domenica 13 novembre 2022

LA SFORTUNA DI INCONTRARE CERTI ESAMINATORI DELLA MOTORIZZAZIONE

Non so se io abbia peccato più di ignoranza che di trascuratezza. Se nel 2016 avessi rinnovato la patente con una semplice visita oculistica avrei ora la patente senza alcuna difficoltà. Non pensavo di potermi trovare a che fare con uno che ha scritto solo falsità. Non capisco che interesse avesse a scriverle. La legge è mal fatta. Se uno rispetta i termini di scadenza può continuare a guidare anche a 104 anni (il caso noto di un sardo, Sebastiano Maccioni), senza dover sottoporsi ad un esame di guida e tanto meno ad un esame orale fondato sui quiz. Quanti vecchi patentati si troverebbero in difficoltà dovendo sostenere anche l'esame con i quiz sulla viabilità. Perché aggiungere l'esame con 30 quiz quasi per punizione per non avere superato l'esperimento di guida? Espongo tutta la verità (con testimonianze). Ma basta leggere ciò che ha scritto il disonesto esaminatore, che, avuti gli atti dal direttore della Motorizzazione, so che è l'ing. Claudio Firinu (nato nel 1979) per rendersi conto di tutte le falsità che ha scritto. Spero che il mio analitico commento sia di fondamento per giustificare il ricorso gerarchico inviato a Roma. Ma debbo rinunciare ad un ricorso al TAR per chiedere un'ordinanza a brevi termini perché l'ordinanza viene concessa solo per provata esigenza di fretta del ricorrente, nel mio caso da escludere avendo superato l'età lavorativa, per cui l'auto non potrebbe servirmi per lavoro. Ma questo esaminatore, se è appurato che ha detto il falso, in quanto pubblico ufficiale è perseguibile penalmente.

Sono veramente amareggiato nel trovarmi ancora nella mia vita di fronte ad un esempio di disonestà. Appena lo vidi avrei dovuto capire che mi sarebbe convenuto tirare fuori una scusa per rinviare l'esame di guida. Gli feci vedere la mia patente conseguita nel 1963 ed egli con disprezzo mi disse: la stracci ché non serve a niente. GIURO che costui ha scritto un cumulo di falsità. E' questo che mi fa ribollire il sangue. Per colpa di questo disonesto individuo mi trovo ad dover affrontare la spesa dell'autoscuola (circa 600 euro) per dover seguire almeno 20 lezioni alle ore 20 e istruirmi su tre libri riguardanti la difficile cartellonistica sulla viabilità che avrei potuto evitare se non avessi trovato un esaminatore che ha scritto patenti falsità per le evidenti contraddizioni, a parte le testimonianze della mia amica proprietaria della Panda e di mia moglie.  La legge è contraddittoria perché coloro che rispettano le date di scadenza della patente possono andare avanti per il resto della vita con una sola visita oculistica per chiedere il rinnovo. Mi sono trovato per sfortuna di fronte ad un esaminatore che sulla base di ENORMI falsità mi ha privato del rinnovo della patente. Si pensi all'umiliazione nel dovermi trovare ad ascoltare con ragazzi ventenni pallose lezioni di 50 minuti ogni sera. Per questo non rinuncio anche al ricorso gerarchico. Ho un sito che dice che l'esperimento di guida può essere ripetuto. Se fosse così sarei salvo.

Poiché anche se fosse rigettato il ricorso gerarchico (ma con quali motivi è difficile pensare) penso che non vi sia una controparte vincente a cui pagare le spese di giudizio. Perciò mi conviene non rinunciarvi. Rinuncio invece al ricorso al TAR per i motivi già detti. Io non ho mai rinunciato a guidare perché altrimenti non avrei richiesto il restauro della Giulietta T.I. del 1961 di mio padre. Prenderò accordi con il carrozziere a cui cederò il ricavato della vendita della Giulietta T.I. del tutto eguale a quella di mio padre acquistata nel mese di agosto del 2021 e proveniente da Palermo (visto che mi ha detto che ha trovato un compratore per un costo non inferiore a quello da me pagato) purché mi assicuri che il restauro consenta il superamento della revisione. 

Riporto ciò che l'esaminatore ha scritto. 

L'accompagnatore ha avvisato il candidato di allacciarsi la cintura di sicurezza

+ in fase di partenza

- Ha eseguito una manovra di inversione di marcia con molta difficoltà senza mai girarsi quando

