domenica 19 dicembre 2021

CHI SONO I VERI PATRIOTI? NON CHI SI RICHIAMA ALLA "RESISTENZA"

Non sono certamente coloro che si appellano alla Resistenza come se fosse stato un secondo Risorgimento. In realtà la Resistenza fu una guerra civile che causò morti anche tra bande partigiane che avevano mire opposte. Quelle comuniste non erano certamente ispirate da patriottismo ma dal progetto di instaurare in Italia una dittatura comunista al servizio dell'Unione Sovietica di Stalin. Ma anche le bande partigiane non comuniste furono la causa delle rappresaglie dei nazisti perché rifiutarono di essere inquadrate nell'esercito regio. Se i partigiani non fossero esistiti molti lutti sarebbero stati risparmiati. Sarebbe stato meglio perché la liberazione dal nazismo fu attuata solamente dagli angloamericani. I partigiani possono apparire solo come mosche cocchiere della resistenza al nazismo. Gli angloamericani non riconobbero mai i partigiani come parte combattente. I partigiani sapevano solo sparare alle spalle dei nazisti, anche quando questi erano ormai in fuga anche nel Nord Italia. Il vile attentato di via Rasella programmato da una autonominatasi giunta militare (Sandro Pertini, Giorgio Amendola, Riccardo Bauer) provocò la rappresaglia delle Fosse Ardeatine. E così dicasi della strage di Marzabotto, come di tutte le altre rappresaglie, previste dal codice internazionale di guerra che prevede che il nemico sia riconoscibile in base ad un comando che lo rappresenti e in base ad una uniforme di guerra. E' ora che si ponga termine alla retorica della Resistenza che non servì nemmeno ad evitare che l'Italia fosse dichiarata nazione sconfitta con tutte le conseguenze in fatto di perdita di vasti territori a favore della Jugoslavia del massacratore comunista Tito delle foibe e della cacciata degli italiani dall'Istria. 

Il discorso del 2009 di Berlusconi non può dunque essere il discorso di un patriota. Oggi per essere patrioti è necessario non svendere la sovranità alla burocrazia dell'UE facendo. Mi ricordo che De Gaulle era favorevole ad una "Europa delle patrie" non ad una Europa che si sostituisse alla patria soprapponendo le sue leggi a quelle di uno Stato.  

9 ore faQuando Berlusconi mise in pace l'Italia "Resistenza un valore: tocca a tutti. Nei giorni scorsi, nel discorso conclusivo di Atreju, ...  

sabato 18 dicembre 2021

SE SI PROPONESSERO PER IL QUIRINALE NOMI FUORI DELLA POLITICA ...

 ...come Sabino Cassese e Carlo Nordio. Ma la soluzione migliore sarebbe lasciare al Quirinale "l'uomo senza qualità" Mattarella perché sconti il suo grigiore rimanendo per un altro anno al Quirinale in modo che non sia più l'attuale scomparsa maggioranza parlamentare ad eleggere il nuovo presidente della Repubblica, che dovrebbe essere eletto dopo le elezioni politiche del 2023. Così si eviterebbero le lotte tra partiti mercateggianti e le lotte intestine nei partiti. Ma perché non si è mai pensato di fare eleggere il presidente della Repubblica dal popolo riducendone il mandato a 5 anni? 

venerdì 17 dicembre 2021

IMPORRE AI VACCINATI UNA STELLA GIALLA COME RICONOSCIMENTO

Mi sono stufato di sentire formulare in varie trasmissioni le solite accuse scagliate dai vaccinati contro i non vaccinati come se fossero questi ultimi a seminare i contagi quando è vero il contrario. Non è possibile che il non vaccinato circoli libero per strade, affollate o non, tranne che sia un suicida perché se avesse il Covid se ne accorgerebbe dai sintomi (febbre, tosse, etc.). Sarebbe pazzo se non ricorresse ai ripari o con cure in casa (ammesso che fosse possibile) oppure con ricovero in ospedale almeno per evitare di contagiare i familiari. E' invece il vaccinato che bisogna temere soprattutto se frequenta luoghi chiusi senza mascherina o strade affollate (ammesso che sia permesso). Sono costoro i veri untori perché per ignoranza credono di non poter essere veicoli di contagio per i non vaccinati non avendo i sintomi del Covid soltanto perché ASINTOMATICI. Penso che i vaccinati dovrebbero girare portando sul petto una stella gialla come quella che i nazisti imponevano agli ebrei come segno di riconoscimento in modo che i non vaccinati ne stiano lontani. Bisogna invertire l'ordine delle accuse. Si credeva che dopo il secondo vaccino non ne occorressero altri. E invece siamo già al terzo. E poi, vedrete, ce ne saranno altri per inseguire le mutazioni del maledetto Covid. Si è sparsa la notizia che esisteva già un farmaco capace di impedire al Covid di attaccarsi alla proteina spike per introdursi nella cellula. E questa scoperta è italiana. Perché non la si è sperimentata già due anni fa? E pari che negli USA sia stato approntato un farmaco che sostituirebbe il vaccino. Questa notizia ha fatto sì che molti adesso rinuncino a fare il terzo vaccino in attesa che venga approntato il nuovo farmaco all'inizio del 2022.         

