente dell’universo, che non esclude – se la densità della materia supera una certa quantità critica – che le galassie comincino a convergere nel Big Crunch, in un’enorme implosione, mentre il secondo - se il valore della densità della materia è inferiore alla quantità critica - contempla la fine dell’universo per esaurimento dell’energia, con un conseguente spegnimento di tutte le stelle nell’allontanamento delle galassie.5. In una precedente opera6 Hawking non aveva escluso una gravitò con singolarità tali da impedire l’implosione finale. Egli aveva rinunciato a questa soluzione perché avrebbe comportato un’inversione del tempo anche nei fenomeni microscopici. Ma James Hartle e Murray Gell-Mann (Nobel 1969) – a cui si deve la teoria dei quark, con la scelta del nome – rilevarono la presenza di processi microscopici che rallentavano in previsione dell’arrivo dell’inversione, non in contrasto, dunque, con la contrazione dell’universo.

Anche Antonino Zichichi non è contrario al modello dell’universo oscillante tra espansione e contrazione. Egli ha scritto: “Tra 50 miliardi di anni (forse), raggiunto il massimo di espansione, avrà inizio la compressione che si concluderà con il collasso gravitazionale. E poi? Niente. Nessuno può fare previsioni”.7 Ma poi Zichichi cita l’astrofisico Efim S. Fradkin, secondo il quale la carica gravitazionale nella fase di contrazione si spegnerebbe evitando il collasso gravitazionale. Allora si giustificherebbe una serie illimitata di espansioni cosmiche. Il cattolico Zichichi avrebbe dovuto capire che in questo modo si manderebbe Dio in soffitta.

Ma pare che anche la teoria del Big Bang sia oggi superabile, perché incomincia a farsi strada tra i cosmologici l’idea che il Big Bang sia soltanto un episodio marginale riguardante l’universo visibile, che sarebbe a contatto con altri universi, per cui l’universo visibile sarebbe soltanto parte un multiverso, cioè di universi paralleli. come si può arguire dal fatto che tra le galassie vi è un grande spazio vuoto che proverebbe che l’universo visibile sarebbe stato attraversato da un altro universo. Secondo Alexander Vilenkin8 “l'orizzonte cosmico oggi arriva a 13,7 miliardi di anni-luce, ma oltre potrebbero esserci altri universi, sottoposti a leggi fisiche diverse da quelle valide nel nostro. La teoria dell'inflazione non si sostituisce a quella del Big Bang, ma, come disse Guth, è la teoria del Bang del Big Bang”.9 Nel multiverso si produrrebbero delle “bolle” che darebbero origine ad universi paralleli. Il nostro universo, quello visibile, si starebbe avviando verso il suo termine, mentre al di là di esso si produrrebbero altre “bolle”, che darebbero inizio ad altri universi con altre espansioni. E così all'infinito.


1 Su questo argomento vedi Lawrence M. Krauss, Il cuore oscuro dell’universo. Alla ricerca della “quinta essenza” (1989), Mondatori 1990, pp. 155sgg.: Leon Lederman, La particella di Dio. Se l’universo è la domanda, qual’ è la risposta? (1993), Mondatori 1996, pp.412 sgg.; Steven Wein­berg, I primi tre minuti (1977), Mondadori1980, pp. 117 sgg.; Paul Davies, I misteri del tempo. L’universo dopo Einstein (19995), Mondadori 1996, pp. 132 sgg.; pp. 242 sgg.

