mercoledì 15 febbraio 2017

MORALE E DIRITTO

Tutti i guai della politica derivano dall'avere introdotto in essa la confusione tra morale e diritto, dando luogo al buonismo dell'accoglienza. La morale, per esempio, comanda evangelicamente di fare agli altri quel che vorresti fosse fatto a te. La morale è pericolosa perché un fanatico "religioso", come il terrorista islamico, si sente in dovere di fare agli altri quel che ritiene di meritare egli stesso se non fosse obbediente alle norme del Corano, che egli identifica con il bene. Ma ognuno ha una concezione soggettiva del bene. Per tutta la vita Platone cercò di definire il bene. Ne diede sempre delle definizioni vaghe, come nella Repubblica, dove dice che il bene è come il sole, l'idea che illumina tutte le altre idee. Con ciò disse un bel niente. Finalmente nella tarda maturità Platone prese di petto la questione della definizione di bene nel dialogo Filebo. E qui capì che il bene non poteva essere definito e lo risolse nel concetto di giustizia intesa come "ordine, numero e proporzione".  
Il diritto, al contrario, comanda di NON fare agli altri quel che non vorresti fosse fatto a te. E questa è una norma che risale a Confucio (500 a.C.). Molti per ignoranza confondono la norma evangelica con quella di Confucio. Questa norma non comanda affatto di fare il bene. Comanda di non fare il male, inteso come danno altrui. Infatti non si finisce in Tribunale  per non aver fatto del bene. Vi si finisce per per aver fatto del male, sia nella giustizia civile che in quella penale. La politica del buonismo è dunque una violazione del concetto di diritto. La morale implica l'avvicinamento, che può essere pericoloso. Il diritto, al contrario, implica la distanza intesa come rispetto. E chi rispetta la distanza non uccide. 
Purtroppo la politica del buonismo sta confondendo la morale con il diritto a carico del contribuente finanziando con il danaro pubblico le opere di carità mantenendo un esercito di "migranti" come se essi avessero diritto ad essere mantenuti con le nostre tasse nonostante non facciano parte del Contratto sociale (Rousseau insegna). Vi sono leggi che apparentemente fanno parte della morale, come gli assegni pagati ai disabili e a coloro che sfortunatamente hanno solo una pensione minima. Ma queste leggi non fanno parte di una giustizia che può discendere persino dal diritto naturale (come insegna Robert Nozick in Anarchia, Statoe Utopia). Conviene ai cittadini pagare le tasse anche a favore dei cittadini sfortunati perché essi hanno il diritto naturale almeno alla sopravvivenza. Aggiunge Nozick che vi è anche una convenienza riguardante l'ordine sociale. Ma tutti coloro che non fanno parte del Contratto sociale non possono accampare alcun diritto alla sopravvivenza. Sono gli Stati a cui appartengono che debbono farsene carico. Altrimenti si danneggiano i cittadini dello Stato a cui non appartengono.       

sabato 11 febbraio 2017


Un giorno i buonisti la pagheranno



Un bel giorno PD e Company troveranno davanti al loro muso il risultato della loro politica discriminatoria nei confronti degli Italiani. Per me PD e parte dei 5 stelle si comportano da nazisti, preferiscono certe etnie straniere agli Italiani. Può essere che oltre alla loro ideologia malata vi siano anche interessi molto materiali. Per quel che ne sappiamo può essere che questi mascalzoni intaschino denaro elargito dall'estero per mettere in atto simili cose.

Il DNA italiano contaminato dai migranti

3 commenti:

Alessio ha detto...

A volte però, professore, si finisce in Tribunale anche per NON aver fatto del bene, ad esempio se non si soccorre una persona in pericolo c'è il reato di omissione di soccorso.
Oppure ci si può finire per non aver fatto un dovere (quindi un "bene") che era previsto dal lavoro svolto, come nel caso dell'omicidio o della lesione colposa dovuta a negligenza.
Quindi anche il NON avere fatto qualcosa può implicare reato. A parte questa precisazione, la morale ha il difetto di imporre determinate credenze o sentimenti, ma in questo anche molti filosofi difettano: ad esempio secondo me è impossibile imporre a tutti la morale del distacco dalle passioni (buddhismo, stoicismo) oppure quella della "simpatia" (Hume), poiché tali disposizioni d'animo attecchiscono solo se si ha un carattere disposto ad accoglierle.
Invece il diritto, inteso come rispetto dell'altro, può essere attuato e compreso da ogni persona dotata di sano intelletto.

Pietro Melis ha detto...

Il mancato soccorso è un reato che deriva da un dovere convenzionale e non morale. Cioè dall'interesse che ciascuno ha ad essere aiutato in caso di bisogno di soccorso. Oggi a te domani a me. La negligenza nel lavoro è un reato che non deriva dal non avere fatto del bene, ma dal non aver fatto bene il proprio lavoro per non avere rispettato le regole inerenti alla sicurezza.

Anonimo ha detto...

professore,
altri 500 migranti sbarcati in italia, alla faccia del patto gentiloni - al serraj !
e le associazioni di sinistra pronte a dare aiuto ! notare che poi l'assistenza prevede anche che gli si lavino gli indumenti...ma che sono, scimmie ? già, la sinistra si contraddice da sola : prima dice che i negri sono uguali ai bianchi e poi li assiste manco fossero handicappati...ma, cara sinistra, se sono uguali a noi, sapranno farsi il bucato, o no ?
saluti,
marco