6 dic 2021Leggi su Sky TG24 l'articolo Covid, scoperta nuova strategia per ... un farmaco anti-Covid, basato sull'utilizzo di un aptamero di Dna, ...
6 dic 2021Aperta in Italia una nuova strada per combattere la pandemia di ... la tecnica per ottenere una nuova generazione di farmaci anti-Covid, ...
 

giovedì 16 dicembre 2021

GLI EBREI CREDENTI DOVREBBERO ESSERE TERRAPIATTISTI ...

...altrimenti dovrebbero ammettere che l'Antico Testamento è tutto un cumulo di stronzate. 

Gli antichi ebrei si discostarono dall'antica astronomia che riconosceva la rotondità della Terra, se pur posta al centro di un universo finito limitato dal cielo delle stelle fisse. Fisse non in quanto non si muovessero ma perché conservavano le loro reciproche posizioni nel cerchio ruotante intorno alla Terra e ai pianeti e completante un giro completo in 24 ore. Secondo l'astronomia ebraica la Terra è un disco che viene sostenuto da due colonne che vanno a finire su un oceano. E l'oceano da che cosa veniva sostenuto? Non lo si dice. Vien fatto di ricordare un racconto indiano: la Terra è sostenuta da un elefante, l'elefante è sostenuto da una tartaruga gigante. E la tartaruga? Da niente. E pensare che vi è un popolo di idioti, quello degli USA, in cui per giurare nei tribunali bisogna porre la mano sopra la Bibbia (ma anche il neo presidente deve giurare sopra la Bibbia, secondo una tradizione che risale alla Costituzione della Confederazione degli USA). Giurare su un libro pieno di menzogne è una contraddizione gravissima. Ma le tradizioni sono così dure a morire che non le scalfisce nemmeno l'ormai riconosciuta falsità della narrazione biblica. Ma il giurare sulla Costituzione italiana è anch'esso di una gravità non percepita. La Costituzione italiana è diventata schiava della legislazione europea perché quella entrata in vigore nel 1948 è stata stravolta per avere recepito la superiorità delle leggi dell'UE con la conseguente perdita della sovranità. Aveva ben ragione Kant (Per la pace perpetua, 1795) laddove aveva scritto che non era possibile una federazione degli Stati europei perché maggiore è l'estensione del territorio da governare e maggiore è "la mole del governo" che porta ad un "dispotismo senz'anima". Al massimo era possibile concepire, secondo Kant, una confederazione di Stati europei basata su alcuni principi comuni che salvaguardasse la sovranità di ogni Stato. Che imparino da Kant tutti gli europeisti che hanno svenduto alla costosa ed inutile burocrazia di Bruxelles la sovranità statale.           

martedì 14 dicembre 2021

NESSUNO PUO' ESSERE COSTRETTO A NON AVER PAURA DEL VACCINO

Bisogna avere coraggio per superare la paura del vaccino se lo si accetta per costrizione come condizione per non perdere il lavoro oppure bisogna essere convinti che esso sia efficace perché così continua a dire la propaganda. Ben venga il falso vaccino se esso è servito comunque a ridurre le conseguenze del Covid. Ma non si continui a contrabbandare come vaccino una terapia medica. I veri vaccini che vengono tuttora fatti da bambini, come il vaccino contro il vaiolo, contro la poliomelite, contro la difterite, etc., non hanno bisogno di un richiamo. Il vaccino contro il Covid è dunque un falso vaccino se ha bisogno di essere ripetuto. Prima si diceva che bastasse un secondo vaccino per rendere il vaccinato immune dal Covid, adesso si dice che occorre un terzo vaccino perché si è scoperto che anche il secondo vaccino ha un'efficacia di pochi mesi. Ma certamente, a causa delle continue varianti, si dirà che non basterà nemmeno il terzo. Dunque il vaccino contro il Covid è un falso vaccino. Può soltanto dar luogo a dei contagiati contagianti i non vaccinati, che paradossalmente possono essere vittime di quei falsi vaccinati che credono di essere liberati dal contagio, mentre è vero che un falso vaccinato portatore del Covid può contagiare anche un altro falso vaccinato se il secondo non vaccinato non è portatore de Covid. L'unica differenza è che i falsi vaccinati portatori del Covid non si ammalano in modo grave. Ma non si dica che il vaccino serve ad impedire il contagio nei vaccinati. I quali non possono dire di essere immuni dal trasmettere il contagio e che dunque con il green pass possono godere di una libertà negata ai non vaccinati. Supponiamo che si debba prendere l'aereo. Il falso vaccinato esibisce il green pass e dunque viene falsamente considerato non portatore del Covid e sale sull'aereo. Il non vaccinato per salire sull'aereo deve esibire il tampone, che è l'unico vero mezzo atto a stabilire se uno sia immune dal Covid. Pertanto sull'aereo il falso vaccinato, che viene reso libero dall'obbligo di dimostrare di essere immune dal Covid, può contagiare il non vaccinato perché non obbligato a fare prima il tampone per dimostrare di non essere portatore del Covid, mentre potrebbe essere un contagiato asintomatico e dunque contagiante sia i vaccinati che i non vaccinati immuni dal Covid.  In conclusione sia i vaccinati che i non vaccinati dovrebbero fare il tampone in aeroporto poco prima di salire sull'aero ma non si fa per ricattare i non vaccinati anche se poi il non vaccinato negativo al tampone può essere contagiato dal vaccinato che ha il Covid ma è asintomatico.                      

