martedì 15 novembre 2011

L'EURO CI HA ROVINATO TUTTI. IO LO SCRISSI NEL 2006. ADESSO LO DICE ANCHE LA MERKEL

Nel mio libro Scontro tra culture e metacultura scientifica spiegai con tanti argomenti che l'euro, nato come moneta artificiale, era destinata al fallimento. L'argomento principe era che non si possono riunire vari Stati, con economie reali troppo diverse, sotto un'unica moneta. E' inoltre una legge ferrea che i prezzi tendano a salire per adeguarsi al costo della vita degli Stati più forti.Capitò lo stesso in Italia nel 1861 quando venne estesa la lira a tutta l'Italia. I prezzi nel sud aumentarono vertiginosamente per adeguarsi ai prezzi superiori del nord, dove la vita era più cara .Aumentò nel sud anche il prezzo del grano, impoverendolo.
E' poi evidente che l'attacco degli speculatori contro l'euro è reso più facile attaccando gli Stati ad economia più debole per estendere il contagio dell'attacco a tutta la zona euro. Basta colpirne uno per colpire tutta moneta euro. Questo non sarebbe successo se ogni Stato avesse conservato la sua moneta nazionale. Sarebbe stato impossibile, e non vantaggioso, sferrare un attacco contro la lira, la dracma greca, la sterlina irlandese, etc. Non ci sarebbe stata alcuna convenienza. Inoltre l'euro è artificialmente sopravvalutato. Ciò ha comportato un deficit nelle esportazioni. Ma ci voleva molto a capirlo? Leggete il sito NOEURO e vi rendete conto della truffa su cui è nata questa scriteriata moneta.


Congresso della Cdu vota la possibilità di lasciare volontatiamente l'unione monetaria. Ma anche la locomotiva tedesca arranca
Anche la Merkel se la passa male: contro la crisi vuol bocciare l'euro
Libero-news.it

S

«Se crolla l’euro, crolla l’Europa». Frau Angela Merkel ha scelto Lipsia, nella “sua” Germania dell’Est, per esibire la sua abilità retorica, da degna figlia del pastore luterano già gradito alle autorità di Berlino Est per la sua capacità di conciliare sacre scritture e verbo marxiano. Da una parte, la Merkel ha speso parole impegnative in difesa dell’Unione Europea. «Abbiamo bisogno dell’Europa – ha sillabato davanti ai delegati, tra cui una combattiva minoranza euroscettica – perché è il fondamento del nostro benessere. Il 60% delle nostre esportazioni finisce nell’Ue da cui dipendono nove milioni di posti di lavoro tedeschi. Se non va bene per l’Europa a lungo andare non va bene per la Germania».

Ma il rinnovato impegno europeo della Cdu a suon di chiacchiere ha fatto da copertura ad una bordata da ko nei confronti dell’euro che potrebbe far da anticamera ad un de profundis per la moneta unica: il Congresso della Cdu, infatti, ha votato una mozione che prevede la possibilità per uno Stato di uscire «volontariamente» dall’euro, senza per questo essere escluso dall’Ue. Insomma, si apre una porta per creare una comunità di serie A (Germania, Austria, Olanda, Finlandia, forse la Francia) raccolta attorno all’euro, e una periferia di contorno, aperta alle esportazioni del made in Germany ma, finalmente, non più in grado di infettare il nuovo euro, formato Deutsche Mark. Certo, si prevede un meccanismo volontario. Termine di moda, se si pensa allo sconto «volontario» delle banche al debito greco che per ora ha portato solo guai ma nessuna soluzione. Così come promette di fare questa nuova trovata retorica, all’insegna della doppia verità che ha ben poco di luterano.

La Merkel si riempie di belle parole sull’euro, ma nei fatti fa solo la predica agli altri. Al Regno Unito, per esempio, colpevole di porre il veto su regole più stringenti per la finanza. E se Londra non cambierà idea, l’Europa a 17 dovrà marciare da sola. Anche se non si riesce a capire come farà a colpire transazioni che, di norma, si svolgono a Londra o a Zurigo. Spesso su ordini in arrivo dalla Deutsche Bank o dall’Allianz da Francoforte. Ma ce n’è anche per i soliti incorreggibili pasticcioni del Sud Europa: «Le regole del patto di stabilità e crescita – dice la Merkel – sono state infrante sessanta volte, e non è successo nulla. Quante volte dobbiamo ancora attendere perché succeda qualcosa? Vogliamo meccanismi sanzionatori automatici nei confronti di chi viola i patti». Parole sacrosante, per carità. Ma, una volta finita la predica, che resta? La Merkel ha bocciato, al G20 di Cannes, l’ipotesi di mettere l’oro della Bundesbank a disposizione di un veicolo finanziario in grado di respingere gli assalti della speculazione, così come ha fatto a suo tempo l’America nel dopo Lehman. Jens Weidmann, l’alfiere della Bundesbank alla Bce, ha ripetuto ieri che la Bce non deve diventare il prestatore di ultima istanza, come tutte le altre banche centrali del pianeta. L’impegno tedesco si limiterà a versare la propria quota nel fondo salvastati la cui dotazione, per bocca degli stessi tedeschi, è insufficiente a sostenere un attacco nei confronti dei Btp, piuttosto che dei Bonos spagnoli o degli Oat francesi perché, come è evidente, non esiste il singolo Paese cattivo, bensì un contagio che ha colpito l’intero edificio. Inutile pensare di salvarsi da soli.

E così la locomotiva tedesca procede, senza curarsi nei fatti degli altri vagoni del convoglio. Anche se, a leggere i dati del superindice, la Germania perde colpi ancor di più della scassata Italia: -1,3% contro l’1%. Ma, con l’eccezione di Usa e Giappone (in ripresa dopo lo shock dello tsunami) è un po’ tutta l’economia che rischia di entrare in recessione, a causa della crisi dell’area euro. Per l’Italia la conferma dovrebbe arrivare oggi , con i dati sul terzo trimestre del Pil. Ma anche la Germania dovrebbe aver registrato una brusca frenata: solo lo 0,5% di crescita, nonostante che a settembre le vendite di Bmw e Volkswagen in Cina e Sud America siano ancora andate a gonfie vele. La grande Germania, insomma, perde colpi. E i suoi politici, ahimè, non possono più scaricare la responsabilità su Berlusconi o qualche greco un po’ imbroglione piuttosto che su qualche banchiere inglese dalla vocazione di locusta. Cara Frau Merkel, si decida. E, tra l’altro, smetta di passeggiare su e giù per Cannes, Deauvoille o Potsdam con il degno compare Nicolas Sarkozy: sta a vedere che l’idea dell’uscita «volontaria» dall’euro l’avete partorita voi due, futuri trombati alle elezioni che cercate un salvagente per riemergere prima della sonora bocciatura.