2 Da una conferenza tenuta a Padova (maggio 2006).

3 L’universo in un guscio di noce (2001), Mondadori 2002, pp. 89-92.

4 Ibid., p.84

5 L’universo in un guscio di noce, op. cit., pp.99-103.

6 Inizio del tempo e fine della fisica (1980), Mondatori 2003, p.94.

7 Il vero e il falso. Passeggiando tra le stelle e a casa nostra, Il Saggiatore 2003, pp. 290 sgg.

8 Un solo mondo o infiniti? Alla ricerca di altri universi (2006), Cortina 2007.

9 Da una conferenza tenuta al Festival della scienza il 28 ottobre 2007.

Ho appreso dall'articolo sotto riportato che Einstein aveva supposto, in alternativa al modello dell'universo finito e stazionario, un modello dell'universo in espansione ma conservando la costante LAMBDA (λ o forza di repulsione) per evitare che l'universo collassasse su se stesso a causa della forza di gravitazione. Ma per questo dovette supporre anche che la quantità di materia rimanesse costante per una stessa estensione di spazio. Per questo egli precorse un modello che ebbe un successo, se pur effimero, negli anni '60, concepito dai cosmologi Fred Hoyle e Hermann Bondi (di origine ebraica ma ateo per sua stessa ammissione). Questo modello, che si definiva modello dell'universo stazionario, era contraddittorio perché presupponeva un universo eterno ma in espansione. Esso è stato ormai abbandonato da molti decenni. Infatti presupponeva che si creasse nuova materia dal nulla per conservare la stessa quantità di materia per una stessa estensione di spazio. Forse Einstein non ebbe il coraggio di rendere pubblico questo modello che comportava una creazione dal nulla, contraddicendo il principio fisico secondo cui "nulla si crea e nulla si distrugge, tutto si trasforma".  Da notare come l'autore dell'articolo sotto riportato sia caduto in un errore marchiano scrivendo che il modello dell'universo in espansione sia in alternativa al modello del Big Bang. Infatti il modello dell'universo in espansione implica un inizio assoluto a partire dal Big Bang. Ma non si facciano più illusioni i teologi appellandosi al Big Bang per dimostrare un inizio assoluto dell'universo e perciò una creazione divina dal nulla. Si tratta infatti dell'inizio dell'universo visibile, da ricomprendere come episodio del tutto CASUALE nel pluriverso, in cui l'universo nato dal Big Bang è  da ricomprendere. Come sopra spiegato. Einstein disse di avere abbandonato il modello dell'universo in espansione per avere riscontrato un errore di calcolo. Ma vi è da supporre che non abbia mai voluto negare il contrasto con la legge fisica secondo cui nulla può derivare dal nulla, e che il suo modello dell'universo in espansione ma stazionario nella conservazione della densità di materia per una eguale estensione di spazio sia voluto essere solo un esercizio matematico.  





 

 

domenica 2 marzo 2014

W PUTIN CHE DIMOSTRA DI AVERE I COGLIONI DI FRONTE A GOVERNI EUROPEI DI COGLIONI

Chi sta dalla parte di quegli sconsiderati ucraini che vorrebbero unirsi all'Europa della disgraziata UE non capisce quale conseguenza sarebbe l'ingresso dell'Ucraina, o di una parte di essa, nell'UE. Gli ucraini occidentali si sono fatti bene i conti, ma non in tasca loro, bensì in tasca degli altri. Essi mirano infatti a spartirsi una grossa fetta dei fondi comuni europei. Ma per mantenere questi futuri parassiti sarebbe necessario aumentare i fondi comuni europei. L'Italia è uno di quegli Stati che ogni anno ha in restituzione solo una parte di ciò che spende per la sua partecipazione al finanziamento dei fondi comuni europei. Ultimamente ha contribuito con ben 17 miliardi e ne ha ricevuto in restituzione solo sette. Se i 10 miliardi buttati per aiutare altri Stati dell'UE fossero stati spesi in Italia non sarebbe necessario il patto di stabilità che costringe i Comuni ad aumentare le tasse comunali in rispetto dello scellerata stabilità di bilancio voluta dal governo centrale, che impedisce di sforare il 3% che è la differenza tra il deficit annuale e il PIL. E' documentato che il maggiore deficit annuale è inversamente proporzionale alla popolazione. Gli Stati Uniti sono al 6%, l'Inghilterra (che sta fuori dell'euro) all'8%. Come si spiega? Si spiega con il fatto che il deficit si riassorbe da solo nel tempo se il deficit viene impiegato per sviluppare l'occupazione, che genera maggiore consumo e perciò un maggiore introito dello Stato grazie proprio alla maggiore produzione dovuta al maggiore consumo e alla maggiore occupazione. Si tratta di un circolo virtuso. Ma la pazzia dell'UE, con l'ulteriore pazzia dell'euro impedisce tutto ciò. Molta popolazione in Italia è alla fame e questi governi europei di coglioni, a incominciare dal governo italiano, prendono la difesa dell'Ucraina evitando di far conoscere al pubblico che l'ingresso dell'Ucraina porterebbe ad un ulteriore impoverimento a favore del parassitismo ucraino. Putin ha un'arma micidiale che è il gaz, che viene esportato a metà prezzo in Ucraina. Ma nell'Ucraina orientale la popolazione è russa o filorussa. Vogliono forse la scissione dell'Ucraina i filoeuropei? E dico filoeuropei intendendo dire filoccidentali perché sino a prova contraria la Russia è europea sino agli Urali. Ebbene, si tengano la scissione ma senza chiedere soldi ad altri Stati. E' bene che Putin chiuda il rubinetto del gaz agli ucraini filoccidentali per farli morire di freddo e di fame. E stiano attenti gli Stati dell'UE che importano buona parte del gaz dall'azienda statale russa Grazprom. Mi fanno ridere coloro che minacciano la Russia di sanzioni economiche, come se la Russia avesse bisogno dell'Europa occidentale e non l'Europa occidentale della Russia. 
Vedere la quantità di gaz russo importato dai vari Stati.