lunedì 13 dicembre 2021

MEGLIO LASCIARE PER UN ANNO AL QUIRINALE IL GRIGIO MATTARELLA

Ad evitare che sia l'ormai falsa maggioranza parlamentare ad eleggere con alchimie dei partiti il nuovo presidente della Repubblica. La maggioranza parlamentare attuale non esiste più perché si è squagliata la vittoria dei 5S alle elezioni del 2018 quando riportò il 33% dei voti pescandoli soprattutto nel  sud con la promessa del reddito di cittadinanza, che non ha assegnato i lavori promessi. Il problema dell'individuazione di un candidato che abbia dei veri meriti non esisterebbe se il presidente della Repubblica venisse eletto direttamente dal popolo riducendo a 5 anni la durata del suo mandato. E non per questo si arriverebbe necessariamente ad una Repubblica presidenziale. Basta conservargli i poteri che la Costituzione gli attribuisce. Marcello Pera, ex presidente del Senato, ha affacciato la necessità di convocare una assemblea costituente composta da 75 membri che modifichi la Costituzione per introdurre l'elezione popolare del presidente della Repubblica. Ci poteva pensare molto prima. Ma non si capisce perché sia necessaria una assemblea costituente quando questo stesso parlamento potrebbe con la maggioranza di 2/3 introdurre l'elezione popolare del presidente della Repubblica. Potrebbe bastare anche la maggioranza semplice per poi sottoporre a referendum la modifica della Costituzione intesa ad introdurre l'elezione popolare del presidente della Repubblica.               

domenica 12 dicembre 2021

I GIUDICI DEBBONO ESSERE SOTTOPOSTI A VISITA PSICHIATRICA...

...ed essere licenziati dopo una sentenza priva assolutamente di logica. Se dopo 23 anni sono ancora alle prese con giudici scriteriati che hanno scritto sentenze contenenti assurde contraddizioni in una causa civile debbo sperare che almeno in Cassazione si riconosca l'assoluta mancanza di logica in una sentenza dettata da ignoranza o vizi inescusabili (come riconosce la stessa Cassazione).

«In tema di risarcimento del danno per responsabilità civile del magistrato, l'ipotesi di colpa grave di cui all'art. 2, comma 3, l.n. 117/88 sussiste quando il comportamento del magistrato si concretizza in una violazione grossolana e macroscopica della norma ovvero in una lettura di essa contrastante con ogni criterio logico, che comporta l’adozione di scelte aberranti nella ricostruzione della volontà del legislatore, la manipolazione assolutamente arbitraria del testo normativo e lo sconfinamento dell’interpretazione nel diritto libero» (Cass. Sez. III, sentenza n. 7272 del 18 marzo 2008).