di Ugo Bertone


sabato 12 novembre 2011

IL DISONESTO E FANATICO DI PIETRO HA DETTO A BALLARO' CHE NON E' VERO CHE HA FATTO IL GESTO DELL'OMBRELLO. GUARDATE

  • LA FALSA SINISTRA GODE. TRA UN PO' SE NE ACCORGERA' NEL MINGERE CON QUEL DELINQUENTE DI MONTI PORTATO AL POTERE DALLA LOBBY DEI FINANZIERI E DALLA BANCA CENTRALE EUROPEA. UNA SINISTRA MASOCHISTICA. E' LA SINISTRA CHE CON PRODI (CON CIAMPI E CON AMATO) CI HA ROVINATO CON L'EURO


  • Di Pietro acclamato fa il gesto dell'ombrello
Non voto più dal 1994 perché non mi sento rappresentato da alcun partito. L'ultima volta che ho votato ho votato per me stesso quale candidato della Lega Sarda (da me fondata) collegata con la Lega Nord (ma mi premeva unicamente la questione dell'immigrazione). Sono d'anima socialista e perciò antiliberista. Antepongo il lavoro al profitto. Il liberismo è fallito. Siamo in mano agli speculatori della finanza che distruggono l'economia reale dei produttori di beni. Siamo vittime di una dittatura della burocrazia europea che ci ha imposto il mito dell'Unione Europea con una moneta artificiale studiata a tavolino e che ha preteso di unificare economie reali tanto diverse. Siamo schiavi degli interessi bancari, con Stati privati di una loro moneta,di cui, con l'euro, è divenuta padrona la Banca Centrale Europea (BCE), di cui fa parte per il 14,54% la Banca d'Italia (trasformata già prima, anche con il ben volere della falsa sinistra, in corporazione di grandi banche private). E lo Stato italiano deve pagare il tasso del 2,5% alla BCE per ogni moneta cartacea che viene stampata, andando ad ingrossare il debito pubblico.
Ci hanno imbrogliato tutti, destra e sinistra, giornali di tutti i colori, che non hanno mai evidenziato la truffa dell'euro. Appartengo nei sondaggi al partito di maggioranza relativa, che è quella dei non votanti. E ho già spiegato più volte come bisogna fare per far diminuire il numero degli eletti in proporzione al numero dei non votanti (fatta salva una soglia fisiologica del 20% di non votanti).
Detto ciò non si può certo dire che sia un seguace di Berlusconi. Al contrario. Gi rimprovero molte cose. E tra le tante di non avere mai riformato la giustizia civile riformando il Codice di Procedura Civile abolendo le udienze perché il processo civile è documentale. Al massimo un'udienza per l'escussione dei testi. Gli rimprovero di non avere introdotto la responsabilità civile dei giudici perché non siano più sottratti al principio costituzionale dell'eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. CHI SBAGLIA DEVE PAGARE. Ma i giudici non possono essere giudicati da altri giudici, individui arroganti ed ignoranti, ma da una Corte di giustizia scissa dal CSM e formata da giuristi e da avvocati di chiara fama. Il CSM è una Corporazione (politica) di Stampo Mafioso. Alfano ha fatto un disegno di legge in tal senso e poi ha abbandonato tutto abbandonando il ministero. Che ha fatto Berlusconi per riformare la giustizia? NULLA. Si è circondato di donnine diventate ministri senza competenza invece di circondarsi di persone esperte in economia. Ha blaterato contro l'euro ma non ha spiegato agli italiani la truffa dell'euro. Si è circondato di individui di cui avrebbe dovuto capire che sarebbero stati pronti a tradirlo per ambizione personale, come il rinnegato Fini e Casini. Forse sono stati questi maledetti ad impedirgli una riforma della giustizia. Ma non avrebbe dovuto aspettare sino ad oggi. Dopo il tradimento del rinnegato Fini (che spero sia condannato al suicidio politico) avrebbe dovuto già allora chiedere lo scioglimento del parlamento e andare ad elezioni liberandosi di questa gentaccia. Era un rischio, ma conveniva allora rischiare perché la situazione non era ancora economicamente deteriorata. Ha sbagliato nei tempi. Ora mi auguro che le cose peggiorino. Non sarà certo un Monti, portavoce degli interessi finanziari, a ridurre il precariato e la disoccupazione, necessaria in un'economia liberista che antepone il profitto al lavoro dell'economia reale. E la falsa sinistra, peggiorando le cose, non potrà più dire che la colpa sia di Berlusconi. Perciò mi auguro che Monti non sia solo di transizione, ma duri quanto è necessario per far peggiorare le cose in un maggior tempo con il maggiore affossamento dell'economia reale per soddisfare gli interessi dei delinquenti della finanza. Queste canaglie sanno che Mario Monti ha fatto parte della famigerata Trilaterale ed è stato dirigente della banca più grande e più spregiudicata al mondo che è la Goldman Sachs, salvata (forse perché di origine ebraica, al contrario della fallita Lehman Brothers ) con i soldi dei contribuenti americani? Sanno che la Goldman Sachs è ritenuta essere tra le maggiori responsabili del disastro greco e della difficile situazione economica italiana? Ecco qual è il migliore biglietto da visita di Mario Monti, accettato dalla falsa sinistra pur di scalzare solo per odio Berlusconi. E tutte quelle canaglie ignoranti che urlavano contro Berlusconi capiranno che non era lui la causa di tutti i mali, ma un'economia liberista che sta palesando in tutto il mondo il suo fallimento. Auguro a tutte queste canaglie della falsa sinistra di stare peggio di come stanno oggi.

venerdì 11 novembre 2011

NO! QUESTO NO! CHI E' QUEL DISONESTO DI MARIO MONTI

eDITORIALE

No! Questo No!

di Ida Magli
Italiani Liberi | 10.11.2011



No, Signor Napolitano, non sopporteremo una simile nauseante “furbata”. Creare all’improvviso un senatore a vita per far credere che si tratti di un politico e fingere così che l’Italia non si sia consegnata nelle mani dei banchieri, è un sotterfugio intollerabile. Quale disprezzo per i poveri Italiani! Quale disprezzo per la Repubblica e per la politica! Abbiamo, dunque, così la misura della spaventosa miseria civile e morale dei nostri “rappresentanti”. La Bibbia afferma che “Dio vomita gli ipocriti”. Sono certa che non ha mai vomitato tanto.

