domenica 19 agosto 2018

GENOVA: DANNO EMERGENTE LUCRO CESSANTE.I VERI RESPONSABILI.

Chi non rispetta i termini di un contratto è obbligato a pagare i danni anche per i danni futuri e non solo per quelli passati. Se un contratto prevede che esso scade entro una determinata data e tale data non viene rispettata emerge un danno per lucro cessante. Questa è la premessa. Nel caso di Genova responsabile e la società Atlantia concessionaria, e dunque la concessione per il ponte può essere revocata per inadempimento nella manutenzione. Ma il discorso non finisce qui. L'Atantia ha la concessione per più di 6000 km di strade e relativi ponti. Non può essere revocata la concessione per tutti i km di strada dati in concessione dai governi. Questo dal punto di vista formale. Ma si sa che la forma diventa sostanza nella giustizia civile. Qual è dunque l'unico motivo per cui l'Atlantia potrebbe chiedere un danno per lucro cessante e a chi lo dovrebbe chiedere? Si sa che i governi non si identificano con lo Stato. I governi passano ma lo Stato rimane. Pertanto, nel caso in cui venisse revocata la concessione per tutte le autostrade avute in concessione l'Atlantia (vedi la banda del malaffare dei Benetton che festeggiava a Cortina) l'Atlantia dovrebbe chiedere i danni ai governi passati perché, se dovesse essere lo Stato a pagare i danni per revoca di tutte le concessioni, dovrebbe essere il popolo italiano a pagare i danni per lucro cessante (che sono stati calcolati in circa 20 miliardi che dovrebbero essere recuperati aumentando le tasse). Ma il popolo italiano non è responsabile del contratto fatto dai governi con l'Atlantia. E allora chi sono i veri primi responsabili? Sono coloro che hanno deciso di svendere le proprietà dello Stato cedendole ai privati. Il primo fu il mortadella Prodi che era presidente dell'IRI (creata dal fascismo) e che cominciò dall'inizio degli anni '90 a cedere ai privati le aziende statali sotto il governo Ciampi (che fu poi eletto immeritatamente presidente della Repubblica pur essendo egli il promotore della svendita delle aziende statali). Dal 1996 continuò la svendita di aziene statali che erano in passivo solo perché male amministrate dai governi collusi con i partiti che li sostenevano ed erano beneficiari di tangenti. Al governo Prodi (1996-98) succedette lo sciagurato governo D'Alema (lo stesso che fornì le basi americane per bombardare la Serbia) e che nel 1999 cedette in concessione all'Atlantia la maggior parte delle autostrade iraliane. Da notare che il contratto prevedeva un risarcimento nel caso di revoca anche se l'Atlantia fosse risultata inadempinte. Ma tale inadempimento oggi può farsi valere solo per il ponte di Genova, non implicando questo fatto una revoca per tutte le altre concessioni. Il terzo delinquente è stato il bomba Renzi che  con una leggina scandalosa passata inosservata anche all'opposizione allungò i tempi della concessione sino al 2047. PAZZESCO. In conclusione: l'Atlantia, se ritiene di essere danneggiata per lucro cessante qualora l'attuale governo decidesse, come ha minacciato (ma credo rimanga solo una minaccia), di revocare tutte le concessioni, allora in sede di giudizio responsabili dovrebbero essere i governi passati, compresi i governi Berlusconi che sono rimasti sempre silenti di fronte ai malgoverni della falsa sinistra. Primi responsabili sono i governi del trio delinquenziale PRODI, D'ALEMA, RENZI: Non sono i contribuenti italiani a dover pagare i danni per lucro cessante causato da governi scellerati. Non lo Stato, che è lo Stato dei cittadini, mal rappresentati da una democrazia rappresentativa che è una falsa democrazia perché non corretta da una democrazia diretta che richiede la riformulazione dell'art. 53 della Costituzione introducendo il referendum propositivo saltando le pastoie e la corruzione dei partiti e allargando il referendum abrogativo ai trattati internazionali, in modo che anche la politica estera possa essere sottoposta a referendum abrogativo. In base all'art. 53 della Costituzione ci hanno imposto una moneta straniera che è l'euro-marco, da cui adesso è difficile, ma non impossibile, uscire, mentre era molto facile non entrarvi. Come insegnano Stati che, pur facedo parte della disgrazia dell'UE, tuttavia hanno preferito tenersi la moneta nazionale: Inghilterra (ora in uscita anche dall'UE), Danimarca, Svezia Polonia, Ungheria. Questi Stati con un referendum hanno deciso di tenersi la moneta nazionale. E la Svizzera, non facente parte del'Ue, si è ben guardata dal lasciare il franco.  
Da notare che negli altri Stai europei le autostrade sono gestite direttamente dallo Stato e in alcuni Stati non si paga il padaggio, come in Germania, dove le autostrade furono fatte costruire in pochi da Hitler, e in cemento, non in catrame, anche perché Hitler aveva previsto la necessità di una  grande rete autosradale in funzione di un rapido spostameno dei veicoli da guerra.   

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