martedì 8 marzo 2016

VOLTAIRE E I PHILOSOPHES SUGLI ANIMALI



Voltaire ritorceva contro Cartesio l’identificazione dell’essenza dell’uomo con il suo pensiero, trasformato in sostanza pensante. Nel Dizionario filosofico (alla voce bestie)Voltaire scrive: “ Che vergogna, che miseria, aver detto che le bestie sono macchine prive di conoscenza e di sentimento, che fanno sempre tutto ciò che fanno nella stessa maniera, che non imparano niente, non si perfezionano  I barbari uomini prendono questo cane che suol vincerli così facilmente nell’amicizia: lo inchiodano su una tavola e lo sezionano vivo per mostrarti le vene mesenteriche. Tu scopri in lui gli stessi organi di sentimento che sono in te. Rispondimi, o meccanicista, la natura ha dunque combinato in lui tutte le molle del sentimento affinché egli non senta? Il cane ha dei nervi per essere impassibile? Non fare più di queste balorde supposizioni...Le anime degli animali sono forme sostanziali, ha detto Aristotele...Le anime delle bestie sono materiali, gridano altri filosofi. E questi non hanno avuto più fortuna degli altri...Ascoltate qualcun’altra di queste bestie che ragionano sulle bestie: la loro anima è un essere spirituale, ma che muore col corpo. E che prova ne avete? ...Ma le bestie più grosse son stati quelli che hanno sostenuto che l’anima animale non è corpo né spirito. Questo è un bel sistema! Noi non possiamo intendere come spirito se non qualche cosa di ignoto che non è corpo: così il sistema di questi signori si riduce a questo, che l’anima delle bestie non è corpo, e neppure qualcosa che non sia un corpo. Quale può essere la causa di tanti errori così contrastanti? L’abitudine che hanno sempre avuto gli uomini di mettersi a esaminare che mai sia una certa cosa prima di appurare se quella tal cosa esista”. Voltaire si scagliò contro i barbari giansenisti di Port-Royal (agostiniani) che crocifiggevano i cani su una tavola di legno praticando la vivisezione per vederne le vene, convinti cartesianamente che essi fossero soltanto macchine.

Nel 1772 in Il faut prendre un parti ou du Principe d’action [1] Voltaire scrive: “C’è forse qualcosa di più abominevole del nutrirsi continuamente di cadaveri? Eppure, io non vedo tra noi nessun moralista, nessuno dei nostri loquaci predicatori, nessuno nemmeno dei nostri Tartufi, che abbia mai fatto la minima riflessione su quest’orrenda abitudine, divenuta in noi natura. Bisogna risalire sino al buon Porfirio, ai compassionevoli pitagorici, per trovare qualcuno che abbia cercato di farci vergognare della nostra cruenta ghiottoneria; oppure bisogna recarsi tra i brahmani. Infatti i nostri monaci, costretti dal capriccio dei fondatori dei loro ordini, a rinunziare alla carne, sono assassini di sogliole e di rombi, quando non lo sono di pernici e di quaglie. E né tra i monaci né nel Concilio di Trento né nelle nostre assemblee del clero né nelle nostre accademie si è mai pensato di chiamare un male quella carneficina universale. Nei concilii non vi si è mai pensato più che nelle taverne”.  