In tal caso il giudice dovrebbe essere rimosso per assoluta incapacità di ragionare. Ricordo ciò che mi disse una volta un noto avvocato di Cagliari: preferisco un giudice corrotto ad uno che non sappia ragionare perché un giudice corrotto non è sempre corrotto mentre uno che non sa ragionare rimarrà sragionante. Mi sono trovato ad avere a che fare con giudici sragionanti a tal punto da far affiorare il sospetto di corruzione. Debbo premettere che in una società di persone (cioè non di azioni) un liquidatore può essere nominato dal presidente del Tribunale solo con la volontà di tutti i soci, altrimenti occorre un giudizio contenzioso. Orbene, nel mio caso il presidente del tribunale di Cagliari, il defunto Marco Onnis, mi diede come consenziente alla nomina del liquidatore voluta da due fratelli soci di minoranza (34%) che volevano costringermi a vendere pur avendo io il 66% delle quote sociali e pur risultando io dagli atti del giudizio contrario alla nomina del liquidatore. E io trovo in due gradi del giudizio (Tribunale e Corte d'Appello) due giudici che ripetono l'errore dandomi come consenziente alla nomina del liquidatore. Come si può giudicare un giudice (in Tribunale Vincenzo Aquaro e Donatelle Aru in Corte d'Appello) che riconoscono che la nomina del liquidatore era "ABNORME" (cioè fuori delle norme imperative dell'ordinamento giudiziario) come riconosciuto da un presidente del tribunale (il defunto Antonio Porcella) ma tuttavia ritengono che tale nomina non fosse perciò illegittima e perciò non fosse nulla? Come considerare una Donatella Aru  che poi contraddittoriamente ritiene che tale nomina del liquidatore fosse legittima perché la vendita era avvenuta prima che la nomina del liquidatore fosse revocata dal presidente del Tribunale e ritiene perciò non nullo l'operato del liquidatore sino a quando la sua nomina non fosse stata dichiarata nulla dal successivo presidente del Tribunale? Non basta. Era in corso un altro procedimento che si era concluso in tribunale con sentenza dell'11 novembre 1997 disponente la mia revoca dalla carica di amministratore sulla base di dissidi con il socio di maggioranza asseriti strumentalmente dai due soci di minoranza. Sia il Tribunale (Vincenzo Aquaro) che la Corte d'Appello (Donatella Aru)  ritennero che tale sentenza fosse decisiva al fine di giustificare la mia revoca dalla carica di amministratore e per giustificare la nomina del liquidatore. Sia l'Aquaro che la Aru trasformarono con il termine "decisa" la sentenza del Tribunale in una sentenza passata in giudicato non tenendo conto che la stessa sentenza fu dichiarata nulla dalla Corte d'Appello (dicembre 2000) e che io fui reintegrato nella carica di amministratore dal giudice del registro Vincenzo Amato

 Pertanto era caduto l'unico motivo per cui i due soci di minoranza avevano chiesto strumentalmente la nomina del liquidatore. Sia l'Aquaro che la Aru hanno scritto che dopo la sentenza del tribunale dell'11 novembre 1997 il liquidatore non era tenuto ad attendere oltre perché non poteva prolungare lo stato di liquidazione. Questo è un punto fondamentale da far valere in Cassazione. Perché il liquidatore non poteva attendere oltre se la sentenza del tribunale poteva essere appellata e riformata? La sentenza, come detto, fu dichiarata nulla dalla Corte d'Appello ed io fui reintegrato nella carica di amministratore della Cinecorallo, ma paradossalmente di una società che aveva perso il suo oggetto sociale con la vendita del locale da cui traeva PACIFICAMENTE il suo oggetto sociale con l'affitto a terzi della sala cinematografica. La Cassazione già si era espressa in merito dicendo che "In ipotesi di società collettiva avente per oggetto la gestione di un cinematografo non si verifica lo scioglimento della società per impossibilità di conseguire l'oggetto sociale quando i soci locano a terzi l'azienda cinematografica (Cass., 25 febbraio 1965, n. 315). Questa sentenza era stata citata nella racc. A. R. dell'1 luglio 1997 inviata al liquidatore diffidandolo dal vendere e annunciandogli il mio ricorso per chiedere la revoca della sua nomina illegittima. Ma della sentenza della Corte (dicembre 2000) con la quale fui reintegrato nella carica di amministratore gravemente non tennero conto sia l'Aquaro che la Aru giustificando il perdurare della carica del liquidatore nonostante fosse decaduto con la citata sentenza della Corte l'unico motivo per cui era stato chiesto e nominato per sbaglio dai due soci di minoranza il liquidatore, cioè la mia revoca da amministratore. Grave errore per essere stato nominato il liquidatore con il mio consenso nonostante il mio documentato dissenso, per cui, come già detto, la sua nomina fu dichiarata "abnorme". Da notare che la vendita avvenne il 13 novembre 1997, dopo soli 2 giorni dalla pubblicazione della sentenza del tribunale senza nemmeno attendere la notifica di essa avvenuta il 20 novembre. Tutto ciò per mettermi di fronte al fatto compiuto. Il ricorso in Cassazione dovrà essere incentrato sulla gravità dell'errore materiale nell'avermi considerato come consenziente alla nomina del liquidatore e sulla gravità nell'avere trasformato la sentenza del Tribunale in una sentenza passata in giudicato assegnando al termine "decisa" il significato di "passata in giudicato". Errore imperdonabile per la sua gravità. L'Aquaro ha scritto che il liquidatore non era tenuto ad attendere il prosieguo del giudizio perché si sa che le sentenze sono "imprevedibili"(sic). Incredibile! Infatti proprio per questo motivo il liquidatore avrebbe dovuto pensare che il prosieguo del procedimento potesse essere favorevole a me, come di fatto lo fu con la citata sentenza della Corte che dichiarò nulla la sentenza del Tribunale che mi aveva revocato dalla carica di amministratore con la conseguente mia reintegra in tale carica.                