Senatore a vita il signor Mario Monti? Un cittadino benemerito della Repubblica e di specchiati costumi? Forse non tutti i cittadini lo sanno o se lo ricordano (e su questa ignoranza ha contato, oltre che sul complice silenzio dei politici e dei giornalisti, Giorgio Napolitano nel nominarlo) che Mario Monti è stato costretto, nella sua qualità di Commissario europeo sotto la presidenza Santer, a dare le dimissioni “per l’accertata responsabilità collegiale dei Commissari nei casi di frode, cattiva gestione e nepotismo” messi in luce dal Collegio di periti nominato appositamente dal Parlamento Europeo. La Relazione fatta da questi Saggi al Parlamento, nonostante la prudenza del linguaggio ufficiale, fa paura. Si parla infatti dell’assoluta mancanza di controllo nella “rete di favoritismi nell’amministrazione”, di “ausiliari esterni” e di “agenti temporanei”, di “minibilanci espressamente vietati dalle procedure amministrative”, di “numerosissimi esterni fuori bilancio, ben noti all’interno della Commissione con il soprannome di sottomarini”, che operano con “contratti fittizi”, dietro “raccomandazioni e favoritismi”; di abusi che hanno comportato, con il sistema dei “sottomarini” l’erogazione non controllata di oltre 7.000 miliardi nell’ambito dell’Ufficio Europeo per gli Aiuti umanitari d’Emergenza (miliardi usciti dalle nostre tasche, naturalmente, e che dovevano andare, ma non ci sono arrivati se non in minima parte, ai bambini della Bosnia, del Ruanda morenti di fame). Evidentemente Mario Monti è inamovibile, o meglio può perdere un posto soltanto per guadagnarne uno migliore. Nel 1999, al momento di una caduta così ignominiosa, ha provveduto la successiva Commissione, con presidente Romano Prodi, a riconsegnargli il posto di Commissario. Cose che succedono soltanto nell’onestissimo ambito delle nostre istituzioni politiche. I semplici cittadini vanno sotto processo per gli ammanchi, o come minimo perdono l’incarico.

Perché mai, dunque, dunque, dovremmo affidare a questo signore i nostri ultimi beni? In omaggio, forse, al truffaldino sotterfugio inaugurato dalla Presidenza della Repubblica? I politici che lo voteranno come capo del governo sappiano che, visto che non possediamo nessun altro potere, annoteremo ogni loro “Sì” per cancellare per sempre il loro nome da qualsiasi futura elezione.

Ida Magli
10 novembre 2011

OSCAR GIANNINO: IL LANDRU DELL'ECONOMIA LIBERISTA SERIAL KILLER DEL SOCIALE

http://www.cleopa.it/wp-content/uploads/2011/07/oscar-giannino.jpg
Henri Désiré Landru




Scontro Brancaccio Giannino - YouTube

www.youtube.com/watch?v=6re3NyRt3TQ9 May 2010 - 5 min - Uploaded by emilianobrancaccio
Uno scontro tra Emiliano Brancaccio dell'Università del Sannio e e il giornalista Oscar Giannino. (Tratto da www ...

Ho sentito il prof. Brancaccio alla trasmissione PIAZZA PULITA de LA7 dire cose interessanti sulla responsabilità che ha l'euro della situazione finanziaria in cui ci troviamo. L'ho sentito dire della colpa che ha la Germania nel trattare gli altri Stati della zona euro secondo i suoi soli interessi ai fini dell'esportazione in tali Stati e proporre un ricatto alla Germania minacciando di fare esplodere il mercato unico facendo esplodere anche l'euro. Ma non ho ben capito se Brancaccio sia favorevole al ritorno alle monete nazionali. Su questo ho scritto nel mio recente post del 10 novembre.
Poi sono andato a vedere il sito di Brancaccio, e, saltando, purtroppo, tutte le parti tecniche esposte con formule matematiche e diagrammi, sono riuscito a capire che Brancaccio è un antiliberista (come me) e si dichiara appartenente all'indirizzo dell'economia "critica" ponendosi a fianco di Marx e di Keynes nel rilevare l'importanza determinante che ha lo Stato (contro la teoria del neoclassicismo dei marginalisti che vedevano nel liberismo le regole dell'equilibrio economico tra capitale e lavoro dipendente) nel promuovere lo sviluppo economico finanziando esso stesso la crescita economica, che non può essere garantita dal liberismo, che naviga dentro le sue contraddizioni interne. Dai sui Appunti di Economia politica (programma di esame per i suoi studenti) ho tratto in particolare una considerazione che va a conferma di quanto ho scritto il 10 novembre. Il liberismo facilita il licenziamento, ma in tal modo aumenta la disoccupazione e conseguentemente diminuisce il consumo. Se diminuisce il consumo le aziende vendono di meno e cala il loro profitto. Dunque vi dovrebbe essere un punto di equilibrio tra domanda ed offerta. Ma questo punto di equilibrio non può essere trovato dalle singole aziende. Ecco allora quanto ho appreso in aggiunta a ciò che io stesso avevo scritto e che ora ho ripetuto pur non essendo economista. Brancaccio scrive che le aziende sono miopi perché guardano solo al loro proprio vantaggio senza considerare l'andamento di tutte le altre aziende. Se considerassero il loro profitto nel contesto di un'economia nazionale si accorgerebbero che il loro provvisorio maggiore profitto ottenuto lincenziando si ritorce contro di loro. Ma Brancaccio non mi è sembrato abbia proposto una soluzione che vada oltre la sostituzione dell'utopia dello spontaneo equilibrio tra domanda ed offerta (dei marginalisti) con il conflitto di classe (di marxiana memoria). Egli in sostanza ritiene che l'equilibrio tra domanda ed offerta (ad impedire che i salari possano scendere al ribasso secondo gli interessi capitalistici) possa essere ottenuto soltanto in una conflittualità di rapporto di forze tra capitale e lavoro. Come dire: vinca il più forte. Saranno i salariati a imporre con la loro forza le loro condizioni ai detentori del capitale. Ma allora mi domando: lo Stato dov'è? E' assente? Non dovrebbe essere lo Stato a regolare questi rapporti di forza? Ora, io, socialista e antiliberista, vado considerando una cosa. Se non si vuole proporre uno Stato comunista (e mi pare che di Stati comunisti non ne esistano più dopo il 1989, giacché anche la Cina è diventata uno Stato di capitalisti privati governati da un partito unico che non si può più chiamare comunista) quale Stato è in grado di controllare veramente l'economia perché non sia l'economia liberista (che ha fallito) a comandare sulla politica (come nella stessa cosiddetta Unione Europea, Unione dei finanzieri e degli speculatori) ma sia la politica a controllare l'economia? Mi dispiace dirlo ma debbo fare riferimento al fascismo e al nazionalsocialismo (che in due anni rimise a posto l'economia tedesca dopo il disastro economico della democratica Repubblica di Weimar). Io non ho mai trovato una vera opposizione tra comunismo e fascismo o nazional socialismo. Tanto è vero che il cofondatore (con Gramsci) del Partito comunista d'Italia Nicola Bombacci si accostò al fascismo e divenne ministro dell'economia nella R.S.I., giacché Mussolini, reso ormai libero dai ceppi della borghesia capitalistica, che egli tuttavia controllò, oltre che con il corporativismo (unione forzata degli interessi del capitale con il lavoro), anche con una seria legislazione sociale (Agip, IRI, B.N.L., Istituto maternità e infanzia, Istituto Case popolari, Cinecittà, etc., etc., demolita tutta dai governi del dopoguerra) istituì con Bombacci la socializzazione delle imprese, in cui gli operai, oltre ad avere il salario, fossero anche comparteci della proprietà delle aziende. Bombacci morì a Dongo fucilato da innocente con gerarchi fascisti gridando: viva il socialismo! Quale economia dunque vogliamo oggi? Quella che con il libero licenziamento mercifica il lavoro a favore del profitto o quella che vuole che il profitto sia regolato dallo Stato? Io ho avanzato una regola semplice (regola aurea): nessuna impresa (piccola o grande) può licenziare se non dimostri (con bilanci controllati e non truccati) che sia in passivo e che soltanto licenziando una parte del personale possa continuare la sua attività salvando il posto di lavoro degli altri.
Avrei voluto che Brancaccio avesse parlato almeno una volta dell'incredbile fenomeno del signoraggio, che consiste in quel 2,5% di interesse passivo che ogni Stato della zona euro deve pagare alla Banca Centrale Europea (a Francoforte) per ogni moneta cartacea stampata in circolzione. Il signoraggio, si dice, aumenta spaventosamente il debito pubblico. Che ne pensa Brancaccio?
Ad ogni modo è evidente che il liberista killer Giannino-Landru è dalla parte degli speculatori, fregandosene del tutto di coloro che creano il profitto del capitale, cioè gli operai.