Tra i materialisti francesi emergono i nomi di La Mettrie, di Helvetius e di D’Holbach. Il primo ne L’uomo macchina (1747), rovesciando il dualismo cartesiano aveva attribuito alla materia la capacità di generare il pensiero secondo una concezione vitalistica facente riferimento ad una corrispondenza tra fenomeni psichici e fenomeni fisici, che giustificano il legame naturale tra l’uomo e tutti gli altri animali. “Che cos’era l’uomo prima dell’invenzione delle parole e delle lingue? Un animale appartenente alla specie umana, che con molto meno istinto naturale degli altri di cui allora non si credeva re, si distingueva dalla scimmia e dagli altri animali solo come la scimmia si distingue da questi ultimi cioè grazie a una fisionomia esprimente maggior discernimento. Poi, si è addestrato un uomo come si addestra un animale; siamo diventati autori come saremmo potuti diventare facchini. ...Tutto è stato fatto per mezzo di segni; ogni specie ha compreso ciò che poteva comprendere, ed è in questo modo che gli uomini hanno acquistato la conoscenza simbolica... La natura ci aveva fatti per essere inferiori agli animali, o almeno per far meglio emergere con ciò i prodigi dell’educazione, la quale soltanto ci innalza da qual basso livello e ci eleva poi sopra di essi ...Nell’uomo, si dice, esiste una legge naturale, una conoscenza del bene e del male, che non è stata impressa nel cuore degli animali...Abbiamo qualche esperienza atta a convincerci che soltanto l’uomo è stato illuminato da una luce rifiutata a tutti gli altri animali? ...Per decidere se gli animali, che non parlano affatto, hanno ricevuto o meno la legge naturale occorre riferirsi a quei segni di cui ho parlato, ammesso che esistano. I fatti sembrano provare che l’hanno ricevuta...La storia ci offre il celebre esempio di un leone che non volle sbranare un uomo abbandonato al suo furore perché riconobbe in lui il suo benefattore. Quanto sarebbe augurabile che anche l’uomo mostrasse sempre la stessa riconoscenza per i benefici e lo stesso riguardo per l’umanità...Ma voglio supporre di ingannarmi...Concedo che gli animali, anche i migliori, non conoscano la distinzione tra il bene ed il male morale...L’uomo non è fatto di un limo più prezioso; la natura ha impiegato una sola e medesima pasta di cui ha variato soltanto i lieviti. Se dunque l’animale non si pente di avere violato il sentimento interno di cui parlo, o piuttosto se ne è del tutto privo, bisogna necessariamente che l’uomo si trovi nella stessa situazione: e in tal caso addio alla legge naturale e a tutti quei bei trattati che si sono pubblicati intorno ad essa. Tutto il regno animale ne sarebbe privo nella sua generalità! Ma, reciprocamente, se l’uomo distingue sempre ...ciò che è vizio e ciò che è virtù in base all’inconfondibile piacere o alla particolare ripugnanza che ne sono le naturali conseguenze, ne segue che gli animali, fatti della stessa materia, alla quale forse è mancato solo un certo grado di fermentazione perché fossero in tutto uguali agli uomini, devono partecipare delle stesse prerogative dell’animalità, e quindi non esiste anima o sostanza sensitiva priva di rimorsi”. [2]

Si può commentare rilevando come La Mettrie forse vada oltre un certo limite nell’attribuire eguale sentimento di rimorso all’animale non umano, e che pertanto arrivi ad antropomorfizzare l’animale non umano. Ma è importante l’avere riconosciuto che tutti gli animali sono fatti della stessa pasta e  che li distingue solo il “lievito” con cui ognuno è stato impastato. Egli, tuttavia, avendo definito la legge naturale un sentimento che induce ogni animale a conseguire la propria felicità insegnandogli ciò che non deve fare in base a ciò che non vorrebbe gli fosse fatto, non seppe tradurre tale legge in un diritto naturale a causa della sua concezione della conoscenza fondata unicamente sull’esperienza, che, avendo come guida le sensazioni, non poteva giustificare la legge naturale in termini di normatività a livello di ragione.    

Helvetius  in Dello spirito (1758)[3]  considerò l’amor proprio come unico movente dell’azione umana e la virtù in funzione del vantaggio sociale che da essa potesse conseguire. Egli, al contrario degli altri due materialisti citati, si limitò ad un raffronto tra la struttura del corpo umano e quella degli animali superiori, per dedurne la superiorità dell’uomo grazie soprattutto alla sua capacità di inventare consentitagli dall’uso della mano. Voltaire in Questions sur l’Encyclopedie obietterà ad Helvetius che “non è perché le scimmie hanno le mani differenti da noi che esse hanno meno pensieri, infatti le loro mani sono come le nostre”. Su questo punto Voltaire si sbagliava, perché non aveva considerato che le scimmie non hanno l’opposizione del pollice al resto della mano che ha consentito l’articolazione della mano umana. Ma è riduttiva anche l’attribuzione dell’evoluzione umana all’evoluzione della struttura della mano, secondo una concezione che, presente già in Giordano Bruno, diverrà poi, come in Feuerbach, un topos dell’interpretazione materialistica di indirizzo umanistico per il voler spiegare la superiorità dell’uomo come spirito, sebbene animale, per una tendenza prevalente ad interpretare l’evoluzione in senso finalistico e perciò antropocentrico. Tuttavia Helvetius rifiuta di considerare gli animali come semplici macchine: “qualcuno potrebbe obiettarmi che Dio non può avere esposto al dolore e alla morte delle creature innocenti, e sosterrà così che le bestie sono semplici macchine: a questa obiezione risponderei che, non avendo la Chiesa né la Scrittura in alcun luogo asserito che gli animali sono semplici macchine, noi possiamo benissimo ignorare i motivi della condotta divina verso gli animali e supporre questi motivi giusti. Non c’è bisogno di ricorrere alla battuta del padre Melebranche, il quale, a chi asseriva che gli animali sono sensibili, al dolore, replicava che evidentemente avevano mangiato il fieno sbagliato.[4]

