lunedì 5 giugno 2017

STIPENDI E PENSIONI TASSATI DUE VOLTE...

...quando risulti che allo stipendio o alla pensione si aggiunga un altro reddito. Si badi che lo stipendio e la pensione vengono già tassati alla fonte. Ma se uno ha anche un altro reddito (piccolo o grande non importa) questo ulteriore reddito fa cumulo con lo stipendio o con la pensione e sale l'aliquota della tassazione. Il risultato è che lo stipendio e la pensione, qualunque sia il loro importo, vengono tassati due volte. Logica vorrebbe che l'ulteriore reddito non faccia cumulo con un reddito già tassato. Ho sollevato questa obiezione a un commercialista, che mi ha risposto: così vuole la legge. Mica l'ho fatta io. E perché nessuno ha mai fatto ricorso con eccezione di anticostituzionalità di fronte ad una Commissione tributaria? La risposta del commercialista mi ha fatto ricordare una storiella. Il colonnello interroga le reclute una per una e domanda: perché la baionetta deve essere lunga tanto (e dice la lunghezza) e pesare tanto (e dice il peso)? Nessuna recluta sa rispondere. Una recluta si fa coraggio e domanda: signor colonnello ci dica lei perché la baionetta deve essere lunga tanto e pesare tanto? Risposta del colonnello: perché così prescrive il regolamento. E' la stessa risposta del cazzo datami dal commercialista. Si analizzi l'art. 53 della Costituzione che dice: "Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema  tributario è informato a criteri di progressività". Anche nel diritto tributario (oltre a quello penale, civile e amministrativo) vale il principio (brocardo) NE BIS IN IDEM (nessuno può essere giudicato due volte per lo stesso fatto). 
Anche nel diritto tributario italiano opera tale importante principio, in particolar modo nell'ambito della potestà amministrativa affidata all'Amministrazione Finanziaria per l'attuazione del prelievo fiscale; l'art. 163 del T.U.I.R. e anche l'art. 67 del D.P.R. n. 600/73 pongono il divieto per l'amministrazione finanziaria di accertare due volte la stessa imposta, sullo stesso presupposto, a carico dello stesso soggetto ma anche di soggetti diversi (quest'ultimo è il caso in cui lo stesso reddito viene prima tassato come reddito di x e poi come reddito di y).

 Che cosa significa che un'imposta non può essere accertata due volte? Dovrebbe significare che, se lo stipendio o la pensione sono già stati accertati alla fonte, non si può accertare una seconda volta lo stipendio o la pensione facendo cumulo con altro reddito. Il cumulo porta alla violazione del NE BIS IN IDEM. La violazione è dovuta alla genericità dell'art.53 che fa riferimento solo a criteri di progressività. Ma la progressività non significa cumulo con un reddito già tassato alla fonte. E' evidente che la progressività è interna allo stesso stipendio o alla stessa pensione. Perché tale progressività viene estesa tassando due volte lo stipendio e la pensione includendoli nel reddito complessivo? Ciò è in contrasto con il rendimento dei titoli di Stato. Questi vengono tassati alla fonte nella musura del 12,50% e NON DEBBONO ESSERE DICHIARATI NELLA DICHIARAZIONE DEI REDDITI. Appunto perché sono già tassati alla fonte. E se dovessero essere tassati anche nella dichiarazione dei redditi verrebbero tassati due volte. Orbene, perché ciò che è valido per i rendimenti dei titoli di Stato non deve essere valido per lo stesso motivo per gli stipendi e per le pensioni? Come mai nessuno ha mai sollevato di fronte a un giudice tributario l'eccezione di anticostituzionalità?          

