venerdì 7 luglio 2017

SIANO CACCIATE DALL'UNIVERSITA'


Non basta una sanzione. E poi in che cosa consisterebbe la sanzione? Queste subanimali valgono meno di quel povero gatto. Cacciarle dall'Università sarebbe la minima sanzione. Oltre al reato commesso. Si dovrebbe fare nome e cognome di queste subanimali. 

Ricevo da change.org


Il giorno 27 giugno 2017 una studentessa dell'Università di Cagliari ha gettato un gatto , che vive e viene amorevolmente curato presso l'ateneo , in una fontana. Il tutto per puro divertimento e pubblicando successivamente un post su Facebook taggando alcune amiche che potrebbero essere coinvolte nel gesto.
L'università non è  luogo dove si imparano  solo nozioni ma anche valori. Il solo sguardo del gatto dopo il maltrattamento subito è indicativo del fallimento di questo obiettivo.
Chiediamo al Rettore di prendere giusti provvedimenti nei confronti delle persone coinvolte.

Grazie per la tua firma, pietro

La tua firma è un passo cruciale iniziale nella partecipazione della campagna "Giusta sanzione alle studentesse che hanno gettato il gatto nella fontana".

BARI

Getta una cagnolina nella fontana per annegarla, salvata da un gruppo di studenti

Getta una cagnolina nella fontana per annegarla, salvata da
un gruppo di studenti

9 commenti:

Salviamo le Volpi ha detto...

Oggi riflettevo su una cosa. Anzi, su più cose.
Il termine 'Animalismo' è fondamentalmente errato!
Essere animalisti significherebbe proteggere anche l'Homo Sapiens, che è un mammifero, quindi un animale.
Il difetto più importante degli animalisti è quello di tendere a considerare l'animale-non-umano in chiave antropologica. È un errore.
Vi è pure una forma "estremista" dell'animalismo. Diverse settimane fa, su un forum sul veganismo, vi era una ragazzetta che sosteneva di aver "veganizzato" il cane. Mah!
Il cane non è erbivoro, né può esserlo il gatto. Ed è questo uno dei grandi dilemmi dei vegetariani/vegani...
Eliminiamo gli allevamenti. Ma poi come nutrire cani e gatti?
Anche l'animalismo ha i suoi paletti, i suoi confini. Ma la scienza progredisce e tra non moltissimo tempo (qualche decennio?) vi sarà la possibilità di nutrirsi con la carne "coltivata". La carne sintetica, insomma.
Questo ragionamento, tale probabile oggettiva constatazione, mi porta a non considerarmi più un animalista, bensì un conservazionista.
"Elemento centrale dell’ideologia conservazionista e del relativo modello di conservazione della natura è il concetto di “wilderness”, ovvero un’idea di natura vergine, selvaggia e totalmente incontaminata dall’uomo, da mantenere tale."
Riflettevo anche sulla definizione di "antispecismo".
Secondo tale ideologia, non esisterebbero specie superiori e specie inferiori.
Suona come una assurdità. È impossibile negare la superiorità della volpe su una lepre, così come quella del delfino sui pesci. L'Homo Sapiens è la specie con il maggior potenziale intellettivo. Questo pone l'Uomo su un piano più prestigioso. Sorgono parecchi problemi e conflitti vari quando l'Homo abusa del proprio intelletto per perpetuare la crudeltà, come accaduto con questo bruttissimo episodio della studentessa di Cagliari.
Servirebbe un atteggiamento assai meno dogmatico da parte degli animalisti, soprattutto da parte di coloro che pretendono di "veganizzare" i propri animali domestici.

M'illumini lei, dottore. Il mio è un ragionamento corretto e condivisibile?

Pietro Melis ha detto...