    usava la retromarcia

- Non ha tolto il freno a mano dalla partenza

MIO COMMENTO
L'accompagnatore è un patentato che non abbia superato i 65 anni e deve stare zitto fungendo solo da testimone. Mi rincresce di non avere preso nome, cognome e indirizzo dell'accompagnatore. L'ufficio di pratiche d'auto a cui mi ero rivolto non mi ha mai detto che alla mia destra dovesse sedere un accompagnatore, che avrebbe potuto testimoniare quanto è avvenuto dentro l'auto. L'accompagnatore, dopo avere avviato il motore, mi disse: "la cintura". E questo disonesto gli disse maleducatamente: lei stia zitto. Mi disse "la cintura" proprio mentre ero già pronto ad allacciarmi la cintura senza che lui me lo dicesse. Non vi era bisogno che me lo dicesse. Ad ogni modo vi è da domandarsi dove sta scritto (per legge o per regolamento ministeriale) che prima bisogna allacciarsi la cintura e poi avviare il motore. E in ogni caso che differenza vi può essere tra l'allacciarsi la cintura prima di avviare il motore e avviare il motore prima di allacciarsi la cintura se l'auto è ancora ferma? Ma a parte ciò veniamo alle gravi falsità che ha scritto l'esaminatore per cui ho dei testimoni, che sono la proprietaria della Panda e la signora Rosella Marcia. Ho ritelefonato alla proprietaria e mi ha confermato che è tutto falso ciò che ha scritto quell'individuo. Si è inventato TUTTO. Come è possibile che esistano simili individui? Non riesco a crederci.
Dopo che mi sono allacciato la cintura - avendo già avviato il motore, e la cosa di per sé, a rigor di termine, non dovrebbe essere considerato un errore di guida se l'auto è ancora ferma e dunque non è ancora guidata - a causa dello stato di emotività causato dal fatto che l'accompagnatore mi disse "la cintura" (e non si capisce, per come ha scritto male in italiano, se l'errore fosse mio per avere avviato il motore prima della cintura di sicurezza o dell'accompagnatore che doveva stare zitto) graffiai leggermente innestando la prima marcia (non avendo calcato a fondo la frizione. Con la prima marcia feci in tempo a fare solo pochi metri perché l'esaminatore, senza dirmi alcunché, scese dalla Panda, e solo dopo essersi allontanato di qualche metro dalla Panda dando le spalle ad essa (io non  potevo sentirlo perché ero ancora dentro l'auto) mi fu riferito che disse: no, no per me l'esame è finito, avanti un altro. E la mia amica proprietaria della Panda mi ha detto che disse ciò dando le spalle alla Panda essendosi già allontanato da essa. Questa è la verità. Ma non basta. Notare la contraddizione con cui l'esaminatore si dà la zappa sui piedi. Ha scritto che io avrei trovato difficoltà nel fare retromarcia. Non poteva scrivere ciò se era già sceso dall'auto e l'esame era già stato dichiarato finito senza alcuna retromarcia. Quando scese dalla Panda (e da quel momento l'esame doveva ritenersi compiuto) io feci retromarcia per riposizionarmi nel punto di partenza vicino al marciapiede. Dunque, a parte il fatto che l'esame era già finito dopo pochi metri (circa cinque metri) quando scese dalla Panda in una strada larga (di fronte all'Abbanoa, servizio dell'acqua pubblica) dove non passava mai un'auto, come poteva fare riferimento ad una asserita difficoltà di retromarcia se si era già allontanato dando le spalle all'auto e da quel momento doveva considerarsi concluso l'esperimento di guida? E infine la ciliegina sulla torta, che rende ancora più evidente la contraddizione, e dunque la falsità, di ciò che ha scritto. Ha aggiunto infatti che ho evitato di girarmi con la testa facendo la retromarcia. Prima di tutto, debbo ripetere, l'esame era già finito dal momento in cui era sceso dalla Panda. E dunque feci la retromarcia per riposizionarmi a fianco del marciapiede quando l'esaminatore era già sceso dalla Panda e, dando le spalle ad essa, aveva già detto che l'esame era già finito. Non poteva pertanto dire che io non mi fossi girato con la testa facendo retromarcia perché dando le spalle all'auto non poteva sapere se mi fossi girato con la testa. Ma la cosa principale è che non poteva fare alcun riferimento alla retromarcia se non vi era stata alcuna inversione di marcia con l'esaminatore a bordo perché era già sceso dall'auto volgendo ad essa le spalle. Ammesso anche che sia obbligatorio girarsi con la testa per fare retromarcia e vedere se vi siano altre auto dietro perché la prudenza, richiesta dale norme, esige anche di girare la testa perché lo specchietto interno retrovisore, oltre a quelli esterni, non permette la visuale di ciò che sta dietro la propria auto se si tratta, per esempio, di un bambino o di un cane, la cui altezza non è ripresa  dallo specchietto retrovisore (ma nel mio caso non era necessario che mi girassi con la testa perché ero in una strada deserta dove non passava nemmeno un'auto) ripeto che l'esaminatore nella sua relazione doveva astenersi dal fare un riferimento alla retromarcia perché quando feci la retromarcia per riaccostarmi al marciapiede l'esame era già finito. 
L'ultima falsità: non avrei tolto il freno a mano prima della partenza. Qui si tratterebbe di una classica contradictio in terminis. Come è possibile che io mi fossi mosso senza togliere prima il freno a mano? A parte il fatto che quando salii sulla Panda il freno a mano era già abbassato perché era già innestata la prima marcia che fungeva da freno, se mi fossi mosso con il freno a mano tirato l'auto non si sarebbe mossa, e in ogni caso nessuna osservazione in merito mi fu fatta da quell'esaminatore, che, in quanto tale, mi avrebbe dovuto censurare con il farmi notare che vi era il freno a mano tirato. Poiché nessuna osservazione nel merito mi fu fatta bisogna, sempre sul piano logico, ritenere che sia stato scritto il falso dicendo che mi fossi mosso con il freno a mano tirato. Altrimenti bisogna ritenere che sia stato l'esaminatore ad omettere in mia presenza l'errore di partenza. Purtroppo non ho avuto l'idea di prendere nome e cognome dell'accompagnatore per poter smentire anche questo punto.
Lo sbaglio mio è consistito nell'essere stato un ingenuo nel presentarmi come privatista e non con un'auto dell'autoscuola e senza dover dare prima l'esame orale con i quiz, non necessario nell'esperimento di guida.
In conclusione: l'esperimento di guida di fatto non è stato sostenuto perché la legge dice che deve essere sostenuto per ALMENO 15 minuti e nel traffico. Il mio esame è durato circa 15 secondi e fuori del traffico in una strada periferica lontana dal traffico. Non passava nemmeno un'auto. Penso che l'esaminatore nel suo breve verbale avrebbe dovuto specificare la durata dell'esperimento di guida. Se non l'ha fatto vi è da pensare che vi sia stata una grave omissione. 
Il 2016 è stato un annus horribilis. La malattia del cane per lunghi mesi (dal 10 gennaio quando ebbe un attacco improvviso di epilessia sino alla sua perdita il 20 aprile), la nuova causa iniziata in Tribunale per la Cinecorallo. Ma non sapevo nemmeno che bisognasse rispettare i termini di scadenza. Bastava che chiedessi il rinnovo nel 2016 e con una semplice visita oculistica avrei avuto il rinnovo della patente. E così via sino alla fine. Mia moglie, che non ha mai guidato nella sua vita, può guidare perché ha rispettato i termini di rinnovo della patente. Io che ho la patente dal 1963 debbo ricominciare tutto da capo. Vi è qualcosa che non funziona nella legge. Essa stabilisce una data per l'esperimento di guida e ne informa l'interessato con un foglio che precede di molti giorni la data dell'esperimento di guida. Io ebbi notizia con un foglio notificatomi l'8 agosto che era stata fissata per il 2 settembre la data dell'esperimento di guida. Con quel foglio ero autorizzato a guidare liberamente e ovunque tra l'8 agosto e il 2 settembre ancor prima della data fissata per sostenere l'esame di abilitazione alla guida. Non è tutto ciò contraddittorio? 
            
