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Blog del prof. Pietro Melis

Questo è il blog del prof. Pietro Melis, autore del testo intitolato "Scontro tra culture e metacultura scientifica: l'occidente e il diritto naturale. Nelle sue radici greco-romano-cristiane. Non giudaiche e antislamiche".

mercoledì 16 aprile 2025

LEGGI NAZISTE A PROTEZIONE DEGLI ANIMALI.

Ho visto nella trasmissione di Bianca Berlinguer scene tremente di poveri agnellini belandi perché stipati in grossi camion a più piani dopo essere stati separati dalle madri. Come è possibile che esistano individui che al posto del cuore hanno una pietra? E dopo un lungo viaggio capiscono che cosa li aspetta. E allora ho pensato a questo maledetto papa che mai è intervenuto contro le sofferenze di questi poveri agnellini. Ho il cuore straziato vedendo queste scene di crudeltà. E la gente si raduna per vedere questo papaccio che disse  che da bambino voleva fare il macellaio. Se veramente la gente capisse di che brutta pasta sia fatto questo papa...Insensibile alle sofferenze degli animali, così dolci nel loro aspetto da muovere a tenerezza. Quando questo papaccio morirà la Chiesa avrà perduto una delle peggiori e odiose figure. Credo che gli agnellini siano maschi perché improduttivi. Il latte serve agli uomini nonostante serva agli agnellini. Nessuna parola è stata spesa a favore di questi bambinelli sofferenti. Avrei voluto festeggiare la morte di questo papa. Ma come è mai possibile che sia incapace di dire, come disse invece il suo predessore, che l'antica tradizione ebraica del sacrificio dell'agnello doveva essere superata dopo il sacrificio della Croce, con cui doveva ritenersi chiusa tale orrida tradizione? Per i poveri agnellini belanti di sofferenza nessuna pietà viene manifestata. Non viene nemmeno usata l'anestesia perché vengono uccisi entrando nei mattatoi dove vengono uccisi con un colpo di coltello sulla giugulare. E ho sentito Mauro Corona che ha cercato di farsi benvolere dicendo che aveva ridotto il consumo della carne. I mangiatori di cadaveri di agnellini dovrebbero essere capaci di ucciderli entrando in un mattatoio. Rita Dalla Chiesa è sta l'unica a condannare tali sofferenze. E non mi si dica adesso che sbaglio dicendo che sto per scrivere. I mangiatori di cadaveri non pensano da quali sofferenze provengano la carne dei cadaveri di cui si nutrono. Sono peggio dei nazisti.Traggo le pagine seguenti dal mio libro Scontro tra culture e metacultura sciientifica.  

Proseguo con la citazione delle leggi naziste a protezione degli animali. .                  

Può sembrare paradossale che la prima, e tuttora migliore, espressione di una Legislazione a protezione degli animali e dell’ambiente sia stata voluta dal nazismo negli anni 1933-35. Hitler (vegetariano) disse in un discorso: “Nel nuovo Reich non dovrà esserci più posto per la crudeltà verso gli animali”. Principale teorico di tale legislazione fu il biologo Walter Schoenichen,[1] le cui idee possono sembrare affini a quelle che ispirano oggi l’ecologia profonda, per il vedere l’uomo, non come padrone di una natura umanizzata, ma come responsabile di uno stato originario della natura fornito di diritti naturali, sul presupposto romantico e antiilluministico del rifiuto di separare la natura dalla cultura e con una conseguente condanna, da parte del nazismo, di ogni pretesa di asservimento coloniale di altri popoli all’interesse capitalistico, che non rispetta le diversità e l’identità delle popolazioni indigene e porta all’omogeneizzazione della specie umana. In tali leggi si riconosce un diritto naturale persino alle rocce, che devono essere rispettate per lo stesso diritto globale che ha l’ambiente anche come paesaggio. Esse, tra l’altro, prevedevano una pena minima di due anni di carcere per maltrattamento e abbandono di animali, imponevano l’anestesia totale nei mattatoi, dove fu vietata la barbarie del rito sacrificale ebraico-islamico, che richiede che l’animale muoia cosciente per dissanguamento, e vietavano qualsiasi forma di allevamento che costringesse gli animali a vivere in poco spazio, secondo i sistemi di allevamento industriale odierni, chiamati “razionali”.                

 E’ stato scritto[2]  che “dobbiamo diffidare della demagogia che fa leva sull’orrore che giustamente ispira il nazismo per squalificare a priori qualsiasi preoccupazione di carattere ecologico” . Solo il pregiudizio ideologico può impedire di cogliere ciò che di giusto espresse il nazismo in fatto di protezione della vita animale e dell’ambiente, di fronte al quale ci si deve domandare perché oggi l’Europa, che si ritiene civile, voglia essere peggio del nazismo consentendo una tradizione barbara come la corrida (contro cui nessun papa ha pronunciato mai una condanna), giustificando con il rispetto della diversità religiosa, e perciò subordinando alla morale il diritto, il crudele rito ebraico-islamico di macellazione (che vieta che l’animale venga prima privato dei sensi),[3] legalizzando i sistemi di allevamento industriali, la nutrizione forzata delle oche, proibita anch’essa dalla legge nazista, che regolava dettagliatamente le condizioni alimentari, di riposo, di aerazione e di trasporto degli animali, perché non vi fosse per essi alcun motivo di sofferenza. Certamente il progresso minimo che sinora si è avuto in tema di diritti degli animali non è dovuto al monoteismo di radice ebraica, maggiore fonte in Occidente dell’antropocentrismo.[4]