 D’Holbach in Sistema della natura (1770) nega che l’uomo si differenzi dagli altri animali come essere libero, in quanto soggetto ad un rapporto di causalità che fa capo alle leggi comuni a tutti gli esseri naturali. L’immortalità dell’anima è un’invenzione della religione, e l’uomo è guidato, come già aveva scritto Helvetius, soltanto dalla ricerca del benessere, secondo la sua natura fisica. Il potere politico trova una giustificazione soltanto nella funzione che dovrebbe avere di favorire il benessere collettivo. L’utilitarismo di D’Holbach sposta il suo accento sul collettivo, al contrario di quello individualistico di Helvetius. Per D’Holbach (Il buon senso, 1772) le differenze d’ingegno che si trovano tra gli uomini sono dovute alla varietà che sussiste negli organi degli individui di una stessa specie e tale diversità dipende anche dal maggiore grado di esercizio degli organi, che fa sì che i grandi conquistatori abbiano anime che sono peggiori di quelle delle bestie feroci, poiché molti animali mostrano di avere più bontà e più ragionevolezza degli uomini e le stesse bestie feroci non si ammazzano fra loro. “I filosofi speculativi che si immaginano o che vogliono farci credere che tutto nell’universo è stato fatto per l’uomo sono molto imbarazzati quando si chiede loro quale contributo al benessere umano possano dare tanti animali nocivi che infestano continuamente il nostro mondo...Tutti questi animali non ragionerebbero forse altrettanto giustamente quanto i nostri teologi se sostenessero che l’uomo è stato creato per loro?...La vanità dell’uomo lo persuade che è il centro dell’universo. Egli si crea un mondo e un Dio per suo esclusivo vantaggio; si crede tanto importante da poter alterare a suo piacimento il corso della natura; ma ragiona da ateo appena si tratta degli altri animali. Si immagina che gli esseri di specie diversa dalla sua siano degli uomini poco degni delle attenzioni della Provvidenza universale, e che le bestie non possano essere oggetto della sua giustizia o della sua bontà... Sebbene essi vedano le bestie, sotto un Dio giusto, gioire e soffrire, essere sane e malate, vivere e morire al pari degli uomini, non viene loro in mente di chiedere per quali colpe queste bestie han potuto attirarsi l’odio del despota della natura. Filosofi accecati dai loro pregiudizi teologici, per trarsi d’imbarazzo hanno spinto la loro follia fino a sostenere che le bestie non sono senzienti. Non riconosceranno che la natura  non è minimamente fatta per loro?” [5]  





[1] Oeuvres, Paris 1959, p. 427.
[2]Julien Offroy de La Mettrie,  L’uomo macchina, Laterza 1974,  pp. 188-205.
[3]Claude Adrien Helvetius, De l’Esprit, tr. it. Roma 1970. 
[4]Ibid., p. 18. 
[5] Le bon sens, tr. it. Milano 1985, pp. 84-85.