Avrei voluto

IL COMUNISTA NAPOLITANO CHE NEL '56 APPLAUDI' AI CARRI ARMATI SOVIETICI IN UNGHERIA (20.0000 MORTI) ED ORA SOSTIENE L'EUROPA DEI FINANZIERI

Riporto un articolo di MAGDI ALLAM da IL GIORNALE astenendomi dall'aggiungermi ai commenti


I banchieri killer non possono salvarci

Monti è il premier che vogliono i potentati economici, gli italiani non lo hanno votato. Assassinata la democrazia, Napolitano trasforma l'Italia in Repubblica presidenziale

di -
Per salvare l'articolo è necessario effettuare il login

In Italia si sta consumando un colpo di stato finanziario che imporrà alla guida del governo l’economista Mario Monti voluto dalla Banca Centrale Europea, dal Fondo monetario internazionale e dalla Commissione europea di cui ha fatto parte.

Ingrandisci immagine

Monti non è stato eletto dagli italiani e paradossalmente è stato scelto proprio perché non dovrà rispondere del proprio operato agli italiani.
A perpetrare questo delitto politico nei confronti della nostra democrazia è un’ampia coalizione di nomi eccellenti: dal presidente della Repubblica Napolitano al presidente della Banca centrale europea, Draghi, dal governatore della Banca d’Italia, Visco, al presidente della Confindustria, Marcegaglia, dal segretario del Partito democratico, Bersani, all’Udc di Caltagirone-Casini, dal presidente tutt’altro che imparziale della Camera, Fini, alla maggioranza dei parlamentari che non avendo maturato la pensione sono contrari allo scioglimento delle Camere, dall’insieme degli organi di stampa asserviti ai poteri finanziari forti al Michele Santoro resuscitato a tempo debito con «Servizio Pubblico».

La nostra Costituzione che dice che l’Italia è una Repubblica parlamentare è stata fatta a pezzi e Napolitano ha trasformato l’Italia in una Repubblica presidenziale dove ormai ha assunto nelle sue mani il potere esecutivo decidendo anticipatamente chi dovrà guidare il Paese, nominando in modo discutibile nel merito e nella tempistica Monti senatore a vita. Quasi si trattasse di un prezzo da pagare ai poteri finanziari forse per convincerli della sua determinazione ad accondiscendere alle loro richieste.
La scelta sovrana degli italiani, espressa alle urne liberamente attraverso le elezioni, è ormai carta straccia. Prendiamo atto che il governo Berlusconi dovrà rassegnare le dimissioni non avendo più una maggioranza alla Camera. Ma l’alternativa dovrebbe essere il ricorso alle urne affinché siano gli italiani a indicare liberamente attraverso il voto la scelta di chi dovrà guidare il Paese e sulla base di quali programmi.

Ammesso che Berlusconi abbia fallito nel governare l’Italia e vilipeso le nostre istituzioni al punto da screditare l’Italia ovunque nel mondo tanto da meritarsi di essere costretto a dimettersi, la cura che si propone è peggiore del male perché corrisponde al tradimento della nostra Costituzione laddove il capo dello Stato avoca di fatto a sé il potere esecutivo e l’assassinio della nostra democrazia calando dall’alto un governo imposto dai poteri finanziari forti facendosi beffe della scelta degli italiani espressa tramite il voto.

Ammesso che Berlusconi si sia rivelato per i suoi comportamenti privati e pubblici discutibile, criticabile, inaffidabile e forse anche condannabile al punto da risultare incompatibile con il mantenimento della responsabilità di governare l'Italia, l’alternativa che ci attende è come minimo problematica perché, pur in assenza di responsabilità dirette, ricordiamoci che Monti è stato costretto nella sua qualità di Commissario europeo per il Mercato interno e il Coordinamento delle Politiche fiscali sotto la presidenza di Jacques Santer a dare le dimissioni nel 1999 «per l'accertata responsabilità collegiale dei Commissari nei casi di frode, cattiva gestione e nepotismo».