Può sembrare paradossale che la prima, e tuttora migliore, legislazione a protezione degli animali e dell’ambiente sia stata voluta dal nazismo negli anni 1933-35. Hitler (vegetariano) disse in un discorso: “Im neuen Reich darf es keine Tierqualerei mehr geben” (Nel nuovo Reich non può esserci più posto per la crudeltà verso gli animali). Il 24 novembre 1933 (anno dell’ascesa al potere del nazismo) fu approvata l’imponente legge sulla protezione degli animali (Das deutsche Tierschutzrecht),[1]seguita il 3 luglio 1934 dalla legge che poneva severe limitazioni alla caccia (Das Reichsjagdgesetz) e dalla legge dell’1 luglio 1935 a protezione della natura (Reichsnaturschutzgesetz). La legge nazista previde come pena due anni di carcere per abbandono o per maltrattamento di animali. E impose l’anestesia totale nei mattatoi, dove fu vietata la barbarie del rito sacrificale ebraico-islamico. Principale teorico di tale legislazione fu il biologo Walter Schoenichen,[2] le cui idee possono sembrare affini a quelle che ispirano oggi l’ecologia profonda, per il vedere l’uomo, non come padrone di una natura umanizzata, ma come responsabile della conservazione di uno stato originario della natura sul presupposto romantico e antiilluministico del rifiuto di separare la natura, dalla cultura e con una conseguente condanna, da parte del nazismo, di ogni pretesa di asservimento coloniale di altri popoli all’interesse capitalistico, che non rispetta le diversità e l’identità delle popolazioni indigene e porta all’omogeneizzazione della specie umana.     

Rimaneva nelle suddette leggi naziste una certa ambiguità tra il riconoscimento di diritti intrinseci alla natura e l’affermazione, compresa nella legge sulla caccia, “che si è assegnato il compito della salvaguardia della selvaggina come uno dei nostri beni culturali più preziosi del popolo tedesco”. Di fatto prevaleva una concezione non fondata sul diritto naturale, ma su un concetto dell’uomo considerato come responsabile della salvaguardia della natura, anche se non più come padrone di una natura umanizzata. Le conseguenze di una mancata concezione del diritto naturale si sono viste.

E’ probabile che il nazismo abbia visto nell’ebraismo il responsabile storico di una concezione antropocentrica della natura, come è probabile che il secondo Heidegger abbia desunto dal nazismo il concetto antiumanistico dell’uomo come “custode dell’essere” (Lettera sull’umanesimo, 1947) e non come signore di esso, secondo la concezione espressa nel Genesi. La custodia dell’essere diviene per Heidegger la condizione di un nuovo “far abitare la terra”, dove l’abitare è “il soggiornare presso le cose”, che “può accadere nella misura in cui i mortali proteggono e curano le cose che crescono” da sé. [3] “Ciò che minaccia l’uomo di morte è l’incondizionatezza del puro volere”,[4]è il “dominio dell’im-posizione, che esige la impiegabilità della natura” tramite la tecnica scissa dalla custodia della terra,[5] che provoca una “circolarità tra usura e consumazione” e “fa violenza alla terra e la trascina nell’esaustione”, obbligandola ad “andare oltre il cerchio della possibilità che questa ha naturalmente sviluppato”, per porla “sotto il dominio della volontà di volontà che rende manifesta l’insensatezza dell’agire umano posto come assoluto”.[6]        

Certamente Heidegger nel mare dell’antropocentrismo della filosofia contemporanea è stato il filosofo meno antropocentrico per avere considerato il linguaggio umano come linguaggio appartenente all’essere prima che all’uomo. 

           

E’ stato scritto[7] che “dobbiamo diffidare della demagogia che fa leva sull’orrore che giustamente ispira il nazismo per squalificare a priori qualsiasi preoccupazione di carattere ecologico”. Se qualcuno argomentasse senza logica, anzi, senza cervello, dicendo che in compenso i nazisti fecero morire milioni di ebrei ( e non soltanto ebrei) nelle camere a gas, si potrebbe rispondere con logica che allora per essere antinazisti bisogna continuare a permettere che gli ebrei credenti (e gli islamici) continuino ad aggiungere altre e inutili sofferenze agli animali nei mattatoi. Solo il pregiudizio ideologico può impedire di cogliere ciò che di giusto espresse il nazismo in fatto di protezione della vita animale e dell’ambiente, di fronte al quale ci si deve domandare perché oggi l’Europa, che si ritiene civile, voglia essere peggio del nazismo consentendo una tradizione barbara come la corrida (contro cui nessun papa ha pronunciato mai una condanna), giustificando con il rispetto della diversità religiosa, e perciò con la subordinazione del diritto alla morale, il crudele rito ebraico-islamico di macellazione (che vieta che l’animale venga prima privato dei sensi prima di essere ucciso),[8] legalizzando i sistemi di allevamento industriali, la nutrizione forzata delle oche, proibita anch’essa dalla legge nazista, che regolava dettagliatamente le condizioni alimentari, di riposo, di aerazione e di trasporto degli animali, perché non vi fosse per essi alcun motivo di sofferenza. Gli ebrei hanno sofferto meno nelle camere a gas naziste,??!![9] dove perdevano i sensi in meno di un minuto, di quanto soffrano tuttora, come documenteremo, gli animali nei mattatoi costretti a terra su un fianco, legati per le zampe e coscienti mentre si divincolano sino alla morte durante il lungo tempo del dissanguamento a causa della barbara “macellazione rituale” ebraico, accolta dagli islamici.[10]