VOLTAIRE E LA RELIGIONE

Voltaire (Storia dell'affermazione del cristianesimo, cap. 25) ha scritto: “Se il cristianesimo ha principi esacrabili, l’ateismo non ha alcun principio. Gli atei possono essere briganti senza leggi, come i cristiani e i maomettani sono stati briganti con leggi. Vediamo se non sia più ragionevole e più consolante vivere come deisti”. Il deismo di Voltaire è una religione naturale: “E’ naturale riconoscere un Dio, da quando si aprono gli occhi; l’opera annuncia l’artefice”.  Probabilmente nemmeno Voltaire credette in tale Dio, soprattutto dopo il terremoto di Lisbona, considerando che egli, ironizzando su Leibniz, non ritenne mai che questo fosse il migliore dei mondi possibili. Dunque come potrebbe un Dio esserne l’artefice? La sua concezione scientifica del mondo, poggiantesi sul sistema meccanicistico di Newton, autosufficiente, insieme con l’affermazione di una eguale origine naturale della vita umana e di quella non umana, in opposizione al dualismo cartesiano,[1] gli offriva tutte le premesse per arrivare a concepire un diritto naturale come unico fondamento delle leggi umane. E’ il diritto naturale, in quanto naturale, non ha bisogno di Dio, se deve vincolare anche Dio. E’ strano – e vi è da rammaricarsi del fatto - che Voltaire non sia giunto a percepire ciò, anche considerando che egli negò sempre si potesse dimostrare l’immortalità dell’anima (Trattato di metafisica, 6). Diversamente non avrebbe scritto che l’ateo non ha alcun principio. La religione naturale appare in Voltaire una gentile concessione alla religiosità, mentre egli stesso pensava che la religione potesse avere un’utilità pratica soltanto per coloro che avevano bisogno del timore di una punizione divina per rispettare l’ordine pubblico. In questo senso scrisse: “Se dio non esistesse bisognerebbe inventarlo”. E in una lettera a d’Alembert (27 novembre 1771) scrisse: “Un’intelligenza ordinatrice della natura deve essere limitata quando si badi alle imperfezioni e alle miserie della natura stessa”.[2] Nella tragedia Henriade (VII, 87-92) Voltaire scrisse: “Iddio non li castiga per aver chiuso gli occhi alla conoscenza che lui stesso aveva posto sì lungi da loro; non li giudica da padrone ingiusto in base a leggi cristiane che essi mai hanno conosciuto, in base allo zelo insensato dei loro santi furori, ma in base alla legge semplice che parla a tutti i cuori".    
Il papa Benedetto XVI, rivolgendosi agli atei (19 agosto 2005), ha dichiarato a Colonia: “Concedete a Dio il diritto di parlarvi”. Quale Dio? Il dio biblico? Come si permette di proporre ancora menzogne bibliche, cioè ebraiche, pensando che tutti siano imbecilli o ignoranti? Leggano i cristiani la breve Storia dell’affermazione del cristianesimo di Voltaire – che spiegò chiaramente come tale affermazione fosse fondata sulle menzogne, come il cristianesimo sia nato soprattutto dalla predicazione di un pluriassassino, opportunista ed impostore, quale fu S. Paolo, ebreo rinnegato, che, cittadino romano, avendo ereditato la cittadinanza romana dal padre per le sue benemerenze come commerciante di pelli, pur contro le leggi romane si era prima mosso in vari luoghi, tra cui Damasco nel 38, per arrestarvi i cristiani su incarico dal “sommo sacerdote” di Gerusalemme, avendo avuto gusto a partecipare alla condanna a morte per lapidazione di Stefano, alla lapidazione del nazareno Sebastiano, ad assassinare San Giacomo il minore, poi ancora Oblia il Giusto, ritenuto fratello di Gesù.[3]Questo individuo, che riconosce di avere promosso stragi, imprigionamenti e condanne a morte di cristiani andando a scovarli in città straniere (Atti degli apostoli, 9, 1; 25, 10), per cui non si capisce come sia sfuggito sin d’allora alla pena capitale secondo la legge romana, tanto più in quanto era cittadino romano, si inventò improvvisamente la resurrezione di Gesù senza averlo mai conosciuto. Aggiunge Voltaire: “Solo un fanatico insensato o un furfante molto maldestro può dire che San Paolo cadde da cavallo per aver visto della luce in pieno mezzogiorno; che Gesù Cristo gli gridò da una nube: "Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?", e che Saulo cambiò subito il suo nome in Paolo e da ebreo persecutore e omicida com’era ebbe la gioia di diventare cristiano perseguitato ed ucciso. Solo un imbecille può credere a un racconto del genere” (op. cit., cap. 8).
Aggiungiamo noi: solo un ebreo poteva inventarsi tale racconto. Su quale soggetto da galera il dio cristiano avrebbe fondato il cristianesimo! S. Paolo trasferì nel cristianesimo lo stesso fanatismo con cui precedentemente aveva perseguitato i cristiani. Se fosse vissuto dopo Costantino avrebbe promosso la caccia ai pagani e il loro sterminio in caso di mancata conversione. 
[1] Il filosofo ignorante, in Opere, Laterza, vol. II, pp. 509 sgg. Cfr. anche la voce “bestie” in Dizionario filosofico.
[2] Cfr. Theodore Besterman, Voltaire (1969), Feltrinelli 1971, pp. 177-91; p. 468.
[3] Queste notizie vengono date da Abdias, uno dei primi discepoli di Gesù e preteso vescovo di Babilonia, secondo quanto riportato nello scritto citato di Voltaire.
 