Ammesso che Berlusconi lasci un’Italia che al pari della Grecia sia la grande malata d’Europa, chi dovrebbe curarci non ha certamente le credenziali del tutto a posto perché è l’insieme delle istituzioni dell'Unione europea a risultare in crisi, a partire dall’euro e dalla Banca centrale europea che lo gestisce.
Ammesso che Berlusconi sia colpevole per non essere riuscito a realizzare il pareggio di bilancio, a ridurre l’indebitamento pubblico rispetto al Pil, a mantenere sotto controllo lo spread tra i Btp decennali e i bund tedeschi facendo schizzare il tasso d’interesse che l’Italia deve pagare al di sopra del 7%, ma crediamo davvero che questi siano i veri problemi delle famiglie italiane che non arrivano a fine mese, dei lavoratori in cassa integrazione o dei giovani che non hanno mai trovato lavoro?

Ancora una volta l’Unione europea, la Banca centrale europea e il Fondo monetario internazionale rivelano di essere distanti dal vissuto e dai problemi concreti delle persone, concepite essenzialmente come produttrici di materialità che sarebbero felici se consumano sempre di più.

COMMENTA


Login / Registrati alla community e lascia il tuo commento

Ormai Berlusconi per sua stessa scelta appartiene al passato ma per cortesia non cercate di illuderci che Monti rappresenterebbe il nuovo. Se proprio dobbiamo cambiare pagina allora cominciamo dai fondamentali, riformando eticamente quest’Europa dell’euro priva di un’anima, questa Banca centrale europea in mano ai potentati finanziari che antepongono i loro profitti personali all’interesse della collettività, questa cultura politica che persegue la conquista del potere costi quel costi fregandosene del bene comune.

giovedì 10 novembre 2011

REGOLA AUREA DELL'UNIONE EUROPEA: LIBERALIZZAZIONE . CIOE' LIBERTA' DI LICENZIARE. SIAMO ALLA PAZZIA

ECONOMIA«Crescita deve nascere da rimozione privilegi»
Due suggerimenti a Monti
di Manca e Abravanel


Ascoltate in video quanto pretende l'Europa per sanare i conti. Tutto si riassume nella formula del liberismo, che è fallito. Dovrebbe essere messa in atto un'altra regola. Se un'azienda è in attivo non può essere permesso ad essa di licenziare. Il liberismo ha come unico fine l'aumento del profitto e non l'aumento dell'occupazione. Il liberismo è contraddittorio perché favorisce il profitto a danno dell'occupazione. Ma se diminuisce l'occupazione diminuisce la domanda. Se diminuisce la domanda diminuisce il consumo. Se diminuisce il consumo diminuisce il profitto delle aziende. Il liberismo si morde la coda.
La legge (previo controllo dei bilanci perché non siano truccati) deve impedire che si licenzi quando il licenziamento sia finalizzato solo all'aumento del profitto. Il licenziamento sarebbe giustificato solo nel caso in cui l'azienda fosse in passivo per esubero del personale. La liberalizzazione dei servizi pubblici è una pazzia. E' vero che l'amministrazione pubblica (in mano ai partiti) è spesso un carrozzone politico che aumenta il costo della politica. Ma una sana amministrazione pubblica dei servizi pubblici è sempre meglio di un'amministrazione privata. Si consideri infatti che il privato offre un servizio sotto la condizione del profitto. Invece un'amministrazione pubblica (per esempio dell'acqua) può permettersi di offrire lo stesso servizio ad un costo minore facendo pagare il servizio per quel che veramente costa e senza profitto. Ed anche se esistesse un profitto pubblico, questo andrebbe a beneficio di tutti e non solo dell'azienda privata. La cosa mi sembra così evidente che bisogna essere pazzi o disonesti per proporre la liberalizzazione come soluzione dei problemi sociali. Questa è un'Europa che se ne frega del sociale e vive nel mito della globalizzazione, che sta rovinando la Terra, mercificando il lavoro. Sto rivalutando Marx, nonostante fosse partito dall'errore di avere equiparato il valore di una merce al valore delle ore di quantità di lavoro necessarie per produrla. Un bicchier d'acqua è gratuito mentre un chilo d'oro vale molto più di un bicchier d'acqua. Ma nel deserto a che cosa servirebbe avere dell'oro e non avere acqua? Vi è dunque la componente del mercato, delle necessità vitali e della rarità della merce. Cose di cui Marx non tenne conto nel passaggio dal valore=lavoro al valore della merce nel mercato, in cui la merce è soggetta ANCHE alla legge della domanda e dell'offerta. Solo il socialismo può porre d'accordo il profitto con il sociale. Ma guai a parlare della priorità del sociale a questi scriteriati burocrati della cosiddetta Unione Europea, che vedono la soluzione di tutti i mali nel liberismo.
E ora si vorrebbe proporre come capo del governo un Mario Monti che rappresenta solo gli interessi di un liberismo sfrenato. Di male in peggio.

Io mi sono sempre domandato che cosa abbiamo tratto di vantaggio da questa disgrazia dell'euro. L'unico argomento che si affaccia a suo favore è la cantilena che l'euro ci ha salvato dall'inflazione. FALSO. Basti considerare che la condizione per entrare nell'euro era che l'Italia diminuisse sino al 3% la differenza del debito pubblico annuale rispetto al prodotto interno lordo (PIL). Ma questo è stato fatto ancor prima di entrare nell'euro. Dunque si sta ammettendo che solo una forza esterna (quella delle regole dell'Unione Europea) poteva essere capace di continuare a mantenere l'inflazione entro il 3%. E perché non poteva continuare a farlo il governo italiano senza dover entrare nell'euro? Qualcuno me lo spieghi. Si vuole forse dire che nessun governo sarebbe stato capace di ciò senza obblighi esterni? Ma che senso ha tutto ciò? Significa ammettere che siamo un Paese incapace di esprimere un governo che tenga sotto controllo l'inflazione evitando lo sperpero del costo della politica, dei corporativismi, delle lobby, degli ordini professionali (che non dovrebbero esistere). Che ci stanno a fare le province? Non capisco nemmeno che ci stiano a fare le regioni con una massa di consiglieri regionali che vivono di politica. Siamo l'unico Paese in cui esistono i notai. Che ci stanno a fare i notai se non ad aumentare a loro vantaggio, con i loro onorari, il costo dei contratti, quando basta un pubblico ufficiale per gli atti di compravendita? L'Inghilterra, la Danimarca e la Svezia (facenti parte dell'Unione Europea) non hanno voluto l'euro e stanno benissmo senza di esso. La Svizzera sta benissimo con il suo franco. E la Grecia sarebbe stata meglio se si fosse tenuta la dracma.

mercoledì 9 novembre 2011

ATTENTI: QUESTO INDIVIDUO E' PRONTO AD ALLEARSI CON COLORO CHE LO SOSTENGANO NEL SUO FOLLE DESIDERIO DI DIVENTARE CAPO DELLO STATO

http://casiniglamour.files.wordpress.com/2008/04/casiniiiiii-copia.jpg

L'OPPOSIZIONE - In ogni caso, Berlusconi sembra certo del fatto che gli italiani non vorranno consegnare il Paese «nelle mani di un'alleanza che parte al centro e arriva fino a Pier Luigi Bersani, Nichi Vendola e Antonio Di Pietro. Penso che sia qualcosa di indigeribile alla maggioranza degli italiani. Eppure - dice piccato il capo del governo - loro sono già convinti di avercela fatta, hanno perfino preparato i nuovi organigrammi e promesso a Casini che farà il presidente della Repubblica e lui ci spera altroché e per questo non li molla».