[1]  Della suddetta legge diedero un commento analitico e storico (in un’opera di 308 pagine) i dott. Giese e Kahler in data 1 novembre 1938, con un’introduzione del dr. Krebs “borgomastro, consigliere di stato prussiano e Direttore della Lega per la protezione degli animali del Reich”.  Di quest’opera cercheremo di dare la pubblicazione in traduzione italiana (già ultimata) , che è la prima traduzione mondiale.        

[2]  Sono le tesi espresse da Schoenichen  nell’opera Naturschutz als volkische und internationale Kulturaufgabe (Protezione della natura come compito culturale popolare e internazionale), Jena 1942.  

[3]  Costruire abitare pensare, in Saggi e discorsi (1954), Mursia 1976, pp. 100-101 e p. 106.

[4]   Perché i poeti?, in Sentieri interrotti (1950), La nuova Italia 1968, p. 271.

[5]   La questione della tecnica, in Saggi e discorsi, cit., pp. 17 e 24.

[6]   Oltrepassamento della metafisica, in Saggi e discorsi, cit., pp. 63-65. 

[7]   Luc Ferry, Il nuovo ordine ecologico. L’albero, l’animale, l’uomo (1992), ed. Costa & Nolan 1994, p. 136. Ferry è stato nominato dal presidente della Repubblica francese ministro della pubblica istruzione. Incredibilmente nel mese di giugno del 2002 è stato tolto in Portogallo il divieto di introdurre la corrida.  Nessuna protesta o manifestazione pubblica è stata promossa da quei movimenti politici che dovrebbero essere testimonianza di lotta a favore del rispetto dei diritti degli animali. Il parlamento europeo ha taciuto su questo fatto, mentre andava discutendo sulla Carta europea dei diritti dell’uomo, rimanendo responsabile di una concezione antropocentrica dei diritti, nella solita confusione tra diritto e morale.  Nella “civile” Europa, che si crede tale per avere abolito la pena di morte, si trasforma in spettacolo la crudeltà sugli animali e il parlamento europeo non prende provvedimenti contro la Norvegia che si rifiuta di rinunciare alla caccia alle balene con la scusa ipocrita, come quella del Giappone,  della necessità di non interrompere le “ricerche scientifiche”, che vogliono mascherare soltanto tradizionali  richieste del palato.    

[8]  Tipico esempio della corruzione del diritto da parte della morale è la risposta che il governo ha dato ad un deputato della Lega Nord (Davide Ercoli) che fece un’interrogazione per stigmatizzare l’accettazione nei mattatoi del barbaro rito ebraico-islamico di macellazione, rilevando che non era ammissibile che la sofferenza dell’animale potesse essere subordinata ad una tradizione religiosa, essendo “il diritto alla non sofferenza un confine invalicabile”.  La risposta fu che l’Italia si era adeguata alla legislazione europea. A due anni di distanza con una seconda interpellanza (4 febbraio 2004)  il deputato Luigino Vascon (sempre della Lega Nord) stigmatizzò che fosse stato concesso agli islamici, anche fuori di un mattatoio, di appendere vivo un montone aspettando che morisse per dissanguamento.  La risposta ineffabile del ministro Giovanardi fu la medesima: l’Italia aveva già da sempre riconosciuto agli ebrei il rispetto del loro sistema di macellazione, inteso come rito sacrificale dettato dalla loro tradizione religiosa, recepito dagli islamici, e riconosciuto come eccezione anche dal parlamento europeo.  Il deputato Vascon replicò che non era ammissibile che ciò potesse avvenire in contraddizione con l’asserita politica di integrazione, che vuole che si rispettino le regole del Paese in cui gli immigrati si trovano.  Vi è da rilevare che contro questo obbrobrio giuridico, già prima ammesso a favore degli ebrei, nemmeno una protesta è stata mai mossa dai verdi animalisti. Per essi è più importante l’ideologia della società multirazziale rispetto alla sofferenza degli animali non umani. Contro questo scandalo è giusto essere ostili nei riguardi degli ebrei osservanti e antiislamici nella strenua difesa del diritto naturale, che non può ammettere eccezioni.

