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Blog del prof. Pietro Melis

Questo è il blog del prof. Pietro Melis, autore del testo intitolato "Scontro tra culture e metacultura scientifica: l'occidente e il diritto naturale. Nelle sue radici greco-romano-cristiane. Non giudaiche e antislamiche".

lunedì 8 ottobre 2018

HEGEL: LA DIALETTICA SERVO-PADRONE

Come nella Fenomenologia dello spirito di Hegel il servo dipende dal padrone, ma il padrone dipende dal servo perché ha bisogno di essere servito. Quale migliore esempio?  
Risultati immagini per fotografia di sallusti e berlusconi

Pubblicato da Pietro Melis alle 01:33 1 commento:

domenica 7 ottobre 2018

IL SILENZIO DISONESTO DEI MARCIATORI DELLA PACE SU ALDO CAPITINI VEGETARIANO

Aldo Capitini si rese famoso per aver ripreso da da Gandhi la teoria della non violenza. Ma Capitini la intese la disubbidienza come fondata sull'obiezione di coscienza. Orbene, mentre la disubbidienza non violenta può essere una potente arma contro il potere, tanto da poterlo mettere in crisi, come la utilizzò Gandhi per portare l'India all'indipendenza, la stessa arma dimostra tutta la sua impotenza quando la non violenza la si voglia estendere al mondo animale. I disonesti della marcia della pace hanno taciuto sul fatto che Capitini fosse vegetariano e avesse fondato la Società Vegetariana Italiana. Disonesti che spiegavano lo striscione con scritto FRATELLANZA ignorando che per Capitini, pur nella sua impotente utopia, la fratellanza doveva accomunare umani e non umani. Se i sinistronzi della marcia della pace fossero stati coerenti avrebbero dovuto portare con sé anche animali non umani, non esclusi quegli animali che hanno come destinazione il mattatoio. Una marcia di circa 20.000 idioti disonesti che hanno stravolto l'idea di Capitini politicizzando la marcia trasformandola in una pagliacciata dei terzomondisti globalisti. Non poteva mancare ladonna piùodiata d'Italia prontaa rilasciare lesue solite escrescenze. Pertanto posso avere solo uno schifo morale per tutti coloro che ogni volta utilizzano la marcia della pace per fini prettamente politici, a favore di una politica dell'accoglienza, mentre, al contrario, Capitini, rifiutò sempre di aderire ad un partito politico. Né Capitini si è mai pronunciato su una fratellanza intesa come abolizione dei confini. Egli rimase sempre sul piano morale, anche se intese la morale come limite di una politica aggressiva. Ma chi sono gli aggressivi? Sono coloro che marciano tra Perugia ed Assisi predicando la fine di uno Stato nazionale. Capitini fu antifascista ma non per questo propose la fine dello Stato nazionale. Gandhi si batté per l'indipendenza dell'India ma fu vittima di una sua utopia religiosa credendo di poter mettere d'accordo indiani di fede induista e indiani musulmani. Non vi poteva essere integrazione fra essi. E infatti fu ucciso da un induista. L'impossibilità di integrare induisti e musulmani portò al distacco di quella ampia regione dell'India ove prevaleva la presenza dei musulmani, dando luogo allo Stato musulmano del Pakista. Il problema della presenza di musulmani in Italia non esisteva ancora quando era in vita Capitini. Probabilmente, seguendo Gandhi, avrebbe anch'egli predicato una pace religiosa riconoscendo la legittimità di essere musulmani in Italia. E ciò dimostra quanto impotente potesse essere l'Utopia della non violenza contro un nemico che ha come arma la violenza. Non avrebbe potuto avere alcuna giustificazione per chiederne l'integrazione. D'altra parte il suo vegetarianesimo aveva anch'esso armi spuntate perché come avrebbe potuto difendere la vita animale oltre quella umana con la non violenza mentre gli animali non hanno armi per difendersi dalla violenza umana? Se gli animali hanno diritto alla vita la teoria della non violenza rimane una pura utopia priva di qualsiasi positiva conseguenza. Capitini intese la religione come religione laica indipendente dalla credenza nell'esistenza di un Dio, identificandola con una serie di valori morali, non capendo che ogni religione è nata dalla paura della morte e dal desiderio di sopravvivere ad essa. Anche in tal caso la sua religiosità rimase una pura utopia che non poteva trovare adesioni nei seguaci delle religioni tradizionali. 
Diedi due esami di filosofia morale con Capitini. Mi ricordo che tra i testi del primo esame erano compresi due libri del filosofo e pedagogista americano John Dewey (Esperienza e natura, Logica come teoria dell'indagine). Testi la cui difficile lettura nascondeva un cumulo di banalità, nel senso che predicavano un migliorismo morale dell'uomo inteso come essere naturale, nel compito dell'uomo di inserire il suo operare nell'ambito della natura. Parole vuote di significato perché non contrastavano una concezione antropocentrica della natura. Mi fu raccontato che durante una cena una mosca continuava a svolazzare sui piatti. Uno dei presenti era pronto con un tovagliolo a darle un colpo per farla fuori. Capitini gli fermò il braccio dicendogli: anche lei deve vivere.  E se si fosse trattato di una zanzara si sarebbe fatto succhiare volentieri il sangue per non usarle violenza? Come si vede Capitini andò oltre misura perché non capì che la non violenza è impotente quando si tratti di difendersi con la violenza da nemici, contro cui è legittimo l'uso della violenza come diritto alla legittima difesa. In natura esiste la legge che porta un animale alla difesa del proprio territorio. Con la non violenza si dovrebbero accogliere moralmente gli invasori.  
Capini non capì che si stava allevando un serpente in casa promuovendo come suo assistente uno che l'antidoto dell'animalismo e che da carnivoro non disdegnava la carne d'agnello. Questo individuo me lo ritrovai poi come preside della Facoltà. Prima marxista sfegatato ebbe una illuminazione sulla via di Damasco diventando sensibile agli autori cristiani per una inconfessata conversione alla morale cristiana, ma nella cornice di una concezione antropocentrica, e perciò antiscientifica della natura, dove gli animali non trovano alcuna considerazione. L'antitesi del pensiero di Capitini, che era sempre rifuggito da ogni religione intesa come portatrice di verità.                          
Pubblicato da Pietro Melis alle 21:18 Nessun commento:

sabato 6 ottobre 2018

MERITA IL CARCERE E NON GLI ARRESTI DOMICILIARI IL SINDACO DI RIACE

Domenico Lucano è un fuorilegge patentato. Vittima della malattia mentale incurabile del buonismo, come tutti quelli che da ignoranti inneggiano alla superiorità della morale sul diritto e si nascondo persino dietro la citazione del dissidio tra Antigone e Creonte se non addirittura Kant dimostrano di non avere capito né l'Antigone di Sofocle né tanto meno Kant. Sofocle non parteggia né per Antigone né per Creonte re di Tebe, ma si limita a porre il problema se esista una legge superiore a quella derivante dal diritto positivo. Il fratello di Antigone, Polinice, si era alleato con la città di Argo per marciare contro Tebe da cui era stato esiliato dal fratello Eteocle a cui era succeduto Creonte, che prima era stato il suo tutore. Fu dunque dichiarato da Creonte nemico della patria. Antigone di appella ad una legge non scritta per avere il permesso di seppellire dentro le mura di Tebe il cadavere del fratello Polinice. Ma quale era la legge superiore a cui si appellava? Sofocle ci dice che era la legge degli dèi. Come se gli dèi, sempre tra loro in lotta, potesserro costituire un riferimento assoluto. Da qui forse laposizione di neutralità assunta da Sofocle. Oggi si potrebbe dire che vièuna legge superiore alla legge positiva data dal diritto naturale. Ma come intendere il diritto naturale se questo è servito in passato sia per giustificare l'assolutismo regio che la democrazia? Il diritto naturale può essere inteso solo come diritto all'auto-conservazione della propria vita. Non significa diritto ad essere assistito da altri al di fuori di un Contratto sociale (Rousseau). Un diritto così inteso fu sostenuto da S.Tomaso. Ma questo diritto deve accordarsi con un eguale diritto degli altri alla propria auto-conservazione. Posto in questi termini si giustifica anche la catena preda-predatore: il predatore ha il diritto di uccidere la preda per motivi di sopravvivenza, e la preda ha il diritto di fuggire per sottrarsi al predatore. Ma il predatore non uccide per crudeltà come fa l'umo per sete di danaro o per sete di potere. Le diverse razze di una stessa specie non si fanno la guerra come fa l'uomo avendo intessuto la sua storia di guerre. Consideriamo ora la questione dell'immigrazione alla luce del diritto naturale. Se un africano pretende di introdursi in un altro Stato contro la volontà e contro l'interesse di un altro Stato ad accoglierlo vale in questo caso il diritto naturale alla legittima difesa. Il cosiddetto profugo o migrante è solo un invasore in quanto pretende di violare le norme di quello Stato che lo considera un abusivo in quanto, se valesse un diritto naturale all'accoglienza, in base a questo stesso diritto, lo Stato invaso sarebbe costretto a perire. Infatti si arriverebbe alla conclusione assurda che tutta l'Africa avrebbe il diritto di trasferirsi in Italia, con la fine della stessa sopravvivenza dello Stato, cioè dei suoi cittadini, che sarebbero costretti ad accettare di essere invasi. Se la conseguenza è assurda significa che  è assurda la stessa premessa, che ognuno abbia il diritto di trasferirsi in altro Stato, che ha diritto di difendersi da una invasione, che non può essere distinta da una invasione armata in quanto gli effetti sarebbero gli stessi. 
Riferirsi poi a Kant significa ignorare da ignoranti e disonesti (perché lo citano senza conoscerlo) ciò che Kant ha scritto in METAFISICA DEI COSTUMI distinguendo tra morale e diritto, fondato secondo Kant sul diritto naturale, anche se inteso in senso antropocentrico in quanto Kant si era riferito antiscientificamente alla sola natura umana. Sopra la morale sta il diritto naturale che Kant in Per la pace perpetua intende come diritto cosmopolitico, che per Kant non significa abolizione dei confini degli Stati, ma attuazione di tutte quelle leggi comuni ad una confederazione di