domenica 25 ottobre 2015

ODIO QUESTA UMANITA' CRUDELE E DI IMPOSTORI CHE SANNO MA NON VOGLIONO VEDERE

Sono diventato indifferente alle sofferenze umane, anzi ne godo, se penso che queste sofferenze sono patite da una massa di subanimali che sfruttano le sofferenze degli animali non umani (guaia a chi usa il termine dispregiativo "bestia"!) per trarne profitto. Odio tutti gli impostori che mangiano carne e sono i mandanti di coloro che causano tutte queste sofferenze. Luridi impostori che non avrebbero mai il coraggio una volta nella vita di ricavarsi da sé la bistecca in un mattatoio uccidendo con un colpo di pistola l'animale, dissanguandolo, spellandolo e squartandolo. Credono di avere le mani pulite mentre le hanno più sporche di sangue di quelle dei macellatori (spregevoli individui subanimali privi di qualsiasi sensibilità incapace di fare un altro mestiere). Scrisse Tolstoj (cacciatore pentito e divenuto vegetariano) che, se i mattatoi fossero palazzi di vetro nel centro cittadino, molti cesserebbero di mangiare carne. Vuol dire che sono una massa di ipocriti degni solo di disprezzo. Odio i pastori e i cacciatori. I mandanti non sono meno colpevoli degli assassini. Chi mangia carne mangia cadaveri, con tutte le sostanze nocive che vengono usate negli allevamenti di morte, compresi anabolizzanti per favorire l'ingrassamento in poco tempo e gli antibiotici per uso veterinario. Che questi subanimali crepino pure di cancro. Se lo sono cercati. Io ho smesso di mangiare carne all'età di 10 anni, quando vidi dei buoi correre impazziti per una strada principale di Cagliari dopo essere fuggiti dal mattatoio che allora si trovava in pieno centro. Fu per me un choc tremendo. Da allora ne sono passati di decenni, e sono ancora vivo e in salute. Sono cresciuto nell'età dello sviluppo senza mangiare carne e sino all'altezza di 1,80. Sessualmente efficiente e poligamo perché non mi bastava una donna per volta. Io sono la prova vivente che si può vivere in salute senza mangiare carne. E nemmeno i prodotti del latte. Ora quel mattatoio è stato trasformato in un centro culturale con sala per conferenze. Ma io non vi ho mai messo piede perché sentirei ancora i lamenti di tutti gli animali che lì sono stati uccisi per soddisfare il palato di chi mangia cadaveri. E sono stati orribilmente conservati nell'ex mattatoio i fregi in gesso delle teste di buoi. Non hanno nemmeno avuto il buon senso di cancellare gli orridi ricordi di quello che fu un mattatoio. Parafrasando l'odiato Cartesio: odio, dunque esisto.       
RICEVO DA ANIMAL EQUALITY
Lili è stanca e senza speranza

8 crudeltà che avresti desiderato non conoscere
122/10/2015

Lili è stanca

Lili è stanca e senza speranza.
Pietro,
la vita in un'allevamento di oche da ingrasso è piena di abusi e indifferenza. Lili è solo una tra milioni di animali, ma vogliamo che la sua storia si sappia.

Per favore Pietro condividi il video di Lili
Puoi far si che Lili diventi la portavoce di tutti gli animali che soffrono, anche negli allevamenti più moderni. Migliaia di persone hanno già condiviso la sua storia, e adesso lei ha bisogno che anche tu lo faccia.
Lili è nata in un mondo in cui adorabili creature come lei sono viste unicamente come prodotti. E' stata privata dei suoi desideri e bisogni. Non potrà mai nuotare né allevare i propri figli. Puoi sentire quanto è doloroso per lei non potersi bagnare le zampe o proteggere amorevolmente i suoi cuccioli con le ali?
Se nessuno di noi condividesse la sua storia, non si verrebbe mai a sapere quello che succede agli animali rinchiusi all'interno degli allevamenti intensivi. Il tuo aiuto è fondamentale per porre fine alle spregevolezze che avvengono dietro quelle mura.
E' tempo di cambiare. Dobbiamo farlo per gli animali, e solo tu puoi farlo.
Sei la loro voce, sei la voce di Lili
Grazie per il tuo contributo,

Matteo Cupi
Direttore esecutivo, Animal Equality Italia


4 commenti:

Anonimo ha detto...

MALEDETTO MONDO INFAME, popolato di merdacce, possa venire un cataclisma mondiale e far esplodere questa palla di rifiuti in un secondo.
Non me ne frega niente di morire se questo serve a porre fine a questo eterno film horror.
Ora sono piena di rabbia e di dolore.
Ma che gente accetta se non altro di lavorare in posti di morte come questi? Che Q.I. hanno? Gente che tira lo stipendio da abusi su chi non ha voce.
Possano crepare malamente loro e tutti quelli che si mettono la benda sugli occhi.
VIGLIACCHI.

Cecilia

Anonimo ha detto...