        (Abbiamo modificato il testo originario di 70 pagine pubblicato precedentemente negli <<Annali della Facoltà di Scienze della formazione>> di Cagliari (vol. XXVII, Parte I, 2004) e sequestrato giudiziariamente a causa di alcune querele presentate da ebrei credenti. Nel testo originario abbiamo scritto: “Contro questo scandalo è giusto essere antisemiti nei riguardi degli ebrei credenti e antiislamici nella strenua difesa del diritto naturale, che non può ammettere eccezioni”. E’ valso soprattutto l’impiego del termine “antisemiti” (invece che “ostili”)  per promuovere finalmente, pur nella ingenua, ma prevista, reazione ideologica della stampa e della TV, un’eco al nostro testo sulla questione della macellazione ebraico-islamica, che altrimenti il testo non avrebbe potuto avere. 

       In Svezia e in Svizzera, oltre che in Austria, è proibita la macellazione senza previa privazione dei sensi dell’animale. Non si capisce perché il parlamento europeo o gli altri singoli Stati europei la debbano permettere.

[9]    Prendiamo qui in ipotesi come vera l’esistenza delle camere a gas, fatte salvi i dubbi e le obiezioni espressi nel saggio introduttivo, che attendono una risposta.   

[10]  Senza cambiare sostanzialmente alcunché – anzi aggiungendo una precisazione - abbiamo modificato il testo originario di 70 pagine, che diceva: <<Gli ebrei hanno sofferto meno nelle camere a gas naziste di quanto soffrano tuttora gli animali nei mattatoi a causa del “rito sacrificale” ebraico, accolto dagli islamici>>. Questo non significava approvare le camere a gas per gli ebrei credenti, come la malafede  - di  ebrei credenti e di non ebrei, caduti nella trappola di una frase che  poteva intenzionalmente alimentare tale malafede per provocare la loro reazione sulla stampa e alla TV ed ottenere, per contro, l’effetto di rendere così pubblico il barbaro “rito sacrificale” ebraico-islamico nei mattatoi  – ha voluto dare ad intendere. Bastava infatti l’assoluto divieto, previsto dalla legge nazista, di tale cosiddetto rito.   



[1] W.alter Schoenichen, Protezione della natura come compito culturale popolare e internazionale, Jena 1942. 

[2]  Luc Ferry, cit. p. 136. Incredibilmente nel mese di giugno del 2002 è stato tolto in Portogallo il divieto di introdurre la corrida.  Nessuna protesta o manifestazione pubblica è stata promossa da quei movimenti politici che dovrebbero essere testimonianza di lotta a favore del rispetto dei diritti degli animali. Il parlamento europeo ha taciuto su questo fatto,mentre va discutendo sulla Carta europea dei diritti dell’uomo alla luce dei “valori” della civiltà cristiana” , come se non fosse essa la maggiore responsabile di una concezione antropocentrica dei diritti, nella solita confusione tra diritto e morale.  Nella “civile” Europa, che  si crede tale per avere abolito la pena di morte, si trasforma in spettacolo la crudeltà sugli animali e il parlamento europeo non prende provvedimenti contro la Norvegia che si rifiuta di rinunciare alla caccia alle balene.   

[3]  Tipico esempio della corruzione del diritto da parte della morale è la risposta che il governo ha dato ad un deputato della Lega Nord (Davide Ercoli) che fece un’interrogazione per stigmatizzare l’accettazione nei mattatoi del barbaro rito ebraico-islamico di macellazione, rilevando che non era ammissibile che la sofferenza dell’animale potesse essere subordinata ad una tradizione religiosa, essendo “il diritto alla non sofferenza un confine invalicabile”.  La risposta fu che l’Italia si era adeguata alla prassi europea.  Nemmeno una protesta è stata mai mossa dai verdi animalisti su questo punto.  Per essi è più importante l’ideologia della società multirazziale rispetto alla sofferenza degli animali.

[4] Il monoteismo islamico, come quello giudaico, non soltanto è antinaturalistico, ma è anche rimasto estraneo, al contrario di quello cristiano, a qualsiasi tradizione giusnaturalistica, perché non mediato dalla filosofia greca.  Per di più, la dottrina cristiana ha cercato di assimilare anche la teoria dell’evoluzione, pur se interpretata come finalizzata alla formazione della specie umana. Così è stata sostituita la prima coppia con una comunità di uomini, a cui viene attribuito lo stesso  peccato originale. Su questo argomento cfr. P.Schoonenburg, Il mondo di Dio in evoluzione, Queriniana 1968; P. Smulders, Fede nella creazione ed evoluzione, in Aa.Vv., Riscoperta dell’uomo, Mondadori 1967; J. Moltmann, Dio nella creazione, Queriniana 1986; A. Haasw, L’idea dell’evoluzione e la concezione cristiana del mondo e dell’uomo, in Aa.Vv., op. cit.; M.J. Nicolas, Evoluzione e cristianesimo, da Teilhard d Chardin a S. Tomaso, Massimo 1973. Secondo Schoonenburg e Smulders è la Causa prima che guida l’evoluzione. Per Moltmann l’evoluzione deriva dalle energie dello Spirito cosmico, che è la presenza di Dio nel mondo.  L’importante per Haasw è superare l’evoluzione di Darwin e il gioco dei fattori casuali, per fondare l’evoluzione su un progetto divino. Schoonenburg,  rifiutando un intervento esterno di Dio, introduce un salto mutazionale  tra animale e uomo. Secondo Nicolas, che espone il pensiero di Teilhard de Chardin, l’homo sapiens è il punto di arrivo di umanità intermedie e convergenti in esso. L’humanitas originans, una volta raggiunto lo stadio del linguaggio  e del pensiero, sarebbe stato portato ad una rivelazione tramite un’alleanza con Dio. La rottura di tale alleanza avrebbe fatto venir meno la disposizione della grazia, coinvolgendo l’umanità successiva. L’autore riconosce tuttavia che tale soluzione lascia insoddisfatti.  A. Lappale (Messaggio biblico per il nostro tempo, Paoline 1969), non presume di poter  porre dei limiti alla  conoscenza scientifica e preferisce una sorta di agnosticismo nei confronti delle difficoltà che sorgono dalla teoria dell’evoluzione nei confronti della fede religiosa, soprattutto in relazione al momento in cui l’uomo avrebbe avuto l’anima immortale. Si riconosce  infatti, anche da parte di  E. Galbiati e A. Piazza (Pagine difficili della Bibbia, Massimo 1985), che il testo biblico ha un valore didattico e psicologico. Gli autori scrivono che Dio avrebbe guidato per gradi l’evoluzione e lo sviluppo del cervello sino a fargli assumere uno psichismo sufficiente per infondergli l’anima.