In quali casi si può chiedere di ripetere l'esperimento di guida senza dover affrontare l'esame orale? Non ho ben capito

In caso di esito negativo dell'esperimento di guida, la patente è revocata con decorrenza dal giorno stesso della prova. In caso di assenza del titolare, la patente è sospesa fino all'esito positivo di un ulteriore esperimento di guida che dovrà essere richiesto dall'interessato.27 set 2022. 
Esame di stato per l'abilitazione alla professione di ingegnere. 
Votazione dell'ing. Claudio Firinu. 98 su 120. Graduatoria nel concorso nazionale per assegnazione di un posto alla Ministero delle infrastrutture: posizione 128 dell'ing. Claudio Firinu.  

università degli studi di cagliari facolta' di ingegneria - UniCa

 

scorrimento graduatorie ripam

http://riqualificazione.formez.it › all › files › mit_0

PDF
Assegnazioni idonei MIT. Pagina 1 di 4. SCORRIMENTO GRADUATORIE RIPAM. Assegnazioni per assunzione a tempo indeterminato. Ministero delle Infrastrutture e ...

giovedì 10 novembre 2022

IMITARE MARINE LE PEN RIGUARDO AI FALSI PROFUGHI

La Pen ha accusato il presidente Macron di avere accettato l'ingresso in un porto francese della Ong Ocean Viking. Perché solo l'Italia dovrebbe sentirsi obbligata ad accogliere questa Ong mentre tutti gli altri Stati europei se ne fregano. Il governo Meloni dimostrerà tutta la sua debolezza se non riuscirà a fare proprio il rifiuto di accogliere le Ong in un porto italiano con le stesse motivazioni della Le Pen. Bisogna mettere in testa ai buonisti che non si tratta di profughi ma di migranti economici.   

Purtroppo il trattato di Dublino obbliga uno Stato dell'UE a farsi carico degli invasori che sbarcano in suo porto.  E il trattato di Dublino può essere modificato solo con l'unanimità degli Stati appartenti all'UE. A questo punto non rimane che imitare La Pen. Se gli Stati europei rifiutano di accogliere la zavorra umana che parte dalle coste della Libia l'unica soluzione consiste nell'impedire che dalla Libia partano i gommoni e i barconi, che si muovono quando entrano in contatto con le Ong. Basta prendere accordi economici con il governo di Tripoli e con il generale Haftar per il governo di Bengasi. Accordi che costerebbero meno di quanto costi l'arrendersi all'invasione dall'Africa. Ma del costo degli accordi con la Libia dovrebbe farsi carico tutta l'UE dovendo considerare i confini italiani come confini europei. Questi accordi dovrebbero essere presi da tutti gli Stati dell'UE. La Meloni dovrebbe imporsi in sede europea su questo fondamentale punto altrimenti perderà per sempre la faccia dopo avere per anni chiesto un "blocco navale". Ma non ha mai detto come avrebbe attuato il blocco. Se non sbaglio fu lei che disse che non difendendo i confini italiani vi sarebbe stata una sostituzione etnica. Dimostri di avere le palle in sede europea.     

"Segnale drammatico": il fronte interno impallina Macron

53 minuti faDure critiche dall'opposizione per il presidente francese, reo di aver accettato l'attracco della nave Ong nel porto di Tolone dopo il ...
3 ore faDure critiche dall'opposizione per il presidente francese, reo di aver accettato l'attracco della nave Ong nel porto di Tolone dopo il .