Lei ha toccato una questione difficile da risolvere. Parlare di animalismo può essere un controsenso perché anche la specie homo è una specie animale. Ma vi può essere un risvolto positivo contro tutti quelli che, malati di antropocentrismo, accusano gli animalisti di occuparsi di animali e non di uomini, come se anche gli uomini non fossero animali. Non capiscono gli antianimalisti o gli insensibili all'animalismo che si contraddicono dandosi la zappa sui piedi.Sarebbe troppo difficile cambiare il termine "animalismo" con un altro. Bisognerebbe aggiungere ad "animalismo" "non umano" e si verrebbe attaccati come indifferenti alle sofferenze umane. Per quanto riguarda i cani e i gatti non trovo soluzione. Non li si può trasformare in erbivori. Per ora la "carne coltivata" è soltanto avveniristica. Per quanto riguarda la distinzione tra animali superiori ed animali inferiori questa distinzione non può essere negata perché altrimenti si negherebbe l'evoluzione. Ma proprio l'evoluzione deve far capire che unica è l'origine di tutte le forme di vita. Infatti esistono molti libri sull'evoluzione che evidenziano che essa è avvenuta partendo dai batteri per arrivare all'homo. La natura ha impiegato tre miliardi di anni per arrivare, partendo dalla cellulla monocariotica dei batteri, alla cellula eucariotica, senza la quale non vi sarebbe stata alcuna evoluzione. La cellula eucariotica è la conseguenza della CASUALE simbiosi di tre batteri, come ha dimostrato la biologa Lynn Margulis. Teoria ormai accreditata scientificamente. Dunque non è tanto la distinzione tra superiore e inferiore che conta, quanto il fatto che anche l'homo è derivato dalla simbiosi CASUALE di tre batteri. E la casualità distrugge ogni forma di antropocentrismo, e dunque ogni religione. L'errore consiste nel porre l'evoluzione in una scala gerarchica in senso verticale, mentre l'evoluzione deve essere considerata orizzontalmente.Per fare un esempio storico: Aristotele considerò il mondo animale secondo una concezione gerarchica, mentre il suo allievo Teofrasto (succedutogli nella direzione del Liceo) approfondì gli studi di biologia di Aristotele sulla base dello studio della comparazione e della simiglianza delle strutture di vari animali per arrivare ad una concezione non verticale ma orizzontale di tutte le forme di vita. Fatta questa considerazione si distrugge la pretesa dell'uomo di essere padrone della natura solo perché ha un cervello più evoluto. Ma si consideri che lo scimpanzé ha un DNA strutturale che per più del 99% è simile a quello dell'uomo. La differenza consiste in quella piccola percentuale di geni del DNA che sono definiti REGOLATORI e guidano i geni strutturali. Vi sono uomini che a causa della malattia dell'antropocentrismo, più spesso di origine religiosa (ma il buddismo non è una religione),si pongono per ignoranza o per impostura sotto il livello dell'animalità. E per essi bisogna nutrire solo disprezzo.

Pietro Melis ha detto...

Non esiste crudeltà tra gli animali predatori, che uccidono la preda non per il gusto di causare sofferenze, come fanno molti uomini solo biologicamente umani, ma solo per motivi di sopravvivenza. I parassiti che infestano gli animali non sanno di essere nocivi. Di essi bisogna liberarsi in base al diritto naturale che implica il diritto alla difesa della propria vita. Il limite del diritto naturale all'autoconservazione ha come limite l'eguale diritto di un altro animale alla propria autoconservazione. Lazanzara femmina ha il diritto naturale di succhiarmi il sangue per riscaldare le proprie uova e riprodursi, ma io ho il diritto naturale di ucciderla (e con piacere) per non farmi succhiare il sangue e per non farmi ammalare nel caso in cui sia malarigena. Gli uomini invece sono crudeli sapendo di esserlo. Per questo li definisco subanimali. La loro vita vale meno di quella di un insetto nocivo. Come qualcuno che qui ha scritto precedentemente con dei commenti che ho cancellato o non ho pubblicato perché non meritavano spazio data l'ignoranza o l'imbecillità che contenevano.

Pietro Melis ha detto...

A SALVIAMO LE VOLPI. Lei nel suo ulteriore commento ha scritto una falsità forse involontaria che però non ammetto. Pertanto non ho potuto pubblicarlo. Se vuole che le spieghi il motivo della falsità mi dia un indirizzo email che NON PUBBLICHERO'. Non si possono prendere fischi per fiaschi. Stia attento.