Cristina Argento
Alessandro Sala
09 novembre 2011 18:29


inviata a Casini (casini_p@camera.it)

IL suo cognome si addice a quanto lei ha in testa. Per non scomparire si dovrà alleare con la sinistra sino a Di Pietro (con cui non vi saranno mai una riforma della giustizia civile e la responsabilità civile dei giudici) e al pederasta Vendola. I cattolici non potranno votare per UDC. A destra non vi è più spazio per un traditore come lei. Farà la fine di Fini (altro traditore). Scrivo ciò aggiungendo che non voto più dal 1994 e non voterò per il resto della vita (ho 72 anni). Dunque scrivo da indipendente da qualsiasi simpatia di partito. Ma lei (dopo Fini) è di quelli che maggiormente mi fanno schifo politicamente. Lei è politicamente spacciato. SE Berlusconi non fosse stato così generoso mettendo in lista donnine di spettacolo e altra gente per sola simpatia personale invece di circondarsi di persone di competenza non si troverebbe ora in questa situazione. Ma certo uno come lei che ora va a cercarsi anche i voti di pederasti e lesbiche deve essere giunto alla frutta. Dovrà scontrarsi su questo (credo) con il presidente del suo partito Buttiglione. Buona fine (che si merita) Casini.


Larghe intese: l’Udc fa una sorta di prova generale a Palermo. Intesa con il Pd e le opposizioni palermitane, ma anche intesa su una questione molto delicata. Infatti i centristi del Consiglio comunale hanno sostenuto la mozione per l’istituzione del registro delle unioni civili anche tra persone dello stesso sesso. E ora si preparano al dopo-Cavaliere e insistono: governo di grande coalizione. Tornando da Roma a Palermo, il documento è passato con 19 voti favorevoli e tre contrari e fa riferimento al disegno di legge regionale presentato all’Assemblea regionale siciliana dal deputato regionale del Pd Pino Apprendi, ma che è stato sottoscritto anche dal capogruppo dell’Udc, Giulia Adamo, e dal capogruppo del Mpa, Francesco Musotto. La Adamo non ha mai nascosto il suo favore verso questo ddl, tanto che coordinatore regionale dell’Udc nell’isola, Gianpiero D’Alia, a suo tempo ha dichiarato che la capogruppo esprimeva una posizione «personale».

Ma a Palermo le cose sono andate più o meno nella stessa direzione. Certo, all’interno della maggioranza al comune di Palermo ci sono state diverse defezioni, a partire da quella del capogruppo del Pdl Giulio Tantillo, sin dall’inizio contrario all’adozione del provvedimento. Commenta Rosario Filoramo del Pd: «Ritengo infatti determinante il ruolo di quei consiglieri che per credo religioso si sono astenuti sulla mozione ma hanno consentito con la loro presenza il mantenimento del numero legale». I centristi tranfughi e confluiti nei Popolari di Italia domani, invece, hanno votato contro la mozione. Doriana Ribaudo, capogruppo del Pid al Consiglio comunale di Palermo spiega che due sono stati i motivi per dire no: «Perché la mozione, seppur in alcune parti condivisibile, non corrispondeva al nostro modello di società; perchè gli enti locali non hanno nessuna competenza sulla regolamentazione delle unioni di fatto, così come le Regioni».

Questo voto - nel giorno più delicato della politica nazionale - non è passato inosservato, soprattutto Oltretevere. Ci si chiede se la prospettata alleanza con i democratici (e poco ben vista tra le gerarchie) porterà frutti simili anche su scala nazionale, in pratica il timore di sempre: come si comporterà l’Udc dinanzi a provvedimenti e leggi contro i valori non negoziabili, contro la famiglia tradizionalmente intesa? Coincidenza vuole che fra due giorni, l’11 novembre, si aprirà a Roma un convegno organizzato dalla Società Internazionale Tommaso d’Aquino – SITA, presso la Pontificia Università di San Tommaso “Angelicum” dedicato proprio al matrimonio «nella prospettiva della sua identità naturale e sacramentale, così come viene affrontato da san Tommaso, tenendo conto di quanto tale riflessione possa ancora recare luce alle questioni contemporanee sulla famiglia», si legge nella presentazione del convegno. Presente il cardinale Zenon Grocholewski, Prefetto della Congregazione dell’Educazione Cattolica.

Sul fronte caldissimo a Roma, intanto, il leader centrista Pier Ferdinando Casini ribadisce la linea udc: «Da domani deve terminare questo insano braccio di ferro e dobbiamo cercare di salvare l’Italia, tutti insieme, se ne saremo capaci», dichiara Casini parlando in Aula alla Camera durante le dichiarazioni di voto sul rendiconto generale dello Stato 2010. E così nessuna partecipazione al voto, permettendo però l’approvazione del provvedimento.
Poi, alla luce di quanto emerge dall’incontro tra il capo dello Stato e il premier, Casini commenta: «La legge di stabilità può essere approvata rapidamente e sono convinto che il presidente Berlusconi abbia la consapevolezza che la situazione economica e finanziaria dell’Italia non ci consente una lunga ed estenuante campagna elettorale». Del resto, proprio il faccia a faccia al Quirinale dimostra che una «via d’uscita esiste dalla terribile crisi in cui versa l'Italia è possibile». Rocco Buttiglione, presidente dell’Udc, spiega in dettaglio la strategia e il giudizio dei centristi su quel che avverrà nei prossimi giorni, anzi nelle prossime ore: «L'unica soluzione è un governo di grande coalizione perché è quello che richiede la gravità della crisi: in Italia c’è una maggioranza riformista da Gianni Letta a Enrico Letta; quindi Pd, Pdl e Terzo polo. Sul programma del governo di coalizione non si tratta: è quello della lettera della Banca Centrale Europea», insiste Buttiglione, altrimenti «si va al voto, anche se le elezioni non sono un bene per il paese. Noi non le temiamo, ma non ci permetterebbero di avere subito le misure necessarie che servono. Per il Pdl saranno un bagno di sangue. Di Pietro e la Lega Nord hanno già detto che non lo accettano quindi non ci stanno». Quando i centristi saranno chiamati al Colle per le consultazioni «al presidente proporremo tre nomi. Tra questi non ci sarà quello di Alfano, perché ha avuto una grande occasione che non ha sfruttato al meglio».