Stati europei che possano evitare le guerre che da sempre avevano percorso l'Europa. Non significava affatto aprire i confini a tutti. La morale per Kant riguarda il comportamento nella vita privata, il diritto riguarda le relazioni ESTERNE tra cittadini appartenenti ad uno stesso Stato. Kant, si noti, escludeva una federazione di Stati europei in cui ogni Stato avesse perso la propria identità nazionale. La lezione di Kant è attuale quando si consideri l'utopia di una Unione Europea che vorrebbe espropriare gli Stati della loro sovranità. E nella sovranità è compresa quella monetaria. Se Kant escludeva una federazione europea per limitarsi ad una confederazione europea che avesse  leggi in comune solo al fine di evitare conflitti, tanto più la lezione di Kant può servire oggi per respingere il moralismo degli scellerati che vorrebbero i confini di uno Stato aperti al resto del mondo. E così si capisce meglio il conflitto tra Antigone e Creonte. In realtà Antigone non poteva appellarsi ad una legge superiore che potesse valere come fonte del diritto perchè di fatto si appellava ad una legge morale che poteva valere solo nella vita privata, non opponibile ad una legge dello Stato basata sul diritto naturale secondo cui ogni Stato ha il diritto di non farsi invadere da un altro. Polinice, fratello di Antigone, per sete di potere, si era alleato con un altro Stato per aver il potere su Tebe.    
Il sindaco di Riace è dunque un ignorante malato di mente in quanto si appella ad un diritto inesistente, quello  che avrebbe ciascuno di invadere i confini di un altro Stato. 
Per di più ha commesso dei gravi reati in quanto sindaco. Ha dichiarato che in base alla morale si sentiva in dovere di dare una carta d'identità ad una nigeriana prostituta che aveva già avuto un foglio di via (purtroppo inutile). Sapeva che la nigeriana, priva di documenti, non poteva avere una carta d'identità. Dunque ha commesso un falso in atto pubblico per rendere regolare una clandestina con un matrimonio combinato con uno che egli stesso definiva un minorato mentale, e che perciò facilmente avrebbe accettato questo matriminio pur non avendo lavoro ma avendo solo la volontà di fottersi la negra. Un sindaco che si presta ad una azione così ignominiosa dovrebbe essere anche interdetto per sempre dai pubblici uffici con la condanna accompagnata da ignominia. Coloro che da disonesti difendono questo fuorilegge giungono al punto di scrivere che è falsa la intercettazione. Come colui (v.sotto) che, dandosi la zappa sui piedi, non ha voluto riconoscere che dalla stessa intercettazione da lui citata scaturiva questo reato. A parte il grave reato di avere usato il danaro pubblico per finalità estranee a quelle di pubblica utilità, avendo sempre evitato di dare un rendiconto delle spese. Si è difeso dicendo che non aveva utilizzato il danaro pubblico. Risulta che questo sia vero. Ma l'ha usato per attuare il suo folle progetto inteso a favorire l'immigrazione clandestina.  Se poi ha usato il danaro pubblico per favore cooperative complici del suo operare vi erano abbastanza motivi per sbatterlo in carcere. Altro che soli arresti domiciliari. Ha usufruito purtroppo del buonismo di un giudice. Non poteva mancare a sostegno di questo fuorilegge la donna più odiata d'Italia.            

La falsa intercettazione pubblicata da Roberto Fiore sul sindaco di ...


https://www.davidpuente.it/.../la-falsa-intercettazione-pubblicata-da-roberto-fiore-sul-s...
1 giorno fa - La falsa intercettazione pubblicata da Roberto Fiore sul sindaco di Riace ... Il 3 ottobre 2017, poi, il Lucano spiegava alla Xxxx yyyy che il ...

Veritas vincit: Pensavamo di essercene liberati

blogspot.com/2018/03/pensavamo-di-essercene-liberati.html

10 mar 2018 - E' forse la donna più odiata d'Italia. ... In quest'ottica, la frase della Boldrini è stata come minimo azzardata, perché non sono state considerate ...
             
