mercoledì 17 agosto 2016

ANCHE QUEST'ANNO HO VISSUTO IL 17 AGOSTO

Quanti altri 17 agosto vivrò compiendo gli anni? Nessuno può conoscere il proprio futuro. Io so che di gente della mia età ne sto seppellendo ogni giorno anche tra i miei conoscenti. Ho sempre pensato che la durata della vita sia dovuta per la maggior parte al DNA. Ognuno ha il suo orologio con l'ora fissata. Ma il DNA ha bisogno di essere aiutato. Come? Con lo stile di vita. Evitare gli eccessi, considerare il cibo solo  come necessario per la vita e non godersi la vita con il cibo. Molte malattie derivano dalla passione per il cibo. Più si è magri e meno si affatica il cuore. Ne uccide più il palato che la spada. Ho smesso di mangiare carne all'età di 10 anni quando rimasi scioccato vedendo dei buoi correre impazziti dopo essere fuggiti dal mattatoio che allora si trovava in una delle strade del centro di Cagliari. Nonostante ciò ho avuto una vita normale e ho raggiunto l'altezza di 1,80 superando due fratelli carnivori. Sono stato sempre normale (direi più che normale) sul piano sessuale avendo avuto per tanti anni più "fidanzate" contemporaneamente non bastandomene una per volta. Anche in ciò ho rispettato la natura. La monogamia, come ho scritto altre volte, è contro natura. Ma alfine un paio di anni fa sono stato "costretto" a sposarmi per non lasciare a questo Stato ladrone la mia pensione di reversibilità. Il matrimonio serve solo per questo.   
Sto pensando a quanti anni vivranno quegli imbecilli delle Olimpiadi che hanno sprecato le energie della giovinezza senza riservarle per la vita futura. Sono pochi quelli che hanno sfruttato le energie della giovinezza sottoponendole a sforzi innaturali e che siano giunti alla vecchiaia. Possibile che nessuno abbia mai detto, per esempio, che la corsa è contro natura? Trovatemi un animale che corra con la colonna vertebrale verticale rispetto al terreno. Nessuno. Nella corsa le vertebre vengono sollecitate continuamente verso l'alto e verso il basso schiacciandosi tra loro. Per l'uomo solo la marcia è naturale. Il migliore allenamento è quello del cervello. Questo, sì, ha bisogno di essere sottoposto a continui esercizi. I neuroni che non siano sollecitati fanno invecchiare anche il resto del corpo. Tutto è comandato dal cervello. Ma che esercizio del cervello hanno fatto coloro che hanno impiegato la prima parte della vita per allenare i muscoli e non il cervello? Sono stato sempre un antisportivo. Il mio unico sport è consistito nel camminare senza affaticarmi. Lo sport fa male.   
Paradosso: che ci fanno alle Olimpiadi falsi sport come i tiri alla carabina, alla pistola, l'equitazione, il golf? Eppure questi falsi sport meriterebbero più degli sport in quanto non viene sottoposto a sforzi il corpo trattandosi piuttosto di destrezza. E' uno sport la scherma? No. E' destrezza. Nel caso dell'equitazione lo sport lo fa il cavallo. Sia data la medaglia al cavallo e non all'uomo o alla donna. Un po' di logica. Che sport sono poi quelli del lancio del disco, del martello, del giavellotto? Ma li avete visti? Soprattutto quelli che lanciano il disco sono il peggiore esempio di come dovrebbe essere un corpo sano. Sono massicci di corpo, fuori di ogni normalità di peso. E poi che sport è quello che impegna solo un braccio? Neppure lo è il lancio del martello anche che si lancia con ambo le braccia. Questo vale anche per il tennis. L'unico vero sport è il nuoto perché completo. Anche perché è l'unico sport in cui la colonna vertebrale rimane sempre orizzontale. Ma quando gli si dedica una vita sottoponendo il corpo a degli sforzi continui, anche a causa della necessità di allenamenti, allora anche il nuoto è nemico della salute. Le Olimpiadi sono diseducative in quanto a salute. Ma nessuno l'ha mai detto. E allora lo dico io. Quando a causa dell'età dovranno smettere che fine farà il loro corpo? O continuano a praticare lo stesso sport ma per puro diletto senza affaticare il corpo in competizioni o diventeranno obesi perché la muscolatura si rilasserà tutta. Saranno condannati per il resto della vita a continuare a praticare la stessa attività. Ma sino a quando reggeranno? Esiste un'alternativa sana: una palestra dove non si concorra più con avversari. Ognuno concorra con se stesso senza agonismo nei limiti imposti dall'età senza dover competere con altri.                       
Certo è che le Olimpiadi, specialmente nella corsa, non danno vittoria all'intelligenza. E meno se ne ha più si vince. Mi sono spiegato?   