Professore, io ho già scritto un commento, ma mi sento di scriverne un secondo che però,
preferirei che lei NON pubblicasse, per lo meno non con la mia firma.
Sono stanca di vedere atrocità sugli animali.
Da quando ero piccola mi hanno sempre cresciuto insegnandomi il rispetto, l'amore per queste deboli e indifese creature.
Da bambina ho imparato cosa era la vivisezione, avevo sette anni quando lo scoprii un giorno che vidi un manifesto con la storia di un cane da laboratorio a cui avevano strappato gli arti, tagliato le corde vocali, e altro ancora.
Un manifesto affisso per strada, andavo alle elementari e avevo ben altro a quell'età cui pensare.
Per me fu atroce quando mia madre, dopo i miei continui perché, mi spiegò di cosa si trattava. La scoperta di un mondo così crudele mi ha scioccato.
Poi capii come uccidevano le foche, e altre cose orribili.
A casa mia arrivavano sempre i dépliant, per posta di quella che era la antesignana della LAV, dove spiegavano come si facevano i test dei cosmetici, i test per le dosi di tossicità a altro ancora.
A quell'epoca cominciai ad odiare l'umano, ed ero solo una adolescente.
Piangevo e avevo tanta rabbia in corpo.
Più grandicella, al liceo, scoprii che molti miei compagni non avevano alba di tutto ciò, vivendo in una bolla di sapone.
Un giorno mi incavolai parecchio in classe, quando un mio professore di scienze fece l'elogio della sperimentazione animale, definendola utile, e assolutamente non lesiva e crudele.
Quei coglioni dei mei compagni, boccaloni e stupidi, ammiccavano coi loro sorrisi da ebeti e da stronzi, fui L' UNICA che ebbe una reazione di disgusto, gli dissi che erano dei grandi ignoranti e delle teste di rapa, implicitamente lo dissi anche a quel professore, che da quel giorno, mi cominciò a mettere voti bassi (io avevo sempre i voti alti in scienze, chimica, etc, tanto per far capire che non gradì la mia opinione, ma chi se ne frega).
Da adulta ho potuto constatare che nonostante internet e tante informazioni che oggi esistono, c'è ancora molta ignoranza, o forse vigliaccheria, o stupidità, tre cose che messe insieme fanno di un uomo una merda, secondo me.
Chi soffre per queste creature viene ancora oggi ritenuto un debole o un sociopatico.
Me ne faccio un vanto , se sono pazza, se la pazzia è questa, abbasso allora la squallida normalità, in nome della quale si continua a perpetuare quanto di peggio esiste.
Perdoni lo sfogo, ma lei può capirmi.

Cecilia

Anonimo ha detto...

Professore,
Sono stanca di vedere atrocità sugli animali.
Da quando ero piccola mi hanno sempre cresciuto insegnandomi il rispetto, l'amore per queste deboli e indifese creature.
Da bambina ho imparato cosa era la vivisezione, avevo sette anni quando lo scoprii un giorno che vidi un manifesto con la storia di un cane da laboratorio a cui avevano strappato gli arti, tagliato le corde vocali, e altro ancora.
Un manifesto affisso per strada, andavo alle elementari e avevo ben altro a quell'età cui pensare.
Per me fu atroce quando mia madre, dopo i miei continui perché, mi spiegò di cosa si trattava. La scoperta di un mondo così crudele mi ha scioccato.
Poi capii come uccidevano le foche, e altre cose orribili.
A casa mia arrivavano sempre i dépliant, per posta di quella che era la antesignana della LAV, dove spiegavano come si facevano i test dei cosmetici, i test per le dosi di tossicità a altro ancora.
A quell'epoca cominciai ad odiare l'umano, ed ero solo una adolescente.
Piangevo e avevo tanta rabbia in corpo.
Più grandicella, al liceo, scoprii che molti miei compagni non avevano alba di tutto ciò, vivendo in una bolla di sapone.
Un giorno mi incavolai parecchio in classe, quando un mio professore di scienze fece l'elogio della sperimentazione animale, definendola utile, e assolutamente non lesiva e crudele.
Quei coglioni dei mei compagni, boccaloni e stupidi, ammiccavano coi loro sorrisi da ebeti e da stronzi, fui L' UNICA che ebbe una reazione di disgusto, gli dissi che erano dei grandi ignoranti e delle teste di rapa, implicitamente lo dissi anche a quel professore, che da quel giorno, mi cominciò a mettere voti bassi (io avevo sempre i voti alti in scienze, chimica, etc, tanto per far capire che non gradì la mia opinione, ma chi se ne frega).
Da adulta ho potuto constatare che nonostante internet e tante informazioni che oggi esistono, c'è ancora molta ignoranza, o forse vigliaccheria, o stupidità, tre cose che messe insieme fanno di un uomo una merda, secondo me.
Chi soffre per queste creature viene ancora oggi ritenuto un debole o un sociopatico.
Me ne faccio un vanto , se sono pazza, se la pazzia è questa, abbasso allora la squallida normalità, in nome della quale si continua a perpetuare quanto di peggio esiste.
Perdoni lo sfogo, ma lei può capirmi.

DiegoF ha detto...

approvo in tutto e per tutto cio´che scrivi