lunedì 7 marzo 2016

L'ULTIMO DISCORSO DELL'ULTIMO PAPA

Scritto nel 2004 quando non era ancora papa il cardinale Ratzinger, con cui ho interloquito nel mio libro Scontro tra culture e metacultura scientifica.
Potrebbe accadere al papa di lasciare libertà ai suoi dubbi nel sogno, in cui la verità storica affiorerebbe dal subconscio libera dalle rimozioni operate dalla fede, e di fondare una “religione” civile, come egli la chiama, immaginando di affacciarsi alla finestra di fronte alla p.zza S. Pietro per dire: “Carissimi fratelli in Cristo, non ho avuto sino ad oggi il coraggio di dirvi che, dopo ulteriori riflessioni sui miei studi, sono convinto che il Vecchio  Testamento è tutto un imbroglio, e dunque, teologicamente, lo è anche il Nuovo. Conservate di questo i messaggi morali, tra cui la norma – che li riassume tutti - "fai agli altri quel che vorresti fosse fatto a te". E’ un principio di carità cristiana, non un obbligo giuridico. Ma attenti ad intenderlo bene, perché potrebbe essere un principio pericoloso, se qualcuno, per fanatismo religioso, si sentisse in diritto anche di uccidere, credendo di meritare la stessa sorte se si trovasse al posto della vittima, ritenuta nemico della sua fede. Ricordatevi che Confucio nel 500 a. C. si limitò a dire: "non  fare agli altri quel che non vorresti fosse fatto a te", che è un comandamento giuridico. Cristiani, rompete le righe! Da oggi arrangiatevi. Ognuno per sé e …Dio per tutti. Sperando che esista. Ma non sarebbe di certo quello della Bibbia. E tanto meno del Corano, a cui non si può riconoscere nemmeno dignità morale, essendo un libro predicatore della violenza e dell’odio per coloro che non vi credono. Conservate le radici-greco-romano-cristiane dell’Occidente, in conformità alle frasi di Gesù "il mio Regno non è di questo mondo" e "date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio", giacché può esistere un cristianesimo laico, fondato sul diritto naturale, con Gesù uomo e non anche figlio di Dio, buono anche per gli atei, che, se hanno rispettato la norma di Confucio, avrebbero più meriti, di fronte a Dio, rispetto ai credenti che hanno rispettato anche la norma di Cristo, ma per salvarsi l’anima. Se Dio esiste, si salvi chi può! Ognuno a suo modo, credente o non credente, purché rispetti il diritto naturale, che non è soltanto della natura umana, data la comune origine di tutte le forme di vita”. 

     Questa è la risposta che l’ateo, come il papa del subconscio, può dare al frequente appello del papa ufficiale ai non credenti perché si aprano alla parola di Dio. Che se ne fanno, se possono avere più meriti dei credenti di fronte a Dio?  Il Dio dei non credenti è migliore di quello antropomorfico delle religioni, che ha bisogno di essere pregato per sapere ciò che deve fare. E’ il Dio che riconosce maggiori meriti a chi evita di compiere del male non per opportunismo, cioè per avere un premio da Dio o per timore di Dio. Pascal, con la sua famosa scommessa sull’esistenza di Dio, inventò un argomento che non andava a favore della sua intelligenza, giacché, se egli fosse stato veramente intelligente – e non anche crudele, come le anime “pie” dei giansenisti di Port-Royal, che inchiodavano dei cani su tavole per vivisezionarli soltanto per il gusto di assistere alla circolazione del sangue - avrebbe dovuto rovesciare l’argomento, scommettendo sulla non esistenza di Dio, perché non si trae il massimo guadagno dal credere in Dio, se si può trarre un guadagno maggiore dal non credervi, se esiste.

SEGUE:

domenica 6 marzo 2016

BASTA! A MALI ESTREMI ESTREMI RIMEDI

Se continua l'invasione dell'Europa durante l'inverno quale sarà l'invasione successivamente? I peggiori sono i siriani, colpevoli di avere abbandonato vigliaccamente la Siria dopo avere provocato la ribellione contro il governo di Assad, con conseguente invasione da parte dei tagliagole dell'ISIS. Nessuna pietà per questi falsi profughi di guerra, che essi stessi hanno voluto. Una buona parte del territorio è rimasta sotto il governo di Assad, che ha riconquistato altro territorio grazie all'aiuto della Russia. Che questi siriani tornino in Siria pentiti e si mettano al servizio del governo di Assad giacché giustamente il governo li considera disertori. Se non lo fanno non hanno diritto d'asilo, non essendo nemmeno profughi di guerra, a parte il fatto che se l'Europa dovesse accogliere tutti profughi di guerra vi sarebbe il collasso dell'Europa stessa. Bisogna che le destre impediscano a degli scellerati come la culona Merkel di continuare a favorire l'accoglienza. La culona ormai sta perdendo consenso e la destra troppo tardi si sta fecendo sentire con manifestazoni di piazza. Essa è data oggi al 17%. Non capisco perché sia ancora a questa percentuale bassa. Ma sono state sempre le minoranze a fare una rivoluzione. E ormai occorre una rivoluzione in tutti gli Stati  europei, contro la feccia delle false sinistre della solidarietà che infangano il diritto con la morale. Dovrebbero essere recintati i confini con reti metalliche in cui passi la corrente ad alto voltaggio. Con la scritta anche in arabo: CHI TOCCA LA RETE MUORE.  E non bastando le parole aggiungere
Risultati immagini per teschio dei pirati     
L'Ungheria e la Macedonia hanno innalzato delle reti. Ma servono a nulla perché vengono tagliate. Manca la corrente.   
E non mi dicano quelli della falsa sinistra che questa sarebbe una soluzione nazista. La culona Merkel proviene dalla Germania dell'est (ex Repubblica popolare comunista) dove i confini con la Germania dell'ovest (Repubblica federale con capitale Bonn) erano segnati da una rete percorsa da corrente elettrica, ma a basso voltaggio. E se qualcuno, con qualche artificio (per esempio con guanti di gomma), riusciva a procurarsi un varco, le guardie di frontiere (i famosi vopos) erano autorizzati a sparare sino ad uccidere. In Italia, purtroppo, non è possibile mettere delle reti, perché  possono sempre sbarcare in quella maledetta isola chiamata Lampedusa, isola accogliente dove gli abitanti con a capo una sindaco imbecille, la Nicolosi, fanno i buonisti a spese degli altri. Per usare un famoso detto, fanno i froci con il culo degli altri. E un medico di Lampedusa, Pietro Bartolo, ha sfruttato l'occasione per diventare protagonista del film Fuocoammare, un cagata pazzesca a cui soltanto la Germania della culona Merkel poteva dare l'Orso d'oro. Un esempio di come si possa sfruttare il buonismo per fare soldi. 
Ma vi potrebbe essere la via verso l'Albania per entrare in Puglia. A questo punto dovrebbe essere l'Albania a costruire reti per impedire l'ingresso degli invasori. Ma sarebbe necessario allora un accordo dello sgoverno italiano con l'Albania. Cosa impensabile. Ma di fronte ad una invasione dirottata in Italia scoppierebbe tutto. A questo punto è sperabile che capiti una rivolta contro questa falsa sinistra per liberarci di questi bastardi dello sgoverno con a capo un esagitato autistico da ricoverare in psichiatria.       