  1. Gazprom - Wikipedia

    it.wikipedia.org/wiki/Gazprom
    Gazprom (in russo: Газпром, talvolta traslitterata in Gasprom), è la più grande compagnia russa ed il maggiore estrattore al mondo di gas naturale. Con vendite ...
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AVVOCATI PUTTANI IN RIVOLTA CONTRO IL DISEGNO DI RIFORMA DELLA GIUSTIZIA CIVILE

La giustizia civile non esiste in Italia. I Tribunali sono oberati di cause civili. La colpa maggiore, anche se non è l'unica, dipendendo anche dalla cattiva organizzazione dei Tribunali, che non hanno corsie preferenziali per le cause più vecchie, è da attribuire agli avvocati. Nella sola Roma vi sono tanti avvvovati quanti ve ne sono in tutta la Francia. Vi sono dunque molti avvocati, soprattutto tra i giovani, che sono quasi alla fame. Pertanto accettano qualsiasi causa, anche le più sballate, prive di un qualsiasi fumus boni juris (o parvenza di diritto) perché tanto la causa la perde sempre il cliente. Così capita che molti avvocati accettino la difesa di coloro che hanno solo interesse a resistere in malafede pur di allungare i tempi. Il disegno di riforma prevede che l'avvocato che abbia difeso chi chiaramente abbia fatto causa o abbia resistito in causa senza avere una parvenza di ragione sia condannato anch'esso, solidalmente con il cliente, a pagare le spese di giudizio. E' chiaro che se passa questo punto della riforma gli avvocati puttani cesserebbero di difendere i disonesti. D'altra parte la colpa è anche dei giudici, che mai hanno applicato l'art. 96 del Codice di Procedura Civile che punisce con maggiori spese di giudizio chi abbia intentato causa o abbia resistito in causa in modo temerario, palesandosi chiaramente chi abbia ragione o abbia torto. Se non esistessero tutti i processi nati da cause prive di una parvenza di fondamento giuridico circa metà delle cause sparirebbe e finirebbe l'intasamento dei Tribunali e delle Corti d'Appello. Purtroppo anche la Cassazione è intasata da cause che non dovrebbero nemmeno giungere in Cassazione, come le querele, che riguardano reati perseguibili solo per impulso di parte e non rilevabili d'ufficio. Non esiste più una giustizia civile se un'udienza oggi in alcuni Tribunali subiscono un rinvio anche di due anni dato il carico di lavoro dei giudici, nonostante questi non siano esenti da colpe perché se ne sono sempre fregati di una riforma della giustizia civile. Mai hanno scioperato per una riforma in talsenso. Hanno sempre scioperato solo per difendere i loro privilegi. In Corte d'Appello mettono in coda le cause provenienti dal Tribunale senza tener conto degli anni passati in Tribunale. Se ne fregano. Una riforma della giustizia civile, come ho proposto in due miei libri, dovrebbe abolire le udienze, tranne una quando sia necessaria l'escussione dei testi. Pertanto bisogna abolire gli articoli 180-181-182-183-184, che permettono di modificare la domanda, di sollevare nuove eccezioni, di produrre delle memorie. Si tratta solo di zavorra. Il processo civile è documentale. Bastano l'atto di citazione e la comparsa di risposta avversaria. Se è necessaria una consulenza d'ufficio questa deve essere chiesta con l'atto di citazione e il giudice deve nominare subito il perito dando un sufficiente tempo per depositare la perizia di parte. Invece il giudice arriva alla prima udienza senza ancora conoscere alcunché della causa. Il contraddittorio tra le parti è ulteriormene garantito dalla comparsa conclusionale e da quella di replica. Nell'odierno ordinamento la comparsa conclusionale deve essere depositata entro due mesi dall'ultima udienza, quando sono passati ormai molti anni. E la comparsa di replica entro venti giorni dal deposito della comparsa di conclusionale. Se si abolissero le