mercoledì 16 agosto 2023

RIFLESSIONI SU UN TRADIMENTO SENTIMENTALE RESO PUBBLICO

 

Può il tradimento di una donna essere reso pubblico? Forse quello di un uomo non è un tradimento? Se volessi tirare in ballo Aristotele con una sua patente ovvietà direi che quello di un uomo non è un tradimento. Dice Aristotele che il maschio può fecondare più femmine, mentre una femmina può essere fecondata da un solo maschio. Vi era bisogno che lo dicesse Aristotele? Ma a ben pensartci l'ovvietà di Aristotele nasconde una verità non facilmente percepibile. Il maschio nella sua biologica poligamia può soltanto culturalmente essere condannato alla monogamia. Ecco perché l'adulterio della donna fu sempre condannato storicamente come tradimento mentre quello dell'uomo fu giustificato, se non lodato, come capacità di seduzione. La figura di Casanova, nessuno può negarlo, è storicamente una figura positiva, e soltanto per questioni religiose fu alla fine condannata quella romanzesca di Don Giovanni, le cui prodezze tuttavia sono decantate dal "servo" Leporello nel Don Giovanni di Mozart. Questa lunga premessa ho reso necessaria prima di rispondere se Massimo Segre (mi domando se sia ebreo dato il cognome) abbia avuto ragione o torto nell'avere reso pubblico il tradimento da parte della compagna convivente Cristina Seymandi, giovane e bella donna. Penso di sì. Sentendosi tradito nella sua fiducia si sentì tradito soprattutto perché fu preferito (ma per sola avventura?) da una donna che, pur dichiarandosi economicamente autonoma, probabilmente aveva bisogno di poter godere sessualmente di un uomo più attraente del convivente  giacché i soldi, come si suol dire, non significano tutto, però è vero che aiutano molto. E certamente l'avvocato, asserito soggetto del tradimento, non poteva competere economicamente con Segre (se ebreo si ha la conferma che i soldi aiutano molto). Ma poteva un fatto privato essere reso pubblico? Se vi fosse una querela da parte della compagna si potrebbe individuare un reato? Io dico di no, e se fossi giudice assolverei il Segre con una motivazione assai semplice. Escluso il reato di diffamazione perché la cosa fu resa pubblica in presenza della compagna (il che esclude la diffamazione) resta l'ingiuria, che è stata depenalizzata. Quale altro reato potrebbe configurarsi? Non riesco a capirlo. Comunque, come giudice riterrei assolto Segre per giusta reazione ad una offesa che poteva essere lavata soltanto facendola ricadere sulla compagna con il renderla pubblicamente svergognata e perciò inaffidabile. In ogni caso, se fosse individuabile un altro reato, questo sarebbe cancellato dall'art.52 del Codice Penale che dice che non è imputabile chi ha reagito ad una causa ingiusta. Una piccola discolpa a favore della Cristina: essendo giovane e molto bella si sentì in diritto di avere una relazione con un uomo giovane e attraente (ammesso che l'amante lo fosse). Questo doveva porre in conto l'attempato non più giovane dott. Segre, pur con i suoi soldi. Ma questa scusante ha il suo rovescio: dunque Cristinsa si sarebbe messa con il Segre solo per i soldi? Traetene la conclusione.  

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1 commento:

Mauro b. ha detto...

Posso azzardare una ipotesi? Posto la Cristina dovrà comunque continuare a frequentarsi col Segre, per motivi di lavoro, si addiverra' piano piano ad un chiarimento fra i due. Complici una cenetta ed un abbigliamento vedo-non-vedo il maturo signore non resisterà a lungo, e finiranno a
Letto, come due ex promessi, riciclatisi coppia clandestina. Magari converrà ad entrambi e, comunque, sembra usanza consolidata il sesso fra separati, divorziati,ex fidanzati. Di nascosto, in clandestinità, c'e più gusto.