Non basta. Supponiamo che uno abbia una seconda casa sfitta (non abitata). Perché dovrebbe pagare la tassa dell'IMU se tale casa non gli dà reddito? In base all'art. 53 della Costituzione questa casa non dà capacita contributiva e dunque non deve essere tassata. Dovrebbe pagare le tasse solo in proporzione al reddito dell'affitto. E in ogni caso tale reddito non dovrebbe fare cumulo con lo stipendio o con la pensione. Egualmente per chi possieda un terreno fabbricabile o non che non gli dà alcun reddito. Non basta. Se una casa o un negozio è sfitto perché dovrebbe pagare la tassa sull'immondizia se non ne produce? E poi dipende dal negozio. Se un negozio di scarpe o di abbigliamento non produce immondizia e il proprietario vende o regala il cartone delle scatole a privati che lo raccolgono per riciclarlo quale immondizia produce? E quale immondizia produce uno studio professionale dove non vi è immondizia perché non può essere considerata immondizia la carta di scarto, che, come il cartone, può essere venduta o regalata a coloro che la cercano per riciclarla evitando che vengano abbattuti altri alberi per ricavarne carta?  Si tratta per di più di una tassa antiecologica.   

E' lo Stato predatore la causa principale dell'evasione fiscale. 

6 commenti:

Anonimo ha detto...

Non c'è una doppia imposizione: sale solo l'aliquota per via del cumulo dei redditi, come prescritto dall'art. 53 da Lei citato.

Pietro Melis ha detto...

Ma l'art. 53 non fa alcun riferimento al cumulo ma alla progressività. La progressività è già interna allo stipendio e alla pensione. Lei ragiona come i commrcialisti. Non le entra in testa che con il cumulo lo stipendio e la pensione vengono ritassati facendo salire l'aliquota. Ho portato l'esempio dei titoli di Stato (per sempio BTP) che non debbono essere dichiarati perché tassati alla fonte con il 12,50%. Anche il rendimento dei BTP sono reddito. E come mai non fanno cumulo? Ogni replica è eguale a quella del colonnello della storiella.

Anonimo ha detto...

I redditi vanno necessariamente cumulati, pena la violazione della progressività: a maggiori redditi devono corrispondere aliquote più elevate. C'è una sola imposizione, che è progressiva al crescere dei redditi. Se non è convinto, consulti un qualsivoglia manuale di diritto tributario.
Ci sono, è vero, alcuni redditi che vengono tassati alla fonte e non fanno cumulo, ma sono eccezioni (non sempre giustificate alla luce della progressività di cui all'art. 53 Cost.).

España en mi corazón — NO CORRIDA! ha detto...

In veritas, yo te digo que se les tasas italianas alte sono por la evasión fiscal.
Pietro Melis de Cerdeña, aiutaci a eliminarlo la barbarie de la corrida.
Los animalistas de España si mobilitano por la eliminación. Aiutaci a promover sa iniciativa.

Pietro Melis ha detto...

Non vi è peggior sordo di chi non vuol sentire. E come si giustificano queste eccezioni, come quelle dei BTP? Nella mia pensione figurano tasse statali, regionali e comunali. E lo Stato mi tassa nuovamente la pensione facendo il cumulo. Le ho detto che la progressività (già interna alla pensione) non include il cumulo con cui lo stesso importo viene sottoposto due volte a tassazione da parte dello Stato con l'IRPEF. Né l'art. 53 della Costituzione con progressività intende anche il cumulo. Non replichi perché tanto è come parlare ad un sordo come lei. Se il diritto tributario prevede il cumulo io sto dicendo che le leggi del diritto tributario sono sbagliate. E' come dire, con la risposta da stronzo del colonnello: perché così prescrive il regolamento. Che io appunto contesto. Anche perché non possono farsi eccezioni. Perché i BTP non debbono fare cumulo e lo stipendio e la pensione sì? Nonostante siano tutti tassati alla fonte. E ora basta.

Pietro Melis ha detto...

Il cittadino spagnolo riconosce che le tasse italiane sono da Stato predatore. E per quanto riguarda la corrida che posso fare? Inviai in passato una letteraccia all'ambasciata di Spagna. Vi è anche più di un mio articolo contro la corrida. Bsta scrivere le parole chiave "corrida" o "spagna". Siete voi spagnoli che dovete promuovere grandi manifestazioni contro questa barbarie che dà la peggiore immagine dell'Europa. Anche in Italia dovreste promuovere manifestazioni di fronte all'ambasciata spagnola, come pure di fronte ad altre ambasciate.