venerdì 4 marzo 2016

TRUMP: VADE RETRO ISLAM

Se fossi cittadino statunitense non avrei dubbi: TRUMP. E' osteggiato anche dai cosiddetti moderati del partito repubblicano. E' anche possibile che i delegati dei suoi elettori non rispettino il voto degli stessi elettori e che nella Convention Trump non raccolga tutti i voti dei delegati. Perché quella americana è una falsa democrazia. Gli elettori non possono votare direttamente il loro candidato. Questo deve poi superare il voto dei delegati. E ogni Stato ha un numero di delegati prestabilito in proporzione alla popolazione. Può capitare che un candidato del partito abbia in assoluto il maggior numero di voti degli elettori ma non abbia il maggior numero dei delegati. Non basta. Come già detto, i delegati possono tradire il voto dei loro elettori nella Convention del partito che nomina il suo candidato. Non è mai capitato che sia stato eletto presidente uno che non sia sostenuto dall'apparato finanziario di uno dei due partiti, democratico o repubblicano. Ci vogliono troppi soldi per sostenere una campagna elettorale. Sembra il pasticcio che in Italia ha prodotto lo scriteriato art. 67 della Costituzione, che prevede che l'eletto non abbia vincolo di mandato. E così può tradire il voto dell'elettore, che si vede il suo voto portato dentro un altro partito. Vedi i vari traditori Fini, Alfano, Verdini e compagnia brutta. Ma se i delegati tradiranno Trump faranno il gioco di una imbecille patentata quale è Hillary Rodham, falsamente detta Clinton, che non è il suo cognome ma quello del marito. Questa spregiudicata donna aveva già calcolato tutto da quando perdonò pubblicamente il marito quando si scoprì  che questi si faceva fare dei bei pompini da Monica Lewinsky sotto il tavolo della sala ovale quando parlava al telefono con capi di Stato o del governo. Le conveniva perdonarlo perché altrimenti non avrebbe potuto presentarsi come candidata sfruttando il cognome del marito. Basti questo per capire di che stoffa sia questa donna supercornuta. Non ha mai dimostrato di avere delle capacità. Se gli americani non votassero per Trump, ammesso che questi abbia il numero sufficiente di delegati per contrastare la Hillary dimostrerebbero di essere per la maggioranza degli autentici idioti. Trump viene considerato un estremista, quasi un pazzo per certe sue uscite. Io dico che sono pazzi coloro che lo osteggiano (naturalmente, suppongo, quasi tutti i negri e quasi tutti gli ispanici). Che cosa ha detto Trump per essere considerato pazzo o quasi? Ha detto che vuole costruire un muro  lungo il confine con il Messico, vuole schedare tutti gli islamici e non farne entrare altri. E in politica estera? Ha detto che vuole uccidere tutti quelli dell'ISIS, comprese le famiglie. Ma allora darebbe man forte a Putin. Sarebbe allora la fine del cosiddetto Stato islamico. L'Europa è troppo esposta perché subirebbe una risposta terroristica. Perciò non può intervenire direttamente nemmeno in Libia. L'Europa, a causa della sua politica di accoglienza, ha raccolto il suo mal seminato: l'essere diventata ostaggio del terrorismo islamico. Per gli Stati Uniti è diverso perché non ha subito una massiccia invasione di islamici. Gli islamici degli Stati Uniti, anche per la loro lontananza dagli Stati islamici del Medioriente, non si sentono tanto forti da poter contrastare una politica antislamica con interventi americani in Siria, in Iraq e in Libia. Trump non si farebbe molti scrupoli, al contrario dell'inetto mezzo negro Obama. Purché mantenga le promesse.

SCHIFO SENZA COMMENTO



giovedì 3 marzo 2016

CELESTE COSTANTINO E MICAELE CAMPANA: DUE TIPICI ESEMPI DI PARASSITI DELLA POLITICA SENZA MESTIERE NELLA VITA

Inviato a 
costantino_c@camera.it

Celeste Costantino - Wikipedia


campana_m@camera.it

La prima, nata nel 1979, risulta laureata in filosofia, ma non ha mai utilizzato questa laurea. Si è data subito alla politica all'età di 20 anni figurando oggi deputata del partito del pederasta Vendola. E figuriamoci se non si sentiva in diritto di difendere il pederasta e l'utero in affitto. Come dire: non si sputa sul piatto dove si mangia (da parassita della politica non avendo mai avuto un mestiere nella vita). 
Egualmente per la seconda, nata nel 1977. Risulta avere frequentato l'Università La Sapienza ma non risulta che si sia laureata. Nel 2001 è divenuta capogruppo dei DS nel V Municipio di Roma. Ed ivi è rimasta continuando ad essere senza mestiere. Sino a quando nel 2013 è stata eletta deputata. Ecco che cos'è la politica per individui simili. Un mestiere a vita. E se non venissero rielette che fine farebbero? Sicuramente si farebbero stipendiare da qualche organizzazione di partito continuando a fare le parassite della politica. Purtroppo siamo governati da gente simile, a iniziare da quell'esagitato e malato di mente che ci troviamo a capo di questo sgoverno. Anche lui individuo senza mestiere perché prima divenne presidente della provincia e poi sindaco di Firenze.  Nessuno dovrebbe essere eletto parlamentare senza avere un mestiere fuori della politica. E gli anni passati in parlamento non debbono valere ai fini della pensione se non nella misura di quella pensione che avrebbero maturato facendo il lavoro che facevano prima. E se prima non facevano alcun lavoro? Peggio per loro. Il mandato parlamentare non deve più servire per avere una pensione maggiore. Rimarrebbero disoccupati finito il mandato parlamentare? Chi se frega! Peggio per loro. Non vi sarebbe più la rincorsa ad una poltrona per assicuarsi un vitalizio avendo confuso la politica con un mestiere a vita. Squallidi parassiti della società.    

mercoledì 2 marzo 2016

LA MADONNA DI LOURDES: ULTIMO MIRACOLO CHE DIMOSTRA CHE LA MADONNA NON ESISTE. SOLO UN CASINO DELLA MADONNA

E' mai possibile che questa madonna si sia occupata delle corde vocali del cantante Bobby Solo trascurando migliaia di malati anche terminali che vanno a Lourdes? Probabilmente la madonna ha un calcolatore speciale per stabilire il grado di fede non considerando la gravità della malattia. La cosa è talmente ridicola che non si riesce a crederci. Un tale di mia conoscenza si inventò quanto segue: la madonna di Lourdes è apparsa a quella di Fatima, quella di Fatima a quella di Loreto, quella di Loreto a quella di Medjugorje. Insomma: un casino della madonna.   