Pubblicato da Pietro Melis alle 00:45 1 commento:

venerdì 5 ottobre 2018

LA LEGA CONTRO CON LA MACELLAZIONE EBRAICO-ISLAMICA

La Lega si preoccupa della sofferenza degli animali

  Fonte: Il Giornale

Proposta di legge della Lega contro la macellazione ebraico-islamica 

MIO COMMENTO

L'ostacolo maggiore sono gli ebrei osservanti del kosher. Sono essi che hanno inventato la macellazione rituale. In Italia gli ebrei sono circa 25.000 di cui solo una minoranza crede nelle fregnacce dell'Antico Testamento e in un personaggio mai esistito quale Mosè, a cui nel Levitico (libro di macelleria) sono attribuite le norme della purezza. Già nel 2002 il deputato della Lega Nord Davide Ercoli aveva chiesto l'abolizione della macellazione rituale (senza previo stordimento)dicendo che "non è ammissibile che la sofferenza dell'animale possa essere subordinata ad una tradizione religiosa essendo il diritto alla non sofferenza un confine invalicabile". Nel 2004 un altro deputato della Lega Nord Luigino Vascon stigmatizzò che fosse concesso agli islamici, anche fuori dei mattatoi,di appendere vivo un montone aspettando che morisse per dissanguamento. La risposta dell'allora ineffabile ministro Giovanardi fu che l'Italia aveva da sempre riconosciuto agli ebrei il rispetto del loro sistema di macellazione inteso come rito sacrificale. Il deputato Vascon replicò che non era ammissibile che ciò potesse avvenire in contraddizione con l'asserita politica di integrazione, che vuole che si rispettino le regole del Paese in cui gli immigrati si trovano.
Aggiungo io che contro questo obbrobrio giuridico nessuna manifestazone vi è stata da parte degli animalisti, vigliacchi timorosi di essere accusati di antisemitismo. Quando fui accusato io per questo di antisemitismo dal fanatico rabbino di Roma Riccardo Di Segni, che giustificava pazzamente la macellazione ebraica dicendo in un documento inserito nel Comitato Nazionale di Bioetica (incredibile) che solo gli ignoranti sono dispensati dal mangiare carne perché solo gli ebrei ne sono degni in quanto essi dedicano l'animale a Jahaweh con spirito di partecipazione alla sofferenza dell'animale (pazzesco), così perpetuando una antiscientifica concezione antropocentrica della natura dove l'uomo, secondo l'ignorante fanatico Di Segni (ex primario di radiologia in un ospedale di Roma), occupa il vertice, ebbene, il presidente della LAV Gianluca Felicetti, da me invitato a mie spese perché intervenisse in tribunale a sostenere la mia difesa si scusò da impostore dicendo che aveva già assunto altri impegni. Fui lasciato solo da tutte le associazioni animalistiche. Solo una minoranza di ebrei, ripeto, è il maggiore ostacolo contro la maggiore crudeltà inflitta agli animali nei mattatoi. Pertanto abbia Salvini il coraggio di prendersela prima di tutto contro una minoranza di ebrei perché da essi deriva la folle pratica della macellazione halal degli islamici che ha origine dagli ebrei osservanti della macellazione kosher. 

Pubblicato da Pietro Melis alle 21:08 Nessun commento:

NON COMPRARE I GIORNALI PER NON MANTENERE DEI PARASSITI

I giornalisti non dovrebbero essere tali per professione a tempo pieno. Non debbono figurare come stipendiati dai giornali. Dovrebbero avere tutti un'altra professione e scrivere sui giornali come collaboratori esterni. Purtroppo esiste una legge che finanzia l'editoria giornalistica. Ogni quotidiano deve stampare almeno 50.000 copie per avere delle sovvenzioni. Naturalmente i giornali di periferia non raggiungono altrettante vendite e tutte le copie non vendute vengono mandate al macero. Fatta la legge trovato l'inganno. Quanto tempo dedicano gli articolisti per scrivere un articolo o quanto tempo impiegano per un servizio di cronaca? Senza il contributo statale chiuderebbero tutti i giornali. Se il Corriere della sera da un po' di tempo chiede l'abbonamento anche nella versione internet  vuol dire che è veramente messo male. Figuriamoci tutti gli altri. Anche l'altro quotidiano La Repubblica chiede l'abbonamento per poter leggere tutti gli articoli nella versione internet. Il pur da me apprezzato e stimato Vittorio Feltri, prima direttore de Il giornale e poi direttore di Libero Quotidiano da lui fondato, ha dichiarato che aveva una pensione di 10.000 euro, poi ridotti a 8000. Se ha una pensione di 8000 euro mi domando quanto guadagni come direttore di Libero. Chi gli paga la pensione? Non l'INPS, cioè lo Stato. La paga la cassa dei giornalisti chiamata INPGI. Ma è certo che si tratta di una pensione sproporzionata rispetto alla disponibilità dell'INPGI. Infatti questa cassa è in passivo. Ogni 100 euro incassati l’INPGI ne spende 138,5. Da chi è pagata la differenza? E' evidente che i contributi pagati dai giornalisti non sono sufficienti a pagare le loro pensioni come risulta da 