Non basta. Io avevo chiesto con ricorso al Tribunale la sospensione della carica di amministratore e la sua revoca in prosieguo di giudizio. E io trovo una giudice, Tiziana Marogna, che con un'ordinanza di mero rito dell' 8 novembre 1997 scrive che avevo sbagliato indirizzo: mi sarei dovuto rivolgere alla Cassazione e non al Tribunale. Costei si era basata su una giurisprudenza minoritaria della Cassazione ignorando la giurisprudenza maggioritaria che diceva invece che dovevo rivolgermi al Tribunale, come avevo fatto io. E l'ultima sentenza della Cassazione al riguardo, a ridosso dell'ordinanza dell'8 novembre 1997, cioè la sentenza della Cassazione 2 dicembre 1996 n. 10.718 apparteneva alla giurisprudenza maggioritaria che la Marogna ignorò completamente scrivendo che era stata superata. Era assolutamente falso. La giurisprudenza maggioritaria tanto poco era rimasta superata che la Cassazione a  Sezioni Unite con sentenza 11104/2002 cancellò la giurisprudenza minoritaria lasciando operante solo il ricorso al tribunale. Dunque falsità materiale della Marogna che la Aru ripetè nella sua sentenza quasi per giustificare la collega, passata poi in Corte d'Appello e inclusa irritualmente nel Collegio. E ciò che è ancor più grave è che la Aru abbia citato la sentenza della Cassazione a Sezioni Unite 11104/2002 con cui si annullava la giurisprudenza minoritaria e si stabiliva che il ricorso contro la nomina del liquidatore doveva essere indirizzato al Tribunale e non alla Cassazione convalidando la giurisprudenza maggioritaria. Ma nemmeno di tale sentenza della Cassazione a Sezioni Unite la Aru assurdamente tenne conto. Con altra grave contraddizione. Da notare che la vendita avvenne 5 giorni dopo la pubblicazione dell'ordinanza della Marogna, cioè il 13 novembre. Senza nemmeno attenderne la notifica del 20 novembre, a partire dalla quale io avevo il diritto di presentare entro 10 giorni un reclamo al Collegio per chiedere la revoca dell'ordinanza. E nonostante ciò la Aru (p.41) ha scritto che anche l'ordinanza della Marogna era un motivo per giustificare l'operato del liquidatore. Con ciò gravemente trasformando anche l'ordinanza della Marogna in una sentenza passata in giudicato.Ha scritto Aquaro: Si sa che le sentenze sono sempre non prevedibili" in dipendenza di successivi e non prevedibili mutamenti delle decisioni giudiziarie" (p. 27) e che comunque il liquidatore era confortato dal fatto che vi era stata una sentenza definitiva riguardante la mia revoca da amministratore. Pazzesco. Se le sentenze sono aleatorie proprio per questo il liquidatore Antioco Angius avrebbe dovuto attendere perché la sentenza avrebbe potuto essere favorevole a me. E infatti vinsi in Corte d'Appello con la nullità della sentenza che mi aveva revocato da amministratore. Inoltre ha confuso il definitivo con il passato in giudicato. Una sentenza è sempre definitiva se risponde a tutte le domande altrimenti è parziale e in questo senso non definitiva. Ma non per questo una sentenza definitiva può essere confusa con una sentenza passata in giudicato se rimane impugnabile. Come nel mio caso.             

Ha scritto Aquaro: si sa che le sentenze sono sempre “non prevedibili” “in dipendenza di successivi e non prevedibili mutamenti delle decisioni giudiziarie” (p.27) e che comunque il liquidatore “era confortato dal fatto che vi era stata una sentenza definitiva” riguardante la mia revoca da amministratore. Pazzesco. Se le sentenze sono sempre aleatorie proprio per questo Antioco Angius avrebbe dovuto attendere perché la sentenza avrebbe potuto essere favorevole a me. E infatti vinsi in Corte d'Appello con la nullità della sentenza che mi aveva revocato da amministratore. Inoltre ha confuso il “definitivo” con il passato in giudicato. Una sentenza è sempre definitiva se risponde a tutte le domande altrimenti è parziale e in questo senso non definitiva. Ma non per questo una sentenza definitiva può essere confusa con una sentenza passata in giudicato se rimane impugnabile. Come nel mio caso. 
Di fronte a simili assurde contraddizioni bisogna concludere che giudici simili meritano di essere licenziati perché irrecuperabili alla capacità di ragionare.            

giovedì 9 dicembre 2021

ALBERT SCHWEITZER: NON FU DICHIARATO SANTO PERCHE' NON CATTOLICO

Vi siete mai domandati quale sia il motivo per cui i santi sono stati tutti cattolici? Bisogna appartenere alla parrocchia cattolica per poter essere riconosciuti santi altrimenti il Dio cristiano non li accetta come santi. In verità non è il Dio cristiano che non li vuole perché sono i papi che non li vogliono. I cristiani protestanti non hanno il culto dei santi. E pensare che fu proprio un santo, Sant'Agostino, che involontariamente fu il padre spirituale, la fonte storica della Riforma protestante con la sua teoria della predestinazione. Non valgono le opere perché Dio, conoscendo il futuro, ha già deciso dall'eternità chi si salverà. Tesi, d'altronde espressa ancor prima da S. Paolo nella Lettera ai Romani, che secondo Lutero doveva essere il fondamento storico del cristianesimo. Quanto segue è tratto dal mio libro E giustizia infine fu fatta

titolo: "E giustizia infine fu fatta - Sette giudici uccisi in sette giorni." collana: temalibero autore: Pietro Melis ISBN 978-88- 97424-72-7