PAPA FRANCESCO: SIA RICOVERATO IN PSICHIATRIA

E' un pazzo. Con quale autorità può cancellare i peccati a coloro che accolgono gli invasori?  E' un pazzo anticristo. E' il peggiore papa della storia questo baciabambini. Appena ne vede uno lo prende di mira. Sta distruggendo la Chiesa non capendo che in questo modo sta favorendo anche l'invasione islamica. Si ricordi le parole di Gesù, che non ammette compromessi: "chi non è con me è contro di me". Anche se poi in altro passo disse ai discepoli: "chi non è contro di noi è per noi". Gli islamici non soltanto non sono per i cristiani, ma sono anche contro i cristiani. Infatti non è ammessa la predicazione cristiana negli Stati islamici. Pertanto in tutti e due casi questo papa è il cavallo di Troia dell'invasione islamica anticristiana. Prima si lamenta della persecuzione dei cristiani negli Stati islamici, poi favorisce l'ingresso degli islamici in Europa. E' uno schizofrenico. Ha bisogno di un ricovero coatto.

"Se si aiutano i migranti
peccati tornano bianchi"

  

martedì 1 marzo 2016

LA POLITICA CORROTTA DALLA CONFUSIONE TRA MORALE E DIRITTO. BISOGNA ACCOGLIERLI...

...questi invasori, ma a calci in culo e anche peggio. Non hanno alcun diritto per essere accolti. La Convenzione internazionale di Ginevra prevede il diritto d'asilo per colui che SINGOLARMENTE è perseguitato in UNO STATO CHE NON SIA IN GUERRA. Dunque nessun diritto d'asilo per i cosiddetti profughi di guerra e tanto meno per quelli economici.  I peggiori sono i profughi siriani, che hanno incominciato a destabilizzare la Siria sostenendo i rivoltosi islamici contro il governo laico di Assad. E vigliaccamente adesso si presentano come profughi di guerra, di una guerra che essi stessi hanno voluto, favorendo l'occupazione di buona parte della Siria da parte dei tagliagole dell'ISIS. Altro che accoglienza: bisognerebbe respingerli senza pietà abbandonandoli sulle coste della Siria, negare ad essi ogni soccorso perché scontino la loro scelleratezza. Di questi più ne crepano e meglio è. La "solidarietà" è un termine che appartiene all'ambito della morale, ed esclude una reciprocità di diritti e doveri. Esistono doveri morali, la  cui violazione non contempla alcun reato. La reciprocità tra diritti e doveri rientra nella socialità, cioè nell'ambito del diritto.  Nessuno può essere costretto dalla legge ad essere solidale perché al dovere morale non corrisponde un diritto del beneficiato. Pertanto io non debbo essere costretto ad essere solidale con gli invasori mantendoli con le tasse.  Ognuno di questi invasori costa (si dice) 37 euro al giorno. Li si dia ai disoccupati italiani invece che a questi invasori, per lo più quasi tutti islamici. Il papa può parlare di solidarietà, ma se li porti in Vaticano. Si può obiettare che il Vaticano è solidale con le sue opere assistenziali. Ma queste opere assistenziali vengono pagate anche con l'anticostituzionale 8 per mille. A chi vive nella confusione tra morale e diritto consiglio la lettura della Metafisica dei costumi di Kant.  Ma per questi imbecilli sarebbe una lettura inutile, ammesso che siano in grado di comprendere la difficile lettura dell'opera citata di Kant.      
Se l'Europa non avesse governi di imbecilli farebbe terra bruciata per questi invasori che sono riusciti ad entrare, abbandonandoli a se stessi con la privazione di qualsiasi assistenza. Non sarebbero più incoraggiati a fare gli invasori. Altro che costruire ponti come dice il papa. Bisogna costruire muri. E più che muri sbarramenti di filo spinato con passaggio di corrente elettrica ad alto voltaggio. Non si azzarderebbero ad oltrepassarli se non rimanendo stecchiti.