Il bilancio dell'Inpgi scopre le carte su otto anni di ... - EconomiaItaliana.it

www.economiaitaliana.it/it/articolo.php/Il-bilancio-dell-Inpgi-scopre-le-carte-su-otto-a...
16 apr 2018 - Il bilancio dell'Inpgi scopre le carte su otto anni di errori strategici ... ovvero il bilancio di assestamento 2017 della gestione principale (Inpgi 1). 
Allora deve subentrare lo Stato. Il dissesto dell’INPGI è anche l’effetto di una politica sindacale che ha concesso agli editori un accesso troppo facile agli stati di crisi, con il via libera a prepensionamenti, cassa integrazione e altri ammortizzatori sociali. In sostanza, sono tutti i cittadini che debbono pagare in parte le loro pensioni quando i contributi versati all'INPGI non siano proporzionali alle pensioni erogate. Quale soluzione? Abolire l'Ordine dei giornalisti. Mi domando perché sia necessario essere iscritti ad un Ordine per scrivere su un giornale. Molti articoli sono scritti da chi ha una professione diversa da quella di giornalista. Alcuni giornalisti sono professori universitari. E' forse necessario che siano iscritti all'Ordine dei giornalisti? No. Suppongo che vengano pagati per collaborazione esterna. E allora perché dovrebbero esistere giornalisti stipendiati dai giornali facendo del giornalismo l'unica professione? Il proprietario del giornale è padrone di offrire gli stipendi che vuole. Se va in passivo il suo guadagno non deriva dal ricavo delle vendita ma dalla sua possibilità di indirizzare l'opinione pubblica oltre la mera informazione. Infatti i giornali sono tutti ideologizzati, anche quando dichiarano di essere indipendenti. Vengano tolte le sovvenzioni statali e vivano di vendite e di pubblicità invadente senza oneri per lo Stato. Vorrei vedere quanti giornali e giornaletti locali riucirebbero a sopravvivere. Internet sta preparando il loro funerale.           
Pubblicato da Pietro Melis alle 01:25 Nessun commento:

giovedì 4 ottobre 2018

LO SPREAD ESISTE SOLO PERCHE' ESISTE L'EURO


Sergio Mattarella, come e perché potrebbe rispedire la manovra al ...



https://www.liberoquotidiano.it/news/politica/13382923/sergio-mattarella-come-e-perc...

20 ore fa - Il richiamo di oggi con cui Sergio Mattarella ha ricordato come la ... Sergio Mattarella, come e perchè potrebbe rispedire la manovra al mittente ...

MIO COMMENTO

Ignoranti! Lo spread esiste solo perché esiste l'euro che è il marco travestito da euro nel 1999. Sparito l'euro sparisce lo spread e una nuova moneta nazionale con una lira equivalente ad un euro metterebbe la Germania in ginonocchio e sarebbe la fine della disgrazia dell'euro. Stati come la Danimarca e la Svezia hanno rifiutato l'euro. Come si spiega? Ogni Stato deve avere la sua moneta nazionale che corrisponda a valore dell'economia reale. L'Italia è la seconda potenza industriale d'Europa e tuttavia la sua economia è frenata da una moneta gonfiata. Con il ritormo alla lira la Germania non potrebbe reggere alla concorrenza dei prodotti italiani che costerebbero assai meno. Ignoranti! Lo spread esiste solo perché esiste l'euro che è il marco travestito da euro nel 1999. Sparito l'euro sparisce lo spread e una nuova moneta nazionale con una lira equivalente ad un euro metterebbe la Germania in ginonocchio e sarebbe la fine della disgrazia dell'euro. Stati come la Danimarca e la Svezia hanno rifiutato l'euro. Come si spiega? Ogni Stato deve avere la sua moneta nazionale che corrisponda a valore dell'economia reale. L'Italia è la seconda potenza industriale d'Europa e tuttavia la sua economia è frenata da una moneta gonfiata. Con il ritormo alla lira la Germania non potrebbe reggere alla concorrenza dei prodotti italiani che costerebbero assai meno. 
AGGIUNGO ADESSO QUANTO SEGUE
Stati ex comunisti come l'Ungheria (con il fiorino) e la Polonia (con lo zloty) hanno la moneta nazionale pur facendo parte dell'UE. E l'Ungheria e la Polonia hanno un PIL superiore in proporzione a quello dell'Italia. Si spiega anche con il fatto che usufruiscono dei fondi europei dando meno di quanto ricevono. Ma allora perché ogni anno l'Italia deve regalare almeno 7 miliardi ai fondi europei ricevendo meno di quanto dà? Anche questo è un assurdo che va a carico del debito pubblico. Vi è poi quanto l'Italia deve versare ogni anno alla NATO e al carrozzone dell'ONU. Ma stranamente di ciò nemmeno l'attuale governo parla. Converrebbe una alleanza con la Russia, che non ci costerebbe.  La piccola Svizzera si è ben guardata dall'entrare nell'UE. Me lo si spieghi.
E l'Inghilterra con Boris Johnson sta premendo perché venga affrettata l'uscita dal'UE. E l'Inghilterra ha avuto sempre la sterlina. I disastri annunciati in Inghilterra dai fautori della appartenenza all'UE non vi sono stati e non vi saranno. Evidentemente la maggioranza degli inglesi ha capito in ritardo che era finita per l'UE la pacchia dello sfruttamento dell'Inghilterra ai fini del mantenimento di Stati parassiti che danno meno di quanto ricevono.  