E ora le faccio un'altra domanda, aggiunse il prof. Petix. Ha mai sentito parlare della grande anima di Albert Schweitzer, purtroppo dimenticato? Fu un grande organista, curatore ed esecutore soprattutto della musica organistica del sommo Bach. Ma fu anche filosofo, teologo, medico chirurgo, nonché grande benefattore dell'umanità per avere dedicato la sua opera di medico alle cure dei malati nell'ospedale da lui stesso fatto costruire nel Gabon, a Lambaréné, dove curava i lebbrosi e i malati di malattie tropicali, e per questo ebbe anche il premio Nobel per la pace nel 1952, con il cui ricavato portò a termine il nuovo "Ospedale della luce"? Lessi a 20 anni il suo libro Rispetto per la vita. Mi ricordo a memoria una sua frase, che rispecchia tutto il suo pensiero: «Ti sentirai solidale con ogni forma di vita e la rispetterai in ogni condizione: ecco il più grande comandamento nella sua formula più semplice». Egli aveva capito che il suo prossimo non era solo l'essere umano, ma ogni forma di vita, e piangeva se doveva sfamare, per esempio, dei gabbiani malati dando loro del pesce. Capiva che purtroppo in questo caso era necessario farlo. Si addolorava anche quando doveva uccidere le zanzare malarigene per salvare vite umane. Ma era capace di salvare un insetto che stava per affogare nell'acqua. Capì che bisognava superare il concetto di etica perché ogni popolo ha una sua morale che porta al relativismo, che superò facendo riferimento alla necessità di convivere pacificamente con tutte le forme di vita, sapendo che in natura il rispetto della vita di uno ha come limite solo la sopravvivenza di un altro. Pertanto era contrario agli esperimenti fatti sugli animali, certo che non fosse la sofferenza dell’animale che potesse dare servizio all’uomo, ma l’osservazione della sua guarigione. Egli non fece mai riferimento espressamente ad un diritto naturale, anche se esso può ricavarsi da una concezione non antropocentrica della natura, per un sentimento di coappartenenza di uomini e animali non umani ad una comune natura. Perchè tutti gli esseri che hanno conosciuto l’angoscia e il dolore fisico sono uniti nel mondo intero da un legame misterioso. Si rendeva conto che era difficile trovare un senso della vita e solo per questo forse, per evitare uno smarrimento, vide nel cristianesimo dei Vangeli, non in quello delle sue istituzioni, una via di salvezza dal nichilismo. Ed è per questo che egli, pur cristiano, ma luterano, benché sin da giovane frequentasse una chiesa ove si ufficiavano riti sia cattolici che protestanti, trovò molta incoerenza e debolezza nel cristianesimo ricco di esteriorità e di ritualità ma povero di spiritualità. Egli cercava un senso della vita, e cercava di trovare la sua fonte in essa stessa ogni volta che si fa sentire in noi la più grande idea che può generare la nostra voglia di vivere: il rispetto della vita. Ma certamente capiva che non bastava trovare tautologicamente un senso della vita nella stessa vita. Da qui il suo attingere al cristianesimo non ufficiale per trovare un senso della vita che andasse oltre la vita e per estendere l'amore fraterno evangelico per il prossimo oltre il mondo umano, nei confronti di tutte le forme di vita.1 Ora mi dica lei, concluse il prof. Petix rivolgendosi al cappellano, chi sia migliore: Francesco d'Assisi o Schweitzer, definito nel 1954 dalla rivista Time "l'uomo più grande del mondo" e da Einstein, suo amico, "uno dei più grandi uomini dei tempi moderni, se non il più grande"?

