venerdì 18 luglio 2014

IL TEMPIO EBRAICO ERA UN GRANDE MATTATOIO

Lumaca

 La tradizione del lessico bizantino ci trasmette questa storia
che risale ai tempi di Filippo l’Arabo che martirizzò il giovane imperatore Gordiano quando prese violentemente il potere.
La scrisse un ebreo al seguito della spedizione ove era presente Plotino che cercava di attingere dalla saggezza indiana 


Dice così:

“Velleitarie sono le vie  del Signore

Dio degli Eserciti e portano

sempre agli sbudellamenti

nel Tempio; ed è tutto un colare di sangue

mentre sguazzano i piedi dei preti

nel putrido fango della sua misericordia.

Io invece ho raccolto una lumaca affamata

e l’ho posta su una foglia d’insalata:

sono modi diversi di interpretare il mondo,

poi, dopo tre coppe di vino sono disceso

su una donna e l’ho sentita ruggire.

Ora sono disteso sotto un grande olmo

me ne frego del mondo, accarezzo

il mio cane e attendo la liberazione

della morte.

L’amore degli uomini mi da un senso di nausea

preferisco alberi e bestie

ma un amplesso è necessario

libera la mente dalle scorie metafisiche

e dagli odori della carne bruciata nel Tempio”


Anonimo bulgaro X secolo

3 commenti:

anna ha detto...

Buongiorno, mi sa dire dove posso trovare più informazioni su questo brano?

Pietro Melis ha detto...

E' stato scritto e mi è stato inviato da un mio corrispondente dall'Inghilterra, Paolo Ricci,che ha un blog intitolato bailador.org. Ma non si trova nel suo blog.

anna ha detto...

Grazie mille per la risposta