Nessun dibattito, al contrario, ha generato la teoria dell’evoluzione nel mondo islamico, essendo stata esclusa da ogni considerazione nei riguardi dell’uomo “La teoria dell’evoluzione della specie non ha creato problemi per le correnti (islamiche) riformiste che, pur ammettendola, sottolineavano l’appartenenza dell’uomo ad una stirpe specifica, escludendo quindi un’eventuale discendenza da animali, pesci o scimmie. Quindi la storia presenterebbe una frattura, uno iato, con l’apparizione dell’essere umano.”  (T. Ramadan, in A.Gresh A.Gresh-T.Ramadan, op. cit., p.170). E’ evidente che in tal modo è anche impossibile concepire da parte dell’Islam i diritti umani come diritti naturali.

Pubblicato da Pietro Melis alle 08:19 Nessun commento:

martedì 15 aprile 2025

IL MONDO AL OICSEVOR (ROVESCIO)

Debbo decidere quale (non) grande editore pubblicherà il mio libro Il mondo al oicsevor (rovescio) . Nemmeno una mia pagina è stata ispirata dal libro di Vannacci. Ma il suo libro mi ha consigliato di imitarlo iniziando con una autopubblicazione con Amazon, con cui non bisogna attendere molto per vedere il proprio libro pubblicato. Poi si vedrà. Vorrei che qualcuno, in alto loco, mi attaccasse più di quanto altri abbiano attaccato Vannacci per certe sue frasi che distinguono la cittadinanza italiana dalla italianità. L'avevo pensato e scritto prima di Vannacci. Ma io non potevo partire da una posizione di partenza assai favorevole come quella di Vannacci, perché non ho la fama dell'essere stato un generale combattente su diversi fronti di guerra. Il secondo libro di Vannacci (Il coraggio vince, con vince scritto al contrario) è di una noia tremenda perché l'ho sfogliato non trovandovi alcunché di interessante nella sua esposizione dei fronti di guerra attraverso cui è passato. La prima grande vendita di Vannacci è avvenuta con Amazon prima di ripubblicare tutto il testo con l'editore Il Cerchio, a cui mi sono rivolto con scetticismo. E invece ebbi la sorpresa di una accettazione del mio testo. Ma la mia gradevole sorpresa sparì perché dovevo attendere sino a novembre-dicembre perché fosse vendibile ordinandolo nelle librerie. Amazon ha un suo circuito che non passa nelle librerie. Ho risposto che non avrei atteso tanto tempo nemmeno se avessi trent'anni in meno. Ma Amazon aveva pubblicato il testo di Vannacci con 374 pagine, che, senza togliere nemmeno una pagina, divennero 225 con 40 righe per pagina. La grande CRETINATA di Vannacci è consistita nel far dipendere la normalità dalla maggioranza. Molti pensatori, scienziati e filosofi, da anormali divennero normali quando le loro idee smisero di essere ritenute eretiche. Basta considerare i casi di Galilei e di Giordano Bruno, più coraggioso di Galilei che accettò di abiurare per poter continuare a vivere in pace e pubblicare la sua opera più importante: Discorsi e dimostrazioni matematiche sopra due nuove scienze. Accetto molte conclusioni di Vannacci, ma non le sue argomentazioni a sostegno delle sue conclusioni, fattualmente vere ma false in non poche sue certezze. Si potrebbe fare un lungo elenco di tutti gli errori di Galilei. Attribuì alla rotazione della Terra la causa delle maree, nonostante William Gilbert nel suo De magnete (1600) avesse visto giusto nel vedere nella attrazione lunare la causa delle maree. Diede una dimostrazione errata della legge sulla caduta dei gravi prima di ravvedersi. Ma ormai questa legge circolava nell'ambiente scientifico europeo. Non vi è nemmeno una legge fisica attribuibile a Galilei. Snobbò la Diottrica di Keplero e rimase entro la concezione copernicana dell'universo FINITO non capendo che sarebbe dovuto andare oltre l'astronomia dei cerchi di Copernico per arrivare alle famose tre leggi empiriche di Keplero che, dopo vari tentativi con ellissi a un solo fuoco, dice egli stesso che stava impazzendo perché nemmeno in questo modo riusciva a giustificare il moto di Marte, apparentemente irregolare. Ma era errata l'ellisse a un fuoco. Con quella a due fuochi sparivano le irregolarità del moto di Marte nella sua ellisse. Senza Keplero non vi sarebbe stato Newton con la sua legge sulla gravitazione universale. E Newton modestamente commentò che era salito sulle spalle dei giganti. Vi era bisogno di un filosofo per arrivare a concepire l'universo infinito, Giordano Bruno, che non volle abiurare e finì nel rogo. La Chiesa ha chiesto perdono a Galilei ma non ha mai chiesto perdono a Giordano Bruno, martire della libertà di pensiero. Non è dunque la maggioranza che possa valere come fondamento di una verità scientifica. Ed è la mancanza di verità scientifiche che ha portato Vannacci a riunchiudersi in una superata concezione antropocentrica, cioè antiscientifica, della Natura, che ha portato Vannacci a rimanere chiuso in una concezione finalistica dell'evoluzione cosmologica e biologica della Natura. Ha mai pensato Vannacci che tutta l'evoluzione naturale è avvenuta con l'incidenza determinante della casualità, sin dall'inizio dell'espansione dell'universo, perché solo casualmente è avvenuto che la materia prevalesse sull'antimateria nelle prime frazioni di tempo dopo il Big Bang? Come sarebbe stato un universo fondato sulla antimateria? Non lo si può dire. Sono gravi le considerazioni di Vannacci sull'ambientalismo e l'animalismo, come se tutta l'evoluzione fosse finalizzata alla comparsa della specie homo sulla Natura. Una grande cretinata. Che non mi ha impedito di dargli il voto alle elezioni europee imitando Indro Montanelli con la sua famosa frase: "turatevi il naso e votate DC". Io mi sono dovuto turare il naso per votare per Vannacci.              