Ecco il piano di Savona
per sfidare Macron e Ue
"Via Fornero, più lavoro"

Franco Grilli

Pubblicato da Pietro Melis alle 00:54 1 commento:

martedì 2 ottobre 2018

IL GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA ATTILIO FONTANA PARLA DA SUBANIMALE: "LA CACCIA FA PARTE DELLA NOSTRA CULTURA". FRASE ABERRANTE

La vigliacca genia dei cacciatori solo biologicamente fa parte della specie umana. Infatti sta sotto il livello dell'animalità. In natura il predatore uccide solo per motivi di sopravvivenza. Non per divertimento. Non vi è morte più lenta di quella del predatore se raggiunge la vecchiaia. E' destinato a morire lentamente di fame perché non ha più la forza di rincorrere la preda. Se uno difende la caccia  riparandosi dietro la scellerata frase "fa parte della nostra cultura" allora è costretto a difendere ogni forma di cultura, anche quelle che sono fondate su atti crudeltà. Così deve difendere la corrida perché fa parte della cultura spagnola, e la caccia alle balene perché essa fa parte della cultura della Giappone e della Norvegia. Insomma tutto si giustificherebbe in nome della cultura, anche di quella risalente ad una antica barbarie. E perché non dovrebbe giustificarsi anche la  cultura dell'infibulazione, come tutte le più antiche barbare culture che giustificavano i sacrifici umani, l'infanticidio, il rogo, la tortura, etc.? No. Queste culture debbono essere superate in quanto riguardano la vita umana. Ma se si tratta della vita non umana allora scatta fuori vigliaccamente la giustificazione della difesa della cultura. Questa è la solita conclusione a cui si arriva a causa di una aberrante concezione antropocentrica. Considerare l'uccidere un divertimento è la peggiore aberrazione che possa scaturire da mente umana. Come se oggi fosse ancora necessario cacciare per sopravvivere come era costretto a fare l'homo, da quando divenne circa 3  milioni di anni fa homo erectus. I cacciatori sono rimasti nel cervello sotto il livello dell'homo erectus, sotto il livello dell'animalità, non avendo più bisogno di cacciare per sopravvivere. Quando avvengono incidenti di caccia con morte di cacciatori che si sparano tra loro vi è solo da gioire. Purtroppo ci vanno di mezzo gli innocenti che talvonta in campagna vengono scambiati da questi subanimali come prede quando sparano nella boscaglia credendo che vi si nasconda una preda. Quest'anno vi sono già stati già 29 morti uccisi da cacciatori mentre passeggiavano in campagna. Non è il caso dell'ultimo episodio di morte a causa di cacciatori. Da prima si è creduto che la vittima fosse estranea alla caccia al cinghiale. Poi si è scoperto che l'ucciso è morto avendo al suo fianco un fucile ed è risultato che facesse parte di una delle squadre di battutta di caccia al cinghiale. Se è così brindo alla morte dopo due ore di agonia di questo subanimale ucciso per sbaglio da un suo simile. 
Purtroppo sono costretto a continuare a non votare perché, esclusa a priori la falsa sinistra, la Lega ha raccolto stupidamente i voti della genia dei cacciatori, pur ridottisi  sempre di più ogni anno, a fronte di milioni di italiani contrari alla caccia per svariati motivi. Tra questi milioni vi sono gli animalisti, e tra gli animalisti i vegetariano-vegani, con i voti dei quali la Lega, e più in generale il centro destra, avrebbe potuto avere qualche milione in più di voti. E ciò anche a causa di Salvini, che da idiota non ha tenuto conto di ciò, costretto pertanto ad allearsi con i 5 Stelle, da cui dipende. Vi è da pensare che Salvini sia stato il maggiore ostacolo perché il Movimento Animalista di Michela Vittoria Brambilla venisse compreso nella coalizione di centro destra.           