di Caterina Maniaci vai al blog

ECCO QUANTO MI HA SCRITTO UN RAPPRESENTANTE DELLA GENIA DEI CACCIATORI

Ecco che mi ha scritto nel mio blog (e perciò reso pubblico) un rappresentante di tale genia. Non varrebbe nemmeno la pena di rispondergli, se non per evidenziare che non hanno argomenti se non il piacere di uccidere per uccidere. E non si dimentichi che poi questa genia deve fare operazioni successive, di spennamento, di scuoiamento. Chi è capace di fare ciò appartiene alla categoria dei subanimali. La loro vita vale meno di quella degli animali che uccidono. Questa stessa genia impedisce agli altri di avere un rapporto di amicizia con gli animali che vivono in libertà e che sono costretti a vedere in tutti gli uomini il loro peggiore nemico. La colpa maggiore è delle associazioni animalistiche, che, essendo divise, quando non sono in disputa tra loro, non agiscono contro quei fetenti di politici che non osano mettersi contro questa lurida genia per non perdere i loro schifosi voti. Ma basterebbe far capire che, a fronte di questa maledetta razza in via di estinzione vi sono in Italia almeno sei milioni di vegetariani (oltre a tutti quelli che in ogni caso sono contrari alla caccia, compresi quelli che si vedono invasi i loro terreni da questa genia che spara anche a poca distanza dalle case di campagna).Se si facesse capire ai fetenti politici che i voti che guadagnano da questa genia sarebbero assai pochi a fronte di quelli che perderebbero da parte di quelli che sono contrari a questi malati di mente (perché bisogna essere malati di mente per avere il gusto di uccidere per uccidere) la caccia sparirebbe per sempre. Bisogna negare il voto (io non voto più dal 1994) a tutti i candidati che non si dichiarino contrari a questa genia, per farla sparire una buona volta dalla faccia della terra. Non si può non godere quando si impallinano tra loro. Dovrebbe accadere spesso. Ma che fa l'associazione delle vittime della caccia? Perché non si muove contro questa gentaccia invece di limitarsi a protestare?
Ecco quanto ha commentato un rappresentante di questa genia, che non può rendersi conto di essere un malato di mente.
Se non fosse tale non mi avrebbe invitato a visitare il suo blog. Figuriamoci che cosa avrei da imparare da un deficiente simile.

william ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "FLAVIO TOSI: CREDEVO FOSSE MIGLIORE E INVECE E' UN...":

salve, non voglio discutere sulla sua posizione in merito alla caccia, ma non posso esimermi dal contestarle i modi! non può dire " peccato che non sia morto" in merito al ferimento del cacciatore da parte di Tosi!
Io sono un cacciatore ovviamente ma mai mi permetterei di usare dei toni così denigranti nei confronti degli animalisti.....perchè non è la caccia a rendere più animali gli esseri umani come lei sostiene ma è il reprimere i propri istinti a far scatenare la bestia.gaurdi il suo atteggiamento arrogante e minatori nei confronti di noi cacciatori, e sottolineo cacciatori,e non bracconieri o sparatori ( in quel caso noi cacciatori siamo i primi a contestarli )è forse perchè non ha le capacità di appagare i propri sensi?
Anche noi manifestiamo, lottiamo e organiziamo eventi di propaganda...ma mi porti un'esempio di manifestazione organizzata da cacciatori che sia diventata una baraccata inconcludente come quelle organzzate da lenzuoli sporchi di finto sangue..........ora non mi venga adire " voi uccidete gli animali " perchè lo so che agli occhi dei più puo sembrare una barbaria....ma se si imparasse a conoscere prima di contestare sarebbe sicuramente più corretto e produttivo!
io preferirei 100 volte essere contestato da chi conosce la caccia e non solo da chi la contesta!

p.s Guardi il mio blog.....su
pensiediwilliam.blogspot.com.....

martedì 8 novembre 2011

ECCO I RISULTATI DEL MULTICULTURALISMO MULTIRAZZIALE E DEL RISPETTO DELL'IDENTITA' ANCHE SE BARBARICA IN NOME DI UN PAZZO DI NOME MAOMETTO

Si rimane veramente sconcertati di fronte a certe notizie. Monte Claro è un parco di Cagliari assai frequentato e mi domando come sia possibile che la legge permetta di sgozzare in un parco pubblico un povero animale per soddisfare la pazzia di questa lurida gente che crede in un libro di MERDA chiamato Corano dettato ad uno scriba da un pazzo analfabeta chiamato Maometto che diceva che gli veniva dettato da Allah tramite l'arcangelo Gabriele. Le leggi dovrebbero intervenire rinchiudendo questa gente in un lager psichiatrico per malati inguaribili di mente. Ho già documentato con il mio florilegio del Corano (nel mio post del 20 ottobre 2009 e con quello del 22 settembre 2009) che si tratta di un testo che è in assoluto contrasto con l'art. 8 della Costituzione e con vari articoli del Codice Penale in quanto predica la violenza sino all'omicidio di massa con amputazioni di mani e di piedi e crocefissioni nei riguardi degli "infedeli". Pertanto le moschee sono covi di propaganda della violenza. Ma questo non viene mai detto perché i politici hanno paura di questi malati di mente, che potrebbero vendicarsi con le bombe. E questo è il bel risultato della folle politica dell'accoglienza voluta soprattutto dalla falsa sinistra, in disprezzo della laicità dello Stato, per cui non possono ammettersi eccezioni a favore degli islamici sotto la ipocrita copertura del rispetto dell'identità. Che questi malati di mente l'identità della loro pazzia se la tengano nei loro Paesi invece di esportarla negli altri.Ma la politica non interviene perché rappresentata da gente disonesta che coltiva la scellerata concezione del rispetto della società multirazziale e che è pronta ad accusare di razzismo coloro che non la pensano nello stesso modo. Nello stesso quotidiano si dà notizia di un vigile che ha multato un barista che aveva posto un tavolino fuori del bar mentre a poca distanza vi erano dei negri che occupavano il marciapiede vendendo senza licenza e naturalmene roba illegale perché contraffatta. Questo è un Paese che avrebbe bisogno di una buona dittatura per liberarci di questo clima ormai di disfacimento giuridico e morale.