PIETRO MELIS

 

 Il mondo al oicsevor    

2025


 

Pubblicato da Pietro Melis alle 01:24 Nessun commento:

sabato 12 aprile 2025

HAI USATO LA MOGLIE DIANA COME FORNO...

 ...per avere degli eredi e per poi sbarazzartene. Questo gli avrei gridato quando si presentò nel parlamento italiano. E non si potrà mai evitare di pensare che l'incidente dentro il tunnel fosse stato provocato perché altrimenti vi sarebbe stato un futuro re con dei figli fratelli di un musulmano. 

Pubblicato da Pietro Melis alle 04:18 2 commenti:

venerdì 11 aprile 2025

MALEDETTA PASQUA. PASTORI SARDI BASTARDI

MALEDETTA PASQUA Per colpa di questa festa di sangue sono costretto a soffrire. Pastori sardi bastardi. Vi sono più pecore che abitanti in Sardegna. Ho riportato nel mio libro Roba da sardi.Ve la do io la Sardegna la miserabile storia dei sardi ricavata dal libro Storia di Sardegna dello storico e politico sardo Giuseppe Manno, che divenne presidente del Senato del regno sardo-piemontese. Niente di nuovo debbo scrivere su questo tema. Pertanto ripeto quanto già scritto nella data qui sotto. 
sabato 8 aprile 2023
CARNEFICINA PASQUALE. IL DIRITTO DI ODIARE QUESTO PAPA. Maledetti tutti coloro che mangiano cadaveri di poveri agnelli, animali mansueti. Maledetto papa con il suo silenzio degli innocenti. Maledetta gente ipocrita che è peggio dei macellatori che si imbrattano di sangue per quelli che credono di avere le mani monde di sangue mentre è questa gentaccia la mandante della strage di agnelli.
Due milioni e mezzo di agnelli e capretti uccisi in questi giorni per "festeggiare" la più grande menzogna della storia che dura da duemila anni. Odio anche il protagonista di questa menzogna che non ebbe alcun sentimento di riguardo per la vita degli animali. Rimase un ebreo. Come dimostrò l'ebreo veneziano Riccardo Calimani nel suo bel libro Gesù ebreo (Rusconi). Rimase ebreo anche nell'ultima cena a base di carne di agnello, come dimostrò la teologa ex cattolica Uta Ranke Heineman nel suo libro Così non sia. Introduzione al dubbio di fede. A questo ebreo preferisco Plutarco, Apollonio di Tiana (che rifiutò di farsi convertire da S. Paolo) e Porfirio. E forse anche Platone, che, facendo l'elenco dei cibi che prescriveva agli ateniesi sia nella Repubblica che nelle Leggi escludeva la carne. Faceva notare Platone che a causa del dover utilizzare larghe estensioni di terra per coltivare il mangime per gli animali uno Stato era costretto a fare guerra agli Stati confinanti per conquistare altre terre. Questo papa continua a conservare il silenzio degli innocenti. Almeno Benedetto XVI ebbe il coraggio di dire che dopo il sacrificio della croce non vi era più bisogno di conservare la (maledetta) tradizione ebraica della festa pasquale. Lo disse nell'udienza generale del 7 aprile 2009: "Con la croce di Cristo – l’atto supremo dell’amore divino divenuto amore umano – il vecchio culto con i sacrifici degli animali nel tempio di Gerusalemme è finito". La pasqua per gli antichi ebrei aveva un altro significato. Era riferita al cosidetto esodo dall'Egitto per arrivare in Palestina. Tutto falso. Si tratta di un racconto inventato perché riprende un vecchio racconto egizio. Mosè non è mai esistito. Lo stesso nome lo confema in quanto di origine egizia. Se fosse esistito i (falsi) profeti non avrebbero mancato di nominarlo. Comunque gli studiosi dell'Antico Testamento ne hanno escluso l'esistenza. Tra questi l'italiano J. Alberto Soggin. Ho esposto i loro studi nel mio libro Scontro tra culture e metacultura scientifica. Ecco che cosa ha detto questo papaccio:
"Sogna, non avere paura di sognare. Sogna un mondo che ancora non si vede ma che di certo arriverà." Un mondo migliore questo papaccio non può nemmeno immaginarselo. Nulla di buono può trarsi da ciò che dice. Ha fatto il commesso viaggiatore ma mai ha avuto il coraggio di rimettere piede in Argentina. E' stato complice della dittatura di Videla