10 commenti:

Anonimo ha detto...

professore,
auguri !
è quasi un anno che seguo il suo blog.
continui a essere interessante, non è una piccola qualità, anzi.
ha ragione : la mente è fondamentale anche per il resto dell'organismo, non solo per se stessa. ho sempre pensato che si muore quando non si ha più niente da dire. la mia è una visione romantica, lo so, ma la preferisco alle varie filosofie che non arrivano mai a dare una risposta sulla vita.
saluti,
marco

Melis Matteo ha detto...

Auguri Pietro!

antonio ha detto...

I miei migliori auguri condottiero!
Antonio

andrea ha detto...

Premesso che sono un pigro sedentario(quindi non intendo fare la morale a nessuno), c'è da dire che il corpo umano(e di tutti gli esseri viventi in generale) non è come un'automobile, che più la utilizzi e più si usura, ma risponde a "leggi" biologiche assai più complesse.
In linea di massima il corpo umano tende ad usurarsi di più quando non viene "usato" per niente, piuttosto che quando viene stressato il giusto!

Secondo gli studi scientifici gli atleti campano mediamente di più dei sedentari, ma si parla di media,e come tutte le medie questo dato contiene una grande varianza da caso a caso
E' logico supporre che alcuni sport(come ad esempio gli sport di forza, che predispongono al sovrappeso e a problemi cardiovascolari), specie se praticati in maniera smodata, facciano più male che bene, mentre altri sport(quelli di resistenza, in cui il metabolismo è prevalentemente aerobico, come la corsa di fondo o il nuoto), praticati senza sovrallenamento, facciano più bene che male

Sergio ha detto...

Un articolo del genere proprio con le Olimpiadi in corso, mentre tutti i giornali - tutti - esaltano le imprese degli atleti della propria nazione! Davvero un articolo controcorrente! Ma com'è vero, quanta saggezza. Nessun animale corre senza necessità (lo fa solo per predare o fuggire), l'uomo invece corre per restare in forma o recuperarla visto che passa la vita seduto (anche questo è contro natura). Una cosa però mi intriga: lo spirito di competizione. Le Olimpiadi si disputano addirittura da millenni (con buchi secolari, d'accordo), anche San Paolo cita i contendenti in una gara che vede solo un vincitore. Si direbbe che il competere, il misurarsi, sia lo stesso naturale. I cuccioli giocano e si picchiano per svilupparsi, ma poi smettono. Gli esseri umani invece non smettono mai di misurarsi fra di loro. Quanto la cultura, le tradizioni incidano su questo comportamento non saprei. Oggi lo spirito di competizione è esaltato, anzi sembra essere una necessità vitale, e non solo nello sport. In economia se non si è competitivi si va fuori mercato, si fallisce, e son dolori. Forse il gioco può considerarsi naturale, ma non certo la competizione esasperata. Quante energie buttate per niente, per voler essere il primo, il migliore. Però volersi
migliorare, perfezionarsi, mi sembra qualcosa di positivo. Altrimenti la vita è noia. Dice Max Frisch: se non si ricerca la perfezione si rimbecillisce (c'è qualcosa di vero: ci si lascia andare, si vivacchia, e si perdono le doti che si avevano). A me le Olimpiadi non interessano, e ho perso interesse per gli sport in genere (una volta ero tifoso, ma il calcio ormai fa schifo, tanti soldi e poco gioco, scarso divertimento: strano che i tifosi riempiano ancora gli stadi, devono essere proprio imbecilli; giocatori senza spirito di bandiera, che si prostituiscono al migliore offerente, squadre composte da soli stranieri dai nomi impronunciabili e che appartengono a Cinesi, Tailandesi e Emirati ...).
Forse una volta la competizione serviva anche per temprare i corpi, formare dei guerrieri (gli antichi Romani erano sempre in guerra, solo nel 236 a. C. non ci furono spedizioni militari).
E auguri professore.