 

GLI ERRORI DI HITLER E DI MUSSOLINI. SI ROVINARONO A VICENDA

La trasmissione Atlantide (La 7) del 9 ottobre si domanda che cosa sarebbe accaduto se Mussolini non fosse stato liberato con una azione aerea spericolata che liberò Mussolini dalla falsa prigionia del Gran Sasso. E' certo che Mussolini fu liberato contro la sua volontà perché aveva capito che la guerra era ormai persa e che da maestro del nazismo sarebbe diventato uno schiavo di Hitler che voleva uno Stato fascista come cuscinetto protettore della Germania contro una invasione dal nord Italia. A Mussolini sarebbe convenuto consegnarsi agli angloamericani, che certamente gli avrebbero salvato la vita. E nel clima di guerra fredda contro l'Urss forse gli americani l'avrebbero riciclato come capo del governo. Mussolini possedeva anche un'arma ricattatoria contro Churchill, che aveva promesso un allargamento dei confini italiani (anche a spese dell'alleata Francia) se Mussolini avesse tenuto l'Italia fuori della guerra. Ma nel 1940 sembrava che la guerra fosse già finita sul fronte occidentale con l'occupazione della Norvegia, del Belgio, dell'Olanda e della Francia. Mussolini non poteva sospettare che Hitler, dopo il patto Molotov-von Rippentrop con la relativa spartizione della Polonia, avesse in progetto di invadere la Russia di Stalin. Infatti Mussolini attese sino al 10 giugno 1940 prima di dichiarare pomposamente guerra alla Francia e all'Inghilterra. E il popolo aveva riempito piazza Venezia per applaudire l'entrata in guerra. Né bisogna trascurare che Churchill aveva avuto una grande ammirazione per la legislazione sociale fascista. Colpa del fascismo fu l'alleanza con il nazismo, la cui fine, per la legge dell'eterogenesi dei fini, fu agevolata proprio dall'alleanza con il fascismo che volle fare una guerra parallela costringendo Hitler a fare intervenire molte divisioni in Grecia per salvare l'esercito italiano impantanato nel fango e in Africa dove Mussolini volle invadere scelleratamente l'Egitto, protettorato inglese, e dove dovettero intervenire i tedeschi con Rommel, se pure inutilmente perché la guerra in Africa si risolse con la sconfitta italo-tedesca. Molte divisioni furono distratte dal fronte russo, dove si consumò la sconfitta definitiva del nazismo. Nelle sue memorie, due mesi prima di suicidarsi, Hitler riconobbe che fu uno sbaglio l'entrata in guerra dell'Italia fascista. La Repubblica di Salò, con un governo fantoccio solo apparentemente sotto il governo di Mussolini, fu una ulteriore distrazione dal fronte russo di molte divisioni proprio quando vi era stata, dopo la sconfitta di Stalingrado, la controffensiva tedesca nella vittoriosa terza battaglia di Charcov.

Atlantide - Liberate il Duce - LA7

8 minuti faAtlantide - Liberate il Duce · Guarda anche · Informazione · Guida TV · Video · Note Legali · LA7 · Network: · Informazione.         

mercoledì 9 novembre 2022

NON SONON PROFUGHI MA MIGRANTI ECONOMICI IRREGOLARI

Lo dice la Meloni, la quale dovrebbe coinvolgere l'UE nel finanziare la Libia come è stata finanziata la Turchia per bloccare l'arrivo di clandestini. Non vi è altra soluzione. Mi fa meraviglia che il giurista Flick arrivi anche lui ad affermare cose giuridicamente infondate. Non esiste alcun obbligo di salvare i natanti in difficoltà trattandosi di natanti irregolari che debbono essere equiparati a navi pirata perché non battono bandiera di alcuno Stato. Sbarcano senza documenti pagando gli scafisti. Questi si pongono in contatto con le Ong che intervengono per caricare a bordo gli occupanti dei barconi e dei gommoni, che non si muoverebbero dalle coste se non avessero già preso accordi con le Ong, che funzionano da calamite degli scafisti. I falsi profughi spenderebbero meno se acquistassero un biglietto d'aereo. Non lo fanno perché arriverebbero con documenti e non potrebbero accampare diritti inesistenti. Ha diritto al soccorso un natante regolare che involontariamente si trovi in difficoltà. Non sopporto coloro che affermano che l'Italia ha il dovere di accogliere questi clandestini, che non si ha il coraggio di definire tali. Ma esiste o non un limite allo sbarco dei clandestini? Questa è la domanda a cui gli scellerati buonisti rifiutano di rispondere. Se non esistesse il diritto alla difesa dei propri confini allora molta parte dell'Africa avrebbe il diritto di trasferirsi in Italia. Pazzesco.    

martedì 8 novembre 2022

LA RESA ALL'INVASIONE. GIUSTIZIA NATURALE E GIUSTIZIA POSITIVA

 Hobbes (De cive) scrive che nello stato di natura ognuno ha il diritto di farsi giustizia da sé. Ma non essendoci un criterio universale per stabilire se l'azione sia giusta occorre che ciascuno rinunci a farsi giustizia da sé e demandi ad un potere il fondamento della giustizia. Ma può una assemblea o un monarca farsi fondamento della giustizia? Quella di Hobbes è un esempio di giustizia positiva che ha come fondamento la legge dello Stato. Ma in questo modo si giustifica qualsiasi concetto di giustizia. Esempi di concezioni giuspositivistica furono, per esempio, quelle di Hans Kelsen, di Benedetto Croce e di Norberto Bobbio. Tutti e tre caddero in gravi contraddizioni. Kelsen fu un antinazista ma il suo giuspositivismo era disarmato di fronte al nazismo. Così dicasi di Benedetto Croce che non poté giustificare il suo antifascismo e altrettanto di Norberto Bobbio (Giuspositivismo e giusnaturalismo). Se la legge ha come fondamento lo Stato allora tutto è possibile.