Il cappellano, che aveva ascoltato in assorto silenzio, fece fatica a rompere il suo imbarazzo dicendo: certamente non posso non condividere la sua ammirazione per Schweitzer. Quasi mi ero dimenticato anch'io che fosse esistito. E questa è una grande ingiustizia. Tutti sanno chi è Francesco d'Assisi ma pochi sanno, non dico chi sia stato, ma che sia esistito Schweitzer. Riconosco che la sua vita ha anche un'aurea di santità. E tuttavia non è un santo che possa essere venerato e pregato. Non gli si può infatti attribuire alcun miracolo, quale condizione di santità. Bisogna anche ricordarsi che egli non fu un cristiano cattolico. Qui la volevo disse il prof. Petix. Allora per essere migliori di Schweitzer bisogna essere santi, cioè appartenere alla parrocchia cattolica? Non si rende conto che tutto ciò non ha senso? Dio preferirebbe comunque uno che appartiene al cattolicesimo e per questo gli permette dopo la morte di fare dei miracoli quale testimonianza della sua preferenza? Se esiste un paradiso certamente Schweitzer vi abita. Ma poiché non ha fatto miracoli deve essere ritenuto inferiore a qualsiasi santo? A questo punto il cappellano credette di poter rispondere facilmente osservando: ma nessuno si è mai rivolto a Schweitzer per avere da lui un miracolo. Anche qui lei non si è accorto di mancare di logica, ribatté subito il prof. Petix. Come si può chiedere un miracolo a Schweitzer se ciò gli è precluso, non da Dio, ma dal papa che ha stabilito, al posto di Dio, che solo i santi, in quanto cattolici, possono fare miracoli? Si accorge che lei si trova in un circolo vizioso? Si è santi perché cattolici, e se non si è cattolici Dio non può permettere che si sia santi. A parte il fatto che anche i cristiani ortodossi nominano i loro santi, anche se con diverse procedure. Ma sono vere quelle dei cattolici o quelle degli ortodossi? E come mai i protestanti non hanno santi? Forse non hanno persone degne di santità? Qui la risposta è semplice, osservò il cappellano. I protestanti non hanno santi perché rifiutano il culto dei santi. E chi mi assicura che abbiano ragione i cattolici e non i protestanti? ribatté ancora il prof. Petix. Hanno ragione i cattolici se i miracoli sono provati e certificati anche da medici. Lo sa bene. La Chiesa è molto severa nelle sue procedure, rimarcò il cappellano. Torniamo da capo, rispose il prof. Petix. I miracoli avverrebbero solo in campo cattolico perché Dio avrebbe riconosciuto la patente di dichiarazione di santità solo al capo della Chiesa cattolica? Io non voglio discutere sulla veridicità o non dei miracoli. Sto cercando di farle osservare che mi riesce impossibile capire perché Dio permetta che avvengano dei miracoli solo in terre cattoliche e beneficio di cattolici. Chi non è cattolico non è degno di ottenere un miracolo? Prevengo subito la sua obiezione: per ottenere un miracolo bisogna pur pregare Dio o uno dei suoi intermediari, che sarebbero la madonna o i santi, e solo i cattolici chiedono dei miracoli. Se è questa la sua risposta, e non può non essere questa, allora ne deduco che Dio - che sarebbe solo quello cattolico in quanto è il solo Dio che fa miracoli - non tiene in alcun conto colui che, pur degno di essere beneficiato per le sue grandi virtù, che potrebbero essere considerate anche cristiane, tuttavia non appartiene all'area cattolica. Il suo Dio ha bisogno di essere pregato. Ma non le sembra tutto ciò molto antropomorfico? Come se Dio non sapesse che cosa sia giusto fare e dovesse essere pregato per farlo. E infine: perché anche le rivelazioni delle varie madonne avvengono sempre in aree cattoliche? Non sarebbe meglio che una buona volta si rivelasse in aree non cattoliche? Prima di tutto in aree protestanti, che non hanno il culto della madonna, perché così cesserebbe la separazione tra confessioni cristiane. E quale opera di conversione sarebbe quella dell'apparizione della madonna in Paesi non cristiani? Io mi sono immaginato l'apparizione della madonna durante la seduta plenaria del partito comunista cinese. Ne avrebbero negato l'apparizione, lo interruppe subito il cappellano. L'ideologia, con la menzogna politica, è più forte di qualsiasi evidenza miracolosa. Si sarebbe attribuita l'apparizione ad una sorta di allucinazione collettiva. Non sono d'accordo, rispose il prof. Petix. Qualcuno in buonafede ci sarebbe comunque. E la verità si espanderebbe. La stessa considerazione si potrebbe fare per i Paesi islamici. Qui l'apparizione della madonna, obiettò il cappellano, non cambierebbe di granché le cose, perché lei sa bene che gli islamici onorano la madonna come madre del profeta Gesù, a cui riconoscono la verità dei miracoli raccontati nei Vangeli, anche se ne negano la morte per crocifissione e la resurrezione. E, contraddittoriamente, riconoscono come ultimo e maggiore profeta Maometto, anche se a lui non viene riconosciuto alcun miracolo. Questo è vero, ma solo in parte, lo corresse il prof. Petix. Infatti in tutta la loro storia gli islamici non hanno mai riconosciuto i miracoli riconosciuti dai cristiani cattolici. E l'apparizione della madonna, appartenente alla tradizione cristiana, sarebbe un fatto così nuovo che certamente li metterebbe in crisi. E sarebbe ancora più fortemente convincente l'apparizione di Gesù, magari con il simbolo della croce, che gli islamici odiano, perché non venga confuso con altri. Che ne dice? Che vuole che le dica? rispose il cappellano. A tutte queste sue domande non vi è risposta. Vuol dire che vi è un disegno divino che noi non possiamo conoscere. D'altronde, che merito avrebbero coloro che si convertissero di fronte ad un miracolo talmente evidente? Non vi sarebbe più il merito della fede.