Roba da Sardi, ve la do io la Sardegna - Pietro Melis - Libro

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Come trasformare la Sardegna nella regione più ricca d'Europa

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18 dic 2016 — “In Roba da sardi”, afferma Melis, “vi ho offerto un programma politico ed economico che potrà sembrare utopico solo a chi non sia capace di far ...
Pubblicato da Pietro Melis alle 01:21 2 commenti:

mercoledì 9 aprile 2025

UN'ALTRA BALLA DI ALDO CAZZULLO...

...nella trasmissione in corso sul racconto della Bibbia, mentre scrivo. Cazzullo non sa che Mosè è un personaggio romanzesco, mai esistito, a parte tutte le altre invenzioni. Nel mio libro di 700 pagine dedicato per più della metà all'esposizione degli studi dei maggiori studiosi mondiali dell'Antico Testamento, tra cui alcuni ebrei, gli autori anonimi dell'Antico Testamento nell'esposizione dei libri riguardanti i cosiddetti profeti, tra cui Isaia, non hanno alcuna conoscenza dell'esistenza di Mosè. Poiché i primi cinque libri (Pentateuco) rappresentano la Legge è impossibile che i "profeti" ignorassero la figura di Mosè se fosse realmente esistito. E poiché nei Vangeli si racconta che Gesù aveva dialogato con l'anima di Mosè lascio a voi la conclusione sull'affidamento dei Vangeli. A parte la considerazione che solo nel periodo greco-alessandrino, cioè per influenza della filosofia greca, gli ebrei, con i farisei,  incominciarono a credere nell'immortalità dell'anima. Ma i sadducei, che si ritenevano i più rigorosi interpreti dell'Antico Testamento, continuarono a non credere nell'immortalità dell'anima anche ai tempi di Gesù. E infatti gli ebrei credenti, si sa, hanno espunto dall'Antico Testamento i Vangeli, non fosse altro perché i Vangeli ci pervennero in greco e mai gli ebrei, credenti e non credenti, avrebbero ammesso che potessero essere inclusi libri ebraici scritti in greco e non in ebraico, anche considerando che la lingua parlata (anche da Gesù) era l'aramaico e non l'ebraico.      Tuttavia Cazzullo è un bravo espositore, senza però essere uno studioso.  L'ho già scritto in altro articolo e lo riporto nel mio prossimo libro intitolato Il mondo al oicsevor (rovescio) tanto per imitare il Vannacci del suo Il mondo al oirartnoc (contrario), di cui apprezzo alcune cose ma non l'impianto del libro che gli ha dato un enorme successo in danaro e in politica diventando parlamentare europeo. E' stato attaccato principalmente per avere scritto: "Cari omosessuali, normali non lo siete. Fatevene una ragione". Frase che è una grande CRETINATA perché Vannacci ritiene che la normalità derivi dalla maggioranza. Poiché è privo di conoscenze scientifiche ho completato io la frase con un solo aggettivo: "... fatevene una ragione scientifica". Perché, a parte il diritto allo schifo che rivendico per l'omosessualità maschile, ho esposto le cause biologiche che debbono far ritenere anormale l'omosessualità. Riprendo le pagine del biologo francese Jean-Didier Vincent nel suo libro Che cos'è l'uomo.  Non è infatti la maggioranza che possa essere fondamento di una verità, altrimenti Galilei e il martire del libero pensiero Giordano Bruno sarebbero stati anormali. Nel mio testo cito Vannacci solo nella prefazione ringranziandolo prima di tutto per avermi dato lo spunto per pubblicare un libro in cui condivido molte cose, ma malamente fondate perché rientranti in una concezione antropocentrica, e perciò antiscientifica, sui temi dell'ambientalismo e dell'animalismo. Sono costretto a seguire l'iter di Vannacci per il mio prossimo libro, che è stato accettato dall'editore Il Cerchio, lo stesso editore del libro di Vannacci, che però ha iniziato con una autopubblicazione su Amazon. Il Cerchio mi ha detto che debbo attendere addirittura sino a novembre per arrivare nelle librerie. Non posso attendere. Vada pure per novembre, ma percorrendo prima la stessa strada percorsa da Vannacci. Non attenderei con Il Cerchio nemmeno se avessi trentanni in meno.  Non capisco il perché di tanta attesa con Il Cerchio, se pubblica solo qualche decina di libri all'anno.   Tornando a Cazzullo, ha attribuito a Gesù la frase "Non fare agli altri ciò che non vorresti fatto a te. ERRORE non perdonabile! Nei Vangeli si legge: Fai agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te. E questa è una norma morale, che consiglia, non ordina, di fare del bene. Non si finisce in tribunale per non avere fattodel bene. E poi, che cosa si intende per bene? Le diverse culture hanno concetti diversi di bene. Basti considerare ciò che è bene per gli islamici. Ogni cultura vede il bene con i propri occhi. Il male inteso come danno deve essere invece ben visto da tutti. Basta astenersi dall'interferire nella vita degli altri se questi altri non gradiscono questa interferenza. Cazzullo ha confuso con la frase di Confucio: Non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te. Che è una frase giuridica e non morale perché ordina di non fare del male inteso come danno (neminem laedere era la formula del giusnaturalista romano Ulpiano).    