Esiste una norma suprema che risale al giusnaturalista romano ULPIANO (III secolo d.C): neminem laedere. Non danneggiare alcuno. E' la norma da dove debbono derivare tutte le altre norme. Questa norma può, anzi deve, essere estesa a tutti gli animali. Il grande filosofo ebreo Spinoza (XVII secolo) incorse, come tutti gli stoici (come il citato Ulpiano), nell'errore di considerare contraddittoriamente la democrazia fondata anch'essa sul diritto della forza. Scrisse nel Trattato teologico-politico (cap. XVII) che il leone ha sull'uomo lo stesso diritto che l'uomo ha sul leone. FALSO. Il leone non attacca l'uomo se non per difendersi. E quanto alla democrazia può sembrare che abbia ragione Spinoza quando scrive (allo stesso modo di Hobbes) che anche la democrazia è fondata sul diritto della forza che è quella della maggioranza potendo la maggioranza arrivare alla dittatura della maggioranza. Con la conseguenza che il potere assoluto della maggioranza può essere rovesciato con la rivoluzione, arrivando però così a giustificare un'altra forma di assolutismo. Ad evitare questa contraddizione bisogna ricorrere al diritto naturale, che, in quanto naturale, non può essere circoscritto alla sola natura umana. E' un principio che, per impiegare una espressione di Montesquieu, deriva "dalla natura delle cose", anche se Montesquieu sembra riservarlo anche lui alla natura umana. Tocqueville (Democrazia in America) mise in rilievo che non bastava la maggioranza per giustificare la democrazia. Hobbes cercò di porre rimedio alla deriva dell'assolutismo della maggioranza facendo appello ad una legge naturale, che egli, pur da ateo, cercò di ricavare dall'Antico Testamento (il Decalogo). Spinoza, al contrario, fu il primo grande esegeta dell'Antico Testamento che demolì rilevandone tutte le contraddizioni, per giustificare lo Stato laico. Giusnaturalista fu Kant, ma anche lui fu fuorviato dal solito peccato di antropocentrismo. Infatti, pur avendo distinto, cosa molto importante, la morale dal diritto (Metafisica dei costumi) pose come fondamento del diritto naturale la libertà. E poiché solo l'uomo è dotato della libertà (come capacità morale di distinguere il bene dal male) contraddittoriamente arrivò alla conclusione che fondamento del diritto naturale dovesse essere il soggetto morale. Nella mia analisi della storia della filosofia ho cercato sempre di rilevare le contraddizioni di un filosofo. Dietro la contraddizione vi è sempre una concezione antropocentrica, e perciò antiscientifica, del diritto. 

Oggi mi girano le palle quando sento giustificare l'apertura dei porti all'invasione dall'Africa. Quando uno usa il termine "solidarietà" (termine appartenente alla morale) bisogna stare lontani da costui perché si è certi che si tratta di un ignorante che corrompe la politica con la morale. Credono di fondarsi sulla ragione (dei falsi diritti umanitari) mentre sono soltanto vittime del sentimento del buonismo. Ma il diritto non può fondarsi sul sentimento. In questo senso aveva ragione l'empirista Hume (Trattato della natura umana) che fondò la morale sul sentimento, che non può essere universale, perché, parafrasando don Abbondio, il sentimento (il coraggio diceva don Abbondio) se uno non ce l'ha non se lo può dare. Per tutta la vita Platone cercò di dare una definizione di bene (nella Repubblica dice che è come il sole, che illumina tutte le altre idee). Solo nel tardo dialogo Filebo (per sua fortuna visse 81 anni) si accorse che non poteva darsi alcuna definizione di bene (perché ognuno vede il bene con i propri occhi, secondo la cultura a cui appartiene) mentre la giustizia può e deve essere vista da tutti, e la si vede usando dei termini che vanno oltre la morale, perché vi è giustizia quando "vi è ordine e proporzione". Platone nel mito di Gige si pone la domanda se sia giusto che ognuno possa farsi giustizia sé se avesse la certezza di non essere scoperto. Gige scoprì che si era trovato ad avere un anello che lo rendeva invisibile. Pertanto nessuno avrebbe potuto condannarlo per l'omicidio che commise uccidendo un re per impossesarsi del reame d'accordo con la regina. Platone (per voce di Socrate) conclude che anche nel caso in cui un omicida non venisse scoperto rimarrebbe in lui il senso di colpa. Conclusione infondata perché l'omicidio potrebbe essere una giusta condanna nei confronti dell'ucciso che si sia reso colpevole di un grave danno.