1 Per la lettura di vari brani tratti dagli scritti di Schweitzer cfr. http://cinerepublic.filmtv.it/albert-schweitzer-rispetto-per-la-vita/758/

Per la biografia cfr. http://www.siaecm.org/medici_famosi/schweitzer/SIAECM_Documenti_A_SCHWEITZER.htm


mercoledì 8 dicembre 2021

IMMACOLATA CONCEZIONE: "MA NON E' UNA COSA SERIA" (PIRANDELLO)

Vi è un altro Stato in Europa dove l'8 dicembre sia giorno festivo? Non lo so. Se qualcuno lo sa mi informi. Se domandate per istrada che cosa significhi immacolata concezione vi sentirete dire che Maria concepì Gesù senza rapporto sessuale. Falso. Fu la madre Sant'Anna ad essere liberata dal peccato originale prima di concepire naturalmente la figlia Maria. Perché altrimenti avrebbe trasmesso il peccato originale a Maria, la quale l'avrebbe trasmesso al figlio Gesù, cioè proprio a quello che avrebbe dovuto liberare l'umanità dal peccato originale con il battesimo. Poi Anna fu fatta ricadere nel peccato originale ed ebbe altri figli. Ma vi sembra una cosa seria tutto ciò? Però vi è da riconoscetere in questa sorta di mito una sua logica. Ciò che vi è di illogico nei racconti evangelici è un'altra cosa. Ma, poveretti, gli anonimi estensori dei Vangeli (nonostante la falsa attribuzione a Matteo, a Luca, a Marco e a Giovanni) non potevano sapere ciò che oggi noi sappiamo in fatto di genetica. Dai cromosomi maschili YX può nascere un maschio solo se prevale il cromosoma Y. La femmina ha i comosomi XX da cui può nascere solo una femmina. Pertanto, se Maria concepì Gesù la cosa è del tutto inspiegabile biologicamente. Sarebbe dovuta nascere una femmina non essendoci stato rapporto sessuale con Giuseppe (come si dice nei Vangeli). Tranne che si dica che lo Spirito Santo si sia fornito all'uopo di cromosomi maschili con prevalenza di Y. Si dice infatti che Maria fu concepita di Spirito Santo. E' forse un semplice caso che esso sia raffigurabile metaforicamente con una colomba? Ma attenzione! Di sesso maschile.       

martedì 7 dicembre 2021

UN PAPA PARANOICO: DAL CHIODO FISSO

Ogni volta che vomita fesserie non può fare a meno di incolpare gli Stati che non si fanno invadere. Ha detto che non li si può accogliere tutti ma comunque li si deve accogliere. Costui è un vero schizofrenico. Un antievangelico che confonde la morale con il diritto. Che brutta faccia da impostore! Perché impostore? Ha fatto tanti viaggi ma mai gli è venuto in testa di rimettere piede nella natia Argentina. Come mai? E' semplice. Questo antiCristo è stato connivente con la feroce dittatura di Videla. E un individuo simile pretende di fare la predica agli altri. Il Vaticano è il maggiore proprietario di immobili in Italia e non paga le tasse facendoli passare come edifici dediti ad opere di carità, mentre sono adibiti ad uso commerciale. Se li porti nei suoi edifici quelli che chiama migranti mentre sono invasori. E li mantenga lui con le enormi ricchezze del Vaticano. Non con le nostre tasse. Si ricordi che la carità (come dicono i Vangeli) non deve essere fatta in pubblico ma in segreto, non suonando le trombe come fanno i farisei. E il Padre tuo che ti vede nel segreto ti premierà.

16 giu 2021 — “Il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà” ... In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «State attenti a non praticare la vostra ...
Hai capito papa Imbroglio antievangelico? Vada, vada in Argentina questo imbroglione se ne ha il coraggio. Che razza di maestro di morale pretende di essere se non ha mai avuto il coraggio di rimettere piede in Argentina? E' l'unico papa straniero che non ha mai rimesso piede nello Stato di origine, come invece Giovanni Paolo II in Polonia e Benedetto XVI in Germania. Questo deve pur significare qualcosa. Ma dov'era lo Spirito Santo quando nel disgraziato conclave fu eletto papa? Si era distratto?      

La miope politica estera di Stanlio I

Andrea: Questo signore porta in Italia 50 migranti, tutto molto bello ma che fine faranno? Altri Spacciatori? Altre prostitute? altri bambini da dare in affidamento o usare come banca organi? Ci dica Santo Padre, chi manterrà questi “Migranti”? Ti ascoltiamo.

Marcello Veneziani: Ma può un papa ridurre tutti i problemi dell’umanità e della fede ai migranti? Sa che i migranti sono una piccola minoranza del pianeta rispetto ai “restanti” che sono miliardi? Possibile che per noi europei l’unico messaggio è accoglierli?