Era un bracconiere o un semplice escursionista?

In tutto potevano essere 25 o 26 persone, su un'area molto estesa con circonferenza di 3 km. “Sappiamo ... e l'altro spara.

IL GOVERNATORE FONTANA A COSTA: NON TOCCARE LA CACCIA ...

https://www.ladeadellacaccia.it/.../il-govrnatore-fontana-a-costa-non-toccare-la-caccia-...
9 ore fa - “La caccia e' qualcosa che fa parte della nostra cultura e non ritengo possa essere eliminata”. Cosi' il presidente di Regione Lombardia Attilio ...  

Il wwf: «Stop alla caccia» - Caccia al cinghiale, battuta finisce in tragedia ad Apricale: morto un 19enne
Il Secolo XIX ·

Caccia al Cinghiale. Morto un ragazzo. Lorenzo Croce (AIDAA): "Quel cacciatore è un assassino...

https://www.agenpress.it › Home › Cronaca
2 giorni fa - Durissimo il presidente di AIDAA (Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente) Lorenzo Croce sulla morte del giovane diciannovenne ... 

Ucciso da un cacciatore, la vittima aveva un fucile e delle munizioni ...

www.ansa.it › Liguria

10 ore fa - Il cacciatore che ha ucciso Labolani resta indagato per omicidio colposo. ... Il caposquadra spiega che la caccia al cinghiale avviene a coppie: ... "Mio figlio mi ha gridato al telefono 'papà, papà, mi hanno sparato nella pancia; ...

Caccia, Brambilla: «La aboliremo, nel frattempo servono misure ...


https://www.corriere.it/.../brambilla-abolizione-caccia-ingresso-fondi-privati-5c932046-c...
25 set 2018 - «Nell'attesa di arrivare all'abolizione della caccia, che è il mio unico ... Lo ha detto la parlamentare Michela Vittoria Brambilla, presidente del ...
La Brambilla non sapeva ancora che la vittima era anch'essa un cacciatore, non un escursionista.  


 
Pubblicato da Pietro Melis alle 03:49 2 commenti:

MUOIA SANSONE CON TUTTI I FILISTEI

Junker minaccia l'Italia nel caso siano accettate ulteriori condizioni. Si scopre solo adesso che ulteriori concessioni  all'Italia sarebbe la fine della zona euro. CHE BELLO! Si scopre solo adesso che l'Italia è così importante che essa potrebbe portare alla fine dell'euro. Che si aspetta allora a decretarne la fine? Se l'Italia è così importante per la sopravvivenza dell'euro significa che questa moneta è nata da un'operazione del tutto artificiale. Creata dai filistei dell'UE. Ma come mai la zona euro non ha mai compreso l'Inghilterra, la Svezia e la Danimarca, pur facenti parte dell'UE? Si può dunque vivere bene anche senza euro. Anzi, meglio. Ogni Stato si riprenderebbe la sua sovranità monetaria, e sarebbe la fine del dominio della Germania in Europa, messa in ginocchio proprio dall'Italia, che con il ritorno alla lira (una lira pesante equivalente ad un euro) non resisterebbe alla concorrenza dei prodotti della manifattura italiana, la seconda nell'UE. Il giornalista di LIMES Dario Fabbri ha detto che l'Italia è un grimaldello con cui può far saltare l'euro avendo l'appoggio di Trump che ha interesse a contrastare l'economia della Germania. La Germania minaccia l'Italia solo perché ne ha paura. Senza l'euro non esisterebbe più il ricatto dello spread, con cui tiene sotto controllo l'economia degli altri Stati della zona euro.   

Juncker, rigidi con Italia o è fine euro - Europa - ANSA.it



www.ansa.it › Mondo › Europa

6 ore fa - "Se l'Italia vuole un trattamento particolare supplementare, questo vorrebbe dire la fine dell'euro. Bisogna essere molto rigidi". (ANSA)
      
Pubblicato da Pietro Melis alle 02:59 5 commenti:

lunedì 1 ottobre 2018

UNA QUESTIONE DI LOGICA TRA DUE FALSE VERITA'