Se avessi l'anello di Gige ucciderei volentieri quel farabutto che INGIUSTAMENTE mi ha dichiarato non idoneo alla guida pur avendo conseguito la patente nel 1963. Per pura dimenticanza non chiesi il rinnovo della patente nel 2016. Sarebbe bastato un esame oculistico senza la necessità di un esame di guida. Recentemente è stata rinnovata la patente ad un sardo di 104 anni. Dunque non c'entra affatto l'età come condizione del rinnovo della patente. L'esaminatore non solo ha violato le norme di una giustizia in sé ma anche quelle derivanti dalle norme di una giustizia positiva tratte da una Circolare Ministeriale che dice che l'esperimento di guida deve durare almeno 15 minuti e nel TRAFFICO. Io sono stato danneggiato gravemente da questo lurido individuo che non mi ha permesso di fare l'esame di guida rispettando le norme POSITIVE. Il mio esame di guida è durato 15 secondi e fuori del traffico. Bocciato perché avevo avviato il motore prima di mettermi la cintura di sicurezza. Incredibile me vero. Ho chiesto il verbale e ancora non conosco il motivo della revoca della patente. Sono stato costretto ad iscrivermi ad una autoscuola pur avendo conseguito la patente nel 1963. Mi trovo assurdamente nella condizione di un 18enne che voglia conseguire la patente.  

Platone, che parla tramite Socrate, dice che la giustizia deve esistere anche se si ha la certezza di non essere scoperti. I giudici sono normalmente degli ignoranti perché non si pongono la domanda riguardante il fondamento della giustizia. Si attaccano al computer per analizzare se il caso in esame rientri in un caso simile già analizzato in Cassazione. Ma non basta. Infatti i parrucconi della Cassazione spesso decidono diversamente per lo stesso caso preso in esame. E allora debbono riunirsi nelle Sezioni Unite per porre fine al contrasto. Ma non è detto che la sentenza delle Sezioni Unite sia quella veramente giusta, indipendentemente da casi particolari.       

IL MITO DI GIGE. plato. Nell' ambito della lussurreggiante mitologia alla quale Platone si appella , trova spazio anche il mito di Gige , presente nel ...

Socrate , tuttavia , replicherà servendosi della maieutica e della suprema idea del Bene ; tracciando poi la vita dell' uomo giusto e di quello ingiusto , pare evidente che é l' uomo giusto a vivere serenamente , appagato dalla giustizia stessa e dal fatto di avere l' animo in pace , mentre invece l' ingiusto prova un senso interiore che lo tormenta e non lo lascia vivere in pace , quasi come se sentisse la mancanza di giustizia .  

lunedì 7 novembre 2022

VUOLE ABOLIRE IL REDDITO DI CITTADINANZA ALL'ETA LAVORATIVA

Se non avesse detto questa scempiaggine avrebbe avuto più voti, compensativi di quelli perduti con il voler togliere il Reddito di Cittadinanza a coloro che sono in età lavorativa. Ma che razza di scempiaggine è questa? Chi ha raggiunto i 50 anni e ha perso il lavoro a questa età non per colpa sua (per esempio per riduzione del personale o perché l'azienda ha chiuso) dove trova un lavoro che si conformi alle sue attitudini passate? Ho sentito dire Briatore dire cose giuste (riduzione del cuneo fiscale ed assegnare il Reddito di Cittadinanza alle imprese). Ma questa non è una la soluzione perché andrebbe a vantaggio dei giovani, che costano meno. Ma che cosa propone Briatore come lavoro? Solo lavori stagionali, finiti questi si rimane senza lavoro. Esiste in tutta l'Europa il sussidio per i disoccupati. Annualmente il Reddito di Cittadinanza costa 9 miliardi l'anno. Non è un grosso aggravio nella spesa pubblica. Se il lavoro stagionale fosse LEGALMENTE retribuito (con i versamenti per la pensione) avrebbe un senso. I fruitori del Reddito sono degli sfigati che nella maggioranza hanno perso il lavoro e non è gente che preferisce starsene in casa senza far nulla. E non usufruiscono dei versamenti per prepararsi una pensione. Specialmente chi ha superato i 50 anni si trova in grave difficoltà. Se lo Stato non gli trova un lavoro perché conosco persone che hanno superato i 50 anni e hanno inutilmente presentato i loro curricula inutilmente. Si trovano i soldi per mantenere un esercito di invasori quando questi si infiltrano nella malavita ma si vuole risparmiare su una cifra di 9 miliardi che nel bilancio statale di circa 800 miliardi sono trascurabili. Se questo governo - che delusione! - vuole risparmiare sul Reddito vuole promuovere una giusta rivolta sociale.          