francesco ha detto...

Intanto, sia pure tardivamente, i miei sinceri auguri per il suo compleanno. Non posso negare che il suo commento mi abbia costretto a riflessioni assai impegnative, essendo io uno sportivo non competitivo se non con me stesso. Lo ammetto, sono un drogato di podismo. Mi aiuta a scaricare tensioni, mi motiva nel controllare l'alimentazione, mi fa sentire vivo, mi fa " pensare senza pensare". Irrazionalmente. La saluto e ringrazio per questo suo interessantissimo e libero blog. Anche se mi piace più dire spazio.

Alessio ha detto...

Uhmm, io non sono d'accordo sul fatto che il corpo sia così resistente all'usura, l'eccesso di fatica fisica lascia il segno eccome. Infatti è dimostrato anche da studi scientifici che l'affaticamento eccessivo in giovinezza espone a maggior rischio di patologie ed aritmie cardiache attorno ai 50/60 anni, e gli atleti sono colpiti più di altri di questo, questo perché il muscolo cardiaco è soggetto a sforzi continui e poi non riesce più a compensare. Il tessuto cartilagineo poi una volta usurato non si rigenera ed ecco emergere nella mezza età l'artrosi e molti ex-sportivi che hanno fatto sport a livello agonistico ne soffrono eccome. Queste cose non sono dette perché il mondo medico guadagna molto sullo sport, vi sono legami con l'industria farmaceutica che sull'attività sportiva ha introiti notevolissimi (integratori a non finire). Ma è anche vero che tutti gli infortuni causati dall'agonismo portano anche ad un forte aumento di spese sanitarie.
Inoltre io preferirò sempre lo sforzo mentale a quello fisico, perché la natura ha voluto che la mente si evolvesse in maniera lineare, non certo il fisico: una gazzella è più veloce di una persona, ma è meno sviluppata mentalmente di un uomo o anche di un delfino. L'aspetto fisico e i muscoli sono l'involucro, ma è l'intelligenza che risiede all'interno che esprime il valore dell'altro , la cultura sportiva invece si basa proprio sul concetto che l'uomo sia una specie di macchina che più si sforza inutilmente più VALE, sembra lo facciano apposta a rendere faticoso tutto ciò che riguarda il corpo e in questo modo negano lo stesso concetto di controllo razionale su cui si fonda l'intelligenza.

Unknown ha detto...

Salve Professore, ho 25 anni e seguo il suo blog da tempo. Non so pienamente come dirglielo, ma vorrei incontrarla perché le sue parole scatenano in me eccitazione sessuale. Luana

Anonimo ha detto...

Professore per favore mi risponda. Luana

Pietro Melis ha detto...

A Luana. Ho avuto in altre occasioni, su richiesta dei commentatori, la possibilità di mettermi in comunicazione con essi tramite telefono per essermi stato lasciato il numero del telefono nel commento, che in questo caso, è evidente, non ho pubblicato per non renderlo pubblico in rispetto della riservatezza (contro l'uso corrente del termine inglese privacy). Può anche lasciarmi il suo indirizzo email con cui lasciarmi il numero di telefono. Anche in questo caso non pubblicherei il suo indirizzo di posta. Però mi lasci dire che non avevo intenzione di rispondere perché il suo apprezzamento mi è sembrato ridicolo. Una presa in giro. Ma visto che insiste...