udienze non vi sarebbe il logorante rinvo delle udienze che va a vantaggio della parte che resiste in malafade. Pertanto la giustizia civile è stata ammazzata sia dai giudici, che se ne fregano perché mettono tutti i processi in coda, sia, soprattutto, dagli avvocati, che hanno interesse a far durare i processi perché tanto più duranto e tanto più gudagnano dalla durata del processo. Dunque i giudici sono alleati degli avvocati puttani che non hanno alcun interesse alla riforma della giustizia civile, avendo solo interesse a guadagnare anche se avvocati delle cause perse. E' ora che finisca questa irresponsabilità di giudici ed avvocati. I giudici debbono essere sottoposti ad un'Alta Corte di giustizia formata da giudici non togati quando facciano sentenze dettate da "ignoranza o vizi logici inescusabili", come prevede l'art. 1 della legge sui Provvedimenti disciplinari, che è rimasta sempre lettera morta perché i corvi tra loro non si mangiano. Un'Alta Corte di giustizia (che invece esiste negli Stati Uniti), se formata da giudici togati, e non da giuristi, non avrebbe mai il coraggio di andare contro colleghi, anche se di grado inferiore, prevalendo lo spirito mafioso di casta che fa loro ritenere di essere padroni e non servitori della giustizia. Per questo hanno sempre rifiutato la responsabilità civile nel caso di sentenze palesemente aberranti. Si riparano ipocritamente dietro la scusa dell'indipendenza della magistratura. La conclusione è che per essi non vale il principio "LA LEGGE E' EGUALE PER TUTTI". Si sa che chi sbaglia paga. Ma questi, anche quando commettono gravi "errori dettati da ignoranza o i vizi logici inescusabili", si sottraggono a qualsiasi responsabilità e continuano a far carriera aumentando i loro lauti stipendi solo per anzianità, rifiutando concorsi e anche esami per salire di grado. Il Consiglio Superiore della Magistratira (CSM) è una Corporazione di Stampo Mafioso, che non ha mai preso provvedimenti contro giudici che abbiano commesso gravi errori, nemmeno in sede penale quando abbiano fatto fare anni di galera ad un innocente. Se esistesse una loro responsabilità civile e dovessero pagare di tasca loro assicurandosi, subendo anche una punizione che li fermi alla classe di stipendio a cui sono arrivati e persino il liceziamento nei casi più gravi, ci penserebbero cento volte prima di fare una sentenza. E' preferibile un giudice corrotto, paradossalmente, ad uno ignorante o sragionante, perché un giudice corrotto vi è da supporre che non sia sempre corrotto, mentre uno ignorante o sragionante rimarrà tale e continuerà a combinare guai. 
Ora vedremo che cosa saprà fare l'esagitato Matteo Renzi nella sua promessa di riforma della giustizia. Quale giustizia? Quella penale? Ma è quella civile che intasa i Tribunali e rende persino impossibili gli investimenti stranieri in Italia. E questo, ripeto, soprattutto per gli avvocati puttani che si vendono vergognosamente ad ogni causa, anche la più sballata, sapendo che tanto perde solo il cliente. Ma se cambierà la musica con una legge che li renda responsabili quando accettino una causa indifendibile cesserebbero di essere dei puttani che si vendono ad ogni cliente pur di far soldi.                     

  1. Giustizia, da martedì avvocati in sciopero. Stop alle udienze per due ...

    roma.repubblica.it/.../giustizia_da_marted_avvocati_in_sciopero_stop_al...
    17/feb/2014 - Aiga: "Protestiamo per difendere il cittadino e contro il deterioramento del sistema giudiziario in Italia". Giovedì 20 corteo e azione.

    Ho trattato i temi della giustizia civile (di cui sono una vittima da 16 anni, in attesa per aprile di una sentenza della Corte d'Appello) in un mio libro in cui trasformo la mia allucinante vicenda in un thriller.