domenica 6 novembre 2022

GOVERNO DI BUFFONI

Aveva detto che era finita la pacchia. Spacciano per linea dura l'attracco nel porto di Catania lasciandone 34 sulla nave. E' una prova di forza da parte di clandestini che pretendono di usare l'Italia come pattumiera dei falsi profughi dicendo che sono persone fragili. Arrivano senza documenti e anche questo è un motivo per considerarli fuori legge. Un natante ha diritto al soccorso solo quando INVOLONTARIAMENTE si trova in difficoltà. Questi invasori, al contrario, si pongono in mare su barconi e gommoni ben sapendo che volontariamente accettano il pericolo di naufragio. Ma lo accettano solo perché sanno che inteverrebbe subito una ONG. Si appellano alla legge del mare che dice esattamente il contrario trattandosi di navi che pretendono di invadere Stati stranieri perché battono bandiera di altro Stato. Ma non erano fragili quando hanno attraversato l'Africa subsahariana per arrivare in Libia. Non erano fragili quando hanno pagato per arrivare in Libia e poi gli scafisti per essere raccolti dalle ONG. Bisogna evitare che partano dai porti africani. Non hanno diritto al soccorso perché sono dei clandestini, e perciò dei fuorilegge. Le loro navi dovrebbero essere svuotate e affondate o, come minimo, sequestrate. Non ci proverebbero oltre. Basterebbe pagare la Libia perché impedisca l'arrivo venendo dal Niger. Esistono guerre in Africa e in Asia. Dunque l'Italia dovrebbe farsi carico di questa massa di invasori. Non esiste l'Unione Europea se i confini italiani non sono anche confini dell'Europa. Come mai non richiedono asilo nel più vasto territorio che è quello della Russia? La nave Humanity è rimasta nel Mediterraneo 15 giorni, che sarebbero bastati perché le ONG battenti bandiera tedesca e norvegese giungessero in un porto tedesco o norvegese. Ne approfittano perché sanno che sono sostenuti da una falsa sinistra che ancora non ha imparato, e non imparerà mai, nel capire che ogni Stato ha il DIRITTO di difendere i propri confini. Ogni altra obiezione serve a far proseguire l'invasione sulla base di una falsa morale, il cui rispetto è demandato ai singoli e non ad uno Stato. E se lo ricordi il papa che dovrebbe imparare dai Vangeli che cosa sia la carità, che deve essere fatta singolarmente nel segreto "perché la tua sinistra non sappia ciò che fa la destra". La carità deve essere fatta senza farla pesare sul danaro pubblico altrimenti non si ha alcun merito di fronte a Dio. Quale soluzione finale? Sequestrarle per sempe in quanto navi pirate. Ma meglio sarebbe affondarle vuote. Non ci proverebbero più. In alternativa, visto che l'UE non vuole fare un blocco navale, come soluzione estrema bisognerebbe lasciare che le ONG scarichino questi invasori per poi abbandonarli a se stessi. Allora una delle due: o si ridurrebbero a chiedere l'elemosina (ma non resisterebbero molto) o diverrebbero parte della delinquenza organizzata. La notizia di questa prospettiva giungerebbe in Africa e non sarebbe più conveniente continuare ad arricchire gli scafisti. Si dice che solo il 10% arriva con le ONG perché la maggior parte arriverebbe con i barchini. Ma allora è colpevole la guardia costiera, che si assume il contrario del suo compito, che è quello di difendere le acque territoriali e non di rendere disponibile l'ingresso in un porto. In sostanza, si tratta unicamente della mancanza di volontà politica di sbarrare l'ingresso ai falsi profughi.                             

venerdì 4 novembre 2022

IL CENTENARIO DELLA MARCIA MARCIA SU ROMA

Non ho ripetuto due volte lo stesso termine "marcia". La prima marcia è un aggettivo. Avrei dovuto scrivere la Marcia MARCETTA su Roma. Mio padre nel 1922 aveva 31 anni ed era reduce dalla prima guerra mondiale con il grado di capitano. Mi descrisse la ritirata dopo il disastro di Caporetto attribuendone principalmente la colpa a Cadorna. Assistette alla marcetta su Roma formata da una banda armata di bastoni e al massimo di fucili. La vittoria del fascismo non sarebbe esistita se il nano Vittorio Emanuele III, una vera disgrazia dell'Italia, il maggiore responsabile della chiamata di Mussolini al governo, avesse firmato il foglio che proclamava lo stato d'assedio presentatogli dall'allora capo del governo Luigi Facta. L'imbelle nano (era alto 1,53) aveva paura di una guerra civile. Ma quale guerra civile se si trattava di poche migliaia di esagitati che assaltavano le sedi dei sindacati e del partito socialista? Notare che il voltagabbana Mussolini era stato direttore del quotidiano socialista Avanti! e allora era contro l'intervento in guerra dell'Italia. Sarebbe bastato un accordo con l'Austria per avere in cambio della neutralità il Trentino e l'Istria. La vittoria finale contro l'Austria e la Germania fu la principale causa della seconda guerra mondiale a causa della forsennata richiesta di risarcimento di guerra avanzata dalla sola Francia. La Germania nazista, aggirando l'inutile linea difensiva Maginot, occupò la Francia costringendola a firmare la resa sullo stesso vagone dove la Germania aveva firmato la resa alla Francia. Mussolini se ne stava timoroso a Milano aspettando gli esisiti della marcetta su Roma, dove arrivò comodamente in vagone letto. Nelle elezioni successive il partito fascista dimostrò di essere un partito di minoranza. Corresponsabili tutti i tradizionali partiti che, alleandosi con i fascisti, diedero la vittoria all'alleanza fascisti-liberali (alla Giolitti) grazie alla liberticida legge elettorale Acerbo. Sia il re nano che i partiti antifascisti avevano creduto di poter in questo modo indebolire il fascismo lasciandole un futuro di partito di minoranza. Altro sbaglio fu l'Aventino, cioè la decisione dei partiti antifascisti di non partecipare alle sedute del parlamento. Tra i primi aderenti al fascismo vi fu addirittura Benedetto Croce, poi divenuto fiero antifascista. Aveva creduto anche lui che il fascismo fosse il partito dell'ordine dopo i tumulti e gli assalti alle fabbriche attuati dai fascisti che chiamarono il 28 ottobre 1922 l'anno della rivoluzione fascista. Ma quale rivoluzione? Si trattava di qualche migliaio di violenti che potevano essere dispersi con l'intervento dell'esercito. Ma paradossalmente l'esercito non era tutto antifascista perché ai reduci di guerra non erano state riconosciute le benemerenze acquisite dopo i 600mila morti della prima guerra mondiale. Ma sarebbe bastato l'intervento della polizia e dei carabinieri per disperdere i 15.000 partecipanti alla marcia marcia su Roma. L'Italia si sarebbe risparmiata la sconfitta nella seconda guerra mondiale. La vittoria del fascismo fu dovuta alla grave insipienza dei partiti antifascisti che credettero di indebolire il fascismo alleandosi con esso con la legge elettorale Acerbo. In base alla nuova legge elettorale (legge 18 novembre 1923 n. 2444, nota come "legge Acerbo"), alla lista più votata a livello nazionale - purché avesse almeno il 25% dei voti validi, spettavano i 2/3 degli eletti al parlamento. Fu il suicidio degli altri partiti antifascisti che non si unirono tra loro per evitare il listone che conteneva il partito fascista. Il nano re indegno d'Italia rinunciò per volere di Mussolini ad essere comandante supremo dell'esercito e riacquistò il titolo dopo la seduta del Gran Consiglio del fascismo che decretò la fine di Mussolini come capo del governo. Il nano firmò anche le famigerate leggi razziali. Mussolini fu l'amante dell'ebrea Margherita Sarfati, che aveva finanziato il quotidiano di Mussolini Il popolo d'Italia. Nonostante ciò fu anch'essa vittima delle leggi razziali volute per imitare il nazismo perché espatriò in Argentina. Il nazismo fu la rovina del fascismo.  