Anonimo ha detto...

Egregio Professor Melis,
condivido la indignazione per l'episodio avvenuto alla Università sarda.
Quanto a "salviamo le volpi" propongo di esortarlo a sottoscrivere i commenti... .
Cordiali saluti da Torino. Giancarlo Matta

Anonimo ha detto...

Meditate "animalisti", meditate sul "migliore amico dell'uomo"...

http://www.ansa.it/lazio/notizie/2017/07/08/anziana-muore-azzannata-dal-suo-cane_fbe4433d-c968-4edb-b338-339ca3c3f88c.html
http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2017/17-aprile-2017/aggredita-suo-cane-bimba-2-anni-operata-viso-2401487766210.shtml
http://www.quotidiano.net/cronaca/bambina-ferita-cane-1.2874899
ecc. ecc. ecc.

Gianni

Pietro Melis ha detto...

Lei appartiene alla categoria dei cretini. Di quelli che si prendono un cane selezionato per l'aggressività e molto spesso "educati" da ammaestratori criminali per aumentarne l'aggressività. Per non parlare di quegli autentici criminali che, violando la legge, organizzano combattimenti tra cani appositamente ammaestrati alla lotta tra cani. Sono questi individui che dovrebbero essere ammaestrati al posto dei cani. Ci si dimentica da parte dei cretini che vi sono cani che vengono educati invece a guidare i ciechi e a trovare i sepolti nelle macerie dopo i terremoti o sotto la neve dopo una valanga o i cani che aiutano la polizia. Gli individui che preferiscono prendersi un pitbull o un rottweiler o un dogo argentino debbono sapere a che cosa vanno incontro. Ma nemmeno queste razze di cani sono tanto aggressivi se non sono educati ad esserlo. Anche un cane di natura docile diventa aggressivo se la sua natura viene alterata da ammaestratori che li "educano" all'aggressività con lo scopo di trasformarli in cani da difesa. Può dunque capitare che anche in famiglia un movimento scomposto venga interpretato come atteggiamento aggressivo e il cane reagisca aggredendo. E poi mai lasciare queste razze di cani in presenza di bambini, che nei loro movimenti scomposti possono scatenare l'aggressività. Solo un cretino come lei può trarre da questi episodi dei motivi per andare contro gli animalisti. Lei è tanto cretino e ignorante da dover essere considerato un subanimale. E di subanimali come lei purtroppo è piena la specie soltanto biologicamente homo.

Max Tuanton ha detto...

Allora prof LA pensa come Adolfo che fece LA legge sugl'animali per tutelarli,per questo seguo il suo blog affinita' di pensiero.Difatti leggevo che I nazisti quando vedevano una persona maltrattare l'animale ,non arrestavano nessuno ma passavano direttamente a percuotere l'assalitore che si scusava e diceva che non l'avrebbe fatto mai piu,ehh altri tempi

Anonimo ha detto...

Siamo veramente una razza stupida, noi umani, senza rimedio alcuno.
I pretesti per dare addosso a chi ama o difende gli animali sono i più disparati.
Tempo fa un deficiente, perché in altro modo non si potrebbe definirlo, mi fece una predica, perché a suo dire, avrei fatto meglio a destinare i soldi che uso per sfamare animali affamati, agli extracomunitari.
Gli risposi che coi miei soldi faccio quello che mi pare, che si impicciasse dei fatti suoi.
Gli idioti,poi, ultimamente, quando non sanno che dire, tirano sempre in mezzo i profughi: noi saremmo rei di pensare a cani, gatti e altri animali, ma non ai poveri che fuggono dall'Africa, ignorando le disastrose conseguenze a cui porterà questa invasione paragonabile a quella delle termiti che distruggono un albero secolare in dieci minuti.
Si sentono tanto pii, tanto generosi, tirano in ballo le parole di Gesù, del papa (sempre minuscolo), come se il papa fosse chissà che autorità, sono tanto gentili d'animo, questi solerti imbecilli.

Cecilia