Da L'UNIONE SARDA di domenica 6 novembre

La comunità islamica si riunisce questa mattina nel parco della Provincia

A Monte Claro la “festa dello sgozzamento”

Domenica 06 novembre 2011
Vedi le foto D opo le celebrazioni per la fine del Ramadan ad agosto nel padiglione E della Fiera, oggi l'associazione El Hoda, che riunisce buona parte della comunità islamica cagliaritana, organizza nel parco di Monte Claro la “Festa del Sacrificio”. In un comunicato, il portavoce della comunità Sulaiman Hijazi annuncia che «i musulmani della zona di Cagliari, col permesso dell'Onnipotente svolgeranno la preghiera collettiva alle 9 nel parco provinciale di Monte Claro».
L'incontro si terrà ovviamente all'aperto, e questo fa preoccupare gli organizzatori soprattutto dopo il temporale che ieri si è abbattuto sul capoluogo. Anche in questo caso, come per la festa di fine Ramadan, lo spazio è stato affidato gratuitamente alla comunità islamica: «Lo spazio è stato provvidenzialmente offerto e concesso dall'amministrazione provinciale, a cui l'associazione rivolge vivi ringraziamenti, non avendo il Comune reperito nessuno spazio idoneo alla celebrazione del rito religioso», spiega Hijazi.
In che cosa consiste la festa del Sacrificio, celebrata ogni anno nel mese lunare islamico di Dhu l-Hijja, detta anche festa dello sgozzamento? «Nel giorno di Id al-adha», si legge sull'enciclopedia on line Wikipedia, «i musulmani sacrificano, come Abramo, un animale che secondo la sharia deve essere fisicamente integro e adulto e può essere soltanto un ovino, un caprino, un bovino».
La procedura? Viene spiegata bene sempre dall'enciclopedia virtuale: «L'animale viene ucciso mediante sgozzamento, con la recisione della giugulare che permetta al sangue di defluire, visto che per la legislazione biblica e coranica il sangue è impuro ed è quindi proibito mangiarne».

domenica 6 novembre 2011

DITEMI SE IN QUESTO CASO NON CI VOGLIA LA PENA DI MORTE PER QUESTI SUBANIMALI

SONO ESTERREFATTO DI FRONTE A SIMILI NOTIZIE

SANTA MARIA LA CARITA'

Napoli, giovane si apparta in auto con la ragazza: freddato da due rapinatori

Un solo colpo, di grosso calibro. Sognava di aprire un canile e di sposarsi. Il papà ex poliziotto: «Era perfetto»

SANTA MARIA LA CARITA'

Napoli, giovane si apparta in auto con la ragazza: freddato da due rapinatori

Un solo colpo, di grosso calibro. Sognava di aprire un canile e di sposarsi. Il papà ex poliziotto: «Era perfetto»

Il luogo del delitto (Laporta)
Il luogo del delitto (Laporta)

MILANO - Si era appartato con la fidanzata in un terreno agricolo di proprietà familiare. Una coppia di rapinatori li ha sorpresi e minacciati, con una pistola. Carlo Cannavacciuolo, veterinario, 27enne, di Santa Maria la Carità (Napoli), ha tentato una retromarcia per scappare, per salvarsi. Ma è stato ucciso. Un solo colpo, di grosso calibro, lo ha trafitto alla gola. Lì, accanto a lui, c'era la sua fidanzata, la donna che voleva sposare: ha udito i colpi, ha visto il sangue. Ha visto morire Carlo. È stata lei a chiamare i soccorsi, il 118, e poi le forze dell'ordine. Quando sono arrivati i medici, Carlo era già morto, accanto a lei.

IL DOLORE DEL PAPA' - Amava la musica, Carlo. E aveva un grande progetto, voleva aprire un canile ed una clinica veterinaria. La scorsa notte è tutto finito. Ora è caccia a chi l'ha ucciso. Il sindaco del piccolo comune dei Napoletano, Francesco Cascone, ha messo immediatamente a disposizione degli investigatori le immagini del sistema di videosorveglianza. Intanto, quello che resta, è il racconto di come era Carlo, nelle parole del suo papà. «Aveva portato a casa una torta confezionata dalla sua fidanzata» racconta il padre, poliziotto in pensione che ha reagito con dolore ed estrema compostezza alla tragedia e che ricorda che proprio ieri Carlo aveva festeggiato il suo onomastico. «Mi hanno telefonato di notte, mi hanno detto: hanno sparato a tuo figlio - racconta - Poi ho dovuto riconoscerlo su quel tavolo di marmo. Era pieno di sangue e ho pensato che mi sembrava Cristo, era tutto un fascio di muscoli. Un ragazzo perfetto».

I PROGETTI PER IL FUTURO - Anche gli amici, i parenti lo descrivono così: perfetto. Era stato un piccolo campione di ballo liscio, suonava la tromba e due settimane fa aveva eseguito dei brani durante il matrimonio del fratello maggiore. «Ora stavamo scegliendo altri brani musicali per preparare il matrimonio della sorella - racconta il padre - Ho mandato a scuola di musica i miei quattro figli, Carlo aveva frequentato anche le balere, si era appassionato alle gare di liscio e ci aveva riempito la casa di trofei. Ma non sognava di diventare una star in quell'ambiente. Nè io ho mai pensato che sarebbe diventato un musicista, ho seguito lui e i suoi fratelli mandandoli anche all'estero, perchè imparassero l'inglese, per dargli una formazione completa». Suo fratello, ingegnere a Milano, sua sorella, insegnante di tedesco a Treviso e l'altra infermiera ostetrica in Sardegna, hanno lasciato la loro terra. Carlo, invece, no. E proprio qui aveva un grande progetto. Il sindaco racconta che la scorsa settimana era stato al Comune con un suo amico per chiedere quale fosse l'iter per fondare un canile e impiantare una clinica veterinaria. «Era un giovane uomo che stava progettando il suo futuro: un lavoro in proprio, sul terreno del padre, con la sua laurea - dice Cascone - Si preoccupava solo di non gravare troppo sulle finanze dei genitori». La polizia e i carabinieri stanno setacciando il paese e i comuni limitrofi, mentre è partita una raccolta di fondi per mettere una «taglia» che aiuti a trovare i responsabili della rapina. L'iniziativa è del presidente del consiglio di Ateneo degli studenti della «Federico II», Francesco Testa, insieme alla Confederazione degli Studenti, Marcello Framondi. Solidarietà alla famiglia è stata espressa dal presidente della Provincia di Napoli, Luigi Cesaro, mentre il sindaco di Santa Maria la Carità ha annunciato che per il giorno dei funerali sarà indetto il lutto cittadino. (ANSA)


05 novembre 2011 22:14