Legge Acerbo - Wikipedia

giovedì 3 novembre 2022

LA MALEDIZIONE DELLA CONFUSIONE POLITICA TRA MORALE E DIRITTO

E' giusto o non appellarsi alla morale per giustificare la salvezza di chi si pone in gommoni o barconi per trasferirsi in Europa? Notare che questi invasori falsamente definiti profughi sono dei fuorilegge per la legge internazionale dei mari che vuole che un natante sia regolare quanto batte bandiera dello Stato dove risulta iscritto nel registro navale. Ciò vale anche per una piccola imbarcazione come una piccola barca a vela o un motoscafo. Ma la morale vuole superare, anzi calpestare, l'irregolarità di queste imbarcazioni di fortuna dicendo che la salvezza della vita è una priorità. Faccio presente che l'obbligo di soccorso di un natante vale solo quando il natante si trova INVOLONTARIAMENTE in difficoltà. Chi si mette nei barconi o gommoni si espone volontariamente al pericolo, se non alla certezza, di un naufragio. Ognuno di questi falsi naufraghi spenderebbe meno se comprasse un biglietto d'aereo per arrivare regolarmente in Europa. Non lo fa perché arriverebbe come turista e non potrebbe pretendere di essere mantenuto a carico del danaro pubblico. Il pericolo del naufragio normalmente viene annullato con l'intervento delle ONG, perché questi barconi o gommoni non si metterebbero in mare se non sapessero che verrebbero poi accolti caricandoli sulle navi delle ONG, che si rendono complici del traffico di carne umana con cui fanno affari gli scafisti. Sono dunque le ONG le maggiori colpevoli di questi traffici. E ora veniamo alle folle pretese delle false navi umanitarie delle ONG. Le ultime battono bandiera della Germania e della Norvegia. Ma pretendono di arrivare in Italia nonostante che per la legge internazionale dei mari esse siano territori dello Stato di cui battono bandiera. Il governo della Meloni perderà la faccia se non insisterà giustamente che alle navi ONG sia impedito di entrare nelle acque territoriali italiane. Scarichino i clandestini in Germania e in Norvegia perché le loro navi ONG sono territori loro e non italiani. Le navi rappresentano un’estensione territoriale dei rispettivi Stati di bandiera. Di conseguenza, una nave che batte bandiera tedesca, per esempio, è considerabile come un pezzo di territorio tedesco. Questo principio è stabilito dalla Convenzione delle Nazioni unite sul diritto del mare, del 1982, secondo cui «le navi battono la bandiera di un solo Stato» e, salvo casi eccezionali, in mare «sono sottoposte alla sua giurisdizione esclusiva». La Germania ha negato che debba farsi carico dell'accoglienza di una nave battente bandiera tedesca. Una delle due allora: o la nave Ong diventa nave pirata perché disconosciuta dalla Germania o la Germania si ripara dietro la ipocrita scusa che debba valere l'urgenza di un "porto sicuro". E questa sarebbe una Unione Europea? E' stata costruita solo per rendere gli Stati europei servi del marco tedesco travestito da euro.  

La nave Ocean Viking chiede assistenza a Francia, Grecia e ...

15 ore faI punti chiave · Migranti: Unhcr, dialogo tra tutti i Paesi per dare porto sicuro · Il braccio di ferro Governo italiano-Ong · Il no del Viminale ...

                

mercoledì 2 novembre 2022

GIOVENTU' BRUCIATA

E' il titolo di un vecchio film con James Dean. Bene si addice ad una banda del cosiddetto Rave Party. Manifestazione di gente invasata che deve ubriacarsi e anche drogarsi a ritmi forsennati e assordanti che nulla sanno di musica. Gente schifosa della controcultura. Manifestazioni di un Occidente che mostra la sua decadenza non avendo anticorpi culturali. A questo punto la repressione diventa una giusta forma di reazione contro la depravazione. Compresa quella della falsa sinistra che trova un suo bacino elettorale in questi invasati.