Un quasi maggiorenne (mancavano 6 mesi ai 18 anni) dice di essere stato violentato da una donna di 37 anni che gli avrebbe aperto i calzoni ma senza specificare se vi sia stato un rapporto sessuale. Supponiamo che non vi sia stato. La violenza sarebbe consistita in una provocata e non voluta erezione. E' il cervello che comanda, e senza partecipazione e attrazione è difficile che vi possa essere erezione da parte dell'uomo. Ma data l'età è possibile che anche senza partecipazione vi sia stata erezione e eiaculazione con relativo orgasmo per semplice stimolazione meccanica manuale. In tutti e due i casi il quasi maggiorenne  non si è opposto affatto a questa asserita violenza. Se non si è opposto non vi è stata violenza e vi è da credere che gli abbia fatto piacere. Un ragazzo normale avrebbe ringraziato la donna. I fatti successivi danno da pensare che egli abbia acconsentito per poi ricattare la donna sapendo che poteva giovarsi della sua età da minorenne (se pur quasi maggiorenne) per poi accusarla di violenza sessuale e chiedere una forte somma sotto il ricatto di rendere pubblica la asserita violenza con relativa condanna. In conclusione, la asserita violenza non può essere esistita. Essa è stata finalizzata ad un ricatto. Questa è la prima falsa verità pubblicizzata dal quasi maggiorenne.
La donna dice, al contrario,  di essere stata lei violentata dal quasi maggiorenne, che le sarebbe saltata addosso, le avrebbe strappato i vestiti e avrebbe subìto un rapporto sessuale completo in due minuti, stando lei sotto di lui. Anche questa versione manca di logica. Una donna non può essere violentata se non è costretta con la minaccia fisica (per esempio da uno stupratore armato che la minaccia di morte) o venga privata comunque di una reazione psicologica in stato di alterazione mentale (dovuta per esempio ad ubriachezza o ad assunzione di droga). In uno stato normale che escluda la violenza fisica prima della violenza sessuale la donna non può essere violentata perché, stando con le gambe chiuse, le braccia del violentatore sono impegnate nel tenerle ferme le braccia in modo che non possa difendersi con esse. Occorrerebbero quattro braccia, cioè almeno due violentatori, per costringerla a sopportare una violenza sessuale.  Strano che questa donna non abbia reagito nemmeno dopo che le erano stati strappati i vestiti. Per di più i due si trovavano in un albergo e non in un domicilio privato. Sarebbe bastato urlare o premere un bottone per fare accorrere un cameriere dell'albergo. Pertanto anche in questo caso è da escludere che vi sia stata violenza. La donna ha dichiarato di non essere stata capace di reagire perché si è trovata in uno stato di impotenza mentale. Balle. Avrebbe fatto meglio a non cadere in questo ridicolo. Una donna non si fa ritrarre a letto abbracciata con uno che poco prima le avrebbe usato violenza sessuale e con espressione per niente affatto alterata, e non va poi a cena con il suo violentatore. Questa falsa verità appare più falsa della prima. La logica vuole che diventino verosimili entrambe le false verità se si esclude che in tutti e due i casi vi sia stata violenza e non partecipazione. Ma in tutti e due i casi si aggiunge lo squallore di un ricattatore che avrebbe utilizzato la donna per poi estorcerle forti somme con la minaccia che avrebbe  reso pubblica una asserita, quanto, inesistente, violenza. 
Ogni riferimento a fatti e a persone è puramente casuale.                
Pubblicato da Pietro Melis alle 03:43 2 commenti:

SI SONO CONTATI IN 70.000 I PDOTI CON FALSE IMMAGINI

Con la bava alla bocca quando non hanno il potere vogliono sostituirlo con i raduni di piazza, le cui immagini vogliono dare l'impressione di contare molto di più di quanto veramente contino politicamente. Sono alla canna del gas ma vogliono dare l'immagine falsa di gente che non è una residua minoranza. Hanno voluto dare ad intendere con false immagini di avere riempito la piazza del popolo a Roma. Ma non sono nemmeno riusciti a riempire la piazza. E questa fotografia dimostra quanto siano disonesti. Se si trattava di PDoti venuti da tutta Italia anche la piazza piena avrebbe dimostrato quanto ormai siano una minoranza da piazza, piazzisti, e non da governo. Predicano la schiavitù imposta dall'UE con tanto di bandiere azzurre con stelle. Alle urla dell'esagitato Bomba si sono  sostituite quelle più forti del suo successore con faccia da cavallo. E più urlano più credono di contare.       

Li salveranno con le inquadrature


Li salveranno con le inquadrature ... La manifestazione PD è l'ennesimo flop come il Referendum e come il 4 marzo. ... .




Testo di Valter D’Antoni



Parliamoci chiaro, se la piazza fosse strapiena, il PD farebbe di tutto per farla vedere, poco importa se i servi di regime in tv ci dicono il contrario, non credetegli! La manifestazione PD è l'ennesimo flop come il Referendum e come il 4 marzo. Se ne facciano una ragione, hanno perso tutto! Guardate bene la foto, oltre le prime file c'è il vuoto assoluto!
 

Pubblicato da Pietro Melis alle 03:32 1 commento:
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