Pubblicato da Pietro Melis alle 23:31 7 commenti:

lunedì 7 aprile 2025

LA SETTIMANA DI SANGUE DEGLI INNOCENTI AGNELLI

Maledetto papa Francesco.  

Nulla ha da insegnarmi il cristianesimo. Giorni di sofferenza sono per me il natale e la pasqua, identificantisi con stragi di agnelli, soprattutto maschi.I miei maestri spirituali sono Pitagora, Platone, Plutarco, Porfirio. E per ultimi in ordine di tempo Umberto Veronesi e Margherita Hack. Maledetto sia questo papa, antianimalista. Ha detto che da bambino aveva avuto la vocazione del macellaio. Il che è tutto dire. Il suo predecessore Benedetto XVI ebbe almeno il buon senso di dire che con il sacrificio della Croce era stata superata la tradizione ebraico-pagana dell'agnello sacrificale. Questo papa nulla ha da insegnare. Ed è anche un grande vigliacco perché ha escluso dai suoi viaggi l'Argentina, dove fu Arcivescovo a Buenos Aires. Potrebbero fargli la pelle perché è stato con il suo silenzio connivente con la feroce dittatura di Videla, che ubriacava gli esponenti dell'opposizione prima di caricarli sugli aerei e buttarli in mare. E questo individuo pretende di essere maestro di vita. Ma perché nessuno apertamente gli sbatte in faccia il suo passato in Argentina? Giovanni Paolo II tornò più di una volta in Polonia e Benedetto XVI più volte in Germania.
Ma questo impostore pretende di possedere la verità nella sua ignoranza. Ha scelto il nome Francesco, colui che d'accordo con il papa Innocenzo III, e d'accordo con il re di Francia, preparava lo sterminio dei Catari (o Albigesi) per impossessarsi delle loro ricchezze, con la scusa che erano cristiani eretici perché ritenevano che l'Antico Testamento fosse stato dettato dai demoni. Questo impostore ha scelto il nome Francesco riferendosi a Francesco d'Assisi (vissuto solo 44 anni), uno che il giorno di Natale si sentì osservare che cadeva il venerdì e dunque non si poteva mangiare carne. Racconta il suo biografo che il Francesco d'Assisi gli rispose: il giorno della nascita del bambinello anche i muri debbono mangiare carne (dalla biografia scritta da Tomaso da Celano). Rimproverò un frate perché aveva tagliato una zampa a un maiale per nutrire un affamato. Ebbene, il tanto lodato Francesco d'Assisi rimproverò il frate ma solo perché aveva danneggiato il proprietario del maiale. Incredibile. Nessun riferimento vi fu da parte di questo Anticristo a Francesco da Paola, che, vissuto oltre i 90 anni, ebbe la fama di guaritore e fu chiamato dal re di Francia per farlo guarire da una malattia. Era vegano ed è ritenuto protettore dei vegetariani e dei vegani.
Nessuna descrizione della foto disponibile.
 
Gabry Toffee
La sua espressione di risata dice tutto!!!!
  • 9 sett

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Roberto Ferrari
Grazie Roberto per avermelo ricordato. Adesso faccio copia e incolla e lo metto nel mio blog. Si ricordi sempre che sotto il nome Roberto Ferrari vi sono io Pietro Melis. Non mi sento bene. La discopatia mi produce dolori alle gambe e debbo prendere l'antidolorifico.
  • 2 min

  • Rispondi
  • Modificato



Pubblicato da Pietro Melis alle 17:05 6 commenti:

martedì 1 aprile 2025

SONO MORTO. E VI GUARDO TUTTI DAL CIELO

Pubblicato da Pietro Melis alle 02:54 12 commenti:
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